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SONO MAGGIORENNE ESCI

il sesso : ieri , oggi e (domani ?).

15 interventi
9 anni fa
Coppia
Abruzzo, Pescara
CERTIFICATO

Qui dal 29.10.2016 -
Oggi i 20 enne maschi non hanno il benché minimo problema a scomparsi le amichette, per questo motivo la loro libido e di molto inferiore alla nostra di 30 anni fa.
Per noi il futuro prossimo è una banalizzazione della trasgressione è quello a medio termine lo deciderà la farmaceutica 🙂

9 anni fa
Singolo
Abruzzo, L'Aquila
Qui dal 30.11.2013 -
Quotato da emmegei,
La cosa che salta subito agli occhi è la possibilità di usufruire di immagini porno in maniera facile rispetto ai nostri tempi quando per vedere un film dovevi barare sull'eta' , se ti andava bene. Ciò ha influito pesantemente sul [...]
Anche io a poco più di trent'anni sento il gap con i ragazzini di oggi... Condivido: non sono certo che sia vera emancipazione, spesso è incoscienza ma tant'è...

9 anni fa
Coppia
Abruzzo, Pescara
CERTIFICATO

Qui dal 29.10.2016 -
Per quanto riguarda la libertà sessuale dei nostri adolescenti io non darei una connotazione così negativa anzi.... per loro non è più un tabù e questo è un bene
Piuttosto per le aberrazioni del pompino in cambio di una ricarica telefonica o della disinformazione sulle malattie la colpa la farei a noi adulti che abbiamo santificato il denaro e che abbiamo allentato l informazione.

Ho due ragazze in casa ,sono padre e patrigno ,mi sbigottisco quando i ragazzotti preferiscono i videogiochi a un uscita con le due che li inseguono con scene da vomito ( per un padre) e vi asssicuro che la pornografia è molto lontana dai loro target.....non se ne fregano proprio

9 anni fa
Coppia
Lazio, Roma
CERTIFICATO

Qui dal 28.10.2016 -
Lascerei un attimo da parte l'aspetto antropologico, pur riconoscendogli enorme importanza e, ancor di più, eterna attualità, dal momento che siamo animali. Evoluti sì, ma pur sempre animali: il perché di certi nostri atteggiamenti e/o comportamenti è nascosto innegabilmente nei meandri delle nostre origini biologiche.
Porrei pertanto di più l'accento sull'aspetto sociologico, per stabilire se ci siano stati dei miglioramenti rilevanti sull'argomento proposto, ossia la sessualità ed i suoi "derivati".
Forse ho la tendenza a vedere il bicchiere mezzo pieno, forse sono un'illusa, forse sono superficiale e mi sfuggono molti aspetti del fenomeno, ma la mia percezione è che in questi ultimi anni, che sono un'inezia rispetto alla storia dell'uomo (lasciando da parte i corsi e ricorsi storici, parlo di tempi moderni, diciamo dal secondo dopoguerra in poi) siano stati fatti, a livello sociale, dei passi davvero epocali in un lasso di tempo relativamente breve.
Un discorso del genere non può prescindere dalla condizione della donna oggi, anzi, è il punto di partenza, perché inizia tutto dalla considerazione che gli uomini hanno di noi da sempre. Mai sufficientemente riconosciuta, sia chiaro, ma oggi nettamente migliorata rispetto a circa settanta anni fa, quando non godevamo nemmeno dei diritti civili.
Ecco, penso a quelli, (lavoro compreso, anche se ecc ecc...) penso alle nuove leggi di famiglia, all'abolizione del "delitto d'onore", al divorzio ed al diritto di abortire (seppure... ecc ecc). E penso anche alla minigonna, grazie Mary.
Penso a quando l'omosessualità era considerata una malattia, a quando i gay dovevano nascondersi, a quando venivano appellati "froci" e derisi in pubblico, penso a quando di transessualità non si poteva nemmeno parlare.
Oggi invece, pur con i nostri limiti e tutto quello che c'è ancora da fare, simili brutture non esistono più. Non basta, però: come diceva Gianni Agnelli "tutto ciò che è fatto bene... potrebbe anche essere fatto meglio".
L'avvento di Internet ha ulteriormente scombussolato molti equilibri. E' un bene? E' un male? Non lo so, so soltanto che l'uso corretto di un bisturi salva la vita, quello "sbagliato" la toglie. Sta a noi usarlo bene, ma io sono contenta che ci sia.
Pallina

9 anni fa
Singolo
Lombardia, Milano
Qui dal 31.01.2017 -
Ieri niente 😒 , oggi speriamo 😮 , domani ....mah

