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SONO MAGGIORENNE ESCI

Il principesso

38 interventi
4 mesi fa
Singolo
Emilia Romagna, Ferrara
Qui dal 21.12.2022 -


Ieri in palestra una cliente mi ha definito così: principesso.
Non principe. Non stronzo. Non snob.
Principesso (sul pisello, ma questo l’ho aggiunto io 🫛)
Perché? Probabile è colpa del mio comportamento “da contesto professionale”:
non cedo a provocazioni
non raccolgo battutine o sguardi insistenti
tengo il profilo basso...
E visto da fuori sembra che: “me la stia tirando”.
In realtà sto solo facendo il mio lavoro.
Comunque da Elisa (la cliente) ho scoperto che il principesso è quello che:
non rincorre, non prende l’iniziativa, non fa il piacione,
non sembra aver bisogno di conferme.
Per molte donne questo significa: “se la tira”, “fa il superiore”, “si crede figo”.
Il principesso, insomma, non reagisce come “dovrebbe” e quindi diventa… strano.
Una sorta d'inversione dei ruoli di genere.
Alcune addirittura lo detestano proprio come "categoria".
Non dà appigli, non capisci se gli interessi, se ha capito, o se semplicemente… non gli piaci abbastanza.
Nella mia testa ho fatto un’associazione (assolutamente illogica) con l’esperimento "Universo 25", quello sui topi.
I topi chiamati “belli”:
non combattevano, non corteggiavano,
non si accoppiavano
mangiavano, dormivano e si pulivano il pelo...che è in pratica il mio stile di vita, ma questa è un'altra storia 😬
Insomma questi topi avevano smesso di partecipare al gioco.
Elisa ha detto che della supercazzola sui roditori non ha capito nulla e che sono un tipo strano... probabilmente avrà fatto una segnalazione in segreteria 😅
Lunedì probabilmente mi diranno di trovarmi un altro lavoro... capita 🥶
Comunque, domandone del giorno:
in un mondo dove nelle dinamiche uomo-donna, il maschio prende quasi sempre l' iniziativa… cosa ne pensate del maschio principesso?

PS: mente cercavo la foto da allegare al thread, ho scoperto che dietro la definizione di "principesso" c'è un momdo...chi l'avrebbe mai detto.

4 mesi fa
Trans/Trav
Veneto, Rovigo
Qui dal 19.03.2019 -
beh io da giovane non ho fatto nessuna fatica per avere la fica 😄penso di essere stato un principesso,anche perchè lavorando con tutte donne ero l unico maschio 😋

4 mesi fa
Singolo
Emilia Romagna, Ferrara
Qui dal 21.12.2022 -
Quotato da stephanie69,
beh io da giovane non ho fatto nessuna fatica per avere la fica 😄penso di essere stato un principesso,anche perchè lavorando con tutte donne ero l unico maschio 😋
Ti ci vedo: Citroën DS che scivola lenta tra gli argini del Po, oppure una delle tue moto che borbotta sui sentieri della golena, per finire in camporella o su le immense spiaggie che si formano nel periodo estivo.
Tu, una collega e l'immancabile pescatore guardone 🐷
I tempi in cui le spiagge sul Po hanno visto cose che voi umani...

4 mesi fa
Trans/Trav
Veneto, Rovigo
Qui dal 19.03.2019 -
Quotato da Macy,
Quotato da stephanie69,
beh io da giovane non ho fatto nessuna fatica per avere la fica 😄penso di essere stato un principesso,anche perchè lavorando con tutte donne ero l unico maschio 😋
Ti ci vedo: Citroën DS che scivola lenta tra gli argini del Po, oppure una delle tue moto che borbotta sui sentieri della golena, per finire in camporella o su le immense spiaggie che si formano nel periodo estivo.
Tu, una collega e l'immancabile pescatore guardone 🐷
I tempi in cui le spiagge sul Po hanno visto cose che voi umani...
ds, mai avuto, ce l ho solo modellino,però ho avuto 3 cx 😄comunque fare il principesso alla ns età è sbagliato,secondo mè se ce la sbattono in faccia, meglio prenderla,perchè ogni lasciata è persa 😄

4 mesi fa
Singolo
Basilicata,
Qui dal 23.04.2022 -
Quotato da Macy,


Ieri in palestra una cliente mi ha definito così: principesso.
Non principe. Non stronzo. Non snob.
Principesso (sul pisello, ma questo l’ho aggiunto i [...]
Beh, che dire? Sei in buona compagnia!
A me è successa una cosa simile con una mia ex-collega universitaria, solo che a differenza tua non ci ho mai scambiato più di un saluto.
Frequentavamo gli stessi ambienti già da due anni e non ci eravamo mai interessarti l'uno dell'altra.
Il terzo anno ci siamo trovati in un ambiente di lavoro molto più piccolo e a me una volta è capitato di fissarle una scollatura che aveva sulla schiena (la schiena!) e non so come lei possa essersene resa conto.
Sta di fatto che da quel momento ha cominciato a tendermi delle "trappole" e a parlare e ridacchiare di me con le sue colleghe.
Lei era comunque orgogliosa e si guardava bene dal fare apparire i suoi tentativi come intenzionali.
Io ero più orgoglioso di lei e non ho mai dato importanza alle "coincidenze" che faceva accadere.
È passato qualche mese e un pomeriggio abbiamo avuto un intenso scambio di sguardi in un corridoio.
Ho notato che la sua amica le ha sorriso e le ha posato una mano sulla pancia, come a voler placare i bollenti spiriti.
Poi io ho preso posto il più lontano possibile da loro due. Avevo paura di innamorarmi.

