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Gli Aristocazzi - storie di sesso nobile


di Tiscopotrans
09.03.2024    |    471    |    3 8.7
"Noi non siamo timidi, " disse con un tono giocoso, lasciando intendere la sua disponibilità a concedersi a giochi proibiti..."
Giambattista Mariotta, giovane erede della prestigiosa famiglia aristocratica dei Mariotta, era una figura imponente e affascinante. Con i suoi lineamenti regali e lo sguardo penetrante, incarnava l'essenza stessa dell'aristocrazia, portando con sé il peso di una lunga storia familiare.

Suo padre, il Conte Alessandro Mariotta, era un uomo di grande levatura e nobiltà d'animo. Esperto diplomatico e mecenate delle arti, il Conte Alessandro aveva dedicato la sua vita a servire il suo paese e la sua famiglia con dedizione e passione. Con il suo portamento fiero e il suo sorriso gentile, era rispettato e ammirato da tutti coloro che avevano la fortuna di conoscerlo.

Sua madre, la Contessa Isabella Mariotta, era una donna di straordinaria bellezza e grazia. Con i suoi lunghi capelli corvini e gli occhi scuri come l'ebano, incarnava l'essenza stessa della femminilità e dell'eleganza. Donna di grande intelligenza e cultura, la Contessa Isabella era una fervente sostenitrice delle arti e delle buone cause, impegnandosi attivamente nella vita sociale e filantropica della nobiltà.

La famiglia Mariotta vantava una lunga storia di nobiltà e prestigio, risalente a secoli di tradizione e gloria. Originari della regione toscana, i Mariotta avevano accumulato ricchezza e potere attraverso generazioni di imprenditori e politici di successo, diventando uno dei pilastri della società aristocratica italiana.

L'albero genealogico dei Mariotta era un intrico di rami e fili che si estendevano attraverso i secoli, intrecciando le loro radici con le grandi famiglie nobiliari d'Italia. Da generazioni, i Mariotta avevano mantenuto il loro status di nobiltà attraverso matrimoni strategici e alleanze politiche, consolidando la loro posizione di potere e influenza nella società.

***
Nel torpore dorato del salotto del Palazzo Mariotta, Giambattista trascorreva i suoi pomeriggi come una statua di marmo bianco, immobile e priva di vita. Tra le pareti ornate di affreschi antichi e i tappeti di velluto cremisi, il giovane erede si abbandonava al languore dell'ozio aristocratico. La noia, come un veleno lento, si insinuava nelle pieghe del suo animo, mentre i suoni ovattati del pianoforte suonato a malapena echeggiavano nel salone deserto.

Con lo sguardo perso nell'infinito, Giambattista contemplava i suoi giorni scanditi dalla monotonia, tra le lezioni di etichetta e le serate mondane. Niente poteva scuotere la sua indifferenza, né le lusinghe delle belle donne, né i tesori d'arte che adornavano le stanze del palazzo. Il giovane dandy, avvolto nel suo mantello di disincanto, vagava tra i corridoi come un'anima in pena, in cerca di un significato che sfuggiva al suo sguardo annoiato.

Ma un raggio di sole tra le nubi grigie della sua esistenza grigia giungeva sotto forma di Eleazaro, l'amico d'infanzia dal cuore ribelle e la mente vivace. Con la sua risata contagiosa e la sua stravaganza, Eleazaro gettava un barlume di vitalità nel buio della noia di Giambattista. Insieme, sfidavano le convenzioni della società, abbandonandosi a notti di follia e avventure senza fine.

Tra le pieghe del tempo, in un vortice di passioni e desideri, Giambattista e Eleazaro danzavano sul filo sottile che separava la gioia dall'abisso. In quel palazzo di marmo e seta, tra le ombre dei segreti e i sussurri delle cortigiane, la loro amicizia diventava un baluardo contro il vuoto che minacciava di inghiottirli.

Ma anche nella luce accecante dell'amore e dell'amicizia, Giambattista rimaneva un enigma avvolto nell'aura di mistero che solo un vero dandy poteva emanare. E così, tra le pieghe della sua anima tormentata, il giovane aristocratico continuava la sua ricerca senza fine, sperando di trovare un significato che potesse riempire il vuoto nel suo cuore annoiato.
***
"allora, Giambattista. Come va? Questo pomeriggio è molto lieto. Il sole è alto e il cielo azzurro. Ti andrebbe di uscire a prendere un po' d'aria?"

"Eleazaro, sei proprio un dolce cialtrone. Uscire? E perché? Non siamo circondati da ciò che abbiamo bisogno anche qui? L'aria? È pieno di aria qui."

