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SONO MAGGIORENNE ESCI

LA BETTOLA DEGLI SCRITTORI

1.068 interventi
8 mesi fa
Singola
Trentino, Bolzano
Qui dal 12.01.2023 -
Parcifal, mi piacerebbe molto, grazie

8 mesi fa
Singolo
Emilia Romagna,
Qui dal 19.03.2022 -
Quotato da Eulalia,
Parcifal, mi piacerebbe molto, grazie
Se mi scrivi in ptv ti mando tutto

8 mesi fa
Singolo
Lazio, Roma
Qui dal 09.05.2023 -
Quotato da Zindo,
Saluto tutti anche se temo che dopo questo mio post molti non avranno più piacere di salutare me.
[...]
Inviterei ad andare a leggere il primo post della prima pagina, dove chi ha aperto la taverna ha chiaramente detto per quali finalità lo ha fatto.
Credo di esser stato la causa dei continui fuori tema degli ultimi giorni.
Mi sono fatto prender la mano dalla questione dell'IA e del suo abuso, per poi gettarmi nel cazzeggio sfrenato.
Troppo signore Jeepster a non intervenire prima e, magari, con maggior incisività.
Lo ha fatto l'ottimo Zindo, che personalmente ringrazio per il suo modo di trattare le cose con quel naturale e signorile distacco, riconduncendoci con grazia nell'alveo naturale del thread.
Cercherò di non dimenticarlo.
Faccio ammenda quotando la parte del messaggio di apertura di Jeepster che illustra con semplicità il fine di questa discussione.
Quotato da jeepster,
L'idea sarebbe quella di creare uno spazio in cui coloro che scrivono su A69 e gli utenti particolarmente interessati alla lettura, possano ritrovarsi per scambiare opinioni, chiedere consigli o spiegazioni, commentare alcuni racconti, oppure un libro o un'opera letteraria, o anche dare il via a una discussione su un particolare argomento senza dover aprire necessariamente un thread apposito (a titolo d'esempio potrei citare quello su ''racconti e codice penale'' che ho aperto io stesso anche se già immaginavo che avrebbe avuto poco seguito). L'unica regola che i ''frequentatori'' di questa bettola dovrebbero cercare di rispettare, è che si parli sempre di questioni che abbiano attinenza con la lettura, la scrittura, o la letteratura in genere.
Il locale è aperto, perciò siete tutti benvenuti.
Quotato da Zindo,

Senza rancori , Facciamo colazione insieme?
Quale rancore?
Grazie a te.
Caffè sospeso.

8 mesi fa
Singolo
Emilia Romagna,
Qui dal 19.03.2022 -
Quotato da PaoloSC,
Quotato da Zindo,
Saluto tutti anche se temo che dopo questo mio post molti non avranno più piacere di salutare me.
[...]
Inviterei ad andare a leggere il primo post della prima pagina, dove chi ha aperto la taverna ha chiaramente detto per quali finalità lo ha fatto.
Credo di esser stato la causa dei continui fuori tema degli ultimi giorni.
Mi sono fatto prender la mano dalla questione dell'IA e del suo abuso, per poi gettarmi nel cazzeggio sfrenato.
Troppo signore Jeepster a non intervenire prima e, magari, con maggior incisività.
Lo ha fatto l'ottimo Zindo, che personalmente ringrazio per il suo modo di trattare le cose con quel naturale e signorile distacco, riconduncendoci con grazia nell'alveo naturale del thread.
Cercherò di non dimenticarlo.
Faccio ammenda quotando la parte del messaggio di apertura di Jeepster che illustra con semplicità il fine di questa discussione.
Quotato da jeepster,
L'idea sarebbe quella di creare uno spazio in cui coloro che scrivono su A69 e gli utenti particolarmente interessati alla lettura, possano ritrovarsi per scambiare opinioni, chiedere consigli o spiegazioni, commentare alcuni racconti, oppure un libro o un'opera letteraria, o anche dare il via a una discussione su un particolare argomento senza dover aprire necessariamente un thread apposito (a titolo d'esempio potrei citare quello su ''racconti e codice penale'' che ho aperto io stesso anche se già immaginavo che avrebbe avuto poco seguito). L'unica regola che i ''frequentatori'' di questa bettola dovrebbero cercare di rispettare, è che si parli sempre di questioni che abbiano attinenza con la lettura, la scrittura, o la letteratura in genere.
Il locale è aperto, perciò siete tutti benvenuti.
Quotato da Zindo,