Sono passati altri mesi e si sono presentate nuove occasioni...
A un certo punto lei ha fatto un passo in più. Mi ha salutato esplicitamente.
"Stamattina sono venuta qui solo per dare il buongiorno a #mionome#".
Questo è l'approccio più diretto che ho ricevuto da lei, a cui non ha fatto seguito alcuna azione da parte mia, se non rispondere al saluto in modo abbastanza distaccato.
Lei però non poteva sapere quello che facevo io pensando a lei quando ero solo nel mio letto.

Cosa penso della mia esperienza di "principesso"?
Che le donne non sono abituate al ruolo di cacciatrici, quindi sono disposte a fare il primo passo, ma mai in modo così esplicito e deciso come loro ancora si aspettano che faccia un uomo.
Io sono stato decisamente un fesso in quella situazione, ma tirarmela mi piaceva e mi eccitava.

I "principessi" stanno diventando sempre più diffusi in questo periodo di crisi e di ridefinizione delle relazioni uomo-donna.
A volte diventano semplicemente un "meccanismo di difesa" contro la paura delle relazioni.
In ogni caso, io preferisco essere un "principesso" disposto ad assumersi il rischio di rimanere da solo invece che un disperato che ci prova con tutte per disperazione...e finisce per accontentarsi di chi nel lungo termine non lo soddisfa.
L'ideale sarebbe trovare un equilibrio.

Modificato dall'autore il 01-02-2026 16:55:13

4 mesi fa
Singolo
Emilia Romagna, Ferrara
Qui dal 21.12.2022 -
Quotato da GuardoneMonello,
Quotato da Macy,


Ieri in palestra una cliente mi ha definito così: principesso.
Non principe. Non stronzo. Non snob.
Principesso (sul pisello, ma questo l’ho aggiunto i [...]
Beh, che dire? Sei in buona compagnia!
A me è successa una cosa simile con una mia ex-collega universitaria, solo che a differenza tua non ci ho mai scambiato più di un saluto.
Frequentavamo gli stessi ambienti già da due anni e non ci eravamo mai interessarti l'uno dell'altra.
Il terzo anno ci siamo trovati in un ambiente di lavoro molto più piccolo e a me una volta è capitato di fissarle una scollatura che aveva sulla schiena (la schiena!) e non so come lei possa essersene resa conto.
Sta di fatto che da quel momento ha cominciato a tendermi delle "trappole" e a parlare e ridacchiare di me con le sue colleghe.
Lei era comunque orgogliosa e si guardava bene dal fare apparire i suoi tentativi come intenzionali.
Io ero più orgoglioso di lei e non ho mai dato importanza alle "coincidenze" che faceva accadere.
È passato qualche mese e un pomeriggio abbiamo avuto un intenso scambio di sguardi in un corridoio.
Ho notato che la sua amica le ha sorriso e le ha posato una mano sulla pancia, come a voler placare i bollenti spiriti.
Poi io ho preso posto il più lontano possibile da loro due. Avevo paura di innamorarmi.

Sono passati altri mesi e si sono presentate nuove occasioni...
A un certo punto lei ha fatto un passo in più. Mi ha salutato esplicitamente.
"Stamattina sono venuta qui solo per dare il buongiorno a #mionome#".
Questo è l'approccio più diretto che ho ricevuto da lei, a cui non ha fatto seguito alcuna azione da parte mia, se non rispondere al saluto in modo abbastanza distaccato.
Lei però non poteva sapere quello che facevo io pensando a lei quando ero solo nel mio letto.

Cosa penso della mia esperienza di "principesso"?
Che le donne non sono abituate al ruolo di cacciatrici, quindi sono disposte a fare il primo passo, ma mai in modo così esplicito e deciso come loro ancora si aspettano che faccia un uomo.
Io sono stato decisamente un fesso in quella situazione, ma tirarmela mi piaceva e mi eccitava.

I "principessi" stanno diventando sempre più diffusi in questo periodo di crisi e di ridefinizione delle relazioni uomo-donna.
A volte diventano semplicemente un "meccanismo di difesa" contro la paura delle relazioni.
In ogni caso, io preferisco essere un "principesso" disposto ad assumersi il rischio di rimanere da solo invece che un disperato che ci prova con tutte per disperazione...e finisce per accontentarsi di chi nel lungo termine non lo soddisfa.
L'ideale sarebbe trovare un equilibrio.

Modificato dall'autore il 01-02-2026 16:55:13
L'intervento che non ti aspetti in un 3D "per cazzeggio" ma che fa emergere tre concetti forti.
1) L’orgoglio come gioco di potere reciproco.
Entrambi percepiscono l’interesse, entrambi fanno mosse indirette, ma nessuno vuole esporsi davvero.
2) Il “principesso” come meccanismo di difesa, non solo atteggiamento
Non è solo tirarsela: è anche un modo per proteggersi dal rischio emotivo.
3) Le donne che fanno il primo passo, seguendo codici ancora indiretti e assolutamente inefficaci.
Lei prova ad avvicinarsi, ma senza mai essere esplicita... dimostrando che quando la donna "fa l'uomo" ma non vuole accollarsi i rischi del mestiere i risultati restano sospesi.
#provocazione 😏
In sintesi, quello che mi ha colpito davvero è che questo racconto non parla di seduzione.
Forse parla di auto-sabotaggio emotivo e consapevole, raccontato con una sincerità che spiazza.
Pur non riconoscendomi come "principesso" , utilizzo anch'io la modalità "autodistruzione" per proteggermi, prima ancora che sia necessario farlo.
@GuardoneMonello, bell'intervento 👍
Modificato dall'autore il 01-02-2026 18:55:36

4 mesi fa
Singolo
Basilicata,
Qui dal 23.04.2022 -
Grazie per aver ritenuto utile il mio intervento.
Nella mia esperienza, l'auto-sabotaggio non è mai consapevole nel momento in cui lo attui. Lo diventa solo dopo, quando rifletti sull'occasione persa. Quando lo attui giustifichi te stesso con la scusa di "non dover chiedere nulla a nessuno", quindi appunto una presunzione di nobiltà, di essere abbastanza bello per te stesso da non dover richiedere la conferma di nessuno (anche se in realtà questa presunzione viene rafforzata dall'ammirazione altrui).
Un atteggiamento sano fino a un certo punto. Portato all'estremo, ti conduce al disimpegno totale e alla completa disillusione verso le relazioni.

