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» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
3 anni fa
E se fosse cambiato il modo di socializzare?
Se oggi per socializzare e mostrarsi, non si puntasse più su ciò che siamo in grado di fare (fosse anche solo far ridere o essere di compagnia) mettendolo a disposizione del gruppo. Ma si puntasse di più su quanto sappiamo essere duri, cercando la lite a tutti i costi nel gruppo, proprio per far gruppo (socializzare)?, pur restando sul nostro individualismo.
Se oggi per socializzare e mostrarsi, non si puntasse più su ciò che siamo in grado di fare (fosse anche solo far ridere o essere di compagnia) mettendolo a disposizione del gruppo. Ma si puntasse di più su quanto sappiamo essere duri, cercando la lite a tutti i costi nel gruppo, proprio per far gruppo (socializzare)?, pur restando sul nostro individualismo.
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
3 anni fa
L’umiltà ad esempio serve moltissimo per apprendere cose nuove.
Se sei arrogante convinto di sapere già tutto, non credo potrai andare al di là del tuo naso.
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L’umiltà può servire a fare gruppo, è il gruppo è sempre più forte del singolo.
Difficilmente un arrogante sarà accettato da un gruppo alla pari, ma ovviamente potrà contare su un gruppo di pecore che dipenderanno da lui ma che non aggiungeranno altri valore al gruppo.
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L’umiltà può servire a farci meglio amministrare ciò ne abbiamo (sia in senso materiale che immateriale).
Un arrogante non pensa mai che ciò che ha potrebbe finire.
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E via così l’umiltà alla fine ha innumerevoli pregi che l’arroganza non ha.
Se sei arrogante convinto di sapere già tutto, non credo potrai andare al di là del tuo naso.
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L’umiltà può servire a fare gruppo, è il gruppo è sempre più forte del singolo.
Difficilmente un arrogante sarà accettato da un gruppo alla pari, ma ovviamente potrà contare su un gruppo di pecore che dipenderanno da lui ma che non aggiungeranno altri valore al gruppo.
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L’umiltà può servire a farci meglio amministrare ciò ne abbiamo (sia in senso materiale che immateriale).
Un arrogante non pensa mai che ciò che ha potrebbe finire.
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E via così l’umiltà alla fine ha innumerevoli pregi che l’arroganza non ha.
» Nell'argomento: Cosa sta succedendo?
3 anni fa
@BLACKADDICTED sinceramente senza polemica alcuna, non capisco se non hai letto ciò che ho scritto, o semplicemente non lo hai capito, perché il tuo post nulla ha a che vedere con quanto scritto da me, al massimo non fa altro che confermare le mie osservazioni.
» Nell'argomento: Cosa sta succedendo?
3 anni fa
Noto sempre più spesso, che non si riesce più ad accettare gli altri.
Sempre più si cerca con la lente ciò che ci divide e ci mette in contrapposizione con gli altri, anziché cercare ciò che ci unisce, che ci fa accettare il diverso, come qualcosa che non conosciamo ma che ci porterebbe per questo a crescere.
Vedo sempre più persone non più ventenni che non riescono ad accettare, comprendere, capire, e vivere il presente che muta che evolve, si cerca in maniera errata di valutare i cambiamenti e ciò che è diverso da noi, pensando al nostro passato e al nostro vissuto di un tempo.
Non siamo più in grado di prendere ad insegnamento la nostra storia, che ci poneva in contrasto con le generazioni che ci anno precedute, non ricordiamo più i nostri “vent’anni”, quando ci dicevamo “noi non saremo ne faremo mai gli stessi sbagli dei nostri genitori”, eppure eccoci qui a comportarci oggi come loro allora.
Sempre più un mondo formato da un solo individuo “IO”, dove il noi esiste solo perché non possiamo evitarlo, ma comunque lo vogliamo curvare a nostro piacimento ed uso.
Vogliamo essere presi in considerazione a prescindere, “…mi devi cercare; mi devi dare ragione; mi devi appoggiare;..” ma in nessun modo noi faremo lo stesso con voi ( es. devi scrivermi e cercarmi, anche se io non ti cerco o scrivo, ma se smetti di farlo diventando come me, allora diventi la peggiore persona che esista).
Musica: oggi non esistono grandi musicisti, una volta si. (Ma non erano le stesse cose che dicevano i nostri genitori, riguardo alla musica che ascoltavamo noi a vent’anni?).
Valori: oggi non ci sono più i valori di una volta, sono tutti superficiali (idem come sopra, un qualcosa che veniva detto anche a noi a vent’anni).
Si potrebbe andare avanti così all’infinito, perché la realtà è che il mondo si evolve (fortunatamente) ma sempre con gli stessi schemi di sempre, e con le stesse guerre generazionali.
Quello che invece sta cambiando in modo radicale rispetto a qualsiasi passato, è l’Io a discapito del noi. La perdita progressiva della curiosità verso ciò che ci circonda, che non conosciamo, che è diverso dal nostro essere e vivere.
È davvero così difficile accettare chi non è come noi?
E così difficile dire: a me non piace/non lo farei, ciò che piace o fai tu, ma comunque accetto questa tua diversità come facente parte di altre possibilità diverse dalle mie.
È così difficile vivere in armonia e solidarietà in un mondo multicolore opposto al monocratico?
E così difficile unirsi in quelle cose che ci accomunano per affrontarle assieme, anziché rintracciare solo ciò che ci divide, per combatterci l’un l’altro?
Sempre più si cerca con la lente ciò che ci divide e ci mette in contrapposizione con gli altri, anziché cercare ciò che ci unisce, che ci fa accettare il diverso, come qualcosa che non conosciamo ma che ci porterebbe per questo a crescere.
Vedo sempre più persone non più ventenni che non riescono ad accettare, comprendere, capire, e vivere il presente che muta che evolve, si cerca in maniera errata di valutare i cambiamenti e ciò che è diverso da noi, pensando al nostro passato e al nostro vissuto di un tempo.
Non siamo più in grado di prendere ad insegnamento la nostra storia, che ci poneva in contrasto con le generazioni che ci anno precedute, non ricordiamo più i nostri “vent’anni”, quando ci dicevamo “noi non saremo ne faremo mai gli stessi sbagli dei nostri genitori”, eppure eccoci qui a comportarci oggi come loro allora.
Sempre più un mondo formato da un solo individuo “IO”, dove il noi esiste solo perché non possiamo evitarlo, ma comunque lo vogliamo curvare a nostro piacimento ed uso.
Vogliamo essere presi in considerazione a prescindere, “…mi devi cercare; mi devi dare ragione; mi devi appoggiare;..” ma in nessun modo noi faremo lo stesso con voi ( es. devi scrivermi e cercarmi, anche se io non ti cerco o scrivo, ma se smetti di farlo diventando come me, allora diventi la peggiore persona che esista).
Musica: oggi non esistono grandi musicisti, una volta si. (Ma non erano le stesse cose che dicevano i nostri genitori, riguardo alla musica che ascoltavamo noi a vent’anni?).
