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» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
1 anno faQuotato da Bull66_ME,Mi sono imbattuto recentemente in una discussione in cui qualcuno parlava del "culo" come se avesse una propria personalità, e questo mi ha fatto riflettere su un aspetto interessante per chi scrive racconti erotici: quanto spesso ci concen [...]
Ti consiglio di leggere di Jacques Serguine elogio della sculacciata (lui/lei) dove ci si concentra sul culo, per l'appunto, che però diventa sineddoche del rapporto amoroso.
In realtà non credo ci siano paletti, ci si può soffermare su una sola componente del corpo che troviamo erotica e seducente o esaltare l'intera fisicità. Credo sia più una scelta dello scrittore, così come il sedere piuttosto che il seno può diventare personaggio ed esprimersi come se fosse altro dal suo portatore. Sono trucchi narrativi, l'importante, a mio avviso, è saperlo sfruttare bene, il racconto deve avere complessità e deve filare.
» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
1 anno faQuotato da Castellozzo02,Nel momento in cui PUBBLICHI manifesti, seppure implicitamente, la tua voglia di pubblico, di audience.Quotato da Parcifal,
Condivido la prima parte ma dissento totalmente sulla frase di chiusura. Bastare a se stessi, stare bene da soli, nella propria pelle nulla ha a che fare con lo scrivere e il pubblicare. Lo hai detto tu scrivere vuol dire comunicare, i motivi per farlo possono essere i più disparati fra cui anche -forse- il non bastare a sé stessi ma dialogando con con molti altri utenti che scrivono é più un impulso alla partecipazione, alla condivisione (tirare fuori) che al fare incetta di contatti, all'appropriarsi, al fagocitare altri per colmare un vuoto (riempire). Se non basto a me stesso ho bisogno degli altri perché da solo non sto bene, é una dipendenza. Mi sto incartando ma spero di essermi fatto capire. Ovviamente rimarco sempre che è solo la mia opinione. Modificato dall'autore il 08-10-2024 10:00:43
Gli unici che "scrivono per se stessi" non lo fanno sapere a nessuno e, coerentemente, NON pubblicano. Anzi tacciono proprio il fatto che scrivano.
Quelli, più o meno, bastano a se stessi.
E sai che soddisfazione!
🤣🤣🤣
Continuo a dissentire, probabilmente perché do un significato diverso al bastare a sé stessi. Perché nella tua interpretazione qualunque interazione umana, scrivere un commento, mandare un messaggio, fare una telefonata, uscire a cena in compagnia, significherebbe non bastare a se stessi poiché ogni azione prevede interazione con altri e quindi un pubblico.
Il bello sta proprio qua, potersi confrontare senza per forza volere la ragione o "trovare la quadra".
» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
1 anno faQuotato da Castellozzo02,@cpcuriosa
Solo per il fatto che siamo su questo sito e che ci raccontiamo con un profilo e un annuncio, significa che vogliamo apparire.
È negli occhi degli altri che ci specchiamo.
Chi scrive e pubblica non basta a se stesso. [...]
Condivido la prima parte ma dissento totalmente sulla frase di chiusura. Bastare a se stessi, stare bene da soli, nella propria pelle nulla ha a che fare con lo scrivere e il pubblicare. Lo hai detto tu scrivere vuol dire comunicare, i motivi per farlo possono essere i più disparati fra cui anche -forse- il non bastare a sé stessi ma dialogando con con molti altri utenti che scrivono é più un impulso alla partecipazione, alla condivisione (tirare fuori) che al fare incetta di contatti, all'appropriarsi, al fagocitare altri per colmare un vuoto (riempire). Se non basto a me stesso ho bisogno degli altri perché da solo non sto bene, é una dipendenza. Mi sto incartando ma spero di essermi fatto capire. Ovviamente rimarco sempre che è solo la mia opinione.
