3 anni fa
Body Shaming = Deridere qualcuno per il suo aspetto fisico.
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Ultimamente si sente spesso parlare di body shaming, ma cos'è e cosa significa riferita a corpi e bellezza estetica? Si tratta letteralmente di giudicare le forme del corpo delle persone, in particolare attraverso il web e i social network. Una tendenza a dir poco imbarazzante e inaccettabile per chiunque si permetta di praticarlo anche involontariamente. Si pensa che sia proprio del mondo femminile e invece anche gli uomini ne subiscono gli effetti, seppur sicuramente in forma minore.
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Al di là dall’essere contrario dal deridere qualcuno per il suo aspetto fisico, ma anche al semplice giudicare qualcuno per il suo aspetto fisico che non rientra nei miei gusti.
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Mi chiedo: è meglio una bella bugia, o una brutta verità?
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Mi spiego, se qualcuno si trattiene o modifica il proprio modo di esprimersi a favore del “politically correct”, senza però esserne convinto e mantenendo comunque il proprio pensiero/opinione pur non manifestandolo in modo plateale (quindi mente in pubblico), non è peggio del dire apertamente il proprio pensiero?
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Io personalmente preferisco una brutta verità, almeno so con chi ho a che fare.
Inoltre credo che più dell’uso di specifici termini (coloriti; diretti e spesso offensivi), sia più importate, il come si dice, il contesto in cui si dice, la persona a cui si dice (grado di confidenza). Ho spesso assistito a situazioni in cui qualcuno rivolgendosi ad altri gli dice “sei proprio bella/o”, ma il modo il luogo e la persona a cui si rivolge, fa capire che si intenda l’opposto. Ora per quanto il termine “bella/o” non rientri nei termini di Body Shaming, l’effetto è lo stesso. Allo stesso modo, se in contesto più intimo qualcuno apostrofa qualcuno altro con “sei una palla che non rotola”, questo sia visto in modo inequivocabile come battuta innocente, che nulla ha a che fare con il Body Shaming.
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Spesso ho come l’impressione che l’uso essessivo del politically correct, faccia più danni che beni, limitando la libertà di espressione; ponendo in negativo chiunque non si adegui; facendo perdere il pensiero critico/diverso, insomma uniformando e quindi appiattendo la società.
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E ritorno alla domanda iniziale: meglio una bella bugia, o una brutta verità?
Meglio sapere con chi si ha a che fare, o meglio non sapere chi si cela dietro al politically correct?
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Ultimamente si sente spesso parlare di body shaming, ma cos'è e cosa significa riferita a corpi e bellezza estetica? Si tratta letteralmente di giudicare le forme del corpo delle persone, in particolare attraverso il web e i social network. Una tendenza a dir poco imbarazzante e inaccettabile per chiunque si permetta di praticarlo anche involontariamente. Si pensa che sia proprio del mondo femminile e invece anche gli uomini ne subiscono gli effetti, seppur sicuramente in forma minore.
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Al di là dall’essere contrario dal deridere qualcuno per il suo aspetto fisico, ma anche al semplice giudicare qualcuno per il suo aspetto fisico che non rientra nei miei gusti.
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Mi chiedo: è meglio una bella bugia, o una brutta verità?
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Mi spiego, se qualcuno si trattiene o modifica il proprio modo di esprimersi a favore del “politically correct”, senza però esserne convinto e mantenendo comunque il proprio pensiero/opinione pur non manifestandolo in modo plateale (quindi mente in pubblico), non è peggio del dire apertamente il proprio pensiero?
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Io personalmente preferisco una brutta verità, almeno so con chi ho a che fare.
Inoltre credo che più dell’uso di specifici termini (coloriti; diretti e spesso offensivi), sia più importate, il come si dice, il contesto in cui si dice, la persona a cui si dice (grado di confidenza). Ho spesso assistito a situazioni in cui qualcuno rivolgendosi ad altri gli dice “sei proprio bella/o”, ma il modo il luogo e la persona a cui si rivolge, fa capire che si intenda l’opposto. Ora per quanto il termine “bella/o” non rientri nei termini di Body Shaming, l’effetto è lo stesso. Allo stesso modo, se in contesto più intimo qualcuno apostrofa qualcuno altro con “sei una palla che non rotola”, questo sia visto in modo inequivocabile come battuta innocente, che nulla ha a che fare con il Body Shaming.
