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» Nell'argomento: Cos’è cambiato in questo mondo?
4 anni fa
Per fare un paragone visivo chi si ricorda le discoteche tipo quelle di Roma che erano, Histeria, Mais, Much More, Jackie’O, Gilda. O lo Studio 54 di New York
Luoghi affascinanti e trasgressivi dove la privacy è parola d’ordine, dove la gente di ogni età trovavano una casa accogliente divertente è folle dove passare la notte.
Ecco le feste private in villa non si discostavano molto da quello che avveniva in quelle discoteche. Tanto divertimento e follia.
Naturalmente oggi non avrebbero più senso, sarebbero anacronistiche è fuori luogo, insomma vecchie e superate, ma indubbiamente fotografano un periodo storico della nostra vita. Così come successivamente ci saprebbero stati e ci sono tante altre cose che fotografano tempi diversi, che non vanno minimamente rimpiante o peggio volerle riportare ad oggi, sarebbe un fallimento totale e senza senso il solo provarci.
Luoghi affascinanti e trasgressivi dove la privacy è parola d’ordine, dove la gente di ogni età trovavano una casa accogliente divertente è folle dove passare la notte.
Ecco le feste private in villa non si discostavano molto da quello che avveniva in quelle discoteche. Tanto divertimento e follia.
Naturalmente oggi non avrebbero più senso, sarebbero anacronistiche è fuori luogo, insomma vecchie e superate, ma indubbiamente fotografano un periodo storico della nostra vita. Così come successivamente ci saprebbero stati e ci sono tante altre cose che fotografano tempi diversi, che non vanno minimamente rimpiante o peggio volerle riportare ad oggi, sarebbe un fallimento totale e senza senso il solo provarci.
» Nell'argomento: Cos’è cambiato in questo mondo?
4 anni fa
@pinkoepallina grazie per il tuo intervento preciso e puntuale, e no questo thread non è e spero non diventi una “…discussioni del tipo "Quando c'era Lui, caro lei", il passato è passato e non ha senso inseguirlo, serve al più per capire la strada fatta per arrivare qui, e stop. Oggi si vive per l’oggi, chi cerca di vivere il presente con la nostalgia a mio parere sbaglia in partenza, perché il passato non ritorna e nel presente ci sono molteplici cose positive che vanno usate per migliorarci la vita in questo mondo.
Riguardo a tutto il resto come dicevo il tuo intervento è preciso e puntuale.
Riguardo a tutto il resto come dicevo il tuo intervento è preciso e puntuale.
» Nell'argomento: Cos’è cambiato in questo mondo?
4 anni fa
@Appagante91, personalmente non mi seno vetusto ne credo di esserlo (più o meno come sono sicuro che tu non ti ritenga un ragazzino).
Nel prendere la legge come termometro, sono consapevole dei notevoli passi avanti fatti, ed infatti se leggi il mio secondo post lo dico chiaramente che ? ?mentre il mondo fuori, quello della quotidianità si apre sempre più a tutto.?
Anche riguardo alla crescita esponenziale degli utenti grazie alla rete e ai privé, mi sono espresso riconoscendone la veridicità, se mai (a parte il reale implemento economico che ne deriva) mi chiedo cosa è cambiato nell?approcciarsi a questo mondo e come è cambiato il modo di viverlo delle persone (e non di chi sulla cosa ci ha fatto un mestiere puramente a scopo economico).
Tu scrivi: ?Poi ci sarebbero i boomer, a furia di leggerli c'è la percezione che ci sia più bigottismo. È come l'albero che cade a far rumore più della foresta che cresce in silenzio. Le coppie aperte per me si stanno moltiplicando, oggi già a 20 anni puoi realizzare ogni genere di fantasia.? Ed è su questo che il mio intervento voleva approfondire, sono o no aumentate le paranoie e le paure che non fanno più vivere questo mondo in leggerezza?
Esiste ancora chi risponde al diverso con un bel ?chi se ne frega? (nel senso di non avere problemi con le diversità altrui).
Riguardo al ?Lamentarsi dei canoni di ricerca (esagerati) degli altri. Perché mi rifiuto di credere che prima non ci fossero criteri di selezione per età, fisicità, affinità caratteriali e di fantasia, pure esagerati.? Non è questo il tema del thread ne lo deve diventare, i gusti restano personali oggi come ieri e come domani.
Nel prendere la legge come termometro, sono consapevole dei notevoli passi avanti fatti, ed infatti se leggi il mio secondo post lo dico chiaramente che ? ?mentre il mondo fuori, quello della quotidianità si apre sempre più a tutto.?
Anche riguardo alla crescita esponenziale degli utenti grazie alla rete e ai privé, mi sono espresso riconoscendone la veridicità, se mai (a parte il reale implemento economico che ne deriva) mi chiedo cosa è cambiato nell?approcciarsi a questo mondo e come è cambiato il modo di viverlo delle persone (e non di chi sulla cosa ci ha fatto un mestiere puramente a scopo economico).
Tu scrivi: ?Poi ci sarebbero i boomer, a furia di leggerli c'è la percezione che ci sia più bigottismo. È come l'albero che cade a far rumore più della foresta che cresce in silenzio. Le coppie aperte per me si stanno moltiplicando, oggi già a 20 anni puoi realizzare ogni genere di fantasia.? Ed è su questo che il mio intervento voleva approfondire, sono o no aumentate le paranoie e le paure che non fanno più vivere questo mondo in leggerezza?
Esiste ancora chi risponde al diverso con un bel ?chi se ne frega? (nel senso di non avere problemi con le diversità altrui).
Riguardo al ?Lamentarsi dei canoni di ricerca (esagerati) degli altri. Perché mi rifiuto di credere che prima non ci fossero criteri di selezione per età, fisicità, affinità caratteriali e di fantasia, pure esagerati.? Non è questo il tema del thread ne lo deve diventare, i gusti restano personali oggi come ieri e come domani.
» Nell'argomento: Cos’è cambiato in questo mondo?
4 anni fa
Grazie ai partecipanti a questo thread.
Prima che il thread prenda una strada diversa da quella richiesta vi invito a riflettere prima di rispondere ai quesiti di apertura.
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1. Come siete entrati in questo mondo?
2. Com’era questo mondo quando ci siete entrati?
3. Come è cambiato ad oggi?
4. E che futuro credete che avrà?
Prima che il thread prenda una strada diversa da quella richiesta vi invito a riflettere prima di rispondere ai quesiti di apertura.
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1. Come siete entrati in questo mondo?
2. Com’era questo mondo quando ci siete entrati?
3. Come è cambiato ad oggi?
4. E che futuro credete che avrà?
» Nell'argomento: Cos’è cambiato in questo mondo?
4 anni fa
Nel mio intervento di apertura, riporto esclusivamente la mia esperienza senza in nessun modo voler dire che era per tutti così (per questo alla fine dell’Intervento chiedo delle vostre esperienze, se avessi pensato che era per tutti così come lo era per me, non avrei fatto le domande e soprattutto non avrebbe avuto senso aprire il thread).
Certo che c’erano anche cose negative come in ogni cosa, ma in una percentuale irrisoria quindi accettabili e controllabili.
Non ricordo minimamente l’esistenza di portali e applicazioni (MSN Messenger Service, la prima versione distribuita è stata la 1.0, disponibile dal 22 luglio 1999), figuriamoci quindi l’uso per eventuali incontri, sempre nella mia introduzione e nei miei ricorsi mi riferisco a feste private e non ai privé che ancora non esistevano.
