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Tutti i messaggi dell'utente: Ade-69
» Nell'argomento: Cultura; conoscenza; esperienza.
3 anni faQuotato da alessiocince][quote=Ade-69,Parlo di accezioni di termini in base al contesto. Ogni luogo ha una sua accezione dei termini che hai scritto... ad esempio, qui dentro, l'esperienza e la conoscenza fanno cultura. Si, messi esattamente in questo ordine. 😎
Ma continuate, vi leggo... mi piace la "filosofia" 🙂
Il tuo pensiero non lo vedo in contrasto con i pensieri altrui, ci sta. (Magari avrei tolto l’ultima parte -Ma continuate, vi leggo... mi piace la "filosofia“- qui non si fa filosofia si discute serenamente, e se si vuole il rispetto, credo che bisognerebbe anche darlo. Dico questo senza voler offendere e spero tu lo capisca).
» Nell'argomento: Cultura; conoscenza; esperienza.
3 anni fa
Il mio intento nell’aprire questo thread non era quello di trovare risposte ne quello di porre domande.
Semplicemente voleva essere uno spazio di confronto sereno, dove ognuno si possa sentire libero di dire il proprio pensiero, senza per questo essere in contrasto con il pensiero altrui.
Semplicemente voleva essere uno spazio di confronto sereno, dove ognuno si possa sentire libero di dire il proprio pensiero, senza per questo essere in contrasto con il pensiero altrui.
» Nell'argomento: Cultura; conoscenza; esperienza.
3 anni fa
@alessiocince ho aperto questo thread senza volerlo blindare all’interno di uno schema prestabilito. Il tema è dato dal significato che la treccani da ai tre termini.
Poi sta al singolo utente sviluppare liberamente l’importanza, l’uso o il significato che hanno per lui.
Sentiti libero di dire la tua senza vincoli prestabiliti. Se ritieni importante collocare i termini in determinati contesti, fallo pure e magari ci spieghi il perché li collochi li.
Poi sta al singolo utente sviluppare liberamente l’importanza, l’uso o il significato che hanno per lui.
Sentiti libero di dire la tua senza vincoli prestabiliti. Se ritieni importante collocare i termini in determinati contesti, fallo pure e magari ci spieghi il perché li collochi li.
» Nell'argomento: Cultura; conoscenza; esperienza.
3 anni faQuotato da lullapop,Si si giusto, come: " L'attimo fuggente..." 😋 😋 😋 😄 😄
In termini cinematografici avrei detto più “ Mona Lisa Smile”.
» Nell'argomento: Cultura; conoscenza; esperienza.
3 anni faQuotato da lullapop,La cultura aiuta ad essere verso gli altri umili e sensibili.
Puoi essere la persona più colta del mondo ma sei sei uno stronzo resti stronzo! 😋 😋 😋 😄 😄 😄
Verissimo, ma almeno saresti uno stronzo colto, senza amici perché stronzo, ma con un certo numero di persone che ti cercano per il tuo sapere (anche se ottenuto da te quel sapere, tornano a schifarti).
Aggiungerei una postilla, il bravo insegnante a mio modestissimo parere è senza presunzione, non è quello che impartisce/trasmette il proprio sapere a chi per natura/indole/volontà lo segue senza difficoltà, ma colui che si dedica a a coloro che ripudiano/non capiscono o non vogliono apprendere, e se riesce a far si che questi assorbano un minimo di ciò che lui insegna, allora si è un bravo insegnante (perché sempre per mia opinione personale, il sapere deve essere sempre accompagnato dalla capacità di essere un bravo divulgatore, che arriva a tutti ma specie ai più refrattari), perché il sapere fine a se stesso, e come possedere la Gioconda, ma tenerla in un cassetto chiuso.
» Nell'argomento: Cultura; conoscenza; esperienza.
3 anni fa
@ssbbw69 tutto sommato non lo trovo molto diverso del più antico “ panem et circenses”, distrarre il popolo per il proprio tornaconto è sempre esistito e sempre esisterà.
» Nell'argomento: Empatia 2.0
3 anni fa
Non ho idea in quale tipologia di empatia io rientri, ma riguardo all’empatia in generale riposto quanto detto di là.
