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Lui & Lei

Week end in Croazia


di Writer72
08.05.2024    |    5.574    |    10 9.9
"L'imbarco è previsto per le ore 10 del venerdì mattino, arrivo alle ore 14 a Starigrad, da lì, in pochi minuti di autobus, raggiungo il paese di Hvar dove..."
Questo è un racconto che avevo già pubblicato nel mio vecchio profilo. Narra di una mia esperienza reale ed è uno dei primi racconti che ho scritto.

Dopo anni di indecisione finalmente mi convinco a partire per una breve vacanza, da solo, la mia ennesima delusione amorosa mi da coraggio.
La mia scelta ricade sulla costa croata, raggiungibile con poche ore di traversata dal porto più vicino alla mia città.
L'imbarco è previsto per le ore 10 del venerdì mattino, arrivo alle ore 14 a Starigrad, da lì, in pochi minuti di autobus, raggiungo il paese di Hvar dove si trova un piccolo hotel a 4 stelle che ho prenotato per due notti.
Dopo essermi sistemato in camera e dato una rinfrescata, a metà pomeriggio decido di fare un giro esplorativo del posto, prima sul lungomare stracolmo di bancarelle che vendono articoli per i turisti, poi visito lo splendido centro storico, scatto qualche foto alle mura costruite con la tipiche pietre dalmate, salgo fino al belvedere per godermi il tramonto di un panorama incantevole.
Sono passate da poco le 19, decido di fermarmi nella parte alta del paese per bere una birra e godermi il paesaggio, ne approfitto per osservare l'andirivieni dei turisti, alcune famiglie, folti gruppi di giovanissimi ragazzi europei, specie inglesi, tedeschi e olandesi, alcune coppie più o meno mature.
Sono proprio contento della scelta che ho fatto, un posto rilassante, un mare meraviglioso e, soprattutto, pochi italiani.
Prima di cena torno in albergo per farmi una doccia e cambiarmi, decido di mangiare in un locale tipico non lontano dalla piazza che avevo notato nel mio giro pomeridiano, in vacanza cerco sempre di scegliere locali frequentati dalle persone del posto sia perché conoscono i posti migliori sia per vivere e capire meglio la loro cultura.
Entro, mi accoglie una ragazza molto giovane e dal volto simpatico, mi chiede in inglese se avevo prenotato, rispondo di no, "sei italiano?" mi domanda, io sorrido, "accomodati nel cortile interno"; al cortile si accede dopo aver attraversato due salette decorate in pietra, luci soffuse, il cortile è ornato con numerose piante e fiori, una fontana nel mezzo, musica di sottofondo, un posto quasi magico.
A differenza di quello che pensavo prima di partire, non ero per niente a disagio nello stare da solo anzi, il pensiero di godere della piena libertà mi elettrizzava.
Nel locale vi sono molte famiglie del posto, alcune coppie di turisti e due tavoli con coppie di amiche, erano tutti sorridenti e rilassati.
Dopo qualche minuto si avvicina la cameriera, una ragazza alta, con un viso sorridente e carino che con il suo buon italiano mi saluta e mi chiede cosa preferivo ordinare; decido di provare piatti locali di pesce, dall'antipasto al secondo con una bottiglia fresca di vino bianco per accompagnare il tutto.
La serata trascorre serena, mi sento proprio felice, chiamo la cameriera che avevo sentito chiamarsi Valentina (nome di fantasia), le chiedo un dolce tipico, mi porta una fetta generosa di kremsnite e mi omaggia di un bicchierino di grappa locale, la ringrazio.
Mi godo il dolce, poi la grappa e una sigaretta, mi guardo attorno sorridendo, chiedo a Valentina il conto, arriva dopo pochi minuti, le lascio la mancia più che meritata, e la saluto.
"Scusa Valentina, approfitto un altro minuto di te, volevo chiederti consiglio su dove andare al mare, un posto tranquillo, non molto affollato dove posso stare in libertà". Dopo avermi indicato diverse località che potevano fare al mio caso, mentre mi alzo mi dice...."...scusa non ci ho pensato, c'è una spiaggia raggiungibile sia a piedi che con la barca, isolata e con un chiosco dove mangiare e bere, intorno ci sono altre splendide spiaggette, si chiama spiaggia di Robinson.
Esco dal locale brillo e mi avvio verso l'hotel, non voglio fare tardi, domani ho intenzione di godermi interamente la giornata.
Il mattino seguente il sole splende, una leggera brezza soffia dal mare, dal terrazzo della mia camera mi godo il panorama prima di scendere a fare una colazione abbondante.
