Tutti i Post di Ade-69
Il Forum di Annunci69.it
Sei in > Forum > Cerca Messaggi
Tutti i messaggi dell'utente: Ade-69
» Nell'argomento: Caro amico ti scrivo
4 anni fa
Ciao
Sono rientrato a casa dopo il lungo viaggio.
Il tempo di riposare un po’ per riprendermi e ripensare a ieri, alla tua domanda “lo rifaresti ?”.
Ci ho riflettuto parecchio, e si sono certo che lo rifarei, già una volta mi capitò anni fa di spiegare il perché del farlo o rifarlo, ho ripescato quella mia spiegazione, lo riletta, e mi ci riconosco ancora, così te la ripropongo nel tentativo di farti capire il mio pensiero al riguardo.
.
Leggendo il forum, mi sono sempre chiesto, chi sono le persone che vivono in questo spazio, dietro un nickname.
A volte partecipando attivamente, altre semplicemente leggendo i vari thread che si susseguono in questo spazio.
Ho sempre manifestato la voglia di dare, un nome, un volto, è un carattere a questi nickname.
Ed ecco che scorrendo tra i vari post, leggo della possibilità di poter esaudire il mio desiderio. Si propone una festa tra i partecipanti del forum.
Accetto da subito di partecipare senza farmi altre domande.
Ed ecco iniziare una splendida forma di conoscenza, tra chi come me, nutre la stessa voglia di dare un volto ai forumisti.
Le innumerevoli difficoltà (davvero tantissime) hanno consolidato il gruppo dei partecipanti, che piano piano, lasciavano il nickname e l’anonimato, verso un più concreto essere noi stessi, e cresceva in noi sempre più la voglia di dare un volto, a questo gruppo di “persone”, sempre più affiatate tra loro, che rideva scherzava, si faceva compagnia, raccontandosi ed ascoltandosi.
Ovviamente il cammino verso la festa non è stato semplice, ma man man che si proseguiva, ogni nostro sbaglio diventava esperienza, esperienza che non avevamo, presi più dal l’entusiasmo ingenuo di chi pensa più al fine e non al percorso per arrivarci.
Ed ecco arrivato il giorno.
Si comincia a prepararsi, mentalmente, pensando a cosa troveremo e chi.
Il mio viaggio è stato molto tormentato, tra il maltempo nella città che doveva ospitarci e i vari forti ritardi del mio volo. Troppo stanco per pensare durante il lungo viaggio. Atterro, riavvio il telefono, ed ecco la prima sorpresa, vengono a prendermi all’aeroporto. Riconoscere la persona anche a distanza, mi ha fatto subito capire che la serata sarebbe stata perfetta.
Arrivati in appartamento, ecco la seconda persona che incontro, nessuna sorpresa anche qui, chi ci avesse visto in quel momento ci avrebbe preso per tre amici di vecchia data, e non per persone che si vedevano per la prima volta.
Da lì in poi è stato un susseguirsi di non sorprese, ma di un normale è bellissimo incontro tra amici che non avevano bisogno di rompere il ghiaccio, ma semplicemente si raccontavano.
Si arriva alla festa, il locale è molto accogliente, ci vengono incontro le prime persone che erano già lì ad aspettarci, ed anche qui non serve rompere il ghiaccio, come amici ritrovati, ci si mette subito in moto, per preparare i pasti, e nel frattempo chiacchiere, tutti con tutti.
La cosa che mi colpisce, è la forte coesione che c’è tra tutti i presenti, noto che si parla di noi tra noi, nessuno fa riferimento al luogo dove è nata la cosa (se non in riferimento a se stessi o al l’interlocutore), nessun micro gruppo, tutti hanno il piacere è la voglia di stare con tutti.
Più volte mi sono soffermato ad osservare queste persone (non più nickname) con caratteri diversi, personalità diverse, ma tutti fondamentalmente uniti dalla voglia di stare assieme senza pregiudizi, ne remore verso nessuno.
Sono stato non felice ma molto di più, ognuno di loro (ma credetemi davvero tutti) mi ha lasciato un segno, con le loro diversità che comunque non erano un ostacolo, anzi diventava la loro forza.
Sette ore assieme mi sono apparse poco meno di dieci minuti, avrei voluto fermare il tempo, avevano aperto in me un mondo, che avrei voluto esplorare meglio e più a lungo.
Vorrei dire ad uno ad uno il mio pensiero verso di loro, perché ognuno di loro mi ha trasmesso qualcosa. Grazie infinite per il regalo più grande che potevate farmi, mostrarvi a me nel vostro essere più vero e sincero, grazie per essere le persone splendide che siete.
.
Questo è quanto scrissi anni fa e che trovo tutt’ora valido per me.
In definitiva si possono fare incontri che durano giusto il tempo dello stesso. Oppure anziché incontrare, ci si può conoscere e vivere ogni attimo anche dopo l’incontro, è questo lascia un segno, piccolo o grande non importa, così come non importa se buono o cattivo, l’importante è che ci sia.
Questo è quanto, spero di aver risposto adeguatamente alla tua domanda, nel caso potremo approfondire quando ci rivedremo di persona, perché comunque ci rivedremo presto.
A presto ciao
Sono rientrato a casa dopo il lungo viaggio.
Il tempo di riposare un po’ per riprendermi e ripensare a ieri, alla tua domanda “lo rifaresti ?”.
Ci ho riflettuto parecchio, e si sono certo che lo rifarei, già una volta mi capitò anni fa di spiegare il perché del farlo o rifarlo, ho ripescato quella mia spiegazione, lo riletta, e mi ci riconosco ancora, così te la ripropongo nel tentativo di farti capire il mio pensiero al riguardo.
.
Leggendo il forum, mi sono sempre chiesto, chi sono le persone che vivono in questo spazio, dietro un nickname.
A volte partecipando attivamente, altre semplicemente leggendo i vari thread che si susseguono in questo spazio.
Ho sempre manifestato la voglia di dare, un nome, un volto, è un carattere a questi nickname.
Ed ecco che scorrendo tra i vari post, leggo della possibilità di poter esaudire il mio desiderio. Si propone una festa tra i partecipanti del forum.
Accetto da subito di partecipare senza farmi altre domande.
Ed ecco iniziare una splendida forma di conoscenza, tra chi come me, nutre la stessa voglia di dare un volto ai forumisti.
Le innumerevoli difficoltà (davvero tantissime) hanno consolidato il gruppo dei partecipanti, che piano piano, lasciavano il nickname e l’anonimato, verso un più concreto essere noi stessi, e cresceva in noi sempre più la voglia di dare un volto, a questo gruppo di “persone”, sempre più affiatate tra loro, che rideva scherzava, si faceva compagnia, raccontandosi ed ascoltandosi.
