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» Nell'argomento: Suscettibilità
3 anni fa
Chi vuole può leggere un articolo al riguardo.
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https://www.annunci69.it/forum/thread.php?idt=19283&pagina=34
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» Nell'argomento: La notizia del giorno
3 anni fa
Suscettibilità
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Articolo tratto da:
Guida Psicologi - 17 Maggio 2016
La suscettibilità da cosa dipende?
.
Spesso le persone suscettibili reagiscono in modo evidente alle battute o critiche degli altri, ma perché si comportano così?
.
È facile accettare di essere criticati? Non sempre. A volte basta una battuta scherzosa per farci andare su tutte le furie. Chi ci sta accanto ci dice allora: ma non ti si può dire proprio niente, te la prendi subito!
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La suscettibilità è un atteggiamento che a volte può diventare seccante per gli altri, ma anche per sé stessi. Non si vive bene prendendosela per tutto quello che ci viene detto o fatto. Anche per le minime cose.
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Suscettibilità = Ipersensibilità narcisistica
.
Hervè Magnin, Psicoterapeuta comportamentista, ci dice che si tratta di "una ipersensibilità narcisistica legata all'immagine di sé". A suo giudizio siamo tutti più o meno suscettibili e le nostre reazioni dipendono dalla sensibilità. Il comportamento della persona suscettibile consiste da bambino nel tenere il cosiddetto "broncio". Ad esempio sbattere i piedi per terra o piangere. Da adulti il comportamento è meno infantile, ma ugualmente la persona può impuntarsi, urlare, reagire in maniera eccessiva tenuto conto delle circostanze.
.
Di solito si accusa l'altro di essere sgarbato, e di assumere nei propri confronti un comportamento negativo. Ma perché si accusa l'altro in questo modo e si interpretano in maniera negativa parole o altri comportamenti? Al fondo di tutto c'è una mancanza di autostima. Si tratta di proiezioni negative relative a presunti attacchi che le persone suscettibili ritengono rivolti verso di sé, mentre invece la causa di tutto risiede dentro di loro.
.
La persona suscettibile non è in grado di accettare una considerazione negativa di se stesso e allora investe tutte le sue energie a ricercare una gratificazione dall'altro. Se la persona non si stima, non si vuole bene, accade che debbano essere gli altri a farsi carico di questo. Succede allora che se una persona suscettibile riceve un'offesa, la stima di sé subisce un duro colpo e quindi reagisce in maniera inappropriata suscitando ulteriori critiche, che quindi diventano, in qualche modo, legittime e si instaura allora un circolo vizioso che conduce la persona a volersi sempre meno bene e a stimarsi sempre di meno.
.
Conseguenze della suscettibilità
.
Tutto questo influisce sulle relazioni sia in famiglia, che sul lavoro o con gli amici. In breve la persona si isola fino a sentirsi sola ed abbandonata. Non è facile vivere con una persona suscettibile. Tutto quello che viene detto, viene interpretato male, bisogna agire con le pinze, si ha sempre l'impressione di camminare sulla lama di un rasoio. Il fatto è che molte persone negano di essere permalose, scatta il meccanismo della rimozione.
.
Tutto ciò non impedisce a queste persone di soffrire per la loro situazione, per uscire dalla quale devono arrivare ad essere consapevoli della suscettibilità eccessiva. Dico eccessiva perché tutti sono, chi più chi meno, un po' suscettibili. Il problema si pone quando la suscettibilità assume livelli tali da diventare patologica.
.
Arrivati a questo punto occorre prendere atto dei propri atteggiamenti e cercare di cambiarli per star meglio e fare stare meglio gli altri.
.
Tecniche per stare meglio
.
La prima cosa, ci suggerisce Hervè Magnin, è essere trasparenti. In pratica dire sempre cosa ci ha offeso. Chiedere spiegazioni del comportamento altrui senza bisogno di urlare in modo infantile. Spiegare che si pensa di essere permalosi e quindi alcune osservazioni o comportamenti possono ferire o offendere, magari anche senza volerlo. La persona con la quale si interloquisce, se è veramente amica, saprà allora che dovrà comportarsi in modo adeguato per non urtare la propria sensibilità.
.
Un altro rimedio è accettare le critiche in modo costruttivo. Non sempre nascondono un comportamento offensivo, a volte sono giuste e possono spingere a migliorarsi. L'autoironia è infine un modo molto efficace. Stare al gioco è una strategia molto migliore che ribattere urtati. Per esempio se qualcuno ti critica perché sei andato in ferie in un posto esclusivo, ribattere con una frase del tipo: "eh si, vedi anche io come te ho gusti molto difficili".
.
Però al fondo di tutto questo c'è il problema che la persona suscettibile deve imparare a volersi bene, a credere in se stesso, migliorare la propria autostima e diventare consapevole che molti suoi atteggiamenti sono dettati da una scarsa considerazione di sé, che prima di provenire dagli altri, risiede dentro di loro.
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Articolo tratto da:
Guida Psicologi - 17 Maggio 2016
La suscettibilità da cosa dipende?
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Spesso le persone suscettibili reagiscono in modo evidente alle battute o critiche degli altri, ma perché si comportano così?
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È facile accettare di essere criticati? Non sempre. A volte basta una battuta scherzosa per farci andare su tutte le furie. Chi ci sta accanto ci dice allora: ma non ti si può dire proprio niente, te la prendi subito!
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La suscettibilità è un atteggiamento che a volte può diventare seccante per gli altri, ma anche per sé stessi. Non si vive bene prendendosela per tutto quello che ci viene detto o fatto. Anche per le minime cose.
