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SONO MAGGIORENNE ESCI

"Etichette"

310 interventi
3 anni fa
Singolo
Lombardia, Milano
Qui dal 31.01.2017 -
Quotato da XHunerXP,
Quotato da Henry_Dante,
"Augurate la buona notte all'uomo cattivo " 😇
Cattivo no, inconsapevole si.
Ma non è colpa tua, ovvero, non tutta tua.
È colpa del non aver bisogno di vedere oltre che non ci fa vedere oltre.
Ti confesso una cosa ma non lo dire a nessuno, sennò qualche maschietto etero bianco e ricco mi da del lecchino e pure peggio.
Io sento il peso dei privilegi immeritati che ho.
Perché so che erodono, negano, alienano quelli di altri esseri umani come me.
Infatti lo dicevo pagine fa' , ora siamo alle "colpe comuni" ed a breve arriveranno i consigli su una "buona e necessaria" rieducazione di massa 😇

3 anni fa
Singolo
Emilia Romagna,
Qui dal 19.03.2022 -
Quotato da Idrogeno,
Io sono andata a rileggere da pag 7 e non ho proprio capito perché da una certa in avanti la discussione si è scaldata e ha preso questa deriva.
Abbiamo parlato di etichette, come le usiamo, intendiamo, il senso e l’uso, quando sono troppe o troppo [...]
Questa era l'intro di @redstrange:
"Sarebbe bello fare chiarezza sulle molte "etichette" che ormai esistono affinchè le persone si sentano libere di scegliere dove collocarsi."
La discussione non è avanzato verso quali etichette sarebbero necessarie ma invece ci si é interrogati sul significato di etichetta e quanto sia "negativo" senza capire, come ben hanno espresso @frivolousb e @azzurradomme, che le categorie escluse sentono il bisogno di avere un'etichetta propria che li identifichi e non cercare di smussarsi per adeguarsi alle etichette già sulla piazza normate secondo il punto di vista etero.
Io ho provatona dirvi cambiate il punto di vista, se non ci fosse la categoria etero ma doveste adeguarvi a terminologie queer come vi sentireste?
Perché è vero che ogni singolo individuo é differente e non può essere etichettato nella sua complessità ma allo stesso tempo ha bisogno di un senso di appartenenza e di trovare luoghi o etichette in cui roconoscersi.
La deriva del privilegio parte proprio da qui, dalla difficoltà di ammettere che anche chi é arcobaleno vuole essere rappresentato.
Il fatto è che chi è nato con un certo status quo, chi può fare od accedere a tutto fa fatica a capire quanto chi non ha questi diritti soffra. E il privilegio in se non é negativo e neanche nn percepire di esserlo perché ci si vive dentro ma a una certa si dovrebbero aprire gli occhi.
Come già detto in questo caso l'etichetta serve all'autodeterminazione.
Al momento il mondo queer non può spostarsi (le unioni civili sono sempre a rischio e cmq non è stato esteso un diritto già esistente ma è stato offerto un palliativo), non può adottare o avere figli tramite surrogato, in certe occasioni non gli viene concesso affitto o mutuo se si presentano come coppia, chi é queer solo per esserlo può essere sbattuto fuori casa dalla famiglia, può essere massacrato di botte, i casi di omicido non sono una novità.
io nn ho mai sentito parlare di eterofobia ma di omofobia o in senso più ampio queerfobia sì.
Potrei continuare all'infinito.
È questo che si intende per privilegio tutti quei diritti che diamo per scontati e che sono appannaggio di un'unica categoria e che non si estendo agli altri.
Certo tutti paghiamo le tasse, tutti lottiamo contro l'economia ma essere trans, queer, omo... nn mette in dubbio le tua capacità di svolgere un lavoro (soprattutto in campo educativo).

Come ho già espresso invece di capire che c'è bisogno di etichette ed interrogarsi su come la vive chi non ne ha, il tutto viene visto da chi non ne ha bisogno perché vive nello "stato di fatto" e quindi ne rifiuta l'idea.

@azzurradomme, te lo chiedo come piacere personale, potresti indicare due testi di riferimento sull'argomento? Non tanto per dimostrare che ci sono studi alla mano, statische e co, ma quanto per chi ha un vero desiderio di capire abbia almeno una referenza da cui incominciare.