9 anni fa
Coppia
Lombardia, Brescia
Qui dal 07.02.2012 -
Io non invidio le nuove generazioni che hanno "imparato" il sesso dai film (con attori) su internet.
- uomini e donne hanno tutti fisici perfetti
- il sesso inizia con un pompino e finisce nello stesso modo
- la donna gode dall' inizio alla fine (anche solo a toccarle un gomito)
- l' uomo gode dopo 2 ore di dentro e fuori ritmico
Se lo fanno così... Aiuto 😭
Noi al massimo avevamo i fumetti del Lando o Maghella
🙂 🙂

9 anni fa
Coppia
Abruzzo, Pescara
CERTIFICATO

Qui dal 29.10.2016 -
Quotato da pinkoepallina,
Lascerei un attimo da parte l'aspetto antropologico, pur riconoscendogli enorme importanza e, ancor di più, eterna attualità, dal momento che siamo animali. Evoluti sì, ma pur sempre animali: il perché di certi nostri atteggiamenti e/o comportamenti [...]


Clap clap clap !!!!!
Hey questa qui è amica mia

9 anni fa
Coppia
Abruzzo, Pescara
CERTIFICATO

Qui dal 29.10.2016 -
Inoltre il ssso fine a s stesso ha una fortissima componente socializzante!

Basta pensare al profondo e attonito senso di gratitudine che mi pervade nei confronti della signorina che me la da! 💋

9 anni fa
Coppia
Lazio, Roma
CERTIFICATO

Qui dal 28.10.2016 -
Quotato da longlife65,
Quotato da Cpbixo,
Quotato da longlife65,
Quotato da Cpbixo,
E ti quoto, @palla! Figurati se non ti quoto.....
Ogni nuova invenzione ha avuto bisogno di un certo tempo di "digestione" per capirne vantaggi/svantaggi e rischi/benefici.
Perfino l'auto a suo tempo incontrò resistenza ed ebbe [...]
Oggi si è creato un mondo virtuale dove tutti sono quello che vorrebbero essere, senza riflettere che tornando alla realtà si è costretti a fare i conti con la normalità della vita. Fin quando riesci a gestire questo passaggio in modo indolore senza che il virtuale prenda la supremazia sulla vita ordinaria tutto bene , in difetto cosa può accadere?. Basti pensare alle scene di sesso che girano sui social, che hanno , purtroppo, procurato anche morte e dolore.
Nelle forme estreme si sconfina in condizioni patologiche di isolamento estremo come nella sindrome Hikikomori. Per adesso il lassismo educativo iitaliano con la sua spinta al disimpegno ci mette al riparo dalla paura di non essere all'altezza. Noi italiani, semmai abbiamo il problema opposto. Oddio....in effetti a pensarci bene forse qualche rischio lo corriamo se c'è forte discrepanza tra l'idea del sé e il valore che riusciamo a dimostrare nella vita reale.
Hai centrato uno dei problemi quello delle discrepanze tra cosa si vorrebbe essere e quello che si è, nella vita reale ( belli/brutti/alti/bassi/ricchi/poveri.. si viaggia per stereotipi) Sarebbe bello insegnare ai più giovani che essere ed apparire sono cose completamente differenti.
La tendenza va in senso opposto, invece, ma non da oggi. Anche quando ero giovane io l'apparire, soprattutto in una comunità (la comitiva degli amici, la classe a scuola) era più importante dell' essere: ogni epoca ha i suoi totem, i suoi must, le sue griffe, le sue mode in ogni campo... ed una certa immagine da difendere e/o formarsi.
Ho cercato di insegnare a mia figlia non tanto che bisogna più "essere" che "apparire", quanto che all'effimero che non le ho mai -nelle mie possibilità- fatto mancare, in quanto per me sacrosanto a quell'età (rappresenta una delle principali gioie della gioventù) doveva affiancare la consapevolezza che lo fosse, tanto da poterne fare un uso "ragionato".
In questo discorso si inserisce bene anche il sesso, o meglio la sessualità: non ha tanta importanza come i giovani la vivano, bensì che la vivano sapendo quello che fanno, tenendo presente che il gap fra quello che si è e quello che si vorrebbe essere è un indicatore del reale valore di una persona. Chi lo capisce, chi sa "pesare" sé stessa/o è realista, chi no un/a un presuntuoso/a e, in quanto tale, rischia molto.
Gli errori più gravi li fanno infatti coloro che pensano: "Io no, a me non succede". E non soltanto in campo sessuale, purtroppo.
Pallina

9 anni fa
Singolo
Veneto, Padova
Qui dal 03.12.2016 -
@pallina Discorso perfetto. L'optimum è sapere di essere e sapere come apparire. E' la prima regola dello spettacolo - e la vita è un gran teatro, si sa - essere consapevoli di ciò che si fa e si dice, di come lo si fa e lo si dice e che reazione ha il pubblico a ciò che si fa e si dice e come. Ma per farlo nella maniera giusta devi esserci tu prima, consapevole di ciò che sei e di ciò che fai e perché. Se no sei un dilettante allo sbaraglio. E magari ti va bene una volta, ma dura minga, dura no.