Personalmente credo che l’empatia serva per capire gli altri, specie se diversi da noi, per pensieri, posizione, conoscenze.
Intendiamoci non credo che l’empatia cambi il nostro modo di vederlo o il loro nel vedere noi, ma ci farebbe meglio capire chi abbiamo davanti entrando nelle loro scarpe e non restando fissi e immobili nelle nostre (e quindi chiusi al diverso/nuovo).
Personalmente credo che l’empatia serva per capire gli altri, specie se diversi da noi, per pensieri, posizione, conoscenze.
Intendiamoci non credo che l’empatia cambi il nostro modo di vederlo o il loro nel vedere noi, ma ci farebbe meglio capire chi abbiamo davanti entrando nelle loro scarpe e non restando fissi e immobili nelle nostre (e quindi chiusi al diverso/nuovo).
» Nell'argomento: Cultura; conoscenza; esperienza.
3 anni faQuotato da ssbbw69][quote=Ade-69,…più che di titoli accademici parlerei di studi in senso ampio, che comprendano sia i titoli che lo studio privato. o no?
Personalmente trovo corretta questa affermazione, ma credo che sia difficile (al giorno d’oggi almeno, una volta era meno difficile) accettare come cultura solo gli studi personali per quanto approfonditi e curati, senza un titolo.
» Nell'argomento: Cultura; conoscenza; esperienza.
3 anni fa
Mi è stato fatto notare nel mio primo post la presenza di -ho- al posto di -o-, si tratta ovviamente di mio errore non voluto e non di provocazione alcuna.
Chiedo scusa per la cosa (non serve giustificarsi l?errore c?è a prescindere).
Chiedo scusa per la cosa (non serve giustificarsi l?errore c?è a prescindere).
» Nell'argomento: Cultura; conoscenza; esperienza.
3 anni fa
@mishaemasha io come dicevo in apertura, non credo si tratti di tre grandezze in contrasto tra loro, sono tre cose distinte e separate, ma all’occorrenza possono coabitare nello stesso individuo, o semplicemente intersecarsi tra loro per migliorarsi vicendevolmente. Ma anche separate hanno comunque una valenza e importanza intrinseca.
È tutto questo ovviamente a prescindere dal sesso, al massimo servono per un pre sesso, per trattare una persona come tale prima di farci sesso.
È tutto questo ovviamente a prescindere dal sesso, al massimo servono per un pre sesso, per trattare una persona come tale prima di farci sesso.
» Nell'argomento: Empatia
3 anni fa
Una cosa mi spiace, che questo thread non sia visibile nella sua sezione, quindi se sparisce dalla homepage (perché altri post in altri thread lo fanno uscire dalla homepage) non è più visibile, non ti arrivano gli avvisi se qualcuno posta nel thread è solo se lo cerchi con la ricerca del sito, forse lo trovi ma restano i problemi prima elencati.
Mi piacerebbe se l’autore del thread lo riaprisse (visto che non è normalmente fruibile perché l’autore si era cancellato, ma adesso che è tornato potrebbe riaprirlo) permettendo a tutti di vederlo e volendo partecipare.
Personalmente credo che l’empatia serva per capire gli altri, specie se diversi da noi, per pensieri, posizione, conoscenze.
Intendiamoci non credo che l’empatia cambi il nostro modo di vederlo o il loro nel vedere noi, ma ci farebbe meglio capire chi abbiamo davanti entrando nelle loro scarpe e non restando fissi e immobili nelle nostre (e quindi chiusi al diverso/nuovo).
Mi piacerebbe se l’autore del thread lo riaprisse (visto che non è normalmente fruibile perché l’autore si era cancellato, ma adesso che è tornato potrebbe riaprirlo) permettendo a tutti di vederlo e volendo partecipare.
Personalmente credo che l’empatia serva per capire gli altri, specie se diversi da noi, per pensieri, posizione, conoscenze.
Intendiamoci non credo che l’empatia cambi il nostro modo di vederlo o il loro nel vedere noi, ma ci farebbe meglio capire chi abbiamo davanti entrando nelle loro scarpe e non restando fissi e immobili nelle nostre (e quindi chiusi al diverso/nuovo).
» Nell'argomento: Cultura; conoscenza; esperienza.