Mi rendo conto di non aver centrato del tutto il focus del tuo thread.
Tu sollevavi la questione dell'essere etichettati come "principessi" in presenza di un reale disinteresse nei confronti della controparte femminile infatuata, quindi un atteggiamento professionale viene scambiato per orgoglio.
Ecco, però anche in questo caso ritengo che certe situazioni "da telenovela" si potrebbero benissimo evitare con una comunicazione più esplicita da entrambe le parti, dove esplicito non significa aggressivo o insensibile.

Evitiamo di parlare con le donne e loro con noi per paura di farci del male, emotivamente, ma paradossalmente la non-comunicazione causa incomprensioni e ambiguità, facendoci soffrire di più e più a lungo.

Certo, alla luce di tutto questo, concordo sul fatto che una reale parità tra uomo e donna sul piano della comunicazione e dell'intraprendenza erotica/romantica sarebbe la benvenuta.

4 mesi fa
Singolo
Emilia Romagna, Ferrara
Qui dal 21.12.2022 -
@GuardoneMonello, anche ammettendo di essere parzialmente fuori focus, riesci comunque a ricollegarti al tema del “principesso” in modo pertinente:
ho pensato al mio atteggiamento professionale scambiato per orgoglio da principesso e al fatto che forse dovrei essere meno ambiguo quando intuisco queste dinamiche.
È un ponte logico ben costruito.
Mi ha colpito molto la critica alla non-comunicazione reciproca tra uomo e donna.
Il passaggio più forte è quando descrivi questo paradosso:
"Evitiamo di parlare con le donne e loro con noi per paura di farci del male..."
È una verità relazionale molto centrata e poco banale e lo fai senza tono accusatorio.
Non punti il dito né sugli uomini né sulle donne.
Parli di dinamiche, non di colpe. Questo dà molta forza al tuo intervento.
La chiusura sulla parità comunicativa ed erotico-romantica, allargando il discorso a un livello quasi culturale, non personale,
è una chiusura elegante, che porta la riflessione oltre il singolo caso.
Se qualcuno facesse un thread dedicato all'argomento, parteciperei sicuramente.
#suggerimentosubliminale 😏
Modificato dall'autore il 02-02-2026 12:05:54

3 mesi fa
Singolo
Lazio,
Qui dal 23.11.2025 -
Grazie ogni tanto un 3D che merita leggere perché argomentato, ragionato pensato e probabilmente senza neanche una parolaccia 🙂

Mi sono interrogato e penso che anch'io sono stato principesso in alcuni momenti della vita. Forse in alcuni casi non volevo proprio capire ed ero troppo lontano con la testa per capire i messaggi di certe piacevoli amiche. . Sto parlando di molti anni fa quando la gioventù rendeva tutto più facile e nello stesso tempo ero molto più selettivo e quindi ho deciso in alcuni casi di non capire, di non dare adito ad alcun pensiero per chi avevo intuito essere interessata alla mia persona ma non volevo fare alcun passo.

Con l'età però qualcosa cambia e dopo un periodo di malattia e un periodo di incertezze ho conosciuto una donna che in qualche modo mi ha classificato come principesso. Dopo quasi un anno e numerosi incontri però lei ha rotto gli indugi forse perché dopo una certa età i nostri freni inibitori si allentano ed il mio muro di apparente indifferenza non era cosi solido. Lei mi ha detto una frase molto semplice dopo una bella cena: Questa notte non voglio dormire sola dormi con me? Ho smesso di fare il principesso in quell'istante!
Modificato dall'autore il 03-02-2026 06:36:07

4 mesi fa
Trans/Trav
Veneto, Rovigo
Qui dal 19.03.2019 -
io più che principesso,non sfrutto le occasioni,sembra che non me ne frega niente,penso sempre che se due persone si vogliono 🐷 veramente, ci riescono, se non accade, vuol dire che l interesse era solo da una parte 😄

4 mesi fa
Singolo
Veneto, Rovigo
Qui dal 06.12.2024 -
Credo di esserlo, più che altro per bassa considerazione di me stesso. Ho avuto qualche occasione quando avevo vent'anni, ma le ho buttate perché pensavo mi stessero prendendo in giro e avevo paura.

4 mesi fa
Coppia
Veneto,
CERTIFICATO

Qui dal 21.01.2023 -
Quotato da Macy,


Ieri in palestra una cliente mi ha definito così: principesso.
Non principe. Non stronzo. Non snob.
Principesso (sul pisello, ma questo l’ho aggiunto i [...]
Seconda me nel tuo caso è stato utilizzato in modo improprio: le mie amiche lo usano per indicare quel tipo di uomo che magari ti scrive, ma poi per tutto il resto vuole che sia lei a fare la prima mossa. Per uscire, per fare qualcosa, insomma non è propositivo (e probabilmente nemmeno interessato). Per questo viene usato in modo dispregiativo. Ma questa tua cliente probabilmente rosica e basta perché non le dai le attenzioni che vorrebbe o che è abituata a ricevere in generale dagli uomini.