9 anni fa
Singolo
Lombardia, Milano
Qui dal 31.01.2017 -
C'hai ragione rauck , io mi ricordo i metallari , i paninari , i rockabilly , i discotecari , i punk ed altro che mi sfugge , ora sono tutti dei cloni senza anima 😒

9 anni fa
Coppia
Lazio, Roma
CERTIFICATO

Qui dal 28.10.2016 -

Quotato da paulfrancy,
Quotato da rauck,
Quotato da paulfrancy,
@rauck il Musso non sei di certo tu
comunque quando si era giovani, i più vecchi ci dicevano drogati,capelloni,scansafatiche,dei giovani d oggi quel che non vedo è l originalità, tutti copiano o si comportano come altri, mi diverto quando vado a mangiare fuori, tutti con sto coso o in mano o appoggiato al tavolo ed io l unico senza 😄 😄
Si infatti anche io, ma siamo veciotti 😄 😄
Guai se così non fosse, Francy! Le critiche delle nuove generazioni dovrebbero fornire un pungolo per non farci invecchiare, almeno di cervello. Sarebbero già vecchie se non vedessero vecchi noi.
Ti faccio un esempio. Politicamente mi colloco da una certa parte che pur essendo, secondo me, innovatrice, liberale e moderna, non ho difficoltà a riconoscere che è di stampo abbastanza "tradizionale". Da giovane ero molto più radicale, per non dire estremista, ma l’età porta quasi sempre a posizioni più morbide.
Oggi, quando vedo in TV le proteste -parlo di quelle anche accese ma civili, quelle che si fondano su basi politiche e sociali ragionate- dei giovani davanti alle università, ad esempio, provo sempre un'istintiva simpatia, anche se non ne condivido i contenuti. I ragazzi "devono" essere così, devono essere ribelli, “scapigliati”, innovatori, sognatori e, naturalmente, anche propositivi.
Pur ammettendo certe verità sui “giovani d’oggi”, sulla loro difficoltà a comunicare, sul loro abuso di telefonini e social, spesso sulla loro rassegnazione o sul loro uniformarsi alla massa (fenomeno sempre esistito peraltro) dobbiamo tenere presente che si è “vecchietti in riunione” quando ci si arrocca nei luoghi comuni, quando si generalizza, quando ci si rifugia nei “non c’è più la gioventù di una volta”.
E’ vero, come ricordava qualcuno, che gli adulti di allora (non tutti, per fortuna) ci vedevano per stereotipi: i citati paninari, i capelloni, i rockabilly, le squinzie o peggio, ma è proprio ricordandolo che non dovremmo perpetuare l’errore, se tale lo consideravamo.
Insomma, signori, abbiamo avuto vent’anni? E vediamo di ricordarcelo, allora. Solo in questo modo potremo davvero comprenderli, condizione necessaria per poterli assistere ed aiutare.
Anche se, ovviamente, ti diranno che lo non vogliono, il nostro aiuto, anche se ti ascolteranno con aria di sufficienza, anche se ti apostroferanno con un più che probabile “fatte da parte, nonnè!”
Ma questo non ha importanza, gli adulti siamo noi, siamo noi che dobbiamo ostinatamente cercare il dialogo, partendo magari dai nostri figli, trasformando in questo modo lo scontro generazionale in un “incontro generazionale”, senz’altro più costruttivo e proficuo per tutti.
Pallina

9 anni fa
Singolo
Toscana, Livorno
Qui dal 29.08.2011 -
Quotato da pinkoepallina,