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Spesso ho come l’impressione che l’uso essessivo del politically correct, faccia più danni che beni, limitando la libertà di espressione; ponendo in negativo chiunque non si adegui; facendo perdere il pensiero critico/diverso, insomma uniformando e quindi appiattendo la società.
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E ritorno alla domanda iniziale: meglio una bella bugia, o una brutta verità?
Meglio sapere con chi si ha a che fare, o meglio non sapere chi si cela dietro al politically correct?
3 anni fa
ah be, io a quelli che hanno il pisellino, gli dico la verità,non gli dico che basta saperlo usare e tante altre stronzate 😄
3 anni fa
Oh è come se l’avessi scritto io 😬😬😂Quotato da stephanie69,ah be, io a quelli che hanno il pisellino, gli dico la verità,non gli dico che basta saperlo usare e tante altre stronzate 😄
3 anni fa
L’avevo già scritto ma non trovo quel thread.Quotato da Ade-69,Body Shaming = Deridere qualcuno per il suo aspetto fisico.
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Ultimamente si sente spesso parlare di body shaming, ma cos'è e cosa significa riferita a corpi e bellezza estetica? Si tratta letteralmente di giudicare le forme del corpo dell [...]
Io sono sempre a favore della “brutta verità “ perche a me è servita.
Mangiavo male e da adolescente ero sulla buona strada per l’obesità futura. E soprattutto l’immagine che avevo di me non era assolutamente quella.
Essere onesti anche quando fa male e’ catartico a volte…
È preoccupante quello che succede oggi.
Il bodyshaming è una cosa ma la presa per il culo collettiva è tutt’altro ed è pericolosa.
3 anni fa
Se accettato può essere una forma di masochismo.
3 anni fa
"Mi chiedo: è meglio una bella bugia, o una brutta verità?"
Dipende da quello che si vuole ottenere.
È possibile dire la verità senza offendere le persone.
Dire la verità non passa necessariamente attraverso la crudezza delle parole.
L'uso di un linguaggio corretto e delle buone intenzioni sono sicuramente un buon inizio.
Qualche giorno fa sono inciampato in qualcosa che al mio radar appariva come una semplice espressione colorita ed alternativa a descrivere una donna veramente brutta.
Scrivendo sul forum ho pensato di usare con leggerezza l'espressione "cesso a rotelle".
Naturalmente non ho mai usato questo termine per offendere direttamente qualcuno e non ho mai pensato di mettere a disagio le persone usandolo.
Eppure é successo, una persona si é sentita offesa e me l'ha detto.
La mia prima reazione é stata scusarmi per l'accaduto, non era mia intenzione offendere nessuno e il fatto che qualcuno abbia pensato che fosse un modo orribile per riferirsi ad una donna mi ha fatto riflettere.
Se tornassi indietro rifarei le mie scuse.
Ho preso atto di aver procurato disagio e non mi é costato nulla ammettere di essere stato grossolano.
Resta il fatto che quando parlo con persone che mi conoscono e sanno dare il giusto peso a quello che dico, uso tutte le espressioni colorite che il vocabolario da strada mi ha insegnato.
Questa é ipocrisia? Forse, ma la farei più facile... se una persona si sente offesa da un mio atteggiamento ma non mi costa nulla correggerlo, posso tranquillamente scusarmi, spiegando che non era mia intenzione offenderla e utizzare un linguaggio più formale.
Fino a quando é giusto condizionarsi assecondando le altrui sensibilità?
Non lo so, dipende dalla propria sensibilità morale, dai propri principi, dai propri valori.
Ognuno ha i suoi.
Perché ho raccontato sta storiella noiosissima?
Perché a volte sono proprio le intenzioni e le parole usate per dire la "verità" che fanno la differenza.