Alla fine concludo dicendo e se i non etero foste voi o i vostri figli, sorelle, fratelli.... riuscite a vedere cosa vi/gli sarebbe precluso????


3 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
Personalmente (quindi valevole per me) le etichette, anzi etichette parlando di persone mi sta sul cazzo, quindi preferisco usare il termine “Definizione”. Allora dicevo le “Definizioni” servono, servono secondo me a noi per dire agli altri chi siamo, una buona definizione di noi è quella che racchiude meglio in una singola parola il nostro essere, gli altri non debbono definirci così dettagliatamente gli basta sapere che siamo persone, perché non conoscendoci hanno buonissime possibilità di sbagliare nel “Definirci” in qualche modo. Cosa debbono fare gli altri allora?
Semplicemente una volta venuti a conoscenza di come qualcuno si “Definisce” comportarsi di conseguenza per quanto riguarda le cose da chiamare in un determinato modo, e per tutto il resto, rispettare senza contrastare o peggio ghettizzare o demonizzare il modo in cui ci si “”Definisce”.

3 anni fa
Singolo
Emilia Romagna,
Qui dal 19.03.2022 -
Quotato da RedStrange,
Quotato da Parcifal,


Premetto che NON ho letto gli altri interventi, a me l'idea di allargare le categorie piace molto. Soprattutto perché sono rappresentati praticamente solo gli etero cis.
E poiché tutti bene o male cercano un senso d'appartenenza avere una categoria che ci veste quasi perfettamente sarebbe importante. Non perché gli altri possano etichettarci o ghettizarci quanto per poter poter dire io sono questo e vederlo riconosciuto.
Credo che uno dei problemi maggiori sia infatti data dal non riconoscimento delle diversità, a parole tutti arcobaleno ma poi nella pratica tutto è ancora fatto secondo lo stampo cisetero, togliendo legittimità a tutti coloro che non si ritrovano nel bianco e nel nero.
E su questo sito, che dovrebbe ed in parte è essere all'avanguardia, c'è una fetta di grigio immensa che non è ancora ben rappresentata.
E mi lascia perplesso, e qui parlo della società in generale e non (o non solo) del sito, come molti cisetero (uomini e/o donne) che si dichiarano indefferenti o a cui "non creano problemi" queste nuove "categorie" si oppongano al loro riconoscimento "burocratico" (tipo aggiungere le caselle pansessule piuttosto che nn binary) impedendo di fatto l'affermazione di sè altrui e oltre che il senso d'appartenenza che cerca chi non è rappresentato.

Mi sa che alla fine mi sono un po' incartato ma spero si capisca il senso.
Tu sei una perla rara.
Sei (almeno fino a pagina 4) l'unico che ha capito il senso del tutto, capendo l'importanza di tutto ciò nella società in cui viviamo.
Soprattutto, facendo un discorso senza personalismi 👏🏻👏🏻👏🏻
Grazie ma sigh, hai parlato troppo presto.
A un certo punto non sono riuscito a rimanere distaccato e ho sbroccato.

3 anni fa
Singolo
Emilia Romagna,
Qui dal 19.03.2022 -
Quotato da idrogeno,
Io ho capito tutto, giuro. Tutto meno l?acredine che è emersa ad una certa.
Ci si sta avvitando secondo me.
Io più che di acredine parlerei di veemenza e stanchezza, come quando in certi 3d si raggiunge il livello e di dice certo uomo insegnami tu essere donna .
qui é un po' lo stesso, certo etero insegnami tu a essere queer.
Che poi i toni possano essere sbagliati, i miei in primis, lo riconosco. ma sentirsi "negati" non riconosciuti anche qui a volte é la classica goccia.

E ora, per la gioia di tutti mi taccio che ho abusato del 3d anche troppo.

