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La notizia del giorno

610 interventi
6 anni fa
Coppia
Abruzzo, Pescara
CERTIFICATO

Qui dal 29.10.2016 -
Quotato da KevinThelma,
Costa ionica dell'Alaska, però 😇
Ancora non ha deciso ...però ora bi..sceglie 😒 🙂 😒 🙂

6 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
Abolito l’Alto Adige, resta il Südtirol: 
la Provincia di Bolzano scatena il caso

di Ferruccio Pinotti13 ott 2019

Il Consiglio Provinciale ha cancellato per legge l’uso del termine «altoatesino», schierandosi contro l’articolo 115 della Costituzione. Kompatscher: «Il governo non si permetterà di impugnare questa legge»

Sembra un’asettica comunicazione tecnica, ma è un mutamento giuridico e sostanziale destinato a scatenare un putiferio di polemiche e un complesso contenzioso politico e giuridico. La Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige (in tedesco Autonome Provinz Bozen – Südtirol), la più settentrionale delle province della regione Trentino-Alto Adige e d’Italia (con 531 342 abitanti e una superficie di 7 398,38 km quadrati, è la seconda provincia più estesa d’Italia dopo la provincia di Sassari) non potrà più chiamarsi così. In base una decisione del Consiglio provinciale di Bolzano, le dizioni «Alto Adige» e «altoatesino» sono d’ora in poi parole cancellate per legge. E dal giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione non dovranno più essere usate. L’unica dizione in lingua italiana da utilizzare per indicare la terra di confine più a nord d’Italia sarà “Provincia di Bolzano»; resta invariato il vocabolo in lingua tedesca, Südtirol.

«Atteggiamenti anti-italiani»

È quanto stato deciso dal Consiglio provinciale di Bolzano che con 24 sì (Suedtiroler Volkspartei, Suedtiroler Freiheit e Freiheitlichen), un no (quello di L’Alto Adige nel cuore-Fratelli d’Italia) e 5 astensioni (tra PD, Verdi, Lega, Team Koellensperger), ha approvato il disegno di legge n.30/19-XVI di iniziativa giuntale circa le «Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea». Le parole«Alto Adige» e «altoatesino» devono quindi in teoria sparire, ma è evidente che il percorso non è così semplice: che ne sarà del nome della Regione, Trentino-Alto Adige? E la dizione tedesca della nuova denominazione «Provinz Bozen – Südtirol» non presenta un carattere autonomista, irredentista e «austriacante»? Non va dimenticato che l’articolo 116 della Costituzione della Repubblica Italiana, a partire dalla riforma costituzionale del 2001 riporta la dicitura Alto Adige/Südtirol recitando: «La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano». Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher nel suo intervento ha dichiarato: «Credo che il Governo italiano non si permetterà di impugnare questa legge, l’impugnazione sarebbe un grave affronto, e comunque non ci sarebbero problemi davanti alla Corte costituzionale». Successivamente il Landshauptmann (il termine attribuito al presidente della giunta), ha aggiunto, «il mio appello è di venirci incontro, io preferisco il termine “Sudtirolo” ma nella Costituzione si parla di “Regione Trentino Alto Adige/Sudtirol” e di “Provincia autonoma di Bolzano”». Il consigliere Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore) ha sostenuto che questi sono «atteggiamenti anti-italiani, non antifascisti».


6 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
La sensibilità è un dono raro fatto di intelligenza e di affettività matura. 💗

di Francesco Lamendola (DAL WEB)
  

 

Uno dei segni più impressionanti della marcia spietata della modernità attraverso i nostri cuori e le nostre menti, in nome di uno scientismo disumano e di un efficientismo fine a se stesso, è la progressiva scomparsa della sensibilità dal bagaglio spirituale delle persone.

Intendiamoci: la sensibilità è un dono, un dono raro; le persone che la possiedono, sono portatrici di un bene prezioso che non si acquisisce con lo studio, anche se lo si può affinare con l’esperienza: e, in questo senso, sono sempre esistite nel corso della storia e, forse, continueranno ad esistere, anche se alquanto ridotte di numero.

Tuttavia, mentre essa veniva apprezzata o, almeno, trovava spazio per manifestarsi in una società ancora a misura d’uomo, come era quella pre-industriale (pur con tutti i suoi limiti innegabili), si direbbe che, oggi, essa sia diventata superflua e che nessuno, o molti pochi, si dolgano della sua progressiva scomparsa, come il mondo potesse benissimo farne a meno.

