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SONO MAGGIORENNE ESCI

"Etichette"

310 interventi
3 anni fa
Singolo
Lombardia, Pavia
Qui dal 17.03.2020 -
Quotato da Parcifal,
Quotato da bratbrain,

Mi fa fa piacere che si possa dialogare serenamente. Non conosco la comunità queer ma trovo la differenza di punti di vista tra chi vuole "definizioni" e chi come me le sopporta a semplice titolo descrittivo, tutti nella tua frase
" Invece di insegnare che esistono varie forme di amore/affetto/sessualità si preferito allontanare la diversità e nasconderla letteralmente sotto la sabbia ..."
Io non credo che l'amore, l'affetto la sessualità siano diverse, credo che l'amore, l'amicizia, la sessualità la passione siano sentimenti ed emozioni uguali per tutte le categorie di esseri umani che ci possiamo inventare.
Per quello le etichette non mi piacciono. in fondo dicono ciò che hai detto tu e che tante volte ho sentito, baciarsi tra uomini è un modo diverso di amarsi (un esempio tra tanti). Diverso da cosa? Da una normalità?
Lo so che parlo di un mondo ideale ma io in quello credo.
io credo sinceramente che tu non capisca, non perché non voglia, ma perché davvero non sei mai stato ostracizzato, non ti è stato negato il muto o l'affitto, non sei stato insultato perché gesticoli troppo o per qualsiasi altra cosa che ti identificherebbe come queer.
In quanto maschio etero non devi difendere chi sei ogni singolo respiro, la società intera è modellata su di te e sulle tue esigenze.
per forza etichetta ti pare brutto perché dai per scontato l'accettazione che ricevi e vivi in un mondo in cui non devi chiedere che venga riconosciuto ciò che sei, chi sei. in quanto etero sei legittimato , non sei escluso.
Io nn so quante volte l'ho detto, prova a metterti nei panni degli altri. Se essere queer fosse la normalità e essere etero fosse la diversità non chiederesti di essere riconosciuto in quanto tale?
Te l'ho già detto le parole non servono a nulla, sono aria che si disperde Servono azioni concrete. Quando tutto ciò non sarà più necessario, quando non dovró lottare per avere un matrimonio e non un unione civile, quando la carta d'identità rappresenterà ciò che si è e non solo cosa si ha fra le gambe, quando per essere queer non rischieró di essere picchiato per strada, di essere deriso, quando su un sito d'incontri e/o di sesso ci sarà di default la mia casella, allora sí che il tuo discorso avrá senso. E lo ripeto allo sfinimento essere inclusivo non significa annullare le differenze ma riconoscerle e rappresentarle tutte.
Io davvero, davvero non so più come spiegarlo.
E se a te le etichette non servono, buon per te, perché negarle a chi sono necessarie.
A te cosa cambia, non ti servono non le usi.
Io non sono etero ma mica mi lamento o dico che non serve quella definizione per il semplice motivo che io non la utilizzo.
Non serve che dico nulla.
Sai cosa sto pensando.
Anzi, no. Dico qualche cosa .
Interventi dietro dissi che sento il "peso" dell'essere "il favorito in quanto ...".
Lasciamo perdere il dopo, le reazioni a quanto detto.
Sento il peso, non perché devo pagare per errori altrui , ma perché non devo permettere che quegli errori si ripetano.
Perché sono nella posizione di poterlo fare.
Perché, non farlo, mi rende complice.
Ecco il mio peso.
E si parte dell'umiltà di voler capire, dal non partire dalla "posizione del giusto", dal levarci i nostri panni, una volta, non per scopare ma per essere un unico corpo con gli altri.
Capire, sentire comune, condividere.
Empatia.