Ovviamente il cammino verso la festa non è stato semplice, ma man man che si proseguiva, ogni nostro sbaglio diventava esperienza, esperienza che non avevamo, presi più dal l’entusiasmo ingenuo di chi pensa più al fine e non al percorso per arrivarci.
Ed ecco arrivato il giorno.
Si comincia a prepararsi, mentalmente, pensando a cosa troveremo e chi.
Il mio viaggio è stato molto tormentato, tra il maltempo nella città che doveva ospitarci e i vari forti ritardi del mio volo. Troppo stanco per pensare durante il lungo viaggio. Atterro, riavvio il telefono, ed ecco la prima sorpresa, vengono a prendermi all’aeroporto. Riconoscere la persona anche a distanza, mi ha fatto subito capire che la serata sarebbe stata perfetta.
Arrivati in appartamento, ecco la seconda persona che incontro, nessuna sorpresa anche qui, chi ci avesse visto in quel momento ci avrebbe preso per tre amici di vecchia data, e non per persone che si vedevano per la prima volta.
Da lì in poi è stato un susseguirsi di non sorprese, ma di un normale è bellissimo incontro tra amici che non avevano bisogno di rompere il ghiaccio, ma semplicemente si raccontavano.
Si arriva alla festa, il locale è molto accogliente, ci vengono incontro le prime persone che erano già lì ad aspettarci, ed anche qui non serve rompere il ghiaccio, come amici ritrovati, ci si mette subito in moto, per preparare i pasti, e nel frattempo chiacchiere, tutti con tutti.
La cosa che mi colpisce, è la forte coesione che c’è tra tutti i presenti, noto che si parla di noi tra noi, nessuno fa riferimento al luogo dove è nata la cosa (se non in riferimento a se stessi o al l’interlocutore), nessun micro gruppo, tutti hanno il piacere è la voglia di stare con tutti.
Più volte mi sono soffermato ad osservare queste persone (non più nickname) con caratteri diversi, personalità diverse, ma tutti fondamentalmente uniti dalla voglia di stare assieme senza pregiudizi, ne remore verso nessuno.
Sono stato non felice ma molto di più, ognuno di loro (ma credetemi davvero tutti) mi ha lasciato un segno, con le loro diversità che comunque non erano un ostacolo, anzi diventava la loro forza.
Sette ore assieme mi sono apparse poco meno di dieci minuti, avrei voluto fermare il tempo, avevano aperto in me un mondo, che avrei voluto esplorare meglio e più a lungo.
Vorrei dire ad uno ad uno il mio pensiero verso di loro, perché ognuno di loro mi ha trasmesso qualcosa. Grazie infinite per il regalo più grande che potevate farmi, mostrarvi a me nel vostro essere più vero e sincero, grazie per essere le persone splendide che siete.
.
Questo è quanto scrissi anni fa e che trovo tutt’ora valido per me.
In definitiva si possono fare incontri che durano giusto il tempo dello stesso. Oppure anziché incontrare, ci si può conoscere e vivere ogni attimo anche dopo l’incontro, è questo lascia un segno, piccolo o grande non importa, così come non importa se buono o cattivo, l’importante è che ci sia.
Questo è quanto, spero di aver risposto adeguatamente alla tua domanda, nel caso potremo approfondire quando ci rivedremo di persona, perché comunque ci rivedremo presto.
A presto ciao
» Nell'argomento: Caro amico ti scrivo
4 anni fa
In questo spazio potrete scrivere una lettera a chi?
- Ad un altro utente
- A qualcuno/a conosciuto/a attraverso il sito con cui siete diventati amici
- Allo stesso sito.
Di cosa si può trattare con la lettera?
- Di amicizia
- Di rapporti
- Per lamentarci di un comportamento
- Per ringraziare
Insomma una lettera a chi vogliamo e per qualsiasi motivo riteniamo, esattamente come le vecchie lettere quando il mittente e il destinatario erano distanti.
.
COSA NON SI PUÒ SCRIVERE nella lettera: non si può scrivere il nickname-nome-o qualsiasi cosa che possa far riconoscere il destinatario della missiva.
.
P.s. Potete scegliere anche di scrivere una cartolina, in questo caso bisognerà postare anche la foto della cartolina (tipo quelle di una volta con le scritte più svariate, da saluti da… a tutto il resto) seguita dal breve scritto per il destinatario.
- Ad un altro utente
- A qualcuno/a conosciuto/a attraverso il sito con cui siete diventati amici
- Allo stesso sito.
Di cosa si può trattare con la lettera?
- Di amicizia
- Di rapporti
- Per lamentarci di un comportamento
- Per ringraziare
Insomma una lettera a chi vogliamo e per qualsiasi motivo riteniamo, esattamente come le vecchie lettere quando il mittente e il destinatario erano distanti.
.
COSA NON SI PUÒ SCRIVERE nella lettera: non si può scrivere il nickname-nome-o qualsiasi cosa che possa far riconoscere il destinatario della missiva.
.
P.s. Potete scegliere anche di scrivere una cartolina, in questo caso bisognerà postare anche la foto della cartolina (tipo quelle di una volta con le scritte più svariate, da saluti da… a tutto il resto) seguita dal breve scritto per il destinatario.
» Nell'argomento: La notizia del giorno
4 anni fa
28 Gennaio 2022 articolo di:
Remy Morandi (Giornalista - QN - Il Resto del Carlino - Il giorno - La Nazione)
.
.
Finanziato dalla fondazione di Bill Gates, ha inizio il progetto del vaccino a Rna messaggero contro le infezioni da Hiv. Nel 2020 sono morte per Aids 680mila persone
.
.
Un vaccino contro l’Hiv. Sembra un sogno, e invece oggi si apprende che Moderna – la società americana di biotecnologie produttrice del vaccino contro il Covid-19 – e un’organizzazione di ricerca scientifica no-profit, la International Aids Vaccine Initiative (Iavi), hanno avviato la sperimentazione di un vaccino anti Hiv a Rna messaggero (mRna). Il progetto è finanziato dalla Bill & Melinda Gates Foundation, la fondazione del patron di Microsoft, Bill Gates, e della ex moglie, Melinda.
.
Le prime dosi del vaccino mRna-1644 – questo il nome del vaccino contro l’Hiv, il patogeno responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita Aids – sono già state somministrate negli Stati Uniti nell’ambito di uno studio clinico di fase 1, ovvero il primo step necessario alla validazione clinica della molecola. Adesso, sempre nell’ambito dello studio sperimentale di fase 1, saranno reclutati sempre in America 56 volontari adulti, sani e Hiv-negativi. In questa fase, 48 volontari riceveranno una o due dosi del vaccino contro l’Hiv, a 32 di loro sarà inoculato il boost mRna-1644v2-Core, mentre altri 8 volontari riceveranno solo il richiamo immunogeno. L’obiettivo di tutto ciò è stabilire se la somministrazione del vaccino mRna-1644 sia in grado di creare i cosiddetti “anticorpi ampiamente neutralizzanti” o bnAb. Come infatti dichiara il comunicato stampa diffuso da Moderna, “l’introduzione di bnAb è considerata ampiamente un obiettivo della vaccinazione contro l’Hiv e un primo passo nell’ambito di quel processo”.