Valori: oggi non ci sono più i valori di una volta, sono tutti superficiali (idem come sopra, un qualcosa che veniva detto anche a noi a vent’anni).
Si potrebbe andare avanti così all’infinito, perché la realtà è che il mondo si evolve (fortunatamente) ma sempre con gli stessi schemi di sempre, e con le stesse guerre generazionali.
Quello che invece sta cambiando in modo radicale rispetto a qualsiasi passato, è l’Io a discapito del noi. La perdita progressiva della curiosità verso ciò che ci circonda, che non conosciamo, che è diverso dal nostro essere e vivere.
È davvero così difficile accettare chi non è come noi?
E così difficile dire: a me non piace/non lo farei, ciò che piace o fai tu, ma comunque accetto questa tua diversità come facente parte di altre possibilità diverse dalle mie.
È così difficile vivere in armonia e solidarietà in un mondo multicolore opposto al monocratico?
E così difficile unirsi in quelle cose che ci accomunano per affrontarle assieme, anziché rintracciare solo ciò che ci divide, per combatterci l’un l’altro?
» Nell'argomento: Sessualità e religioni
3 anni faQuotato da mishaemasha,allora @ade
un fervente cattolico praticante secondo me le orge se le deve togliere dalla testa
tu che pensi?
Non posso risponderti da praticante, perché non lo sono, ne posso risponderti da teologò, perché non sono neanche quello.
Ma credo di aver individuato una dottrina che accomuna tutte le regioni, ed è non fare del male a nessuno, né direttame, ne indirettamente.
Quindi facendo mia la regola postata più su da @pinkoepallina nella sua piastrellina: “Non far del male, a te stesso ed agli altri".
Se non fai del male a nessuno, in modo diretto o indiretto e non lo fai neanche a te stesso, non dovrebbe rientrare nei peccati.
E come Tantrista sono d’accordo
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
3 anni fa
A mio modesto parere, troppo spesso si fa confusione tra religione e religiosi (con riferimento a tutte le religioni), sarà per questo forse, e sottolineo forse, che troppo spesso si attribuisce ad una determinata religione, non le linee guida di tale religione (che probabilmente in pochi conoscono veramente) ma ai dettami spesso estremisti e manipolatori dei religiosi.
Io sono Tantrista (che è una filosofia non una religione, e come tale non ha vere regole da rispettare) ma non per questo mi privo di poter conoscere le varie “Religioni” (e non i vari religiosi) al fine di farmi un’idea del tutto personale vero, ma basata su qualcosa di concreto.
Ora non volendo innacquare il thread degli OT che nasce con altri intenti e non certo per argomentare/discutere/confrontarsi su argomenti seri, chi vuole può approfondire in un vecchio thread sull’argomento.
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https://www.annunci69.it/forum/thread.php?idt=20850&pagina=1
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Per me la discussione di quest’argomento in questo thread, finisce qui.
Io sono Tantrista (che è una filosofia non una religione, e come tale non ha vere regole da rispettare) ma non per questo mi privo di poter conoscere le varie “Religioni” (e non i vari religiosi) al fine di farmi un’idea del tutto personale vero, ma basata su qualcosa di concreto.
Ora non volendo innacquare il thread degli OT che nasce con altri intenti e non certo per argomentare/discutere/confrontarsi su argomenti seri, chi vuole può approfondire in un vecchio thread sull’argomento.
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https://www.annunci69.it/forum/thread.php?idt=20850&pagina=1
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Per me la discussione di quest’argomento in questo thread, finisce qui.
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
3 anni faQuotato da BLACKADDICTED,Oh ma qualcuno mi spiega come si fa a essere credenti e trasgressivi contemporaneamente? 😱
Siamo nel 2023… sarebbe il caso di capirlo.
Per capire meglio il tuo quesito, potresti spiegarmi tu perché un cosiddetto “trasgressivo” non può anche essere credente?
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
3 anni fa
Chiedo agli esperti.
Ma io che sono Cristiano (anche se non osservante), dove trovo scritto/detto, che non debbo fare sesso?
Ma poi pensando tra me e me, non bisognerebbe storicizzare gli scritti e i racconti, per poterli portare ai nostri giorni? Oppure ad esempio, poiché vi è scritto: “ ..,fermati o sole…”, debbo fermarmi al pensiero che sia il sole che gira attorno alla terra, perché così è scritto, oppure pensare che al quel tempo, quello era ciò che si sapeva, e che quindi se fosse stato: “…fermati o terra…”, nessuno avrebbe capito il senso, perché alla fine il punto non è le testuali parole e simboli, ma il loro senso.
Ma io che sono Cristiano (anche se non osservante), dove trovo scritto/detto, che non debbo fare sesso?
Ma poi pensando tra me e me, non bisognerebbe storicizzare gli scritti e i racconti, per poterli portare ai nostri giorni? Oppure ad esempio, poiché vi è scritto: “ ..,fermati o sole…”, debbo fermarmi al pensiero che sia il sole che gira attorno alla terra, perché così è scritto, oppure pensare che al quel tempo, quello era ciò che si sapeva, e che quindi se fosse stato: “…fermati o terra…”, nessuno avrebbe capito il senso, perché alla fine il punto non è le testuali parole e simboli, ma il loro senso.
» Nell'argomento: La notizia del giorno
3 anni fa
Articolo tratto da “FOCUS”
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Storia del simbolo della Svastica
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La svastica ha una storia molto lunga. Veniva usata almeno 5.000 anni prima che Adolf Hitler ideasse la bandiera nazista. La parola svastica viene dal sanscrito svastika e significa “buona fortuna” o “benessere”. Il simbolo (una croce uncinata) sembra essere stato utilizzato per la prima volta nell’Eurasia del Neolitico, forse per rappresentare il movimento del sole nel cielo. Ancora oggi è un simbolo sacro nell’Induismo, nel Buddismo, nel Giainismo e nell’Odinismo. La si può vedere nei templi e in molte case in India o in Indonesia. La svastica ha anche una storia antica in Europa dove appare su manufatti delle culture europee di epoca pre-cristiana.
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Il simbolo conobbe una riscoperta verso la fine del diciannovesimo secolo, in seguito a dettagliati studi archeologici come quelli del famoso archeologo Heinrich Schliemann. Schliemann scoprì la croce uncinata nelle rovine dell’antica Troia. La associò a forme simili trovate su del vasellame recuperato in Germania e ipotizzò che fosse “un importante simbolo religioso dei nostri progenitori”.
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All’inizio del ventesimo secolo la svastica era ampiamente usata in Europa. Aveva numerosi significati, il più comune quello di buona fortuna e buon auspicio. In ogni caso, il lavoro di Schliemann fu ripreso dai movimentivölkisch, secondo i quali la svastica era un simbolo dell'"identità ariana” e dell’orgoglio nazionalista tedesco.
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Questa congettura della discendenza Ariana del popolo tedesco è probabilmente una delle ragioni principali per cui il partito nazista, nel 1920, adottò formalmente la svastica o Hakenkreuz (in tedesco, croce uncinata) come simbolo.