3 anni fa
Singolo
Lombardia, Milano
Qui dal 31.01.2017 -
Quotato da XHunerXP,
Quotato da Parcifal,

io credo sinceramente che tu non capisca, non perché non voglia, ma perché davvero non sei mai stato ostracizzato, non ti è stato negato il muto o l'affitto, non sei stato insultato perché gesticoli troppo o per qualsiasi altra cosa che ti identificherebbe come queer.
In quanto maschio etero non devi difendere chi sei ogni singolo respiro, la società intera è modellata su di te e sulle tue esigenze.
per forza etichetta ti pare brutto perché dai per scontato l'accettazione che ricevi e vivi in un mondo in cui non devi chiedere che venga riconosciuto ciò che sei, chi sei. in quanto etero sei legittimato , non sei escluso.
Io nn so quante volte l'ho detto, prova a metterti nei panni degli altri. Se essere queer fosse la normalità e essere etero fosse la diversità non chiederesti di essere riconosciuto in quanto tale?
Te l'ho già detto le parole non servono a nulla, sono aria che si disperde Servono azioni concrete. Quando tutto ciò non sarà più necessario, quando non dovró lottare per avere un matrimonio e non un unione civile, quando la carta d'identità rappresenterà ciò che si è e non solo cosa si ha fra le gambe, quando per essere queer non rischieró di essere picchiato per strada, di essere deriso, quando su un sito d'incontri e/o di sesso ci sarà di default la mia casella, allora sí che il tuo discorso avrá senso. E lo ripeto allo sfinimento essere inclusivo non significa annullare le differenze ma riconoscerle e rappresentarle tutte.
Io davvero, davvero non so più come spiegarlo.
E se a te le etichette non servono, buon per te, perché negarle a chi sono necessarie.
A te cosa cambia, non ti servono non le usi.
Io non sono etero ma mica mi lamento o dico che non serve quella definizione per il semplice motivo che io non la utilizzo.
Non serve che dico nulla.
Sai cosa sto pensando.
Anzi, no. Dico qualche cosa .
Interventi dietro dissi che sento il "peso" dell'essere "il favorito in quanto ...".
Lasciamo perdere il dopo, le reazioni a quanto detto.
Sento il peso, non perché devo pagare per errori altrui , ma perché non devo permettere che quegli errori si ripetano.
Perché sono nella posizione di poterlo fare.
Perché, non farlo, mi rende complice.
Ecco il mio peso.
E si parte dell'umiltà di voler capire, dal non partire dalla "posizione del giusto", dal levarci i nostri panni, una volta, non per scopare ma per essere un unico corpo con gli altri.
Capire, sentire comune, condividere.
Empatia.
Questo discorso mi piace , mi piace perché non fa distinzioni di forma ma di azioni , mi piace perché non incolpa l'innocente ma disarma l'intollerante , mi piace perché è funzionale a cambiare la società partendo dal singolo individuo , tutti vogliamo cambiare il mondo ma pochi lo vogliono cambiare partendo da se stessi 😇

3 anni fa
Singolo
Emilia Romagna,
Qui dal 19.03.2022 -
Quotato da bratbrain,
@Parsifal

Queer? viene utilizzato da coloro che non vogliono identificarsi in un?etichetta, ovvero non vogliono affermarsi né come etero/cisgender né come transgender, omosessuali, lesbiche o altri orientamenti e identità di genere.

Chi si definisc [...]
PROVO A RISPONDERTI PUNTO X PUNTO
1) Queer? viene utilizzato da coloro che non vogliono identificarsi in un?etichetta, ovvero non vogliono affermarsi né come etero/cisgender né come transgender, omosessuali, lesbiche o altri orientamenti e identità di genere.

NO! Queer letteralmente significa "Sessualmente, etnicamente o socialmente eccentrico rispetto alle definizioni di normalità codificate dalla cultura egemone."
Quindi chiunque nn sia etero

2) Chi si definisce queer non è una persona che ha un orientamento sessuale o un?identità di genere differente da altri. È semplicemente una persona che non apprezza le etichette e vuole porsi in contrasto con gli stereotipi degli ambienti LGBTQIA+.

A quali stereotipi di riferisci???? A quelli creati dagli etero per scimmiottare, gettare discredito e ridicolizzare la diversità?
Tipo il gesticolare, la voce in falsetto, il vestitrsi da uomo per le lesbiche????
Che non sanno essere monogami, che sono tutti malati?
Che poi la comunità stessa faccia auto ironia su se stessa è ovvio ed è sano. Ed ovviamente nn è una comunità perfetta, al suo interno ci sono stereotipi.
I gay o bsx hanno degli stereotipi tipo twink che solitamente indicano giovani uomini o adulti dall'aspetto giovanile, magro, basso o i bear, orsi, uomini dall'apparenza più virile, pelosi, con la pancia o più robusti/muscolosi.
Ma lo stesso lo hai negli etero quando definisci un fisico ( e a volte una persona) come palestrato, tamarro,.secco/a etc.
E questo nn ha a che fare con l'IdG .

