3 anni fa
Intanto ringraziamo @RedStrange per il thread che abbiamo seguito con estremo interesse. Non siamo intervenuti prima poichè eravamo molto interessati nel leggere le vostre argomentazioni.Quotato da Idrogeno,Comunque, il 3d forse chiedeva altro.
Facciamo un passo indietro.
Mi iscrivo ad annunci e ad una certa mi viene chiesta una categoria di appartenenza all’interno della quale io mi conosca come rappresentata (rappresentato vabbè, generale).
Manc [...]
In effetti è un qualcosa su cui ci stiamo interrogando da diverso tempo in redazione, se ci sia la necessità di intervenire e in caso come farlo.
Ciò che in parte ci frena è che di fatto su Annunci69.it non sembra esserci alcun bisogno di esprimere la propria identità di genere, poichè ciò che viene chiesto ai fini della "categorizzazione" e la ricerca di profili, è la situazione "sentimentale" (se si è in coppia, da soli, in gruppo) e l'orientamento sessuale. E' la somma delle due cose a tracciare un'idea dell'identità di genere della persona che contattiamo.
Proviamo a fare degli esempi saltando le "etichette" classiche. Una persona di sesso maschile, non binaria, si iscriverà come Singolo (non Gay) indicando poi come orientamento quello bisessuale. E' vero che una persona non binaria non si riconosce nei generi m/f, ma l'indicazione "fenotipica" biologica di partenza, serve soprattutto agli altri in fase di ricerca.
Forse, dove c'è più carenza è nelle specifiche della categoria "Trans/Trav", poichè non chiariscono le diverse fasi di transizione del genere e di quale transizione, nel caso, si sta parlando; con il rischio però di sezionare una categoria come un bovino al mercato (hai il pisello? le tette? la patata?). La battuta tagliente di @Marika66 porta alla luce uno stereotipo con cui sarebbe bene fare i conti ma che alimentarlo sarebbe l'ultima cosa che vorremmo fare.
Insomma, è un pò un ginepraio e il rischio che la "toppa" possa essere peggio del "buco" è dietro l'angolo.
Per questo rimaniamo a leggere con estremo interesse le Vs opinioni.
3 anni fa
Perchè d'istinto cerchiamo di riportare sempre tutto il piùvicino alla nostra confort-zone...da leggersi "vicino alle etichette che accettiamo per noi stessi"Quotato da Idrogeno,Eh, lo so. Sarebbe bello riuscire ad essere meno ‘etichettanti’, credo non esserlo sia impossibile. Forse ci serve per definire gli spazi circostanti e crearci un ambiente conosciuto.Quotato da alessiocince,
Te lo spiego meglio...
Sarebbe sempre Meglio definire solo se stessi nel mondo... Ma le persone non si limitano quasi mai a fare solo questo.
Guardaci qua dentro, per esempio: non ci etichettiamo tra di noi senza neanche conoscerci (il più delle volte)? E pensa che ci etichettiamo solo sul leggerci sul forum, o sul profilo, o nei feed, quindi su delle semplici impressioni tratte da poche parole e da lì iniziamo ad etichettare senza un domani.
Usare l’accezione positiva il più possibile.
3 anni fa
Non so se può esserti utile ma ti dico perché, ovvero, quando mi da urto e quando "sto al gioco".Quotato da Idrogeno,La penso come te e sto cercando di rifletterci in modo costruttivo (@pallina il termine accezione che ho usato è errato, lo intendevo più come trovare il lato positivo del concetto)Quotato da alessiocince,
Perchè d'istinto cerchiamo di riportare sempre tutto il piùvicino alla nostra confort-zone...da leggersi "vicino alle etichette che accettiamo per noi stessi"
Più che altro sto riflettendo sul perché questo termine mi dia così fastidio e mi faccia salire subito il sangue agli occhi. 🙂
Mi urta quando l'etichetta viene usata per limitarmi , che è l'uso sbagliato che se ne fa molte volte.
Quando "devo essere", perché gli altri se lo aspettano, la somma delle etichette che mi mettono.
Sto al "gioco" quando l'etichetta ha il solo scopo di aggiungere una caratteristica, che non porta ad una aspettativa.
E credimi, con il tempo mi accorgo quando mi trovo in una o l'altra situazione.