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Il partito nazista non era però l’unico partito ad usare la svastica in Germania. Dopo la Prima Guerra mondiale, diversi movimenti nazionalisti di estrema destra adottarono la svastica in quanti simboleggiava il concetto di una nazione la cui razza era “pura”. Quando i nazisti assunsero il controllo della Germania, le connotazioni della svastica erano cambiate per sempre.
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Nel suo libro Mein Kampf (La mia battaglia), Adolf Hitler scrisse: “Dopo innumerevoli esperimenti, ho trovato la forma finale: una bandiera a sfondo rosso, un disco bianco e una svastica nera al centro. Dopo molte ricerche, ho deciso le corrette proporzioni tra la grandezza della bandiera e quella del disco bianco e la forma e lo spessore della svastica.”
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La svastica divenne l’icona più riconoscibile della propaganda nazista, comparendo sia nella bandiera a cui fa riferimento Hitler nel libro Mein Kampf sia su poster di propaganda elettorale, bracciali, medaglioni e distintivi di organizzazioni militari o di altro tipo. Un simbolo potente, destinato a suscitare orgoglio tra gli ariani, la svastica incuteva terrore negli ebrei e in altri soggetti ritenuti nemici della Germania nazista.
A dispetto delle origini, la svastica è diventata così ampiamente associata con la Germania nazista che, spesso, usi contemporanei fanno sorgere molte polemiche.
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Approfondimenti
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Heidtmann, Horst. “Swastika.” Enciclopedia del Terzo Reich, 937-939. New York: Macmillan, 1991.
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Heller, Steven. The Swastika: Symbol Beyond Redemption? New York: Allworth Press, 2000.
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Quinn, Malcolm. The Swastika: Constructing the Symbol. London: Routledge, 1994.
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Storia del simbolo della Svastica
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La svastica ha una storia molto lunga. Veniva usata almeno 5.000 anni prima che Adolf Hitler ideasse la bandiera nazista. La parola svastica viene dal sanscrito svastika e significa “buona fortuna” o “benessere”. Il simbolo (una croce uncinata) sembra essere stato utilizzato per la prima volta nell’Eurasia del Neolitico, forse per rappresentare il movimento del sole nel cielo. Ancora oggi è un simbolo sacro nell’Induismo, nel Buddismo, nel Giainismo e nell’Odinismo. La si può vedere nei templi e in molte case in India o in Indonesia. La svastica ha anche una storia antica in Europa dove appare su manufatti delle culture europee di epoca pre-cristiana.
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Il simbolo conobbe una riscoperta verso la fine del diciannovesimo secolo, in seguito a dettagliati studi archeologici come quelli del famoso archeologo Heinrich Schliemann. Schliemann scoprì la croce uncinata nelle rovine dell’antica Troia. La associò a forme simili trovate su del vasellame recuperato in Germania e ipotizzò che fosse “un importante simbolo religioso dei nostri progenitori”.
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All’inizio del ventesimo secolo la svastica era ampiamente usata in Europa. Aveva numerosi significati, il più comune quello di buona fortuna e buon auspicio. In ogni caso, il lavoro di Schliemann fu ripreso dai movimentivölkisch, secondo i quali la svastica era un simbolo dell'"identità ariana” e dell’orgoglio nazionalista tedesco.
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Questa congettura della discendenza Ariana del popolo tedesco è probabilmente una delle ragioni principali per cui il partito nazista, nel 1920, adottò formalmente la svastica o Hakenkreuz (in tedesco, croce uncinata) come simbolo.
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Il partito nazista non era però l’unico partito ad usare la svastica in Germania. Dopo la Prima Guerra mondiale, diversi movimenti nazionalisti di estrema destra adottarono la svastica in quanti simboleggiava il concetto di una nazione la cui razza era “pura”. Quando i nazisti assunsero il controllo della Germania, le connotazioni della svastica erano cambiate per sempre.
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Nel suo libro Mein Kampf (La mia battaglia), Adolf Hitler scrisse: “Dopo innumerevoli esperimenti, ho trovato la forma finale: una bandiera a sfondo rosso, un disco bianco e una svastica nera al centro. Dopo molte ricerche, ho deciso le corrette proporzioni tra la grandezza della bandiera e quella del disco bianco e la forma e lo spessore della svastica.”
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La svastica divenne l’icona più riconoscibile della propaganda nazista, comparendo sia nella bandiera a cui fa riferimento Hitler nel libro Mein Kampf sia su poster di propaganda elettorale, bracciali, medaglioni e distintivi di organizzazioni militari o di altro tipo. Un simbolo potente, destinato a suscitare orgoglio tra gli ariani, la svastica incuteva terrore negli ebrei e in altri soggetti ritenuti nemici della Germania nazista.
A dispetto delle origini, la svastica è diventata così ampiamente associata con la Germania nazista che, spesso, usi contemporanei fanno sorgere molte polemiche.
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Approfondimenti
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Heidtmann, Horst. “Swastika.” Enciclopedia del Terzo Reich, 937-939. New York: Macmillan, 1991.
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Heller, Steven. The Swastika: Symbol Beyond Redemption? New York: Allworth Press, 2000.
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Quinn, Malcolm. The Swastika: Constructing the Symbol. London: Routledge, 1994.
» Nell'argomento: Spigolature
3 anni fa
Non ha il pene ma è stato con piu' di 100 donne
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Questa incredibile storia arriva dall’Inghilterra, Andrew Wardle, di professione bodyguard 39 anni di Stalybridge, nella contea di Greater Manchester, è nato senza pene. Wardle è nato con una vescica ectopica, ossia al di fuori del suo corpo; si stima che siano circa 30 milioni gli uomini nati con questa condizione. Coloro che ne sono affetti “vedono di solito solo una piccola piega della pelle, di meno di un pollice di lunghezza, al posto del pene“, secondo l’HuffPost UK.
Intervistato dal tabloid britannico “The Sun” ha però raccontato di avere molto successo con le donne: “Sono nato senza pene ma sono stato con oltre 100 donne. Ho avuto molto successo perché riuscivo ad impostare le relazioni non solo sul sesso“. E continua: “Solo una volta una donna si è arrabbiata e mi ha preso a pugni in faccia”. Ma quello che oggi è un uomo, in realtà non ha avuto un’infanzia serena: è stato abbandonato dalla madre quando aveva 17 anni e, dopo essere stato adottato da una famiglia di Stalybridge, ha trascorso diverso tempo tra ospedali ed operazioni. Ha subito ben 15 operazioni che gli hanno ricostruito in parte la vescica e curato dei problemi ai reni, permettendogli di urinare attraverso un tubo.
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Questa incredibile storia arriva dall’Inghilterra, Andrew Wardle, di professione bodyguard 39 anni di Stalybridge, nella contea di Greater Manchester, è nato senza pene. Wardle è nato con una vescica ectopica, ossia al di fuori del suo corpo; si stima che siano circa 30 milioni gli uomini nati con questa condizione. Coloro che ne sono affetti “vedono di solito solo una piccola piega della pelle, di meno di un pollice di lunghezza, al posto del pene“, secondo l’HuffPost UK.