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Suscettibilità = Ipersensibilità narcisistica
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Hervè Magnin, Psicoterapeuta comportamentista, ci dice che si tratta di "una ipersensibilità narcisistica legata all'immagine di sé". A suo giudizio siamo tutti più o meno suscettibili e le nostre reazioni dipendono dalla sensibilità. Il comportamento della persona suscettibile consiste da bambino nel tenere il cosiddetto "broncio". Ad esempio sbattere i piedi per terra o piangere. Da adulti il comportamento è meno infantile, ma ugualmente la persona può impuntarsi, urlare, reagire in maniera eccessiva tenuto conto delle circostanze.
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Di solito si accusa l'altro di essere sgarbato, e di assumere nei propri confronti un comportamento negativo. Ma perché si accusa l'altro in questo modo e si interpretano in maniera negativa parole o altri comportamenti? Al fondo di tutto c'è una mancanza di autostima. Si tratta di proiezioni negative relative a presunti attacchi che le persone suscettibili ritengono rivolti verso di sé, mentre invece la causa di tutto risiede dentro di loro.
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La persona suscettibile non è in grado di accettare una considerazione negativa di se stesso e allora investe tutte le sue energie a ricercare una gratificazione dall'altro. Se la persona non si stima, non si vuole bene, accade che debbano essere gli altri a farsi carico di questo. Succede allora che se una persona suscettibile riceve un'offesa, la stima di sé subisce un duro colpo e quindi reagisce in maniera inappropriata suscitando ulteriori critiche, che quindi diventano, in qualche modo, legittime e si instaura allora un circolo vizioso che conduce la persona a volersi sempre meno bene e a stimarsi sempre di meno.
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Conseguenze della suscettibilità
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Tutto questo influisce sulle relazioni sia in famiglia, che sul lavoro o con gli amici. In breve la persona si isola fino a sentirsi sola ed abbandonata. Non è facile vivere con una persona suscettibile. Tutto quello che viene detto, viene interpretato male, bisogna agire con le pinze, si ha sempre l'impressione di camminare sulla lama di un rasoio. Il fatto è che molte persone negano di essere permalose, scatta il meccanismo della rimozione.
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Tutto ciò non impedisce a queste persone di soffrire per la loro situazione, per uscire dalla quale devono arrivare ad essere consapevoli della suscettibilità eccessiva. Dico eccessiva perché tutti sono, chi più chi meno, un po' suscettibili. Il problema si pone quando la suscettibilità assume livelli tali da diventare patologica.
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Arrivati a questo punto occorre prendere atto dei propri atteggiamenti e cercare di cambiarli per star meglio e fare stare meglio gli altri.
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Tecniche per stare meglio
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La prima cosa, ci suggerisce Hervè Magnin, è essere trasparenti. In pratica dire sempre cosa ci ha offeso. Chiedere spiegazioni del comportamento altrui senza bisogno di urlare in modo infantile. Spiegare che si pensa di essere permalosi e quindi alcune osservazioni o comportamenti possono ferire o offendere, magari anche senza volerlo. La persona con la quale si interloquisce, se è veramente amica, saprà allora che dovrà comportarsi in modo adeguato per non urtare la propria sensibilità.
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Un altro rimedio è accettare le critiche in modo costruttivo. Non sempre nascondono un comportamento offensivo, a volte sono giuste e possono spingere a migliorarsi. L'autoironia è infine un modo molto efficace. Stare al gioco è una strategia molto migliore che ribattere urtati. Per esempio se qualcuno ti critica perché sei andato in ferie in un posto esclusivo, ribattere con una frase del tipo: "eh si, vedi anche io come te ho gusti molto difficili".
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Però al fondo di tutto questo c'è il problema che la persona suscettibile deve imparare a volersi bene, a credere in se stesso, migliorare la propria autostima e diventare consapevole che molti suoi atteggiamenti sono dettati da una scarsa considerazione di sé, che prima di provenire dagli altri, risiede dentro di loro.
» Nell'argomento: Suscettibilità
3 anni fa
Suscettibilità:
sostantivo femminile
Eccessiva e ombrosa sensibilità verso tutto ciò che sembri rappresentare un giudizio critico nei propri riguardi.
.
1. Cos’è per voi là suscettibilità? (Riferendovi a voi stessi).
2. Perché si è suscettibile?
3. Essere suscettibile che effetti ha sui rapporti con gli altri ? (soprattutto verso chi si conosce poco o ancora non si conosce)
4. La suscettibilità serve?
5. Come vi comportate con chi è suscettibile?
sostantivo femminile
Eccessiva e ombrosa sensibilità verso tutto ciò che sembri rappresentare un giudizio critico nei propri riguardi.
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1. Cos’è per voi là suscettibilità? (Riferendovi a voi stessi).
2. Perché si è suscettibile?
3. Essere suscettibile che effetti ha sui rapporti con gli altri ? (soprattutto verso chi si conosce poco o ancora non si conosce)
4. La suscettibilità serve?
5. Come vi comportate con chi è suscettibile?
» Nell'argomento: Il tavolino del bar.....
4 anni fa
Finito peccato
https://siciliajazzfestival.live/il-programma/
https://siciliajazzfestival.live/il-programma/
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
4 anni faQuotato da Idrogeno,Il consiglio non richiesto.
Non diventate acidi se l’avete battuta ad una in ‘amicizia’ e poi quella vi friend-zona. Perdete di credibilità e stima. Perdete una persona e vi perdete come persona.
