8 mesi fa
La vera trasgressione è occasionale, perché se si esce fuori dalla coppia o si scopa all'aperto tutti i giorni, o tante altre perversioni, alla fine il brivido si spegne perché si trasforma in un'abitudine...e per riaccenderlo c'è bisogno di andare sempre più oltre, di diventare sempre più perversi, rischiando poi anche di cadere nel patologico.
Voi che ne pensate? Anche voi siete dell'idea che le migliori trasgressioni siano quelle occasionali?
Voi che ne pensate? Anche voi siete dell'idea che le migliori trasgressioni siano quelle occasionali?
8 mesi fa
Buongiorno, quelle occasionali danno quei brividi, emozioni che con la routine vengono persi
8 mesi fa
Credo che sia utile tenere su piani distinti la trasgressione, la perversione intesa come pratica non convenzionale ma non patologica e la patologia in senso stretto del termine.
Trasgredire significa uscire dai binari, ma non implica automaticamente qualcosa di malato o da nascondere.
La ripetizione può ridurre l’intensità, ma questo vale per qualsiasi esperienza della vita, non solo per il sesso.
Per questo non penso che la trasgressione debba essere necessariamente occasionale per restare "vera": per alcuni è un brivido sporadico, per altri una componente stabile, ma perfettamente sana, consapevole e consensuale della propria sessualità.
Personalmente alterno periodi da monaco Zen a periodi di troiaggine da competizione, nel quale l'abitudine o l'assuefazione sono l'ultimo dei miei problemi.
Insomma è una questione individuale.
Ognuno ha i propri appetiti ed i propri equilibri 🐷
Parere personale eh! ❤️
8 mesi fa
Quindi ritieni che ci sia sempre una distinzione netta tra la trasgressione "sana" e quella patologica, al netto della frequenza con cui si trasgredisce?Quotato da Macy,
Credo che sia utile tenere su piani distinti la trasgressione, la perversione intesa come pratica non convenzionale ma non patologica e la patologia in senso stretto del termine.
Trasgredire significa uscire dai binari, ma non implica automatic [...]
Ti faccio un esempio: nell'esibizionismo outdoor i partecipanti godono della possibilità di essere scoperti da persone ignare, presumendo di provocar loro eccitazione, eppure le stesse persone ignare potrebbero sentirsi turbate o persino molestate dall'atto osceno, per ragioni soggettive che non spetta a noi giudicare.
Magari ad alcune persone può ricordare delle esperienze negative del passato. Sto parlando di esibizionismo hard.
Ora, è ovvio che conta molto l'orario e il contesto nel quale viene praticato, e conta soprattutto la reazione che gli esibizionisti hanno nel momento in cui vengono scoperti. Se continuano come se nulla fosse, secondo me si cade nella patologia, perché ci si avvicina all'atteggiamento di quei malati che si fanno le seghe nei bus pubblici, incuranti di chi li circonda.
Se invece si ricompongono e magari chiedono, con atteggiamento seduttivo, alle persone appena arrivate il consenso nel poter riprendere, oppure si spostano altrove, allora può essere considerato un esibizionismo "sano". Mia opinione.
Però è ovvio che, anche per le ragioni che ho detto prima, il desiderio di essere sempre più troia ti può portare a oltrepassare questo confine molto sfumato, senza nemmeno rendertene conto.
8 mesi fa
L’esempio che porti in realtà non rientra nella mia idea di trasgressione "sana", perché lì manca la base fondamentale: il consenso.Quotato da GuardoneMonello,Quindi ritieni che ci sia sempre una distinzione netta tra la trasgressione "sana" e quella patologica, al netto della frequenza con cui si trasgredisce?Quotato da Macy,
Credo che sia utile tenere su piani distinti la trasgressione, la perversione intesa come pratica non convenzionale ma non patologica e la patologia in senso stretto del termine.
Trasgredire significa uscire dai binari, ma non implica automatic [...]