Intervistato dal tabloid britannico “The Sun” ha però raccontato di avere molto successo con le donne: “Sono nato senza pene ma sono stato con oltre 100 donne. Ho avuto molto successo perché riuscivo ad impostare le relazioni non solo sul sesso“. E continua: “Solo una volta una donna si è arrabbiata e mi ha preso a pugni in faccia”. Ma quello che oggi è un uomo, in realtà non ha avuto un’infanzia serena: è stato abbandonato dalla madre quando aveva 17 anni e, dopo essere stato adottato da una famiglia di Stalybridge, ha trascorso diverso tempo tra ospedali ed operazioni. Ha subito ben 15 operazioni che gli hanno ricostruito in parte la vescica e curato dei problemi ai reni, permettendogli di urinare attraverso un tubo.
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
3 anni fa
La mia scelta di postare qui (e nel thread della notizia del giorno) riguardo al tradimento, non è stata una scelta fatta a caso.
Ho scelto di postare in quei due specifici thread, perché:
1. Li si discute giustamente del solo tradimento sessuale, è solo quello, senza analizzare o cercare di capire, da cosa nasce ne cosa si sceglie di fare dopo (es. “ del prima - non abbiamo più nulla in comune e malgrado i miei sforzi di sistemare le cose, dall’altra parte non vi è risposta”; “del durante - cerco come palliativo del momento, almeno il sesso altrove”; “del dopo - vista l’impossibilità di recuperare il rapporto, recupero la mia dignità e ci si separa, anche se con grandissimi sacrifici”). Non ho una posizione universale sul tradimento, ritengo invece che ogni caso va considerato a se, e magari una volta che si è in possesso di tutte le informazioni, decido, ma solo per quei casi estremi, se considerare il tradimento doloso, oppure come conseguenza di altro (autodifesa diciamo), ma questo solo nei casi estremi.
2. Qui ho solo voluto evidenziare che si tradisce in tantissimi modi e non solo sessualmente, è sono tutti modi gravi, perché ritengo grave tradire (poi ovviamente com’è scritto sopra, bisogna vedere cosa porta al tradimento, se dolo o autodifesa).
3. Nel thread “La notizia del giorno” invece ho scelto di postare un articolo un po’ più serio che trattasse in modo scientifico la cosa.
Spero di aver chiarito meglio la cosa, se non ci sono riuscito i scuso con voi.
Ho scelto di postare in quei due specifici thread, perché:
1. Li si discute giustamente del solo tradimento sessuale, è solo quello, senza analizzare o cercare di capire, da cosa nasce ne cosa si sceglie di fare dopo (es. “ del prima - non abbiamo più nulla in comune e malgrado i miei sforzi di sistemare le cose, dall’altra parte non vi è risposta”; “del durante - cerco come palliativo del momento, almeno il sesso altrove”; “del dopo - vista l’impossibilità di recuperare il rapporto, recupero la mia dignità e ci si separa, anche se con grandissimi sacrifici”). Non ho una posizione universale sul tradimento, ritengo invece che ogni caso va considerato a se, e magari una volta che si è in possesso di tutte le informazioni, decido, ma solo per quei casi estremi, se considerare il tradimento doloso, oppure come conseguenza di altro (autodifesa diciamo), ma questo solo nei casi estremi.
2. Qui ho solo voluto evidenziare che si tradisce in tantissimi modi e non solo sessualmente, è sono tutti modi gravi, perché ritengo grave tradire (poi ovviamente com’è scritto sopra, bisogna vedere cosa porta al tradimento, se dolo o autodifesa).
3. Nel thread “La notizia del giorno” invece ho scelto di postare un articolo un po’ più serio che trattasse in modo scientifico la cosa.
Spero di aver chiarito meglio la cosa, se non ci sono riuscito i scuso con voi.
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
3 anni fa
Giustamente in un sito come A69, quando si parla di tradimento, ci si riferisce alla parte sessuale.
A mio parere però bisognerebbe guardare all’interezza del significato di “tradimento” al fine di meglio comprendere anche il tradimento sessuale.
tradiménto:
– 1. L’atto e il fatto di venire meno a un dovere o a un impegno morale o giuridico di fedeltà e di lealtà: commettere un tradimento, macchiarsi di un tradimento infamante; tradimento di un’idea, di una causa, dei compagni di lotta, di un amico; con particolare riferimento al dovere o all’impegno di essere fedele al coniuge o alla persona cui si è uniti da un rapporto d’amore e d’affetto.
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In sintesi è un tradimento anche andare a giocarsi tutti i soldi di famiglia.
A mio parere però bisognerebbe guardare all’interezza del significato di “tradimento” al fine di meglio comprendere anche il tradimento sessuale.
tradiménto:
– 1. L’atto e il fatto di venire meno a un dovere o a un impegno morale o giuridico di fedeltà e di lealtà: commettere un tradimento, macchiarsi di un tradimento infamante; tradimento di un’idea, di una causa, dei compagni di lotta, di un amico; con particolare riferimento al dovere o all’impegno di essere fedele al coniuge o alla persona cui si è uniti da un rapporto d’amore e d’affetto.
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In sintesi è un tradimento anche andare a giocarsi tutti i soldi di famiglia.
» Nell'argomento: La notizia del giorno
3 anni fa
Il tradimento nella coppia - articolo tratto dal rapporto della IPSICO (Istituto di Psicologia e Psicoterapia comportamentale e cognitiva) di Firenze.
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Il tradimento è un evento traumatico che va a compromettere l’equilibrio della coppia, facendo venire meno nel partner tradito tutta la fiducia riposta fino a quel momento in se stesso, nel proprio compagno ed in tutti i progetti di vita insieme.
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Un tempo era più complesso scoprire se il partner aveva un’altra relazione. Oggi le nuove tecnologie svelano l’amante segreto. Il tradimento diventa il modo disfunzionale che si ha per rendere esplicito un disagio nella coppia.
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Il soggetto che tradisce la fiducia del partner spesso ha celato e tenuto per sé le insoddisfazioni del rapporto, evitando di instaurare un dialogo che chiarisse i punti di difficoltà, con la speranza di poter così preservare la coppia, ottenendo invece solo l’effetto opposto.
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Il soggetto tradito, una volta scoperto il tradimento, sviluppa un forte senso di insicurezza con pensieri ricorrenti sull’evento, chiedendo spesso al proprio compagno dolorosi e minuziosi dettagli a riguardo, quasi a volersi rendere presente alla scena. Chi è vittima di un tradimento sperimenta, forti vissuti di angoscia, misti a rabbia e da un lato, cerca di placare questi sentimenti, richiedendo insistentemente informazioni su come si sono svolti i fatti, ricercando conferme sul fatto che ciò non accadrà più. Spesso chi è stato tradito, è preoccupato del fatto di non poter più riacquistare la fiducia nell’altro.
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All’inizio del tradimento c’è in chi tradisce una sorta di regressione a schemi sentimentali tipici dell’età giovanile, dove l’amore è fatto di passione e di emozioni forti. La relazione con un nuovo partner è desiderata in quanto non presenta i litigi, la quotidianità, le preoccupazioni tipiche di un rapporto che dura da diversi anni. Tuttavia col tempo, può insorgere un forte stato di ansia dovuto alla difficoltà di conciliare tempi e luoghi da dedicare a due relazioni diverse.