Le virtù dell’animo che oggi vengono maggiormente apprezzate e lodate sono l’intelligenza pratica (anche se disgiunta da una valutazione complessiva dei problemi), la determinazione nel perseguire i propri obiettivi (senza farsi troppi scrupoli), la sicurezza di sé (indipendentemente dall’esatta valutazione del proprio valore), la flessibilità mentale (spinta fino ad accettare i peggiori compromessi), la disinvoltura in qualsiasi circostanza (fino alle forme più discutibili di esibizionismo e narcisismo).

La sensibilità è fra le doti non indispensabili. Che cosa se ne farebbe il cittadino del terzo millennio, tutto proteso a conquistarsi il proprio spazio sociale, a ritagliarsi la propria fettina di visibilità, di successo (anche economico), di gratificazione esteriore? In un mondo che si disinteressa di fini e di valori, ma che punta quasi esclusivamente alla soluzione di problemi pratici, a che cosa può servire la sensibilità, una dote non spendibile in termini quantitativi?

Si dimentica che la sensibilità è alla base sia della creazione artistica, sia dell’intuizione dei grandi problemi scientifici; e, soprattutto, che costituisce un fattore indispensabile per l’armoniosa convivenza degli individui all’interno della società: perché, una volta spogliato di essa, qualunque gruppo umano finisce per generare continuamente attriti e tensioni che, una volta instaurati, è difficilissimo controllare e disinnescare.

La sensibilità è quella dote che spinge l’amico a farsi avanti non appena intuisce l’esistenza di una difficoltà, prima che si trovi il coraggio di chiamarlo; che risolve amichevolmente i malintesi, prima che degenerino in astiosi e prolungati rancori; che mette gli altri a proprio agio, nelle situazioni in cui si sentono esposti e indifesi; che scioglie in un sorriso tensioni vecchie e nuove, portando una nota gentile di freschezza e leggerezza; che apre gli occhi avanti allo spettacolo incantevole del mondo e sa renderne partecipi anche i cuori più distratti.

La sensibilità è la mano soave di una donna che orna con un vaso di fiori una stanza nuda e spoglia, portandovi una nota di colore e di calore.

La sensibilità è, anche, la parola giusta pronunciata al momento giusto, così come il silenzio affettuoso e partecipe, quando non vi sono parole adeguate alla situazione.

La sensibilità è saper godere delle piccole cose, delle piccole gioie, e trasmetterne il segreto anche agli altri, addolcendone le asprezze e medicandone le ferite.

La sensibilità è l’atteggiamento di delicatezza e di profondo rispetto con cui l’io si rapporta al tu, vedendo sempre in esso un soggetto di pari dignità e mai un semplice mezzo.

La persona dotata di sensibilità possiede una ricchezza in più, che la mette in grado di cogliere aspetti del reale i quali sfuggono ad altri, alimentando così incessantemente la propria profonda umanità.

Al tempo stesso, è indubbio che la persona sensibile soffre più delle altre, perché si trova esposta a quegli strali che individui dalla pelle più spessa non avvertono neppure e perché vede con maggiore chiarezza la grande distanza che separa il reale dall’ideale.

Un bambino sensibile, ad esempio, soffrirà in modo più intenso e tormentoso della mancanza di affetto dei genitori, della cattiveria dei compagni o di una crudele malattia che ha colpito una persona a lui cara; tuttavia, anche le sue risorse sono in proporzione alla sua sensibilità, per cui difficilmente egli si troverà del tutto indifeso davanti ai colpi della vita.

Il fatto che la persona sensibile sia, per un certo aspetto, più esposta, non significa che la sensibilità sia un dono avvelenato per coloro che lo ricevono, perché le possibilità positive che essa conferisce superano immensamente gli svantaggi, al punto che non è nemmeno possibile istituire un raffronto tra questi e quelle.

Per quanto maggiormente esposta ad essere ferita da taluni circostanze della vita, la persona sensibile possiede, non di rado, una visione del reale così profonda e radicata, così matura e consapevole, da poter elaborare anche gli strumenti per riflettere sulla propria condizione e per apprestare nuove risposte alle sfide che le vengono incontro, spostandole, al tempo stesso, su di un livello sempre più alto e spirituale.

Nulla di quanto accade alla persona sensibile si perde nei rigagnoli e nella palude stagnante del tirare a campare; su tutto ella medita con profonda serietà, cercando in ogni cosa il significato riposto, l’occasione di una evoluzione e di una elevazione. È ricettiva nel miglior senso dell’espressione: tutto il suo essere è spalancato sul mistero della vita.

Ecco perché l’impressione di fragilità, che talvolta le persone sensibili possono dare ad uno sguardo un po’ superficiale, molte volte non corrisponde alla realtà dei fatti. È vero che, in certe situazioni, esse rimangono come disarmate, là dove altre persone non incontrano che lievi difficoltà o anche nessuna; ma è altrettanto vero che ciò vale specialmente per gli ostacoli di ordine inferiore, per quelli che coinvolgono l’essere solo superficialmente.