3 anni fa
Singolo
Emilia Romagna,
Qui dal 19.03.2022 -
Quotato da Idrogeno,
Quotato da Parcifal,

@azzurradomme, te lo chiedo come piacere personale, potresti indicare due testi di riferimento sull'argomento? Non tanto per dimostrare che ci sono studi alla mano, statische e co, ma quanto per chi ha un vero desiderio di capire abbia almeno una referenza da cui incominciare.
(Mi aggiungo)
Quotato da Parcifal,

Alla fine concludo dicendo e se i non etero foste voi o i vostri figli, sorelle, fratelli.... riuscite a vedere cosa vi/gli sarebbe precluso????
È proprio quello che spinge me a cercare di capirne di più. Anche se, non mi vergogno a dirlo, non vorrei creare l’effetto contrario. Io vorrei che le mie figlie fossero libere di decidere chi sono ed eventualmente poi decidere anche se hanno o meno l’esigenza di definirsi. Spero di essermi spiegata.
certo, ma nel momento in cui hai deciso chi sei come fai se non ci sono definizioni?
Creiamole, poi chi ne sentirà il bisogno le adotterà, chi non ne ha bisogno ne farà a meno. Ma almeno ci sarà.

Sorry. metto il muto.

3 anni fa
Singolo
Emilia Romagna,
Qui dal 19.03.2022 -
Quotato da Idrogeno,
Quotato da Parcifal,

@azzurradomme, te lo chiedo come piacere personale, potresti indicare due testi di riferimento sull'argomento? Non tanto per dimostrare che ci sono studi alla mano, statische e co, ma quanto per chi ha un vero desiderio di capire abbia almeno una referenza da cui incominciare.
(Mi aggiungo)
Quotato da Parcifal,

Alla fine concludo dicendo e se i non etero foste voi o i vostri figli, sorelle, fratelli.... riuscite a vedere cosa vi/gli sarebbe precluso????
È proprio quello che spinge me a cercare di capirne di più. Anche se, non mi vergogno a dirlo, non vorrei creare l’effetto contrario. Io vorrei che le mie figlie fossero libere di decidere chi sono ed eventualmente poi decidere anche se hanno o meno l’esigenza di definirsi. Spero di essermi spiegata.
certo, ma nel momento in cui hai deciso chi sei come fai se non ci sono definizioni?
Creiamole, poi chi ne sentirà il bisogno le adotterà, chi non ne ha bisogno ne farà a meno. Ma almeno ci sarà.

Sorry. metto il muto.

3 anni fa
Singolo
Sardegna,
Qui dal 01.08.2020 -
Quotato da Parcifal,
Quotato da Idrogeno,
Io sono andata a rileggere da pag 7 e non ho proprio capito perché da una certa in avanti la discussione si è scaldata e ha preso questa deriva.
Abbiamo parlato di etichette, come le usiamo, intendiamo, il senso e l’uso, quando sono troppe o troppo [...]
Questa era l'intro di @redstrange:
"Sarebbe bello fare chiarezza sulle molte "etichette" che ormai esistono affinchè le persone si sentano libere di scegliere dove collocarsi."
La discussione non è avanzato verso quali etichette sarebbero necessarie ma invece ci si é interrogati sul significato di etichetta e quanto sia "negativo" senza capire, come ben hanno espresso @frivolousb e @azzurradomme, che le categorie escluse sentono il bisogno di avere un'etichetta propria che li identifichi e non cercare di smussarsi per adeguarsi alle etichette già sulla piazza normate secondo il punto di vista etero.
Io ho provatona dirvi cambiate il punto di vista, se non ci fosse la categoria etero ma doveste adeguarvi a terminologie queer come vi sentireste?
Perché è vero che ogni singolo individuo é differente e non può essere etichettato nella sua complessità ma allo stesso tempo ha bisogno di un senso di appartenenza e di trovare luoghi o etichette in cui roconoscersi.
La deriva del privilegio parte proprio da qui, dalla difficoltà di ammettere che anche chi é arcobaleno vuole essere rappresentato.
Il fatto è che chi è nato con un certo status quo, chi può fare od accedere a tutto fa fatica a capire quanto chi non ha questi diritti soffra. E il privilegio in se non é negativo e neanche nn percepire di esserlo perché ci si vive dentro ma a una certa si dovrebbero aprire gli occhi.
Come già detto in questo caso l'etichetta serve all'autodeterminazione.
Al momento il mondo queer non può spostarsi (le unioni civili sono sempre a rischio e cmq non è stato esteso un diritto già esistente ma è stato offerto un palliativo), non può adottare o avere figli tramite surrogato, in certe occasioni non gli viene concesso affitto o mutuo se si presentano come coppia, chi é queer solo per esserlo può essere sbattuto fuori casa dalla famiglia, può essere massacrato di botte, i casi di omicido non sono una novità.
io nn ho mai sentito parlare di eterofobia ma di omofobia o in senso più ampio queerfobia sì.
Potrei continuare all'infinito.
È questo che si intende per privilegio tutti quei diritti che diamo per scontati e che sono appannaggio di un'unica categoria e che non si estendo agli altri.
Certo tutti paghiamo le tasse, tutti lottiamo contro l'economia ma essere trans, queer, omo... nn mette in dubbio le tua capacità di svolgere un lavoro (soprattutto in campo educativo).