I passaggi e le evoluzioni che ci porta ai nostri giorni, li ho vissuti in modo positivo, anzi ne ero entusiasta per la vastità che si apriva, figuratevi che nella prima video chat Italiana divenni Moderatore e successivamente Super Moderatore, e lo divenni anche in tre altre video chat nate successivamente, quando le video chat sono sparite sperimentai i diversi siti di incontri prima di approdare oggi in A69.
Non demonizzo il cambiamento anzi l’opposto, evidenzio solo quelle che sono le differenze, i limiti, i pregi, le differenze.
Tutto ciò si basa esclusivamente sulla “mia” esperienza che certamente sarà diversa da quelle di altre, ma tutte valide e nessuna più valida di altre, proprio perché sono esperienze vere e personali.
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P.s. La nostalgia non fa parte del mio essere (io vivo l’attimo, non rimpiango il passato è non aspetto il futuro), riguardo invece al “io c’ero e voi no” credetemi non fa parte del mio essere.
Certo che c’erano anche cose negative come in ogni cosa, ma in una percentuale irrisoria quindi accettabili e controllabili.
Non ricordo minimamente l’esistenza di portali e applicazioni (MSN Messenger Service, la prima versione distribuita è stata la 1.0, disponibile dal 22 luglio 1999), figuriamoci quindi l’uso per eventuali incontri, sempre nella mia introduzione e nei miei ricorsi mi riferisco a feste private e non ai privé che ancora non esistevano.
I passaggi e le evoluzioni che ci porta ai nostri giorni, li ho vissuti in modo positivo, anzi ne ero entusiasta per la vastità che si apriva, figuratevi che nella prima video chat Italiana divenni Moderatore e successivamente Super Moderatore, e lo divenni anche in tre altre video chat nate successivamente, quando le video chat sono sparite sperimentai i diversi siti di incontri prima di approdare oggi in A69.
Non demonizzo il cambiamento anzi l’opposto, evidenzio solo quelle che sono le differenze, i limiti, i pregi, le differenze.
Tutto ciò si basa esclusivamente sulla “mia” esperienza che certamente sarà diversa da quelle di altre, ma tutte valide e nessuna più valida di altre, proprio perché sono esperienze vere e personali.
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P.s. La nostalgia non fa parte del mio essere (io vivo l’attimo, non rimpiango il passato è non aspetto il futuro), riguardo invece al “io c’ero e voi no” credetemi non fa parte del mio essere.
» Nell'argomento: Cos’è cambiato in questo mondo?
4 anni faQuotato da Idrogeno,Basta non leggere il forum. Credo sia deviante rispetto alla realtà degli approcci.
Forse non solo il forum, ma i consigli in generale.
Ho come l’impressione che si cerchi di costruire una perfezione di plastica. Toglie molto ed è faticosa. [...]
Se ti va potresti approfondire il tuo pensiero e spiegarmi meglio.
» Nell'argomento: Il pazzo thread dei “Last Minute”
4 anni fa
Categoria: Coppia
[url=https://postimg.cc/bS2hFzWY][img]https://i.postimg.cc/mkmgkkS9/0-F19-D880-5-F7-E-4-EE9-BF53-D960-E2-B0889-D.jpg[/img][/url]
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» Nell'argomento: Cos’è cambiato in questo mondo?
4 anni fa
Nei miei ricordi, questo mondo all’inizio, era veramente libero ed aperto rispetto al mondo chiuso e bigotto che ci attendeva nella quotidianità. Oggi è un mondo chiuso su se stesso, mentre il mondo fuori, quello della quotidianità si apre sempre più a tutto.
» Nell'argomento: Cos’è cambiato in questo mondo?
4 anni fa
All’inizio fu la comunità hippie degli anni Settanta che ha sdoganato gli scambi di partner, gridando a gran voce il diritto all’amore libero. Era il 1975 e in Europa il termine “scambisti” divenne popolare in libri, giornali e riviste.
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Scavando nei miei ricordi “l’amore libero” ha un che di romantico.
Bisogna ricordare che quando io entrai in questo mondo, non esistevano i privé, non esisteva Internet (almeno non nel modo diffuso di adesso), non esistevano gli smartphone e le loro applicazione.
Esistevano al più delle riviste che proponevano incontri (ma che erano viste e comprate più come riviste Porno che come raccolta di annunci per incontri), queste però non erano molto visibili, anzi erano proprio nascoste dai pochi edicolanti che li vendevano, e chi le comprava, faceva molta attenzione a non essere visto, durante l’acquisto (come se stesse comprando una qualche sostanza stupefacente) e le nascondeva bene dentro altre riviste o giornali, diciamo più normali.
Gli incontri (feste sarebbe più esatto) avvenivano in ville private, non tutti potevano accedervi, ma solo coloro che ne avevano un invito (a loro volta però potevano introdurre gente nuova sotto la loro responsabilità), ovviamente non esisteva nessun tipo di pubblicità per tali feste.
Ma come erano queste feste?
Be nei miei ricordi, erano feste allegre divertenti spensierate, come un eterna festa di carnevale, dove però non si mettevano delle maschere per nascondersi, ma al contrario si toglievano quelle della quotidianità.
Ognuno mostrava se stesso senza tabù e preconcetti.
Il piacere di parteciparvi non era tanto dovuto alla possibilità di fare sesso (che ovviamente si faceva ed anche tanto), ma all’esserci. Si all’esserci, perché solo essendo presente si apprezzava e si conosceva il vero piacere, nulla ma proprio nulla veniva portato al di fuori di quelle feste, si entrava normali, all’interno ci si liberava di ogni maschera e pregiudizio, ma quando si usciva si tornava alla normalità, lasciando all’interno tutto ciò che si era vissuto. Niente foto, niente feedback, niente passaparola, o c’eri o probabilmente non avresti neanche saputo della loro esistenza.
All’interno trovavi le persone più disparate, artisti; modelle; professionisti; poeti; ecc. ecc. . Ma tutti accomunati dalla voglia di divertirsi, come dicevo il sesso non era l’unica attrattiva, prevaleva la voglia di divertirsi.
Una volta dentro non c’erano paure dell’essere riconosciuti, non ci si chiedeva chi fossero gli altri, non si mettevano paletti alla socializzazione e al divertimento libero. Nessuna ma proprio nessuna paranoia, si viveva l’attimo.
Ho visto cambiare questo mondo e da “amore libero” si è passati al “mondo scambista”, ho visto nascere le prime videochat italiane, dove stava avvenendo la trasformazione di tentare di portare nel virtuale ciò che prima era era possibile fare solo vivendolo, si è vero che l’avvento di internet ha dato la possibilità di sdoganare la libertà sessuale, portandola alla conoscenza di una massa enorme di persone sparse su tutta la penisola (e oltre), ho visto nascere nuove tendenze del sesso (una su tutte, il sesso virtuale). Ma a che prezzo?
Oggi vedo che questo mondo è diventato molto diffidente, si chiude sempre di più su se stesso, si mettono paletti uno dietro l’altro alla socializzazione e alla condivisione (sia pure di esperienze e non solo di corpi), non ci si fida più gli uni degli altri, ci si allontana più che avvicinarsi, criticando e offendendo il diverso anziché accoglierlo come un tempo, ci si crede che il solo ritenersi appartenenti a questo mondo (e non sempre lo si appartiene realmente) ci porti a imporre delle verità assolute a cui gli altri debbono attenersi ma non non siamo disposti ad attenerci a nulla che non sia il nostro pensiero, si costruiscono personaggi e mettono maschere per ingannare ed ottenere solo del sesso a perdere, senza aprire a nessun tipo di interazione e esperienza fuori di esso.