Quotato da paulfrancy,
Quotato da rauck,
Quotato da paulfrancy,
@rauck il Musso non sei di certo tu
comunque quando si era giovani, i più vecchi ci dicevano drogati,capelloni,scansafatiche,dei giovani d oggi quel che non vedo è l originalità, tutti copiano o si comportano come altri, mi diverto quando vado a mangiare fuori, tutti con sto coso o in mano o appoggiato al tavolo ed io l unico senza 😄 😄
Si infatti anche io, ma siamo veciotti 😄 😄
Guai se così non fosse, Francy! Le critiche delle nuove generazioni dovrebbero fornire un pungolo per non farci invecchiare, almeno di cervello. Sarebbero già vecchie se non vedessero vecchi noi.
Ti faccio un esempio. Politicamente mi colloco da una certa parte che pur essendo, secondo me, innovatrice, liberale e moderna, non ho difficoltà a riconoscere che è di stampo abbastanza "tradizionale". Da giovane ero molto più radicale, per non dire estremista, ma l’età porta quasi sempre a posizioni più morbide.
Oggi, quando vedo in TV le proteste -parlo di quelle anche accese ma civili, quelle che si fondano su basi politiche e sociali ragionate- dei giovani davanti alle università, ad esempio, provo sempre un'istintiva simpatia, anche se non ne condivido i contenuti. I ragazzi "devono" essere così, devono essere ribelli, “scapigliati”, innovatori, sognatori e, naturalmente, anche propositivi.
Pur ammettendo certe verità sui “giovani d’oggi”, sulla loro difficoltà a comunicare, sul loro abuso di telefonini e social, spesso sulla loro rassegnazione o sul loro uniformarsi alla massa (fenomeno sempre esistito peraltro) dobbiamo tenere presente che si è “vecchietti in riunione” quando ci si arrocca nei luoghi comuni, quando si generalizza, quando ci si rifugia nei “non c’è più la gioventù di una volta”.
E’ vero, come ricordava qualcuno, che gli adulti di allora (non tutti, per fortuna) ci vedevano per stereotipi: i citati paninari, i capelloni, i rockabilly, le squinzie o peggio, ma è proprio ricordandolo che non dovremmo perpetuare l’errore, se tale lo consideravamo.
Insomma, signori, abbiamo avuto vent’anni? E vediamo di ricordarcelo, allora. Solo in questo modo potremo davvero comprenderli, condizione necessaria per poterli assistere ed aiutare.
Anche se, ovviamente, ti diranno che lo non vogliono, il nostro aiuto, anche se ti ascolteranno con aria di sufficienza, anche se ti apostroferanno con un più che probabile “fatte da parte, nonnè!”
Ma questo non ha importanza, gli adulti siamo noi, siamo noi che dobbiamo ostinatamente cercare il dialogo, partendo magari dai nostri figli, trasformando in questo modo lo scontro generazionale in un “incontro generazionale”, senz’altro più costruttivo e proficuo per tutti.
Pallina
Ma una curiosità @pallina ma scrivi tutto con il telefono ? O dal computer ?

9 anni fa
Coppia
Veneto, Padova
Qui dal 11.07.2012 -
Forse Francy dipende sempre che rapporto che si abbia pure con proprio figlio.sarà che noi siamo stati un può fortunati ma dire vero abbiamo un bel rapporto con ns figlio e quando ha un problema cerchiamo sempre di parlarci insieme oltre di risolverlo sia io che mio marito
Per es.con miei genitori non riuscivo avere un buon dialogo in famiglia.mentre invidiavo le mie amiche che avevano un buon rapporto ..
che poi i giovani hanno perso la fiducia e siano amareggiati del mondo d'oggi quello SI......purtroppo non possiamo dire che valori umani siano degradati con tempo e non di poco.anzi........senza contare tutto resto. 🙂

9 anni fa
Coppia
Lazio, Roma
CERTIFICATO

Qui dal 28.10.2016 -
Quotato da paulfrancy,
Mi dispiace però che sempre più giovani abbiano perso la fiducia nel futuro, e in questo parte delle responsabilità ricade sulla nostra generazione che non è riuscita a dare prova di essere all'altezza dei grandi cambiamenti che stavano accadendo intorno a noi. In alcuni ragazzi però vedo la "visione" di un futuro alternativo speriamo che sia meglio di ciò che siamo riusciti a fare noi.
Eheheheh sì Francy, da come ti esprimi credo proprio stessa "scuola".
Quello che scrivi in questa parte che ti ho evidenziato è drammaticamente vero, l'ho pensato ma non ho avuto il coraggio di scriverlo per non andare troppo a scavare e politicizzare il discorso. Ma apprezzo. 💋 E spero... con il mio inguaribile ottimismo. 🙂
Pallina

9 anni fa
Coppia
Veneto, Padova
Qui dal 11.07.2012 -
Quotato da longlife65,
La comunicazione fra le generazioni deve esserci sempre, anche se conflittuale. Il passaggio delle "informazioni di vita" anche se fatta in epoche differenti rappresenta la cultura di un popolo, il suo modo di essere stato e di essere oggi. [...]
🙂 🙂

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