3 mesi fa
Singolo
Emilia Romagna, Ferrara
Qui dal 21.12.2022 -
Quotato da HotChocolate,
Quotato da Macy,


Ieri in palestra una cliente mi ha definito così: principesso.
Non principe. Non stronzo. Non snob.
Principesso (sul pisello, ma questo l’ho aggiunto i [...]
Seconda me nel tuo caso è stato utilizzato in modo improprio: le mie amiche lo usano per indicare quel tipo di uomo che magari ti scrive, ma poi per tutto il resto vuole che sia lei a fare la prima mossa. Per uscire, per fare qualcosa, insomma non è propositivo (e probabilmente nemmeno interessato). Per questo viene usato in modo dispregiativo. Ma questa tua cliente probabilmente rosica e basta perché non le dai le attenzioni che vorrebbe o che è abituata a ricevere in generale dagli uomini.
@HotChocolate, capisco cosa intendi, penso che tu abbia ragione sull'uso improprio del termine da parte della mia cliente e su come oggi venga usato il termine da alcune donne.
È vero che, nel linguaggio comune “principesso” viene spesso usato in senso dispregiativo per indicare un uomo poco propositivo: quello che scrive, mantiene il filo del discorso, ma poi demanda sistematicamente all’altra persona ogni iniziativa concreta.
Forse più che mancanza di interesse, è una forma di passività relazionale che alla lunga stanca, ma questo lo dico da uomo, non avendo l'esatta percezione di come venga vissuto questo atteggiamento da parte femminile.
In sintesi: a volte lei ti interessa, ma ti infogni in cazzate paranoiche e lì rimani...la donna pensa che te la tiri, ma in realtà stai affondando nelle sabbie mobili delle tue insicurezze.
Nel mio caso, Elisa (la cliente) ha semplicemente usato il termine in maniera pretestuosa.
Comunque è una distorsione abbastanza tipica, e "umana": quando non riceviamo le attenzioni che ci aspettiamo, tendiamo a spiegare il comportamento dell’altro come un difetto caratteriale, piuttosto che come una mancanza di coinvolgimento.
In fondo, è una dinamica molto simile a quella che succede sul versante opposto con l’espressione “se la tira”, quando rivolta alle donne. Anche lì, un disinteresse reale viene facilmente interpretato come atteggiamento di superiorità o gioco di potere, quando in realtà (o spesso), è semplicemente assenza di attrazione o di volontà di coinvolgimento.

C’è poi un aspetto interessante: al termine principesso vengono spesso attribuiti atteggiamenti che culturalmente sono stati per lungo tempo considerati “femminili”, come l’attendere di essere cercati, il non esporsi, il voler essere corteggiati, il non prendere l’iniziativa. Atteggiamenti che, quando appartengono a una donna, vengono percepiti come normali o addirittura coerenti con un certo immaginario relazionale; ma che, quando sono messi in atto da un uomo, diventano improvvisamente difetti, motivo di scherno (anzi, proprio prese per il culo 😬), o di giudizio negativo.
Tra l’altro, cercando in rete, si trovano definizioni di principesso molto varie e spesso ironiche, ma che fanno capire bene come il termine venga percepito oggi.
Ad esempio, “principesso” sarebbe:
quello che si fa pagare la cena;
quello che preferisce farsi venire a prendere sotto casa;
quello a cui non piace guidare l’automobile;
quello che non prende mai iniziative e aspetta che sia sempre l’altra persona a proporre;
quello che vuole essere corteggiato senza esporsi;
quello che pretende attenzioni senza offrirne troppe,
quello che si comporta come se dovesse essere scelto, ma non sceglie mai;
quello che mantiene il contatto ma evita sistematicamente di concretizzare, quello che ha il mal di testa o il mal di pancia ogni volta che deve scopare...la lista è infinita e in fase di realizzazione e forse mi sono ripetuto alcune volte 🤔
Come si vede, il filo conduttore di tutte queste definizioni non è l’orgoglio, ma una possibilie forma di comodità relazionale e di passività, ma anche un fastidio da parte femminile di atteggiamenti che stanno diventando parte della personalità maschile...
#cistiamofemminilizzando? 🤔
Modificato dall'autore il 03-02-2026 17:29:41

3 mesi fa
Coppia
Veneto,
CERTIFICATO

Qui dal 21.01.2023 -
Quotato da Macy,
Quotato da HotChocolate,

Seconda me nel tuo caso è stato utilizzato in modo improprio: le mie amiche lo usano per indicare quel tipo di uomo che magari ti scrive, ma poi per tutto il resto vuole che sia lei a fare la prima mossa. Per uscire, per fare qualcosa, insomma non è propositivo (e probabilmente nemmeno interessato). Per questo viene usato in modo dispregiativo. Ma questa tua cliente probabilmente rosica e basta perché non le dai le attenzioni che vorrebbe o che è abituata a ricevere in generale dagli uomini.
@HotChocolate, capisco cosa intendi, penso che tu abbia ragione sull'uso improprio del termine da parte della mia cliente e su come oggi venga usato il termine da alcune donne.
È vero che, nel linguaggio comune “principesso” viene spesso usato in senso dispregiativo per indicare un uomo poco propositivo: quello che scrive, mantiene il filo del discorso, ma poi demanda sistematicamente all’altra persona ogni iniziativa concreta.
Forse più che mancanza di interesse, è una forma di passività relazionale che alla lunga stanca, ma questo lo dico da uomo, non avendo l'esatta percezione di come venga vissuto questo atteggiamento da parte femminile.
In sintesi: a volte lei ti interessa, ma ti infogni in cazzate paranoiche e lì rimani...la donna pensa che te la tiri, ma in realtà stai affondando nelle sabbie mobili delle tue insicurezze.
Nel mio caso, Elisa (la cliente) ha semplicemente usato il termine in maniera pretestuosa.
Comunque è una distorsione abbastanza tipica, e "umana": quando non riceviamo le attenzioni che ci aspettiamo, tendiamo a spiegare il comportamento dell’altro come un difetto caratteriale, piuttosto che come una mancanza di coinvolgimento.
In fondo, è una dinamica molto simile a quella che succede sul versante opposto con l’espressione “se la tira”, quando rivolta alle donne. Anche lì, un disinteresse reale viene facilmente interpretato come atteggiamento di superiorità o gioco di potere, quando in realtà (o spesso), è semplicemente assenza di attrazione o di volontà di coinvolgimento.