Cattive intenzioni + cattive parole = pessimo risultato.
Buone parole + cattive intenzioni = pessimo risultato.
Buone intenzioni + cattive parole = pessimo risultato.
Personalmente apprezzo lo sforzo delle persone quando mi dicono che la mia faccia é interessante anche se assomiglia ad un quadro di Picasso in preda ad una crisi parossistica.
Apprezzo lo sforzo e la delicatezza nel non volermi ferire.
Apprezzo quando parlando della mia zoppia dicono che rende il mio passo caratteristico e affascinante.
Mi piace sapere che nonostante le mie innumerevoli asimmetrie le persone non mi giudicano per i miei difetti.
Non penso che siano dei bugiardi, penso solo che sia il loro modo di volermi bene.
Dipende da quello che si vuole ottenere.
È possibile dire la verità senza offendere le persone.
Dire la verità non passa necessariamente attraverso la crudezza delle parole.
L'uso di un linguaggio corretto e delle buone intenzioni sono sicuramente un buon inizio.
Qualche giorno fa sono inciampato in qualcosa che al mio radar appariva come una semplice espressione colorita ed alternativa a descrivere una donna veramente brutta.
Scrivendo sul forum ho pensato di usare con leggerezza l'espressione "cesso a rotelle".
Naturalmente non ho mai usato questo termine per offendere direttamente qualcuno e non ho mai pensato di mettere a disagio le persone usandolo.
Eppure é successo, una persona si é sentita offesa e me l'ha detto.
La mia prima reazione é stata scusarmi per l'accaduto, non era mia intenzione offendere nessuno e il fatto che qualcuno abbia pensato che fosse un modo orribile per riferirsi ad una donna mi ha fatto riflettere.
Se tornassi indietro rifarei le mie scuse.
Ho preso atto di aver procurato disagio e non mi é costato nulla ammettere di essere stato grossolano.
Resta il fatto che quando parlo con persone che mi conoscono e sanno dare il giusto peso a quello che dico, uso tutte le espressioni colorite che il vocabolario da strada mi ha insegnato.
Questa é ipocrisia? Forse, ma la farei più facile... se una persona si sente offesa da un mio atteggiamento ma non mi costa nulla correggerlo, posso tranquillamente scusarmi, spiegando che non era mia intenzione offenderla e utizzare un linguaggio più formale.
Fino a quando é giusto condizionarsi assecondando le altrui sensibilità?
Non lo so, dipende dalla propria sensibilità morale, dai propri principi, dai propri valori.
Ognuno ha i suoi.
Perché ho raccontato sta storiella noiosissima?
Perché a volte sono proprio le intenzioni e le parole usate per dire la "verità" che fanno la differenza.
Cattive intenzioni + cattive parole = pessimo risultato.
Buone parole + cattive intenzioni = pessimo risultato.
Buone intenzioni + cattive parole = pessimo risultato.
Personalmente apprezzo lo sforzo delle persone quando mi dicono che la mia faccia é interessante anche se assomiglia ad un quadro di Picasso in preda ad una crisi parossistica.
Apprezzo lo sforzo e la delicatezza nel non volermi ferire.
Apprezzo quando parlando della mia zoppia dicono che rende il mio passo caratteristico e affascinante.
Mi piace sapere che nonostante le mie innumerevoli asimmetrie le persone non mi giudicano per i miei difetti.
Non penso che siano dei bugiardi, penso solo che sia il loro modo di volermi bene.
3 anni fa
Credo di non essere stato molto chiaro nell’esporre il mio pensiero.
Provo a chiarirlo.
Se qualcuno ad esempio mette nel proprio profilo foto con sfondo water, esprime se stesso; il suo gusto; la sua percezione di ciò che si è.
Questo può piacermi o non piacermi, ma di siculo lo preferisco a chi forzando se stesso per accontentare gli altri, fa e mette foto suggerite da altri, anche se non ci si riconosce o non da tutto questo valore alla cosa.
Allo stesso modo se un nazista, per apparire meno nazista mentendo per pura apparenza, dice di amare i gay; gli ebrei; le persone non ariane. Non lo fa di colpo essere non nazista.