3) L'utilizzo di questo termine per definirsi è, quindi, più che altro un atto politico.

NO! QUEER identifica un'intera comunità composta di etichette diverse che si contrappone o fa da specchio/da negativo alla comunità etero. Queer significa che sei diverso e le altre etichette identificano chi sei.

4) Il significato di queer, ad ogni modo, potrebbe essere inteso come un termine ombrello che al suo interno racchiude un ventaglio ampio di minoranze sessuali e di genere. Una sorta di insieme delle direzioni da seguire per coloro che non si riconoscono in nessun orientamento in particolare.

NÌ, sicuramente Queer è una parola ombrello ma intanto NN SONO MINORANZE SESSUALI E COMPRENDE CHI SI RICONOSCE NELLE ETICHETTE. Usare la parola QUEER è una facilitazione, é un termine capiente che si usa per rendere più agevole una discussione.
5) È questo che intendi quando ti definisci queer?

QUEER RAPPRESENTA tutta la comunità LGBTQ+ e io mi definisco, Anche, Queer in quanto facente parte di questa comunità.
Lo uso perché, tendendo a scrivere post lunghi, con una parola, anche se impropria, riesco ad identificare una comunità, con al suo interno differenze sostanziali, che si contrappone alla comunità etero.

MA QUEER nn viene utilizzato da chi non vuole etichette, la Q di LGTBQ significa Queer, o da chi non si riconosce in nessun orientamento ma proprio da chi sente di appartenere a quella comunità, quando si tratta di rappresentarla nella sua interezza.
È il famoso unione fa la forza.
Ma le etichette servono perché una lesbica, sebbene queer, non è gay, così come chi è nn binary non è bsx ( o non coincidono).

Il discorso è veramente troppo complicato da poter essere affrontato in un post.
Se davvero sei interessato a capire meglio realtà che ti circondano ma che non ti sfiorano direttamente, la cosa migliore che puoi fare è recarti ad un'associazione arcigay vicino a te e chiedere di partecipare alle discussioni o attività informative che propongono.
É un buon inizio

3 anni fa
Singolo
Lombardia, Milano
Qui dal 31.01.2017 -
A proposito di cinema 😇

https://youtu.be/3TDoTirPMZ0

3 anni fa
Singolo
Abruzzo, L'Aquila
Qui dal 30.11.2013 -
Quotato da Idrogeno,
(Tra l’altro io vado in giro con lo schemino iniziale sempre a portata così non sbaglio )
Già me li immagino quelli che vanno al prive per la prima volta con schemino e piantina del locale, aggirarsi spaesati a guardare la gente con aria interrogativa. 😄
Roba che neanche i giapponesi a Roma. 😮
Sarebbe strepitoso. 😄

3 anni fa
Singolo
Sardegna,
Qui dal 01.08.2020 -
Quotato da AzzurraDomme,
Quotato da bratbrain,

Ok. Forse io ho sbagliato i termini dicendo che "le lesbiche non voglio essere definite queer" al posto di dire "una parte delle lesbiche...." ma il tuo ragionamento è del tutto non inclusivo.
Siccome sono poche e la pensano diversamente odiamole e non consideriamole che è lo stesso ragionamento che fanno alcune persone etero nei confronti della comunità arcobaleno.
Ma la comunità non le odia perché sono lesbiche, ma perché sono transfobiche. Di default, sempre e comunque. Sono discriminatorie e violente. Nella nostra comunità non le vogliamo, e loro non vogliono assolutamente starci.
Come detto molti post fa sono la categoria (quel preciso tipo di lesbica) meno aperta, inclusiva e (diciamolo) più stupidamente autolesionistica che mi sia capitato di frequentare. Il fatto di comprendere le ragioni di quell'atteggiamento (invero storicamente piuttosto comune tra le minoranze bistrattate) non cambia la sostanza...

