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Lui & Lei

La saga di Garula - Nobiltà Ep. 12


di Tiscopotrans
01.04.2024    |    120    |    0 6.0
""Anche tu pensi a quello che penso io Thara?" "Pensi che una Prixia voleva assassinare Federnad?" "Non sarebbe la prima volta..."


Elixa e Thara portano Federnad in camera con premura, cercando di stabilire cosa possa essere successo al giovane nipote dell'imperatore. Elixa, dai lineamenti delicati e dagli occhi penetranti, irradiava un'aura di austera bellezza. Il suo viso, incorniciato da lunghi capelli scuri, rifletteva una determinazione ferma, mentre il suo sguardo, freddo e risoluto, tradiva la sua intelligenza e la sua saggezza.

Thara, invece, aveva un viso giovane e sensuale, con labbra carnose e occhi scintillanti di malizia. I suoi lineamenti erano delicati, ma le sue espressioni trasudavano un'energia vibrante e un'intelligenza acuta. I suoi lunghi capelli corvini cadevano morbidi sulle spalle, incorniciando un volto che nascondeva molti segreti dietro un sorriso ammaliante.

Le due concubine capirono immediatamente che Federnad era stato avvelenato, e mentre Elixa si concentrava su di lui con rigore e determinazione, Thara si mise all'opera con rapidità e astuzia, cercando indizi o tracce del veleno utilizzato.
Elixa e Thara scambiano uno sguardo concorde, consapevoli della gravità della situazione.

"Dobbiamo agire rapidamente", sussurrò Elixa, con voce decisa. "Il suo corpo geneticamente modificato gli ha dato una resistenza straordinaria, ma il veleno potrebbe ancora ucciderlo se non lo rimuoviamo tempestivamente."

"Va bene," rispose Thara con fermezza. "Procederò con l'estrazione del veleno."

Senza esitazione, Elixa si avvicinò al principe Federnad e abbassò con delicatezza i suoi pantaloni. Mentre lo faceva, dalle gambe del principe emerse il suo fallo, segno della sua natura geneticamente modificata e delle sue origini nobili.

Elixa procedette all'estrazione del veleno. Afferrò il pene enorme del principe. Nonostante il principe si trovasse in una condizione di dormiveglia il suo pene aveva delle dimensioni notevoli. Elixa e Thara rimasero sorprese, si guardano per un attimo negli occhi.

"Elixa forse è meglio che procedo io con l'estrazione."
"No, Thara questo è il mio compito."
"Sicura?"
"Certo."
Elixa avvicinò la sua bocca al pene di Federnard e iniziò a succhiarlo dolcemente. Mentre lo succhiava sentiva in bocca l'aspro gusto del veleno di rosa oltre all'ingombrante massa carnosa del cazzo.
"Veleno di rosa Thara."
"Sicura?"
"Ho capito...tieni succhia anche tu il pene del nostro principe."
Thara sorrise a Elixa. Accarezzo leggermente i capelli della Prixa e poi procedette anche lei a "estrarre" il veleno del principe.
"Si è proprio veleno di rosa... chissà da dove proviene."
Thara continuava a succhiare il pene del principe, nonostante il veleno era stato estratto totalmente.
"Anche tu pensi a quello che penso io Thara?"
"Pensi che una Prixia voleva assassinare Federnad?"
"Non sarebbe la prima volta...ti ricordi quella Prixia con i capelli rosa? Lei era presente all'omicidio di Orbue e se non sbaglio anche sta sera ha passato del tempo con il principe."
Thara rimase qualche secondo in silenzio per poi riprendere a succhiare l'enorme pene che si trovava sotto di lei.
"Thara il veleno lo hai estratto tutto... Non credi sia il momento di finirla?"
"Uffa Elixa, facciamo sesso sempre e soltanto con l'imperatore. Volevo cambiare un po'...poi hai visto com'è bello il nostro principe? È davvero un ragazzo perfetto."
"Thara guarda i tuoi abiti e dove ti trovi. Sei la seconda tra le concubine dell'imperatore, se vuoi ricchezza e oggetti preziosi quello che devi fare è rimanere fedele all'imperatore. Hai succhiato il pene del principe, ma è l'ultima volta che lo fai, l'imperatore ama tenerci al sicuro e pure ai suoi occhi."
"Vabene. Comunque si ricordo la ragazza con i capelli rosa, ha baciato il principe... Che fortunata..."
"Bene, allora la andremo a prendere e la interrogheremo."
Mentre le due Prixia si allontanavano dal principe lui tornava ad avere conoscenza di se
Mentre Elixa e Thara si allontanavano dalla stanza del principe, Federnad lentamente riprese conoscenza di se stesso. Confuso e debilitato, cercò di rialzarsi, ma sentì una debole sensazione di nausea e vertigine.