Così se qualcuno usa termini diciamo “colorati” per definire qualcosa o qualcuno, ma lo fa appunto come colore, e non per offendere/umiliare/sentirsi superiore, io lo preferisco a chi invece, dentro di se disprezza il prossimo, ma esterna solo parole positive o neutre.
Ricordo anni fa un famoso Chirurgo che combatteva pubblicamente (anche attraverso tv e giornali nazionali) a favore della difesa della donna, salvo poi uccidere, sezionare e occultare il cadavere della moglie che si era permessa di lasciarlo.
Utopisticamente mi piacerebbe un mondo libero dove ognuno possa esprimersi liberamente, dove si possono distinguere le pessime persone da quelle che valgono, e questo sempre utopisticamente potrebbe accadere soltanto quando il dentro di noi è ciò che esterniamo sono molto vicini tra loro.
So di essere in minoranza, ma mi piacere giudicare o meglio valutare le persone per ciò che fanno e come, e non in base a ciò che dicono o promettono.
Provo a chiarirlo.
Se qualcuno ad esempio mette nel proprio profilo foto con sfondo water, esprime se stesso; il suo gusto; la sua percezione di ciò che si è.
Questo può piacermi o non piacermi, ma di siculo lo preferisco a chi forzando se stesso per accontentare gli altri, fa e mette foto suggerite da altri, anche se non ci si riconosce o non da tutto questo valore alla cosa.
Allo stesso modo se un nazista, per apparire meno nazista mentendo per pura apparenza, dice di amare i gay; gli ebrei; le persone non ariane. Non lo fa di colpo essere non nazista.
Così se qualcuno usa termini diciamo “colorati” per definire qualcosa o qualcuno, ma lo fa appunto come colore, e non per offendere/umiliare/sentirsi superiore, io lo preferisco a chi invece, dentro di se disprezza il prossimo, ma esterna solo parole positive o neutre.
Ricordo anni fa un famoso Chirurgo che combatteva pubblicamente (anche attraverso tv e giornali nazionali) a favore della difesa della donna, salvo poi uccidere, sezionare e occultare il cadavere della moglie che si era permessa di lasciarlo.
Utopisticamente mi piacerebbe un mondo libero dove ognuno possa esprimersi liberamente, dove si possono distinguere le pessime persone da quelle che valgono, e questo sempre utopisticamente potrebbe accadere soltanto quando il dentro di noi è ciò che esterniamo sono molto vicini tra loro.
So di essere in minoranza, ma mi piacere giudicare o meglio valutare le persone per ciò che fanno e come, e non in base a ciò che dicono o promettono.
3 anni fa
@Ade, tanto al di là della forma e delle parole usate, le persone emergono per quello che sono e
gli stronzi rimango tali anche se cercano di smaltare la superficie della loro stronzitudine.
È solo una questione di tempo, la puzza di merda si sente anche se tempesti uno stronzo di pietre preziose.
È solo una questione di tempo, prima o poi lo scopri...
gli stronzi rimango tali anche se cercano di smaltare la superficie della loro stronzitudine.
È solo una questione di tempo, la puzza di merda si sente anche se tempesti uno stronzo di pietre preziose.
È solo una questione di tempo, prima o poi lo scopri...
3 anni fa
mah,a mè di quelli che sparlacciano nel web ,frega na sega,occhio non vede e cuore non duole,come quella volta del letamaio,se qualcuna non mi avesse invitato ad andare a leggere,che me ne fregava,poco tempo fà ho incontrato un finto attivo,nel breve incontro,cercava il mio pisello ed io non ho soddisfatto la sua curiosità,poi dopo pochi giorni,mi ha scritto che sono solo un frocetto che non ha nulla di femminile,non ho risposto 😄
3 anni fa
@Stephanie, se mettessi insieme le storie di quando eri @Rauch con quelle che racconti adesso, ne verrebbe fuori un fantastico libro di avventure 😅
3 anni fa
ti sei perso balloons,ma non ho più tanta memoria 😄Quotato da Macy,@Stephanie, se mettessi insieme le storie di quando eri @Rauch con quelle che racconti adesso, ne verrebbe fuori un fantastico libro di avventure 😅
3 anni fa
È un discorso controverso per il quale ho speso pensieri e riflessioni più volte.Quotato da Ade-69,Credo di non essere stato molto chiaro nell’esporre il mio pensiero.