In moltissimi casi nei quali la posta in gioco è molto più alta; casi nei quali, ad esempio, non si tratta di normali contrattempi della vita, ma di grossi ostacoli e di grosse prove, ebbene le persone sensibili sanno tirare fuori, al momento opportuno, una grinta e una determinazione invidiabili, che gli altri non si sognano nemmeno di possedere. La loro è una forza che emerge nelle situazioni più ardue, là dove è in gioco l’anima stessa di una creatura umana.

Naturalmente, la sensibilità, da sola, può essere un fattore di debolezza nelle circostanze ordinarie della vita, e talvolta anche in quelle straordinarie: i soldati che impazzivano in guerra, o venivano fucilati perché rifiutavano di obbedire all’ordine di avanzare sotto il fuoco nemico, sovente non erano dei vili, ma semplicemente degli uomini sensibili.

Tuttavia, si può facilmente osservare che la sensibilità, in genere, si accompagna ad altre doti della mente e del cuore, che la bilanciano e la trasformano in qualcosa di potente, che conferisce a chi la possiede una marcia in più rispetto agli altri, non una in meno. È come se una sapiente distribuzione delle risorse umane avesse tenuto conto di tutto e avesse provveduto affinché un potenziale fattore di forza non si trasformasse in un elemento di debolezza.

Qualcuno potrebbe obiettare che non sempre è così: che esistono delle persone ipersensibili le quali non possiedono la fermezza, la costanza, la forza d’animo per controbilanciare gli svantaggi della loro condizione; persone che, messe di fronte ai problemi della vita, non riescono ad affrontarli e ne finiscono crudelmente schiacciate. Questo è vero: bisogna essere onesti e riconoscere che, talvolta, le cose vanno proprio in questo modo.

La stessa cosa, però - se si vuole essere altrettanto onesti - bisogna riconoscere che avviene anche rispetto ad altre doti dell’animo. L’intelligenza, per esempio, quando è particolarmente acuta, ma astratta, e non accompagnata da forza di volontà e chiarezza di percezione, può ritorcesi contro colui che la possiede e rendergli la vita più difficile, perché gli consente di vedere in maniera fin troppo chiara tutti gli ostacoli che sorgono sul suo camino e, al tempo stesso, la grande difficoltà di oltrepassarli.

La stessa cosa si può dire per le doti del corpo, prima fra tutte la bellezza. È fin troppo evidente che essa costituisce una marcia in più per colui o colei che la possiedono, ma solo a condizione che si accompagni alla saggezza nel modo di gestirla: perché la bellezza è una forza poderosa, che può essere tanto benefica quanto distruttiva per chi non ne sappia fare buon uso.

Quanti belli e quante belle del cinema, dello spettacolo, della moda, sono finiti male, magari suicidandosi, a causa di un malessere esistenziale accentuato dalla loro condizione di apparenti privilegiati dalla sorte? Perché la bellezza rende anche molto vulnerabili e, in un certo senso, ricattabili da parte degli altri: ci si aspetta, infatti, che la persona bella lo sia sempre, ad ogni costo: a dispetto delle preoccupazioni, dei dispiaceri, e perfino dell’età: cosa, evidentemente, impossibile. Se la bellezza è una forma di potere, lo è a doppio senso: a vantaggio chi la possiede, ma anche a danno di chi la possiede.

Per tornare alla sensibilità, quindi, non bisogna fare l’errore di giudicare le cose guardandole solo da un punto di vista: per poterle valutare esattamente, bisogna guardarle sotto tutti i punti di vista; bisogna, per così dire, girar loro attorno, e considerarne anche i lati nascosti. La sensibilità, il più delle volte, si accompagna ad altre doti che offrono la possibilità di trarne il massimo vantaggio, in termini di consapevolezza e di pienezza esistenziale: sta al singolo individuo che l’ha ricevuta in dono, poi, di imparare a farne buon uso.

Mentre sto scrivendo, dalla finestra posso vedere un immenso scenario che si sta spalancando dalle nuvole squarciate, al termine di un violento acquazzone, ed i raggi del sole al tramonto erompono da dietro i cumuli che si erano posati al fondo della valle e che stanno ora cominciando a risalire lungo le colline.

La vegetazione esplode di mille note freschissime di colore e infinite sfumature di verde si accendono sugli alberi, nei vigneti, negli orti, nei giardini e più in su, lungo i fianchi delle colline e delle imponenti montagne retrostanti; una luce incantevole, magica, si posa su tutto, abbracciando ogni cosa nella sua gloria fiammeggiante.