Modificato dall'autore il 08-10-2024 10:00:43
» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
1 anno faQuotato da XHunerXP,Quotato da Parcifal,
Credo che rispondere ai commenti sia una scelta. Io ad esempio non lo faccio o se lo faccio lo faccio in pvt perché ho l'impressione di lasciare più libero chi legge di esprimersi senza il dubbio di incappare in un contraddittorio 😎. Non cancello (c'è ancora questa possibilità?) i commenti anche quelli non semplicemente negativi ma brutti perché in ogni caso libera espressione del gradimento o mancato tale del racconto letto. E ovviamente me la prendo il giusto (sia in positivo che in negativo) perché non sono un professionista della parola scritta, perché ho molto da imparare e perché cmq almeno ci provo (anche se a volte penso di essere un po' vigliacco perché potrei provarci su siti di racconti o su riviste specializzate m poi realizzo di non avere i numeri e da lì il sentimento di ignavia nello scrivere su un sito di annunci che ha ANCHE ma non principalmente una sezione racconti).
Un paio di anni fa, ora non commento più i racconti perché molti autori sono "stranucci forti", commentai un racconto dicendo in sostanza: l'idea di base è anche carina ma è scritta in modo confusionale, i tempi sono sbagliati e le punteggiature non rendono giustizia alle dovute pause che servirebbero.
Ho ricevuto un messaggio privato dall'autore che grossomodo diceva: testa di cazzo, in pausa ci devi andare tu, io scrivo come mi pare e se non ti sta bene vai a farti scopare dai froci amici tuoi.
...
Poi si cancellò perché lo segnalai.
Vedi, il problema non è sempre come si pongono le critiche, è che molti si credono stocazzo e non accettano nulla che non sia un: minchia mi sono segato 10 volte!
Manca proprio l'umiltà e l'autocritica, molti si sentono scrittori e un banale consiglio sul rivedere l'editing diventa un affronto al manzonidia69.
Non ci prendiamo in giro, non si può commentare muovendo critiche se pur costruttive, bisogna dare solo pacche sulle spalle. Sono pochissimi quelli che accettano un parere non positivo, e molti che si nascondono dietro il : ma siamo su a 69, non pretendiamo mica di fare gli scrittori.
Per poi definirsi scrittori dopo mezzo secondo.
E queste cose sono alquanto ridicole e infantili.
Lo sai che non critico pesantemente, so benissimo quale sia il contesto, e so quale è il livello. E mi sa che dovrebbero saperlo un po' meglio anche gli "scrittori" che fanno la o con il bicchiere e che non accettano l'idea di aver scritto puttanate in un modo indecente.
Sei una perla rara in quanto umiltà e consapevolezza, e non è un caso se i tuoi racconti sono apprezzabili. Evidentemente non hai l'arroganza di buttarli li a cazzo di cane ma ci lavori su come uno che rispetta la scrittura.
Certamente lavoro su quello che scrivo fra bozza, prima stesura, riscritture varie, riposo ed editing ma ti posso assicurare che non sono l'unico. Non sono l'unico che non si crede il Joyce de noatri (ma come si scrive in romanesco?!?), non sono l'unico che ha una discreta (una volta tanto mi imbrodo) penna e non sono l'unico che continua a volare basso. Forse assieme ad altri prendiamo più sul serio o semplicemente dedichiamo più cura ai nostri essais perché abbiamo voglia di condividere, non tanto la personale avventura (sempre) vera bensì un pezzettino di noi attraverso un racconto che spesso è di sesso ma quasi sempre non solo.
Essere persone educate o semplicemente esseri umani decenti prescinde dallo scrivere (bene o male a seconda dei punti di vista).
Modificato dall'autore il 08-10-2024 11:54:01
» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
1 anno faQuotato da remigiuslp,Quotato da Ade-69,Facendo discorsi da bar letterario (più o meno). Mi chiedevo quale sia il motivo per cui se un lettore lascia un commento ad un racconto, questo viene subito segnalato all’autore del racconto stesso. Viceversa se l’autore risponde ad un utente che ha [...]