Ti faccio un esempio: nell'esibizionismo outdoor i partecipanti godono della possibilità di essere scoperti da persone ignare, presumendo di provocar loro eccitazione, eppure le stesse persone ignare potrebbero sentirsi turbate o persino molestate dall'atto osceno, per ragioni soggettive che non spetta a noi giudicare.
Magari ad alcune persone può ricordare delle esperienze negative del passato. Sto parlando di esibizionismo hard.
Ora, è ovvio che conta molto l'orario e il contesto nel quale viene praticato, e conta soprattutto la reazione che gli esibizionisti hanno nel momento in cui vengono scoperti. Se continuano come se nulla fosse, secondo me si cade nella patologia, perché ci si avvicina all'atteggiamento di quei malati che si fanno le seghe nei bus pubblici, incuranti di chi li circonda.
Se invece si ricompongono e magari chiedono, con atteggiamento seduttivo, alle persone appena arrivate il consenso nel poter riprendere, oppure si spostano altrove, allora può essere considerato un esibizionismo "sano". Mia opinione.
Però è ovvio che, anche per le ragioni che ho detto prima, il desiderio di essere sempre più troia ti può portare a oltrepassare questo confine molto sfumato, senza nemmeno rendertene conto.
Se una pratica coinvolge persone ignare o le espone a disagio senza che abbiano scelto di partecipare, non è più trasgressione condivisa ma una forma di molestia, quindi è ovvio che scivola nel patologico o nell’illegale.
Quello che intendo io è che le trasgressioni possono anche essere stabili e frequenti nella vita di una persona, ma restano sane ed etiche solo se sono consapevoli, condivise e rispettose dei limiti altrui.
Senza questa cornice, più che trasgressione, diventa una forma di abuso.
Ma queste per me dovrebbero essere le basi; al netto del fatto che ognuno può pensarla come vuole, se tu imponi un gioco a persone che non hanno nessuna intenzione di giocare con te (spettatori ignari e inconsapevoli), stai esercitando una forma di violenza.
Non è mia intenzione essere giudicante o moralista, si tratta solo di confini etici elementari.
8 mesi fa
I confini etici che rilevi sono ovvi anche per me, infatti ho distinto il caso patologico in cui gli esibizionisti impongono la visione del proprio atto da quello in cui gli stessi interrompono il gioco al sopraggiungere delle terze persone, e sempre prestando attenzione ai luoghi e ai tempi adatti.Quotato da Macy,L’esempio che porti in realtà non rientra nella mia idea di trasgressione "sana", perché lì manca la base fondamentale: il consenso.Quotato da GuardoneMonello,
Quindi ritieni che ci sia sempre una distinzione netta tra la trasgressione "sana" e quella patologica, al netto della frequenza con cui si trasgredisce?
Ti faccio un esempio: nell'esibizionismo outdoor i partecipanti godono della possibilità di essere scoperti da persone ignare, presumendo di provocar loro eccitazione, eppure le stesse persone ignare potrebbero sentirsi turbate o persino molestate dall'atto osceno, per ragioni soggettive che non spetta a noi giudicare.
Magari ad alcune persone può ricordare delle esperienze negative del passato. Sto parlando di esibizionismo hard.
Ora, è ovvio che conta molto l'orario e il contesto nel quale viene praticato, e conta soprattutto la reazione che gli esibizionisti hanno nel momento in cui vengono scoperti. Se continuano come se nulla fosse, secondo me si cade nella patologia, perché ci si avvicina all'atteggiamento di quei malati che si fanno le seghe nei bus pubblici, incuranti di chi li circonda.
Se invece si ricompongono e magari chiedono, con atteggiamento seduttivo, alle persone appena arrivate il consenso nel poter riprendere, oppure si spostano altrove, allora può essere considerato un esibizionismo "sano". Mia opinione.
Però è ovvio che, anche per le ragioni che ho detto prima, il desiderio di essere sempre più troia ti può portare a oltrepassare questo confine molto sfumato, senza nemmeno rendertene conto.