.
“Siamo estremamente entusiasti – afferma il ceo di Iavi, Mark Feinberg – di portare avanti questa nuova sperimentazione nell’ambito della progettazione del vaccino anti Hiv attraverso la piattaforma mRna di Moderna. La ricerca di un vaccino contro l’Hiv è stata lunga e impegnativa e disporre di nuovi strumenti in termini di immunogeni e piattaforme potrebbe essere la chiave per compiere rapidi progressi verso un vaccino contro la malattia che si dimostri efficace”. Esprime soddisfazione anche il presidente di Moderna, Stephen Hoge: “Siamo felici di poter applicare la nostra tecnologia mRna per la ricerca sul vaccino contro l’Hiv. Riteniamo che l’avanzamento di questa sperimentazione sia un passo importante nella nostra missione di sfruttare il potenziale dell’mRna per migliorare la salute umana”.
.
Aids e Hiv, quanti casi in Italia (e nel mondo)
In Italia. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, dal 1982 – anno di inizio dell’epidemia – al 2018 sono stati segnalati in totale 71.591 casi e 46mila morti per Aids. Nel 2020 sono stati diagnosticati 352 nuovi casi di Aids, pari ad un’incidenza di 0,7 nuovi casi per 100mila residenti. Per quanto riguarda invece l’Hiv, nel 2020 sono state segnalate in Italia 1.303 nuove diagnosi di infezione, pari ad un’incidenza di 2,2 nuovi casi per 100.000 residenti. I casi – registrati con più incidenza in Valle d’Aosta, Liguria, Provincia Autonoma di Trento e nel Lazio – hanno riguardato per il 79,9% gli uomini. L’età mediana è di 40 anni per entrambi i sessi e l’incidenza più alta si riscontra nelle fasce d’età che vanno dai 25 ai 29 anni (5,5 nuovi casi ogni 100mila residenti) e dai 30 ai 39 anni (5,2 nuovi casi ogni 100mila residenti). Nel 2020 la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv è attribuibile a rapporti sessuali non protetti da preservativo, che costituiscono l’88,1% di tutte le segnalazioni.
.
Nel mondo. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Hiv e l’Aids (UNAIDS) e l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2020 37,7 milioni di persone vivono con l’infezione da Hiv, 36 milioni gli adulti e 1,7 milioni i bambini sotto i 15 anni. Il numero delle nuove diagnosi è diminuito nel tempo passando dalle 3 milioni di nuove infezioni del 1997 ai 1,5 milioni nel 2020. Per quanto riguarda l’Aids, il numero di decessi sta continuando a diminuire: nel 2020 sono stati registrati 680mila morti per Aids.
.
Rna messaggero o mRna, che cos’è e come funziona?
Come abbiamo appreso con il vaccino contro il Covid-19, la tecnologia a Rna messaggero o mRna rappresenta una risorsa fondamentale per sviluppare, appunto, vaccini contro numerosi agenti patogeni. L’mRna è in sostanza il materiale genetico che contiene le istruzioni per la sintesi di nuove proteine. Dunque un vaccino a mRna serve a fornire all’organismo informazioni sul virus in questione, permettendogli di produrre proteine che vengono poi riconosciute come estranee, inducendo l’organismo a una reazione immunitaria. Al primo contatto con il virus, dunque, la risposta immunitaria dell’organismo si attiva più velocemente rendendo lo stesso virus innocuo e impedendo l’insorgere della malattia.
Remy Morandi (Giornalista - QN - Il Resto del Carlino - Il giorno - La Nazione)
.
.
Finanziato dalla fondazione di Bill Gates, ha inizio il progetto del vaccino a Rna messaggero contro le infezioni da Hiv. Nel 2020 sono morte per Aids 680mila persone
.
.
Un vaccino contro l’Hiv. Sembra un sogno, e invece oggi si apprende che Moderna – la società americana di biotecnologie produttrice del vaccino contro il Covid-19 – e un’organizzazione di ricerca scientifica no-profit, la International Aids Vaccine Initiative (Iavi), hanno avviato la sperimentazione di un vaccino anti Hiv a Rna messaggero (mRna). Il progetto è finanziato dalla Bill & Melinda Gates Foundation, la fondazione del patron di Microsoft, Bill Gates, e della ex moglie, Melinda.
.
Le prime dosi del vaccino mRna-1644 – questo il nome del vaccino contro l’Hiv, il patogeno responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita Aids – sono già state somministrate negli Stati Uniti nell’ambito di uno studio clinico di fase 1, ovvero il primo step necessario alla validazione clinica della molecola. Adesso, sempre nell’ambito dello studio sperimentale di fase 1, saranno reclutati sempre in America 56 volontari adulti, sani e Hiv-negativi. In questa fase, 48 volontari riceveranno una o due dosi del vaccino contro l’Hiv, a 32 di loro sarà inoculato il boost mRna-1644v2-Core, mentre altri 8 volontari riceveranno solo il richiamo immunogeno. L’obiettivo di tutto ciò è stabilire se la somministrazione del vaccino mRna-1644 sia in grado di creare i cosiddetti “anticorpi ampiamente neutralizzanti” o bnAb. Come infatti dichiara il comunicato stampa diffuso da Moderna, “l’introduzione di bnAb è considerata ampiamente un obiettivo della vaccinazione contro l’Hiv e un primo passo nell’ambito di quel processo”.
.
“Siamo estremamente entusiasti – afferma il ceo di Iavi, Mark Feinberg – di portare avanti questa nuova sperimentazione nell’ambito della progettazione del vaccino anti Hiv attraverso la piattaforma mRna di Moderna. La ricerca di un vaccino contro l’Hiv è stata lunga e impegnativa e disporre di nuovi strumenti in termini di immunogeni e piattaforme potrebbe essere la chiave per compiere rapidi progressi verso un vaccino contro la malattia che si dimostri efficace”. Esprime soddisfazione anche il presidente di Moderna, Stephen Hoge: “Siamo felici di poter applicare la nostra tecnologia mRna per la ricerca sul vaccino contro l’Hiv. Riteniamo che l’avanzamento di questa sperimentazione sia un passo importante nella nostra missione di sfruttare il potenziale dell’mRna per migliorare la salute umana”.
.