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Così chi ha agito il tradimento può avvertire un senso di liberazione per la scoperta e/o sentimenti di colpa che lo portano ad evitare di raccontare particolari riguardanti l’evento, attuando così una sorta di cautela nei confronti del partner, tentando di evitare di infliggergli ulteriori sofferenze. Tutti i tentativi di giustificazione di fronte agli attacchi contribuiscono solo a far aumentare l’angoscia e la rabbia della persona ferita.
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Tutto questo si verifica perché, chi ha subito il tradimento, vive all’interno del paradosso “raccontami tutta la verità, ma non ti credo!”, ovvero, da un lato sente di voler conoscere i dettagli del tradimento e dall’altro sente di aver perso la fiducia, in quanto l’altro viene identificato ormai come un bugiardo che sta mentendo o che non sta raccontando tutta la verità.
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Il tradimento rappresenta nella maggioranza dei casi, la conseguenza di un rapporto che non funzionava già da tempo. Spesso il tradimento è l’esito di un’intimità o un’affettività trascurata; di un puntare più verso la famiglia o il lavoro che sulla coppia; di una routine relazionale e di problemi di comunicazione.
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I fattori in grado di contribuire al tradimento sono diversi e dipendono dalla storia della coppia, dalla capacità di risolvere i problemi, dalla fase della vita che si sta attraversando. Di seguito vengono riportati una serie di elementi che possono, a lungo andare, creare un terreno fertile per un tradimento:
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– l’evitamento dei conflitti nella convinzione che possano danneggiare il rapporto. L’incapacità di impegnarsi in interazioni efficaci per risolvere i problemi all’interno del rapporto lascia insoddisfatte molte necessità personali e relazionali, portando a una sempre maggiore frustrazione e ad un bisogno di ricercare soluzioni al di fuori del rapporto stesso.
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– La mancanza di condivisione e di complicità nella coppia.
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– L’insoddisfazione nell’ambito della vita sessuale che viene vissuta come poco gratificante o assente.
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– L’assenza di confini che preservino la coppia da influenze esterne (amicali o familiari).
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– L’assenza di specifici spazi e momenti che appartengano solo alla coppia.
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– Conservare il mito del matrimonio e della famiglia ideale. Il matrimonio è tenuto insieme dal credere nella famiglia, piuttosto che da forti legami emotivi tra i coniugi.
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– I cambiamenti o le transizioni personali di un certo spessore come ad esempio la nascita di un bambino; un improvviso successo o un fallimento; un lavoro più impegnativo o prestigioso, o al contrario uno di minor prestigio, la morte di un genitore o di un’altra persona importante; altri eventi stressanti della vita, come una malattia grave in famiglia (o del coniuge), difficoltà economiche, perdita del posto di lavoro, ecc. Durante queste transizioni si sperimenta un bisogno maggiore di supporto emotivo, fisico e/o sessuale, sebbene alcuni coniugi reagiscano nel modo opposto, richiedendo un distacco emotivo dal/la compagno/a o dall’intera famiglia. Una relazione extraconiugale può sopperire a entrambi questi bisogni.
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Dopo che il tradimento è avvenuto un passo importante è la rivelazione dello stesso: può esserci una rivelazione spontanea da parte di chi ha tradito o, molto più frequente l’amara scoperta da parte di chi è stato tradito. A differenza di quando la scoperta del tradimento è preceduta da sospetti e, di conseguenza, da una sorta di “preparazione” psicologica alla notizia, il disvelamento improvviso è accompagnato da una frantumazione della percezione del sè. In questo momento la comunicazione diventa estremamente difficile, l’altro viene percepito come un estraneo e la ferita è dovuta soprattutto alla sensazione che siano venute meno le premesse di base su cui si fonda una relazione.
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Scoprire l’infedeltà del proprio partner può essere psicologicamente e fisicamente devastante. Negli Stati Uniti alcuni psicologi parlano di “Post Infidelity Stress Disorder”, tracciando un parallelo con il “Disordine da stress post traumatico”; queste due forme di stress condividono fra di loro alcuni sintomi.
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Innanzitutto, chi soffre per un tradimento si trova a rivivere il trauma. Quando viene scoperto il tradimento, non possiamo fare a meno di pensarci in continuazione, ricordiamo eventi, episodi e riviviamo il momento fatidico della scoperta. Può emergere uno stato di apatia, difficoltà di concentrazione e perdita di sonno.
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L’apatia interviene con la funzione di rallentare una presa di consapevolezza molto dolorosa. Il trauma impedisce di dedicarsi ad altre attività e se è molto intenso, c’è un comportamento di isolamento. I sogni sono agitati e di solito sviluppano il tema del tradimento.
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Il coniuge tradito può sperimentare un’altalena di sentimenti ed emozioni, quali, gelosia, pensieri ossessivi e diffidenza, depressione, pianto, disordini temporanei dell’alimentazione e addirittura atti impulsivi di autodistruzione o, in alcuni casi, diretti verso l’altro.
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Sarebbe quindi auspicabile seguire alcune indicazioni dopo la scoperta di un tradimento. Nello specifico è utile:
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Sforzarsi, quanto più possibile, di non chiedere, visto che non si crede a quanto l’altro dirà.
Non rifiutare il dolore che invece va accettato, prima di essere elaborato e superato. E’ funzionale, in questi casi, provare a scrivere, magari attraverso l’uso di un diario, quello che è il dolore, la rabbia e le altre emozioni che si stanno provando.
Parlare di ciò che non andava: per una comunicazione costruttiva, chi ha tradito, dovrebbe cercare di focalizzare la discussione sul vero problema che ha portato al tradimento, assumendosi la responsabilità del fatto e cercando al contempo di far emergere le reali motivazioni.
E’ importante cercare persone empatiche e di sostegno con cui parlare.
Acquisire un nuovo punto di vista: per risolvere il problema è utile uscire dal ruolo di vittima-carnefice. Pensare in continuazione che si è persa le fiducia e che non potrà più essere come prima, contribuisce a dare la colpa della crisi relazionale solo ad uno dei partner e non risolve il problema, ma al contrario lo peggiora. Si dovrà invece acquisire un nuovo punto di vista ed essere disposti a ripartire assumendosi, ognuno, le proprie responsabilità. La relazione di coppia è un lavoro che richiede impegno da parte di entrambi.
Lasciarsi andare alla voglia di stare con l’altro. Nel caso in cui il partner, per quanto colpevole di un tradimento, ci invita a degli spazi per la coppia, per quanto ci sentiamo arrabbiati con l’altro, se abbiamo voglia, è utile concederseli. E’ necessario infatti ritrovare degli spazi di intimità e di benessere nella coppia. Ovviamente è necessario che non diventino un’occasione per sfogare le colpe del tradimento.