E pensare che dai miei inizi ad oggi sono passati soltanto meno di venti anni.
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Ecco se avete avuto la pazienza di leggere tutto, vi chiedo:
1. Come siete entrati in questo mondo?
2. Com’era questo mondo quando ci siete entrati?
3. Come è cambiato ad oggi?
4. E che futuro credete che avrà?
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Scavando nei miei ricordi “l’amore libero” ha un che di romantico.
Bisogna ricordare che quando io entrai in questo mondo, non esistevano i privé, non esisteva Internet (almeno non nel modo diffuso di adesso), non esistevano gli smartphone e le loro applicazione.
Esistevano al più delle riviste che proponevano incontri (ma che erano viste e comprate più come riviste Porno che come raccolta di annunci per incontri), queste però non erano molto visibili, anzi erano proprio nascoste dai pochi edicolanti che li vendevano, e chi le comprava, faceva molta attenzione a non essere visto, durante l’acquisto (come se stesse comprando una qualche sostanza stupefacente) e le nascondeva bene dentro altre riviste o giornali, diciamo più normali.
Gli incontri (feste sarebbe più esatto) avvenivano in ville private, non tutti potevano accedervi, ma solo coloro che ne avevano un invito (a loro volta però potevano introdurre gente nuova sotto la loro responsabilità), ovviamente non esisteva nessun tipo di pubblicità per tali feste.
Ma come erano queste feste?
Be nei miei ricordi, erano feste allegre divertenti spensierate, come un eterna festa di carnevale, dove però non si mettevano delle maschere per nascondersi, ma al contrario si toglievano quelle della quotidianità.
Ognuno mostrava se stesso senza tabù e preconcetti.
Il piacere di parteciparvi non era tanto dovuto alla possibilità di fare sesso (che ovviamente si faceva ed anche tanto), ma all’esserci. Si all’esserci, perché solo essendo presente si apprezzava e si conosceva il vero piacere, nulla ma proprio nulla veniva portato al di fuori di quelle feste, si entrava normali, all’interno ci si liberava di ogni maschera e pregiudizio, ma quando si usciva si tornava alla normalità, lasciando all’interno tutto ciò che si era vissuto. Niente foto, niente feedback, niente passaparola, o c’eri o probabilmente non avresti neanche saputo della loro esistenza.
All’interno trovavi le persone più disparate, artisti; modelle; professionisti; poeti; ecc. ecc. . Ma tutti accomunati dalla voglia di divertirsi, come dicevo il sesso non era l’unica attrattiva, prevaleva la voglia di divertirsi.
Una volta dentro non c’erano paure dell’essere riconosciuti, non ci si chiedeva chi fossero gli altri, non si mettevano paletti alla socializzazione e al divertimento libero. Nessuna ma proprio nessuna paranoia, si viveva l’attimo.
Ho visto cambiare questo mondo e da “amore libero” si è passati al “mondo scambista”, ho visto nascere le prime videochat italiane, dove stava avvenendo la trasformazione di tentare di portare nel virtuale ciò che prima era era possibile fare solo vivendolo, si è vero che l’avvento di internet ha dato la possibilità di sdoganare la libertà sessuale, portandola alla conoscenza di una massa enorme di persone sparse su tutta la penisola (e oltre), ho visto nascere nuove tendenze del sesso (una su tutte, il sesso virtuale). Ma a che prezzo?
Oggi vedo che questo mondo è diventato molto diffidente, si chiude sempre di più su se stesso, si mettono paletti uno dietro l’altro alla socializzazione e alla condivisione (sia pure di esperienze e non solo di corpi), non ci si fida più gli uni degli altri, ci si allontana più che avvicinarsi, criticando e offendendo il diverso anziché accoglierlo come un tempo, ci si crede che il solo ritenersi appartenenti a questo mondo (e non sempre lo si appartiene realmente) ci porti a imporre delle verità assolute a cui gli altri debbono attenersi ma non non siamo disposti ad attenerci a nulla che non sia il nostro pensiero, si costruiscono personaggi e mettono maschere per ingannare ed ottenere solo del sesso a perdere, senza aprire a nessun tipo di interazione e esperienza fuori di esso.
E pensare che dai miei inizi ad oggi sono passati soltanto meno di venti anni.
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Ecco se avete avuto la pazienza di leggere tutto, vi chiedo:
1. Come siete entrati in questo mondo?
2. Com’era questo mondo quando ci siete entrati?
3. Come è cambiato ad oggi?
4. E che futuro credete che avrà?
» Nell'argomento: Il pazzo thread dei “Last Minute”
4 anni fa
Categoria: Coppia
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» Nell'argomento: La notizia del giorno
4 anni faQuotato da lecap,Non è che i benefici della risata lo abbiano scoperto quelli dello yoga.
Che ridere migliori la circolazione del sangue, aiuti a prevenire le malattie cardiovascolari, tenga il cervello allenato, contrasti ansia e depressione, contribuisca alla salu [...]
Verissimo, infatti non è una scoperta dello yoga, lo yoga specifico aiuta solo ad ottenere e mantenere una risata.
» Nell'argomento: Sesso senza cerniera
4 anni faQuotato da SwFr,
@Ade ripensavo a questa domanda e mi pare che alla fine, qui, si cerchi proprio quello 😎. Cerco di spiegarmi meglio. A69 è una vetrina dalla quale scegliere delle persone per farci sesso avendo la tranquillità (almeno si crede) di non finire in situazioni sconvenienti o pericolose. Nessuno qui cerca relazioni o amicizia post sesso anche se capita e chi è iscritto qui non ha alcuna intenzione di giustificare i sesso con una storia importante, anzi è proprio una cosa che non vuole. Quelle che non sono iscritte qui, o che non vivono il mondo trasgressivo, magari reputano il sesso una cosa legata esclusivamente all'affettività e vivono il sesso senza cerniera solo come fantasia senza sentire il bisogno di realizzarla, più romantica che fisica. La passione per noi (per me) non viene da uno tsunami ormonale (anche) ma da una tempesta di emozioni che porta il sesso senza cerniera ad essere la conseguenza e non la causa della pura carnalità che però, da sola, non è mai pari alla fantasia.
» Nell'argomento: La notizia del giorno
4 anni fa
Lo Yoga della Risata
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COS’E’ LO YOGA DELLA RISATA
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Yoga della risata è un metodo unico, che si è diffuso rapidamente nel mondo dal 1995, grazie al quale ognuno può ridere senza barzellette, senza umorismo e gags comiche, insomma è un metodo rivoluzionario per ridere senza motivo e in modo incondizionato.
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Si ride come forma di esercizio e velocemente si arriva a produrre una risata vera che viene favorita dal contatto visivo con le altre persone presenti alla sessione e dalla giocosità e gioia tipiche dei bambini che viene favorita dal lasciar cadere le consuete inibizioni e formalità del vivere adulto.
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Come hanno dimostrato numerose ricerche condotte nel campo delle neuroscienze, esiste uno stretta connessione fra corpo e stato mentale per cui se noi assumiamo una determinata postura o usiamo una certa gestualità o mimica, la mente reagirà non distinguendo fra ciò che è reale e ciò che abbiamo intenzionalmente deciso di far fare al nostro corpo.