Aids e Hiv, quanti casi in Italia (e nel mondo)
In Italia. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, dal 1982 – anno di inizio dell’epidemia – al 2018 sono stati segnalati in totale 71.591 casi e 46mila morti per Aids. Nel 2020 sono stati diagnosticati 352 nuovi casi di Aids, pari ad un’incidenza di 0,7 nuovi casi per 100mila residenti. Per quanto riguarda invece l’Hiv, nel 2020 sono state segnalate in Italia 1.303 nuove diagnosi di infezione, pari ad un’incidenza di 2,2 nuovi casi per 100.000 residenti. I casi – registrati con più incidenza in Valle d’Aosta, Liguria, Provincia Autonoma di Trento e nel Lazio – hanno riguardato per il 79,9% gli uomini. L’età mediana è di 40 anni per entrambi i sessi e l’incidenza più alta si riscontra nelle fasce d’età che vanno dai 25 ai 29 anni (5,5 nuovi casi ogni 100mila residenti) e dai 30 ai 39 anni (5,2 nuovi casi ogni 100mila residenti). Nel 2020 la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv è attribuibile a rapporti sessuali non protetti da preservativo, che costituiscono l’88,1% di tutte le segnalazioni.
.
Nel mondo. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Hiv e l’Aids (UNAIDS) e l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2020 37,7 milioni di persone vivono con l’infezione da Hiv, 36 milioni gli adulti e 1,7 milioni i bambini sotto i 15 anni. Il numero delle nuove diagnosi è diminuito nel tempo passando dalle 3 milioni di nuove infezioni del 1997 ai 1,5 milioni nel 2020. Per quanto riguarda l’Aids, il numero di decessi sta continuando a diminuire: nel 2020 sono stati registrati 680mila morti per Aids.
.
Rna messaggero o mRna, che cos’è e come funziona?
Come abbiamo appreso con il vaccino contro il Covid-19, la tecnologia a Rna messaggero o mRna rappresenta una risorsa fondamentale per sviluppare, appunto, vaccini contro numerosi agenti patogeni. L’mRna è in sostanza il materiale genetico che contiene le istruzioni per la sintesi di nuove proteine. Dunque un vaccino a mRna serve a fornire all’organismo informazioni sul virus in questione, permettendogli di produrre proteine che vengono poi riconosciute come estranee, inducendo l’organismo a una reazione immunitaria. Al primo contatto con il virus, dunque, la risposta immunitaria dell’organismo si attiva più velocemente rendendo lo stesso virus innocuo e impedendo l’insorgere della malattia.
4 anni fa
Coppia (passeggera o stabile) per completarsi, perché anche se solo a livello inconscio, siamo incompleti e senza accorgercene cerchiamo la parte che ci manca. Il bello è che una volta trovata, con il tempo, la parte dell’altro/a entra in noi, così senza accorgersene, e si finisce per somigliarsi (mai uguali, ma simili, ed quel simili ma non uguali che alla fine ci porta a non poter vivere senza l’altro/a).
» Nell'argomento: Musica é ........
4 anni fa
Auguri Lucio da un siciliano
https://m.youtube.com/watch?v=1o25cKfpGqA
https://m.youtube.com/watch?v=1o25cKfpGqA
» Nell'argomento: Qualità delle foto
4 anni faQuotato da Idrogeno,Quotato da lullapop,Ok, leviamo: " Gente bella " , aggiungiamo belle foto persone di buon gusto. Certo ognuno ha i suoi gusti su questo non ci piove.
L’ho già chiesto e non mi pare che ci si sia messi in accordo. Quindi ripeto, contestualizzatemi ‘foto bella’ i ‘foto brutta’, perché leggendo i commenti non mi sembra che ci sia una coerenza.
Alcuni hanno parlato di tecnica ma poi hanno virato sul soggetto. Fatta bene ma inquadrava un cesso vs fatta alla cazzo ma inquadrava uno strafigo/figa. Prendiamo una posizione univoca, che cazz. (Va bene anche un grado che nn sia novanta 😎)
Ti rispondo parlando esclusivamente per me (ben cosciente che ognuno ha i propri gusti e che vanno rispettati).
Una volta (forse l’ho già raccontato in qualche altro thread) durante una mostra, ascoltavo i commenti di vari spettatori davanti allo stesso quadro, ognuno lo interpretava in modo diverso o ne vedeva un messaggio diverso.
Così avendo l’opportunità di chiacchierare con l’artista che lo aveva fatto, gli chiesi chi di quei spettatori ne aveva colto il vero senso. La sua risposta fu “tutti”, perché anche se lui nel farlo aveva ben in mente cosa voleva rappresentare e come, tolta la tecnica, una volta esposto il suo compito era solo quello di regalare un’emozione, qualunque quella fosse, anche chi lo considerava brutto era stato preso da un’emozione, quindi andava bene, l’unica cosa a cui lui realmente teneva e che non passasse inosservato e che non suscitasse nulla.
Ecco per me la foto bella è quella che mi suscita un’emozione (nel mio caso è nel caso specifico, un’emozione positiva) il modo, il come, è il perché, e per me secondario o assente.
» Nell'argomento: Qualità delle foto
4 anni faQuotato da lullapop,Le foto rappresentano la personalità di chi le posta. Foto belle gente bella , foto brutte gente brutta. E' tutto! 😋 😎
Scusa se mi permetto, ma io lo direi in altro modo:
Foto “per me belle” corrispondono a gente “per me bella”.
Foto “per me brutte” corrispondono a gente “per me brutta”.
Perché non dobbiamo mai dimenticare che ognuno ha i suoi gusti e che gli stessi non valgono allo stesso modo per tutti. 😎
» Nell'argomento: Qualità delle foto
4 anni fa
Scusatemi per l’intromissione.
La foto postata da @Idrogeno va contestualizzata per apprezzare completamente sia lo scatto in se che l’autore/soggetto dello stesso.
La foto non è stata fatta per essere annessa al profilo, ma all’interno di gioco che si stava svolgendo nel forum (vedi link postato da @idrogeno). Il gioco consisteva nell’interpretare attraverso delle proprie foto alcuni temi prestabiliti.
Ora può anche essere (ma per me non è così ovviamente) che decontestualizzata la foto e l’autore/soggetto, perdono del loro dirompente sarcasmo e la voglia di non prendersi troppo sul serio neanche nel sesso.
Ma per chi sa e conosce l’autore di quella foto o ha partecipato/visionato quel thread, sa che quella foto (ma anche altre fatte/composte dallo stesso autore) sono fenomenali, e si la foto non si limita al solo perimetro fotografico ma si allarga alla comunicazione più ampia attraverso le didascalie. È tutto ciò non credo che sia in demerito alla foto stessa ma un più a mio parere geniale in un sito come questo, proprio perché di foto con questo spirito non se ne vedono molte.
La foto postata da @Idrogeno va contestualizzata per apprezzare completamente sia lo scatto in se che l’autore/soggetto dello stesso.
La foto non è stata fatta per essere annessa al profilo, ma all’interno di gioco che si stava svolgendo nel forum (vedi link postato da @idrogeno). Il gioco consisteva nell’interpretare attraverso delle proprie foto alcuni temi prestabiliti.