C’è poi un aspetto interessante: al termine principesso vengono spesso attribuiti atteggiamenti che culturalmente sono stati per lungo tempo considerati “femminili”, come l’attendere di essere cercati, il non esporsi, il voler essere corteggiati, il non prendere l’iniziativa. Atteggiamenti che, quando appartengono a una donna, vengono percepiti come normali o addirittura coerenti con un certo immaginario relazionale; ma che, quando sono messi in atto da un uomo, diventano improvvisamente difetti, motivo di scherno (anzi, proprio prese per il culo 😬), o di giudizio negativo.
Tra l’altro, cercando in rete, si trovano definizioni di principesso molto varie e spesso ironiche, ma che fanno capire bene come il termine venga percepito oggi.
Ad esempio, “principesso” sarebbe:
quello che si fa pagare la cena;
quello che preferisce farsi venire a prendere sotto casa;
quello a cui non piace guidare l’automobile;
quello che non prende mai iniziative e aspetta che sia sempre l’altra persona a proporre;
quello che vuole essere corteggiato senza esporsi;
quello che pretende attenzioni senza offrirne troppe,
quello che si comporta come se dovesse essere scelto, ma non sceglie mai;
quello che mantiene il contatto ma evita sistematicamente di concretizzare, quello che ha il mal di testa o il mal di pancia ogni volta che deve scopare...la lista è infinita e in fase di realizzazione e forse mi sono ripetuto alcune volte 🤔
Come si vede, il filo conduttore di tutte queste definizioni non è l’orgoglio, ma una possibilie forma di comodità relazionale e di passività, ma anche un fastidio da parte femminile di atteggiamenti che stanno diventando parte della personalità maschile...
#cistiamofemminilizzando? 🤔
Modificato dall'autore il 03-02-2026 17:29:41
Ci stiamo addentrando in argomenti spinosi🤣
Lungi da me fare discorsi di "battaglie tra i sessi", sicuramente ogni persona vive e utilizza questi termini dandoci un significato personale. Quello che per me può essere considerata gentilezza, per altre sono le basi nei rapporti e viceversa.
Sicuramente per alcune donne ricevere un passaggio o avere la cena offerta potrà essere considerata una cosa basilare per un appuntamento degno di nota. Io personalmente questo "aggettivo" mi sentirei più di usarlo con un uomo che non ti scrive mai per primo, devi sempre essere te ad iniziare la conversazione se no nemmeno ti scrive, e devi appunto proporre te di uscire ecc..
Lo troverei fastidioso in una donna, in un uomo non potrei accettarlo. Per me se mancano queste cose vuol dire che non c'è interesse.
Per carità, qualcuno potrà essere anche insicuro per cui si comporta così però altri è perché non vogliono impegnarsi nel dare quel minimo di attenzioni. E a prescindere dal rapporto che ci possa essere, non è il modo di rapportarsi, come in tutte le cose ci vuole reciprocità. Ovviamente vale per entrambi i sessi😊

3 mesi fa
Singolo
Basilicata,
Qui dal 23.04.2022 -
Quotato da Macy,
Quotato da HotChocolate,

Seconda me nel tuo caso è stato utilizzato in modo improprio: le mie amiche lo usano per indicare quel tipo di uomo che magari ti scrive, ma poi per tutto il resto vuole che sia lei a fare la prima mossa. Per uscire, per fare qualcosa, insomma non è propositivo (e probabilmente nemmeno interessato). Per questo viene usato in modo dispregiativo. Ma questa tua cliente probabilmente rosica e basta perché non le dai le attenzioni che vorrebbe o che è abituata a ricevere in generale dagli uomini.
@HotChocolate, capisco cosa intendi, penso che tu abbia ragione sull'uso improprio del termine da parte della mia cliente e su come oggi venga usato il termine da alcune donne.
È vero che, nel linguaggio comune “principesso” viene spesso usato in senso dispregiativo per indicare un uomo poco propositivo: quello che scrive, mantiene il filo del discorso, ma poi demanda sistematicamente all’altra persona ogni iniziativa concreta.
Forse più che mancanza di interesse, è una forma di passività relazionale che alla lunga stanca, ma questo lo dico da uomo, non avendo l'esatta percezione di come venga vissuto questo atteggiamento da parte femminile.
In sintesi: a volte lei ti interessa, ma ti infogni in cazzate paranoiche e lì rimani...la donna pensa che te la tiri, ma in realtà stai affondando nelle sabbie mobili delle tue insicurezze.
Nel mio caso, Elisa (la cliente) ha semplicemente usato il termine in maniera pretestuosa.
Comunque è una distorsione abbastanza tipica, e "umana": quando non riceviamo le attenzioni che ci aspettiamo, tendiamo a spiegare il comportamento dell’altro come un difetto caratteriale, piuttosto che come una mancanza di coinvolgimento.
In fondo, è una dinamica molto simile a quella che succede sul versante opposto con l’espressione “se la tira”, quando rivolta alle donne. Anche lì, un disinteresse reale viene facilmente interpretato come atteggiamento di superiorità o gioco di potere, quando in realtà (o spesso), è semplicemente assenza di attrazione o di volontà di coinvolgimento.