Non conoscevo il termine “Friend zona”, così l’ho cercato e nella treccani mi dice:
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Relazione affettiva asimmetrica, caratterizzata dal fatto che uno dei due soggetti prova attrazione e desiderio, ma viene costretto dall’altro, in modo esplicito o implicito, all’interno di un semplice rapporto d’amicizia.
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Ora che so il significato, capisco anche meno a chi o cosa ci si riferisca qui 🙂 🙂 🙂
» Nell'argomento: Personalità del frequentatore dei forum
4 anni fa
Gioco al contrario
Anziché individuare a quale categoria apparteniamo noi, ognuno facendo riferimento all’elenco, identifichi l’utente che secondo lui appartiene a quella categoria del suddetto elenco.
P.s. È un gioco estivo, quindi ridete e nessuno si offenda per favore 🥺
Anziché individuare a quale categoria apparteniamo noi, ognuno facendo riferimento all’elenco, identifichi l’utente che secondo lui appartiene a quella categoria del suddetto elenco.
P.s. È un gioco estivo, quindi ridete e nessuno si offenda per favore 🥺
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
4 anni faQuotato da Gargaroth,Il mio è OT... Pensavo: non si può creare una discussione intitolata: offese al pubblico?
Potrebbe essere divertente e catartica 🙂
In una vecchia Video Chat in cui ero moderatore, esisteva una stanza nascosta che si chiamava “ trash”, ogni volta che nelle stanze normali si svolgeva una lite sia su rullo che in cam, il moderatore di quella stanza, spostava senza preavviso i litiganti in quella stanza, nella stanza trash i litiganti potevano continuare a litigare sul rullo o in cam, finché il moderatore non decideva se rimandarli nella stanza precedente o bannarli del tutto.
» Nell'argomento: Musica é ........
4 anni fa
Rapput
Brano di Claudio Bisio e Elio e le Storie Tese
.
E quella volta, una domenica di ottobre, già l'autunno ci moriva addosso
E io fumavo sigarette amare
E tu come uno specchio rotto riflettevi quell'immagine sbiadita
Del frammento del brandello del profumo
Di quell'angolo d'estate e mi dicesti
.
Voglio vivere la vita come un alito di vento nell'aurora che inseguito dalla notte
Già racchiude le speranze di un domani tutto mio che mi appartenga
E come donna accarezzare nuovi scampoli d'assenza
Io dicevo sì capisco
Vuoi gli scampoli d'assenza ma pensavo
Puttana
Puttana
.
Così pensasti, decidesti e mi annunciasti
Quest'estate vado in Grecia con Giovanna
Mi preparo a accarezzare nuovi scampoli d'assenza
Io ti dissi: "Scusa cara, cosa cacchio ti prepari per l'estate
Siamo a ottobre, è quanto meno prematuro"
Tu piangesti tutta notte ed al mattino ti svegliasti
Ripiangesti e mi dicesti
.
Siamo onesti, vuoi che resti per tarpare le mie ali ed impedirmi di volare
E come donna accarezzare nuovi scampoli d'assenza
Io ti dissi: "No, prudenza, non potrei vederti senza quei tuoi scampoli d'assenza"
Questo dissi ma pensavo dentro me che tu e Giovanna in Grecia ci andavate solo per sentirvi
Puttana
Puttana
.
Poi sei tornata dalla Grecia io fingevo che non m'importava niente
Ti chiedevo le notizie più banali
Tipo chissà quanta gente avrai trovato, che bordello di turisti
Tu negavi ed affermavi
No no no no no no no no no no no no no no no no no no no
.
Eravamo solamente io e Giovanna sopra un'isola deserta
Insomma tipo c'hai presente due chilometri di spiaggia tutta vuota
Dormivamo in un capanno in riva al mare
Ed ogni sera i pescatori ci portavano del pesce
Facevamo le grigliate sulla spiaggia
E cantavamo a squarciagola le canzoni di Battisti fino all'alba
Tanto l'isola è deserta
.
Mi dicevi e io pensavo
Ma che cacchio, tutti quelli che ritornan dalla Grecia
Sono stati sopra un'isola deserta tipo c'hai presente due chilometri di spiaggia vuota
Con capanno e pescatori
(Con capanno e pescatori)
.
Ma contando tutti quelli che mi dicono 'sta cosa
Io mi chiedo quante cazzo di isolacce deve averci questa merda di una Grecia
Poi 'sti pescatori greci non potrebbero pescare in altomare
E impiccarsi con le reti senza andare a importunare le ragazze
Come te che normalmente sono brave
Ma travolte dagli eventi non disdegnano di fare la puttana
Puttana
.
E adesso tu mi chiedi come mai son così pallido e patito
Mentre tu sei tanto sana
La risposta è tra le righe di quest'aria che ti canto
Che nel mentre che tu stavi sopra l'isola deserta
Strafogandoti di cozze (ahahah)
Ho detto cozze
.
Con Giovanna e i pescatori, io da solo chiuso in casa
Non potevo fare a meno di pensare a te lontana
Già da qualche settimana
E comporti una canzana
Praticando una gimkana
Nell'interno delle strofe che per quanto troppo brevi
Mi ha fatto alfin capire che tu sei, saresti stata
Eri, fosti, sarai sempre e dillo pure anche a Giovanna
.
Il mio amore, sì il mio amore, nonostante qualche dissapore
Come una libellula selvaggia io sorvolerei
Però dimmi cos'hai fatto con il greco sulla spiaggia
.
Senza fiato, senza bronco
Tu sei ritornata, ma ti stronco
Se ti lascio in faccia i segni del saldatore so che capirai
Io non ti serberò
Solai, solai, solai
Solai, solai, solai
Solai, solai, solai
.