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Questo processo vale anche al contrario. Se agiamo sulla nostra mente portando l’attenzione ad uno stato di positività – ad esempio praticando la Mindfulness – il nostro corpo reagirà di conseguenza. Ad esempio, le spalle si alzeranno, il torace sarà più disteso, la posizione delle braccia sarà aperta e non incrociata.
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Lo Yoga della risata è stato ideato da un medico indiano, il Dr. Madan Kataria, che ha cominciando con 5 persone nel 1995 in un parco di Mumbai (India), e si è rapidamente diffuso in tutto il mondo, contando attualmente migliaia di Club della risata in oltre 115 paesi del mondo.
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Il dottor Kataria sostiene un importante messaggio pacifista e afferma che:
“RIDERE non conosce confini, non fa distinzioni di razza, credo religioso o colore ed è un LINGUAGGIO UNIVERSALE che può unificare il mondo”
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Per questo scopo, nel 1998, ha istituzionalizzato la “Giornata Mondiale della Risata” (World Laughter Day), che si celebra ogni anno la 1° domenica di maggio durante la quale in tutto il mondo si organizzano eventi di risata a sostegno della Pace universale.
Scopo fondamentale dello YdR è produrre benessere ridendo, secondo il vecchio proverbio che “Ridere fa buon sangue” e il risaputo adagio che “Ridere è la miglior medicina” (quella che ha ispirato il Dr. Kataria nel mettere a punto lo Yoga della Risata).
Naturalmente ci sono vari metodi per ridere, oltre allo Yoga della risata, come visionare films comici, come fece Norman Cousins per guarire dalla spondilite anchilosante, travestimenti e giocolerie come nella Clownterapia di Patch Adams, e così via. Ma tutte queste modalità si basano esclusivamente sull’umorismo che induce la risata e non sulla risata incondizionata, che scaturisce da sé stessi come forma di esercizio, a prescindere dall’aver voglia di ridere o meno.
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I 3 PERCHÈ DELLO YOGA DELLA RISATA
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1. Per ottenere i benefici scientificamente provati della risata, bisogna ridere in maniera continuativa per almeno 10-15 minuti. Poiché nello Yoga della Risata si ride come esercizio, possiamo prolungare la risata quanto vogliamo. D’altro canto la risata naturale non dura che pochi secondi, che risultano insufficienti ad apportare cambiamenti fisiologici e biochimici nel corpo.
2. Sempre per ottenere il massimo dei benefici dalla risata questa deve essere autentica e non forzata e provenire dal diaframma. Dovrebbe essere una risata di pancia. Potrebbe non essere socialmente accettabile ridere fragorosamente, ma i Club della Risata forniscono un ambiente sicuro in cui si può ridere con naturalezza e di cuore, senza alcuna implicazione di giudizio sociale.
3. La risata spontanea che facciamo nella nostra quotidianità dipende da molte ragioni e condizioni, ma non sono molte le situazioni che suscitano la risata. Ciò significa che se la risata è lasciata al caso, può capitare o no. Nei Club della risata, invece, la risata deriva dalla nostra intenzione e dal nostro impegno. Questo ci garantisce di ottenere concreti benefici sulla salute.
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I 5 BENEFICI DELLO YOGA DELLA RISATA
Uno dei fattori motivanti per partecipare alle sessioni è credere nei benefici sulla salute che ne possono derivare. Non è la filosofia dello Yoga della Risata che attrae le persone, ma come averne dei benefici per vivere meglio.
La maggior parte dei benefici può essere raccolta in 5 categorie che sono facili da ricordare.
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* SALUTE: I benefici sulla salute sono di 2 tipi:
* Per persone sane che vogliono prevenire le malattie
* Per persone che presentano patologie, e vogliono applicare lo YdR per guarire più velocemente.
* VITA PERSONALE: Lo stato dell’umore determina la qualità della nostra vita .Lo Ydr ha il potere di cambiare il nostro umore in pochi minuti, rilasciando le endorfine, l’ormone della felicità. Quando l’umore è buono, ogni cosa sembrerà migliore. Lo Yoga della risata aiuta ad aggiungere più risate alla nostra vita, facendoci sviluppare anche il senso dell’umorismo. Ci si può sentire meglio con sé stessi ed avere un punto di vista più positivo e maggiore ottimismo.
* VITA PROFESSIONALE : Lo YdR è il metodo più veloce, economico e scientificamente provato per ridurre lo stress nei posti di lavoro. Sappiamo che nel mondo del lavoro (così come nel resto della vita) i risultati e le prestazioni dipendono dal livello della nostra energia.
Un funzionamento ottimale del cervello ha bisogno del 25% in più di ossigeno, rispetto a qualsiasi altro organo del corpo. Lo Yoga della risata aumenta le riserve di ossigeno, sia nel cervello che nel resto del corpo, aiutandoci a lavorare meglio e con più efficienza.Praticato la mattina prima di cominciare la giornata lavorativa, ci fa sentire più energici e possiamo lavorare di più senza essere stanchi. Inoltre le risate in gruppo possono creare Team motivati e felici. Si può aumentare l’autostima e migliorare la comunicazione. Inoltre si può accrescere la creatività.
* VITA SOCIALE: la qualità della vita e il senso di soddisfazione non dipendono da quanti soldi, potere, posizione sociale o successo abbiamo; dipendono soprattutto dal numero di buone relazioni che condividiamo e coltiviamo. Gli apprezzamenti e i riconoscimenti aiutano lo sviluppo emozionale. Lo Yoga della risata è un’energia positiva che connette le persone e aiuta a fare amicizia facilmente. I Club della risata (soprattutto in INDIA n.d.r) costituiscono una rete sociale di persone che hanno cura l’una dell’altra. Questo sviluppa un senso di sicurezza sociale che contrasta lo stress e aiuta a superare i momenti di depressione, che è malattia n°1 nel mondo d’oggi.
* PER SUPERARE LE SFIDE : LO SPIRITO PROFONDO DELLA RISATA.Nei tempi difficili che stiamo vivendo non è facile rimanere calmi e centrati. Lo Yoga della risata insegna come tenere alto lo spirito. In questo modo si può gestire ogni situazione senza perdere la concentrazione e la pazienza, soprattutto quando s’incontrano delle sfide da affrontare nella vita. Lo YdR promuove un’attitudine mentale positiva per entrare in contatto con le situazioni negative e ci aiuta a rapportarci con situazioni e persone difficili nella maniera migliore.
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Alcune persone frequentano regolarmente i Club della Risata perché li aiuta a stare più in forma. Essi rinforzano il sistema immunitario e non si ammalano più tanto facilmente. Lo Yoga della risata è un potente esercizio per l’apparato cardio-circolatorio. Infatti 10 minuti di risate di cuore equivalgono a 30 minuti di vogatore. Lo YdR è anche un potente antidoto contro la depressione, riduce i sintomi di allergie, asma e artriti, e dà un apprezzabile contributo nella cura del cancro. Inoltre ridere diminuisce gli effetti negativi dello stress, che è causa del 70-80 % di tutte le malattie.
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COS’E’ LO YOGA DELLA RISATA
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Yoga della risata è un metodo unico, che si è diffuso rapidamente nel mondo dal 1995, grazie al quale ognuno può ridere senza barzellette, senza umorismo e gags comiche, insomma è un metodo rivoluzionario per ridere senza motivo e in modo incondizionato.
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Si ride come forma di esercizio e velocemente si arriva a produrre una risata vera che viene favorita dal contatto visivo con le altre persone presenti alla sessione e dalla giocosità e gioia tipiche dei bambini che viene favorita dal lasciar cadere le consuete inibizioni e formalità del vivere adulto.