Senza rancori , Facciamo colazione insieme?
Quale rancore?
Grazie a te.
Caffè sospeso.
Per tornare in "carreggiata" vi segnalo due libri della grandissima Maryanne Wolf, neuroscienziata,
* Proust e il calamaro (un pelo difficile)
* Lettore vieni a casa (scorrevole alla portata di tutti).
Per chi scrive e legge li trovo molto interessanti perché l'autrice indaga i meccanismi del cervello durante la lettura e l'apprendimento e non solo. Io ho trovati utili anche nello scrivere, poi mettere in pratica étutt'altra cosa.
Mi sono appena regalato il manuale di scrittura della scuola Holden (di cui non sono un grande fan), vi farò sapere.
Modificato dall'autore il 23-09-2025 14:29:42

8 mesi fa
Singola
Trentino, Bolzano
Qui dal 12.01.2023 -
Ho frequentato un corso di scrittura fondamentale della Holden, mi è piaciuto moltissimo

8 mesi fa
Singolo
Emilia Romagna,
Qui dal 19.03.2022 -
Quotato da Eulalia,
Ho frequentato un corso di scrittura fondamentale della Holden, mi è piaciuto moltissimo
Io ho sensazione contrastanti, è indubbio che chi ha frequentato tutto il percorso abbia uno stile magnifico ma. Ma appunto se ci si fa attenzione tutti gli scrittori della Holden poi assumono lo stesso stile, ritmo, suono. Mi sembra quasi che lo stile individuale e unico venga piegato ai dettami della scuola.
Poi io non sono nessuno, a malapena uno scribacchino ma sono un lettore vorace e attento, questo sì.

8 mesi fa
Gay/Bsx
Lazio, Roma
Qui dal 22.10.2013 -
Quotato da Eulalia,
Ho frequentato un corso di scrittura fondamentale della Holden, mi è piaciuto moltissimo
Anch'io a un certo punto mi son deciso a seguire un corso di scrittura e devo dire che l'ho trovato molto utile, ma ho anche scoperto che alcune tecniche già le avevo applicate in qualche racconto. Probabilmente le avevo mutuate dalle mie precedenti letture, perciò anch'io ritengo che per imparare a scrivere è fondamentale leggere il più possibile.
Quando ho iniziato, ho trovato naturale farlo in prima persona, anche se si trattava di storie inventate di sana pianta, che prendevano spunto da suggestioni esterne. Col tempo però ho trovato questo punto di vista della narrazione un po’ limitante e man mano mi sono spostato sulla terza persona, magari "immersa"; che vuol dire che ci si concentra maggiormente su uno dei personaggi.
In sostanza credo che la scelta del punto di vista narrativo, dipenda molto dalla storia che si vuole raccontare: se si tratta di un’esperienza vissuta (vera o inventata che sia), la prima persona la trovo più adatta; se invece la storia è un po’ più articolata e i personaggi importanti sono più di uno, allora mi pare che la terza persona sia più funzionale.
Attualmente concepisco i miei scritti più come delle sceneggiature e quindi la narrazione deve procedere soprattutto attraverso i dialoghi e le azioni, con le descrizioni ridotte all’essenziale.
Infatti ciò che mi ha portato a tralasciare (anche se non del tutto) la narrazione in prima persona, sono stati i dialoghi: trovo che siano difficili da riportare e rischiano di essere poco credibili (fino a che punto uno può riuscire a ricordarsi delle parole esatte dette?). Quindi il rischio è quello di trasformare il racconto in un unico “spiegone” che potrebbe risultare alquanto noioso. Certo, non necessariamente, dipende anche dalla capacità dello scrittore. 😇

8 mesi fa
Singola
Trentino, Bolzano
Qui dal 12.01.2023 -
Diciamo che avete ragione, ma io ho messo sul piatto la dignità del porno scritto da una donna e ho scompigliato un poco le carte.
Faccio fatica a stare nelle griglie predate e devo dire che l‘insegnante è stato davvero bravo.
Va da sé che non ho scritto un porno puro, ma una storia che mi riservo di sviluppare con inserti decisamente porno.
Anche perché ognuno ha desiseri e sogni che nascono con le mani nelle mutande e mi piace dare voce a questo.
Modificato dall'autore il 23-09-2025 18:29:35

