6 mesi fa
Vi siete accorti che ormai viviamo nella Repubblica Federale della Singlitudine?
Non parlo di Annunci, dove le coppie sono davvero una minoranza rispetto ai singoli; parlo proprio della vita reale.
Quando lavoravo in Anagrafe, già il 30% di nuclei familiari composti da single mi sembrava tanto… recentemente ho guardato le statistiche aggiornate e mi è venuto un colpo. In giro ci sono quasi più persone sole che coppie.
La politica si concentra sulla crisi demografica, facendo finta di non vedere che ormai siamo andati oltre, mancando proprio le condizioni iniziali. Come è possibile fare figli senza un partner?
I single abbondano per motivi concreti: si può vivere da soli senza dipendere da nessuno, il lavoro ruba tempo e energie, e l’impegno a lungo termine è sempre più visto come una rottura di coglioni.
E visto che si vive più a lungo, aumentano pure le persone che restano sole… Insomma, la singlitudine è praticamente uno status diffuso!
Piccola precisazione: sì, ho usato la statistica un po’ (anzi molto) “alla cazzo di cane”. Lo stato di famiglia non dice nulla sulle relazioni sentimentali o sessuali, quindi i dati servono a poco. Ma era solo un pretesto per sparare due cazzate sul forum e sentire il vostro parere.
Anzi, dal punto di vista oggettivo, quello che ho scritto è attaccabile da tanti punti di vista, ma dato che il thread è solo un pretesto per raccogliere pareri differenti, più è incoerente meglio è, così i detrattori potranno sfogarsi 😁
Non parlo di Annunci, dove le coppie sono davvero una minoranza rispetto ai singoli; parlo proprio della vita reale.
Quando lavoravo in Anagrafe, già il 30% di nuclei familiari composti da single mi sembrava tanto… recentemente ho guardato le statistiche aggiornate e mi è venuto un colpo. In giro ci sono quasi più persone sole che coppie.
La politica si concentra sulla crisi demografica, facendo finta di non vedere che ormai siamo andati oltre, mancando proprio le condizioni iniziali. Come è possibile fare figli senza un partner?
I single abbondano per motivi concreti: si può vivere da soli senza dipendere da nessuno, il lavoro ruba tempo e energie, e l’impegno a lungo termine è sempre più visto come una rottura di coglioni.
E visto che si vive più a lungo, aumentano pure le persone che restano sole… Insomma, la singlitudine è praticamente uno status diffuso!
Piccola precisazione: sì, ho usato la statistica un po’ (anzi molto) “alla cazzo di cane”. Lo stato di famiglia non dice nulla sulle relazioni sentimentali o sessuali, quindi i dati servono a poco. Ma era solo un pretesto per sparare due cazzate sul forum e sentire il vostro parere.
Anzi, dal punto di vista oggettivo, quello che ho scritto è attaccabile da tanti punti di vista, ma dato che il thread è solo un pretesto per raccogliere pareri differenti, più è incoerente meglio è, così i detrattori potranno sfogarsi 😁
6 mesi fa
La singlitudine è una richiesta del mercato. Per questo si è smontato il concetto di famiglia in ogni sua fondamenta, dal concetto stesso di genitori, dal ruolo dei genitori, al ruolo dei figli (reso sempre più insopportabile da pedagogisti da tariffario). Disintegrando tutto ciò si è implicitamente (per alcuni versi anche esplicitamente) rafforzato il singolo come figura bastante a sé stesso.
L'essere umano si contraddistingue dalle altre specie perché FA società, perché crea famiglia e relazioni.
Il mercato di oggi chiede l'acquirente singolo, che sia generico sballottabile tra un (falso)valore e l'altro.
Ed eccoci qua: il numero di singoli è sempre in aumento: nasce a69 appositamente per rispondere a questa esigenza.
Così il resto . 😄
L'essere umano si contraddistingue dalle altre specie perché FA società, perché crea famiglia e relazioni.