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Come hanno dimostrato numerose ricerche condotte nel campo delle neuroscienze, esiste uno stretta connessione fra corpo e stato mentale per cui se noi assumiamo una determinata postura o usiamo una certa gestualità o mimica, la mente reagirà non distinguendo fra ciò che è reale e ciò che abbiamo intenzionalmente deciso di far fare al nostro corpo.
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Questo processo vale anche al contrario. Se agiamo sulla nostra mente portando l’attenzione ad uno stato di positività – ad esempio praticando la Mindfulness – il nostro corpo reagirà di conseguenza. Ad esempio, le spalle si alzeranno, il torace sarà più disteso, la posizione delle braccia sarà aperta e non incrociata.
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Lo Yoga della risata è stato ideato da un medico indiano, il Dr. Madan Kataria, che ha cominciando con 5 persone nel 1995 in un parco di Mumbai (India), e si è rapidamente diffuso in tutto il mondo, contando attualmente migliaia di Club della risata in oltre 115 paesi del mondo.
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Il dottor Kataria sostiene un importante messaggio pacifista e afferma che:
“RIDERE non conosce confini, non fa distinzioni di razza, credo religioso o colore ed è un LINGUAGGIO UNIVERSALE che può unificare il mondo”
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Per questo scopo, nel 1998, ha istituzionalizzato la “Giornata Mondiale della Risata” (World Laughter Day), che si celebra ogni anno la 1° domenica di maggio durante la quale in tutto il mondo si organizzano eventi di risata a sostegno della Pace universale.
Scopo fondamentale dello YdR è produrre benessere ridendo, secondo il vecchio proverbio che “Ridere fa buon sangue” e il risaputo adagio che “Ridere è la miglior medicina” (quella che ha ispirato il Dr. Kataria nel mettere a punto lo Yoga della Risata).
Naturalmente ci sono vari metodi per ridere, oltre allo Yoga della risata, come visionare films comici, come fece Norman Cousins per guarire dalla spondilite anchilosante, travestimenti e giocolerie come nella Clownterapia di Patch Adams, e così via. Ma tutte queste modalità si basano esclusivamente sull’umorismo che induce la risata e non sulla risata incondizionata, che scaturisce da sé stessi come forma di esercizio, a prescindere dall’aver voglia di ridere o meno.
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I 3 PERCHÈ DELLO YOGA DELLA RISATA
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1. Per ottenere i benefici scientificamente provati della risata, bisogna ridere in maniera continuativa per almeno 10-15 minuti. Poiché nello Yoga della Risata si ride come esercizio, possiamo prolungare la risata quanto vogliamo. D’altro canto la risata naturale non dura che pochi secondi, che risultano insufficienti ad apportare cambiamenti fisiologici e biochimici nel corpo.
2. Sempre per ottenere il massimo dei benefici dalla risata questa deve essere autentica e non forzata e provenire dal diaframma. Dovrebbe essere una risata di pancia. Potrebbe non essere socialmente accettabile ridere fragorosamente, ma i Club della Risata forniscono un ambiente sicuro in cui si può ridere con naturalezza e di cuore, senza alcuna implicazione di giudizio sociale.
3. La risata spontanea che facciamo nella nostra quotidianità dipende da molte ragioni e condizioni, ma non sono molte le situazioni che suscitano la risata. Ciò significa che se la risata è lasciata al caso, può capitare o no. Nei Club della risata, invece, la risata deriva dalla nostra intenzione e dal nostro impegno. Questo ci garantisce di ottenere concreti benefici sulla salute.
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I 5 BENEFICI DELLO YOGA DELLA RISATA
Uno dei fattori motivanti per partecipare alle sessioni è credere nei benefici sulla salute che ne possono derivare. Non è la filosofia dello Yoga della Risata che attrae le persone, ma come averne dei benefici per vivere meglio.
La maggior parte dei benefici può essere raccolta in 5 categorie che sono facili da ricordare.
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* SALUTE: I benefici sulla salute sono di 2 tipi:
* Per persone sane che vogliono prevenire le malattie
* Per persone che presentano patologie, e vogliono applicare lo YdR per guarire più velocemente.
* VITA PERSONALE: Lo stato dell’umore determina la qualità della nostra vita .Lo Ydr ha il potere di cambiare il nostro umore in pochi minuti, rilasciando le endorfine, l’ormone della felicità. Quando l’umore è buono, ogni cosa sembrerà migliore. Lo Yoga della risata aiuta ad aggiungere più risate alla nostra vita, facendoci sviluppare anche il senso dell’umorismo. Ci si può sentire meglio con sé stessi ed avere un punto di vista più positivo e maggiore ottimismo.
* VITA PROFESSIONALE : Lo YdR è il metodo più veloce, economico e scientificamente provato per ridurre lo stress nei posti di lavoro. Sappiamo che nel mondo del lavoro (così come nel resto della vita) i risultati e le prestazioni dipendono dal livello della nostra energia.
Un funzionamento ottimale del cervello ha bisogno del 25% in più di ossigeno, rispetto a qualsiasi altro organo del corpo. Lo Yoga della risata aumenta le riserve di ossigeno, sia nel cervello che nel resto del corpo, aiutandoci a lavorare meglio e con più efficienza.Praticato la mattina prima di cominciare la giornata lavorativa, ci fa sentire più energici e possiamo lavorare di più senza essere stanchi. Inoltre le risate in gruppo possono creare Team motivati e felici. Si può aumentare l’autostima e migliorare la comunicazione. Inoltre si può accrescere la creatività.
* VITA SOCIALE: la qualità della vita e il senso di soddisfazione non dipendono da quanti soldi, potere, posizione sociale o successo abbiamo; dipendono soprattutto dal numero di buone relazioni che condividiamo e coltiviamo. Gli apprezzamenti e i riconoscimenti aiutano lo sviluppo emozionale. Lo Yoga della risata è un’energia positiva che connette le persone e aiuta a fare amicizia facilmente. I Club della risata (soprattutto in INDIA n.d.r) costituiscono una rete sociale di persone che hanno cura l’una dell’altra. Questo sviluppa un senso di sicurezza sociale che contrasta lo stress e aiuta a superare i momenti di depressione, che è malattia n°1 nel mondo d’oggi.
* PER SUPERARE LE SFIDE : LO SPIRITO PROFONDO DELLA RISATA.Nei tempi difficili che stiamo vivendo non è facile rimanere calmi e centrati. Lo Yoga della risata insegna come tenere alto lo spirito. In questo modo si può gestire ogni situazione senza perdere la concentrazione e la pazienza, soprattutto quando s’incontrano delle sfide da affrontare nella vita. Lo YdR promuove un’attitudine mentale positiva per entrare in contatto con le situazioni negative e ci aiuta a rapportarci con situazioni e persone difficili nella maniera migliore.
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Alcune persone frequentano regolarmente i Club della Risata perché li aiuta a stare più in forma. Essi rinforzano il sistema immunitario e non si ammalano più tanto facilmente. Lo Yoga della risata è un potente esercizio per l’apparato cardio-circolatorio. Infatti 10 minuti di risate di cuore equivalgono a 30 minuti di vogatore. Lo YdR è anche un potente antidoto contro la depressione, riduce i sintomi di allergie, asma e artriti, e dà un apprezzabile contributo nella cura del cancro. Inoltre ridere diminuisce gli effetti negativi dello stress, che è causa del 70-80 % di tutte le malattie.