È la sensibilità che permette agli esseri umani di vedere e apprezzare sino in fondo le meraviglie del mondo in cui vivono; è la sensibilità che consente loro di fondere le impressioni del presente con i giochi della fantasia e con i dolci ricordi del passato, dipingendo un affresco incantato con vivaci pennellate cariche di poesia.

Se non vi fosse la sensibilità, il mondo ci si presenterebbe come opaco e spento ed ogni cosa, ogni suono, ogni profumo, scivolerebbero via veloci, senza lasciare traccia nel nostro animo; la nostra vita sarebbe ristretta entro gli angusti orizzonti delle necessità pratiche, del calcolo, della convenienza, dell’interesse.

Tutto sarebbe veramente molto squallido; e la cosa più squallida sarebbe proprio l’impossibilità di rendersene conto, perché solo la coscienza della nostra natura di creature sensibili ci permette di stabilire la differenza qualitativa che corre tra un mondo ridotto a puro gioco di interessi in competizione ed un mondo abbellito e ingentilito da una luce soave di bellezza.

Sia lode a quella benevola forza creatrice che ci ha dato, insieme all’incanto del mondo, la possibilità di esserne coscienti e, perciò, di diventarne partecipi.

Dovremmo ricordarcene sempre, in ogni singolo giorno e ad ogni singola ora: specialmente quando, piegati sotto la sferza crudele della sofferenza, ci sentiamo talvolta tentati di calunniare la vita e di maledire il nostro essere nel mondo.

La sensibilità è il dono divino che ci offre la possibilità di essere spettatori di una rappresentazione incomparabile, alla quale siamo chiamati a partecipare.

Siamo stati chiamati da sempre, fin da prima di venir concepiti nel seno di nostra madre; fin da prima che il mondo fosse.

Non siamo qui per caso.

La forza possente dell’Essere ci ha tratti fuori dal non essere, scegliendoci da prima che il tempo incominciasse ad esistere; e ad essa la nostra anima aspira ardentemente a ritornare.


6 anni fa
Trans/Trav
Veneto, Rovigo
Qui dal 19.03.2019 -
no,già alle elementari, mi dicevano che ho le mani pesanti, per cui sono poco sensibile 😄

6 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
Ecco i cibi che diminuiscono il desiderio sessuale.

   
Notte piccante? Ecco i cibi che diminuiscono il desiderio sessuale.Il sesso è una parte fondamentale della vita umana, il desiderio sessuale è generato da fattori genetici, chimici e comportamentali, ma anche la dieta ha una forte correlazione con l’attività sessuale.

Una cattiva alimentazione può incidere su un abbassamento della libido, la nutrizionista Elouise Bauskis ha dichiarato in un intervista al Daily Mail:

“La libido può essere influenzata da stress, stanchezza, turni di lavoro massacranti, preoccupazioni finanziarie. Ma anche il cibo può giocare un ruolo e avere effetti sia positivi che negativi sul desiderio sessuale – ha spiegato la nutrizionista – L’arcobaleno di frutta e verdura aiuta a sollevare l’umore e aumentare i livelli di energia, ma nella scelta contano anche i meccanismi digestivi che si devono mettere in campo“

Si parla spesso dei cibi afrodisiaci che esaltano la libido come le ostriche e le cozze, che contengono zinco uno degli elementi principali per il benessere degli organi riproduttivi, o come il peperoncino che incrementa l’afflusso del sangue nei genitali maschili aiutando l’erezione.

Elouise Bauskis stila una lista dei cibi che diminuiscono il desiderio sessuale, e consiglia di evitarne l’assunzione durante una cena se si vuole trascorrere una notte piccante e mantenere una buona attività sessuale

Carne rossa
Fagioli
Menta Peperita
Liquirizia
Hot-Dog
Patatine Fritte per l’alto indice glicemico
Formaggi
Cioccolata che non sia almeno al 70% fondente
Tofu e Soia a causa dei fitoestrogeni
Acqua tonica
Farina d’avena
Broccoli, un cibo salutare ma il loro odore non è afrodisiaco
Bevande energetiche a causa dell’alto contenuto glicemico e aumento della tachicardia.


6 anni fa
Singolo
Lombardia, Milano
CERTIFICATO

Qui dal 19.07.2018 -
Reuters 24 Oct: Paris zoo unveils the "blob", an organism with no brain but 720 sexes.

trad: Il Giardino Zoologico di Parigi espone il "Blob" un organismo vivente senza cervello ma con 720 organi nsessuali.

Per chi vuol leggere l'articolo (in inglese): https://www.reuters.com/article/us-france-zoo-blob/paris-zoo-unveils-the-blob-an-organism-with-no-brain-but-720-sexes-idUSKBN1WV2AD

Per chi non vuole legere in inglese: leggere i profili dei singoli su A69.