Ora può anche essere (ma per me non è così ovviamente) che decontestualizzata la foto e l’autore/soggetto, perdono del loro dirompente sarcasmo e la voglia di non prendersi troppo sul serio neanche nel sesso.
Ma per chi sa e conosce l’autore di quella foto o ha partecipato/visionato quel thread, sa che quella foto (ma anche altre fatte/composte dallo stesso autore) sono fenomenali, e si la foto non si limita al solo perimetro fotografico ma si allarga alla comunicazione più ampia attraverso le didascalie. È tutto ciò non credo che sia in demerito alla foto stessa ma un più a mio parere geniale in un sito come questo, proprio perché di foto con questo spirito non se ne vedono molte.
» Nell'argomento: La notizia del giorno
4 anni fa
MINDFULNESS: L'IMPORTANZA DEL QUI E ORA
.
MINDFULNESS: TUTTI NE PARLANO, SI LEGGE E SI TROVA QUASI OVUNQUE. SI VEDE SPESSO NEI TITOLI DI SEMINARI E CORSI, NEGLI ARTICOLI DI GIORNALI E BLOG, ACCOMPAGNANDO SVARIATE TIPOLOGIE DI INTERVENTO PSICOLOGICO O EDUCATIVO.
.
Che sia l’ultima “moda” importata dai paesi anglosassoni? Sappiamo davvero cosa sia la mindfulness?
Nonostante, o proprio per, la grande quantità di informazioni reperibili, risulta davvero complesso capire di cosa si tratti. Proviamo a farlo insieme.
.
.
Cosa significa mindfulness 
Innanzitutto, che cosa significa mindfulness? Tradotta letteralmente dall’inglese vuol dire “consapevolezza”. Ma non basta conoscerne il significato letterale. La stessa parola inglese traduce, approssimativamente, il termine “sati”, che in lingua pali, il linguaggio utilizzato nei testi sacri del buddismo 2000 anni fa, racchiude un significato molto ampio e indica attenzione consapevole, presenza mentale e rappresenta una qualità della mente che può essere coltivata e sviluppata attraverso la meditazione.
Quindi mindfulness potrebbe significare attenzione consapevole. Anche, ma non solo. La definizione più diffusa è quella data da Jon Kabat-Zinn: la mindfulness è l’atto di “porre attenzione in un modo particolare, intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante”. Si tratta perciò di uno stato mentale che porta la persona a prestare attenzione a ciò che percepisce, pensa, prova, senza giudicarlo, ossia senza reagire o cercare di modificare e scacciare pensieri, emozioni, sensazioni. Per raggiungere questo stato è necessario allenare la capacità di porre attenzione al momento presente, al qui e ora, imparando ad accettare ciò che attraversa la propria mente e ciò che viene percepito. Questo stato si raggiunge attraverso la meditazione.
Quindi: prestare attenzione in modo consapevole e intenzionale al momento presente, senza giudicare ciò che percepiamo. Non sembra semplice. Passare dal pilota automatico all’attenzione consapevole implica un cambiamento nel nostro modo di affrontare la vita. Vediamo ora di capire meglio che cosa significhino i singoli punti di questa definizione.
.
.
Prestare attenzione in modo consapevole: ossia consapevolezza vs pilota automatico 
Se pensiamo alla nostra quotidianità, troviamo numerosi esempi di attività che svolgiamo con il “pilota automatico”: guidare o andare in bicicletta sono azioni automatiche, in cui non pensiamo a ogni singolo movimento cha compiamo. Anche leggere, una volta appresa e stabilizzata la decodifica delle parole, diventa un processo automatizzato (per i normolettori). Inoltre, è frequente pensare ad altro mentre si esegue un compito noto o un percorso abituale: quante volte non ricordiamo come siamo arrivati in ufficio perché durante il percorso che facciamo ogni giorno stavamo pensando alle cose che avremmo dovuto fare? O quando, ascoltando della musica, non sappiamo quali canzoni abbiamo sentito perché concentrati o distratti da altro?
Il mettere in atto schemi e azioni abituali e automatizzati è funzionale in molti casi, rappresenta una modalità di “risparmio” energetico che ci consente di concentrarci su altro. Tuttavia, spesso è disadattivo. Gli schemi abituali ci mettono anche nella condizione di reagire alle situazioni sempre nello stesso modo, senza averne consapevolezza. Questo capita, per esempio, quando si utilizza il cibo per compensare dei bisogni emotivi o l’alcol per anestetizzare delle sofferenze, quando si mettono in atto gli stessi meccanismi per far fronte alle difficoltà e ai problemi, anche se l’esperienza ha dimostrato che non funzionano, come se fosse impossibile riconoscerli e interromperli.
Imparare a scegliere, con consapevolezza, invece consente di rispondere adeguatamente a ciò che accade nella propria vita. L’approccio della mindfulness quindi cerca di sviluppare proprio questo aspetto: saper disattivare il pilota automatico quando è necessario essere presenti e consapevoli.
.
.
Attenzione al momento presente 
L’essere consapevoli implica essere costantemente in relazione con se stessi, percepire sé, le proprie emozioni, pensieri, sensazioni e la realtà esterna e accettare ciò che accade, che sia positivo o negativo, per ciò che è. Il vivere “qui e ora”, di cui si scrive dai tempi antichi, è una delle cose più complesse da fare. Viviamo pensando spesso al passato o al futuro, rimuginando su ciò che è accaduto, soffermandosi sui pensieri negativi, rimpiangendo ciò che è stato o non stato fatto, domandandosi cosa sarebbe successo se… “Se avessi saputo che…”, “Se solo avessi fatto...”, “Se mi fossi comportato così forse…”. Allo stesso modo non è funzionale pensare troppo al futuro. Non parliamo qui di progettualità, di obiettivi che si vogliono raggiungere e che, per questo, si pianificano nell’oggi, dell’organizzare i propri impegni professionali o privati. Parliamo di quell’atteggiamento di proiezione costante a ciò che potrebbe accadere o accadrà, pensando frequentemente, con ansia e apprensione, a ciò che si dovrà fare il giorno dopo o il mese successivo, agli impegni da portare a termine, preoccupandosi per quello che potrebbe accadere: “Cosa farò se…”, “Chissà se andrà bene…”.
Rimanere in contatto con la propria esperienza presente consente, invece, di ridurre l’ansia e i pensieri negativi e di vivere con maggiore serenità quello che sta accadendo in questo momento. È un po’ come vedere un film e fermarci in una scena senza vederne il finale o vedere solo la fine: non ci gustiamo il film guardando ciò che accade momento per momento.
Vivere il momento presente, per la mindfulness, perciò significa imparare a sperimentare ciò che accade qui e ora, ascoltando e osservando ciò che ci capita in questo esatto momento, a livello fisico, emotivo, cognitivo e così via, così da esserne pienamente consapevoli.