» Nell'argomento: Il pazzo thread dei “Last Minute”
4 anni fa
Categoria: Coppie
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» Nell'argomento: Il pazzo thread dei “Last Minute”
4 anni fa
Categoria: Coppia
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» Nell'argomento: Il pazzo thread dei “Last Minute”
4 anni fa
Categoria: Coppia
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» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
4 anni faQuotato da Idrogeno,Diciamo che qui gli argomenti li mettiamo noi, non è solo un commentare. Succede che gli iscritti da un tot abbiano già letto e scritto la loro piu o meno su tutto e magari non abbiano voglia di ripetersi e quindi non partecipino più così attivamente [...]
La tua è una motivazione valida, ma credo che sia solo una delle tante.
Tante persone diverse con tante motivazioni diverse.
Ognuno avrà la sua motivazione, per non partecipare più al forum o per parteciparvi meno.
Bisognerebbe chiedere direttamente ai vari utenti che riteniamo abbiano ridotto la propria frequenza (o abbandono) sul forum.
Ma anche se sarebbe utile farlo mi chiedo: siamo sicuri di volerlo sapere?
» Nell'argomento: La notizia del giorno
4 anni fa
Articolo tratto da : Il reporter - 14 Maggio 2008
Articolo di: Federica Sanna, Matteo Francini, Paolo Ceccarelli e Ludovica Zarrilli
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Scambisti, un mondo nascosto
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Luci spente nel lungo e stretto corridoio, soffusi barlumi accennano i letti consumati nelle stanzette che si susseguono. Vagano coppie, uomini e donne in cerca di uno scambio di partner. Single, uomini, per lo più, senza una meta precisa. Il silenzio, sull’eco delle note che arrivano dalle scale, è violato solo dall’ansimante godere e dai sussurri degli approcci. “I tempi sono cambiati -intonano una discussione due coppie veterane- qualche anno fa ci si divertiva veramente. C’era molta più gente, quasi da non poter passare. Si andava da una stanza all’altra ed era molto più immediata l’intesa”. Chiarisce e poi si corregge il prestante quarantenne, imprenditore in carriera: “C’era voglia di “trombare” (ops), scusate “di fare l’amore”” .
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Una stonante forma di rispetto che si accorda però con il loro spirito: “Se non ti senti pronto o non ti va di fare qualcosa, non ti devi sentire obbligato. Ci mancherebbe altro. Si fa perché vuoi farlo veramente”. Vanno alla ricerca di una consapevole e voluta complicità di eccitamento. A volte le coppie giocano fra loro e poi ognuna si apparta senza scambio. Sfuggire alla noia di una relazione che comincia a sentir pesare gli anni passati? “Siamo sposati da 27 anni -racconta una donna, una mamma di due figli, 17 e 26 anni- le cose cambiano, si appiattisce tutto”. E allora si ricerca la novità, nel locale o a casa, l’importante è “farlo strano”. “Tutto è cominciato quando lui mi ha tradita -continua- sono stata molto male quando l’ho scoperto. E subito dopo mi ha proposto di frequentare questo tipo di locale, mi ha sconvolta ancora di più. Poi però ci ho pensato, così non mi tradisce più”.
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La consapevolezza sembra fare la differenza. Però resta comunque difficile separare il sesso dall’amore: “Sono gelosa da sempre -dice un’altra donna, estetista, chiacchierona e solare- quando vedo che è un po’ troppo preso, me lo porto via. Una lo ha chiamato addirittura “orsacchiotto”. “Orsacchiotto” a chi?!”. Ed è proprio il gentil sesso a restare attaccato al sentimento, mentre è il maschio a vivere la situazione con estrema scioltezza e distacco: “Ora fra di noi non si litiga più”, dice soddisfatto un direttore d’impresa.
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Voglia di trasgressione? Non per queste coppie sessantottine, che si portano dietro il desiderio di libertà. Sembra esserlo però per i più giovani, misto alla curiosità e all’affanno di una ricerca invano. “Guardano, ma la maggior parte delle volte non fanno”, racconta una donna. L’evasione è il luogo: la vista, l’udito e l’immaginazione. Non si consumano alcolici perché l’adrenalina scorre già naturalmente nelle vene. Al piano di sotto la musica cambia. Suoni dolci e romantici accompagnano l’illusione del sentimento, ma l’odore che resta è quello del sesso.
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Scambisti: a passeggio tra i gironi
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Il paradiso era una stanza bianca illuminata da un grande lampadario neo-barocco. Erano bianchi il pavimento, le pareti e i drappi del baldacchino che delimitava una zona più appartata. In questo candore si aggiravano uomini distinti, donne di mezz’età in abiti succinti, venticinquenni vestiti all’ultima moda: coppie alla ricerca di altre coppie, ma anche single che venivano qui solo per guardare. Nella stanza bianca le coppie cenavano, chiacchieravano, ballavano. Gli uomini osservavano attenti signore impegnate in passi ammiccanti. Inviti ad avvicinarsi o ad estinguere la sete di voyeurismo. Sì, perché questo “paradiso” altro non era che l’ingresso di un locale di scambisti che si trovava nel centro di Firenze. Ora si è spostato fuori città. Il Reporter c’è stato a poche settimane dal cambio di gestione. Questo reportage è il risultato della nostra visita:
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Suoniamo il campanello e la porta, un po’ nascosta, sembra spalancarsi automaticamente. In realtà ad aprirla è il buttafuori, un ragazzo elegante e dalla statura imponente. La “hall” del locale ha un sapore ovattato e porta ad un bancone simile a quello di un albergo. Sbuca una donna dal sorriso smagliante che ci illustra come “funziona” il locale. Per entrare bisogna diventare soci, cioè lasciare la carta d’identità, firmare un modulo e pagare 30 euro. Una volta completata l’iscrizione, veniamo accompagnati al bancone bar del “paradiso” lasciandoci con l’augurio “godetevi la serata”. Dopo poco una cinquantenne fasciata in un vestito di lattice e con un collare borchiato si avvicina. “Sei Fabio?”, chiede. La risposta è no, e allora lei si scusa spiegando che sta cercando la coppia con la quale lei e suo marito si sono dati appuntamento. Una coppia che loro non hanno mai visto prima.
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Mentre gli avventori ballano sempre più disinibiti e scherzosi, ci inoltriamo nel “purgatorio” senza accorgerci di stare invertendo il cammino di Dante Alighieri. Qui ogni particolare gioca sulle sfumature del rosso. L’atmosfera diventa decisamente più calda. Carta da parati oltre la quale si alternano stanze aperte.
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Un limbo aperto ai sogni erotici più segreti. Nella cosiddetta “suite” due donne sono impegnate in una fellatio. Una coppia si masturba a vicenda e un uomo osserva con attenzione. Non è il solo a guardare. Fuori dalla stanza, aggrappati alle grate che chiudono due finestrelle, ci sono tre single: un quarantenne e due ragazzi.