3 anni faQuotato da zortonaldo][quote=Ade-69,Come "cultura" io vedrei un insieme di informazioni catalogate/ordinate secondo un criterio (potenzialmente soggettivo ma comunque logico). A ciò aggiungo che come "cultura" si potrebbe anche intendere la "memoria storica" di informazioni (dal linguaggio alla matematica) che un insieme di persone (popolo) ha prodotto da un certo punto su una linea temporale ad oggi.
Poi, per estensione, si intende come "cultura" le informazioni, i dati che una persona ha acquisito grazie allo studio ma ANCHE al proprio vissuto.
La "cultura" DOVREBBE evolvere l'essere umano. Ma, direi, che ha miseramente fallito.
Anche se a fallire è stato l'essere umano stesso o comunque la maggioranza degli individui.
Cosa ne dici?
Personalmente trovo corretto ciò che dici, aggiungerei di mio, che se nei secoli scorsi la cultura era associata al sapere a prescindere della sua provenienza, oggi la cultura è suddivisa catalogata e approfondita, ma racchiusa in determinati titoli di studio. Di fatto la cultura è associata al titolo di studio e quindi derivata in modo rilevante quando non esclusivo da libri e insegnamenti mirati che non sempre richiedono esperienze dirette.
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
3 anni fa
@Francesconewage che dirti al momento è in mancanza di meglio, mi accontenterei se cambiassimo un 10% noi sul come vivere in serenità questo spazio e questo sito, cogliendo il buono che ci offre senza farci avvelenare da ciò che proprio non va.
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
3 anni fa
@Redazione emmm emmm qualche spunto per svecchiare il forum se non ricordo male é stato proposto (se la memoria non mi inganna nel thread ? Secondo voi a che servono i forum?? o qualcosa del genere).
Ma come nel vostro pieno diritto insindacabile, avete detto ?il forum, va bene così?.
Ed a tale affermazione con rispetto con si replica 😎
Ma come nel vostro pieno diritto insindacabile, avete detto ?il forum, va bene così?.
Ed a tale affermazione con rispetto con si replica 😎
» Nell'argomento: Cultura; conoscenza; esperienza.
3 anni fa
@zortonaldo visto che siamo solo io e te a parlare, come buoni amici.
Cosa pensi che sia la cultura e in che contesto la ritieni utile e come?
Cosa pensi che sia la cultura e in che contesto la ritieni utile e come?
» Nell'argomento: Cultura; conoscenza; esperienza.
3 anni faQuotato da zortonaldo,L' [b]esperienza[/b] produce [b]conoscenza[/b].
La cultura può aiutare a incasellare, ordinare ma anche gestire le prime due.
Di sicuro la cultura NON è garanzia della qualità di una persona. Tanto per sfatare un eventuale mito.
Sentiamo [...]
Mi piace questo punto di vista lo trovo interessante
» Nell'argomento: Cultura; conoscenza; esperienza.
3 anni fa
Spesso si crede (specie in questo forum) che le tre cose siano in competizione o se vogliamo in contrasto tra loro (ne vale una in negazione delle altre due). Ma personalmente non credo che sia così, credo che le tre cose possono e spesso convivino con profitto tutte e tre assieme, ed anche quando ne esiste solo una delle tre, questa non è mai superiore o inferiore alle altre due. E chi invece cerca di far valere una sulle altre due, ho non ha capito il significato delle cose, ho a paura di non poter accedere alle altre due (il che mi fa sorridere perché credo che tutti ma proprio tutti siano in grado se lo vogliono ad accedere a tutte e tre).
Ovviamente quello sopra è solo ed esclusivamente un mio pensiero personale nel pieno rispetto di qualsiasi pensiero e posizione anche opposto/diverso dal mio.
Ovviamente quello sopra è solo ed esclusivamente un mio pensiero personale nel pieno rispetto di qualsiasi pensiero e posizione anche opposto/diverso dal mio.
» Nell'argomento: Cultura; conoscenza; esperienza.
3 anni fa
Cultura:
1. Quanto concorre alla formazione dell'individuo sul piano intellettuale e morale e all'acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società; più com., il patrimonio delle cognizioni e delle esperienze acquisite tramite lo studio, ai fini di una specifica preparazione in uno o più campi del sapere: farsi una c.; un uomo di grande c.; avere una solida c. musicale, storica, letteraria.