Provateci ora. Cosa sentite in questo esatto momento? Io, che sto scrivendo questo articolo, per esempio percepisco la pressione dei polpastrelli sui tasti del computer, il rumore delle auto che arrivano dalla strada, ma anche il languore per la fame e i muscoli del collo lievemente indolenziti per la stanchezza di una lunga giornata... e penso: starò scrivendo un articolo sufficientemente chiaro per chi lo leggerà? Se seguo le indicazioni della mindfulness, non mi lascerò prendere dall’ansia da prestazione e accetterò questo pensiero, e che potrebbe trattarsi di un altro pezzo che non aumenterà la chiarezza sull’argomento. Però ci avrò provato, quindi ne sarò soddisfatta (ma quest’aspetto si lega al punto successivo).
.
.
Prestare attenzione in modo non giudicante 
Siamo arrivati all’ultimo punto della definizione. Anche “non giudicare” è un compito tutt’altro che semplice. Siamo portati a giudicare ogni singola cosa, azione, pensiero, emozione che viviamo, spesso in modo negativo. Molti tendono a criticarsi duramente, a non essere mai soddisfatti di se stessi e di ciò che fanno, ad abbattersi per ciò che capita loro. Secondo la mindfulness non giudicare significa accettare ciò che si è e ciò si presenta per quello che è, senza voler cambiare o bloccare un pensiero che non ci piace, soffocare un’emozione o esprimerla non adeguatamente, valutare situazioni e persone con etichette o stereotipi, utilizzare luoghi comuni e pregiudizi. Implica accettare sia le cose positive, sia quelle negative, osservare i pensieri che passano per la mente e lasciarli andare, senza farci trasportare da loro, distraendoci da ciò che stiamo facendo, lasciandoci intrappolare in rimuginazioni, ansie anticipatorie o emozioni negative.
.
MINDFULNESS: TUTTI NE PARLANO, SI LEGGE E SI TROVA QUASI OVUNQUE. SI VEDE SPESSO NEI TITOLI DI SEMINARI E CORSI, NEGLI ARTICOLI DI GIORNALI E BLOG, ACCOMPAGNANDO SVARIATE TIPOLOGIE DI INTERVENTO PSICOLOGICO O EDUCATIVO.
.
Che sia l’ultima “moda” importata dai paesi anglosassoni? Sappiamo davvero cosa sia la mindfulness?
Nonostante, o proprio per, la grande quantità di informazioni reperibili, risulta davvero complesso capire di cosa si tratti. Proviamo a farlo insieme.
.
.
Cosa significa mindfulness 
Innanzitutto, che cosa significa mindfulness? Tradotta letteralmente dall’inglese vuol dire “consapevolezza”. Ma non basta conoscerne il significato letterale. La stessa parola inglese traduce, approssimativamente, il termine “sati”, che in lingua pali, il linguaggio utilizzato nei testi sacri del buddismo 2000 anni fa, racchiude un significato molto ampio e indica attenzione consapevole, presenza mentale e rappresenta una qualità della mente che può essere coltivata e sviluppata attraverso la meditazione.
Quindi mindfulness potrebbe significare attenzione consapevole. Anche, ma non solo. La definizione più diffusa è quella data da Jon Kabat-Zinn: la mindfulness è l’atto di “porre attenzione in un modo particolare, intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante”. Si tratta perciò di uno stato mentale che porta la persona a prestare attenzione a ciò che percepisce, pensa, prova, senza giudicarlo, ossia senza reagire o cercare di modificare e scacciare pensieri, emozioni, sensazioni. Per raggiungere questo stato è necessario allenare la capacità di porre attenzione al momento presente, al qui e ora, imparando ad accettare ciò che attraversa la propria mente e ciò che viene percepito. Questo stato si raggiunge attraverso la meditazione.
Quindi: prestare attenzione in modo consapevole e intenzionale al momento presente, senza giudicare ciò che percepiamo. Non sembra semplice. Passare dal pilota automatico all’attenzione consapevole implica un cambiamento nel nostro modo di affrontare la vita. Vediamo ora di capire meglio che cosa significhino i singoli punti di questa definizione.
.
.
Prestare attenzione in modo consapevole: ossia consapevolezza vs pilota automatico 
Se pensiamo alla nostra quotidianità, troviamo numerosi esempi di attività che svolgiamo con il “pilota automatico”: guidare o andare in bicicletta sono azioni automatiche, in cui non pensiamo a ogni singolo movimento cha compiamo. Anche leggere, una volta appresa e stabilizzata la decodifica delle parole, diventa un processo automatizzato (per i normolettori). Inoltre, è frequente pensare ad altro mentre si esegue un compito noto o un percorso abituale: quante volte non ricordiamo come siamo arrivati in ufficio perché durante il percorso che facciamo ogni giorno stavamo pensando alle cose che avremmo dovuto fare? O quando, ascoltando della musica, non sappiamo quali canzoni abbiamo sentito perché concentrati o distratti da altro?
Il mettere in atto schemi e azioni abituali e automatizzati è funzionale in molti casi, rappresenta una modalità di “risparmio” energetico che ci consente di concentrarci su altro. Tuttavia, spesso è disadattivo. Gli schemi abituali ci mettono anche nella condizione di reagire alle situazioni sempre nello stesso modo, senza averne consapevolezza. Questo capita, per esempio, quando si utilizza il cibo per compensare dei bisogni emotivi o l’alcol per anestetizzare delle sofferenze, quando si mettono in atto gli stessi meccanismi per far fronte alle difficoltà e ai problemi, anche se l’esperienza ha dimostrato che non funzionano, come se fosse impossibile riconoscerli e interromperli.
Imparare a scegliere, con consapevolezza, invece consente di rispondere adeguatamente a ciò che accade nella propria vita. L’approccio della mindfulness quindi cerca di sviluppare proprio questo aspetto: saper disattivare il pilota automatico quando è necessario essere presenti e consapevoli.
.
.
Attenzione al momento presente 
L’essere consapevoli implica essere costantemente in relazione con se stessi, percepire sé, le proprie emozioni, pensieri, sensazioni e la realtà esterna e accettare ciò che accade, che sia positivo o negativo, per ciò che è. Il vivere “qui e ora”, di cui si scrive dai tempi antichi, è una delle cose più complesse da fare. Viviamo pensando spesso al passato o al futuro, rimuginando su ciò che è accaduto, soffermandosi sui pensieri negativi, rimpiangendo ciò che è stato o non stato fatto, domandandosi cosa sarebbe successo se… “Se avessi saputo che…”, “Se solo avessi fatto...”, “Se mi fossi comportato così forse…”. Allo stesso modo non è funzionale pensare troppo al futuro. Non parliamo qui di progettualità, di obiettivi che si vogliono raggiungere e che, per questo, si pianificano nell’oggi, dell’organizzare i propri impegni professionali o privati. Parliamo di quell’atteggiamento di proiezione costante a ciò che potrebbe accadere o accadrà, pensando frequentemente, con ansia e apprensione, a ciò che si dovrà fare il giorno dopo o il mese successivo, agli impegni da portare a termine, preoccupandosi per quello che potrebbe accadere: “Cosa farò se…”, “Chissà se andrà bene…”.