Come ho già espresso invece di capire che c'è bisogno di etichette ed interrogarsi su come la vive chi non ne ha, il tutto viene visto da chi non ne ha bisogno perché vive nello "stato di fatto" e quindi ne rifiuta l'idea.

@azzurradomme, te lo chiedo come piacere personale, potresti indicare due testi di riferimento sull'argomento? Non tanto per dimostrare che ci sono studi alla mano, statische e co, ma quanto per chi ha un vero desiderio di capire abbia almeno una referenza da cui incominciare.

Alla fine concludo dicendo e se i non etero foste voi o i vostri figli, sorelle, fratelli.... riuscite a vedere cosa vi/gli sarebbe precluso????

Intervento esemplare... ce ne sono stati altri dello stesso tenore ma non mi pare purtroppo, abbiano sortito gli effetti auspicabili, sembra che non vengano letti o più probabilmente compresi...🤷‍♂️

3 anni fa
Singolo
Sardegna,
Qui dal 01.08.2020 -
Quotato da Idrogeno,
Io ho capito tutto, giuro. Tutto meno l’acredine che è emersa ad una certa.
Ci si sta avvitando secondo me.
Acredine??? 😳😳😳

3 anni fa
Singolo
Abruzzo, L'Aquila
Qui dal 30.11.2013 -
Quotato da XHunerXP,
Quotato da Henry_Dante,
"Augurate la buona notte all'uomo cattivo " 😇
Cattivo no, inconsapevole si.
Ma non è colpa tua, ovvero, non tutta tua.
È colpa del non aver bisogno di vedere oltre che non ci fa vedere oltre.
Ti confesso una cosa ma non lo dire a nessuno, sennò qualche maschietto etero bianco e ricco mi da del lecchino e pure peggio.
Io sento il peso dei privilegi immeritati che ho.
Perché so che erodono, negano, alienano quelli di altri esseri umani come me.
Cioè, fammi capire, senti il peso delle varie etichette e dei privilegi... E non fai nulla per privarti di queste immeritate etichette e privilegi? 😮
OK, io direi di tornare Seri e sobri... Contrariamente a ciò che si pensa, anche altre società lontane da quella "bianca dominante" (che poi mi fa ridere troppo questa cosa del "dominante") hanno le proprie etichette da appiccicare addosso. Ma limitiamoci a guardare a noi qui: in questo contesto che dovrebbe essere open, condivisivo, la frase più abusata è "il privilegio di scegliere" e guarda un po' il caso questa frase si legge ovunque, tranne che nella categoria dei "maschi bianchi etero cis"... Sarà un caso, ma questa etichetta è un falso storico da almeno 30 anni (a parer mio, almeno 50!). Voi direte: certo siamo in un posto del mondo privilegiato, non essere chiuso nel tuo.
E quindi la risposta è che, in questa parte di mondo certe etichette fanno comodo solo a chi vuole appellarsi, aggrapparsi ad esse per giustificare distinzioni che vanno sparendo.
Certo, dal punto di vista comunicativo, è proprio quando una cosa sta per scomparire che si risalta maggiormente.
Ps. L'esempio dei vari pride è perfettamente calzante.