Claudio, sono un po' stanco
Come?
Appena siamo all'inizio e già...
Hai ragione, appena siamo all'inizio, però
Te sei forte ma non sei tanto
Sembra che arrivata è Incontrada Vanessa
È arrivata?
E allora vado a incontrarla
Elio, grazie
.
Devo dire che per me è stato davvero un onore
Cantare insieme a Elio e le Storie Tese questa canzone che
Ha quindici anni ormai
Tra l'altro voglio ricordare, nel bene e nel male
So che nell'arco dei quindici anni c'è stata qualche polemica
Qualche ragazza c'è rimasta male
Mia mamma per esempio pensava fosse riferita a lei dico
Eh ma metti che...
No, non c'entri te
Che la grecia sono andata
Ma che cazzo me ne fraga, non c'entri
.
Comunque nel bene e nel male dicevo, il responsabile non sono io
Ma è Rocco Tanica che ha scritto questa canzone
Colpa sua
Brano di Claudio Bisio e Elio e le Storie Tese
.
E quella volta, una domenica di ottobre, già l'autunno ci moriva addosso
E io fumavo sigarette amare
E tu come uno specchio rotto riflettevi quell'immagine sbiadita
Del frammento del brandello del profumo
Di quell'angolo d'estate e mi dicesti
.
Voglio vivere la vita come un alito di vento nell'aurora che inseguito dalla notte
Già racchiude le speranze di un domani tutto mio che mi appartenga
E come donna accarezzare nuovi scampoli d'assenza
Io dicevo sì capisco
Vuoi gli scampoli d'assenza ma pensavo
Puttana
Puttana
.
Così pensasti, decidesti e mi annunciasti
Quest'estate vado in Grecia con Giovanna
Mi preparo a accarezzare nuovi scampoli d'assenza
Io ti dissi: "Scusa cara, cosa cacchio ti prepari per l'estate
Siamo a ottobre, è quanto meno prematuro"
Tu piangesti tutta notte ed al mattino ti svegliasti
Ripiangesti e mi dicesti
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Siamo onesti, vuoi che resti per tarpare le mie ali ed impedirmi di volare
E come donna accarezzare nuovi scampoli d'assenza
Io ti dissi: "No, prudenza, non potrei vederti senza quei tuoi scampoli d'assenza"
Questo dissi ma pensavo dentro me che tu e Giovanna in Grecia ci andavate solo per sentirvi
Puttana
Puttana
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Poi sei tornata dalla Grecia io fingevo che non m'importava niente
Ti chiedevo le notizie più banali
Tipo chissà quanta gente avrai trovato, che bordello di turisti
Tu negavi ed affermavi
No no no no no no no no no no no no no no no no no no no
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Eravamo solamente io e Giovanna sopra un'isola deserta
Insomma tipo c'hai presente due chilometri di spiaggia tutta vuota
Dormivamo in un capanno in riva al mare
Ed ogni sera i pescatori ci portavano del pesce
Facevamo le grigliate sulla spiaggia
E cantavamo a squarciagola le canzoni di Battisti fino all'alba
Tanto l'isola è deserta
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Mi dicevi e io pensavo
Ma che cacchio, tutti quelli che ritornan dalla Grecia
Sono stati sopra un'isola deserta tipo c'hai presente due chilometri di spiaggia vuota
Con capanno e pescatori
(Con capanno e pescatori)
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Ma contando tutti quelli che mi dicono 'sta cosa
Io mi chiedo quante cazzo di isolacce deve averci questa merda di una Grecia
Poi 'sti pescatori greci non potrebbero pescare in altomare
E impiccarsi con le reti senza andare a importunare le ragazze
Come te che normalmente sono brave
Ma travolte dagli eventi non disdegnano di fare la puttana
Puttana
.
E adesso tu mi chiedi come mai son così pallido e patito
Mentre tu sei tanto sana
La risposta è tra le righe di quest'aria che ti canto
Che nel mentre che tu stavi sopra l'isola deserta
Strafogandoti di cozze (ahahah)
Ho detto cozze
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Con Giovanna e i pescatori, io da solo chiuso in casa
Non potevo fare a meno di pensare a te lontana
Già da qualche settimana
E comporti una canzana
Praticando una gimkana
Nell'interno delle strofe che per quanto troppo brevi
Mi ha fatto alfin capire che tu sei, saresti stata
Eri, fosti, sarai sempre e dillo pure anche a Giovanna
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Il mio amore, sì il mio amore, nonostante qualche dissapore
Come una libellula selvaggia io sorvolerei
Però dimmi cos'hai fatto con il greco sulla spiaggia
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Senza fiato, senza bronco
Tu sei ritornata, ma ti stronco
Se ti lascio in faccia i segni del saldatore so che capirai
Io non ti serberò
Solai, solai, solai
Solai, solai, solai
Solai, solai, solai
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Claudio, sono un po' stanco
Come?
Appena siamo all'inizio e già...
Hai ragione, appena siamo all'inizio, però
Te sei forte ma non sei tanto
Sembra che arrivata è Incontrada Vanessa
È arrivata?
E allora vado a incontrarla
Elio, grazie
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Devo dire che per me è stato davvero un onore
Cantare insieme a Elio e le Storie Tese questa canzone che
Ha quindici anni ormai
Tra l'altro voglio ricordare, nel bene e nel male
So che nell'arco dei quindici anni c'è stata qualche polemica
Qualche ragazza c'è rimasta male
Mia mamma per esempio pensava fosse riferita a lei dico
Eh ma metti che...