Risalgo, mi preparo, indosso un costume tipo piscina che spero di poter togliermi appena in spiaggia, maglietta, pantaloncini e scarpe da tennis, nello zaino metto il libro, crema solare e qualche oggetto personale.
Mi avvio nella zona del porto dove ci si imbarca, trovo subito la barca per la spiaggia di Robinson, saliamo in otto, una famiglia con il figlio, una coppia di amiche e una di fidanzati, tutti giovanissimi.
Dopo 15 minuti di navigazione in cui dovetti combattere con il mal di mare, arriviamo a destinazione, la spiaggia era lunga non più di 50 metri e larga 10 metri, vi erano forse una dozzina di persone più altri bagnanti che si incamminavamo verso altri lidi. Quasi al centro un piccolo chiosco con delle panche, decido di fare prima un giro per scegliere dove sistemarmi. Mi sistemo in una spiaggetta laterale molto riservata a pochi metri dal mare, mi tolgo subito il costume, vicino a me c'era solo una coppia di donne del posto di circa 60 anni, una coppia più defilata e, in fondo, vicino alla pineta, una donna di 50 anni impegnata a spalmarsi la crema solare, naturalmente eravamo tutti nudi, che bello!
Trascorro un paio d'ore piacevoli alternando ai bagni e a leggere.
E' quasi ora di pranzo, mi avvio verso il chiosco, decido di rimanere senza costume perché nessuno lo indossa, mi siedo su una panca in parte già occupata da altri bagnanti, nessun italiano, ordino una birra e del pesce fritto, inizio una conversazione con una coppia attempata di olandesi sfoderando il mio pessimo inglese, nel mentre sono concentrato nella discussione mi sento toccare due volte la spalla, mi giro e mi trovo davanti Valentina, indossa gli occhiali da sole e un cappello di paglia, sono senza parole, ha un minuscolo pareo ma rimango stupefatto dal suo magnifico seno, una quinta misura che quasi mi sfiora il viso, "ciao Valentina, come stai?", dimentico la coppia di olandesi, "sono al mare con due amiche per qualche ora e tra poco devo andare a prepararmi per il lavoro" mi dice sorridendo, "ti ho visto e ho voluto salutarti", "hai fatto benissimo" le dico, intanto non riuscivo a toglierli lo sguardo dal suo corpo, gambe magre e lunghe, un seno favoloso e due occhi incantevoli.
"Ora ti saluto, spero di vederti stasera" mi dice allontanandosi, "si...si..." rispondo incantato mentre si allontana.
Mi avvio verso la spiaggetta con la mente rivolta a lei, per fortuna avevo con me un marsupio con cui coprire l'erezione.
Mi allungo in spiaggia, solo una coppia in lontananza stava amoreggiando, cerco di distrarre la mente leggendo.
"Ti dispiace se sto ancora con te, le mie amiche sono dovute andare via!"
Alzo gli occhi, era lei, questa volta senza pareo, era un incanto.
"Ci mancherebbe! Metti il tuo asciugamano qui!"
Si siede e inizia a spalmarsi la crema solare sul viso, poi sulle braccia, sulle gambe e poi sul ventre e sui seni, io sono costretto a rimanere a pancia in giù per l'eccitazione, la guardo ammirato, forse ho anche un'espressione da stupido ma poco importa, ho la possibilità di stare in compagnia di una ragazza meravigliosa.
Mi dice: "Ti metto della crema sulle spalle, sono rosse".
"Fai pure" le rispondo con una voce che a malapena esce dalla mia bocca.
Il tocco delicato delle sue mani mi manda in estasi, mi massaggia le braccia, le spalle, poi la schiena, per fortuna si ferma....ma è solo per prendere dell'altra crema solare, le sue mani e accarezzano ancora la schiena e scendono sui glutei, il mio pene è ormai duro, massaggia con delicatamente il sedere, allargo involontariamente le gambe, si insinua tra i glutei e le sue dita stuzzicano l'ano, scivolano sempre più giù, delicatamente mi tocca i testicoli, ora con più decisione, non posso stare più fermo, mi giro, mi stendo, si appoggia sopra le mie cosce e si allunga sopra di me, mi bacia il petto, la sua lingua gira intorno ai capezzoli, li morde, chiudo gli occhi per assaporare meglio questo momento, la sento muovere, mi bacia il collo, mi morde le orecchie, la sua lingua mi accarezza dietro le orecchie, ora si avvicina alla mia bocca.