Il mercato di oggi chiede l'acquirente singolo, che sia generico sballottabile tra un (falso)valore e l'altro.
Ed eccoci qua: il numero di singoli è sempre in aumento: nasce a69 appositamente per rispondere a questa esigenza.
Così il resto . 😄
Modificato dall'autore il 14-11-2025 15:57:16
6 mesi fa
beh si, bisogna acchiappare 😋 le occasioni quando si presentano, ho avuto due occasioni per metter su famiglia e le ho lasciate andare tutte e due,penso che ci hanno guadagnato loro a sposare altri, io sono troppo violento,non sono fatto per stare in coppia,poi mi stanco presto, ho bisogno di novità,certo invecchiare con la tua amata,sarebbe bello...ma io la citroèn, l ho venduta 20 anni fà 😄
6 mesi fa
Il presupposto primario è questo: l'essere umano è un animale sociale perché ha bisogno di una comunità per sopravvivere.
(anche se vivi da solo in un monolocale senza ascensore, non puoi stare senza gli altri: il supermercato, i mezzi pubblici, internet, un lavoro, il cinema, la birreria e il Kebabbaro sotto casa)
La società nasce come tribù (o clan? non ho mai capito la differenza) e da millenni, ormai, è la società.
La comunità più piccola che si realizza è la coppia, a seguire la famiglia.
Più famiglie fanno una tribù e più tribù fanno una società.
E la coppia stessa nasce dall'esigenza del sopravvivere che si manifesta nella suddivisione dei compiti finalizzati alla stessa.
Oggi, se non sei in coppia, sopravvivi o no? Certo. E allora - pur affrontando costi maggiori (casa, bollette, etc.) - si vive da single. Promiscui e libertini ma single.
Poi, qualche fortunato c'è e si ritrova in un contesto di coppia che funziona e non è più single. Ma quanti sono?
Vero è che, se la situazione economica mondiale va avanti così, forse, chissà, in nome della sopravvivenza, tornerà la necessità di trovare un compagno con cui condividere le spese e stare a galla.
E l'amore? Boh.
A me sembra che l'amore si realizzi molto raramente e ancora più raramente ha un ciclo vitale superiore a un raffreddore.
(anche se vivi da solo in un monolocale senza ascensore, non puoi stare senza gli altri: il supermercato, i mezzi pubblici, internet, un lavoro, il cinema, la birreria e il Kebabbaro sotto casa)
La società nasce come tribù (o clan? non ho mai capito la differenza) e da millenni, ormai, è la società.
La comunità più piccola che si realizza è la coppia, a seguire la famiglia.
Più famiglie fanno una tribù e più tribù fanno una società.
E la coppia stessa nasce dall'esigenza del sopravvivere che si manifesta nella suddivisione dei compiti finalizzati alla stessa.
Oggi, se non sei in coppia, sopravvivi o no? Certo. E allora - pur affrontando costi maggiori (casa, bollette, etc.) - si vive da single. Promiscui e libertini ma single.
Poi, qualche fortunato c'è e si ritrova in un contesto di coppia che funziona e non è più single. Ma quanti sono?
Vero è che, se la situazione economica mondiale va avanti così, forse, chissà, in nome della sopravvivenza, tornerà la necessità di trovare un compagno con cui condividere le spese e stare a galla.
E l'amore? Boh.
A me sembra che l'amore si realizzi molto raramente e ancora più raramente ha un ciclo vitale superiore a un raffreddore.
6 mesi fa
Le ragioni possono essere tante.
Dando per realistiche le statistiche (io nello specifico non le conosco) una delle cause della "singletudine" potrebbe essere che rispetto a 30/40 anni fa siamo diventati più complicati.
Parlo per esperienza personale e per quel che vedo attorno a me.
Concordo con chi dice che l'uomo necessiti di socialità, comunque sempre in termini e modalità soggettivi.