No, non c'entri te
Che la grecia sono andata
Ma che cazzo me ne fraga, non c'entri
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Comunque nel bene e nel male dicevo, il responsabile non sono io
Ma è Rocco Tanica che ha scritto questa canzone
Colpa sua
» Nell'argomento: Cultura universitaria!!
4 anni fa
@Masterpiece68 come dicevo sono pienamente d’accordo con te, ma oltre a condividere l’evidenza sull’ ostilità di alcune persone verso qualsiasi tipo di istruzione e conoscenza, e che ne fanno un vanto.
Non saprei come rispondere alle tue domande:
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La domanda vera da farsi, che si ricollega alle mie affermazioni sui complessi d'inferiorità ed inadeguatezza, è: ma com'è tutta questa ostilità, questo rifiuto aprioristico nei confronti della cultura, del sapere, della conoscenza? (Non di chi se ne fa portatore, che potrei essere anche d'accordo ma proprio con il concetto stesso)
Qual'è il vero problema? Ed è evidente che un problema ci sia eccome, inutile tentare di svicolare o nascondersi dietro un dito.
E lo ripeto nuovamente: intelligenza, livello culturale e livello d'istruzione non sono affatto sinonimi, quindi?
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E non so sinceramente chi potrebbe rispondere a tali domande.
Non saprei come rispondere alle tue domande:
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La domanda vera da farsi, che si ricollega alle mie affermazioni sui complessi d'inferiorità ed inadeguatezza, è: ma com'è tutta questa ostilità, questo rifiuto aprioristico nei confronti della cultura, del sapere, della conoscenza? (Non di chi se ne fa portatore, che potrei essere anche d'accordo ma proprio con il concetto stesso)
Qual'è il vero problema? Ed è evidente che un problema ci sia eccome, inutile tentare di svicolare o nascondersi dietro un dito.
E lo ripeto nuovamente: intelligenza, livello culturale e livello d'istruzione non sono affatto sinonimi, quindi?
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E non so sinceramente chi potrebbe rispondere a tali domande.
» Nell'argomento: Cultura universitaria!!
4 anni faQuotato da pinkoepallina][quote=Ade-69,Va da sé che nessuno può essere onnisciente mentre invece può, aggiornandosi e leggendo non soltanto fumetti o riviste, sostenere una conversazione generale senza fare figure barbine.
Il buonsenso suggerisce di non addentrarsi in argomenti dove si è completamente impreparati, ma piuttosto ascoltare, magari facendo domande per dimostrare interesse.
Pallina
Ovviamente sono d’accordo anche con te che dici le stesse cose dette dai quattro che ho quotato prima.
Il mio interrogativo era più per capire, fin dove si devono avere delle conoscenze generali/generiche affinché si rientri nell’essere considerati di media cultura?
P.s. Ad esempio vedo spesso associata la conoscenza della lingua al possesso di cultura, basta questo o comunque se non si ha questo a prescindere da altre conoscenze non si potrà mai rientrare nei possessori di una media cultura?
» Nell'argomento: Cultura universitaria!!
4 anni faQuotato da Masterpiece68,Quotato da XHunerXP,
Assolutamente no.
Perché l'ignoranza la subiscono e cercano sempre di migliorarsi con umiltà e consapevolezza.
Qui si parla degli ignoranti di un altro tipo, quelli che sanno di esserlo e volutamente reagiscono cercando di abbassare gli altri al loro livello.
Non riuscendoci, "sparano" su chiunque abbia una mezza virgola di cultura più di loro.
Se : "cuore ed anima per l'ignorante che vuole crescere", nessuna pietà per questi ultimi.
E posso dirti, ma tu lo sai già, che è stupendo vedere risultati e crescita in persone "ignoranti" ma che mettono tutto l'entusiasmo nell'imparare.
Infatti certi atteggiamenti di rifiuto nascondono insicurezze, senso di inadeguatezza e complessi d'inferiorità, inutile girarci attorno e far finta che sia "orgoglio coatto" o addirittura tentare maldestramente di dargli una comoda lettura come fosse una sorta di rivolta o reazione a non si capisce bene cosa...
Poi se vogliamo parlare di storia, sociologia, delle immense problematiche e discrasie del comparto istruzione e di tante tante altre cosette sono sempre a disposizione ma per favore non prendiamoci in giro.
Ora sono in viaggio, a dopo... 👋😘
.
Se si parla di cultura in senso generale, non posso che essere d’accordo con te con @XHunerXP con @Idrogeno e con @ssbbw69. Ci sono persone che fanno della propria ignoranza un vanto (per svariati motivi che al momento non serve analizzare).
Ma poi rifletto e cerco di approfondire il concetto è mi chiedo e vi chiedo:
Ma se pensassimo a culture specifiche, anche banali per alcuni, tipo la cultura culinaria (derivata da un innegabile conoscenza è sapere della materia), così come quando diciamo “quello ha una cultura dei motori infinita” parlando di un meccanico che conosce benissimo il suo lavoro e lo sa fare altrettanto bene, o ancora il “vero contadino deve averla una profonda cultura dei formaggi”. E così via all’infinito, perché ammettiamolo le conoscenze e conseguentemente le culture sono infinite, anche quando si parla di cultura generale là si limita a dei confini.
Ecco che allora mi chiedo e vi chiedo, ma alla fine definire una cultura validità rispetto ad un’altra che non riteniamo valida (mi viene in mente tra quelle che vengono definite culture valide la “cultura universitaria”)non è solo una questione di ciò che per noi è cultura riferita al nostro essere personale?
» Nell'argomento: Cultura universitaria!!