Le sue labbra carnose si posano sulle mie, le lingue si cercano con voglia, le prendo il sedere e lo massaggio, le mie dita vanno a cercare la sua intimità, è già bagnata, la masturbo, ansima di piacere, aumento i movimenti per sentire di più la sua eccitazione; con la bocca cerco la fica depilata, la bacio, la lecco, la masturbo con le dita, agita il bacino per godere di più, si gira lasciandomi godere della visione del suo sedere, inizio a leccarle l'ano e a masturbarla, sento la sua bocca avvolgere il mio cazzo, sento il calore della sua bocca, poi percorre tutta l'asta con le labbra e con la lingua, il mio cazzo è sempre più duro.
Si gira e si mette sopra di me, prende in mano il mio pene e lo accompagna dentro la sua fica bagnata, iniziamo ad amarci senza badare a chi ci fosse intorno a noi, le mie mani si posano sui suoi seni, li accarezzo, la avvicino a me, lecco i capezzoli, i suoi seni sono come una scultura, spingo il suo sedere per prenderla meglio e sentire scorrere meglio il cazzo dentro di lei, poi si alza, si gira e si mette a pecorina, la prendo da dietro e continuo a scoparla, le accarezzo il seno, poi la mia mano scende verso la fica per stimolarla ancora, "continua...ti voglio", la sento venire.
Mi fermo e mi allungo di nuovo, si avvicina con la bocca al mio ventre, mi bacia le cosce, mi lecca i testicoli, risale su verso l'asta che lecca e bacia dolcemente, poi sento la sua bocca che avvolge prima il glande e poi tutto il cazzo, la sua lingua si muove con sapienza, si alza, sputa la saliva sul glande e riprende a succhiarmi il cazzo, ormai sono al limite.
Ci alziamo e andiamo in acqua, è fredda ma non riesce a spegnere la passione, ci baciamo ancora e ci masturbiamo a vicenda, mi prende il cazzo e lo accompagna dentro di lei, le tengo la schiena per aiutarla a rimanere in equilibrio, il movimento dell'acqua ci accompagna nel nostro amplesso, si muove sempre di più, mi stringe a se, ansima più forte, la sento venire, continuo a spingere sempre più forte, la mia resistenza non è vinta così come il mio vigore, le stimolo anche l'ano, sta di nuovo godendo, aumento la stimolazione anale fino a quando la sento ansimare più forte per il piacere.
Mi abbraccia. Esce da me. Il mio cazzo è ancora duro!
"Devo andare" mi dice, ci vediamo stasera.
Si asciuga e si riveste velocemente e mi saluta con un bacio sulle labbra.
Mi tuffo ancora in acqua per riprendermi dalla passione, la mia mente è rivolta solo a lei, al suo corpo.
E' tardi anche per me, mi avvio verso la barca.
In albergo mi rinfresco con una doccia e mi masturbo pensando a lei.
Al locale trovo un tavolo riservato, i nostri occhi si incrociano tutta la sera, aspetto che finisca di lavorare e finalmente la vedo arrivare.
Indossa un vestitino corto e degli infradito, i suoi seni ballano liberi sotto il tessuto.
Mi bacia e mi prende per mano, ci dirigiamo attraverso una piccola vegetazione che porta ad una piccola rada con una minuscola spiaggetta.
Stende il suo asciugamano e si spoglia, mi lascio spogliare, siamo illuminati solo dal chiarore della luna, intravedo il suo corpo perfetto, i suoi seni rotondi, le accarezzo la fica , si distende e si lascia accarezzare, la mia lingua percorre tutto il suo corpo, la masturbo con la bocca entrando nella sua intimità, le stimolo il clitoride, sento un brivido che le attraversa il corpo, salgo fino ai seni, le mordo i capezzoli mentre con le dita continuo a masturbarla, la penetro dolcemente, è fradicia, allarga e piega le gambe per sentire meglio il mio cazzo dentro di lei, geme per il piacere, poi la adagio sul fianco, le alzo la gamba per averla ancora, le accarezzo i seni mentre continuiamo a scopare, la sento che viene, mi abbasso a leccare i suoi odori, poi la bacio, mi fa stendere e inizia a baciarmi il viso, poi le orecchie, morde i capezzoli e scende sempre più giù, prende tutto il cazzo in bocca, lo prende tutto e si ferma, poi continua, lo prende di nuovo tutto in bocca e si ferma, mi fa impazzire, mi piace.
"Lo voglio dietro" mi dice con decisione, si gira, faccio fatica a entrare, emette un grido di dolore ma poi..."così...mi piace", comincio lentamente a entrare, sempre più forte, non resisto più, le inondo dei miei umori, si tocca, la sento ansimare più forte.
Rimaniamo abbracciati a parlare fino a quando non inizia ad albeggiare.
L'accompagno a casa, la bacio.
La mattina dopo mi sveglio a fatica, devo già ripartire.
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