3 anni fa
Singolo
Sardegna,
Qui dal 01.08.2020 -
Quotato da Idrogeno,
Quotato da Parcifal,

@azzurradomme, te lo chiedo come piacere personale, potresti indicare due testi di riferimento sull'argomento? Non tanto per dimostrare che ci sono studi alla mano, statische e co, ma quanto per chi ha un vero desiderio di capire abbia almeno una referenza da cui incominciare.
(Mi aggiungo)
Quotato da Parcifal,

Alla fine concludo dicendo e se i non etero foste voi o i vostri figli, sorelle, fratelli.... riuscite a vedere cosa vi/gli sarebbe precluso????
È proprio quello che spinge me a cercare di capirne di più. Anche se, non mi vergogno a dirlo, non vorrei creare l’effetto contrario. Io vorrei che le mie figlie fossero libere di decidere chi sono ed eventualmente poi decidere anche se hanno o meno l’esigenza di definirsi. Spero di essermi spiegata.
Il modo migliore per dargli quella libertà di scelta è fornirgli, mettergli a disposizione, i migliori strumenti per poter compiere in piena libertà e coscienza quelle scelte... e sono strumenti culturali ovviamente.
Questo a livello personale-individuale, a livello sociale, collettivo, globale invece il contrastare (in mille modi) certe derive e mentalità, il battersi per migliorare la società in cui viviamo, contribuirà a farle vivere in un ecosistema meno ostile, più inclusivo, più libero, a non fargli pesare (o pesare meno che in passato) le loro legittime scelte qualunque siano queste scelte...

3 anni fa
Coppia
Piemonte,
CERTIFICATO

Qui dal 06.05.2003 -
Quotato da AzzurraDomme,
Quotato da Henry_Dante,

Però , perdonate l'ignoranza ,ma vorrei conoscere dati concreti , studi o quant'altro supporta tali affermazioni.
Tutti (TUTTI) gli studi di genere dagli anni 60 a oggi.
La biologia, che ci dice palesemente che non è assolutamente vero che esistano due sessi (è magnifico come le persone che si appellano alla ?natura?, della natura VERA palesemente non ne sappiano nulla).
La psichiatria, la psicologia, l?antropologia, la sociologia: tutte concordi.

La cosa fastidiosa è che persone che non ne sanno NULLA, che basano le proprie convinzioni su frasi fatte, ?senso comune? e detti popolari (?ci sono maschio e femmina! Il genere non esiste!? - ma proprio NON VERO) che non hanno mai aperto un libro sul tema, chiedono agli esperti ?AH SI? ALLORA FATEMI VEDERE GLI STUDI?, cioè cose che non leggeranno comunque mai, visto che mai si sono interessate a mezza riga in proposito.

Davvero, come abbiamo studiato noi potete farlo anche voi.
Ehm... no, siamo spiacenti, almeno per quanto riguarda Biologi e Antropologi, non è corretto dire che siano concordi in questo. Soprattutto perchè sono i primi a sostenere che comunque sia, in termini sociali, non cambierebbe nulla.
Ci sono due sessi biologici (3 se vogliamo includere quello intersessuale particolarmente raro) sui quali l'intera evoluzione attraverso la selezione naturale e sessuale ha basato la sua esistenza. Questo percorso è stato duro e spietato, come dura e spietata è la natura.
La biologia evoluzionista spiega i meccanismi evolutivi degli organismi e se questi si sono succeduti attraverso violenze e stupri, non significa che è "naturale" o "giusto" che sia così. Ma non dobbiamo cadere nella fallacia naturalistica. Se vogliamo raccontarci che non siamo "monogami" per "natura" ad esempio, possiamo farlo, ma non è aderente alla realtà. Se vogliamo raccontarci che la gelosia è figlia del patriarcato possiamo farlo, ma non è così. Possiamo raccontarci che ci siano tanti sessi biologici quanti vogliamo, ma non è così, e non c'è un biologo accreditato al mondo che accetterebbe di dire una cosa del genere, uno perchè non è vero, due perchè sà che la "verità" in natura non esiste. E' fondamentale ricordarlo e sottolinearlo: non importa cosa dice la biologia o cosa riporti l'antropologia (anche perchè attraverso le quali puoi dimostrato tutto e il contrario di tutto).

Purtroppo, e qui @Azzurra ci odierà, il mondo dell'inclusività & diversity è a volte pregno di tanta ideologia (tossica, così da usare un termine caro) che a nostro umilissimo parere, finisce per minarne gli intenti di base che tutti noi dovremmo abbracciare senza se e senza ma, e allo stesso tempo non permette alla ricerca scientifica di esplorare correttamente queste tematiche.
💗

3 anni fa
Singolo
Lombardia, Pavia
Qui dal 17.03.2020 -
Quotato da RedazioneA69,
Quotato da AzzurraDomme,


Tutti (TUTTI) gli studi di genere dagli anni 60 a oggi.
La biologia, che ci dice palesemente che non è assolutamente vero che esistano due sessi (è magnifico come le persone che si appellano alla ?natura?, della natura VERA palesemente non ne sappiano nulla).
La psichiatria, la psicologia, l?antropologia, la sociologia: tutte concordi.