C’è poi un aspetto interessante: al termine principesso vengono spesso attribuiti atteggiamenti che culturalmente sono stati per lungo tempo considerati “femminili”, come l’attendere di essere cercati, il non esporsi, il voler essere corteggiati, il non prendere l’iniziativa. Atteggiamenti che, quando appartengono a una donna, vengono percepiti come normali o addirittura coerenti con un certo immaginario relazionale; ma che, quando sono messi in atto da un uomo, diventano improvvisamente difetti, motivo di scherno (anzi, proprio prese per il culo 😬), o di giudizio negativo.
Tra l’altro, cercando in rete, si trovano definizioni di principesso molto varie e spesso ironiche, ma che fanno capire bene come il termine venga percepito oggi.
Ad esempio, “principesso” sarebbe:
quello che si fa pagare la cena;
quello che preferisce farsi venire a prendere sotto casa;
quello a cui non piace guidare l’automobile;
quello che non prende mai iniziative e aspetta che sia sempre l’altra persona a proporre;
quello che vuole essere corteggiato senza esporsi;
quello che pretende attenzioni senza offrirne troppe,
quello che si comporta come se dovesse essere scelto, ma non sceglie mai;
quello che mantiene il contatto ma evita sistematicamente di concretizzare, quello che ha il mal di testa o il mal di pancia ogni volta che deve scopare...la lista è infinita e in fase di realizzazione e forse mi sono ripetuto alcune volte 🤔
Come si vede, il filo conduttore di tutte queste definizioni non è l’orgoglio, ma una possibilie forma di comodità relazionale e di passività, ma anche un fastidio da parte femminile di atteggiamenti che stanno diventando parte della personalità maschile...
#cistiamofemminilizzando? 🤔
Modificato dall'autore il 03-02-2026 17:29:41
No, non ci stiamo "femminilizzando".
Questa sarebbe una narrazione implicitamente maschilista o machista, anche quando l'accusa proviene dalle donne.
Visto che le donne stanno esplorando ruoli tradizionalmente maschili, allora giustamente anche noi esploriamo ruoli tradizionalmente femminili, ma desiderare di essere ammirati, commentati pubblicamente (e perché no, fischiati 😄), desiderati, corteggiati, conquistati, coccolati da una donna che ci invita, ci paga il conto (non per nostra avarizia, ma per suo piacere), ci accompagna a casa e osa chiederci di salire (o ci prova in macchina), tutto ciò non ci rende meno maschi, in quanto noi ci ricordiamo sempre benissimo qual è il nostro ruolo tradizionale.. e possiamo tornare all'attacco quando meno se lo aspettano. 😉
Il tutto senza cadere in estremi che facciano da "copertura" alle nostre insicurezze, come nella mia esperienza che ho raccontato prima.

3 mesi fa
Singolo
Emilia Romagna, Ferrara
Qui dal 21.12.2022 -
Quotato da HotChocolate,
Quotato da Macy,

@HotChocolate, capisco cosa intendi, penso che tu abbia ragione sull'uso improprio del termine da parte della mia cliente e su come oggi venga usato il termine da alcune donne.
È vero che, nel linguaggio comune “principesso” viene spesso usato in senso dispregiativo per indicare un uomo poco propositivo: quello che scrive, mantiene il filo del discorso, ma poi demanda sistematicamente all’altra persona ogni iniziativa concreta.
Forse più che mancanza di interesse, è una forma di passività relazionale che alla lunga stanca, ma questo lo dico da uomo, non avendo l'esatta percezione di come venga vissuto questo atteggiamento da parte femminile.
In sintesi: a volte lei ti interessa, ma ti infogni in cazzate paranoiche e lì rimani...la donna pensa che te la tiri, ma in realtà stai affondando nelle sabbie mobili delle tue insicurezze.
Nel mio caso, Elisa (la cliente) ha semplicemente usato il termine in maniera pretestuosa.
Comunque è una distorsione abbastanza tipica, e "umana": quando non riceviamo le attenzioni che ci aspettiamo, tendiamo a spiegare il comportamento dell’altro come un difetto caratteriale, piuttosto che come una mancanza di coinvolgimento.
In fondo, è una dinamica molto simile a quella che succede sul versante opposto con l’espressione “se la tira”, quando rivolta alle donne. Anche lì, un disinteresse reale viene facilmente interpretato come atteggiamento di superiorità o gioco di potere, quando in realtà (o spesso), è semplicemente assenza di attrazione o di volontà di coinvolgimento.