In una relazione trovo sia diverso.
Una volta vigeva un "patto silente", un tacito compromesso, purché la coppia non scoppiasse... giusto? Sbagliato?
Ora mi sembra che prevalga una sorta di egoismo individuale, nell'accezione positiva del termine, un'emancipazione del proprio essere come individuo, e questo comporta a mio parere una maggiore difficoltà nel trovare un equilibrio all'interno di una relazione di coppia.
"L'amore" di una volta, non è lo stesso amore di oggi.
Succede ancora, e dico per fortuna, ma è sempre più raro.
Un'altra cosa che mi fa riflettere, da single (e da quasi 50enne 😅), è l'eventuale solitudine in età avanzata...
L'anziano/a solo.
Tutte considerazioni di carattere generale, ma che comunque fanno riflettere.
Dando per realistiche le statistiche (io nello specifico non le conosco) una delle cause della "singletudine" potrebbe essere che rispetto a 30/40 anni fa siamo diventati più complicati.
Parlo per esperienza personale e per quel che vedo attorno a me.
Concordo con chi dice che l'uomo necessiti di socialità, comunque sempre in termini e modalità soggettivi.
In una relazione trovo sia diverso.
Una volta vigeva un "patto silente", un tacito compromesso, purché la coppia non scoppiasse... giusto? Sbagliato?
Ora mi sembra che prevalga una sorta di egoismo individuale, nell'accezione positiva del termine, un'emancipazione del proprio essere come individuo, e questo comporta a mio parere una maggiore difficoltà nel trovare un equilibrio all'interno di una relazione di coppia.
"L'amore" di una volta, non è lo stesso amore di oggi.
Succede ancora, e dico per fortuna, ma è sempre più raro.
Un'altra cosa che mi fa riflettere, da single (e da quasi 50enne 😅), è l'eventuale solitudine in età avanzata...
L'anziano/a solo.
Tutte considerazioni di carattere generale, ma che comunque fanno riflettere.
6 mesi fa
Concordo su alcuni punti dei vari interventi.
Aggiungerei, negli ultimi anni si è assistito a un crescente cambio di scelte che difendono e celebrano la propria singletudine, promuovendo l'indipendenza e l'emancipazione. Una forma di egoismo che ci permette di riconnetterci con noi stessi specialmente se questa puoi portarci a migliorare la nostra autostima che ci permetta di avere in futuro relazioni migliori, non basate sulla dipendenza o sul bisogno. Una volta si cercava qualcuno che ci completasse, oggi in virtù della propria consapevolezza e capacità di vivere la solitudine come accrescimento cade il concetto popolare che essere single significhi essere alla perenne ricerca della propria metà.
È importante comprendere che non esiste uno stile di vita migliore di un altro, ma semplicemente diverse opzioni, tra cui ognuno è libero di scegliere quella che lo soddisfa di più.
Aggiungerei, negli ultimi anni si è assistito a un crescente cambio di scelte che difendono e celebrano la propria singletudine, promuovendo l'indipendenza e l'emancipazione. Una forma di egoismo che ci permette di riconnetterci con noi stessi specialmente se questa puoi portarci a migliorare la nostra autostima che ci permetta di avere in futuro relazioni migliori, non basate sulla dipendenza o sul bisogno. Una volta si cercava qualcuno che ci completasse, oggi in virtù della propria consapevolezza e capacità di vivere la solitudine come accrescimento cade il concetto popolare che essere single significhi essere alla perenne ricerca della propria metà.
È importante comprendere che non esiste uno stile di vita migliore di un altro, ma semplicemente diverse opzioni, tra cui ognuno è libero di scegliere quella che lo soddisfa di più.
6 mesi fa
Ragazzi, ho letto tutti i vostri interventi e devo dire che ne è uscita una panoramica davvero interessante sulla “Repubblica Federale della Singlitudine”, a dimostrazione che il forum sa essere anche uno strumento di analisi efficace.