Purtroppo, come immaginerai, mi urta spesso🤣
3 anni fa
Ognuno ha le proprie delicatezze 🤷♂️ 😏 🤣Quotato da Idrogeno,Si, credo sia lo stesso per me. Forse dipende dalla delicatezza con cui la si applica. E ovviamente dal dove. 😎 🙂Quotato da XHunerXP,
Non so se può esserti utile ma ti dico perché, ovvero, quando mi da urto e quando "sto al gioco".
Mi urta quando l'etichetta viene usata per limitarmi , che è l'uso sbagliato che se ne fa molte volte.
Quando "devo essere", perché gli altri se lo aspettano, la somma delle etichette che mi mettono.
Sto al "gioco" quando l'etichetta ha il solo scopo di aggiungere una caratteristica, che non porta ad una aspettativa.
E credimi, con il tempo mi accorgo quando mi trovo in una o l'altra situazione.
Purtroppo, come immaginerai, mi urta spesso🤣
3 anni fa
Tu dici che dipenda dal come e dal dove?... io dico che dipende molto dal chiQuotato da Idrogeno,Si, credo sia lo stesso per me. Forse dipende dalla delicatezza con cui la si applica. E ovviamente dal dove. 😎 🙂Quotato da XHunerXP,
Non so se può esserti utile ma ti dico perché, ovvero, quando mi da urto e quando "sto al gioco".
Mi urta quando l'etichetta viene usata per limitarmi , che è l'uso sbagliato che se ne fa molte volte.
Quando "devo essere", perché gli altri se lo aspettano, la somma delle etichette che mi mettono.
Sto al "gioco" quando l'etichetta ha il solo scopo di aggiungere una caratteristica, che non porta ad una aspettativa.
E credimi, con il tempo mi accorgo quando mi trovo in una o l'altra situazione.
Purtroppo, come immaginerai, mi urta spesso🤣
3 anni fa
Un oggetto che usiamo per identificare od "etichettare" una persona è la carta d'identità , dove vengono riportati dati oggettivi sulla nostra persona considerati utili al fine ricercato.
Il sesso genetico è l'unico dato preso in considerazione in quanto l'orientamento sessuale o quant'altro è pressoché inutile , se non possibilmente una intrusione nella privacy o , nel peggiore dei casi , fonte ad uso di discriminazione.
Questo per dire che se la persona ritiene opportuno etichettarsi in determinate situazioni è liberissimo di farlo , ma non deve essere obbligato a prescindere .
Il sesso genetico è l'unico dato preso in considerazione in quanto l'orientamento sessuale o quant'altro è pressoché inutile , se non possibilmente una intrusione nella privacy o , nel peggiore dei casi , fonte ad uso di discriminazione.
Questo per dire che se la persona ritiene opportuno etichettarsi in determinate situazioni è liberissimo di farlo , ma non deve essere obbligato a prescindere .
3 anni fa
Si, dipende anche da chi.Quotato da alessiocince,Tu dici che dipenda dal come e dal dove?... io dico che dipende molto dal chiQuotato da Idrogeno,
Si, credo sia lo stesso per me. Forse dipende dalla delicatezza con cui la si applica. E ovviamente dal dove. 😎 🙂
Per il semplice fatto che anche noi, a modo nostro, etichettiamo quel "chi".
Darmi dello stronzo può essere motivo di sfanculata facile quanto di arrapante "mo ti prendo io 😏 ".
E dipende molto dal chi, ma anche dal come e dal dove.
3 anni fa
Ma è anche utopico e sciocco pensare che la mente umana possa funzionare diversamente da come è progettata.Quotato da Henry_Dante,Un oggetto che usiamo per identificare od "etichettare" una persona è la carta d'identità , dove vengono riportati dati oggettivi sulla nostra persona considerati utili al fine ricercato.
Il sesso genetico è l'unico dato [...]
E bada bene, progettata!
Siamo fatti così, bisogna prenderne atto ed usare questa caratteristica nel modo migliore.
3 anni fa
Mi hai bruciato l'intervento, almeno parzialmente.Quotato da Idrogeno,Si, credo sia lo stesso per me. Forse dipende dalla delicatezza con cui la si applica. E ovviamente dal dove. 😎 🙂Quotato da XHunerXP,
Non so se può esserti utile ma ti dico perché, ovvero, quando mi da urto e quando "sto al gioco".
Mi urta quando l'etichetta viene usata per limitarmi , che è l'uso sbagliato che se ne fa molte volte.
Quando "devo essere", perché gli altri se lo aspettano, la somma delle etichette che mi mettono.