La cosa fastidiosa è che persone che non ne sanno NULLA, che basano le proprie convinzioni su frasi fatte, ?senso comune? e detti popolari (?ci sono maschio e femmina! Il genere non esiste!? - ma proprio NON VERO) che non hanno mai aperto un libro sul tema, chiedono agli esperti ?AH SI? ALLORA FATEMI VEDERE GLI STUDI?, cioè cose che non leggeranno comunque mai, visto che mai si sono interessate a mezza riga in proposito.

Davvero, come abbiamo studiato noi potete farlo anche voi.
Ehm... no, siamo spiacenti, almeno per quanto riguarda Biologi e Antropologi, non è corretto dire che siano concordi in questo. Soprattutto perchè sono i primi a sostenere che comunque sia, in termini sociali, non cambierebbe nulla.
Ci sono due sessi biologici (3 se vogliamo includere quello intersessuale particolarmente raro) sui quali l'intera evoluzione attraverso la selezione naturale e sessuale ha basato la sua esistenza. Questo percorso è stato duro e spietato, come dura e spietata è la natura.
La biologia evoluzionista spiega i meccanismi evolutivi degli organismi e se questi si sono succeduti attraverso violenze e stupri, non significa che è "naturale" o "giusto" che sia così. Ma non dobbiamo cadere nella fallacia naturalistica. Se vogliamo raccontarci che non siamo "monogami" per "natura" ad esempio, possiamo farlo, ma non è aderente alla realtà. Se vogliamo raccontarci che la gelosia è figlia del patriarcato possiamo farlo, ma non è così. Possiamo raccontarci che ci siano tanti sessi biologici quanti vogliamo, ma non è così, e non c'è un biologo accreditato al mondo che accetterebbe di dire una cosa del genere, uno perchè non è vero, due perchè sà che la "verità" in natura non esiste. E' fondamentale ricordarlo e sottolinearlo: non importa cosa dice la biologia o cosa riporti l'antropologia (anche perchè attraverso le quali puoi dimostrato tutto e il contrario di tutto).

Purtroppo, e qui @Azzurra ci odierà, il mondo dell'inclusività & diversity è a volte pregno di tanta ideologia (tossica, così da usare un termine caro) che a nostro umilissimo parere, finisce per minarne gli intenti di base che tutti noi dovremmo abbracciare senza se e senza ma, e allo stesso tempo non permette alla ricerca scientifica di esplorare correttamente queste tematiche.
💗
Esistono due apparati sessuali, due tipologie di organi che derivano da uno in fase embrionale.
In base ai cromosomi, la vagina embrionale diventa un pene o rimane tale.
L'apparato genitale fornito dai cromosomi non determina il sesso ma solo ciò che la genetica ci fornisce per riprodurci , salvo eccezioni.
Questo ovviamente nell'essere umano.
Poi bisogna vedere cosa si intende per sesso.
Perché l'evoluzione umana non è stata influenzata solo dalla dinamica riproduttiva.
Anzi, il sesso, ovvero sfera sessuale, ha avuto un percorso evolutivo tutto suo non correlato ai concetti sociali di riproduzione, e su quella evoluzione si è basato gran parte dell'ecosistema di interazione sociale.
Vogliamo ridurre tutto andando a ritroso?
Ok, sto al gioco.
Gli esseri umani vengono generati tutti donne, poi nascono anche uomini.
Quindi esiste solo un sesso?
La biologia, genetica, ed altre branchie, hanno tanto da darci e farci sapere.
L'errore più grave, a mio parere, è il voler dedurre per semplificare.
Le etichette?
Mettiamone allora solo due: maschi , femmina.
Anzi 3, indefinito.
Così gli integralisti del siamo fatti così possono crogiolarsi sul "maschio e femmina" togliendosi l'impiccio di definire il tanto inconcepibile ed odiato restante.