3 anni fa
Coppia
Lazio, Roma
CERTIFICATO

Qui dal 06.05.2003 -
Quotato da AzzurraDomme,
Quotato da bratbrain,

http://www.arcilesbica.it/news/noi-le-lesbiche-preferenza-femminile-e-critica-al-transfemminismo/
Arcilesbica sono TERF, trans excludent radical feminists. Non fanno parte della comunità perché escludono le donne trans non considerandole donne.
La comunità tutta le detesta, ma sono rimaste in dodici in tutta Italia, non credo sia pensabile prenderle a metro di paragone di un?intera comunità.
Si ma anche "meno". Ormai si affibbia il termine TERF a qualunque gruppo, categoria o persona che non aderisca al 100% al loro pensiero, che è diventato unico e indiscutibile. Se stai con il movimento Trans al 95% non va bene, o è 100% o quel 5% sarà sempre TERF. Non c'è spazio per la complessità e la comprensione verso le esigenze delle altre minoranze.
Se le femministe si preoccupano per il Self-ID (identità di genere percepita) che permette ai detenuti maschi di chiedere il trasferimento nelle carceri femminili, o ad utilizzare la toilette delle donne, non ci si ferma un attimo a comprendere e capire come questo problema possa essere risolto, migliorato, affinchè loro si sentano comunque protette. Sono transfobiche e basta.
Dentro i movimenti LGBTQ+ si vive peggio che nel PD, ogni gruppo osteggia l'altro affinchè non gli si tolga il posto di "minoranza" più colpita. E purtroppo il movimento Trans è riuscito in questi ultimi anni a risultare più antipatico, violento e chiuso di quello femminista radicale. E ce ne voleva!

Detto questo, stiamo attraversando un momento nuovo della nostra società, complicato, incredibile e bellissimo. Si diranno cose giuste e cose sbagliate, si faranno cose sensate ed enormi sbagli, ma tutto questo livore, questa ideologia di sentirsi sempre nel giusto che sfocia in aggressione, non porta a niente. E' nostro umilissimo pensiero che distrugge soltanto quello che di buono è stato fatto e allontana le persone che hanno ancora bisogno di capire che non c'è ANCORA una regola, che siamo soltanto agli inizi, che stiamo cercando come società di dare la possibilità a tutti di essere loro stessi.
E' complicato, ma ce la faremo.
Peace 💗

3 anni fa
Singolo
Sardegna, Olbia Tempio
Qui dal 10.07.2020 -
Quotato da RedazioneA69,
Quotato da AzzurraDomme,


Arcilesbica sono TERF, trans excludent radical feminists. Non fanno parte della comunità perché escludono le donne trans non considerandole donne.
La comunità tutta le detesta, ma sono rimaste in dodici in tutta Italia, non credo sia pensabile prenderle a metro di paragone di un’intera comunità.
Si ma anche "meno". Ormai si affibbia il termine TERF a qualunque gruppo, categoria o persona che non aderisca al 100% al loro pensiero, che è diventato unico e indiscutibile. Se stai con il movimento Trans al 95% non va bene, o è 100% o quel 5% sarà sempre TERF. Non c'è spazio per la complessità e la comprensione verso le esigenze delle altre minoranze.
Se le femministe si preoccupano per il Self-ID (identità di genere percepita) che permette ai detenuti maschi di chiedere il trasferimento nelle carceri femminili, o ad utilizzare la toilette delle donne, non ci si ferma un attimo a comprendere e capire come questo problema possa essere risolto. Sono transfobiche e basta.
Dentro i movimenti LGBTQ+ si vive peggio che nel PD, ogni gruppo osteggia l'altro affinchè non gli si tolga il posto di "minoranza" più colpita. E purtroppo il movimento Trans è riuscito in questi ultimi anni a risultare più antipatico, violento e chiuso di quello femminista radicale. E ce ne voleva!