Questa sera facciamoci un po' male: patatine fritte e una bionda da 0,5.
Devo affrontare un argomento SERIO: perché le risposte degli autori ai commenti dei lettori non 'ritornano' a questi ultimi?
Credo, ritengo, ipotizzo per un motivo TECNICO molto semplice: la risposta dell'autore non contiene l'indirizzo/nickname del lettore al quale intende rispedirlo per cui il 'sistema' non sa a chi inviarlo. E mandarlo a tutti provocherebbe un certo caos, probabilmente.
Penso, presumo, suppongo che se anche lo comprendesse - tipo con la @ davanti - non lo farebbe comunque perché non predisposto.
Temo che le birre diventino due ma che bello scrivere direttamente all'ammiratore e ringraziarlo con parole argute!
Credo che rispondere ai commenti sia una scelta. Io ad esempio non lo faccio o se lo faccio lo faccio in pvt perché ho l'impressione di lasciare più libero chi legge di esprimersi senza il dubbio di incappare in un contraddittorio 😎. Non cancello (c'è ancora questa possibilità?) i commenti anche quelli non semplicemente negativi ma brutti perché in ogni caso libera espressione del gradimento o mancato tale del racconto letto. E ovviamente me la prendo il giusto (sia in positivo che in negativo) perché non sono un professionista della parola scritta, perché ho molto da imparare e perché cmq almeno ci provo (anche se a volte penso di essere un po' vigliacco perché potrei provarci su siti di racconti o su riviste specializzate m poi realizzo di non avere i numeri e da lì il sentimento di ignavia nello scrivere su un sito di annunci che ha ANCHE ma non principalmente una sezione racconti).
» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
1 anno faQuotato da ssbbw69,Quotato da Parcifal,Che bella compagnia che c'è alla Bettola (che dalle mie parti è anche il nome di una frazione oltre che della taverna omonima) Parlando di scrittura e libri adesso sto leggendo e rileggendo due libri mettendoli a confronto... La lettera scar [...]
e dillo, che ti piace provocare...
No. Nessuna intenzione di provocare. Spero non sia stato inteso così il post.
» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
1 anno fa
Che bella compagnia che c'è alla Bettola (che dalle mie parti è anche il nome di una frazione oltre che della taverna omonima) Parlando di scrittura e libri adesso sto leggendo e rileggendo due libri mettendoli a confronto... La lettera scarlatta di Hawthorne e Il racconto dell'ancella di Atwood accompagnato dal libro A Lettere Scarlatte poesia come stregoneria di Paola Zaccaria.
Devo dire che ho un turbinio di pensieri e riflessioni in testa. Poi quando voglio staccare...leggo L'ultimo dei Mohicani. Ho rivisto il film poco tempo fa e mi è venuta voglia di leggere il romanzo, non avendolo mai letto. Lo stupore quando ho scoperto che nella mia biblioteca è catalogato come narrativa per ragazzi. Devo dire che sono ancora ai primi capitoli e sebbene ci siano somiglianze col capolavoro che è il film, la storia narrata sulla carta mostra giá una linea narrativa diversa.
Non so se sono andato OT o sono rientrato in argomento 😅 ma se interessati eccovi alcuni spunti di letture o riletture.😊
Devo dire che ho un turbinio di pensieri e riflessioni in testa. Poi quando voglio staccare...leggo L'ultimo dei Mohicani. Ho rivisto il film poco tempo fa e mi è venuta voglia di leggere il romanzo, non avendolo mai letto. Lo stupore quando ho scoperto che nella mia biblioteca è catalogato come narrativa per ragazzi. Devo dire che sono ancora ai primi capitoli e sebbene ci siano somiglianze col capolavoro che è il film, la storia narrata sulla carta mostra giá una linea narrativa diversa.