@Cince ha portato la conversazione su un altro livello rispetto alla mia, che in confronto sembra scritto da un quindicenne: secondo lui la singlitudine non è casuale, ma il risultato di un modello di mercato che ha smontato progressivamente il concetto di famiglia per valorizzare l’individuo-consumatore.
Una visione sociale forte, che amplia parecchio il discorso.
La tecnica del rendi single et impera mi ricorda qualcosa.
@Stephanie ci mette dentro l’esperienza personale: due occasioni di costruire qualcosa, poi lasciate andare, perché non tutti sono fatti per la coppia. È un punto di vista molto umano che ricorda quanto l’aspetto caratteriale e personale conti.
@Duiula_Ikseks affronta invece la questione in maniera quasi antropologica: l’essere umano è sociale, ma oggi si può sopravvivere benissimo anche da soli. Quindi la coppia non è più una necessità pratica... come dargli torto.
Da qui l’esplosione del “single per scelta o per circostanza”. Interessante anche la riflessione sull’amore, visto come qualcosa che nasce raramente e dura ancora meno.
Chi cazzo me lo fa fare di convivere con qualcuno, che poi tra due anni magari detesto?
@Sexplorer77 analizza il cambiamento nei rapporti: una volta c’era un tacito compromesso che teneva insieme le coppie, oggi invece prevale un individualismo più marcato, che rende difficile trovare un equilibrio. Chiaramente questo complica la costruzione di relazioni durature. Tocca anche un punto che spesso si ignora: la solitudine futura, quella della vecchiaia.
Cazzo fai quando sei vecchio/a e nessuno ti caga?
Infine @Arschficker aggiunge un tassello interessante: negli ultimi anni molte persone non vivono più la singletudine come ripiego, ma come scelta consapevole e persino rivendicata. La solitudine diventa lo spazio vitale per lavorare su sé stessi, sull’autostima, e arrivare a relazioni future più mature, non basate sul bisogno o sulla ricerca dell’altra “metà”.
Fanculo principesse, principi azzurri, Biancaneve e pure i sette nani.
In quest’ottica non esiste un modello migliore dell’altro: coppia o singletudine sono semplicemente opzioni, e ognuno sceglie quella che gli permette di stare meglio.
In sintesi, da tutto quello che avete scritto viene fuori che la singlitudine non è un fenomeno monodimensionale: c’è dentro il mercato, il consumismo, la società, l’individualismo, la psicologia, l'antropologia, le esperienze personali e anche mia nonna in carriola.
Comincio a considerare l'apertura del 3D un'idea di merda 💩
6 mesi fa
Mah Che colpa abbiamo noi 💦
6 mesi fa
Too much phylosophy ☝🏼😅.
6 mesi fa
Ma nooo! Hai aperto una discussione reale ed importante e come hai potuto capire dai vari interventi sono stati esposti i motivi, più o meno, di certe scelte. Motivi, purtroppo, che spesso partono da molto lontano dal punto di vista sociale ma qui mi fermo perchè entreremmo in un campo minato visto che più di una Repubblica di Singlitudine, stiiamo vivendo in una Repubblica delle banane. 😎Quotato da Macy,
Ragazzi, ho letto tutti i vostri interventi e devo dire che ne è uscita una panoramica davvero interessante sulla “Repubblica Federale della Singlitudine”, a dimostrazione che il forum sa essere anche uno strumento di analisi efficace.
@Cince [...]
6 mesi fa
Se può interessare vi consiglio il film-documentario di Erik Gandini intitolato "La teoria svedese dell'amore"
6 mesi fa
Dal mio punto di vista femminile, condivido il pensiero del vigeva il patto del tacito compromesso "sempre insieme" anche per motivi economici (un esempio, famiglie da 3/4 con un solo reddito) oltre che per motivi sociali (penso allo stigmate della zitella).Quotato da Macy,
@Sexplorer77 analizza il cambiamento nei rapporti: una volta c’era un tacito compromesso che teneva insieme le coppie, oggi invece prevale un individualismo più marcato, che rende difficile trovare un equilibrio. Chiaramente questo complica la costruzione di relazioni durature. Tocca anche un punto che spesso si ignora: la solitudine futura, quella della vecchiaia.