Rimanere in contatto con la propria esperienza presente consente, invece, di ridurre l’ansia e i pensieri negativi e di vivere con maggiore serenità quello che sta accadendo in questo momento. È un po’ come vedere un film e fermarci in una scena senza vederne il finale o vedere solo la fine: non ci gustiamo il film guardando ciò che accade momento per momento.
Vivere il momento presente, per la mindfulness, perciò significa imparare a sperimentare ciò che accade qui e ora, ascoltando e osservando ciò che ci capita in questo esatto momento, a livello fisico, emotivo, cognitivo e così via, così da esserne pienamente consapevoli.
Provateci ora. Cosa sentite in questo esatto momento? Io, che sto scrivendo questo articolo, per esempio percepisco la pressione dei polpastrelli sui tasti del computer, il rumore delle auto che arrivano dalla strada, ma anche il languore per la fame e i muscoli del collo lievemente indolenziti per la stanchezza di una lunga giornata... e penso: starò scrivendo un articolo sufficientemente chiaro per chi lo leggerà? Se seguo le indicazioni della mindfulness, non mi lascerò prendere dall’ansia da prestazione e accetterò questo pensiero, e che potrebbe trattarsi di un altro pezzo che non aumenterà la chiarezza sull’argomento. Però ci avrò provato, quindi ne sarò soddisfatta (ma quest’aspetto si lega al punto successivo).
.
.
Prestare attenzione in modo non giudicante 
Siamo arrivati all’ultimo punto della definizione. Anche “non giudicare” è un compito tutt’altro che semplice. Siamo portati a giudicare ogni singola cosa, azione, pensiero, emozione che viviamo, spesso in modo negativo. Molti tendono a criticarsi duramente, a non essere mai soddisfatti di se stessi e di ciò che fanno, ad abbattersi per ciò che capita loro. Secondo la mindfulness non giudicare significa accettare ciò che si è e ciò si presenta per quello che è, senza voler cambiare o bloccare un pensiero che non ci piace, soffocare un’emozione o esprimerla non adeguatamente, valutare situazioni e persone con etichette o stereotipi, utilizzare luoghi comuni e pregiudizi. Implica accettare sia le cose positive, sia quelle negative, osservare i pensieri che passano per la mente e lasciarli andare, senza farci trasportare da loro, distraendoci da ciò che stiamo facendo, lasciandoci intrappolare in rimuginazioni, ansie anticipatorie o emozioni negative.
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
4 anni faQuotato da RedazioneA69,Si ma se ne vede in lista soltanto uno 🙂
Per facilitare gli utenti, non credete che in caso di thread “doppioni” si potrebbe lasciare il thread accessibile e visibile a tutti e lucchettare quel thread in cui si è cancellato l’autore e quindi meno accessibile a tutti?
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
4 anni faQuotato da RedazioneA69,Quotato da Ade-69,Propongo un referendum
Quanti di voi ritengono che bisognerebbe aprire una nona sezione del forum con il titolo:
PRATICHE SESSUALI
Dove racchiudere tutti quei thread che fanno riferimento alle pure pratiche sessuali (dove vengo, come lo prendo, [...]
Caro @Ade, la sezione già c'è ed è "La Casa dell'Eros".
Siamo d'accordo che alcune volte si perdono un pò in giro, ma è determinato anche dal fatto che alcune pratiche sono specifiche per il genere.
💋
Grazie per la risposta, ma forse il nome “La casa dell’eros” induce in errore, visto che anche lì si scrivono le stesse cose delle altre sezione (in particolare gli stessi thread della sezione “Sesso e dintorni”).
Forse e dico forse, al fine di far capire meglio agli utenti l’uso delle varie sezioni, non sarebbe utile reindirizzare d’ufficio quei thread aperti nelle sezioni spagliate?
» Nell'argomento: Il Pazzo Thread degli OT - 2° Ediscion
4 anni fa
Propongo un referendum
Quanti di voi ritengono che bisognerebbe aprire una nona sezione del forum con il titolo:
PRATICHE SESSUALI
Dove racchiudere tutti quei thread che fanno riferimento alle pure pratiche sessuali (dove vengo, come lo prendo, sesso anale, ecc. ecc.) e alle preferenze su tali pratica (meglio in culo o in bocca, ecc. ecc.).
E se magari fosse possibile rendere visibili i thread e i post di tale sezione, solo accadendo a tale sezione, senza apparire nella homepage del forum. 😎
.
Io voto per aprire tale sezione
P.s. Se si realizzasse la homepage credo si svuoterebbe al 99%
Quanti di voi ritengono che bisognerebbe aprire una nona sezione del forum con il titolo:
PRATICHE SESSUALI
Dove racchiudere tutti quei thread che fanno riferimento alle pure pratiche sessuali (dove vengo, come lo prendo, sesso anale, ecc. ecc.) e alle preferenze su tali pratica (meglio in culo o in bocca, ecc. ecc.).
E se magari fosse possibile rendere visibili i thread e i post di tale sezione, solo accadendo a tale sezione, senza apparire nella homepage del forum. 😎
.
Io voto per aprire tale sezione
P.s. Se si realizzasse la homepage credo si svuoterebbe al 99%
» Nell'argomento: Feedback.. Una curiosità..
4 anni fa
Tanto per ritornare in tema a favore di chi non ha letto i miei post precedenti:
IO NON SONO CONTRO I FEEDBACK ANZI LI CONSIDERO UN PIÙ NEL CAPIRE UN PROFILO.
Tuttavia non li considero l’unico elemento o l’elemento più importante per capire un profilo, e che si possa capire un profilo usando altri elementi anche in assenza di feedback.
Ora che sono stato sintetico, spero sia più chiara la mia posizione riguardo i feedback
IO NON SONO CONTRO I FEEDBACK ANZI LI CONSIDERO UN PIÙ NEL CAPIRE UN PROFILO.
Tuttavia non li considero l’unico elemento o l’elemento più importante per capire un profilo, e che si possa capire un profilo usando altri elementi anche in assenza di feedback.
Ora che sono stato sintetico, spero sia più chiara la mia posizione riguardo i feedback
» Nell'argomento: Feedback.. Una curiosità..
4 anni faQuotato da Appagante91,Quotato da Ade-69,@Appagante91 posso chiederti un approfondimento sulla tua affermazione:
.
?Come non hai capito che un profilo iscritto da anni, privo di feedback, o sta nascondendo feedback negativi oppure non ha mai quagliato per n motivi, motivi che altri non so [...]
Non è la prima volta che fai finta di non capire quello che scrivo.