3 anni fa
Singolo
Campania, Napoli
CERTIFICATO

Qui dal 01.10.2018 -
Quotato da XHunerXP,
Quotato da RedazioneA69,

Ehm... no, siamo spiacenti, almeno per quanto riguarda Biologi e Antropologi, non è corretto dire che siano concordi in questo. Soprattutto perchè sono i primi a sostenere che comunque sia, in termini sociali, non cambierebbe nulla.
Ci sono due sessi biologici (3 se vogliamo includere quello intersessuale particolarmente raro) sui quali l'intera evoluzione attraverso la selezione naturale e sessuale ha basato la sua esistenza. Questo percorso è stato duro e spietato, come dura e spietata è la natura.
La biologia evoluzionista spiega i meccanismi evolutivi degli organismi e se questi si sono succeduti attraverso violenze e stupri, non significa che è "naturale" o "giusto" che sia così. Ma non dobbiamo cadere nella fallacia naturalistica. Se vogliamo raccontarci che non siamo "monogami" per "natura" ad esempio, possiamo farlo, ma non è aderente alla realtà. Se vogliamo raccontarci che la gelosia è figlia del patriarcato possiamo farlo, ma non è così. Possiamo raccontarci che ci siano tanti sessi biologici quanti vogliamo, ma non è così, e non c'è un biologo accreditato al mondo che accetterebbe di dire una cosa del genere, uno perchè non è vero, due perchè sà che la "verità" in natura non esiste. E' fondamentale ricordarlo e sottolinearlo: non importa cosa dice la biologia o cosa riporti l'antropologia (anche perchè attraverso le quali puoi dimostrato tutto e il contrario di tutto).

Purtroppo, e qui @Azzurra ci odierà, il mondo dell'inclusività & diversity è a volte pregno di tanta ideologia (tossica, così da usare un termine caro) che a nostro umilissimo parere, finisce per minarne gli intenti di base che tutti noi dovremmo abbracciare senza se e senza ma, e allo stesso tempo non permette alla ricerca scientifica di esplorare correttamente queste tematiche.
💗
Esistono due apparati sessuali, due tipologie di organi che derivano da uno in fase embrionale.
In base ai cromosomi, la vagina embrionale diventa un pene o rimane tale.
L'apparato genitale fornito dai cromosomi non determina il sesso ma solo ciò che la genetica ci fornisce per riprodurci , salvo eccezioni.
Questo ovviamente nell'essere umano.
Poi bisogna vedere cosa si intende per sesso.
Perché l'evoluzione umana non è stata influenzata solo dalla dinamica riproduttiva.
Anzi, il sesso, ovvero sfera sessuale, ha avuto un percorso evolutivo tutto suo non correlato ai concetti sociali di riproduzione, e su quella evoluzione si è basato gran parte dell'ecosistema di interazione sociale.
Vogliamo ridurre tutto andando a ritroso?
Ok, sto al gioco.
Gli esseri umani vengono generati tutti donne, poi nascono anche uomini.
Quindi esiste solo un sesso?
La biologia, genetica, ed altre branchie, hanno tanto da darci e farci sapere.
L'errore più grave, a mio parere, è il voler dedurre per semplificare.
Le etichette?
Mettiamone allora solo due: maschi , femmina.
Anzi 3, indefinito.
Così gli integralisti del siamo fatti così possono crogiolarsi sul "maschio e femmina" togliendosi l'impiccio di definire il tanto inconcepibile ed odiato restante.
Semplificherei ancora di più: solo esseri umani, così non ci sarebbero dualismi.
Sarà che sono un sempliciotto, ma io non riesco a concepire odio verso chiunque altro essere umano, indipendentemente da tutte le etichette che possono venirgli appiccicate in base agli studi di biologia, psicologia, sociologia, antropologia e chi più ne ha più metta.

3 anni fa
Singolo
Lombardia, Pavia
Qui dal 17.03.2020 -
Io, da povera bestiolina, la metto giù semplice.
Le etichette o le metti bene o non le metti.
E metterle bene vuol dire anche dare la possibilità, a chi sente il bisogno di descriversi anche tramite esse, di averle anche se minoranza.
Le regole della logica valgono per tutti, sono come i diritti.

3 anni fa
Singolo
Campania, Napoli
CERTIFICATO

Qui dal 01.10.2018 -
Se dividi crei maggioranza e minoranza, ma se non lo fai siamo tutti uguali... Questo nella mia logica minoritaria di chi pensa che sia inutile accapigliarsi sempre, anche per un nonnulla... Poi chi vuole farlo è ben libero di affibbiare e affibbiarsi etichette e combattere per difendere chi appartiene all'etichetta preferita.