Provo a chiarirlo.
Se qualcuno ad esempio mette nel proprio profilo foto con sfondo water, esprime se stesso; il suo gusto; la sua percezione di ciò che si è.
Questo può piacermi [...]
Un mondo dove ognuno si possa esprimere liberamente? Si ma se va di pari passo all'educazione ed empatia sociale. Perché la libertà, in qualsiasi senso, si deve fermare quando lede altri.
Tu hai parlato di un argomento specifico, l'aspetto fisico. Bene, parliamo di quello e del perché dovrebbe essere commentato da terzi.
Tolto il consiglio riguardo la salute, da persone le quali il consiglio stesso ha un senso, sappiamo tutti che il resto è cibo per persone che usano l'argomento per mortificare.
Non prendiamoci in giro. A buttare in faccia un difetto, un particolare, quel cavolo ti pare, la stragrande maggioranza delle persone lo fa per mortificare e , tranne chi ti vuole bene, lo usa come un'arma psicologica e non per fare del bene.
E puoi andare a vedere quanti danni fa questo comportamento e quanti presunti benefici porta.
Con questo non dico assolutamente che bisogna essere falsi, ma che c'è modo e modo di parlare o di gestire il discorso.
È palese che dire, per esempio: " mi piacciono fisicità diverse dalla tua" , non è come dire :"a cesso de merda ma che cazzo vuoi".
E guarda che, anche modificando le parole, facendole sembrare più "raffinate", molte persone parlano proprio nel secondo modo.
Quello che dovrebbe essere chiaro che i consigli, se non voluti, sono una rottura di cazzo delle volte pesante per chi se li subisce.
E divertirsi a darli, va dall'inopportuno al faccia da cazzo in base alle parole e modi.
Quindi, più che dividere il discorso tra bella bugia o brutta verità, lo dividerei tra tatto e facciadacazzaggggine.
Ovviamente ricordandoci che i secondi non urtano sempre la sensibilità altrui, ma delle volte urtano su qualche cosa che gli scuote le membra.
Perché, va ricordato, che due schicchere sui denti di un faccia da cazzo, sono sempre ben spese. 😇
3 anni fa
@XHunerXP ciò che scrivi lo trovo molto affine al mio pensiero, e lo approvo in ogni sua analisi.
Il mio però voleva essere un discorso diverso, fermo restando che il rispetto viene sopra ogni cosa è prima di ogni cosa, che insultare; deridere; mortificare; è e rimane una cosa ignobile, e che se sei in buona fede c’è modo e modo di dire le cose.
Detto questo, io mi focalizzavo sull’identificare in modo netto le persone che basano il loro essere nel mortificare il prossimo.
Vorrei vedere le foto sfondo wc per poter (secondo i miei gusti) selezionare tale persone per escluderle dal mio tempo.
Vorrei che chi fa Body Shaming (perché è nella sua natura e ci crede), lo faccia palesemente, in modo che io lo possa tenere lontano da me, o al più per usare il suo comportamento per lottare contro contro tale pratica.
Vorrei che razzisti e omofobi si palesassero in modo chiaro anche nelle parole, anche qui per evitarli o combattere non loro ma quei comportamenti.
.
Ma allo stesso tempo, vorrei che le battaglie per cambiare questi atteggiamenti, non si limitassero a dettare dei modi di fare da copiare, ma senza convinzione ne crederci. Vorrei arrivare ad un cambiamento interno alla persona, che usando i propri mezzi, arrivi a fare proprio il giusto modo di fare/comportarsi socialmente. In questo caso il cambiamento sarebbe si reale, è il comportamento sarebbe del tutto naturale e duraturo, e non si fermerebbe ad una semplice apparenza.