C’è poi un aspetto interessante: al termine principesso vengono spesso attribuiti atteggiamenti che culturalmente sono stati per lungo tempo considerati “femminili”, come l’attendere di essere cercati, il non esporsi, il voler essere corteggiati, il non prendere l’iniziativa. Atteggiamenti che, quando appartengono a una donna, vengono percepiti come normali o addirittura coerenti con un certo immaginario relazionale; ma che, quando sono messi in atto da un uomo, diventano improvvisamente difetti, motivo di scherno (anzi, proprio prese per il culo 😬), o di giudizio negativo.
Tra l’altro, cercando in rete, si trovano definizioni di principesso molto varie e spesso ironiche, ma che fanno capire bene come il termine venga percepito oggi.
Ad esempio, “principesso” sarebbe:
quello che si fa pagare la cena;
quello che preferisce farsi venire a prendere sotto casa;
quello a cui non piace guidare l’automobile;
quello che non prende mai iniziative e aspetta che sia sempre l’altra persona a proporre;
quello che vuole essere corteggiato senza esporsi;
quello che pretende attenzioni senza offrirne troppe,
quello che si comporta come se dovesse essere scelto, ma non sceglie mai;
quello che mantiene il contatto ma evita sistematicamente di concretizzare, quello che ha il mal di testa o il mal di pancia ogni volta che deve scopare...la lista è infinita e in fase di realizzazione e forse mi sono ripetuto alcune volte 🤔
Come si vede, il filo conduttore di tutte queste definizioni non è l’orgoglio, ma una possibilie forma di comodità relazionale e di passività, ma anche un fastidio da parte femminile di atteggiamenti che stanno diventando parte della personalità maschile...
#cistiamofemminilizzando? 🤔
Modificato dall'autore il 03-02-2026 17:29:41
Ci stiamo addentrando in argomenti spinosi🤣
Lungi da me fare discorsi di "battaglie tra i sessi", sicuramente ogni persona vive e utilizza questi termini dandoci un significato personale. Quello che per me può essere considerata gentilezza, per altre sono le basi nei rapporti e viceversa.
Sicuramente per alcune donne ricevere un passaggio o avere la cena offerta potrà essere considerata una cosa basilare per un appuntamento degno di nota. Io personalmente questo "aggettivo" mi sentirei più di usarlo con un uomo che non ti scrive mai per primo, devi sempre essere te ad iniziare la conversazione se no nemmeno ti scrive, e devi appunto proporre te di uscire ecc..
Lo troverei fastidioso in una donna, in un uomo non potrei accettarlo. Per me se mancano queste cose vuol dire che non c'è interesse.
Per carità, qualcuno potrà essere anche insicuro per cui si comporta così però altri è perché non vogliono impegnarsi nel dare quel minimo di attenzioni. E a prescindere dal rapporto che ci possa essere, non è il modo di rapportarsi, come in tutte le cose ci vuole reciprocità. Ovviamente vale per entrambi i sessi😊
Si, ci stiamo infilando in un ginepraio 🤣🤣🤣 e secondo me il punto chiave di tutto il discorso è proprio quello che avete scritto: la reciprocità.
Non è tanto una questione di chi offre la cena, chi scrive per primo o chi propone di uscire. Sono gesti che, presi singolarmente, possono avere significati molto diversi a seconda della persona. Per qualcuno sono attenzioni importanti, per altri semplici formalità, per altri ancora quasi irrilevanti.
Quello che però fa davvero la differenza è il movimento reciproco.
Se l’iniziativa parte sempre e solo da una parte, se sempre e solo uno invita a cena (e chi invita paga, si sa 😏), se uno cerca e l’altro si lascia sempre cercare, se uno propone e l’altro si limita ad accettare, lì non stiamo più parlando di carattere, di insicurezza o di abitudini: stiamo parlando di asimmetria di interesse.
E quella, col tempo, diventa inevitabilmente fastidiosa.
Perché al di là dei ruoli uomo-donna, delle aspettative e delle sensibilità personali, un rapporto (qualunque tipo di rapporto, anche tra amici), funziona quando entrambe le persone sentono il desiderio di esserci, di farsi sentire, di metterci un minimo di energia.
Non servono grandi gesti.
Serve che il dare e il ricevere si muovano in entrambe le direzioni.
Bravi @HotChocolate, colpito e affondato 👍😁

3 mesi fa
Singolo
Emilia Romagna, Ferrara
Qui dal 21.12.2022 -
Quotato da GuardoneMonello,
Quotato da Macy,

@HotChocolate, capisco cosa intendi, penso che tu abbia ragione sull'uso improprio del termine da parte della mia cliente e su come oggi venga usato il termine da alcune donne.
È vero che, nel linguaggio comune “principesso” viene spesso usato in senso dispregiativo per indicare un uomo poco propositivo: quello che scrive, mantiene il filo del discorso, ma poi demanda sistematicamente all’altra persona ogni iniziativa concreta.
Forse più che mancanza di interesse, è una forma di passività relazionale che alla lunga stanca, ma questo lo dico da uomo, non avendo l'esatta percezione di come venga vissuto questo atteggiamento da parte femminile.
In sintesi: a volte lei ti interessa, ma ti infogni in cazzate paranoiche e lì rimani...la donna pensa che te la tiri, ma in realtà stai affondando nelle sabbie mobili delle tue insicurezze.
Nel mio caso, Elisa (la cliente) ha semplicemente usato il termine in maniera pretestuosa.
Comunque è una distorsione abbastanza tipica, e "umana": quando non riceviamo le attenzioni che ci aspettiamo, tendiamo a spiegare il comportamento dell’altro come un difetto caratteriale, piuttosto che come una mancanza di coinvolgimento.
In fondo, è una dinamica molto simile a quella che succede sul versante opposto con l’espressione “se la tira”, quando rivolta alle donne. Anche lì, un disinteresse reale viene facilmente interpretato come atteggiamento di superiorità o gioco di potere, quando in realtà (o spesso), è semplicemente assenza di attrazione o di volontà di coinvolgimento.