6 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
A lezione di sensualità da Jennifer Lopez
(Dal WEB)

Non si limita a essere semplicemente sexy, JLo. All'origine dell'hot-factor dell'attrice che ammiriamo nel film di cui è protagonista e produttrice, «Hustler», ci sono tanti e diversi «perché». Li abbiamo sintetizzati in cinque punti. E molti hanno a che fare coi vestiti che indossa.

È tornata nelle sale cinematografiche con l’intenzione ben precisa e per nulla nascosta di sedurci, Jennifer Lopez. La star di origini portoricane sta scaldando i cinema italiani con il suo Hustler – Le ragazze di Wall Street, del quale è produttrice e protagonista, nelle vesti – decisamente succinte – di una spogliarellista truffaldina, regalandoci – se non una performance da Oscar… ma chissà! – certamente un’esibizione di pole dance a prova di professionista del settore che rimarrà memorabile nella sua filmografia.

Tutto (o quasi) merito dei fascianti outfit al limite del bondage e dei tacchi dal plateau vertiginoso che esibisce nella pellicola? Non scherziamo.
Perché la sensualità sta a JLo come il calore sta al sole. È naturale, imprescindibile, inevitabile. Ce l’ha dentro, e non riesce proprio a non trasmetterla (anche lei, come Jessica Rabbit, potrebbe dire: «è che mi disegnano così…»). E se è vero che il turbamento che Jenny from The Block è in grado di suscitare non dipende dai look indossati, è altrettanto vero che la caliente portoricana ha saputo, nel corso degli anni, premere sul pedale dell’acceleratore della sexiness anche inguainandosi in abiti sfacciatissimi, in tubini più terza che seconda pelle, in outfit più vedo che non vedo, in mise con più oblò di una nave da crociera e in evening dress sbrilluccicanti e ridotti al minimo sindacale di cm quadrati di tessuto, senza mai cadere nella volgarità.

Un equilibrio mirabile ed esemplare, un esercizio di stile sul bordo del precipizio del trash, dal quale c’è solo da imparare. Come ben testimoniano i migliori (leggi più hot) outfit della neo50enne, che abbiamo raccolto nella nostra gallery. Certo, non saranno look «da tutti i giorni» e nemmeno replicabili per una banale serata in discoteca, eppure ognuno di essi può insegnarci qualcosa. Ecco cosa.

1. Essere fieri. Sempre.
Nei tanti anni di carriera, JLo ha sempre glorificato le proprie forme, anche in quei momenti storici nei quali non erano esattamente di moda, secondo i canoni più diffusi e condivisi.  Il body positive l’ha inventato lei, insomma. Le sue curve mozzafiato vengono esaltate ogni anno sempre di più grazie a faticose sessioni in palestra, ma anche per merito di abiti pensati ad hoc. Lo ha dimostrarlo 20 anni fa quando, sul red carpet dei Grammy, ha indossato il Jungle dress di Versace che l’ha resa un’icona di stile, e lo ha ridimostrato quest’anno con la versione 3.0 dello stesso vestito verde, chiudendo la passerella di Versace. Tutte le donne che l’hanno ammirata, dal vivo o sui social, hanno reagito nello stesso modo: «avercelo un corpo tonico, sexy e vero come il suo». Il mantra di JLo da seguire alla lettera: mai criticare o mortificare il proprio corpo. Piuttosto, imparare a mettere in mostra i punti giusti, con gli abiti che fanno stare bene e in cui ci si piace.

2. Un po’ di scintillio è sempre una buona idea.
Paillettes, strass, diamanti. Jennifer Lopez ama abiti letteralmente incrostati di bagliori. Li indossa – gli scintillii – con nonchalance dalla testa ai piedi, come ha dimostrato al Met Gala 2019. Da imitare, anche solo sfoggiando una gonna, una blusa o un accessorio. Illuminano e rendono radiose all’istante. Certo, serve un po’ di spavalderia. Ed è proprio questa la lezione da apprendere.

3. Mai senza il giusto paio. Di orecchini o di tacchi vertiginosi.
Il «final touch alla Lopez», che conferisce ancora più sensualità ai suoi look conturbanti, è proprio un paio di orecchini. Maxi, spesso a cerchio, o lunghi e ricchi di diamanti incastonati. Anche le scarpe devono essere, secondo il JLo pensiero, effetto bling-bling. Che siano dalle classiche pump tacco 12 o plateau vertiginosi.