4 anni fa
Ho trovato per caso (giuro non lo stavo cercando, ma mi è finito tra le mani cercando altro) un vecchio articolo sul concetto di Cultura, così lo scansionato e ve lo propongo:
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Concetto di cultura.
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Appunto di sociologia sul concetto di cultura: utile per antropologia culturale e per le scienze umane in generale.
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Il concetto di cultura
Il concetto di cultura è stato un concetto centrale per l’antropologia.
Oggi si tende a non parlare più di cultura al singolare ma di “molteplicità di culture”, di “logiche meticce”, con una sensibilità antropologica più attenta agli aspetti dinamici delle altre culture. Questo utilizzo si è sviluppato parallelamente all’uso del concetto di cultura anche nel contesto delle società cosiddette moderne.
Oggi, nella cosi definita società moderna, ci ritroviamo di fronte non più al concetto di cultura al singolare, ci ritroviamo invece immersi in una molteplicità di culture.
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L’uomo tende a non riflettere sulla propria cultura poiché essa è talmente parte di sé che egli la dà per scontata. Solo confrontandosi con sensibilità, credenze e abitudini diverse ci si accorge di condividere certe idee e usanze con un determinato gruppo. Non ci verrebbe neppure in mente, per esempio, l’idea di mangiare carne di cane, se non venissimo a sapere che in certe società ciò accade abitualmente. Analogamente, non ci renderemmo conto che le nostre opinioni sui germi sono di origine culturale se non sapessimo che le altre popolazioni attribuiscono le cause della malattia alla stregoneria o agli spiriti maligni.
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Definizione di cultura
La prima definizione di cultura è stata data nel 1871 dall’antropologo britannico Tylor che nel suo libro Primitive Culture, considera la cultura come: “quell’insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società”. 
Ne sono seguite molte altre che però non si distaccano molto dal pensiero di Tylor. Proprio questa aderenza più o meno fedele a questa iniziale definizione, ha permesso a centinaia di antropologi – evoluzionisti, diffusionisti, relativisti, funzionalisti, neo-evoluzionisti, diffusionisti, materialisti culturali – di abbracciare nella ricerca e nell’elaborazione dei dati, la singolarità espressa dalla quotidianità della vita in un gruppo, dai suoi costumi particolari, dai suoi usi specifici.
Nel corso della seconda metà del XX secolo si sono susseguiti tanti e tali cambiamenti da costringere gli antropologi a una revisione del concetto di cultura e non solo. 
È possibile connotare l’antropologia nel e del mondo attuale con due espressioni che ne riassumono rispettivamente l’oggetto e la natura: culture ibride e pensiero meticcio.
Per lungo tempo si è pensato alla società e alle culture umane come ad entità isolate e “prese” ciascuna nel circuito dei propri significati. Ciò non è del tutto sbagliato, nel senso che se vogliamo capire quale significato abbiano certi comportamenti e certe idee, le culture vanno effettivamente studiate nei termini che sono loro propri. Tuttavia ci si è anche resi conto che da sempre le culture cambiano, mutano cioè nel tempo i loro valori, le loro strutture, le loro istituzioni ecc..
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Concetto di cultura.
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Appunto di sociologia sul concetto di cultura: utile per antropologia culturale e per le scienze umane in generale.
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Il concetto di cultura
Il concetto di cultura è stato un concetto centrale per l’antropologia.
Oggi si tende a non parlare più di cultura al singolare ma di “molteplicità di culture”, di “logiche meticce”, con una sensibilità antropologica più attenta agli aspetti dinamici delle altre culture. Questo utilizzo si è sviluppato parallelamente all’uso del concetto di cultura anche nel contesto delle società cosiddette moderne.
Oggi, nella cosi definita società moderna, ci ritroviamo di fronte non più al concetto di cultura al singolare, ci ritroviamo invece immersi in una molteplicità di culture.
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L’uomo tende a non riflettere sulla propria cultura poiché essa è talmente parte di sé che egli la dà per scontata. Solo confrontandosi con sensibilità, credenze e abitudini diverse ci si accorge di condividere certe idee e usanze con un determinato gruppo. Non ci verrebbe neppure in mente, per esempio, l’idea di mangiare carne di cane, se non venissimo a sapere che in certe società ciò accade abitualmente. Analogamente, non ci renderemmo conto che le nostre opinioni sui germi sono di origine culturale se non sapessimo che le altre popolazioni attribuiscono le cause della malattia alla stregoneria o agli spiriti maligni.
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Definizione di cultura
La prima definizione di cultura è stata data nel 1871 dall’antropologo britannico Tylor che nel suo libro Primitive Culture, considera la cultura come: “quell’insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società”. 
Ne sono seguite molte altre che però non si distaccano molto dal pensiero di Tylor. Proprio questa aderenza più o meno fedele a questa iniziale definizione, ha permesso a centinaia di antropologi – evoluzionisti, diffusionisti, relativisti, funzionalisti, neo-evoluzionisti, diffusionisti, materialisti culturali – di abbracciare nella ricerca e nell’elaborazione dei dati, la singolarità espressa dalla quotidianità della vita in un gruppo, dai suoi costumi particolari, dai suoi usi specifici.
Nel corso della seconda metà del XX secolo si sono susseguiti tanti e tali cambiamenti da costringere gli antropologi a una revisione del concetto di cultura e non solo. 
È possibile connotare l’antropologia nel e del mondo attuale con due espressioni che ne riassumono rispettivamente l’oggetto e la natura: culture ibride e pensiero meticcio.