Cazzo fai quando sei vecchio/a e nessuno ti caga? [...]
Sono cambiate abitudini, aspettative, il modo di vivere e di vedere certe situazioni, sono cambiate le possibilità, si dà più importanza al benessere che al "devo farlo".
Sul "Cazzo fai quando sei vecchio/a e nessuno ti caga?" Ha senso rimanere insieme solo per questo? Perché quando sei vecchio almeno hai una compagnia accanto?
Una volta forse si, oggi forse si è più fatalista, ci si penserà quando e se ci si arriverà, nel frattempo si vive il presente. E basta
6 mesi fa
Cazzo fai quando sei vecchio/a e nessuno ti caga? [...] [/quote]
Sul "Cazzo fai quando sei vecchio/a e nessuno ti caga?" Ha senso rimanere insieme solo per questo? Perché quando sei vecchio almeno hai una compagnia accanto?
Una volta forse si, oggi forse si è più fatalista, ci si penserà quando e se ci si arriverà, nel frattempo si vive il presente. E basta[/quote]
Ci sono due giorni in cui non si può agire: ieri e domani, perché il passato è compiuto e il futuro non è ancora arrivato, mentre il presente è il momento in cui si può fare qualcosa. Quindi concordo quasi su tutto anche se ad una certa età la solitudine non è una buona compagnia. Tenere lontano il vecchio da se stessi che, ad una certa età, bussa in continuazione per entrare in noi risulta facile finchè la salute ti aiuta.
6 mesi fa
L'ho trovato su YouTube, sembra molto interessante, stasera me lo guardo.Quotato da Henry_Dante,Se può interessare vi consiglio il film-documentario di Erik Gandini intitolato "La teoria svedese dell'amore"
Era in programmazione anche su Rai Play e su Amazon Prime, ma ora non c'è più.
Forse non se lo cagava nessuno, oppure non piaceva per i contenuti scomodi e i poteri forti l'hanno cancellato.
#complottismoacena
Ecco il trailer:
Dai un'occhiata a questo video: "La teoria svedese dell'amore streaming" https://share.google/JtU64FHZD8y3cEnim
Modificato dall'autore il 15-11-2025 19:08:37
6 mesi fa
E anche alla “Cazzo di Cane!” (Cit. Boris) per riprendere il nostro #Macy autore del postQuotato da Sexplorer77,Too much phylosophy ☝🏼😅.
Modificato dall'autore il 15-11-2025 21:36:52
6 mesi fa
Parto dal presupposto che tutto ciò che esiste è il risultato di una finalità pratica.Quotato da Macy,@Duiula_Ikseks affronta invece la questione in maniera quasi antropologica: l’essere umano è sociale, ma oggi si può sopravvivere benissimo anche da soli. Quindi la coppia non è più una necessità pratica... come dargli torto.
Da qui l’esplosione del “single per scelta o per circostanza”. Interessante anche la riflessione sull’amore, visto come qualcosa che nasce raramente e dura ancora meno.
Perché esistono le società animali? Perché più individui che si coalizzano hanno maggiori chances di sopravvivenza.
È anche vero che ci sono specie animali - in genere sono predatori - che vivono in solitudine (gli orsi, la maggior parte dei grandi felini, gli squali etc.).
L'essere umano, essendo una scimmia e, in quanto tale, una preda, ha "capito" che è meglio fare gruppo.
E tutt'ora lo fa perché non sopravviviamo comunque come singoli individui al di fuori della società: abbiamo bisogno dei negozi, di internet, dei servizi, del medico etc.