C’è poi un aspetto interessante: al termine principesso vengono spesso attribuiti atteggiamenti che culturalmente sono stati per lungo tempo considerati “femminili”, come l’attendere di essere cercati, il non esporsi, il voler essere corteggiati, il non prendere l’iniziativa. Atteggiamenti che, quando appartengono a una donna, vengono percepiti come normali o addirittura coerenti con un certo immaginario relazionale; ma che, quando sono messi in atto da un uomo, diventano improvvisamente difetti, motivo di scherno (anzi, proprio prese per il culo 😬), o di giudizio negativo.
Tra l’altro, cercando in rete, si trovano definizioni di principesso molto varie e spesso ironiche, ma che fanno capire bene come il termine venga percepito oggi.
Ad esempio, “principesso” sarebbe:
quello che si fa pagare la cena;
quello che preferisce farsi venire a prendere sotto casa;
quello a cui non piace guidare l’automobile;
quello che non prende mai iniziative e aspetta che sia sempre l’altra persona a proporre;
quello che vuole essere corteggiato senza esporsi;
quello che pretende attenzioni senza offrirne troppe,
quello che si comporta come se dovesse essere scelto, ma non sceglie mai;
quello che mantiene il contatto ma evita sistematicamente di concretizzare, quello che ha il mal di testa o il mal di pancia ogni volta che deve scopare...la lista è infinita e in fase di realizzazione e forse mi sono ripetuto alcune volte 🤔
Come si vede, il filo conduttore di tutte queste definizioni non è l’orgoglio, ma una possibilie forma di comodità relazionale e di passività, ma anche un fastidio da parte femminile di atteggiamenti che stanno diventando parte della personalità maschile...
#cistiamofemminilizzando? 🤔
Modificato dall'autore il 03-02-2026 17:29:41
No, non ci stiamo "femminilizzando".
Questa sarebbe una narrazione implicitamente maschilista o machista, anche quando l'accusa proviene dalle donne.
Visto che le donne stanno esplorando ruoli tradizionalmente maschili, allora giustamente anche noi esploriamo ruoli tradizionalmente femminili, ma desiderare di essere ammirati, commentati pubblicamente (e perché no, fischiati 😄), desiderati, corteggiati, conquistati, coccolati da una donna che ci invita, ci paga il conto (non per nostra avarizia, ma per suo piacere), ci accompagna a casa e osa chiederci di salire (o ci prova in macchina), tutto ciò non ci rende meno maschi, in quanto noi ci ricordiamo sempre benissimo qual è il nostro ruolo tradizionale.. e possiamo tornare all'attacco quando meno se lo aspettano. 😉
Il tutto senza cadere in estremi che facciano da "copertura" alle nostre insicurezze, come nella mia esperienza che ho raccontato prima.
Mi piace il modo in cui hai colto la provocazione.
Il punto non è “femminilizzarsi” o “mascolinizzarsi”, perché appena la mettiamo su quel piano stiamo già ragionando dentro la vecchia gabbia che ha chiuso l'uomo nel suo ruolo...ad alcuni piace, a me no (ma è una questione di gusti).
Ci sono donne che si aspettano che l'uomo abbia il suo ruolo tradizionale durante il corteggiamento, e uomini che pretendono di avere e mantenere quel ruolo.
Ma il fatto che anche un uomo possa desiderare di essere corteggiato, cercato, invitato, ammirato, non toglie nulla alla sua mascolinità.
Ma questo è un mio parere, probabilmente durante questo thread verranno fuori pareri differenti.
Così come una donna che prende l’iniziativa non perde nulla della sua femminilità. Anzi, spesso rende il gioco molto più interessante, più dinamico, più vero.
Mi è piaciuto molto il passaggio in cui dici che non è una copertura delle insicurezze (o almeno non lo è sempre!), ma una scelta consapevole di stare nel gioco in modo diverso.
Modificato dall'autore il 03-02-2026 20:02:46

3 mesi fa
Singolo
Abruzzo, L'Aquila
Qui dal 30.11.2013 -
Quotato da Macy,


Ieri in palestra una cliente mi ha definito così: principesso.
Non principe. Non stronzo. Non snob.
Principesso (sul pisello, ma questo l’ho aggiunto i [...]
Quella del principesso è una sindrome tutta moderna, dell'uomo di oggi, dell'uomo che ha finalmente perduto tutta la rozza protervia del cacciatore, la maschia virilità dell'affabulatore da bar, il tronfio pavoneggiarsi del maschio nel pollaio... e di cui le prime a lamentarsi sono le donne, ovviamente! 😄 😄 😄 😄 😄

3 mesi fa
Singolo
Lazio,
Qui dal 23.11.2025 -
Ma Si....ma anche No, dipende dal contesto sociale e familiare specifico....io vedo pochi principessi appena giro la testa. L'evoluzione avviene a velocita diverse e talvolta regredisce in contesti diversi

3 mesi fa
Trans/Trav
Veneto, Venezia
Qui dal 08.03.2023 -
Quotato da HotChocolate,
Quotato da Macy,


Ieri in palestra una cliente mi ha definito così: principesso.
Non principe. Non stronzo. Non snob.
Principesso (sul pisello, ma questo l’ho aggiunto i [...]
Seconda me nel tuo caso è stato utilizzato in modo improprio: le mie amiche lo usano per indicare quel tipo di uomo che magari ti scrive, ma poi per tutto il resto vuole che sia lei a fare la prima mossa. Per uscire, per fare qualcosa, insomma non è propositivo (e probabilmente nemmeno interessato). Per questo viene usato in modo dispregiativo. Ma questa tua cliente probabilmente rosica e basta perché non le dai le attenzioni che vorrebbe o che è abituata a ricevere in generale dagli uomini.

Non puoi scrivere sul Forum finchè non avrai completato il tuo profilo!.


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