8 mesi fa
Singolo
Lazio, Roma
Qui dal 09.05.2023 -
Non so se sono in tema, ma le mie esperienze di scrittura affondano le loro radici su quanto imparato a scuola al liceo classico.
I miei successivi studi scientifici non mi hanno di certo aiutato a sviluppare uno stile ricercato, ed ancor peggio, l'attività professionale mi ha preparato ad esprimermi in burocratese da un lato, ed in inglese tecnico dall'altro.
Tuttavia, l'esercizio della lettura di numerosissimi libri, anche se di generi poco nobili e per lo piu tradotti in italiano, mi ha lasciato qualcosa di buono, spero (o almeno così mi han detto tre dei miei quattro lettori).
Già. Le traduzioni.
Cosa leggiamo, noi poveri ignoranti avezzi a leggere delle avventure di Reacher, dell'ispettore Pendergast o del capitano Cross? Di certo, non le prose più o meno curate e ricercate dei relativi autori (parlo del genere thriller di cui mi sono cibato) ma quella sintatticamente corretta ma meno originale del traduttore di turno.
Traduttore che non sempre è la mitica Beata della Frattina delle prime edizioni di libri di Asimov.

Non vado oltre perché non vorrei aprire un ulteriore tema: leggiamo semlre il testo letterale dell'Autore o la traduzione letteraria in italiano?
Siamo certi di assimilare i pensieri dello scrittore o quel che viene filtrato dal traduttore?

Buona serata

8 mesi fa
Singola
Trentino, Bolzano
Qui dal 12.01.2023 -
La traduzione è un tema spinoso.
Autori come King si possono leggere un po‘ in tutte le lingue. Usa un linguaggio immediato, facile, per quanto sappia essere profondo e alle volte anche poetico.
Se invece pensiamo ai sudamericani è difficile immaginarseli tradotti inglese o tedesco. Ci sono dei concetti, delle atmosfere che quelle lingue nemmeno hanno.
Insomma non è mai facile tradurre davvero l‘essenza di un autore che magari usa delle parole evocative che nell‘altra linguaggio corrispondono nel significato, ma risultano piatte.
Lo sapevate per esempio che in tedesco non esiste una parola per dire pernacchia? Eppure è una cosa che fanno anche i bambini tedeschi…

8 mesi fa
Coppia
Campania, Napoli
Qui dal 02.02.2024 -
Quotato da Eulalia,
La traduzione è un tema spinoso.
Autori come King si possono leggere un po‘ in tutte le lingue. Usa un linguaggio immediato, facile, per quanto sappia essere profondo e alle volte anche poetico.
Se invece pensiamo ai sudamericani è difficile im [...]
pernacchia?

8 mesi fa
Gay/Bsx
Lazio, Roma
Qui dal 22.10.2013 -
Quotato da PaoloSC,
Non so se sono in tema...
...leggiamo sempre il testo letterale dell'Autore o la traduzione letteraria in italiano?
Siamo certi di assimilare i pensieri dello scrittore o quel che viene filtrato dal traduttore? [...]
No Paolo, direi che sei decisamente in tema.
Credo anche di capire le tue perplessità e il tuo disagio, perché di recente mi sono trovato da tutt’e due le parti della “barricata”.
Mi spiego. Qualche mese fa mi è venuta la voglia di rileggere “Sulla strada (On the road)” di Jack Kerouac, scrittore americano della cosiddetta “Beat generation”. Lo lessi da ragazzo (quindi parliamo di più di 40 anni fa, ahimè) e fu una lettura fondamentale per la mia formazione… “culturale”. Conservo ancora l’Oscar Mondadori di allora, quello con la traduzione di Magda De Cristofaro e la prefazione di Fernanda Pivano. Dopo tutti questi anni la mia conoscenza dell’inglese è migliorata notevolmente, così andando a rileggere il testo con la traduzione del 1959, mi sono accorto che certe frasi non filavano, alcuni termini non mi sembravano appropriati e provando ad immaginare quale poteva essere il testo inglese originale, mi sono reso conto che quella traduzione era quantomeno datata, e in certi casi proprio sbagliata. Così mi sono ripromesso di rileggere questo classico, appena entrerò in possesso della nuova edizione ritradotta recentemente (o magari in lingua originale).
Poi, lavorando io in ambito teatrale, qualche anno fa mi è capitato di fare la traduzione e la riduzione del “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, e lì mi sono trovato davanti al dilemma di come rimanere fedele allo spirito del testo, pur non optando per una traduzione letterale, che secondo me non avrebbe giovato alla comprensione dell’opera. Porto solo un piccolo esempio per far capire cosa intendo. A un certo punto una ragazza bassina e un po’ formosa per deridere un’altra ragazza molto alta e magrissima gli dà l’appellativo di “Palo di maggio” (Maypole), che nella tradizione inglese è il palo a cui si gira intorno cantando ed intrecciando nastri colorati. Ritenendo che in pochissimi avrebbero colto il senso di quell’appellativo. Anziché lasciare la traduzione letterale “Sembri un Palo di Maggio”, ho preferito tradurre con “Sembri una scopa vestita” e questa scelta si è rivelata efficace, perché nella messinscena la battuta suscitava ogni volta l’ilarità del pubblico.
Perciò credo che se si è in grado di comprendere un testo letterario nella sua lingua originale, questa è sicuramente l’opzione principale, ma anche una buona traduzione può riuscire ugualmente nello scopo.


