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jeepster
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» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
7 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Quotato da TheMouth,
Quotato da jeepster,
"I expect some really bad stuff will happen" (Mi aspetto che accadano cose davvero brutte). Questa dichiarazione l'ha fatta di recente Sam Altman, amministratore delegato di Open AI, l'azienda che ha creato "Chat GPT& [...]
in effetti l'affermazione è inquietante.
Così come è inquietante che per cercare un confatto in rubrica si debba chiedere all'ai. Una volta bastava scorrere l'elenco alfabetico...
Ecco credo, mi sembra, che sia l'uso superficiale, e senza conoscenza di merito, di uno strumento così potente stia la questione...

Ecco, è proprio questo il punto. L'uso superficiale o ingiustificato dell'intelligenza artificiale può rivelarsi anche molto dannoso per tutta la collettività. I server dell'IA hanno bisogno di una quantità enorme di elettricità per funzionare e anche di tantissima acqua per i sistemi di raffreddamento degli stessi; due risorse che tutti usiamo quotidianamente ma che il funzionamento dell'IA consuma in quantità spaventose. Quindi si può facilmente prevedere che ci sarà un progressivo scarseggiamento di dette risorse, con conseguente aumento del loro costo.

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
7 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
"I expect some really bad stuff will happen" (Mi aspetto che accadano cose davvero brutte). Questa dichiarazione l'ha fatta di recente Sam Altman, amministratore delegato di Open AI, l'azienda che ha creato "Chat GPT", a proposito dell'uso crescente dell'Intelligenza Artificiale. A dire il vero alcune cose davvero brutte sono già accadute. Un ragazzo è stato aiutato a suicidarsi grazie ai suggerimenti dati dal modello di AI con cui chattava; un altro ha ucciso la propria madre, perché l'AI lo ha aiutato a convincersi che lei voleva farlo fuori. Però suppongo che per il CEO di Open AI questi episodi fossero di scarsa rilevanza e non degni di considerazione, quindi mi viene da pensare che le "cose davvero brutte" a cui si riferisce, siano catastrofi di livello mondiale.
La regolazione dell'uso dell'IA è qualcosa di estremamente necessario e urgente.
Non sono andato a leggermi la legge appena approvata, ma stando a quello che dispone in materia di professioni intellettuali, ritengo che i provvedimenti siano notevolmente al di sotto delle reali necessità. Tra l'altro io credo che proprio le professioni intellettuali, quelle che richiedono inevitabilmente l'uso del pensiero umano, cosa che l'AI non è ancora in grado di fare, siano le meno in pericolo. Semmai, se proprio si vuole proteggere il diritto d'autore, bisognerebbe impedire all'AI di "saccheggiare" impunemente le opere dell'ingegno umano altrui.

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
7 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Quotato da remigiuslp,
...Art. 13) Disposizioni in materia di professioni intellettuali
1. (...)
2. Per assicurare il rapporto fiduciario tra professionista e cliente, le informazioni relative ai sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dal professionista sono comunicate al soggetto destinatario della prestazione intellettuale con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo .
(...)
Art. 25) Tutela del diritto d'autore delle opere generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
1. Alla legge 22 aprile 1941, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 1, primo comma, dopo le parole: «opere dell'ingegno» è inserita la seguente: «umano» e dopo le parole: «forma di espressione» sono aggiunte le seguenti: «, anche laddove create con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale, purché costituenti risultato del lavoro intellettuale dell'autore » [...]

Restando nel campo della scrittura, a me sembra che con questa legge si finisce col riconoscere il diritto d’autore anche agli scritti realizzati con l’AI. Infatti è sicuramente opera dell’ingegno umano dare istruzioni più o meno dettagliate sul tipo di opera che si vuole ottenere. Forse le cose cambiano quando si pretende che una casa editrice pubblichi tale opera, poiché in quel caso credo sia obbligatorio dichiarare di aver utilizzato l’AI. Naturalmente se si tratta di una auto-pubblicazione a pagamento, alla cosiddetta casa editrice non importerà un fico secco di come lo scritto sia stato realizzato, pur tuttavia si potrà ottenere la protezione del copyright.