Non so se sono andato OT o sono rientrato in argomento 😅 ma se interessati eccovi alcuni spunti di letture o riletture.😊
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
1 anno faQuotato da HAL9000,Quotato da Castellozzo02,Uno che dice di credersi una banana, di equilibrio mentale non ne ha. E se lo fa per scherzo è un cretino. Ok, ma se io dico ad Alabardo (che è evidentemente un individuo della specie umana di sesso maschile) che NON è una banana ma un uomo e lui insiste nel dirmi che lui si "identifica" in una banana, chi è il cretino?
Potrei essere io se gli ripetessi per oltre tre volte che lui NON è una banana.
Aggiungo nel novero dei cretini tutt* coloro che mi danno contro invitandomi ad avere rispetto di Alabardo e delle sue immense cagate.
...
Detto questo, direi che abbiamo approssimativamente stabilito cosa è uno scrittore/una scrittrice: un essere umano che scrive per comunicare ad altri. Si auspica che lo faccia in maniera efficace manifestando dimestichezza con le regole grammaticali.
Se potrei, scriverei un libro.
Tecnicamente parlando sarebbe potessi🙊🙉🙈
Scusami, ma sono abbastanza incazzato proprio riguardo al concetto giusto che esprimi, condizionale a parte, a proposito di scrittore quale essere umano che scrive per comunicare ad altri. Ecco, quello che ho scritto è stato rimosso (rimosso vuol dire eliminato, cancellato, tecnicamente anche qui censurato) con il seguente messaggio
Il Tuo Racconto è stato rimosso.
I contenuti del tuo Racconto potrebbero essere controversi e vanno contro le nostre Linee Guida.
Siamo a ricordarti che non pubblichiamo racconti in cui sono presenti rapporti sessuali con animali, minori con adulti, di violenze, o che riteniamo non siano adatti per la nostra Community.
Argomento: le singole
Vabbè 🤜🧠🤛
Posso anche capire il tuo sconforto ma ricordati che qui sei ospite di un sito che ha un suo regolamento, il tuo racconto a quanto pare é stato rimosso non per errori di grammatica o sintassi ma per il contenuto.
Dovresti controllare quali sono gli argomenti/contenuti che l'algoritmo potrebbe avere riconosciuto come "sensibili" e poi scrivere direttamente alla @redazione.
Modificato dall'autore il 04-10-2024 21:56:00
» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
1 anno faQuotato da Zindo,Veramente rispetto le idee di ognuno, perché l'idea in se stessa è cosa grande e rispettabile ed onora anche chi ne è portatore.
Rispettare una idea non equivale a condividerla, in quanto - come quelle altrui - anche le proprie sono rispe [...]
Zindo sei nel posto giusto al momento giusto! Non mi sembra si siano alzati i toni, però é vero che quando si discute con passione, non essendoci interazione vis à vis tutto passa attraverso l'interpretazione e la percezione di chi legge. Se ho contribuito ad alzare i toni me ne scuso e adesso faccio un passo indietro, quello che dovevo dire l'ho detto, se continuassi finirei solo per incartarmi.
Concludo dicendo che i miei discorsi sono sempre generali, in tutti i 3d del forum, perché percepisco a69 come facente parte della realtà e non un micro mondo a parte. Zindo io ahimè sono quasi astemio, quindi che ne dici, posso sedermi con te? Io una bella tisanina fumante e per te un bel nero d'Avola che scalda con questo tempaccio?
» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
1 anno faQuotato da Castellozzo02,L'associazione "scrittore = artista" non è necessariamente vera perché scrivere (bene e in maniera efficace) presuppone tanta tecnica. Anche "inventare" storie è una tecnica.
L'ispirazione è un falso mito. Spess [...]
Dove hai letto che artista=ispirazione? Te lo chiedo perché non mi sembra di averlo letto in nessun post.
Solo in noi italiani crediamo che l'ispirazione ti porti a scrivere 3000 pagine o dipingere un quadro in un secondo.
L'ispirazione, l'idea, la scintilla servono per partire ma poi come abbiamo detto entrambi l'ispirazione deve essere sviluppata ed è un lavoro duro, faticoso e lungo.