4. Fidarsi dello stylist è bene.
JLo ama gli abiti fascianti, soprattutto con trasparenze o spacchi che risaltano la curve. Il merito delle sue scelte di look va anche ai suoi stylist, Rob Zangardi e Mariel Haenn, che optano per colori che mettono in risalto la carnagione di Jennifer e per modelli che si prestano alla sua silhouette. A Jennifer, per esempio, donano particolarmente i bandage dress, che mettono in risalto décolleté e addominali, in colori chiari come il rosa antico e il verde menta, o in nuance più d’impatto come il giallo e il nero. Bene, e per chi non ha uno stylist? Fidatevi del parere delle amiche e dei consigli delle sorelle. Il più delle volte (ok, non sempre) sono sinceri e disinteressati.

5. Mai smettere di celebrare la propria età.
Jennifer non ha paura del tempo che passa. Anzi, a 50 anni è favolosa quanto (se non di più) a 30. Per festeggiare questa nuova tappa della sua vita, l’inossidabile Jen non solo ha organizzato un party spettacolare a Miami, ma anche un tour, volutamente chiamato It’s my Party. Ha scelto abiti di scena super sexy, dandoci l’ultima life lesson. Ovvero: imparare, prima di ogni altra cosa, ad amare e accettare noi stesse, senza aver timore di essere etichettate come «agée». Gli abiti non hanno una data di «scadenza». Ecco, forse quest’ultimissima parte, però, vale solo per JLo. E per le poche divine come lei.


6 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
le mosse da dimenticare nell'intimità.

Sesso: le cose che gli uomini devono imparare

Nel film Harry ti presento Sally, poco prima che lei gli mostrasse come una donna sa fingere un orgasmo, lui si vantava dicendo: «Io l’ho fatta miagolare». Gli uomini in linea di massima si sentono tutti impareggiabili amanti. Il regalo di Dio alle donne. Il piacere stesso reincarnato nei loro slip. Peccato che non sia sempre vero. Degli errori delle donne a letto ne abbiamo già parlato, ora tocca ai maschi finire sotto la lente di ingrandimento, farsi qualche domanda, esercitare un po’ di autocritica e – si spera! – migliorarsi. Perché una partner insoddisfatta è una fonte inesauribile di pubblicità negativa, tenetelo bene a mente.

20 – Andare a vedere il pelo nell’omo

A chi piace peloso come un orsacchiotto, a chi piace glabro. Non è un problema di gusti ma di stile. Se decidete di depilarvi, fatelo con l’aiuto di un’estetista e fatelo bene. No a quelli che si fanno solo “il colletto” e poi quando si tolgono la camicia hanno lo scalino di moquette. No per tutti – qui non è questione di gusti – ai peli che escono dal naso, che escono dalle orecchie, che ricoprono la punta o il lobo.

19 – Esistono gli specchi

Slippino sgambato, pacco bene in vista, atteggiamento spavaldo e mano che fa scoccare l’elastico della mutanda come una minaccia. Se pensate di essere sexy vi sbagliate di grosso. Non dovete vendere la mercanzia come al banco del mercato, siate discreti. La mutanda anni Settanta è out, molto meglio un boxer. Sceglietelo elasticizzato se non sopportare quel tipo di “libertà”. E guai a voi se pensate di far sesso col calzino ancora addosso (sorvoliamo per decenza su quelli di spugna, per di più bianchi). L’aspetto è una parte fondamentale della seduzione. Curate il look prima di un appuntamento importante. Non vorrete vederla indietreggiare di fronte al vostro intimo scolorito, ingiallito o slabbrato!

18 – «Scommetto che t’è piaciuto…»

Pronunciare questa frase con l’aria tronfia, orgogliosa e ammiccante è un errore grave: è scortese ed è indelicato. Due paroline che con le donne non vanno d’accordo. Non siamo mica a una gara di tuffi! Non dovete aspettarvi che lei alzi il cartello con il voto. Se vorrà dirvi qualcosa sulla vostra (indimenticabile?) performance lo farà di sua spontanea volontà, se non vi dirà nulla non significa che non le sia piaciuto. Magari non le va di esternare. Se sarete stati dei buoni amanti lo capirete, perché tornerà per il bis.

17 – Come un Labrador

Mannaggia a chi ha messo in giro la voce che ficcare la lingua nell’orecchio e salivare a più non posso è sexy. Voi non siete un cane e lei non è un osso da leccare. Bisogna saper baciare. E non solo la bocca. Bisogna saper baciare bene ogni parte del suo corpo. Inserirle ritmicamente e insistentemente la lingua nell’orecchio come se fosse una preview della performance che intendete regalarle di lì a poco è una pessima idea. Un po’ di delicatezza!