"Mio caro, di aria qui ce n'è, ma ti farebbe bene uscire. Sai l'altro giorno o incontrato la duchessa Filomena Pia di Parma. Mi chiedeva di te."
"Ah, Filomena Pia di Parma. Che creatura affascinante. E cosa diceva di me, Eleazaro? Spero di non aver lasciato un'impressione troppo indelebile nella sua memoria."

"Mi ha detto che sei un enigma avvolto in un mistero, caro Giambattista. Una figura tanto affascinante quanto intrigante. Ha ammirato la tua aura di distacco e la tua capacità di destare curiosità senza sforzo. In effetti, sembrava quasi inebriata dalla tua presenza."

Giambattista sorrise con malizia, gli occhi accesi da una luce fievole di soddisfazione. "Ah, Filomena Pia, sempre così perspicace. E cosa hai risposto, Eleazaro? Hai alimentato la sua curiosità o l'hai lasciata languire nell'incertezza?"
"Gianbattista, sai bene che l'ho fatto. Ma Filomena Pia è una perla rara sai che non ti rincorrerà tutta la vita, per questo ti dico di uscire. Il mio consiglio da amico e quello di incontrarla e dargli una bella ripassata."

"Ah, Eleazaro, capisco il tuo punto di vista. Hai sempre un'ottima visione delle cose. Forse hai ragione, non dovrei lasciar sfuggire l'opportunità di rivedere Filomena Pia. Andiamo, accetto il tuo consiglio da amico e cercherò di incontrarla. Chissà quali avventure ci riserverà il destino." Giambattista si alzò con un sorriso, pronto a rompere la monotonia dei suoi giorni con un brivido di avventura.

Giambattista e Eleazaro si avventurarono attraverso i corridoi labirintici della società aristocratica fino a raggiungere il bar più rinomato della città, un luogo di incontri e intrighi dove i nobili si riunivano per discutere di affari e intrigare nelle oscure trame della politica e dell'amore.

Entrando nel bar, furono avvolti dal fruscio delle sete e dal suono delle risate smorzate, mentre gli sguardi curiosi dei presenti si posavano su di loro con un misto di ammirazione e sospetto. Giambattista, con il suo portamento regale e il sorriso enigmatico, si distinse subito tra la folla di nobili, mentre Eleazaro, con il suo abbigliamento eccentrico e la sua risata contagiosa, attirava l'attenzione ovunque andasse.

Tra i nobili presenti, Giambattista scorse Filomena Pia di Parma, circondata da una schiera di cortigiani che ammiravano la sua bellezza senza pari. Con i capelli corvini raccolti in un'acconciatura elaborata e un vestito di seta color ametista che scivolava sulle sue curve con eleganza, Filomena Pia incarnava l'essenza stessa della grazia aristocratica.

I gioielli che adornavano il suo collo e i suoi polsi luccicavano alla luce delle candele, mentre i suoi occhi scuri brillavano di intelligenza e malizia. Con un sorriso accattivante, Filomena Pia accoglieva i complimenti dei presenti con grazia e distacco, sapendo di essere il centro dell'attenzione ovunque andasse.

Giambattista si avvicinò al gruppo di nobili con eleganza, accompagnato da Eleazaro che irradiava energia e allegria. Con un inchino cortese, Giambattista si presentò a Filomena Pia con un sorriso affascinante, pronto a intraprendere il gioco delle corti e degli inganni che animava la società aristocratica.

Filomena Pia accoglieva Giambattista e Eleazaro con un sorriso gentile, i suoi occhi scuri brillavano di curiosità mentre li osservava avvicinarsi. Il suo vestito di seta, ornato da ricami d'oro e perle, era un'elegante manifestazione del suo status sociale, mentre i suoi gioielli scintillavano con la luce delle candele, conferendo alla sua figura un'aura di opulenza e raffinatezza.

Con un gesto elegante, Filomena Pia accettò l'invito di Giambattista a unirsi a loro, consentendo ai suoi cortigiani di seguirle con deferenza. Nel breve istante in cui i loro sguardi si incrociarono, Giambattista poté cogliere un fugace lampo di sfida nei suoi occhi, un segno che la ragazza non era certo da prendere alla leggera.

Eleazaro, con la sua allegria contagiosa, riuscì presto a conquistare l'attenzione dei presenti, mentre Giambattista intratteneva Filomena Pia con la sua eloquenza affascinante e i suoi modi impeccabili. Tra scambi di battute spiritose e sguardi maliziosi, il trio si immerse in un gioco di seduzione e intrighi che animava la vita dell'alta società.
Eleazaro, con il suo solito entusiasmo contagioso, propose di continuare la serata a casa sua, offrendo del gin per allietare ulteriormente la loro compagnia. Giambattista accettò l'invito con un sorriso compiaciuto, attratto dall'idea di prolungare la serata in compagnia dei suoi amici.