Detto questo, stiamo attraversando un momento nuovo della nostra società, complicato, incredibile e bellissimo. Si diranno cose giuste e cose sbagliate, si faranno cose sensate ed enormi sbagli, ma tutto questo livore, questa ideologia di sentirsi sempre nel giusto che sfocia in aggressione, non porta a niente. E' nostro umilissimo pensiero che distrugge soltanto quello che di buono è stato fatto e allontana le persone che hanno ancora bisogno di capire che non c'è ANCORA una regola, che siamo soltanto agli inizi, che stiamo cercando come società di dare la possibilità a tutti di essere loro stessi.
E' complicato, ma ce la faremo.
Peace 💗
Mi trovo molto d'accordo con tutto ciò che avete scritto. Aggiungo che tutti questi paletti e ripicche trasversali mettono un freno al dialogo e alla crescita "sociale" tra tutte le componenti (ma tutte tutte). Molto schiettamente, a mio avviso, abbiamo letto i riflessi di questo parziale impasse all'interno del 3D.

3 anni fa
Singolo
Emilia Romagna,
Qui dal 19.03.2022 -
Quotato da RedazioneA69,
Quotato da AzzurraDomme,


Arcilesbica sono TERF, trans excludent radical feminists. Non fanno parte della comunità perché escludono le donne trans non considerandole donne.
La comunità tutta le detesta, ma sono rimaste in dodici in tutta Italia, non credo sia pensabile prenderle a metro di paragone di un?intera comunità.
Si ma anche "meno". Ormai si affibbia il termine TERF a qualunque gruppo, categoria o persona che non aderisca al 100% al loro pensiero, che è diventato unico e indiscutibile. Se stai con il movimento Trans al 95% non va bene, o è 100% o quel 5% sarà sempre TERF. Non c'è spazio per la complessità e la comprensione verso le esigenze delle altre minoranze.
Se le femministe si preoccupano per il Self-ID (identità di genere percepita) che permette ai detenuti maschi di chiedere il trasferimento nelle carceri femminili, o ad utilizzare la toilette delle donne, non ci si ferma un attimo a comprendere e capire come questo problema possa essere risolto, migliorato, affinchè loro si sentano comunque protette. Sono transfobiche e basta.
Dentro i movimenti LGBTQ+ si vive peggio che nel PD, ogni gruppo osteggia l'altro affinchè non gli si tolga il posto di "minoranza" più colpita. E purtroppo il movimento Trans è riuscito in questi ultimi anni a risultare più antipatico, violento e chiuso di quello femminista radicale. E ce ne voleva!

Detto questo, stiamo attraversando un momento nuovo della nostra società, complicato, incredibile e bellissimo. Si diranno cose giuste e cose sbagliate, si faranno cose sensate ed enormi sbagli, ma tutto questo livore, questa ideologia di sentirsi sempre nel giusto che sfocia in aggressione, non porta a niente. E' nostro umilissimo pensiero che distrugge soltanto quello che di buono è stato fatto e allontana le persone che hanno ancora bisogno di capire che non c'è ANCORA una regola, che siamo soltanto agli inizi, che stiamo cercando come società di dare la possibilità a tutti di essere loro stessi.
E' complicato, ma ce la faremo.
Peace 💗
Perché allora non iniziare da qui?

3 anni fa
Singolo
Sardegna,
Qui dal 01.08.2020 -
Quotato da RedazioneA69,
Quotato da AzzurraDomme,


Arcilesbica sono TERF, trans excludent radical feminists. Non fanno parte della comunità perché escludono le donne trans non considerandole donne.
La comunità tutta le detesta, ma sono rimaste in dodici in tutta Italia, non credo sia pensabile prenderle a metro di paragone di un?intera comunità.
Si ma anche "meno". Ormai si affibbia il termine TERF a qualunque gruppo, categoria o persona che non aderisca al 100% al loro pensiero, che è diventato unico e indiscutibile. Se stai con il movimento Trans al 95% non va bene, o è 100% o quel 5% sarà sempre TERF. Non c'è spazio per la complessità e la comprensione verso le esigenze delle altre minoranze.
Se le femministe si preoccupano per il Self-ID (identità di genere percepita) che permette ai detenuti maschi di chiedere il trasferimento nelle carceri femminili, o ad utilizzare la toilette delle donne, non ci si ferma un attimo a comprendere e capire come questo problema possa essere risolto, migliorato, affinchè loro si sentano comunque protette. Sono transfobiche e basta.
Dentro i movimenti LGBTQ+ si vive peggio che nel PD, ogni gruppo osteggia l'altro affinchè non gli si tolga il posto di "minoranza" più colpita. E purtroppo il movimento Trans è riuscito in questi ultimi anni a risultare più antipatico, violento e chiuso di quello femminista radicale. E ce ne voleva!