Se una pratica coinvolge persone ignare o le espone a disagio senza che abbiano scelto di partecipare, non è più trasgressione condivisa ma una forma di molestia, quindi è ovvio che scivola nel patologico o nell’illegale.
Quello che intendo io è che le trasgressioni possono anche essere stabili e frequenti nella vita di una persona, ma restano sane ed etiche solo se sono consapevoli, condivise e rispettose dei limiti altrui.
Senza questa cornice, più che trasgressione, diventa una forma di abuso.
Ma queste per me dovrebbero essere le basi; al netto del fatto che ognuno può pensarla come vuole, se tu imponi un gioco a persone che non hanno nessuna intenzione di giocare con te (spettatori ignari e inconsapevoli), stai esercitando una forma di violenza.
Non è mia intenzione essere giudicante o moralista, si tratta solo di confini etici elementari.
Se così non fosse, anche il carsex su questo sito, o le coppiette in camporella, dovrebbero essere casi "patologici".
Ciò che intendevo evidenziare è come, a volte, abituarsi a comportamenti "anormali" e ricercare la massima quantità nella trasgressione può predisporre persone moralmente deboli a diventare dipendenti da quella perversione, a tal punto da non poterne fare a meno e di non riuscire neanche più a controllarsi quando dovrebbero, perché una volta che hai terminato e ti sei abituato agli atti che puoi legalmente fare, ti restano solo quelli illegali per "trasgredire ulteriormente". Non so se mi sono spiegato. È lo stesso meccanismo delle droghe.
Ciò avviene perché la persona dipendente da quella perversione intraprende una gara con se stesso in cui si prefigge di essere "sempre più porco" e questo può essere cruciale, in combinazione con l'assenza di obiettivi di vita non legati al sesso, che sono anche etici.
Una persona che "trasgredisce" in maniera regolare e che non considera la trasgressione una gara con se stesso o con altri, ma soprattutto non perde mai la capacità di empatizzare con il prossimo, allora non ha problemi, ma anche in quel caso c'è il rischio di non riuscire più ad apprezzare il "sesso normale", cioè il missionario fatto in camera da letto con la propria moglie.
In conclusione, credo che l'assuefazione ai comportamenti atipici sia una condizione necessaria, ma non sufficiente da sola, per lo sviluppo di patologie della sfera sessuale.
Non a caso, quasi tutte le parafilie (tranne poche che sono sempre patologiche) hanno contesti di applicazione sani e altri malati.
8 mesi fa
Ah, dimenticavo: credo anche che la combinazione del porno e dell'assenza di un'educazione sessuale predisponga molto a questo modo di vivere il sesso basato sulla quantità e sull'anormalità, che può essere più pericoloso per alcuni giovani e meno per altri, a seconda del livello di maturità psicologica e di educazione di ciascuno.
8 mesi fa
Capisco cosa intendi e hai ragione sul fatto che esistono persone che vivono il sesso come una rincorsa compulsiva al "sempre più", col rischio di sconfinare in pratiche illegali o di innescare un meccanismo di dipendenza.Quotato da GuardoneMonello,I confini etici che rilevi sono ovvi anche per me, infatti ho distinto il caso patologico in cui gli esibizionisti impongono la visione del proprio atto da quello in cui gli stessi interrompono il gioco al sopraggiungere delle terze persone, e sempre prestando attenzione ai luoghi e ai tempi adatti.Quotato da Macy,
L’esempio che porti in realtà non rientra nella mia idea di trasgressione "sana", perché lì manca la base fondamentale: il consenso.
Se una pratica coinvolge persone ignare o le espone a disagio senza che abbiano scelto di partecipare, non è più trasgressione condivisa ma una forma di molestia, quindi è ovvio che scivola nel patologico o nell’illegale.
Quello che intendo io è che le trasgressioni possono anche essere stabili e frequenti nella vita di una persona, ma restano sane ed etiche solo se sono consapevoli, condivise e rispettose dei limiti altrui.
Senza questa cornice, più che trasgressione, diventa una forma di abuso.