Così, insieme, lasciarono il bar aristocratico alle spalle e si avviarono verso l'abitazione di Eleazaro, dove li attendeva una serata di divertimento e avventura. Tra risate e conversazioni frivole, i tre amici si avventurarono nell'oscurità della notte, pronti a esplorare i misteri e le passioni che animavano le loro vite.
La casa di Eleazaro si ergeva come un'imponente dimora nel cuore della città, una residenza impreziosita da un'eleganza senza tempo e da un'aura di mistero che avvolgeva ogni angolo. Le sue mura erano rivestite da un intreccio di rampicanti lussureggianti, mentre le finestre adornate da tende di seta svolazzanti lasciavano filtrare la luce soffusa delle candele, creando un'atmosfera di intimità e incanto.

All'interno, la casa di Eleazaro risplendeva di opulenza e raffinatezza, con soffitti alti e decorazioni sontuose che richiamavano l'eleganza dei palazzi aristocratici. I mobili laccati e gli arredi sontuosi conferivano alla dimora un'eleganza decadente, mentre i dipinti d'arte e le sculture antiche testimoniavano il gusto sofisticato del suo proprietario.

Nella sala principale, una lussuosa libreria riccamente intarsiata occupava un intero lato della stanza, mentre un sontuoso tappeto persiano adornava il pavimento di marmo lucido. Divani e poltrone ricoperti di velluto invitavano gli ospiti a sedersi e abbandonarsi al lusso e al comfort, mentre una grande finestra a bovindo offriva una vista incantevole sul giardino illuminato dalla luna.

Il profumo di gin e spezie permeava l'aria, mescolandosi con il suono melodioso di una musica jazz che fluttuava nell'aria. Candele profumate ardevano delicatamente sui tavolini, diffondendo una luce calda e avvolgente che conferiva alla stanza un'atmosfera magica e surreale, come se il tempo si fosse fermato in un'epoca di eleganza e fascino senza tempo.

In questo scenario da sogno, Giambattista, Eleazaro e Filomena Pia si abbandonarono al piacere della compagnia reciproca, immergendosi nell'atmosfera incantata della serata e lasciandosi trasportare dal flusso seducente della musica e dei sentimenti. Tra sorrisi e sguardi maliziosi, i tre amici si lasciarono trasportare in un mondo di lussuria e desiderio, dove ogni desiderio poteva essere soddisfatto e ogni sogno poteva diventare realtà.
Seduti su divani di velluto cremisi, Giambattista, Eleazaro e Filomena Pia formavano un trio affascinante, avvolti da una luce dorata che accentuava i loro tratti eleganti. Eleazaro, con un sorriso contagioso, aveva posato una mano sulla spalla di Giambattista, trasmettendo una sensazione di calore e complicità, mentre il giovane aristocratico si lasciava trasportare dalla dolcezza dell'amicizia.
Filomena Pia, con i suoi lunghi capelli corvini raccolti in un'elegante acconciatura, irradiava un fascino magnetico, i suoi occhi scuri brillavano di malizia mentre osservava i suoi due compagni con un sorriso giocoso sulle labbra.

Nell'atmosfera carica di tensione e desiderio, Filomena Pia fece un commento provocatorio, dicendo che avrebbe mangiato entrambi come cioccolatini. Le sue parole aggiunsero un brivido di lussuria all'aria già carica di elettricità, mentre Giambattista e Eleazaro si scambiarono sguardi carichi di promesse e desideri proibiti.

Il momento sembrava sospeso nell'eternità, come se il tempo stesso avesse smesso di scorrere.
Eleazaro, con il suo carattere disinvolto e spregiudicato, rispose con un sorriso malizioso, confermando la sua apertura alle tentazioni della notte. "Cara Filomena, puoi anche mangiarci se vuoi. Noi non siamo timidi," disse con un tono giocoso, lasciando intendere la sua disponibilità a concedersi a giochi proibiti.

Giambattista, con il suo solito aplomb aristocratico, aggiunse con un accenno di ironia: "Oh, Eleazaro è sempre il più saggio." La sua osservazione, permeata da una leggera sfumatura di sarcasmo, rifletteva il modo in cui vedeva l'amico come un'anima libera e spregiudicata, capace di abbracciare le gioie della vita senza remore né timori.
Eleazaro, con un sorriso malizioso, suggerì di spostarsi in camera da letto per continuare la serata in un ambiente più intimo e confortevole. La proposta, carica di promesse di piacere e avventura, suscitò un brivido di eccitazione nell'aria, mentre Giambattista e Filomena Pia si scambiarono sguardi carichi di desiderio e complicità.