Per lungo tempo si è pensato alla società e alle culture umane come ad entità isolate e “prese” ciascuna nel circuito dei propri significati. Ciò non è del tutto sbagliato, nel senso che se vogliamo capire quale significato abbiano certi comportamenti e certe idee, le culture vanno effettivamente studiate nei termini che sono loro propri. Tuttavia ci si è anche resi conto che da sempre le culture cambiano, mutano cioè nel tempo i loro valori, le loro strutture, le loro istituzioni ecc..
» Nell'argomento: Cultura universitaria!!
4 anni fa
Circa 4 anni fa postai nel thread “Sgrammaticati” il post che segue, e credo possa andare bene anche in riferimento alla “Cultura”:
Io so di essere un ignorante.
Mi crea disagio?
A volte si è cerco di colmare questa lacuna, non solo per me,ma anche per il rispetto che nutro verso gli altri, e la necessità di farmi capire senza troppe interpretazioni, ed anche perché sono profondamente curioso di tutto .
A volte invece non mi crea disagio, mi fa capire quanto sia umano e reale.
Al di fuori della mia professione, cerco di usare sempre i vocaboli più semplici possibili ( e credetemi a volte è più difficile trasformare vocaboli tecnici o inconsueti in termini più semplici che viceversa ) ma ritengo che il linguaggio è il mezzo più comune per interagire con il prossimo e usare termini un po’ troppo sofisticati non serve allo scopo.
Gli eruditi pedanti non mi ispirano.
Viceversa se il contesto lo richiede allora è inevitabilmente sentirsi liberi di usare le proprie conoscenze perché non si corre il rischio di essere fraintesi ed è il modo più semplice e diretto per esporre dei concetti.
Per circa due anni per motivi lavorativi ho abitato alla Maddalena, e ogni fine settimana né approfittavo per girare nei paesi vicini.
I sardi sono persone fenomenali ricordano moltissimo gli irlandesi per quanto riguarda ospitalità, non c’era contadino che non mi apriva casa e mi faceva assaggiare i suoi prodotti, trattandomi come un vecchio amico ritrovato e non come uno sconosciuto di passaggio, ho bellissimi ricordi di quel periodo e spesso mi capita di ricordare la saggezza e il sapere di qui pastori e contadini che non hanno studiato e che parlavano a stento l’italiano con me, ma solo come cortesia verso di me non certo perché avessero bisogno dell’italiano corretto per farsi capire.
Tuttora trovo spesso riscontri alla loro saggezza nel mio quotidiano, raramente ho trovato la stessa saggezza e sapere in colleghi laureati che si limitano a nascondere la loro ignoranza confondendo gli interlocutori con l’uso di paroloni che non vogliono dire nulla ( e spesso usati anche in modo errato) tanto sono parole che in pochi capiranno e ancora meno quelli che diranno di non aver capito ( per non apparire a loro volta ignoranti ).
Io so di essere un ignorante.
Mi crea disagio?
A volte si è cerco di colmare questa lacuna, non solo per me,ma anche per il rispetto che nutro verso gli altri, e la necessità di farmi capire senza troppe interpretazioni, ed anche perché sono profondamente curioso di tutto .
A volte invece non mi crea disagio, mi fa capire quanto sia umano e reale.
Al di fuori della mia professione, cerco di usare sempre i vocaboli più semplici possibili ( e credetemi a volte è più difficile trasformare vocaboli tecnici o inconsueti in termini più semplici che viceversa ) ma ritengo che il linguaggio è il mezzo più comune per interagire con il prossimo e usare termini un po’ troppo sofisticati non serve allo scopo.
Gli eruditi pedanti non mi ispirano.
Viceversa se il contesto lo richiede allora è inevitabilmente sentirsi liberi di usare le proprie conoscenze perché non si corre il rischio di essere fraintesi ed è il modo più semplice e diretto per esporre dei concetti.
Per circa due anni per motivi lavorativi ho abitato alla Maddalena, e ogni fine settimana né approfittavo per girare nei paesi vicini.
I sardi sono persone fenomenali ricordano moltissimo gli irlandesi per quanto riguarda ospitalità, non c’era contadino che non mi apriva casa e mi faceva assaggiare i suoi prodotti, trattandomi come un vecchio amico ritrovato e non come uno sconosciuto di passaggio, ho bellissimi ricordi di quel periodo e spesso mi capita di ricordare la saggezza e il sapere di qui pastori e contadini che non hanno studiato e che parlavano a stento l’italiano con me, ma solo come cortesia verso di me non certo perché avessero bisogno dell’italiano corretto per farsi capire.
Tuttora trovo spesso riscontri alla loro saggezza nel mio quotidiano, raramente ho trovato la stessa saggezza e sapere in colleghi laureati che si limitano a nascondere la loro ignoranza confondendo gli interlocutori con l’uso di paroloni che non vogliono dire nulla ( e spesso usati anche in modo errato) tanto sono parole che in pochi capiranno e ancora meno quelli che diranno di non aver capito ( per non apparire a loro volta ignoranti ).
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
4 anni fa
Ma non se ne era discusso (e tanto) nel thread “Cultura universitaria”?
https://www.annunci69.it/forum/Cultura-universitaria_20112.html
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Ma avendo altro da aggiungere, perché non continuare nello stesso thread?
https://www.annunci69.it/forum/Cultura-universitaria_20112.html
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Ma avendo altro da aggiungere, perché non continuare nello stesso thread?
» Nell'argomento: Il pazzo thread dei “Last Minute”
4 anni faQuotato da Lived,pensavate che scherzavo?
Benvenuti in Abruzzo la merda dello scambismo... fortunatamente salvo rarissime eccezioni [/url] [...]