Modificato dall'autore il 03-10-2024 12:05:19
» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
1 anno faQuotato da ssbbw69,Quotato da Parcifal,
Come dice il termine stesso uno scrittore è colui o colei che scrive. Scrive bene, male, sgrammaticato, sul diario, la lista della spesa, racconti, epitaffi e via dicendo, non importa. Scrittore è chi scrive.
Poi PER ME, ci sono delle declinazioni.
Penso che per scrivere si debbano avere un minimo di basi, le elementari, ovvero conoscere la grammatica, l'ortografia, la sintassi e l'analisi logica. Questo se sì vuole essere capiti o se si vuole essere letti.
Perché scrivere non significa per forza comunicare a/con altri ma si può scrivere a/per se stessi (il diario ad esempio).
Se invece si vuole essere letti allora la padronanza minima del linguaggio ci vuole.
Si deve anche capire che linguaggio si usa perché se scrivo in dialetto non sto commettendo errori se ne rispetto le regole essendo i dialetti lingue strutturate.
Quindi si passa a un nuovo livello, scrivo per essere letto e voglio, ho la pretesa di essere capito, allora devo saper scrivere e accettare le critiche se commetto errori.
Si passa poi a un livello ancora successivo, per scrivere non basta padroneggiare le regole della lingua (grammatica e via dicendo) ma si deve padroneggiare anche la sovrastruttura ovvero la capacità di curare un testo, descrivere i personaggi, sapere cos'è un arco narrativo, conoscere stili e stilemi, i generi letterari, sapere fare l'analisi di un testo, i registri, caratterizzare i personaggi e quindi scrivere sgrammaticato per esigenza di trama.... E tantissimo altro.
Scrivere è un lavoro duro che comporta tanto studio, perché si deve conoscere l'argomento di cui parla e quindi averlo studiato (per un romanzo storico ci si documenterà sugli usi e costumi dell'epoca, cosa c'era e non c'era, insomma non ci può essere polvere da sparo nelle guerre puniche, se scrivo un fantasy non ci può essere un vampiro!...).
Poi si passa a scrivere per professione, ad essere famosi, ad essere pubblicati.
MA in tutti questi passaggi chiunque scriva è uno scrittore.
Non ritengo valido o consequenziale l'assioma scrittore=intellettuale. Credo che "gli intellettuali" siano persone con una spinta interiore, una curiosità sul mondo e i meccanismi che lo muovono più profonda di altri, che pensino, si interroghino sulle famose "grandi questioni" e che si pongano, attraverso la scrittura, domande e affrontino tematiche universali, cerchino di divulgare, spiegare la realtà agli altri e a loro stessi, anticipando il futuro a volte. Gli intellettuali non sono solo scrittori, sono filosofi, scienziati, pensatori, poeti ... che indagano oltre "il velo", hanno questa spinta interiore, un fervore di conoscenza che non appartiene a tutti. Loro hanno davvero un bisogno intrinseco di comprendere e comunicare la realtà che ci circonda.
Io personalmente mi definisco uno scribacchino, non posso dire di avere una compulsione alla scrittura ma la scrittura mi aiuta ad esprimere il mio mondo immaginario, il mio mondo interiore. La scrittura cura, mi cura, all'inchiostro posso affidare i miei traumi, le mie speranze, posso cambiare la realtà, modificare finali, eventi che non mi sono piaciuti, dare vita ai morti. So che non sono malaccio ma il talento, la tecnica, lo studio appartengono ad altri.
Poi chissà un giorno potrei anche essere pubblicato, (no, non capiterà) ma non ho velleità di essere uno Scrittore, un Autore.
Per quanto sia disturbante, irritante per chi legge tanto da volersi candeggiare gli occhi e spellare con gatti a nove code chiodati coloro che scrivono in [i] itagliano[/i] , ahimè scrivono, sono scrittori.