Però non abbiamo bisogno di un partner fisso per la vita per sopravvivere ---> Le donne hanno un reddito e non hanno bisogno di un marito e gli uomini hanno scoperto i "quattro salti in padella" e non muoiono di fame.
Per cui nessuno dei due ha materialmente bisogno dell'altra. Se non, di tanto in tanto, per soddisfare la pulsione sessuale.
E quella con gli anni cala, per cui si sarà vecchi e soli a parlare coi gatti (le donne) o con gli operai dei cantieri (gli uomini).
6 mesi fa
Ti quoto perché quello che scrivi è sensato ed è utile per rilanciare il discorso con tutti quelli che vorranno intervenire.Quotato da Duiula_Ikseks,Parto dal presupposto che tutto ciò che esiste è il risultato di una finalità pratica.Quotato da Macy,@Duiula_Ikseks affronta invece la questione in maniera quasi antropologica: l’essere umano è sociale, ma oggi si può sopravvivere benissimo anche da soli. Quindi la coppia non è più una necessità pratica... come dargli torto.
Da qui l’esplosione del “single per scelta o per circostanza”. Interessante anche la riflessione sull’amore, visto come qualcosa che nasce raramente e dura ancora meno.
Perché esistono le società animali? Perché più individui che si coalizzano hanno maggiori chances di sopravvivenza.
È anche vero che ci sono specie animali - in genere sono predatori - che vivono in solitudine (gli orsi, la maggior parte dei grandi felini, gli squali etc.).
L'essere umano, essendo una scimmia e, in quanto tale, una preda, ha "capito" che è meglio fare gruppo.
E tutt'ora lo fa perché non sopravviviamo comunque come singoli individui al di fuori della società: abbiamo bisogno dei negozi, di internet, dei servizi, del medico etc.
Però non abbiamo bisogno di un partner fisso per la vita per sopravvivere ---> Le donne hanno un reddito e non hanno bisogno di un marito e gli uomini hanno scoperto i "quattro salti in padella" e non muoiono di fame.
Per cui nessuno dei due ha materialmente bisogno dell'altra. Se non, di tanto in tanto, per soddisfare la pulsione sessuale.
E quella con gli anni cala, per cui si sarà vecchi e soli a parlare coi gatti (le donne) o con gli operai dei cantieri (gli uomini).
Ho come il sospetto che la singlitudine possa portare dritti all’isolamento sociale. La teoria svedese dell’amore lo mostra alla grande: gente talmente indipendente che se sparisse, ci si accorgerebbe che qualcosa è andato storto quando i vicini sentono puzza di morto sul pianerottolo, magari dopo qualche settimana.
Il problema non è essere single, ci mancherebbe: molti single hanno più vita sociale di chi è in una relazione sentimentale stabile.
Il problema è quando passi da “sto bene da solo” a “non ho bisogno di nessuno”.
Stiamo replicando inconsapevolmente alcuni elementi del modello svedese? Forse si.
Relazioni sempre più opzionali e intermittenti,
lavoro e ritmi che favoriscono conoscenza tramite dating app,
paura dell’intimità profonda,
idealizzazione della libertà individuale.
Il mantra è: “non voglio rotture di palle”.
Io per primo eh! Ed in parte è ciò che mi ha spinto ad aprire questo thread di merda 😬 che il muro del pianto in confronto è roba leggera.
Comunque, un giorno mi sono svegliato e ho pensato che tutto questo può condurre a un “isolamento morbido”: non sto male, non mi sento depresso, ma a lungo andare le relazioni diventano rare, superficiali o occasionali.
Il punto chiave è questo: l’umano, come "scimmione evoluto", è fatto per l’autosufficienza totale?
In parte i vostri interventi dicono di no...