Come da introduzione al thread, vi invito a postare i Last omettendo i nickname degli utenti che li postano, e evitando di insultare gli utenti stessi.
Limitiamoci ai singoli Last trovati, scherziamo commentiamo e ridiamo sul Last ma evitiamo commenti sgradevoli sugli utenti che li postano.
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
4 anni faQuotato da mishaemasha,🙂 🙂
uff parlando di persone educate mi ero scordato di questo @ade...ma quanti siete ?
stai a vedere che noi tamarri siamo in minoranza finalmente in un posto del globo terrestre? 😮 😮 😮
nooooo! non ci posso credere 😮 😮 😮 [...]
Grazie
Magari per te sarò educato ma per altri no. Alla fine tutto può diventare soggettivo anche ciò che di principio non dovrebbe esserlo 😎
» Nell'argomento: La mia estate
4 anni fa
Sono tornato da poco a casa, dopo aver preso un po’ di sole integrale, fatto ricarica di vitamina “D” e rilassato il giusto.
[url=https://postimages.org/][img]https://i.postimg.cc/qMn8ZJtg/C75-A1479-2831-4-D9-A-A70-E-F8-BAFC9-FD654.jpg[/img][/url]
[url=https://postimg.cc/4YnY1b0L][img]https://i.postimg.cc/FHV0NTV4/DE25-B776-3-ED6-4-C96-9-D48-A67-AE11-D672-A.jpg[/img][/url]
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» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
4 anni fa
Pomodori ripieni freddi con il riso sono un classico piatto estivo, ideale per pranzi poco impegnativi e veloci, quindi perfetti da portare in spiaggia o nel cestino di vimini per la gita fuori porta.
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Ingredienti
4 pomodori
4 cucchiai di riso
200 gr di provola
50 gr di parmigiano reggiano grattugiato
olio extravergine d'oliva qb
basilico qb
origano qb
sale qb
pepe qb
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Come fare i pomodori ripieni freddi
1. Lavate i pomodori e tagliate la calotta superiore. Svuotateli e lasciate scolare la polpa in un colino. Salateli internamente, girateli e lasciateli asciugare su un foglio di carta assorbente.
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2. Sbollentate il riso in acqua salata per 5 minuti, scolatelo e mescolatelo alla polpa di pomodoro, salate, condite con olio e pepe , aggiungete la provola tagliata a piccoli pezzi, 30 gr. di parmigiano, il basilico e l’origano sminuzzato.
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3. Farcite con il ripieno di riso i pomodori svuotati, spolverate con il rimanente parmigiano grattugiato, rimettete la calottina tagliata all’inizio e disponeteli in una pirofila unta d’olio, irrorateli ancora con un poco di olio e metteteli in forno per circa 40 minuti a 190° .
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4. Serviteli i pomodori ripieni freddi.
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Ingredienti
4 pomodori
4 cucchiai di riso
200 gr di provola
50 gr di parmigiano reggiano grattugiato
olio extravergine d'oliva qb
basilico qb
origano qb
sale qb
pepe qb
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Come fare i pomodori ripieni freddi
1. Lavate i pomodori e tagliate la calotta superiore. Svuotateli e lasciate scolare la polpa in un colino. Salateli internamente, girateli e lasciateli asciugare su un foglio di carta assorbente.
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2. Sbollentate il riso in acqua salata per 5 minuti, scolatelo e mescolatelo alla polpa di pomodoro, salate, condite con olio e pepe , aggiungete la provola tagliata a piccoli pezzi, 30 gr. di parmigiano, il basilico e l’origano sminuzzato.
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3. Farcite con il ripieno di riso i pomodori svuotati, spolverate con il rimanente parmigiano grattugiato, rimettete la calottina tagliata all’inizio e disponeteli in una pirofila unta d’olio, irrorateli ancora con un poco di olio e metteteli in forno per circa 40 minuti a 190° .
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4. Serviteli i pomodori ripieni freddi.
» Nell'argomento: Il pazzo thread dei “Last Minute”
4 anni faQuotato da Ade-69,Salve a tutti, propongo un thread di alleggerimento, dove poter più che ridere sorridere.
Quante volte ci sarà capitato di leggere del Last Minute che ci hanno fatto sorridere.
Ecco in questo thread vi propongo di postare quei Last Minute curiosi e divertenti.
Uniche regole:
1. Deve trattarsi di Last minute curiosi, strani, divertenti, non polemici.
2. I Last postati non debbono in nessun modo portare ad identificare l’utente che lo ha postato.
3. Evitare in tutti i modi di criticare o offendere.[...]
Rimanere in argomento è davvero così difficile?
Questo voleva essere un thread di alleggerimento per sorridere un po’, se dovete andare OT, potete sempre copiare il post che vi interessa da qui e incollarlo nel thread degli OT assieme alla vostra risposta OT. Dopotutto quel thread serve anche a quello.
» Nell'argomento: Racconti, improbabili, tra fantasia e sesso
4 anni faQuotato da Ade-69,Salve a tutti, volevo aprire uno spazio di alleggerimento, dove poter trasmettere del sano divertimento è un po’ di positivismo, attraverso dei racconti che fossero diversi dal solito, racconti che mettano il sorriso e che magari trattino il sesso in maniera più leggera ( come le vecchie commedie all’italiana, per intenderci ). Qui chiunque può postare un raccontino divertente sia fantasioso che con spunti nel mondo del sesso. Non serve sapere scrivere, non cerco racconti da best seller, ma semplici racconti che facciano sorridere e riflettere in modo leggero.
Grazie a chiunque parteciperà. [...]



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