Ma queste per me dovrebbero essere le basi; al netto del fatto che ognuno può pensarla come vuole, se tu imponi un gioco a persone che non hanno nessuna intenzione di giocare con te (spettatori ignari e inconsapevoli), stai esercitando una forma di violenza.
Non è mia intenzione essere giudicante o moralista, si tratta solo di confini etici elementari.
Se così non fosse, anche il carsex su questo sito, o le coppiette in camporella, dovrebbero essere casi "patologici".
Ciò che intendevo evidenziare è come, a volte, abituarsi a comportamenti "anormali" e ricercare la massima quantità nella trasgressione può predisporre persone moralmente deboli a diventare dipendenti da quella perversione, a tal punto da non poterne fare a meno e di non riuscire neanche più a controllarsi quando dovrebbero, perché una volta che hai terminato e ti sei abituato agli atti che puoi legalmente fare, ti restano solo quelli illegali per "trasgredire ulteriormente". Non so se mi sono spiegato. È lo stesso meccanismo delle droghe.
Ciò avviene perché la persona dipendente da quella perversione intraprende una gara con se stesso in cui si prefigge di essere "sempre più porco" e questo può essere cruciale, in combinazione con l'assenza di obiettivi di vita non legati al sesso, che sono anche etici.
Una persona che "trasgredisce" in maniera regolare e che non considera la trasgressione una gara con se stesso o con altri, ma soprattutto non perde mai la capacità di empatizzare con il prossimo, allora non ha problemi, ma anche in quel caso c'è il rischio di non riuscire più ad apprezzare il "sesso normale", cioè il missionario fatto in camera da letto con la propria moglie.
In conclusione, credo che l'assuefazione ai comportamenti atipici sia una condizione necessaria, ma non sufficiente da sola, per lo sviluppo di patologie della sfera sessuale.
Non a caso, quasi tutte le parafilie (tranne poche che sono sempre patologiche) hanno contesti di applicazione sani e altri malati.
Però a me sembra importante non generalizzare.
La maggior parte delle persone non entra in questo meccanismo: ci sono coppie o individui che integrano pratiche trasgressive anche regolari senza che questo comporti né dipendenza, né perdita di controllo, né incapacità di vivere la sessualità ‘classica’.
Ti faccio un esempio che mi riguarda personalmente: amo praticare pegging, è qualcosa che mi soddisfa e mi procura sensazioni decisamente intense; questo non lo rende "totalizzante", anzi riguarda una parte veramente residuale della mia sessualità, godendo pienamente anche dal "sesso alla missionaria", e di tutto quello che può essere una sessualità normalizzata.
Il punto quindi non è quanto spesso si trasgredisce, ma se lo si fa con equilibrio, rispetto reciproco e capacità di tenere distinte le proprie fantasie dai limiti imposti dall’etica e dal consenso.
In altre parole: non è la frequenza a rendere patologica una trasgressione, ma l’assenza di consapevolezza, di controllo e di rispetto verso se stessi e gli altri.
Forse alcune cose non le condividiamo semplicemente perché diamo due significati diversi alla parola "trasgressione".
Ad esempio mi sono accorto che la mia definizione di trasgressione potrebbe mettere in difficoltà chi tradisce il proprio partner, in quanto non c'è nulla di etico e condiviso...sono d'accordo, ma in questo caso non mi sento di essere troppo severo, ma soprattutto non mi va di tirarmi la zappa sui piedi; la maggior parte delle persone che frequento è impegnata in un' altra relazione 😎
Modificato dall'autore il 08-09-2025 14:27:25
8 mesi fa
si, deve essere dettata dall'eccitazione dovuta da una improvvisa volontà che fa perdere ritegnoQuotato da GuardoneMonello,La vera trasgressione è occasionale, perché se si esce fuori dalla coppia o si scopa all'aperto tutti i giorni, o tante altre perversioni, alla fine il brivido si spegne perché si trasforma in un'abitudine...e per riaccenderlo c& [...]
8 mesi fa
Per me è puramente occasionale.