2. In senso antropologico, il complesso delle manifestazioni della vita materiale, sociale e spirituale di un popolo o di un gruppo etnico, in relazione alle varie fasi di un processo evolutivo o ai diversi periodi storici o alle condizioni ambientali.
.
.
conoscènza:
1. L’atto del conoscere una persona, dell’apprendere una cosa: sono lieto di fare la vostra c.; ho fatto c. con il direttore; dicono e predicono che la perfezione dell’uomo consiste nella c. del vero (Leopardi); venire a c., acquistare c. di una cosa, apprenderla, averne notizia: non è ancora venuto a c. della situazione; giungere a c. (di qualcuno), essere appreso: la notizia del fatto non è ancora giunta a sua conoscenza. Copia per c., copia conforme di una lettera o di una comunicazione ufficiale che viene inviata a persona o ufficio o ente diversi dal destinatario diretto, in quanto si ritenga abbia interesse o diritto a conoscerne il contenuto; la lettera viene in tal caso intestata con i nomi di tutti e due i destinatarî, premettendo all’indirizzo del secondo la formula abbreviata «e p. c.» (= e per conoscenza).
2. Il conoscere, come presenza nell’intelletto di una nozione, come sapere già acquisito: non ha la minima c. delle norme della circolazione; la nostra c. della natura è molto limitata; essere a c., avere c. di una cosa, saperla: sono a c. di tutti i particolari; ho perfetta c. di ciò che debbo fare; il fatto non è a mia c., non è da me conosciuto; è persona di mia c., che io conosco. Nel linguaggio banc., per c. della firma, formula che un garante appone, insieme con la propria firma, a tergo di un assegno bancario per attestare, di fronte alla banca, l’autenticità della firma della persona che deve riscuotere.
3. Facoltà, capacità di conoscere, d’intendere: il malato ha perso la c.; serbare, riprendere, riacquistare la c.; tutta morta Fia nostra conoscenza da quel punto Che del futuro fia chiusa la porta (Dante). In partic., teoria della c. (detta anche gnoseologia), ramo della filosofia che indaga sui valori e i limiti della facoltà di conoscere.
4. Persona che si conosce e con cui si ha qualche familiarità: è una mia vecchia c.; ha molte c. al ministero; scherz. o iron.: è una vecchia c. della questura, di un colpevole recidivo.
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.
esperiènza:
1. Conoscenza diretta, personalmente acquisita con l’osservazione, l’uso o la pratica, di una determinata sfera della realtà: avere, non avere e. di una cosa; acquistare e.; e. della vita, del mondo, degli uomini, dell’animo umano; Non vogliate negar l’esperïenza, Di retro al sol, del mondo sanza gente (Dante); I secoli d’ignoranza medesimi ... servono d’istruzione e di sperienza ai secoli illuminati (Beccaria); imparare, intendere, sapere, conoscere, parlare per e., per prova direttamente fatta o subìta; si vede per esperienza ne’ nostri tempi quelli principi avere fatto gran cose che della fede hanno tenuto poco conto (Machiavelli); fare esperienza (di qualche cosa), provare direttamente: ne ho fatto io stesso dolorosa esperienza. Più in partic., nel linguaggio filos., tipo di conoscenza fornita dalle sensazioni o comunque acquisita per il tramite dei sensi (spesso polemicamente considerata certa, indubitabile, contro le astrazioni e le congetture della speculazione e della pura teoria).
2. verità confermata dall’e.; opinione fondata sull’e.; giudicare al lume dell’e.; e. esterna, la percezione degli oggetti e dei fatti a noi esterni; e. interna, percezione degli stati e dei moti interiori della coscienza; e. comune, quella spontanea, senza regole, mossa dagli impulsi; e. scientifica (o metodica), quella che nell’osservazione dei fatti applica regole fornite dalla ragione.
3. Nel linguaggio scient., la prova di un principio, di una teoria, di una legge, ottenuta per lo più in laboratorio col riprodurre un fenomeno al fine di mostrare le relazioni di dipendenza tra cause ed effetti: esperienze di fisica, di chimica, ecc.; esperienze di laboratorio. In fisica nucleare, e. critica, in un reattore nucleare di ricerca, operazione consistente nell’aumentare gradualmente gli elementi di combustione, sino a raggiungere le condizioni di criticità, rilevabili con adatti strumenti.