Con passo leggero, i tre amici si avviarono verso la camera da letto di Eleazaro, lasciandosi trasportare dalla promessa di un incontro indimenticabile.
Nel momento in cui varcarono la soglia della camera da letto di Eleazaro, un'onda di desiderio e passione travolse l'atmosfera carica di tensione. Senza esitare, Eleazaro afferrò Giambattista per la vita con fermezza e passione, avvicinandosi a lui con un desiderio ardente che bruciava nei suoi occhi.

Il bacio che seguì fu un turbine di emozioni e sensazioni, un incontro di labbra che si cercavano con foga e ardore, trasmettendo un'intensità di desiderio che riempiva l'aria. Giambattista, non era sorpreso: da quanto avevano quattordici anni i due amici si concedevano l'uno all'altro. Per Gianbattista Eleazaro fu la sua prima esperienza sessuale. Grazie a lui aveva scoperto i piaceri dell'amore omosessuale come gli antichi greci avevano scoperto prima di lui.
Si abbandonò al bacio con la stessa intensità, lasciandosi trasportare dalla passione che li avvolgeva.

Mentre Giambattista e Eleazaro si abbandonavano al loro intenso momento di passione, Filomena Pia osservava la scena con uno sguardo carico di fascino e malizia. I suoi occhi scuri brillavano di una luce intensa, mentre un sorriso malizioso giocava sulle sue labbra color rubino.

L'espressione di Filomena Pia era un mix di desiderio e complicità, come se comprendesse perfettamente il legame profondo che univa i due amanti. Il suo sguardo penetrante sembrava scrutare attraverso le loro anime, cogliendo ogni sfumatura di emozione e passione che si rifletteva nei loro volti.

Nonostante fosse una spettatrice di questo momento di intimità, Filomena Pia emanava un'aura di potere e sensualità, come se fosse consapevole del suo ruolo nel gioco della seduzione che si stava svolgendo intorno a lei. La sua presenza aggiungeva un brivido di eccitazione all'atmosfera già carica di tensione, confermando il suo status di regina indiscussa della notte.

Con uno sguardo languido e un sorriso enigmatico, Filomena Pia si lasciò trasportare dal flusso sensuale della serata, pronta a esplorare i confini del piacere e dell'estasi insieme ai suoi compagni. In quel momento, la sua bellezza risplendeva come una stella nel cielo notturno, una presenza irresistibile che incantava e seduceva chiunque avesse la fortuna di avvicinarsi a lei.
Con un movimento sinuoso, Filomena Pia lasciò cadere a terra il suo abito di seta ametista, rivelando la sua pelle candida e liscia alla luce soffusa della camera da letto. Il tessuto scivolò via dai suoi fianchi come una cascata di desiderio, lasciandola avvolta solo da un sottile velo di intimità che accentuava la sua bellezza.

Mentre i suoi amici continuavano a fondersi l'uno nell'altro sul letto, Filomena Pia si unì a loro con un'aria di eleganza e sensualità che la contraddistingueva. I suoi movimenti erano fluidi e seducenti, come una danza sinuosa che incantava gli occhi e l'anima.

Giambattista e Eleazaro, presi dal vortice della passione, si avvicinarono a lei con desiderio ardente, cedendo all'attrazione irresistibile che li attirava come una forza gravitazionale. Le loro mani esploravano avidamente il suo corpo, trasmettendo un'intensità di desiderio che riempiva l'aria circostante con un fuoco ardente.
La camera da letto risuonava dei sussurri appassionati di Filomena, Eleazaro e Giambattista mentre si lasciavano trasportare dal turbinio della passione. Eleazaro, con una mossa decisa, afferrò la vita di Filomena e iniziò a esplorare con la lingua la sua parte più intima, la vagina suscitando gemiti di piacere e desiderio dalla ragazza.
La vagina di Filomena era di una bellezza quasi unica. Nonostante la peluria circondasse tutta la sua vagina, la forma dea figa era ben riconoscibile, simile a un ferro di cavallo: la parte superiore risultava essere più aperta, esponendo alla vista le piccole labbra, mentre in basso appare chiusa.