3 anni fa
Singolo
Lombardia, Pavia
Qui dal 17.03.2020 -
Quotato da Gargaroth,
Se dividi crei maggioranza e minoranza, ma se non lo fai siamo tutti uguali... Questo nella mia logica minoritaria di chi pensa che sia inutile accapigliarsi sempre, anche per un nonnulla... Poi chi vuole farlo è ben libero di affibbiare e affibbiar [...]
Torniamo sempre lì, dividere , catalogare, descrivere, gabbianongabbia.
Se l'idea di creare etichette è un semplice strumento di descrizione, per quanto parziale, perché negare il poterlo fare a chi ne sente il bisogno?
Sei per togliere tutte le etichette, e non contesto la logica ma va applicata sempre.
E "sempre" non è possibile, neanche in teoria perché andremmo contro i nostri naturali processi cognitivi.
Quindi, invece di lottare contro i mulini a vento, puntiamo ad usarle con criterio dando la possibilità a chiunque di descriversi anche tramite esse, di urlw gome segnali stradali più precisi ed adeguati sul tragitto per arrivare a loro.
Parliamoci chiaramente, al netto di voler fare filosofia distopica, le etichette esistono ed esisteranno sempre.

3 anni fa
Singolo
Campania, Napoli
CERTIFICATO

Qui dal 01.10.2018 -
Quotato da XHunerXP,
Quotato da Gargaroth,
Se dividi crei maggioranza e minoranza, ma se non lo fai siamo tutti uguali... Questo nella mia logica minoritaria di chi pensa che sia inutile accapigliarsi sempre, anche per un nonnulla... Poi chi vuole farlo è ben libero di affibbiare e affibbiar [...]
Torniamo sempre lì, dividere , catalogare, descrivere, gabbianongabbia.
Se l'idea di creare etichette è un semplice strumento di descrizione, per quanto parziale, perché negare il poterlo fare a chi ne sente il bisogno?
Sei per togliere tutte le etichette, e non contesto la logica ma va applicata sempre.
E "sempre" non è possibile, neanche in teoria perché andremmo contro i nostri naturali processi cognitivi.
Quindi, invece di lottare contro i mulini a vento, puntiamo ad usarle con criterio dando la possibilità a chiunque di descriversi anche tramite esse, di urlw gome segnali stradali più precisi ed adeguati sul tragitto per arrivare a loro.
Parliamoci chiaramente, al netto di voler fare filosofia distopica, le etichette esistono ed esisteranno sempre.
Scusa ma forse non esprimo bene il mio concetto: a me delle etichette non importa assolutamente nulla. Ognuno, se sente il bisogno di etichettare per riordinare il proprio mondo, è liberissimo di farlo; di questo a me non interessa nulla perché io mi rapporto col mondo in maniera diversa.
Non sono d'accordo però col creare etichette che vengono usate per ghettizzare coloro a cui vengono affibbiato e mi sembra che nel nostro tipo di società vengono usate soprattutto per questo scopo; e non mi riferisco solo al mondo della sessualità. Tanti eccidi si sono consumati in questo modo, vedi ad esempio la caccia alle streghe; e di esempi ce ne sono tanti altri.

3 anni fa
Singolo
Abruzzo, L'Aquila
Qui dal 30.11.2013 -
A superquark piace questa pagina. 🙄
Insomma siamo partiti da lontanuccio... Quando invece la spiegazione è così semplice: all'uomo piace semplificarsi la vita e usa le etichette per avere quanto più sotto controllo la vita, a volte esagera... E negli ultimi, boh, trent'anni?, ha ecceduto con le etichette tramutandole da semplificazioni in nuove gabbie.
Che ce Vò? 😄

3 anni fa
Singolo
Campania, Napoli
CERTIFICATO

Qui dal 01.10.2018 -
Quotato da alessiocince,
A superquark piace questa pagina. 🙄
Insomma siamo partiti da lontanuccio... Quando invece la spiegazione è così semplice: all'uomo piace semplificarsi la vita e usa le etichette per avere quanto più sotto controllo la vita, [...]

Semplificazione esemplare. 😎

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