A questo punto è il pubblico, il lettore che deve essere educato (educazione/studio non gentilezza) a riconoscere la buona e bella scrittura, a capire il valore di quello che legge e quindi saper scegliere CHI e COSA leggere (sia di "impegnato" che di "leggero"). Tutti scrivono ma solo alcuni e/o alcune opere le ricordiamo da Omero in poi (completamente differente la scrittura al femminile volutamente ignorata e cancellata dalla storia, abbiamo giusto Saffo e poi boom si passa praticamente a Madame La Fayette -quando citata- nelle antologie scolastiche).
Tutto ciò sempre m2c 😎 Modificato dall'autore il 02-10-2024 23:02:36
va bene scribacchino, uno che scrive storie, inventore di storie, tutto quello che vuoi ma scrittore...no! 🙂
e ribadisco: anche se cucini bene puoi spacciarti per uno chef? il fatto di saper fare flebo e iniezioni ai tuoi felini fa di te un veterinario? cucirti un bottone ti fa sentire un sarto? cantare in auto fa di te un cantante?
riconosciamo le competenze e gli ambiti di ogni piffero di professione ma poi siam TUTTI scrittori? no. non li siamo. anche se pubblichiamo, anche se non siamo noi a pagare gli editori ma son gli editori che pagano (poco) noi, anche se alla fine delle presentazioni 'gna fai più di dire sempre le stesse cose e ti riprometti di lasciare la carta stampata per un corso di intaglio delle pigne.
Sai che ti amo (platonicamente ed intellettualmente.... Xhuner..cuccia!) e che concordo quasi sempre col tuo pensiero o cmq sono su posizioni molto simili. E in questo caso é lo stesso. Io sono conscio della mia "incapacità" e non mi definisco scrittore perché ho una mia personale idea di cosa sia un testo ben scritto, come deve esserlo, cosa deve trasmettere. E sì, anche nel mare magnum degli autori oggi pubblicati (case editrici non sito) gli scrittori come li intendi tu e in parte io, sono pochi.
La scrittura però è uno degli atti più politici e democratici che ci siano perché tutti possono scrivere ed esprimersi.
Cosa differenzia Scrittori e scrittori? Talento, capacità, studio, innovazione e penso la Storia intesa proprio come passare del tempo. Quanti scrittori del passato in vita non erano calcolati e adesso sono studiati (Poe ad esempio) o quanti hanno scritto per soldi e pensavano che le loro opere fossero altre ma vengono studiate e ricordate le opere venatorie (Sir A. Conan Doyle e Sherlock Holmes) e chi ha infarcito i suoi libri di pipponi nascondendoli fra amplessi vari e oggi vengono ricordati soprattutto per l'erotismo e non per il messaggio che volevano davvero veicolare (De Sade, Justine, La filosofia nel boudoir)?
Io davvero non ho una risposta da darti anche perché se dovessi rispondere alle tue domande la riposta sarebbe che cuoco a casa o chef al ristorante la differenza la fa soprattutto la scelta di farne una professione. Perché la ricerca dell'ingrediente, del metodo di cottura, dell'impiattamento sono prerogative dello chef per professione (che ha sia studiato all'alberghiero o presso altri chef ma che soprattutto fa ricerca individuale che però può tranquillamente fare un cuoco casalingo per passione) ma si possono fare anche da autodidatta.
Quindi in definitiva è la mia professione a definire chi sono/cosa faccio o quello che sento nell'animo? NON LO SO.
Come dicevo nell'altro post ci sono tanti fattori fra cui il TALENTO , per dirne uno, che ti fanno riconoscere dagli altri come Scrittore.
Concordo totalmente con te quando dici che per scrivere si deve leggere elevato all'infinito. Leggere tanto, capire quello che si legge, riconoscere gli stili ti forma come lettore ma non vuole dire saper riprodurre nella propria scrittura il talento degli Scrittori che ammiriamo.