8 mesi fa
Singolo
Trentino,
Qui dal 14.01.2017 -
Quotato da Eulalia,
La traduzione è un tema spinoso.
Autori come King si possono leggere un po‘ in tutte le lingue. Usa un linguaggio immediato, facile, per quanto sappia essere profondo e alle volte anche poetico.
Se invece pensiamo ai sudamericani è difficile im [...]
tu sei una fuoriclasse

8 mesi fa
Singolo
Emilia Romagna,
Qui dal 19.03.2022 -
Quotato da jeepster,
Quotato da PaoloSC,
Non so se sono in tema...
...leggiamo sempre il testo letterale dell'Autore o la traduzione letteraria in italiano?
Siamo certi di assimilare i pensieri dello scrittore o quel che viene filtrato dal traduttore? [...]
No Paolo, direi che sei decisamente in tema.
Credo anche di capire le tue perplessità e il tuo disagio, perché di recente mi sono trovato da tutt’e due le parti della “barricata”.
Mi spiego. Qualche mese fa mi è venuta la voglia di rileggere “Sulla strada (On the road)” di Jack Kerouac, scrittore americano della cosiddetta “Beat generation”. Lo lessi da ragazzo (quindi parliamo di più di 40 anni fa, ahimè) e fu una lettura fondamentale per la mia formazione… “culturale”. Conservo ancora l’Oscar Mondadori di allora, quello con la traduzione di Magda De Cristofaro e la prefazione di Fernanda Pivano. Dopo tutti questi anni la mia conoscenza dell’inglese è migliorata notevolmente, così andando a rileggere il testo con la traduzione del 1959, mi sono accorto che certe frasi non filavano, alcuni termini non mi sembravano appropriati e provando ad immaginare quale poteva essere il testo inglese originale, mi sono reso conto che quella traduzione era quantomeno datata, e in certi casi proprio sbagliata. Così mi sono ripromesso di rileggere questo classico, appena entrerò in possesso della nuova edizione ritradotta recentemente (o magari in lingua originale).
Poi, lavorando io in ambito teatrale, qualche anno fa mi è capitato di fare la traduzione e la riduzione del “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, e lì mi sono trovato davanti al dilemma di come rimanere fedele allo spirito del testo, pur non optando per una traduzione letterale, che secondo me non avrebbe giovato alla comprensione dell’opera. Porto solo un piccolo esempio per far capire cosa intendo. A un certo punto una ragazza bassina e un po’ formosa per deridere un’altra ragazza molto alta e magrissima gli dà l’appellativo di “Palo di maggio” (Maypole), che nella tradizione inglese è il palo a cui si gira intorno cantando ed intrecciando nastri colorati. Ritenendo che in pochissimi avrebbero colto il senso di quell’appellativo. Anziché lasciare la traduzione letterale “Sembri un Palo di Maggio”, ho preferito tradurre con “Sembri una scopa vestita” e questa scelta si è rivelata efficace, perché nella messinscena la battuta suscitava ogni volta l’ilarità del pubblico.
Perciò credo che se si è in grado di comprendere un testo letterario nella sua lingua originale, questa è sicuramente l’opzione principale, ma anche una buona traduzione può riuscire ugualmente nello scopo.

Ma infatti la traduzione letterale è la più sbagliata che ci sia, traduzione ed interpretazione si devono fondere.
L'importante è mantenere lo spirito originario dell'opera.
Tradurre come scrive è un'arte.
Modificato dall'autore il 23-09-2025 21:40:38

8 mesi fa
Singolo
Lombardia, Milano
Qui dal 16.01.2025 -
tradurre significa creare un ponte. sul ponte se va bene passa la maggior parte dei significati e dei significanti. Se no passa solo il minimo indispensabile, perdendo tutto il sapore e il colore dell'originale