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Ma come fai a cercare di aiutare/curare qualcosa/qualcuno che nasconde chi è, dietro l’apparenza?
Ed è giusto fare di tutta l’erba un fascio, mettendo nel mucchio anche chi usa termini e modi diciamo “coloriti” facenti parti della propria cultura, non per ferire, ma in modo leggero per dare appunto colore al proprio linguaggio (dove ovviamente ambiti e vicinanza con le persone lo permettano).
.
P.s. Dalle mie parte esisteva e pensò esista ancora il termine “Arancino chi pedi”, ma è stato quasi sempre utilizzato in modo bonario e simpatico tra prevalentemente amici. Oggi a giusta ragione sarebbe Body Shaming.
Vogliamo poi parlare della revisione di libri, racconti, film, storici, che nel nome del politically correct, vengono rieditati perdendo quel colore che ben descriveva un periodo-uno stato d’animo-un personaggio. A parere mio (quindi valido solo per me) questo politically correct, scusando l’espressione è solo una enorme stronzata che per nascondere qualcosa che in realtà esiste e a cui bisognerebbe pensare, fa prima a cambiarlo pur di piacere a tutti ed evitare discussioni.
Il mio però voleva essere un discorso diverso, fermo restando che il rispetto viene sopra ogni cosa è prima di ogni cosa, che insultare; deridere; mortificare; è e rimane una cosa ignobile, e che se sei in buona fede c’è modo e modo di dire le cose.
Detto questo, io mi focalizzavo sull’identificare in modo netto le persone che basano il loro essere nel mortificare il prossimo.
Vorrei vedere le foto sfondo wc per poter (secondo i miei gusti) selezionare tale persone per escluderle dal mio tempo.
Vorrei che chi fa Body Shaming (perché è nella sua natura e ci crede), lo faccia palesemente, in modo che io lo possa tenere lontano da me, o al più per usare il suo comportamento per lottare contro contro tale pratica.
Vorrei che razzisti e omofobi si palesassero in modo chiaro anche nelle parole, anche qui per evitarli o combattere non loro ma quei comportamenti.
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Ma allo stesso tempo, vorrei che le battaglie per cambiare questi atteggiamenti, non si limitassero a dettare dei modi di fare da copiare, ma senza convinzione ne crederci. Vorrei arrivare ad un cambiamento interno alla persona, che usando i propri mezzi, arrivi a fare proprio il giusto modo di fare/comportarsi socialmente. In questo caso il cambiamento sarebbe si reale, è il comportamento sarebbe del tutto naturale e duraturo, e non si fermerebbe ad una semplice apparenza.
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Ma come fai a cercare di aiutare/curare qualcosa/qualcuno che nasconde chi è, dietro l’apparenza?
Ed è giusto fare di tutta l’erba un fascio, mettendo nel mucchio anche chi usa termini e modi diciamo “coloriti” facenti parti della propria cultura, non per ferire, ma in modo leggero per dare appunto colore al proprio linguaggio (dove ovviamente ambiti e vicinanza con le persone lo permettano).
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P.s. Dalle mie parte esisteva e pensò esista ancora il termine “Arancino chi pedi”, ma è stato quasi sempre utilizzato in modo bonario e simpatico tra prevalentemente amici. Oggi a giusta ragione sarebbe Body Shaming.
Vogliamo poi parlare della revisione di libri, racconti, film, storici, che nel nome del politically correct, vengono rieditati perdendo quel colore che ben descriveva un periodo-uno stato d’animo-un personaggio. A parere mio (quindi valido solo per me) questo politically correct, scusando l’espressione è solo una enorme stronzata che per nascondere qualcosa che in realtà esiste e a cui bisognerebbe pensare, fa prima a cambiarlo pur di piacere a tutti ed evitare discussioni.
3 anni fa
Capisco Ade, e anche io lo vorrei. Ma noi siamo forti. Io mi preoccupo di chi invece subisce in modo delle volte atroce certe cose.Quotato da Ade-69,@XHunerXP ciò che scrivi lo trovo molto affine al mio pensiero, e lo approvo in ogni sua analisi.