In definitiva, dirai, chi ha ragione? Entrambi credo, perché per quanto è vero che chiunque scriva sia uno scrittore ci sono Scrittori e [i] scrittori[/i] .
È anche vero che molti scrittori sono diventati Scrittori solo postumi quando tutta la loro opera è stata studiata ed elevata.
Gli scrittori sono artisti e il concetto di cosa sia l'arte è fluido 😎 o cmq io non so definirlo perché cambia a seconda che sia Caravaggio o la Abramovich.
Modificato dall'autore il 03-10-2024 11:59:02
» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
1 anno faQuotato da ssbbw69,una domanda agli... scrittori: che cos'è per voi un scrittore, che cosa fa di una persona uno scrittore?
Come dice il termine stesso uno scrittore è colui o colei che scrive. Scrive bene, male, sgrammaticato, sul diario, la lista della spesa, racconti, epitaffi e via dicendo, non importa. Scrittore è chi scrive.
Poi PER ME, ci sono delle declinazioni.
Penso che per scrivere si debbano avere un minimo di basi, le elementari, ovvero conoscere la grammatica, l'ortografia, la sintassi e l'analisi logica. Questo se sì vuole essere capiti o se si vuole essere letti.
Perché scrivere non significa per forza comunicare a/con altri ma si può scrivere a/per se stessi (il diario ad esempio).
Se invece si vuole essere letti allora la padronanza minima del linguaggio ci vuole.
Si deve anche capire che linguaggio si usa perché se scrivo in dialetto non sto commettendo errori se ne rispetto le regole essendo i dialetti lingue strutturate.
Quindi si passa a un nuovo livello, scrivo per essere letto e voglio, ho la pretesa di essere capito, allora devo saper scrivere e accettare le critiche se commetto errori.
Si passa poi a un livello ancora successivo, per scrivere non basta padroneggiare le regole della lingua (grammatica e via dicendo) ma si deve padroneggiare anche la sovrastruttura ovvero la capacità di curare un testo, descrivere i personaggi, sapere cos'è un arco narrativo, conoscere stili e stilemi, i generi letterari, sapere fare l'analisi di un testo, i registri, caratterizzare i personaggi e quindi scrivere sgrammaticato per esigenza di trama.... E tantissimo altro.
Scrivere è un lavoro duro che comporta tanto studio, perché si deve conoscere l'argomento di cui parla e quindi averlo studiato (per un romanzo storico ci si documenterà sugli usi e costumi dell'epoca, cosa c'era e non c'era, insomma non ci può essere polvere da sparo nelle guerre puniche, se scrivo un fantasy non ci può essere un vampiro!...).
Poi si passa a scrivere per professione, ad essere famosi, ad essere pubblicati.
MA in tutti questi passaggi chiunque scriva è uno scrittore.
Non ritengo valido o consequenziale l'assioma scrittore=intellettuale. Credo che "gli intellettuali" siano persone con una spinta interiore, una curiosità sul mondo e i meccanismi che lo muovono più profonda di altri, che pensino, si interroghino sulle famose "grandi questioni" e che si pongano, attraverso la scrittura, domande e affrontino tematiche universali, cerchino di divulgare, spiegare la realtà agli altri e a loro stessi, anticipando il futuro a volte. Gli intellettuali non sono solo scrittori, sono filosofi, scienziati, pensatori, poeti ... che indagano oltre "il velo", hanno questa spinta interiore, un fervore di conoscenza che non appartiene a tutti. Loro hanno davvero un bisogno intrinseco di comprendere e comunicare la realtà che ci circonda.
Io personalmente mi definisco uno scribacchino, non posso dire di avere una compulsione alla scrittura ma la scrittura mi aiuta ad esprimere il mio mondo immaginario, il mio mondo interiore. La scrittura cura, mi cura, all'inchiostro posso affidare i miei traumi, le mie speranze, posso cambiare la realtà, modificare finali, eventi che non mi sono piaciuti, dare vita ai morti. So che non sono malaccio ma il talento, la tecnica, lo studio appartengono ad altri.