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
7 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Quotato da stimolantecp,
Oste, tu capisci tutto al volo, lo sappiamo...grazie per averci ascoltato. Riferisci pure a @Parcifal che ha lanciato da poco l'idea e a @Zindo che l'aveva proposta in estate che attendiamo notizie sul "Bettola pride"... [...]

Anche se è da un po’ che non intervengo, vi assicuro che ho seguito con attenzione tutto il recente dibattito alla bettola e anche se c’è stato qualche intervento col quale mi trovavo discorde, ho volutamente evitato di controbattere, perché credo che il battibecco sia salutare e proficuo quando l’interlocutore è realmente disposto al confronto. Diversamente, preferisco ignorare.
@Zindo ha ragione, i frequentatori della bettola sono cambiati, più che altro direi che ultimamente sono aumentati, ma questo a mio avviso è un bene. Abbiamo accolto tutti i nuovi arrivati con cordialità e gentilezza e se qualcuno avrà un comportamento non consono al clima di questo “locale”, basterà ignorarlo e, così come è arrivato, presto se ne andrà. Un detto che conosco, recita: “La Superbia arrivò a cavallo e se ne andò a piedi”.
È successo altre volte in passato, e quando uno dei clienti si lamentò di come a un certo punto il livello del locale era caduto in basso, gli ho risposto che un locale è fatto dalla gente che lo frequenta e qui non si fa nessuna selezione all’ingresso.
Però è importante non gettare la spugna e continuare a rapportarsi con le persone con cui ci si sente affini, e sedersi quindi al tavolo di coloro con cui ci s’intende maggiormente, accogliendo di buon grado anche chiunque che, magari seduto a un tavolo a fianco, aveva origliato la discussione in corso e voleva parteciparvi.
Infine per quanto riguarda il cosiddetto “Bettola Pride”, io sono stato disponibile già da quando @Zindo l’ha proposto a suo tempo, e suggerii subito un modo per realizzare la cosa, ma ho visto che non c’è stato alcun riscontro, perciò va bene anche così. C’è pure il rischio che vada a finire come certe rimpatriate tra ex-compagni di classe. Sono andato a una di queste un paio d’anni fa, e più che altro ho provato disagio.

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
8 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Credo che non si possa negare che chi decide di pubblicare un proprio scritto, poi non sia interessato al riscontro del pubblico. L'importante è non curarsene prima, ovvero quando si scrive. Io lo faccio essenzialmente per me stesso; mi scrivo da me le storie che mi piacerebbe leggere e non di rado mi capita di rileggermi ed essere soddisfatto di ciò che ho scritto, anche se il riscontro del pubblico non è stato lusinghiero. Tra l'altro i miei racconti a volte nascono come esrcizi di stile, perciò sono molto diversi l'uno dall'altro; va da sé che alcuni possano piacere ed altri no. Io non ci bado molto e continuo a scrivere quello che mi va, perché per fortuna non ci devo campare e questo mi consente di sentirmi totalmente libero. Piuttosto quello che mi preoccupa è che a volte i miei testi vengono respinti (per non dire censurati) a prescindere. Neanche GPT li vuole leggere, me li risputa subito, nonostante gli abbia chiesto semplicemente di correggere eventuali errori di forma (ortografia, grammatica, sintassi). La giustificazione è che toccano argomenti... "sensibili" 😮 Pazienza, faccio da me 😎
Modificato dall'autore il 24-09-2025 11:40:22

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
8 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Quotato da PaoloSC,
Non so se sono in tema...
...leggiamo sempre il testo letterale dell'Autore o la traduzione letteraria in italiano?
Siamo certi di assimilare i pensieri dello scrittore o quel che viene filtrato dal traduttore? [...]

