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Scambio di Coppia

Clara al prive'-prima parte


di Membro VIP di Annunci69.it Cpcuriosa60
14.11.2023    |    8.685    |    8 9.9
"Lo sentivo irrequieto, era sempre nervoso e se facevamo sesso il più delle volte mi lasciava insoddisfatta..."
Invito la mia amica Clara a prendere un caffè a casa mia.
Sono ansiosa di raccogliere le sue confidenze visto che ormai la sua frequentazione con Giuliano l'osteopata le sta guarendo il dolore alla spalla ed anche quello del cuore.
Le apro la porta ed è come se in casa entrasse un vento di primavera.
È sorridente, un po' scapigliata e ha il passo veloce della donna indaffarata, ma sempre sul suo tacco dieci.
"Mi sono presa un pomeriggio di ferie tutto per me. Sono stata a fare il solito trattamento da Giuliano ed ora sono tutta tua"
Le brillano gli occhi, non occorre che mi confessi di aver fatto del buon sesso, lo si capisce benissimo.
Brava, carpe diem.
"Se mi fai una buona tisana rilassante, te ne sono grata. Devo un po' calmarmi"
Preparo due belle tazze di infuso e la faccio accomodare in salotto.
Ognuna si prende un divanetto, via le scarpe e ci acoccoliamo sotto un plaid, con le tazze bollenti in mano.
"Allora - le dico - sai che non vedo l'ora di ascoltare la tua storia sul prive. Sono tutta orecchi"
La vedo arrossire e non credo sia l'effetto della bevanda calda.
"Beh, non è un episodio di cui vado fiera, e un po' mi pento di avertene accennato.
Quel giorno in cui mi hai letto quel tuo racconto erotico ero un po' su di giri, sapendo che mi avevi resa protagonista di una storia che sarà stata letta da chissà quanti e che avrà provocato chissà quante pugnette...
Ma ogni promessa è debito.
Allora, ti parlo dei tempi in cui con mio marito Fulvio non andava benissimo.
Lo sentivo irrequieto, era sempre nervoso e se facevamo sesso il più delle volte mi lasciava insoddisfatta.
Passerà, mi dicevo e cercavo di assecondarlo in tutto: gli cucinavo i suoi piatti preferiti, non lo annoiavo raccontandogli i piccoli guai domestici, addirittura mi ero comperata in internet dei nuovi collant sexy che imitavano le calze con reggicalze lasciando libera l'apertura della passera.
Ne valse la pena perché non appena me li vide addosso volle scoparmi sul tavolo della cucina, senza nemmeno lasciarmi sparecchiare.
Sembrava posseduto da tanto impetuoso fu il modo con cui mi penetro', senza un minimo di preliminare, se non una leccatina veloce alla passera per inumidirla.
Non lo riconoscevo più.
Mi sborro' dentro, dandomi della troia ad alta voce e mi lasciò lì sul tavolo, le gambe penzoloni e la voglia insoddisfatta.
Passando davanti alla porta del salotto per andare in bagno, lo vidi seduto davanti al computer, una mano sulla tastiera e l'altra sul cazzo, di nuovo eretto.
Sta tramando qualcosa, pensai e lo lasciai al suo passatempo.
I giorni passarono e lui mi sembrava un po' più tranquillo.
I miei nuovi collant, esibiti mattina e sera finché mi vestivo e svestivo non raccolsero più altri significativi segnali di gradimento ma vabbè una moglie deve accontentarsi ( o No?)
Successe un venerdì sera.
Stavo preparando la cena quando lui venne in cucina e piazzandomi una manata sul culo, mi chiese di fare qualcosa di veloce perché saremmo usciti.
Presi il gesto e l'invito come un complimento, preparai un piatto freddo e senza nemmeno rigovernare corsi a prepararmi.
Gli chiesi dove saremmo andati, giusto per capire quale fosse l'abbigliamento adatto.
Mi disse che quella sera ci sarebbe stata l'inaugurazione di una discoteca e che un abitino corto con sotto i miei sexy-collant sarebbe stato perfetto.
E tacchi a spillo, quelli erano scontati.
Arrivammo al locale in nemmeno mezz'ora.
Davanti all'ingresso c'era veramente tanta gente, perlopiù coppie della nostra età ossia quarant'anni.
Notai l'abbigliamento particolare delle donne, tantissime con vestiti in latex che fasciavano corpi più o meno in forma, tantissime avevano scarpe con tacchi esagerati, qualcuna addirittura era tenuta al guinzaglio con una striscia di pelle legata ad un collare borchiato.
Non avevo mai visto dal vivo gente così stravagante.
Fulvio non mi rivolgeva la parola ma allungava gli occhi come cercando qualcuno.
Lo vidi fare un cenno verso un'altra coppia che ci raggiunse subito.
Non li conoscevo, potevano essere nostri coetanei.
Lei era fasciata in un abitino di pelle che non la copriva molto e calzava bellissimi sandali "alla schiava" con i lacci che le stringevano dei polpacci muscolosi, frutto di assidui esercizi in palestra, pensai.
Mi si avvicinò porgendomi la mano e presentandosi come Claudia.
Si piegò verso il mio viso ma invece di darmi i consueti baci sulle guance mi bacio' sulla bocca infilandoci anche la lingua.
Rimasi scioccata e ancor di più lo fui quando il suo compagno, vestito anche lui in pelle, mi salutò allo stesso modo.
Cominciai a sospettare che la discoteca dove stavamo entrando non fosse proprio il classico locale da ballo
E ne ebbi conferma una volta entrati..
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