Il mio però voleva essere un discorso diverso, fermo restando che il rispetto viene sopra ogni cosa è prima di ogni cosa, che insultare; deridere; mort [...]
C'è gente, la maggior parte, che la vive come un trauma pesante, gente che ci finisce in terapia. Gente che si ammazza per non subire una vita resa di merda da chi, per ostentare il "diritto" di dire bastardate, non si da una regolata.
Fossimo tutti forti, non mi porrei il problema.
Ti palesi, prendi la tua palata sui reni, ti impari a campare.
Poi c'è anche un altro discorso, far parlare per "stanare", oltre il problema delle vittime, ha anche la controindicazione del "nomalizzare" un modo di porsi. È un modo per sdoganare o mantenere sdoganato un fenomeno che va combattuto.
È come dire: voglio che il bullo bullizzi qualcuno così si palesa. Ok, lo hai stanato, ma con la vittima "collaterale" chi ci fa i conti?
Perché è una forma di bullismo, fatta da chi si sente più forte, da chi si nasconde dietro una tastiera, da chi ha una posizione di potere.
Col cazzo che lo fanno faccia a faccia con chi gli smonta le gengive 🤷♂️
3 anni fa
Pensiero più che condivisibile se si guarda il debole che subisce e va difeso in ogni modo in qualunque contesto e con ogni mezzo, e qui secondo me ci sta la frase che “chi tace è complice”.Quotato da XHunerXP,Capisco Ade, e anche io lo vorrei. Ma noi siamo forti. Io mi preoccupo di chi invece subisce in modo delle volte atroce certe cose.Quotato da Ade-69,@XHunerXP ciò che scrivi lo trovo molto affine al mio pensiero, e lo approvo in ogni sua analisi.
Il mio però voleva essere un discorso diverso, fermo restando che il rispetto viene sopra ogni cosa è prima di ogni cosa, che insultare; deridere; mort [...]
C'è gente, la maggior parte, che la vive come un trauma pesante, gente che ci finisce in terapia. Gente che si ammazza per non subire una vita resa di merda da chi, per ostentare il "diritto" di dire bastardate, non si da una regolata.
Fossimo tutti forti, non mi porrei il problema.
Ti palesi, prendi la tua palata sui reni, ti impari a campare.
Poi c'è anche un altro discorso, far parlare per "stanare", oltre il problema delle vittime, ha anche la controindicazione del "nomalizzare" un modo di porsi. È un modo per sdoganare o mantenere sdoganato un fenomeno che va combattuto.
È come dire: voglio che il bullo bullizzi qualcuno così si palesa. Ok, lo hai stanato, ma con la vittima "collaterale" chi ci fa i conti?
Perché è una forma di bullismo, fatta da chi si sente più forte, da chi si nasconde dietro una tastiera, da chi ha una posizione di potere.
Col cazzo che lo fanno faccia a faccia con chi gli smonta le gengive 🤷♂️
3 anni fa
Non lo so Ade. Ovvero, sono della stessa idea in linea generale macon riserva, chi tace potrebbe essere debole a sua volta.Quotato da Ade-69,Pensiero più che condivisibile se si guarda il debole che subisce e va difeso in ogni modo in qualunque contesto e con ogni mezzo, e qui secondo me ci sta la frase che “chi tace è complice”.Quotato da XHunerXP,
Capisco Ade, e anche io lo vorrei. Ma noi siamo forti. Io mi preoccupo di chi invece subisce in modo delle volte atroce certe cose.
C'è gente, la maggior parte, che la vive come un trauma pesante, gente che ci finisce in terapia. Gente che si ammazza per non subire una vita resa di merda da chi, per ostentare il "diritto" di dire bastardate, non si da una regolata.
Fossimo tutti forti, non mi porrei il problema.
Ti palesi, prendi la tua palata sui reni, ti impari a campare.
Poi c'è anche un altro discorso, far parlare per "stanare", oltre il problema delle vittime, ha anche la controindicazione del "nomalizzare" un modo di porsi. È un modo per sdoganare o mantenere sdoganato un fenomeno che va combattuto.