Non prendere decisioni affrettate: è consigliabile prendersi tempo per poter scegliere consapevolmente se continuare o interrompere la relazione, piuttosto che agire d’impulso e prendere decisioni di cui ci si potrebbe pentire successivamente.
Si instaurano inevitabilmente dei circoli viziosi di azioni e reazioni che bisognerebbe affrontare in terapia.
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E’ utile che vengano fissate nuove regole e punti fermi in merito al rapporto e ai bisogni di ogni membro della coppia, cercando di essere il più concreti possibile. Ad esempio, “vorrei che mi aiutassi di più in casa”, “vorrei che dedicassimo uno spazio maggiore alla coppia”, ecc.
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Una esplorazione attenta di cosa è stato fatto da entrambi i coniugi immediatamente dopo la scoperta del tradimento aiuta ulteriormente a riconoscere i fattori che contribuiscono all’intensità della crisi e a predire comportamenti inefficaci o dannosi e possibili difficoltà durante la terapia.
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L’emergere del tradimento porta in superficie tematiche lasciate in sospeso da lungo tempo e che riguardano le aree più complesse della relazione di coppia, quali la comunicazione, la complicità, il sostegno reciproco, l’intimità sessuale ed emotiva e la capacità di proteggere la coppia dalle ingerenze esterne.
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È necessario comprendere le diverse sfaccettature della relazione extraconiugale e il loro significato per l’individuo e il matrimonio, in modo che l’evento si trasformi in una opportunità di sviluppo reciproco e di crescita. La crisi relativa alla relazione extraconiugale può diventare un’occasione evolutiva per la coppia per sentirsi coinvolti nel mondo emotivo dell’altra/o e per ricostruire la relazione coniugale su nuove basi, in modo da permettere a entrambi i coniugi di sviluppare e soddisfare in modo appropriato le proprie necessità.
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Nei casi in cui non si riesce ad uscire dalla dinamica disfunzionale, potrebbe essere utile provare a rivolgersi ad un professionista esterno alla coppia, in grado di mediare tra i due e il cui intervento punterà a far emergere le reali motivazioni che hanno spinto a tradire il partner; la terapia può includere sedute di coppia e sedute individuali.
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Il primo impegno della coppia in terapia deve essere quello di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e di riconoscere l’effetto che queste azioni hanno avuto, hanno e avranno sul coniuge o su altre persone nella cerchia familiare o sociale. Dal momento in cui le coppie iniziano la terapia, è importante inquadrare la relazione extraconiugale come la spia di un qualche importante problema individuale o di coppia. Anche il perdono di un tradimento richiede una sua elaborazione, come un lutto.
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Il supporto di uno psicoterapeuta può aiutare entrambi i membri della coppia, laddove gli individui manifestino la volontà di tornare insieme e recuperare il rapporto. Lo psicoterapeuta potrà lavorare anche singolarmente sull’individuo che ha subito il tradimento al fine di supportarlo nell’elaborazione dei vissuti di rabbia e dolore e nello sviluppo di strategie funzionali al superamento del momento di crisi.
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Obiettivo della terapia di coppia in seguito ad un tradimento è proprio quello di ristabilire, tra i coniugi, una comunicazione autentica, che permetta di esprimere quello che non funziona più all’interno del rapporto senza che questo implichi una frattura irreparabile ed insostenibile. E’il contesto terapeutico stesso a garantire ad entrambi uno spazio di rielaborazione dei propri vissuti, sia sul piano individuale che su quello coniugale.
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A seguito di un tradimento si può quindi recuperare il rapporto sottoponendosi ad una terapia di coppia che possa aiutare i due partner in una comunicazione costruttiva, che li porti ad esternare all’altro le proprie insoddisfazioni prima che il silenzio crei problemi più difficili da affrontare.
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La ritrovata autenticità permetterà quindi di decidere se e su quali basi rifondare il rapporto di coppia.
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Il tradimento è un evento traumatico che va a compromettere l’equilibrio della coppia, facendo venire meno nel partner tradito tutta la fiducia riposta fino a quel momento in se stesso, nel proprio compagno ed in tutti i progetti di vita insieme.
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Un tempo era più complesso scoprire se il partner aveva un’altra relazione. Oggi le nuove tecnologie svelano l’amante segreto. Il tradimento diventa il modo disfunzionale che si ha per rendere esplicito un disagio nella coppia.
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Il soggetto che tradisce la fiducia del partner spesso ha celato e tenuto per sé le insoddisfazioni del rapporto, evitando di instaurare un dialogo che chiarisse i punti di difficoltà, con la speranza di poter così preservare la coppia, ottenendo invece solo l’effetto opposto.
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Il soggetto tradito, una volta scoperto il tradimento, sviluppa un forte senso di insicurezza con pensieri ricorrenti sull’evento, chiedendo spesso al proprio compagno dolorosi e minuziosi dettagli a riguardo, quasi a volersi rendere presente alla scena. Chi è vittima di un tradimento sperimenta, forti vissuti di angoscia, misti a rabbia e da un lato, cerca di placare questi sentimenti, richiedendo insistentemente informazioni su come si sono svolti i fatti, ricercando conferme sul fatto che ciò non accadrà più. Spesso chi è stato tradito, è preoccupato del fatto di non poter più riacquistare la fiducia nell’altro.
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All’inizio del tradimento c’è in chi tradisce una sorta di regressione a schemi sentimentali tipici dell’età giovanile, dove l’amore è fatto di passione e di emozioni forti. La relazione con un nuovo partner è desiderata in quanto non presenta i litigi, la quotidianità, le preoccupazioni tipiche di un rapporto che dura da diversi anni. Tuttavia col tempo, può insorgere un forte stato di ansia dovuto alla difficoltà di conciliare tempi e luoghi da dedicare a due relazioni diverse.
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Così chi ha agito il tradimento può avvertire un senso di liberazione per la scoperta e/o sentimenti di colpa che lo portano ad evitare di raccontare particolari riguardanti l’evento, attuando così una sorta di cautela nei confronti del partner, tentando di evitare di infliggergli ulteriori sofferenze. Tutti i tentativi di giustificazione di fronte agli attacchi contribuiscono solo a far aumentare l’angoscia e la rabbia della persona ferita.
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Tutto questo si verifica perché, chi ha subito il tradimento, vive all’interno del paradosso “raccontami tutta la verità, ma non ti credo!”, ovvero, da un lato sente di voler conoscere i dettagli del tradimento e dall’altro sente di aver perso la fiducia, in quanto l’altro viene identificato ormai come un bugiardo che sta mentendo o che non sta raccontando tutta la verità.
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Il tradimento rappresenta nella maggioranza dei casi, la conseguenza di un rapporto che non funzionava già da tempo. Spesso il tradimento è l’esito di un’intimità o un’affettività trascurata; di un puntare più verso la famiglia o il lavoro che sulla coppia; di una routine relazionale e di problemi di comunicazione.