Con sforzo, si mise seduto sul letto, cercando di capire cosa fosse successo. La visione offuscata e il senso di confusione lo rendevano difficile, ma sapeva che doveva raccogliere tutte le sue forze per affrontare ciò che veniva.

Nel frattempo, Elixa e Thara si preparavano a cercare la ragazza con i capelli rosa, sospettata di essere coinvolta nell'attentato contro Federnad.

Nel mentre, Federnad, ancora confuso e indebolito, si chiese chi potesse essere dietro a questo vile attacco e cosa avrebbe potuto fare per proteggere se stesso e il suo regno da futuri pericoli.
Nonostante la gravità della situazione, Federnad non riusciva a togliersi dalla mente il dolce pensiero di Garula. Il desiderio di rivederla e di sapere se era al sicuro dominava la sua mente, spingendolo a desiderare ardentemente la presenza della bella prixa.

Nonostante l'urgenza della situazione politica e il pericolo che lo circondava, Federnad sentiva il bisogno irrefrenabile di vedere Garula, di assicurarsi che fosse al sicuro e di confessarle i suoi sentimenti sinceri. Era come se il loro breve incontro avesse acceso una fiamma nel suo cuore, una fiamma che bruciava con una intensità che non poteva ignorare.

Il pensiero di Garula smuoveva qualcosa in Federnad. Nelle sue mutande qualcosa si muoveva. Con una mossa decisa, Federnad afferrò il suo fallo gigante e lo strinse con forza. Sentì il caldo umido del suo pene tra le sue dita mentre esercitava una pressione vigorosa, cercando di liberarsi dalla tensione accumulata nei suoi pensieri.

La sensazione del suo fallo tra le mani lo rassicurò e lo rafforzò, ricordandogli la sua forza interiore e la sua capacità di affrontare qualsiasi sfida gli si presentasse. Con ogni strizzata, sentiva la tensione e l'ansia svanire lentamente, sostituite da una calma determinazione e da un senso di fiducia nel suo destino.
Mentre si toccava, Federnad non poteva fare a meno di pensare alla bella Garula. La sua immagine si dipingeva vivida nella sua mente, con i suoi occhi azzurri che brillavano come stelle nel cielo notturno e il suo sorriso che illuminava ogni stanza in cui entrava.

Ricordava con desiderio il morbido contorno del suo seno e le sue curve sinuose, che avevano catturato la sua attenzione fin dal primo momento in cui l'aveva vista. Con ogni carezza del suo fallo, immaginava di poterla toccare e sentire la sua pelle morbida sotto le sue dita, di poterla baciare e assaporare il dolce gusto dei suoi baci.

I pensieri di Garula lo riempivano di un desiderio ardente e di una passione travolgente. Nonostante tutti i pericoli e gli ostacoli che si frapponevano tra loro, sapeva che non avrebbe potuto resistere alla tentazione di vederla di nuovo, di stare con lei e di esplorare il profondo legame che sentiva di condividere con lei.

Con un gemito di piacere, Federnad raggiunse l'apice della sua eccitazione. Ogni carezza del suo fallo bionico era come una fiamma che bruciava dentro di lui, portandolo sempre più vicino al punto di non ritorno. Con ogni movimento delle sue mani, sentiva l'intensità del suo piacere crescere, avvolgendolo in una sensazione di estasi e soddisfazione.

Le immagini di Garula danzavano nella sua mente mentre si abbandonava al piacere, immaginando di poterla tenere tra le sue braccia e di poterla amare con tutto se stesso. Con un ultimo gemito di piacere, Federnad lasciò che l'onda del suo orgasmo lo travolgesse, portandolo in un mondo di sensazioni intense e piaceri indescrivibili.

Mentre il suo corpo tremava di piacere, Federnad si sentiva libero e completo, come se ogni tensione e preoccupazione si fossero dissolte nel nulla. Con un sorriso soddisfatto sulle labbra, si rilassò completamente, pronto ad affrontare il futuro con rinnovata energia e determinazione.

Anche se sapeva che ci sarebbero stati ancora molte sfide da affrontare, Federnad sapeva che avrebbe potuto superarle tutte con coraggio e determinazione. Era il momento di trovare Garula.
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