No Paolo, direi che sei decisamente in tema.
Credo anche di capire le tue perplessità e il tuo disagio, perché di recente mi sono trovato da tutt’e due le parti della “barricata”.
Mi spiego. Qualche mese fa mi è venuta la voglia di rileggere “Sulla strada (On the road)” di Jack Kerouac, scrittore americano della cosiddetta “Beat generation”. Lo lessi da ragazzo (quindi parliamo di più di 40 anni fa, ahimè) e fu una lettura fondamentale per la mia formazione… “culturale”. Conservo ancora l’Oscar Mondadori di allora, quello con la traduzione di Magda De Cristofaro e la prefazione di Fernanda Pivano. Dopo tutti questi anni la mia conoscenza dell’inglese è migliorata notevolmente, così andando a rileggere il testo con la traduzione del 1959, mi sono accorto che certe frasi non filavano, alcuni termini non mi sembravano appropriati e provando ad immaginare quale poteva essere il testo inglese originale, mi sono reso conto che quella traduzione era quantomeno datata, e in certi casi proprio sbagliata. Così mi sono ripromesso di rileggere questo classico, appena entrerò in possesso della nuova edizione ritradotta recentemente (o magari in lingua originale).
Poi, lavorando io in ambito teatrale, qualche anno fa mi è capitato di fare la traduzione e la riduzione del “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, e lì mi sono trovato davanti al dilemma di come rimanere fedele allo spirito del testo, pur non optando per una traduzione letterale, che secondo me non avrebbe giovato alla comprensione dell’opera. Porto solo un piccolo esempio per far capire cosa intendo. A un certo punto una ragazza bassina e un po’ formosa per deridere un’altra ragazza molto alta e magrissima gli dà l’appellativo di “Palo di maggio” (Maypole), che nella tradizione inglese è il palo a cui si gira intorno cantando ed intrecciando nastri colorati. Ritenendo che in pochissimi avrebbero colto il senso di quell’appellativo. Anziché lasciare la traduzione letterale “Sembri un Palo di Maggio”, ho preferito tradurre con “Sembri una scopa vestita” e questa scelta si è rivelata efficace, perché nella messinscena la battuta suscitava ogni volta l’ilarità del pubblico.
Perciò credo che se si è in grado di comprendere un testo letterario nella sua lingua originale, questa è sicuramente l’opzione principale, ma anche una buona traduzione può riuscire ugualmente nello scopo.


» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
8 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Quotato da Eulalia,
Ho frequentato un corso di scrittura fondamentale della Holden, mi è piaciuto moltissimo

Anch'io a un certo punto mi son deciso a seguire un corso di scrittura e devo dire che l'ho trovato molto utile, ma ho anche scoperto che alcune tecniche già le avevo applicate in qualche racconto. Probabilmente le avevo mutuate dalle mie precedenti letture, perciò anch'io ritengo che per imparare a scrivere è fondamentale leggere il più possibile.
Quando ho iniziato, ho trovato naturale farlo in prima persona, anche se si trattava di storie inventate di sana pianta, che prendevano spunto da suggestioni esterne. Col tempo però ho trovato questo punto di vista della narrazione un po’ limitante e man mano mi sono spostato sulla terza persona, magari "immersa"; che vuol dire che ci si concentra maggiormente su uno dei personaggi.
In sostanza credo che la scelta del punto di vista narrativo, dipenda molto dalla storia che si vuole raccontare: se si tratta di un’esperienza vissuta (vera o inventata che sia), la prima persona la trovo più adatta; se invece la storia è un po’ più articolata e i personaggi importanti sono più di uno, allora mi pare che la terza persona sia più funzionale.
Attualmente concepisco i miei scritti più come delle sceneggiature e quindi la narrazione deve procedere soprattutto attraverso i dialoghi e le azioni, con le descrizioni ridotte all’essenziale.
Infatti ciò che mi ha portato a tralasciare (anche se non del tutto) la narrazione in prima persona, sono stati i dialoghi: trovo che siano difficili da riportare e rischiano di essere poco credibili (fino a che punto uno può riuscire a ricordarsi delle parole esatte dette?). Quindi il rischio è quello di trasformare il racconto in un unico “spiegone” che potrebbe risultare alquanto noioso. Certo, non necessariamente, dipende anche dalla capacità dello scrittore. 😇