È come dire: voglio che il bullo bullizzi qualcuno così si palesa. Ok, lo hai stanato, ma con la vittima "collaterale" chi ci fa i conti?
Perché è una forma di bullismo, fatta da chi si sente più forte, da chi si nasconde dietro una tastiera, da chi ha una posizione di potere.
Col cazzo che lo fanno faccia a faccia con chi gli smonta le gengive 🤷♂️
È per questo, ma è un mio punto di vista, che chi è forte ha il dovere morale di esserlo anche per gli altri che non ce la fanno.
Mi piace l'idea di correre verso un mondo migliore, uno di fianco all'altro senza lasciare indietro nessuno. Girarci ed assicurarci che tutti stiano in marcia, quello è il compito di chi, in un dato momento, per i motivi più disparati, si trova un tantino avanti. Fermarsi, tendere una mano, far riprendere fiato all'ultimo e rimettersi in viaggio insieme. All'ultimo posto ci si può stare , vero, anche per demerito. Ma anche per disgrazia.
E nessuno ha l'esenzione assicurata.
3 anni fa
Qui, tra sito e forum, si fa body shaming tutti i giorni, tutto il giorno, in tutte le direzioni... che poi non lo si voglia vedere è un altro discorso. 😄
E' talmente ridondante qui dentro che ormai se ne è fatta una pratica talmente quotidiana che semplicemente è data per implicita...e delle due due l'una: o lo si combatte in tutte le direzioni (senza vedere la "provenienza/categoria" del bullo in questione), o lo si accetta in tutte le direzioni, e quindi se ne ignora la pratica (lasciando che siano bullo e bullizzato a vedersela singolarmente).
Farlo così, in maniera estemporanea, solo perché "oggi mi sono svegliato così", mi pare solo poco meno che dannoso.
Invitare le persone a palesare questa pratica sperando in un' auto-presa di coscienza? Per dirigeci in mondo migliore?
Vi voglio davvero bene, giuro! Idealisti, sognatori, visionari. 😄 😎
E' talmente ridondante qui dentro che ormai se ne è fatta una pratica talmente quotidiana che semplicemente è data per implicita...e delle due due l'una: o lo si combatte in tutte le direzioni (senza vedere la "provenienza/categoria" del bullo in questione), o lo si accetta in tutte le direzioni, e quindi se ne ignora la pratica (lasciando che siano bullo e bullizzato a vedersela singolarmente).
Farlo così, in maniera estemporanea, solo perché "oggi mi sono svegliato così", mi pare solo poco meno che dannoso.
Invitare le persone a palesare questa pratica sperando in un' auto-presa di coscienza? Per dirigeci in mondo migliore?
Vi voglio davvero bene, giuro! Idealisti, sognatori, visionari. 😄 😎
3 anni fa
Quotato da Macy,"Mi chiedo: è meglio una bella bugia, o una brutta verità?"
Dipende da quello che si vuole ottenere.
È possibile dire la verità senza offendere le persone.
Dire la verità non passa necessariamente attraverso la crudezza delle parole.
L'uso di un linguaggio corretto e delle buone intenzioni sono sicuramente un buon inizio.
D'altra parte il detto "est modus in rebus" l'ha coniato, nella sua opera "Satire", il mio tris-tris-tris-trisavolo Quinto Orazio Flacco Pallinum. 😋
Se poi per "body shaming", con una piccola forzatura, si vuole intendere anche il modo arrogante e cafone che molti hanno di esprimere una preferenza (ad esempio per incontrare ed eventualmente giocare) sono d'accordo al 50%, ovvero sulla legittimità incontestabile di scegliersi i partner: da questo punto in poi, misurerei le parole.
Come appare evidente "non gradiamo persone in sovrappeso, per cortesia astenetevi dallo scriverci" è molto diverso da "palle di lardo ci fate schifo, non provate nemmeno a contattarci".
Est modus in rebus. C'è modo e modo, appunto.
Pallina
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