Sto al "gioco" quando l'etichetta ha il solo scopo di aggiungere una caratteristica, che non porta ad una aspettativa.
E credimi, con il tempo mi accorgo quando mi trovo in una o l'altra situazione.
Purtroppo, come immaginerai, mi urta spesso🤣
Finora avevo solo scritto una stupidaggine per sdrammatizzare un po', e per la mia riluttanza alla categorizzazione.
Poi mi sono incuriosito su come mi vedo nel panorama descritto e mi sono trovato in una certa difficoltà.
Chi sono dal punto di vista sessuale? Dipende dal dove e dal quando.
Con questo dichiarando tutte le mie contraddizioni e insicurezze.
Al momento non mi crea problemi, ma mi conferma quanto illusorie e caduche possano essere le etichette. 🙂
3 anni fa
👍👍👍👏👏👏Quotato da AzzurraDomme,Quelle che vengono qui chiamate “etichette” in realtà sono qualificazioni utilizzate dalle categorie che si riconoscono in quelle etichette. Nella descrizione iniziale di Redstrange ci sono alcune inesattezze, ma ai fini del discorso non cambia: il d [...]
Applausi...
3 anni fa
Grazie per il tuo intervento così ben argomentato che ci trova d'accordo nella maggior parte degli aspetti.Quotato da AzzurraDomme,Quelle che vengono qui chiamate ?etichette? in realtà sono qualificazioni utilizzate dalle categorie che si riconoscono in quelle etichette. Nella descrizione iniziale di Redstrange ci sono alcune inesattezze, ma ai fini del discorso non cambia: il d [...]
💗
3 anni fa
Gia dal termine etichetta sta bene su un vestito o su una camicia,ad una persona poca non di lascia il tempo di giudicarla per quello che è realmente non per quello che dice la società!!a me non piace
3 anni fa
Scusami caro ma l'intervento di @AzzurraDomme lo hai letto?Quotato da serbello,Gia dal termine etichetta sta bene su un vestito o su una camicia,ad una persona poca non di lascia il tempo di giudicarla per quello che è realmente non per quello che dice la società!!a me non piace
Restiamo fermi all'anedottica e bloccati dal confondere "etichetta" (le virgolette non sono casuali) con giudizio?
Poi sarebbe interessante semmai discutere del perché in così tant* (e non parlo solo del forum e certo non solo di questo tread) sentano un bisogno tanto pressante e forte di sottrarsi a qualunque forma di giudizio (cosa velleitaria a dir poco) probabilmente dando per acquisito (e perché mai?) debba essere negativo...
3 anni fa
👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻Quotato da AzzurraDomme,Quelle che vengono qui chiamate “etichette” in realtà sono qualificazioni utilizzate dalle categorie che si riconoscono in quelle etichette. Nella descrizione iniziale di Redstrange ci sono alcune inesattezze, ma ai fini del discorso non cambia: il d [...]
Grazie per aver espresso così chiaramente quello che io cercato di dire confusamente.
E soprattutto per la padronanza dell'argomento.
Io ho insistito molto sul concetto dell'auto affermazione di sé proprio perché, non sempre, é un bisogno che sento. Quello di dire io sono questo ed essere riconosciuto come tale. Non chiedo un giudizio, chiedo che venga riconosciuta la mia persona in tutte le sue sfumature.
3 anni fa
Così come non bisogna confondere giudizio con pregiudizio...
Io di fronte al "giudizio" prima lo analizzo con attenzione poi mi trovo quattro strade o possibilità davanti:
1-Se ben espresso, argomentato, privo di pecche formali (pregiudizio, non conoscenza precisa di fatti ed avvenimenti etc), calzante con la realtà, lo prendo in esame e cerco di capirlo, di usarlo a mio vantaggio per crescere e comprendere meglio me stesso, i miei comportamenti e azioni, il come vengo percepito etc.
2- se superficiale, malevolo, stupido (insomma è un pregiudizio), mirato a trarne un vantaggio personale et similia semplicemente impugno il (metaforico) martello di Thor e lo abbatto con tutto quello che c'è attorno (compreso chi vi resta aggrappato o non se ne discosta con una certa celerità).
3- se così superficiale e ridicolo da non meritare nemmeno l'abbattimento utilizzo l'ironia e la presa per il culo (anche a sangue, perché no...).
4- in subordine semplicemente me ne fotto e mi ci sciacquo i coglioni...