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
8 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Quotato da Zindo,
Saluto tutti anche se temo che dopo questo mio post molti non avranno più piacere di salutare me.
Devo dire che a me questa Bettola piace sin da quando ha aperto i battenti e che ho goduto nel veder crescere la clientela, non solo in termini numerici ma anche qualitativi.
Tra un complimento ad Eulalia ed uno a Loretta, si tracannano amari ed altre bevande che io prima non sapevo neanche che esistessero ed ora consumo quasi regolarmente e si parla di facezie e di cose serie.
Sì è un bel locale con una bella clientela, però l'oste (il fondatore del thread) un paio di volte ci ha richiamato con dei timidi "Mi sa che si sta andando fuori tema".
Ecco, non vorrei attirarmi altre antipatie (ne ho già abbastanza) ma un poco condivido il pensiero dell'oste.
Per ogni argomento ci sono thread che oserei dire "specializzati". Per il cazzeggio c'è l'ormai famoso "Tavolino del bar", per le tecniche di scrittura "come scrivere un racconto", e via dicendo (racconti fuori schema, segnalazione racconti, letto in salotto, ecc. ecc.)......
Inviterei ad andare a leggere il primo post della prima pagina, dove chi ha aperto la taverna ha chiaramente detto per quali finalità lo ha fatto.
Senza rancori. Facciamo colazione insieme?

A Zindo la colazione la offro io... 😎 💗

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
8 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Quotato da remigiuslp,
Oste, prego il mio Stammtisch...

Hei remigius, mentre ti godi il tuo Stammtisch, vorrei chiederti se ti è mai venuto in mente di scrivere un racconto in cui i protagonisti bevono i vari drink che tu ordini i questa bettola 😄
Modificato dall'autore il 22-09-2025 20:17:32

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
8 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Mi sembra che si stia andando off-topic...

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
8 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Quotato da Eulalia,
Infatti mi sono sempre chiesta come potessero esserci stelline se ancora nessuno aveva letto

Di stelline te ne danno subito 3 di default, poi in base ai mi piace o no, aumentano o diminuiscono 😎

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
8 mesi fa
Lazio, Roma
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Post: 703
Quotato da Zindo,
Perchè usare l'A.I,. quando c'è l'adorabile Loretta che mi informa di tutti gli errori che rileva dai miei raconti? E' nata una amicizia da queste segnalazioni UMANE

Quindi è lei la vera... "Amica Intelligente"! 😄 😇

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
8 mesi fa
Lazio, Roma
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Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Ci stiamo dannando tanto per capire quale sia la formattazione più giusta per far accettare i racconti tra i selezionati (quelli con la stellina), ma allora io mi chiedo (e vi chiedo): come fanno quelli che (tipo l'angelo del 65) neanche si preoccupano di rimuovere la divisione in capitoli che ti fa l'AI quando ti "sforna" un racconto? Con tanto di simboletti che ovviamente l'algoritmo di qui non riconosce. Allora vuol dire che la formattazione di chatGPT e compagnia bella va bene? 😮
A questo punto anziché incollare i racconti qua e là, o togliere questo o quello prima di pubblicare, non conviene andare sul sicuro e farsi "risputare" il racconto da qualche AI, magari pure corretto da eventuali errori? 😇 ... naturalmente non dico sul serio 😄 😄 😄

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
8 mesi fa
Lazio, Roma
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Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Visto che qualcuno ha chiamato in causa… Landini (si fa per dire), vorrei soffermarmi un attimo su un'affermazione fatta precedentemente da @Duiula: ''Personalmente guardo alla faccenda dell'Intelligenza Artificiale con molto sospetto e con ostilità che non mi preoccupo di nascondere. Parlo dell'Intelligenza Artificiale nella sua interezza. Temo che creerà molti disoccupati.''
Poco tempo fa mi è capitato di leggere un articolo che lanciava questo tipo di allarme e in particolare mi spaventò l'affermazione che tra i primi a rimanere disoccupati sarebbero stati proprio i traduttori, gli scrittori e i correttori di bozze. In passato ho avuto modo di fare sia il traduttore, il correttore di bozze e il ghost-writer e di guadagnarci qualche soldo: una miseria effettivamente, ma non mi son sentito schiavizzato, l’ho fatto volentieri.
Bene io penso che ci vorrà moltissimo tempo prima che l’I.A. sia in grado di poter rimpiazzare davvero la mente umana nel compiere queste attività. Ritengo che il chatbot non abbia ancora la capacità d’intuire, dedurre, capire cosa è superfluo o cosa manca a un testo per farne un adattamento o una riduzione; al massimo può sfornarti qualcosa di mediocre o di addirittura completamente strampalato e incoerente. Infatti gli esperimenti fatti da qualcuno dei presenti, come da me del resto, si sono rivelati piuttosto deludenti. Ecco perché, almeno per ora, non percepisco come qualcosa di particolarmente minaccioso l’avvento dell’I.A. rispetto alla scrittura, e confido nella capacità della mente umana di evolversi sempre, in modo da poter controllare gli strumenti che adopera e non esserne controllato. Certamente per quanto riguarda altre attività umane è già evidente che molti posti di lavoro sono stati cancellati dall’Intelligenza Artificiale (nel bene o nel male).