Giambattista, attirato dall'energia travolgente dell'atto, si unì al gioco sensuale, iniziando a esplorare con la stessa intensità la parte più intima di Eleazaro. Gianbattista afferrò il cazzo di Eleazaro che, non molto dotato, compensava con la sua irrefrenabile energia vitale.
I tre amanti si scambiavano sguardi carichi di passione e complicità, trasmettendo un'intensità di desiderio che riempiva la stanza con un'atmosfera di lussuria e estasi.
"Dai Gianbattista metti le mani dove sai tu." Eleazaro prese la mano dell'amico e l'avvicino al suo ano. Gianbattista cosi introdusse due dita dentro il culo dell'amico che iniziò a gemere mentre continuava a leccare la pelosa vagina aristocratica di Filomena.

Con un sorriso malizioso sulle labbra, Filomena prese la mano di Giambattista e lo condusse delicatamente verso di lei. Il cuore di Giambattista batteva forte nell'anticipazione del momento, mentre seguiva Filomena con uno sguardo carico di desiderio e ammirazione.

Una volta raggiunta la parte più intima di Filomena, Giambattista si sentì pervaso da una sensazione di eccitazione e meraviglia di fronte alla bellezza e alla sensualità della ragazza. I loro sguardi si incontrarono in un'intesa profonda, trasmettendo un'energia carica di passione e complicità.

Filomena, con un gesto gentile, invitò Giambattista a esplorare con delicatezza e rispetto la sua parte più intima, offrendogli il dono della sua fiducia e della sua sensualità. Giambattista, mosso da un misto di emozioni, accettò l'invito con gratitudine e rispetto, avvicinandosi a lei con delicatezza e attenzione.
Gianbattista iniziò a leccare la vagina di Filomena insieme Eleazaro. La ragazza mossa da piacere allargava sempre di più le gambe, mentre la sua mano stringeva con forza le lenzuola di seta.

Eleazaro dopo qualche minuto smise di leccare la pelosa figa di Filomena per passare al peloso culo dell'amico.
"Oh Eleazaro ti prego leccami tutto! Anche le mie palle."
"Giambattista ogni tuo desiderio è un ordine."
Eleazaro iniziò a leccare in maniera gentile lo scroto dell'amico per poi metterle tutte i bocca."
Gianbattista non poteva credere al piacere che stava provando.
"Oh si, oh si Eleazaro cosi."
La nobile Filomena Pia iniziava essere gelosa del piacere che provava Giambattista.
"Avanti Gianbattista, la mia vagina è ormai bagnata a sufficienza. È arrivato il momento di farmi sentire la tua potenza."
A differenza dell'amico, infatti, Gianbattista poteva vantare un nobile cazzo di ventitré centimetri, che la duchessa di certo non disdegnava.
Giambattista si alzò, mise la signorina a pecora e iniziò violentemente a scoparla. Eleazaro non si uni a due ma si mise su una poltroncina a guastarsi la scena mentre si segava.
Eleazaro notava ogni singolo particolare, si concentrava particolarmente sul piccolo seno della duchessa che andava avanti e indietro come un'altalena. Un'altra cosa che notava era il grande cazzo dell'amico che tante volte in passato aveva tenuto in mano, in bocca e anche dentro di se... E chissà ancora quante volte doveva prenderlo. Dopo una decina di minuti di piacere Gianbattista si fermo. Guardò Eleazaro: "Adesso e il tuo turno."
Eleazaro si mise su letto e si mise in posizione di missionario. Gianbattista mise il cazzo dentro di lui e iniziò a martellarlo mentre con la mano destra segava il suo piccolo cazzo. Filomena da brava aristocratica leccava i capezzoli del microdotato amico che gemeva come mai prima di quel giorno. Dopo una manciata di minuti Eleazaro era venuto schizzando il suo seme su tutta la pancia e beccando anche la faccia della duchessa.
"Ora è il tuo turno" Filomena indico Gianbattista che era pronto alla venuta finale. Sia Eleazaro che Filomena si misero in ginocchio ai piedi del letto, mentre Gianbattista trastullava il suo enorme e nobile pene.
"Oh si, sto venendo. Sto venendo come un maiale."
Lo sperma di Gianbattista usci dal suo pene, come dell'acqua che fuoriesce da una diga in piena. La faccia dei due amici fu ricoperta di seme e i due alla fine si scambiavano lo sperma con dei sensuali baci.

Nel calore dell'intimità condivisa, i loro cuori battevano all'unisono, legati da un'intensa connessione che trascendeva il semplice desiderio fisico. In quel momento, la dimora di Eleazaro risuonava dell'armonia dei loro respiri e dei sussurri appassionati dei loro cuori, testimoni del legame profondo che li univa in un'esperienza di piacere e scoperta condivisa.

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