16 – Una cosa ti devi ricordare, una

Sbagliare il nome della partner a letto dovrebbe essere reato penale. Uscirsene sul più bello con esclamazioni tipo «Oh sì Chiara, sei fantastica» quando si è a letto con Francesca è da veri idioti. E se lei dopo si agita, graffia, scalcia e morde… beh, ve lo siete meritato. Prima di calarvi le braghe e cacciarvi sotto le lenzuola, memorizzate bene il nome della vostra donna. In fondo solo quello vi dovete ricordare, sarà mica così difficile.

15 – Non sei un non vedente

Ci sono donne a cui piace dire delle cose o sentirsele dire, altre che durante l’atto sessuale sono concentrate sulle sensazioni e sul piacere e preferiscono tacere. Urlare nelle orecchie di lei con foga crescente frasi sconnesse sperando di farla parlare non serve a nulla. «Dimmi cosa ti sto facendo! Sì, descrivimelo» come se foste non vedenti. Se volete giocare con le parole, parlatene prima, mettetela a suo agio. Se proprio non potete fare a meno di sbraitarle insulti tipo «Sei una pu… ti piace eh?!» assicuratevi che gradisca o per lo meno che capisca l’intento o vi ritroverete con un occhio nero in men che non si dica. Poi sì che avrete bisogno che lei vi descriva ogni cosa, perché non ci vedrete più per un paio di giorni.

14 – Se vuoi giocare agli autoscontri va’ al luna park

I seni delle donne non sono degli antistress da maneggiare fino allo stordimento. E non sono nemmeno un cuscino su cui tuffarsi tipo autoscontro. Seni e capezzoli sono un grande, incredibile interruttore del piacere, ma vanno saputi trattare. Con delicatezza, con dolcezza, anche con foga, con qualche morso se lei gradisce. Prima di smanacciare, bisogna indagare su quel che piace e quel che infastidisce. Vi piacerebbe che qualcuno vi strapazzasse i gioielli di famiglia?

13 – La realtà è un’altra cosa

Se pensate di sapere tutto sull’arte amatoria perché avete visto un gran numero di film porno, non avete capito nulla. Fare l’amore con una donna è molto, molto, molto diverso da quello che si vede nei lungometraggi a luci rosse. Quelle sono immagini girate dagli uomini, per gli uomini, ritagliate sulle esigenze degli uomini e che rispecchiano le fantasie sessuali degli uomini. Le donne sono solo comparse che fanno e dicono cose diverse dalla vita vera. Fatevene una ragione.

12 – Non voglio il tuo cv sessuale

Elencare il numero di donne avute, e magari avere il cattivo gusto di entrare nei dettagli approfondendo su età, nomi, posti strani dove lo si è fatto, come le si è abbordate… è una cosa tremenda. La donna che avete nel letto non proverà interesse né piacere alcuno sentendosi raccontare cosa piaceva fare alla Vanessa rimorchiata la scorsa estate a Milano Marittima, né quante volte lo facevate con la Silvia di Roma incontrata in discoteca.

11 – Furia sì, ma non quella che pensi tu

Saltare in sella e lanciarsi al galoppo, menando schiaffoni e tallonate e trattando la donna come un cavallo? Non è sexy. Lei non è Furia e voi non siete nel vecchio West. Prima di rigirarla come una bistecca, agguantarla per i fianchi, domarla come una puledra imbizzarrita, tirarle la coda di capelli e sculacciarla con foga, assicuratevi che lei gradisca. Altrimenti preparatevi a essere disarcionati a vedere la furia, quella vera.

10 – Serve un GPS, caro?

Ravanare senza una meta è il miglior modo per far passare a lei ogni voglia di far sesso con voi. Si dice che si capisce come un uomo è a letto da come bacia, ma questo vale anche per come tocca. Bisogna imparare come accarezzare una donna, quali sono i punti del piacere, quali zone sono troppo sensibili e quali meno. Come? Parlatevi. Ma in linea di massima sappiate che: la carezza troppo leggera fa il solletico e il solletico non è eccitante; la carezza troppo pesante va bene per il vostro Pastore Tedesco ma non per noi. La giusta via di mezzo, con la giusta lentezza. La vostra mano deve farle capire che avete voglia di lei e che gradite quello che avete sotto i polpastrelli. E quando arrivate al clitoride, per carità, siate delicati!

9 – Le puzzette non fanno ridere!

Fare i rumorini sotto le lenzuola e poi sventolare faceva ridere in terza media in gita scolastica e comunque faceva ridere solo voi maschietti. Le scorregge non sono un arma di seduzione, al massimo di sedazione. Certo, una barzelletta, una battuta al bar con gli amici fa anche ridere, magari persino lei. Ma nel momento dell’amore, chiudete bene i tubi del gas prima di accendere la miccia dell’eros.