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
8 mesi fa
Lazio, Roma
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Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Quotato da Zindo][quote=jeepster,
... "ignorare" è la cosa migliore da fare se si vuol mantenere la calma, quella interiore e dell'ambiente circostante;..."
...infatti dico BRAVO a te ma penso che per un poco di tempo farò capolino in questo meraviglioso locale solo per vedere chi c'è, sperando di sentire parlare con meno irruenza e soprattutto sentir dire cose meglio vagliate dall'intelligenza umana, perché esiste ancora e chi la possiede è meglio che non la tenga in garage.

😎

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
8 mesi fa
Lazio, Roma
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Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
@Zindo
😎
Modificato dall'autore il 06-09-2025 12:25:10

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
8 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Quotato da remigiuslp,
Osteeeee, cortesemente un giro di camomilla doppia per chi ne faccia richiesta. Quella buona però.
E se non dovesse bastare devi fare come il Tommy dell'omonimo bar di piazza Verdi per tenere tranquilli gli avventori turbolenti.
Non vorrei tornare e dover cambiare locale perché in Bettola si sbraita. Si sta così bene lì da te. [...]

Dopo decenni di presenza sui social media ho imparato bene come si fa a calmare gli animi. Una volta un utente di facebook scrisse: "bisogna smetterla di giocare a scacchi con i piccioni; si fiondano sulla scacchiera, sparpagliano e fanno cadere tutti i pezzi e poi se ne vanno convinti di aver vinto la partita". Questa allegoria mi fece capire che "ignorare" è la cosa migliore da fare se si vuol mantenere la calma, quella interiore e dell'ambiente circostante; non si può mica pensare di insegnare a un piccione a giocare a scacchi. Come hai detto tu, già in passato c'è stato qualcuno in questo locale che è venuto soltanto a piantar grane, ma alla fine se ne son perse le tracce, perché nessuno gli dava corda. 😇
Modificato dall'autore il 06-09-2025 11:03:44

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
9 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Ciao Duiula, mi unisco all'invito che ti ha fatto Zindo. Ho letto un tuo racconto e ho apprezzato molto il tuo modo di scrivere. Benvenuto alla bettola.

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
9 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Come ho già avuto modo di dire nella discussione che tratta di questo argomento, questo proliferare di racconti con l’I.A. mi lascia piuttosto indifferente. Penso anche che sia inutile biasimare chi la usa. Al di là di quelli che si affannano nel voler occupare le prime posizioni della classifica degli autori, sono ormai tantissimi quelli che lo fanno. L’anno scorso mi è capitato per ben due volte di arrivare al primo posto di quella classifica e non ho la minima idea di come sia potuto accadere, ma di certo non ho riscontrato alcun particolare effetto o fenomeno insolito in conseguenza di ciò. Perciò la domanda a cui non sono ancora riuscito a trovare una risposta, resta sempre la stessa: PERCHÉ?

» Nell'argomento: LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI
9 mesi fa
Lazio, Roma
- Gay/Bsx -
Iscritto: 22.10.2013
Post: 703
Quotato da Parcifal,
. Vediamo se così mi arrivano le notifiche

Credo che dopo tre giorni dal nostro ultimo intervento, le notifiche non ci arrivano più 😎


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