Poche sono le volte che incontro nuovamente la stessa coppia, se non sapendo di trovarla nei luoghi che frequentiamo.
L'occasione fa l'uomo ladro dicono, ed io mi diverto a rubare mogli e fidanzate.
Le singole.
Ma !
Ultimamente sono troppo sofisticate, non muoio dietro ad una donna, un buco lo trovo comunque.
Poche sono le volte che incontro nuovamente la stessa coppia, se non sapendo di trovarla nei luoghi che frequentiamo.
L'occasione fa l'uomo ladro dicono, ed io mi diverto a rubare mogli e fidanzate.
Le singole.
Ma !
Ultimamente sono troppo sofisticate, non muoio dietro ad una donna, un buco lo trovo comunque.
Modificato dall'autore il 16-09-2025 22:35:46
8 mesi fa
per noi la casualità è la base di tutto, imprescindibile per chi gradisce vivere la trasgressione da una prospettiva prettamente erotica.
Difficile da concretizzare, ma quando accade l'intrigo e l'eccitazione non hanno pari.
Per tutto il resto c'è la pornografia.
Difficile da concretizzare, ma quando accade l'intrigo e l'eccitazione non hanno pari.
Per tutto il resto c'è la pornografia.
7 mesi fa
Personalmente credo che la vera trasgressione non dipenda dalla frequenza, ma dall’intensità con cui si vive l’esperienza. L’occasionalità dà adrenalina, ma la complicità costruita nel tempo ha una magia diversa.
7 mesi fa
Quotato da dane69,per noi la casualità è la base di tutto, imprescindibile per chi gradisce vivere la trasgressione da una prospettiva prettamente erotica.
Difficile da concretizzare, ma quando accade l'intrigo e l'eccitazione non hanno pari.
Per tutto il resto [...]
7 mesi fa
Per esperienza di vita vissuta, la trasgressione è occasionale. Altrimenti diventa routine e non è più trasgressione!
7 mesi fa
crediamo che una trasgressione occasionale di una coppia con un'altra coppia stabile ( o al massimo due coppie alternandole negli incontri) dilazionata e limitata nel tempo (ad esempio una volta al mese), sia il giusto compromesso per dare pepe alla coppia senza cadere in una ricerca di nuovo continuo che alla fine puo diventare patologica. Il sesso è noto che crea una certa dipendenza e quindi il voler supererare di volta in volta i confini precedenti raggiunti puo essere pericoloso alla coppia stessa ed alla sua stabilità
Modificato dall'autore il 25-10-2025 08:29:40
7 mesi fa
Noi siamo i cosiddetti trasgressivi seriali in quando frequentiamo locali privee,ma non rinunciamo neppure a quella improvvisa non programmata,diciamo che trasgressivamente siamo sempre pronti, oramai forse la nostra esperienza nel mondo trasgressivo volge al termine sono ben 32 anni che lo facciamo,chissà…..ancora per quanto,l’importante è essere trasgressivi ci sarà sempre una novità che ti colpirà…una che magari all’inizio potrebbe sembrarti un problema tipo incontrare colleghi o vicini,ma poi si rivelerà eccitante
7 mesi fa
Se diventa abituale dopo arriva l’assuefazione che è’ l’anticamera della mediocrità uno dei peccati capitali.
7 mesi fa
Confermiamo creare rapporti di amicizia aldilà del gioco rende tutto più bello e affascinante unire amicizia confidenza e trasgressione
7 mesi fa
La "TRASGRESSIONE” è intesa, come ogni tentativo della mente umana di andare oltre le regole scritte o del pudore comune, compiendo di fatto delle azioni che assumono questo significato, considerato che, nella normale vita di tutti i giorni, nessuno si sognerebbe mai di parlare liberamente e senza inibizioni delle proprie fantasie erotiche così come farebbe se dovesse parlare di calcio al bar.
La "TRASGRESSIONE" è un piatto che va gustato senza fretta ed a piccoli morsi.
La "TRASGRESSIONE" è un piatto che va gustato senza fretta ed a piccoli morsi.
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