Detto questo, stiamo attraversando un momento nuovo della nostra società, complicato, incredibile e bellissimo. Si diranno cose giuste e cose sbagliate, si faranno cose sensate ed enormi sbagli, ma tutto questo livore, questa ideologia di sentirsi sempre nel giusto che sfocia in aggressione, non porta a niente. E' nostro umilissimo pensiero che distrugge soltanto quello che di buono è stato fatto e allontana le persone che hanno ancora bisogno di capire che non c'è ANCORA una regola, che siamo soltanto agli inizi, che stiamo cercando come società di dare la possibilità a tutti di essere loro stessi.
E' complicato, ma ce la faremo.
Peace 💗
Spesso l'esclusione e la "persecuzione" (passatemi il termine) genera proprio l'effetto "specchio riflesso", cioè il mettere in moto le stesse pratiche che si sono subite e che si deplorano. È chiaramente un cortocircuito logico e pure autolesionistico ma tant'e, l'abbiamo visto accadere anche in altri ambiti, è purtroppo una reazione psicologica naturale per quanto infantile ed erronea.
Faccio fatica a credere che sarà il cerchiobbottismo a risolvere qualcosa, come pure trovo stucchevole il tentativo di mischiare le carte col "abbiamo esagerato da ambo le parti" (o qualcosa di simile) e salvare capra e cavoli, in realtà si difende la capra che si è pappata tutti i cavoli.
Non esiste pace senza giustizia e non può esistere giustizia se ci si rifiuta di fare i conti con la realtà.

3 anni fa
Singolo
Abruzzo, L'Aquila
Qui dal 30.11.2013 -
Quotato da dreamofthebluturtles,
Quotato da RedazioneA69,


Si ma anche "meno". Ormai si affibbia il termine TERF a qualunque gruppo, categoria o persona che non aderisca al 100% al loro pensiero, che è diventato unico e indiscutibile. Se stai con il movimento Trans al 95% non va bene, o è 100% o quel 5% sarà sempre TERF. Non c'è spazio per la complessità e la comprensione verso le esigenze delle altre minoranze.
Se le femministe si preoccupano per il Self-ID (identità di genere percepita) che permette ai detenuti maschi di chiedere il trasferimento nelle carceri femminili, o ad utilizzare la toilette delle donne, non ci si ferma un attimo a comprendere e capire come questo problema possa essere risolto. Sono transfobiche e basta.
Dentro i movimenti LGBTQ+ si vive peggio che nel PD, ogni gruppo osteggia l'altro affinchè non gli si tolga il posto di "minoranza" più colpita. E purtroppo il movimento Trans è riuscito in questi ultimi anni a risultare più antipatico, violento e chiuso di quello femminista radicale. E ce ne voleva!

Detto questo, stiamo attraversando un momento nuovo della nostra società, complicato, incredibile e bellissimo. Si diranno cose giuste e cose sbagliate, si faranno cose sensate ed enormi sbagli, ma tutto questo livore, questa ideologia di sentirsi sempre nel giusto che sfocia in aggressione, non porta a niente. E' nostro umilissimo pensiero che distrugge soltanto quello che di buono è stato fatto e allontana le persone che hanno ancora bisogno di capire che non c'è ANCORA una regola, che siamo soltanto agli inizi, che stiamo cercando come società di dare la possibilità a tutti di essere loro stessi.
E' complicato, ma ce la faremo.
Peace 💗
Mi trovo molto d'accordo con tutto ciò che avete scritto. Aggiungo che tutti questi paletti e ripicche trasversali mettono un freno al dialogo e alla crescita "sociale" tra tutte le componenti (ma tutte tutte). Molto schiettamente, a mio avviso, abbiamo letto i riflessi di questo parziale impasse all'interno del 3D.
Già, tipo in quei forum un po' così, un po' sfacciato, dove si può parlare di trans solo sul gruppo dedicato alle trans... Ah no, aspè! Fermi tutti... 😮 ehm, ok... 🙄

Non puoi scrivere sul Forum finchè non avrai completato il tuo profilo!.


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