1. Quanto concorre alla formazione dell'individuo sul piano intellettuale e morale e all'acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società; più com., il patrimonio delle cognizioni e delle esperienze acquisite tramite lo studio, ai fini di una specifica preparazione in uno o più campi del sapere: farsi una c.; un uomo di grande c.; avere una solida c. musicale, storica, letteraria.
2. In senso antropologico, il complesso delle manifestazioni della vita materiale, sociale e spirituale di un popolo o di un gruppo etnico, in relazione alle varie fasi di un processo evolutivo o ai diversi periodi storici o alle condizioni ambientali.
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conoscènza:
1. L’atto del conoscere una persona, dell’apprendere una cosa: sono lieto di fare la vostra c.; ho fatto c. con il direttore; dicono e predicono che la perfezione dell’uomo consiste nella c. del vero (Leopardi); venire a c., acquistare c. di una cosa, apprenderla, averne notizia: non è ancora venuto a c. della situazione; giungere a c. (di qualcuno), essere appreso: la notizia del fatto non è ancora giunta a sua conoscenza. Copia per c., copia conforme di una lettera o di una comunicazione ufficiale che viene inviata a persona o ufficio o ente diversi dal destinatario diretto, in quanto si ritenga abbia interesse o diritto a conoscerne il contenuto; la lettera viene in tal caso intestata con i nomi di tutti e due i destinatarî, premettendo all’indirizzo del secondo la formula abbreviata «e p. c.» (= e per conoscenza).
2. Il conoscere, come presenza nell’intelletto di una nozione, come sapere già acquisito: non ha la minima c. delle norme della circolazione; la nostra c. della natura è molto limitata; essere a c., avere c. di una cosa, saperla: sono a c. di tutti i particolari; ho perfetta c. di ciò che debbo fare; il fatto non è a mia c., non è da me conosciuto; è persona di mia c., che io conosco. Nel linguaggio banc., per c. della firma, formula che un garante appone, insieme con la propria firma, a tergo di un assegno bancario per attestare, di fronte alla banca, l’autenticità della firma della persona che deve riscuotere.
3. Facoltà, capacità di conoscere, d’intendere: il malato ha perso la c.; serbare, riprendere, riacquistare la c.; tutta morta Fia nostra conoscenza da quel punto Che del futuro fia chiusa la porta (Dante). In partic., teoria della c. (detta anche gnoseologia), ramo della filosofia che indaga sui valori e i limiti della facoltà di conoscere.
4. Persona che si conosce e con cui si ha qualche familiarità: è una mia vecchia c.; ha molte c. al ministero; scherz. o iron.: è una vecchia c. della questura, di un colpevole recidivo.
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esperiènza:
1. Conoscenza diretta, personalmente acquisita con l’osservazione, l’uso o la pratica, di una determinata sfera della realtà: avere, non avere e. di una cosa; acquistare e.; e. della vita, del mondo, degli uomini, dell’animo umano; Non vogliate negar l’esperïenza, Di retro al sol, del mondo sanza gente (Dante); I secoli d’ignoranza medesimi ... servono d’istruzione e di sperienza ai secoli illuminati (Beccaria); imparare, intendere, sapere, conoscere, parlare per e., per prova direttamente fatta o subìta; si vede per esperienza ne’ nostri tempi quelli principi avere fatto gran cose che della fede hanno tenuto poco conto (Machiavelli); fare esperienza (di qualche cosa), provare direttamente: ne ho fatto io stesso dolorosa esperienza. Più in partic., nel linguaggio filos., tipo di conoscenza fornita dalle sensazioni o comunque acquisita per il tramite dei sensi (spesso polemicamente considerata certa, indubitabile, contro le astrazioni e le congetture della speculazione e della pura teoria).
2. verità confermata dall’e.; opinione fondata sull’e.; giudicare al lume dell’e.; e. esterna, la percezione degli oggetti e dei fatti a noi esterni; e. interna, percezione degli stati e dei moti interiori della coscienza; e. comune, quella spontanea, senza regole, mossa dagli impulsi; e. scientifica (o metodica), quella che nell’osservazione dei fatti applica regole fornite dalla ragione.