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I fattori in grado di contribuire al tradimento sono diversi e dipendono dalla storia della coppia, dalla capacità di risolvere i problemi, dalla fase della vita che si sta attraversando. Di seguito vengono riportati una serie di elementi che possono, a lungo andare, creare un terreno fertile per un tradimento:
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– l’evitamento dei conflitti nella convinzione che possano danneggiare il rapporto. L’incapacità di impegnarsi in interazioni efficaci per risolvere i problemi all’interno del rapporto lascia insoddisfatte molte necessità personali e relazionali, portando a una sempre maggiore frustrazione e ad un bisogno di ricercare soluzioni al di fuori del rapporto stesso.
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– La mancanza di condivisione e di complicità nella coppia.
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– L’insoddisfazione nell’ambito della vita sessuale che viene vissuta come poco gratificante o assente.
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– L’assenza di confini che preservino la coppia da influenze esterne (amicali o familiari).
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– L’assenza di specifici spazi e momenti che appartengano solo alla coppia.
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– Conservare il mito del matrimonio e della famiglia ideale. Il matrimonio è tenuto insieme dal credere nella famiglia, piuttosto che da forti legami emotivi tra i coniugi.
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– I cambiamenti o le transizioni personali di un certo spessore come ad esempio la nascita di un bambino; un improvviso successo o un fallimento; un lavoro più impegnativo o prestigioso, o al contrario uno di minor prestigio, la morte di un genitore o di un’altra persona importante; altri eventi stressanti della vita, come una malattia grave in famiglia (o del coniuge), difficoltà economiche, perdita del posto di lavoro, ecc. Durante queste transizioni si sperimenta un bisogno maggiore di supporto emotivo, fisico e/o sessuale, sebbene alcuni coniugi reagiscano nel modo opposto, richiedendo un distacco emotivo dal/la compagno/a o dall’intera famiglia. Una relazione extraconiugale può sopperire a entrambi questi bisogni.
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Dopo che il tradimento è avvenuto un passo importante è la rivelazione dello stesso: può esserci una rivelazione spontanea da parte di chi ha tradito o, molto più frequente l’amara scoperta da parte di chi è stato tradito. A differenza di quando la scoperta del tradimento è preceduta da sospetti e, di conseguenza, da una sorta di “preparazione” psicologica alla notizia, il disvelamento improvviso è accompagnato da una frantumazione della percezione del sè. In questo momento la comunicazione diventa estremamente difficile, l’altro viene percepito come un estraneo e la ferita è dovuta soprattutto alla sensazione che siano venute meno le premesse di base su cui si fonda una relazione.
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Scoprire l’infedeltà del proprio partner può essere psicologicamente e fisicamente devastante. Negli Stati Uniti alcuni psicologi parlano di “Post Infidelity Stress Disorder”, tracciando un parallelo con il “Disordine da stress post traumatico”; queste due forme di stress condividono fra di loro alcuni sintomi.
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Innanzitutto, chi soffre per un tradimento si trova a rivivere il trauma. Quando viene scoperto il tradimento, non possiamo fare a meno di pensarci in continuazione, ricordiamo eventi, episodi e riviviamo il momento fatidico della scoperta. Può emergere uno stato di apatia, difficoltà di concentrazione e perdita di sonno.
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L’apatia interviene con la funzione di rallentare una presa di consapevolezza molto dolorosa. Il trauma impedisce di dedicarsi ad altre attività e se è molto intenso, c’è un comportamento di isolamento. I sogni sono agitati e di solito sviluppano il tema del tradimento.
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Il coniuge tradito può sperimentare un’altalena di sentimenti ed emozioni, quali, gelosia, pensieri ossessivi e diffidenza, depressione, pianto, disordini temporanei dell’alimentazione e addirittura atti impulsivi di autodistruzione o, in alcuni casi, diretti verso l’altro.
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Sarebbe quindi auspicabile seguire alcune indicazioni dopo la scoperta di un tradimento. Nello specifico è utile:
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Sforzarsi, quanto più possibile, di non chiedere, visto che non si crede a quanto l’altro dirà.
Non rifiutare il dolore che invece va accettato, prima di essere elaborato e superato. E’ funzionale, in questi casi, provare a scrivere, magari attraverso l’uso di un diario, quello che è il dolore, la rabbia e le altre emozioni che si stanno provando.
Parlare di ciò che non andava: per una comunicazione costruttiva, chi ha tradito, dovrebbe cercare di focalizzare la discussione sul vero problema che ha portato al tradimento, assumendosi la responsabilità del fatto e cercando al contempo di far emergere le reali motivazioni.
E’ importante cercare persone empatiche e di sostegno con cui parlare.
Acquisire un nuovo punto di vista: per risolvere il problema è utile uscire dal ruolo di vittima-carnefice. Pensare in continuazione che si è persa le fiducia e che non potrà più essere come prima, contribuisce a dare la colpa della crisi relazionale solo ad uno dei partner e non risolve il problema, ma al contrario lo peggiora. Si dovrà invece acquisire un nuovo punto di vista ed essere disposti a ripartire assumendosi, ognuno, le proprie responsabilità. La relazione di coppia è un lavoro che richiede impegno da parte di entrambi.
Lasciarsi andare alla voglia di stare con l’altro. Nel caso in cui il partner, per quanto colpevole di un tradimento, ci invita a degli spazi per la coppia, per quanto ci sentiamo arrabbiati con l’altro, se abbiamo voglia, è utile concederseli. E’ necessario infatti ritrovare degli spazi di intimità e di benessere nella coppia. Ovviamente è necessario che non diventino un’occasione per sfogare le colpe del tradimento.
Non prendere decisioni affrettate: è consigliabile prendersi tempo per poter scegliere consapevolmente se continuare o interrompere la relazione, piuttosto che agire d’impulso e prendere decisioni di cui ci si potrebbe pentire successivamente.
Si instaurano inevitabilmente dei circoli viziosi di azioni e reazioni che bisognerebbe affrontare in terapia.
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E’ utile che vengano fissate nuove regole e punti fermi in merito al rapporto e ai bisogni di ogni membro della coppia, cercando di essere il più concreti possibile. Ad esempio, “vorrei che mi aiutassi di più in casa”, “vorrei che dedicassimo uno spazio maggiore alla coppia”, ecc.
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Una esplorazione attenta di cosa è stato fatto da entrambi i coniugi immediatamente dopo la scoperta del tradimento aiuta ulteriormente a riconoscere i fattori che contribuiscono all’intensità della crisi e a predire comportamenti inefficaci o dannosi e possibili difficoltà durante la terapia.
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L’emergere del tradimento porta in superficie tematiche lasciate in sospeso da lungo tempo e che riguardano le aree più complesse della relazione di coppia, quali la comunicazione, la complicità, il sostegno reciproco, l’intimità sessuale ed emotiva e la capacità di proteggere la coppia dalle ingerenze esterne.
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È necessario comprendere le diverse sfaccettature della relazione extraconiugale e il loro significato per l’individuo e il matrimonio, in modo che l’evento si trasformi in una opportunità di sviluppo reciproco e di crescita. La crisi relativa alla relazione extraconiugale può diventare un’occasione evolutiva per la coppia per sentirsi coinvolti nel mondo emotivo dell’altra/o e per ricostruire la relazione coniugale su nuove basi, in modo da permettere a entrambi i coniugi di sviluppare e soddisfare in modo appropriato le proprie necessità.