8 mesi fa
Singolo
Lazio, Roma
Qui dal 09.05.2023 -
Ricordo di essere riuscito a recuperare la frase originale di un passaggio descrittivo di tecnologie militari in un dei romanzi di Clancy, probabilmente scritto da uno dei suoi ghost writer (e di questo ne sono certo), tradotto con i piedi, sintatticamente scorretto e, orrore, passato indenne alla revisione della seconda edizione.
Non ricordo il titolo, ma era uno degli ultimi romanzi della saga di Jack Ryan, forse quello del conflitto tra Russia e Cina.
Ad ogni modo, essere riuscito a ricostruire la frase originale in inglese, per poterla ritradurre correttamente è stata una delle mie più belle intuizioni.
Rimediai il libro in inglese in formato epub e potei verificare la correttezza delle mie intuizioni. Testo tradotto malissimo, ma scritto da cani.
Gli editor di Clancy erano troppo impegnati a contare i soldi, a quanto pare.

8 mesi fa
Singolo
Emilia Romagna,
Qui dal 19.03.2022 -
Quotato da Zindo,
Sembrerà strano che in un sito porno, io porti ad esempio nientemeno che la Bibbia, ma i grandi PaoloSC e Jeepster hanno affrontato in maniera accattivante il tema della traduzione e non potevo non pensare subito al libro più tradotto nel mondo nel [...]
Il linguaggio cambia, se leggo oggi Calvino, Buzzati o Rodari pur capendo non ritrovo l'uso del lessico. Cambiano significati, sfumature e anche grafie, da giuoco a gioco sono salti generazionali ma anche di significato.
Poi ci sono opere che non invecchiano, né nel lessico né nello spirito, e altre il cui spirito è immortale (Shakespeare) ma il linguaggio deve essere adattato ai tempi.

8 mesi fa
Singolo
Emilia Romagna,
Qui dal 19.03.2022 -
Quotato da Zindo,
Quotato da Parcifal,

Il linguaggio cambia, se leggo oggi Calvino, Buzzati o Rodari pur capendo non ritrovo l'uso del lessico. Cambiano significati, sfumature e anche grafie, da giuoco a gioco sono salti generazionali ma anche di significato.
Poi ci sono opere che non invecchiano, né nel lessico né nello spirito, e altre il cui spirito è immortale (Shakespeare) ma il linguaggio deve essere adattato ai tempi.
Grazie per aver tradotto egregiamente il mio stesso pensiero (almeno fino a domani sarà valida?...I tempi corrono veloci)
Si scherza
Ma che tradurre, concordo con te 😎

8 mesi fa
Singolo
Emilia Romagna,
Qui dal 19.03.2022 -
Curiosità, avete mai scritto un racconto di cui vi siete sentiti soddisfatti, che secondo voi è bello, divertente, profondo, o altro e alla fine vi siete resi conto che quasi sicuramente non sarebbe stato apprezzato dai lettori?
Io "scrivo" anche in ambiti diversi dal sito e ovviamente non solo racconti erotici e mi capita questa dicotomia, ciò che senti di voler raccontare non sempre é accolto con interesse. Ovvio, bisognerebbe sempre tenere conto del tipo di pubblico, ma non scrivendo per vivere (per soldi detto terra terra) mi piace sentirti libero di affrontare tutte le tematiche che voglio senza dovermi adattare (alla fine scrivere per il piacere dei lettori é una forma di traduzione 😎) al mercato. Scrivo proprio per il piacere di scrivere ed esprimere il mio sentire, sapendo che spesso non avrò riscontro, perché sarei ipocrita a dire che poi non mi interessa cosa pensa chi legge.
Voi come vi comportate?
Vi piace sentirvi liberi di scrivere quello che sentite, vi interessa in quel momento o comunque cercate di tenere l'argomento in target rispetto al pubblico di riferimento? E se un racconto vi piace ma sapete che sarebbe "fuori schema", lo pubblicate o ne scrivete un altro?
Anticipo che non penso una soluzione sia migliore dell'altra, o una preferibile rispetto all'altra (ovvio che chi con la scrittura paga le bollette - e se ci riesce chapeau - deve piegarsi all'economia di mercato a prescindere da quale sia il suo nome ed editore).

8 mesi fa
Singola
Trentino, Bolzano
Qui dal 12.01.2023 -
Io scrivo quello che mi passa per la testa e i miei lettori mi paiono abbastanza soddisfatti.
Però è anche vero che il porno lo pubblico qui (tranne una raccolta su Amazon), mentre il non porno lo pubblico su un sito di scrittura.
Quindi non so se si può parlare di un vero pubblico o addirittura di un target per cui scrivere.

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