3. Nel linguaggio scient., la prova di un principio, di una teoria, di una legge, ottenuta per lo più in laboratorio col riprodurre un fenomeno al fine di mostrare le relazioni di dipendenza tra cause ed effetti: esperienze di fisica, di chimica, ecc.; esperienze di laboratorio. In fisica nucleare, e. critica, in un reattore nucleare di ricerca, operazione consistente nell’aumentare gradualmente gli elementi di combustione, sino a raggiungere le condizioni di criticità, rilevabili con adatti strumenti.
» Nell'argomento: Orgasmo femminile! Un po’ di info :)
3 anni fa
[url=https://postimages.org/][img]https://i.postimg.cc/SRGNYT9j/B5917106-FE64-46-F9-A04-F-96971-DA9319-A.jpg[/img][/url]
» Nell'argomento: Orgasmo femminile! Un po’ di info :)
3 anni fa
Premesso che conoscenza, sapere o semplice pratica, sono scelte individuali legittime, e ricordando che non mi sembra sia minimamente in discussione il come si raggiungono i terminali nervosi del clitoride (si tratti di penetrazione e come o altro, vi posto un piccolo estratto di un articolo della ricercatrice francese Odile Fillod che ha anche realizzato un modello anatomico tridimensionale che, a partire dal gennaio 2017, è usato da educatori e insegnanti per le lezioni di educazione sessuale nelle scuole d’oltralpe.
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Anatomia del clitoride
Ciò che si vede dall’esterno (glande) è solo una piccola parte del clitoride, che si estende per tre quarti all’interno sviluppandosi in due radici (crure) che avvolgono entrambi i lati del canale vaginale. Tutto l’organo può arrivare a misurare 10 centimetri ed è formato da tessuto erettile molto sensibile: contiene circa 8.000 terminazioni nervose, più di qualunque altra parte del corpo – e circa il doppio rispetto al pene.
Ogni clitoride è diverso dagli altri, può essere più o meno grande, sporgente o più nascosto, così come ognuno risponde alle stimolazioni in maniera diversa (alcuni si gonfiano, altri si ritraggono sotto le labbra). Anche il posizionamento è variabile, può essere più vicino all’apertura vaginale o più lontano. Ecco perché non ne esiste uno “normale” né tantomeno “anormale”!
Mentre tutte le parti dell’apparato riproduttore femminile sono deputate al concepimento, il clitoride è dedicato esclusivamente al piacere. Per assolvere a questo compito, non utilizza solo le circa 8.000 terminazioni nervose di cui è dotato, ma può coinvolgerne altre 15.000 nella zona pelvica.
Sapere come è fatto e dove si trova il clitoride è importante per vivere una sessualità più libera e serena. Se hai altri dubbi o curiosità, non avere timore di parlarne con il tuo ginecologo!
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Anatomia del clitoride
Ciò che si vede dall’esterno (glande) è solo una piccola parte del clitoride, che si estende per tre quarti all’interno sviluppandosi in due radici (crure) che avvolgono entrambi i lati del canale vaginale. Tutto l’organo può arrivare a misurare 10 centimetri ed è formato da tessuto erettile molto sensibile: contiene circa 8.000 terminazioni nervose, più di qualunque altra parte del corpo – e circa il doppio rispetto al pene.
Ogni clitoride è diverso dagli altri, può essere più o meno grande, sporgente o più nascosto, così come ognuno risponde alle stimolazioni in maniera diversa (alcuni si gonfiano, altri si ritraggono sotto le labbra). Anche il posizionamento è variabile, può essere più vicino all’apertura vaginale o più lontano. Ecco perché non ne esiste uno “normale” né tantomeno “anormale”!
Mentre tutte le parti dell’apparato riproduttore femminile sono deputate al concepimento, il clitoride è dedicato esclusivamente al piacere. Per assolvere a questo compito, non utilizza solo le circa 8.000 terminazioni nervose di cui è dotato, ma può coinvolgerne altre 15.000 nella zona pelvica.
Sapere come è fatto e dove si trova il clitoride è importante per vivere una sessualità più libera e serena. Se hai altri dubbi o curiosità, non avere timore di parlarne con il tuo ginecologo!

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