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Nonostante la “temperatura” continui a salire, capita di dover soddisfare un piccolo bisogno fisiologico. I bagni sono una sorta di confessionale, dove le coppie parlano delle loro vite fuori dal locale. “Mia figlia sabato ha bevuto due bicchieri di vino a stomaco vuoto e si è sentita male”, si sente raccontare da una donna. “Ha 20 anni, per me si può anche ubriacare. Ma l’importante è che non prenda la macchina”. Due uomini parlano – manco a dirlo – di calcio, e in particolare dell’Inter che “quest’anno è una squadra schiacciasassi, nessuno gli può stare dietro”. Usciamo dal bagno e la nostra attenzione cade su una scaletta che porta al piano superiore. Saliamo e ci ritroviamo in una dark room. Trenta secondi dopo ci accorgiamo di non essere da soli. Una coppia di mezza età raggiunge la stanza e, mentre passa davanti a noi, la donna tenta un approccio velato con uno sguardo indagatore. La situazione diventa di colpo complicata, forse è meglio scendere e tornare nel più “sicuro” purgatorio. Ci dirigiamo verso l’ultima tappa del nostro cammino: l’inferno. Anche qui un susseguirsi di stanze, tutte nere, per dare sfogo ai giochi lussuriosi della clientela scambista. La “playroom” per eccellenza è uno spazio raccolto in cui troneggia una grande seduta nera che ricorda le poltrone da dentista. Al momento l’inferno è desolatamente vuoto, tutti sono affaccendati tra paradiso e purgatorio, e a noi non resta che salutare i nostri ospiti e andare via. E quindi uscimmo a riveder le stelle…
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L’intervista
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Il buttafuori: “Pochi fiorentini. Hanno paura di essere scoperti”
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Parla velocemente. A volte sembra titubante, ma descrive le situazioni con la sicurezza di chi le ha vissute da vicino. Assaporandone l’intensità. Il buttafuori di un locale fiorentino per scambisti preferisce mantenere l’anonimato.
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Che tipo di clientela frequenta il locale?
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Gente di tutti i tipi. Persone di mezza età ma anche ragazzi giovani, sotto la trentina. Certamente è gente che non ha problemi di soldi. Tanti liberi professionisti. Notai, dentisti, medici, commercialisti. Anche calciatori e politici.
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Di Firenze?
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I fiorentini sono pochi perché hanno il timore di essere scoperti da conoscenti e amici. Vige ancora una sorta di bigottismo che impedisce alle persone di vivere in libertà le loro scelte. I fiorentini che vengono prendono delle precauzioni, come lasciare la macchina molto lontana dal locale e farsi accompagnare.
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Allora da dove vengono?
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Soprattutto Livorno, Viareggio, Arezzo. Qualcuno da Roma.
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Nel weekend c’è movimento?
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Tantissimo. Il locale si riempie sempre. Molte coppie si conoscono, come in una grande comitiva, e si incontrano qui nel fine settimana.
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Gira droga?
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No. Forse qualcuno la consuma prima di entrare ma nel locale non se ne trova.
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E viagra?
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Si, quello si. Non si potrebbe fare altrimenti. Come si può pensare di avere un così elevato numero di rapporti a sera senza nessun “aiutino”. Mi riferisco soprattutto alle persone di mezza età.
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Il costo dell’ingresso è uguale sia per le coppie che per i single?
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No. Le coppie pagano all’incirca 30 euro. I single 150 euro e non riescono sempre ad entrare. Dipende dal numero di coppie che ci sono all’interno. Dato che i single nella quasi totalità dei casi sono uomini, bisogna che il totale venga bilanciato dalle coppie.
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Cosa cerca chi frequenta questo locale?
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Cerca di divertirsi. Ama cambiare partner, fare sesso di gruppo e, perché no, anche solo guardare.
Articolo di: Federica Sanna, Matteo Francini, Paolo Ceccarelli e Ludovica Zarrilli
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Scambisti, un mondo nascosto
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Luci spente nel lungo e stretto corridoio, soffusi barlumi accennano i letti consumati nelle stanzette che si susseguono. Vagano coppie, uomini e donne in cerca di uno scambio di partner. Single, uomini, per lo più, senza una meta precisa. Il silenzio, sull’eco delle note che arrivano dalle scale, è violato solo dall’ansimante godere e dai sussurri degli approcci. “I tempi sono cambiati -intonano una discussione due coppie veterane- qualche anno fa ci si divertiva veramente. C’era molta più gente, quasi da non poter passare. Si andava da una stanza all’altra ed era molto più immediata l’intesa”. Chiarisce e poi si corregge il prestante quarantenne, imprenditore in carriera: “C’era voglia di “trombare” (ops), scusate “di fare l’amore”” .
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Una stonante forma di rispetto che si accorda però con il loro spirito: “Se non ti senti pronto o non ti va di fare qualcosa, non ti devi sentire obbligato. Ci mancherebbe altro. Si fa perché vuoi farlo veramente”. Vanno alla ricerca di una consapevole e voluta complicità di eccitamento. A volte le coppie giocano fra loro e poi ognuna si apparta senza scambio. Sfuggire alla noia di una relazione che comincia a sentir pesare gli anni passati? “Siamo sposati da 27 anni -racconta una donna, una mamma di due figli, 17 e 26 anni- le cose cambiano, si appiattisce tutto”. E allora si ricerca la novità, nel locale o a casa, l’importante è “farlo strano”. “Tutto è cominciato quando lui mi ha tradita -continua- sono stata molto male quando l’ho scoperto. E subito dopo mi ha proposto di frequentare questo tipo di locale, mi ha sconvolta ancora di più. Poi però ci ho pensato, così non mi tradisce più”.
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La consapevolezza sembra fare la differenza. Però resta comunque difficile separare il sesso dall’amore: “Sono gelosa da sempre -dice un’altra donna, estetista, chiacchierona e solare- quando vedo che è un po’ troppo preso, me lo porto via. Una lo ha chiamato addirittura “orsacchiotto”. “Orsacchiotto” a chi?!”. Ed è proprio il gentil sesso a restare attaccato al sentimento, mentre è il maschio a vivere la situazione con estrema scioltezza e distacco: “Ora fra di noi non si litiga più”, dice soddisfatto un direttore d’impresa.
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Voglia di trasgressione? Non per queste coppie sessantottine, che si portano dietro il desiderio di libertà. Sembra esserlo però per i più giovani, misto alla curiosità e all’affanno di una ricerca invano. “Guardano, ma la maggior parte delle volte non fanno”, racconta una donna. L’evasione è il luogo: la vista, l’udito e l’immaginazione. Non si consumano alcolici perché l’adrenalina scorre già naturalmente nelle vene. Al piano di sotto la musica cambia. Suoni dolci e romantici accompagnano l’illusione del sentimento, ma l’odore che resta è quello del sesso.
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Scambisti: a passeggio tra i gironi
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Il paradiso era una stanza bianca illuminata da un grande lampadario neo-barocco. Erano bianchi il pavimento, le pareti e i drappi del baldacchino che delimitava una zona più appartata. In questo candore si aggiravano uomini distinti, donne di mezz’età in abiti succinti, venticinquenni vestiti all’ultima moda: coppie alla ricerca di altre coppie, ma anche single che venivano qui solo per guardare. Nella stanza bianca le coppie cenavano, chiacchieravano, ballavano. Gli uomini osservavano attenti signore impegnate in passi ammiccanti. Inviti ad avvicinarsi o ad estinguere la sete di voyeurismo. Sì, perché questo “paradiso” altro non era che l’ingresso di un locale di scambisti che si trovava nel centro di Firenze. Ora si è spostato fuori città. Il Reporter c’è stato a poche settimane dal cambio di gestione. Questo reportage è il risultato della nostra visita:
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Suoniamo il campanello e la porta, un po’ nascosta, sembra spalancarsi automaticamente. In realtà ad aprirla è il buttafuori, un ragazzo elegante e dalla statura imponente. La “hall” del locale ha un sapore ovattato e porta ad un bancone simile a quello di un albergo. Sbuca una donna dal sorriso smagliante che ci illustra come “funziona” il locale. Per entrare bisogna diventare soci, cioè lasciare la carta d’identità, firmare un modulo e pagare 30 euro. Una volta completata l’iscrizione, veniamo accompagnati al bancone bar del “paradiso” lasciandoci con l’augurio “godetevi la serata”. Dopo poco una cinquantenne fasciata in un vestito di lattice e con un collare borchiato si avvicina. “Sei Fabio?”, chiede. La risposta è no, e allora lei si scusa spiegando che sta cercando la coppia con la quale lei e suo marito si sono dati appuntamento. Una coppia che loro non hanno mai visto prima.