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Nei casi in cui non si riesce ad uscire dalla dinamica disfunzionale, potrebbe essere utile provare a rivolgersi ad un professionista esterno alla coppia, in grado di mediare tra i due e il cui intervento punterà a far emergere le reali motivazioni che hanno spinto a tradire il partner; la terapia può includere sedute di coppia e sedute individuali.
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Il primo impegno della coppia in terapia deve essere quello di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e di riconoscere l’effetto che queste azioni hanno avuto, hanno e avranno sul coniuge o su altre persone nella cerchia familiare o sociale. Dal momento in cui le coppie iniziano la terapia, è importante inquadrare la relazione extraconiugale come la spia di un qualche importante problema individuale o di coppia. Anche il perdono di un tradimento richiede una sua elaborazione, come un lutto.
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Il supporto di uno psicoterapeuta può aiutare entrambi i membri della coppia, laddove gli individui manifestino la volontà di tornare insieme e recuperare il rapporto. Lo psicoterapeuta potrà lavorare anche singolarmente sull’individuo che ha subito il tradimento al fine di supportarlo nell’elaborazione dei vissuti di rabbia e dolore e nello sviluppo di strategie funzionali al superamento del momento di crisi.
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Obiettivo della terapia di coppia in seguito ad un tradimento è proprio quello di ristabilire, tra i coniugi, una comunicazione autentica, che permetta di esprimere quello che non funziona più all’interno del rapporto senza che questo implichi una frattura irreparabile ed insostenibile. E’il contesto terapeutico stesso a garantire ad entrambi uno spazio di rielaborazione dei propri vissuti, sia sul piano individuale che su quello coniugale.
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A seguito di un tradimento si può quindi recuperare il rapporto sottoponendosi ad una terapia di coppia che possa aiutare i due partner in una comunicazione costruttiva, che li porti ad esternare all’altro le proprie insoddisfazioni prima che il silenzio crei problemi più difficili da affrontare.
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La ritrovata autenticità permetterà quindi di decidere se e su quali basi rifondare il rapporto di coppia.
» Nell'argomento: I messaggi di approccio più improponibili che avete ricevuto
3 anni fa
Abbiamo letto nel tuo profilo #iorestoacasa. Per noi non ci sono problemi, se ci dai l’indirizzo veniamo noi da te. 😳
» Nell'argomento: I messaggi di approccio più improponibili che avete ricevuto
3 anni fa
Ho letto il tuo profilo, ed è molto interessante, in più sei davvero una bella donna.
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Veramente a parte i miei dati non ho scritto nulla, e in più sono un uomo.
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Veramente a parte i miei dati non ho scritto nulla, e in più sono un uomo.
» Nell'argomento: I messaggi di approccio più improponibili che avete ricevuto
3 anni fa
Thread tra il divertente e la conoscenza.
Un modo funzionale per capire che ti tipologia di messaggi che arrivano e la pazienza che ci vuole per restare educati.
Un modo funzionale per capire che ti tipologia di messaggi che arrivano e la pazienza che ci vuole per restare educati.
» Nell'argomento: Spigolature
3 anni fa
Rimangono attaccati durante un rapporto e si scopre tutto
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Cassiera lei e guardia giurata lui, entrambi sposati e con prole, da tempo erano amanti. Ma la loro ultima performance erotica, nelle toilette del centro commerciale della Bergamasca dove entrambi lavorano, è diventata un incubo per entrambi.
Qualcosa, infatti, è andato storto, e i due sono rimasti attaccati. Alla fine, disperati, hanno dovuto chiedere aiuto al 118 che, ancora avvinghiati, ha trasportato i due amanti all’ospedale.
L’arrivo dell’ambulanza al centro commerciale, però, non è passato inosservato: attorno all’autolettiga si è infatti radunata una folla di curiosi. Tra questi anche il marito della cassiera, che con il figlio si era recato al supermercato per fare la spesa e stava attendendo la fine del turno della consorte. Quando si è accorto che sotto il telo c’era la moglie e che “incollato” a lei c’era un altro uomo, è svenuto ed è stato soccorso dal personale del 118.
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Cassiera lei e guardia giurata lui, entrambi sposati e con prole, da tempo erano amanti. Ma la loro ultima performance erotica, nelle toilette del centro commerciale della Bergamasca dove entrambi lavorano, è diventata un incubo per entrambi.
Qualcosa, infatti, è andato storto, e i due sono rimasti attaccati. Alla fine, disperati, hanno dovuto chiedere aiuto al 118 che, ancora avvinghiati, ha trasportato i due amanti all’ospedale.
L’arrivo dell’ambulanza al centro commerciale, però, non è passato inosservato: attorno all’autolettiga si è infatti radunata una folla di curiosi. Tra questi anche il marito della cassiera, che con il figlio si era recato al supermercato per fare la spesa e stava attendendo la fine del turno della consorte. Quando si è accorto che sotto il telo c’era la moglie e che “incollato” a lei c’era un altro uomo, è svenuto ed è stato soccorso dal personale del 118.
» Nell'argomento: Aggiungi il tuo augurio
3 anni faè davvero una gioia 🙂Quotato da Francesconewage,Quotato da Ade-69,Grazie @Francesconewage gentile come sempre, ma come si chiama la belva che hai sulle gambe?
Si chiama Gioia è una trovatella. Però non è la mia ma di un'amica.
» Nell'argomento: Aggiungi il tuo augurio
6 mesi fa
Grazie @Francesconewage gentile come sempre, ma come si chiama la belva che hai sulle gambe?
Modificato dall'autore il 13-12-2025 11:12:39
» Nell'argomento: Cine-Teatro di A69
3 anni fa
[url=https://postimages.org/][img]https://i.postimg.cc/65X5kq00/9-A37-A6-BB-580-E-4481-AD97-B46-F33472662.jpg[/img][/url]
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Miriam si sveglia a mezzanotte
Esteticamente decadente e impeccabile, il triangolo amoroso allestito da Tony Scott (fratello di Ridley, scomparso qualche anno fa) nel 1983, con Catherine Deneuve nei panni della vampira egizia millenaria, è lo spunto per sensualissime scene di adescamento ed eros tra la bionda attrice francese (che purtroppo si fece sostituire per l'occasione da una controfigura) e Susan Sarandon. Per chi apprezza poi, il terzo in questione era il tenebroso David Bowie, allora seducente e tonico come le sue due partner.
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Miriam si sveglia a mezzanotte
Esteticamente decadente e impeccabile, il triangolo amoroso allestito da Tony Scott (fratello di Ridley, scomparso qualche anno fa) nel 1983, con Catherine Deneuve nei panni della vampira egizia millenaria, è lo spunto per sensualissime scene di adescamento ed eros tra la bionda attrice francese (che purtroppo si fece sostituire per l'occasione da una controfigura) e Susan Sarandon. Per chi apprezza poi, il terzo in questione era il tenebroso David Bowie, allora seducente e tonico come le sue due partner.



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