Tu hai un feedback, quindi già sei escluso dalla mia frase "profilo iscritto da anni, -privo- di feedback". Qualcuno ti ha già validato. Cosa c'è che non hai capito?
È estenuante questa situazione.
Ti chiedo scusa credevo fosse una semplice domanda di approfondimento, non pensavo minimamente ne di offendere ne di innervosire. Va bene così.
Riguardo alle tue affermazioni nei miei confronti mi astengo dal risponderti 1. Perché sarei troppo Ot 2. Perché non mi piace neanche un po? creare basi per liti infinite 3. Perché non è mia abitudine fare le gare a chi c?è la più lungo. Se vuoi esistono i PVT se si vuole un confronto a due.
P.s. Se ti crea problemi il mio quotarti, basta chiedermi di non farlo e stai certo che lo farò.
» Nell'argomento: Feedback.. Una curiosità..
4 anni fa
@Appagante91 posso chiederti un approfondimento sulla tua affermazione:
.
“Come non hai capito che un profilo iscritto da anni, privo di feedback, o sta nascondendo feedback negativi oppure non ha mai quagliato per n motivi, motivi che altri non sono disposti a capire, vista l'enorme offerta più rassicurante.”
.
Secondo questa affermazione si potrebbe affermare (usando esempi concreti):
Che tu @Appagante91 iscritto dal 2019 attualmente con 27 feedback sei affidabile/reale/mai avuto commenti negativi/e quagli sempre.
Mentre io @Ade-69 iscritto dal 2016 attualmente con 1 feedback sono inaffidabile/falso/ho avuto commenti negativi/e non ho mai quagliato.
.
Grazie della risposta, e ripeto è solo per approfondire usando esempi concreti che possono permettermi di capire meglio.
.
P.s, Riguardo al mio pensiero sui feedback mi sono già espresso e chi vuole può leggere i miei post precedenti
.
“Come non hai capito che un profilo iscritto da anni, privo di feedback, o sta nascondendo feedback negativi oppure non ha mai quagliato per n motivi, motivi che altri non sono disposti a capire, vista l'enorme offerta più rassicurante.”
.
Secondo questa affermazione si potrebbe affermare (usando esempi concreti):
Che tu @Appagante91 iscritto dal 2019 attualmente con 27 feedback sei affidabile/reale/mai avuto commenti negativi/e quagli sempre.
Mentre io @Ade-69 iscritto dal 2016 attualmente con 1 feedback sono inaffidabile/falso/ho avuto commenti negativi/e non ho mai quagliato.
.
Grazie della risposta, e ripeto è solo per approfondire usando esempi concreti che possono permettermi di capire meglio.
.
P.s, Riguardo al mio pensiero sui feedback mi sono già espresso e chi vuole può leggere i miei post precedenti
» Nell'argomento: Feedback.. Una curiosità..
4 anni faQuotato da Ade-69,Personalmente considero i feedback come un ulteriore elemento di lettura e conoscenza assieme al profilo alle foto e alle amicizie, e nel mio caso anche al come ci si propone nel forum. I pvt o altre verifiche come telegram o telefono sono un setaccio successivo, per finire in fine all’ultima selezione che è l’incontro dal vivo (che essendo anche questo una selezione, non garantisce la conclusione di fatto).
Questo per quanto riguarda la lettura, ma non mi curo minimamente dall’averne, capisco che questo possa portare chi legge il mio profilo a non avere un pezzettino che potrebbe essere importante per leggermi come persona. Ma nello stesso tempo non chiederei mai un feedback a qualcuno, ne manderei mai un feedback non richiesto a chi incontro, perché anche inviandolo io rischio di mettere in difficoltà chi lo riceve che 1. Potrebbe non volere un feedback, 2. Potrebbe non volere che si sappia che ci siamo incontrati 3. Ma molto importante, costringerei qualcuno a lasciarmi un feedback anche se non ne aveva intenzione o se non ne avrebbe mai lasciato uno positivo.
Dal mio profilo potrete notare che sono qui con questo profilo dal 2016, in questi anni ho avuto un numero altalenante di feedback, dovuto a quegli utenti che si sono cancellati e che con la loro cancellazione cancellano anche i feedback che hanno lasciato, ora anche se poi si sono riscritti di nuovo, non vado a richiedergli di rinnovare i feedback che mi avevano lasciato, lo troverei ridicolo, anche perché apprezzo la persona in se è non la stellina che ne posso ottenere. Sarebbe come chiedere nel forum a chi mi ha incontrato di confermarlo apertamente qui, lo trovo imbarazzante è infantile forzare qualcuno a fare qualcosa contro voglia o a cui non ha pensato spontaneamente. Ovviamene apprezzo le considerazioni nei miei confronti spontanee, anche se nello stesso tempo mi sento a disagio perché preferirei essere invisibile. [...]
Personalmente resto della mia idea espressa a pag. 6.
È credo che almeno in A69 tutti ma proprio tutto abbiano il diritto di usare o meno tutte le opzioni che il sito offre, mantenendo la propria libertà di selezione/scelta, senza che nessuno possa metterla in discussione, approvare o bocciare, e meno che meno sentirsi in dovere di dire che ha diritto di stare in A69 e chi no.
» Nell'argomento: Feedback.. Una curiosità..
4 anni fa
Be su circa 40 utenti che partecipano a questo thread, solo in 4 sarebbero interessati ad una reunion.
Vediamo come evolve la cosa (sapendo in partenza che comunque sarebbero ancora meno quelli che dalla parola scritta qui poi passerebbero ai fatti REALI).
Vediamo come evolve la cosa (sapendo in partenza che comunque sarebbero ancora meno quelli che dalla parola scritta qui poi passerebbero ai fatti REALI).
» Nell'argomento: Feedback.. Una curiosità..
4 anni fa
Per ma andrebbero bene Lazio/Abruzzo (tanto per spostarsi nel centro).
» Nell'argomento: Feedback.. Una curiosità..
4 anni fa
Lombardia e Puglia già fatto, quindi se possibile scegliete altre regioni.
» Nell'argomento: Feedback.. Una curiosità..
4 anni faQuotato da duediquori,ca@@o!!! È tutto così dannatamente difficile qui dentro... In real è tutta un'altra musica 😎 😎 😎Quotato da bandao,
Si ma il mio feedback è datato, quindi potrebbe non valere oppure sottolineare il fatto che io ormai non esisto più e qualcuno stia gestendo il mio profilo.
Hai ragione, facciamo così, se ipoteticamente si volesse organizzare una nuova reunion per i forumisti diciamo tra aprile/maggio/giugno, voi che regione scegliereste?
Chi vuole (ovviamente se gli piacerebbe partecipare ad una reunion di forumisti) può scrivere quale sarebbe per lui la regione ideale per farla.

Perchè provare un Club Privè anche se non siete Scambisti