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Mentre gli avventori ballano sempre più disinibiti e scherzosi, ci inoltriamo nel “purgatorio” senza accorgerci di stare invertendo il cammino di Dante Alighieri. Qui ogni particolare gioca sulle sfumature del rosso. L’atmosfera diventa decisamente più calda. Carta da parati oltre la quale si alternano stanze aperte.
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Un limbo aperto ai sogni erotici più segreti. Nella cosiddetta “suite” due donne sono impegnate in una fellatio. Una coppia si masturba a vicenda e un uomo osserva con attenzione. Non è il solo a guardare. Fuori dalla stanza, aggrappati alle grate che chiudono due finestrelle, ci sono tre single: un quarantenne e due ragazzi.
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Nonostante la “temperatura” continui a salire, capita di dover soddisfare un piccolo bisogno fisiologico. I bagni sono una sorta di confessionale, dove le coppie parlano delle loro vite fuori dal locale. “Mia figlia sabato ha bevuto due bicchieri di vino a stomaco vuoto e si è sentita male”, si sente raccontare da una donna. “Ha 20 anni, per me si può anche ubriacare. Ma l’importante è che non prenda la macchina”. Due uomini parlano – manco a dirlo – di calcio, e in particolare dell’Inter che “quest’anno è una squadra schiacciasassi, nessuno gli può stare dietro”. Usciamo dal bagno e la nostra attenzione cade su una scaletta che porta al piano superiore. Saliamo e ci ritroviamo in una dark room. Trenta secondi dopo ci accorgiamo di non essere da soli. Una coppia di mezza età raggiunge la stanza e, mentre passa davanti a noi, la donna tenta un approccio velato con uno sguardo indagatore. La situazione diventa di colpo complicata, forse è meglio scendere e tornare nel più “sicuro” purgatorio. Ci dirigiamo verso l’ultima tappa del nostro cammino: l’inferno. Anche qui un susseguirsi di stanze, tutte nere, per dare sfogo ai giochi lussuriosi della clientela scambista. La “playroom” per eccellenza è uno spazio raccolto in cui troneggia una grande seduta nera che ricorda le poltrone da dentista. Al momento l’inferno è desolatamente vuoto, tutti sono affaccendati tra paradiso e purgatorio, e a noi non resta che salutare i nostri ospiti e andare via. E quindi uscimmo a riveder le stelle…
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L’intervista
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Il buttafuori: “Pochi fiorentini. Hanno paura di essere scoperti”
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Parla velocemente. A volte sembra titubante, ma descrive le situazioni con la sicurezza di chi le ha vissute da vicino. Assaporandone l’intensità. Il buttafuori di un locale fiorentino per scambisti preferisce mantenere l’anonimato.
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Che tipo di clientela frequenta il locale?
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Gente di tutti i tipi. Persone di mezza età ma anche ragazzi giovani, sotto la trentina. Certamente è gente che non ha problemi di soldi. Tanti liberi professionisti. Notai, dentisti, medici, commercialisti. Anche calciatori e politici.
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Di Firenze?
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I fiorentini sono pochi perché hanno il timore di essere scoperti da conoscenti e amici. Vige ancora una sorta di bigottismo che impedisce alle persone di vivere in libertà le loro scelte. I fiorentini che vengono prendono delle precauzioni, come lasciare la macchina molto lontana dal locale e farsi accompagnare.
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Allora da dove vengono?
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Soprattutto Livorno, Viareggio, Arezzo. Qualcuno da Roma.
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Nel weekend c’è movimento?
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Tantissimo. Il locale si riempie sempre. Molte coppie si conoscono, come in una grande comitiva, e si incontrano qui nel fine settimana.
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Gira droga?
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No. Forse qualcuno la consuma prima di entrare ma nel locale non se ne trova.
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E viagra?
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Si, quello si. Non si potrebbe fare altrimenti. Come si può pensare di avere un così elevato numero di rapporti a sera senza nessun “aiutino”. Mi riferisco soprattutto alle persone di mezza età.
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Il costo dell’ingresso è uguale sia per le coppie che per i single?
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No. Le coppie pagano all’incirca 30 euro. I single 150 euro e non riescono sempre ad entrare. Dipende dal numero di coppie che ci sono all’interno. Dato che i single nella quasi totalità dei casi sono uomini, bisogna che il totale venga bilanciato dalle coppie.
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Cosa cerca chi frequenta questo locale?
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Cerca di divertirsi. Ama cambiare partner, fare sesso di gruppo e, perché no, anche solo guardare.
» Nell'argomento: Aggiungi il tuo augurio
4 anni fa
E Pasqua sia
[url=https://postimages.org/][img]https://i.postimg.cc/85tGpHw6/36-F74-A90-DD19-40-F0-911-B-0-AF6-BA965-D90.jpg[/img][/url]
Auguri
[url=https://postimages.org/][img]https://i.postimg.cc/85tGpHw6/36-F74-A90-DD19-40-F0-911-B-0-AF6-BA965-D90.jpg[/img][/url]
Auguri
» Nell'argomento: Chi sono gli iscritti di A69?
4 anni faQuotato da MoraSelvatica,Tutti malati, brutta gente. Questa la messa in guardia della mia amica quando le ho detto che mi sono appena (re)iscritta. Eppure qui ha incontrato non solo ME 🙂 che sono diventata sua buona amica ma anche il suo attuale compagno 😄
Per quanto m [...]
Io personalmente ritengo che gli iscritti su A69, siano le stesse persone che puoi trovare per strada; al bar; in palestra; ecc. ecc.
La differenza sostanziale che riscontro tra chi si incontra qui rispetto a chi sta fuori, non è sostanzialmente nella persona, ma nel motivo che li porta a iscriversi e frequentare questo sito, cioè la visione o se vogliamo la ricerca, di sesso.
Se fuori da qui difficilmente ci troveremo a parlare di sesso in generale e in particolare di come noi lo viviamo, specie con sconosciuti. Qui essendo accumunati tutti da esso, non abbiamo problemi ne a parlarne né tantomeno a condividere/vivere tale esperienze con estranei.
In sostanza è più o meno come un circolo specifico (tipo i circoli sportivi o altro) dove si incontrano persone completamente diverse tra loro, ma accomunati dalla stessa passione.
Detto questo, credo sia più che normale che in una comunità così numerosa, si possano incontrare le persone più svariate (esattamente come in un comune bar affollato), dal filosofo sino al maniaco. Qui entra in gioco la nostra esperienza e conoscenza, per individuare quelle persone che possono essere quanto più affini a noi anche aldilà del sesso stesso.
Come si usava dire una volta, ascolta tutti ma al momento di decidere/scegliere, fallo con la tua testa.
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P.s. Credo che a chiunque tu possa chiedere otterrai sempre risposte diverse, tutte valide o fallaci, derivate dalle proprie esperienze all’interno del sito. Siamo tantissimi, forse qualcuno simili a qualcuno altro, ma mai uguali.



Perchè provare un Club Privè anche se non siete Scambisti