In pratica ho il dubbio (legittimo?) che non sia solo la ricerca di un partner per soddisfare un' esigenza fisica, e che il gatto o gli operai del cantiere non saranno in grado di soddisfare il vuoto che forse avrò dentro...lasciando spazio alle battute sul vuoto dentro e gli operai del cantiere 🤣🤣🤣
6 mesi fa
@Macy
Ti quoto anch'io:
Il problema è quando passi da “sto bene da solo” a “non ho bisogno di nessuno”.
Stiamo replicando inconsapevolmente alcuni elementi del modello svedese?
||||||
L'essere umano è dotato anche del senso di individualità. Nel senso che ha la percezione del sé: allo specchio si riconosce, ha il senso dell' "io" rispetto agli altri propri simili - tanti animali, no. Forse uno scimpanzé si riconosce allo specchio, cani e gatti non ci riescono (o forse col tempo?).
Quindi ci sta che l'essere umano sia individualista, nonostante la sua necessità di socialità.
Notavo una cosa e forse non soltanto io: questo thread si aggancia senzadubbiamente a quell'altro de "Gli uomini non ci provano più".
Ti quoto anch'io:
Il problema è quando passi da “sto bene da solo” a “non ho bisogno di nessuno”.
Stiamo replicando inconsapevolmente alcuni elementi del modello svedese?
||||||
L'essere umano è dotato anche del senso di individualità. Nel senso che ha la percezione del sé: allo specchio si riconosce, ha il senso dell' "io" rispetto agli altri propri simili - tanti animali, no. Forse uno scimpanzé si riconosce allo specchio, cani e gatti non ci riescono (o forse col tempo?).
Quindi ci sta che l'essere umano sia individualista, nonostante la sua necessità di socialità.
Notavo una cosa e forse non soltanto io: questo thread si aggancia senzadubbiamente a quell'altro de "Gli uomini non ci provano più".
Modificato dall'autore il 16-11-2025 13:59:37
6 mesi fa
Senzadubbiamente si! 😬
Mi hai scoperto! Ho cambiato le carte in tavola, ho spostato il punto d'osservazione, ma senzadubbiamente hai ragione 😉👍
Mi hai scoperto! Ho cambiato le carte in tavola, ho spostato il punto d'osservazione, ma senzadubbiamente hai ragione 😉👍
6 mesi fa
Tieni conto che stanno arrivando i Social robots Umanoidi Tipo 😒( Super Vicki)) 😄 .. Con varie funzioni o meglio Software , con un click passa da fatina delle pulizie, alla dottoressa Gio'... E la notte ti protegge come RoboCop... 💦 💦Quotato da Duiula_Ikseks,Parto dal presupposto che tutto ciò che esiste è il risultato di una finalità pratica.Quotato da Macy,@Duiula_Ikseks affronta invece la questione in maniera quasi antropologica: l’essere umano è sociale, ma oggi si può sopravvivere benissimo anche da soli. Quindi la coppia non è più una necessità pratica... come dargli torto.
Da qui l’esplosione del “single per scelta o per circostanza”. Interessante anche la riflessione sull’amore, visto come qualcosa che nasce raramente e dura ancora meno.
Perché esistono le società animali? Perché più individui che si coalizzano hanno maggiori chances di sopravvivenza.
È anche vero che ci sono specie animali - in genere sono predatori - che vivono in solitudine (gli orsi, la maggior parte dei grandi felini, gli squali etc.).
L'essere umano, essendo una scimmia e, in quanto tale, una preda, ha "capito" che è meglio fare gruppo.
E tutt'ora lo fa perché non sopravviviamo comunque come singoli individui al di fuori della società: abbiamo bisogno dei negozi, di internet, dei servizi, del medico etc.
Però non abbiamo bisogno di un partner fisso per la vita per sopravvivere ---> Le donne hanno un reddito e non hanno bisogno di un marito e gli uomini hanno scoperto i "quattro salti in padella" e non muoiono di fame.
Per cui nessuno dei due ha materialmente bisogno dell'altra. Se non, di tanto in tanto, per soddisfare la pulsione sessuale.
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