Io di fronte al "giudizio" prima lo analizzo con attenzione poi mi trovo quattro strade o possibilità davanti:
1-Se ben espresso, argomentato, privo di pecche formali (pregiudizio, non conoscenza precisa di fatti ed avvenimenti etc), calzante con la realtà, lo prendo in esame e cerco di capirlo, di usarlo a mio vantaggio per crescere e comprendere meglio me stesso, i miei comportamenti e azioni, il come vengo percepito etc.
2- se superficiale, malevolo, stupido (insomma è un pregiudizio), mirato a trarne un vantaggio personale et similia semplicemente impugno il (metaforico) martello di Thor e lo abbatto con tutto quello che c'è attorno (compreso chi vi resta aggrappato o non se ne discosta con una certa celerità).
3- se così superficiale e ridicolo da non meritare nemmeno l'abbattimento utilizzo l'ironia e la presa per il culo (anche a sangue, perché no...).
4- in subordine semplicemente me ne fotto e mi ci sciacquo i coglioni...
3 anni fa
😂😂😂😂Quotato da zortonaldo,Chi ti ha imparato questo arcano canto druidico??? 😮Quotato da Masterpiece68,mi ci sciacquo i coglioni...
😄 😄 😄
Mi pare di averlo appreso frequentando orge notturne in ambienti densamente e riccamente boscati (per i profani: foresta)...
Ah, le sacerdotesse sacrificali...? (cit)
3 anni fa
Pardon aneddotica...🤦♂️🤦♂️🤦♂️😂😂😂😳Quotato da Masterpiece68,Scusami caro ma l'intervento di @AzzurraDomme lo hai letto?Quotato da serbello,Gia dal termine etichetta sta bene su un vestito o su una camicia,ad una persona poca non di lascia il tempo di giudicarla per quello che è realmente non per quello che dice la società!!a me non piace
Restiamo fermi all'anedottica e bloccati dal confondere "etichetta" (le virgolette non sono casuali) con giudizio?
Poi sarebbe interessante semmai discutere del perché in così tant* (e non parlo solo del forum e certo non solo di questo tread) sentano un bisogno tanto pressante e forte di sottrarsi a qualunque forma di giudizio (cosa velleitaria a dir poco) probabilmente dando per acquisito (e perché mai?) debba essere negativo...
3 anni fa
io come ho già detto sento il bisogno di uno o più termini che mi rappresentino e in cui mi identifichino, tu questo bisogno lo senti?Quotato da Frivolousb,Un po' di tempo fa ho partecipato a un Pride sfilando con un favoloso abito rosa (faceva molto damigella d' onore!), immancabile parrucca ruoge e fiocchetto alla Biancaneve, tutto ciò perché mi sento donna? No, cioè, sì a volte, ma [...]
3 anni fa
Comunque come dice la @redazione non dimentichiamoci il contesto in cui siamo, l'utilità ai fini della ricerca, di categorie piu esaustive è praticamente nulla
3 anni fa
Quotato da Frivolousb,Sì, sento questo bisogno e lo sento da sempre. Sento il bisogno di avere delle parole che rispecchino quello che sono, perché solo così la mia realtà, quelle degli altri, determinate realtà in generale, diventano davvero reali e visibili. Poi che questa parole che danno concretezza, visibilità, "esistenza" le si voglia chiamare "etichette", o categorie per me è irrilevante,perché vedi, amico mio, noto ancora con disappunto che va ancora di moda cambiare le parole per risolvere un supposto problema, facendo finta di non sapere che così facendo il supposto problema non lo si risolve, ma lo si sposta. Io alle ragazze che mi hanno chiesto se dovevano appellarmi al maschile o al femminile ho risposto che per me è indifferente, e lo è, ma lo è per me, per gli altri può essere una cosa importante scegliere tra uno e l'altro o oscillare tra l'uno e l' altro , e importante lo deve essere. Come dicevo nell' intervento precedente basta poco a fare una domanda gentile, anche se magari un po' goffa, o chiedere scusa, magari ci si impiega anche minor tempo che inventarsi bizzarri modi per sfottere quelli che alle 14:00 si fanno chiamare Gianfranco e alle 18: 00 solo Franco, facendo chiaramente capire che non si è capito un tubo di quello di cui si sta realmente parlando.Quotato da Parcifal,
io come ho già detto sento il bisogno di uno o più termini che mi rappresentino e in cui mi identifichino, tu questo bisogno lo senti?
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