Poi chissà un giorno potrei anche essere pubblicato, (no, non capiterà) ma non ho velleità di essere uno Scrittore, un Autore.
Per quanto sia disturbante, irritante per chi legge tanto da volersi candeggiare gli occhi e spellare con gatti a nove code chiodati coloro che scrivono in [i] itagliano[/i] , ahimè scrivono, sono scrittori.
A questo punto è il pubblico, il lettore che deve essere educato (educazione/studio non gentilezza) a riconoscere la buona e bella scrittura, a capire il valore di quello che legge e quindi saper scegliere CHI e COSA leggere (sia di "impegnato" che di "leggero"). Tutti scrivono ma solo alcuni e/o alcune opere le ricordiamo da Omero in poi (completamente differente la scrittura al femminile volutamente ignorata e cancellata dalla storia, abbiamo giusto Saffo e poi boom si passa praticamente a Madame La Fayette -quando citata- nelle antologie scolastiche).
Tutto ciò sempre m2c 😎
Modificato dall'autore il 02-10-2024 23:02:36
» Nell'argomento: A una donna come piace essere approcciata
1 anno fa
Mi piace questo thread, si chiedono consigli al direttore d'orchestra ma poi se la cantano e se la suonano da soli e soprattutto se le risposte del direttore non piacciono é colpa del direttore che non sa essere direttore (secondo le loro idee di come deve essere un direttore).
Non saprei ma secondo me iniziare un approccio presentandosi é sempre un buon inizio.
Non saprei ma secondo me iniziare un approccio presentandosi é sempre un buon inizio.
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
1 anno faQuotato da Francesconewage,Buondì ☕️
Motta? Classico o farcito?
Battutacce le mie ma così o piango.
» Nell'argomento: A una donna come piace essere approcciata
1 anno faQuotato da expertsingle,Capita spesso di vedere al supermercato, o in un centro commerciale belle donne sole di mezza etá che vagano senza un?apparente meta. Nulla di strano, magari stanno cercando di svagarsi, distogliersi dai pensieri quotidiani facendo un giro. A volte m [...]
Se nel carrello ha un'ananas .... 🔥
» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
1 anno fa💗Quotato da Cpcuriosa60,la/lo vedrai ancora per molto farti le coccole e guardarti con quegli sguardi che erano solo vostri.Quotato da Parcifal,Signori un saluto a tutti e una bottiglia di Genever. Mi.dispiace non condivido e rimango in disparte, in sottofondo. Bruttissima giornata,.ho.appena perso un amico peloso, la mia palladi pelo pelosa.
Lasciate che la vita mi scorra accanto, percorre [...]
Solo il tempo potrà aiutarti.
O, e non ritenermi blasfema, dare altro amore ad un trovatello, se ti è possibile.
Oste, doppio gelato, ora sono un po' giù... Un'anima gentile, sta soffrendo.
» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
1 anno fa
Signori un saluto a tutti e una bottiglia di Genever. Mi.dispiace non condivido e rimango in disparte, in sottofondo. Bruttissima giornata,.ho.appena perso un amico peloso, la mia palladi pelo pelosa.
Lasciate che la vita mi scorra accanto, percorrerla voi. Mi rimetterò in strada, quando? Non lo so.
Lasciate che la vita mi scorra accanto, percorrerla voi. Mi rimetterò in strada, quando? Non lo so.
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
1 anno fa
Ma quanto costa il veterinario?!?!?????
😭
😭
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
1 anno faQuotato da ssbbw69,Quotato da Parcifal,Non so per voi ma per me è stato difficile scegliere. Ci sono così tanti utenti che vorrei incontrare per fare due chiacchiere e poi ci sono nick che non so se sono ancora presenti o utenti di cui non ricordo il nick o utenti che so non esserci più [...]
ti prego, non essere così... così... così ecumenico!
Moi? Jamais!!!! 😎

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