8 – Se voglio lo faccio, se no no!

C’è una cosa che tutti gli uomini adorano indistintamente: ricevere sesso orale. Potrebbero vivere solo di quello e rinunciare a quasi ogni altra cosa del rapporto sessuale. Ad alcune donne piace molto regalare a lui “quel bacio così particolare”, ad altre piace e basta, ad altre piace meno, ad altre ancora non piace per nulla. Volete convincerla a occuparsi del vostro pene con la bocca? Fatelo principalmente fuori dal letto, spiegatele perché vi piace, come e quanto lei apparirebbe sensuale e irresistibile ai vostri occhi. Evitate in ogni modo di sussurrarle all’orecchio frasi a metà tra l’oratorio e la sala cinematografica a luci rosse, tipo «Fai un bacino anche a lui?». Smorzerebbero pure Moana (pace all’anima sua). E per carità, evitate di spingerle la testa, con finta indifferenza, vostro il vostro pene, senza proferire verbo, sperando che lei agisca. Da cafoni veri.

7- Bussare prima di entrare!

La vagina della donna è un microcosmo. È delicata, carnosa e nei momenti dell’amore dev’essere umida e lubrificata al punto giusto. Non scaraventatevi su di essa come camion impazziti che si devono infilare nel tunnel a tutta velocità. Non si entra in una donna a sorpresa. Ci si gira intorno, ci si appoggia, si aspetta il momento giusto. Quale? Lo capirete da soli.

6 – La porta sul retro

Che il sesso anale sia un argomento delicato lo abbiamo già detto. Ci sono donne che lo praticano senza problemi, altre che sono inibite, donne che non lo hanno mai provato altre che lo fanno solo per accontentare lui. Buttarvi a capo chino sperando che lei, colta di sorpresa, acconsenta è un errore madornale. Se già questo discorso – fatto al punto 7 – vale per la vagina che è naturalmente umida, figuriamoci per una zona come quella che non è per nulla lubrificata. Nessuna sorpresa, qui vi tocca parlarne, trovare il momento e il modo giusto e seguire qualche regola preparatoria.

5 – L’omo non ha da puzza’

L’igiene personali, cari miei, è più importante di quel che pensate. Non è vero che l’omo ha da puzza’, non nascondetevi dietro questo bieco detto. Quando abbiamo iniziato questo sondaggio sapete qual è l’errore più frequente che le donne attribuiscono all’uomo? Il suo odore. I denti non ben lavati (leggasi fiatella), l’ascella minacciosa e soprattutto i piedi (sulle parti intime sorvoliamo per decenza, ma sono la prima cosa che dovreste lavare con cura prima di un inconro hot!). Fatevi una doccia, mettete il deodorante così dopo la performance non saprete di caprone, regalateci la gioia di un goccio di dopobarba su mento e collo.

4 – Dove guardi?

Quando siete con lei, vi dovete occupare di lei. Del suo piacere in primis, del suo benessere pure, del suo ego soprattutto. Non c’è niente di più insopportabile di quelli che mentre fanno sesso si fissano rapiti allo specchio o di quelli che guardano la partita in televisione o allungano il collo per sbirciare il messaggino appena arrivato al cellulare sul comodino. Per non parlare degli uomini tutti presi dal loro pene, che non fanno altro che guardarselo, maneggiarselo, dargli nomignoli altisonanti («Tarzan qua non vede l’ora di fare capolino nella tua giungla» o peggio «Trapanator è pronto a darti la botta definitiva») e preannunciare grandi performance. State attenti a creare aspettative…

3 – amore… AMORE… AMOOOOREEE????!!!

Sapete cosa detestano le donne più dello slip ingiallito e dell’imbranataggine? Gli uomini che si addormentano un secondo netto dopo l’orgasmo. Sì, certo, dopo una lunga sessione amorosa tutti sono stanchi. Sì, è vero, anche alle donne capita a volte di appisolarsi. Ma se state leggendo queste righe è perché volete imparare a essere ottimi amanti, non mediocri compagni di smaterassate. E allora sappiate che dopo le donne amano le famigerate coccole. Magari bastano quei 5 minuti e poi anche lei crolla addormentata, ma se saperete essere teneri amanti, al risveglio non penserà che a voi.

2 – Non ve li scordate mai!

I preliminari, ragazzi, i preliminari. Non ci stancheremo mai di dire quanto sono importanti. Perché in realtà non sono importanti, sono fondamentali. Anche le donne gradiscono la sveltina, è vero. Ma quando si tratta di ritrovarsi sotto le lenzuola, non c’è nulla come un amante che sa occuparsi di te prima della penetrazione. Coccolatela, accarezzatela, baciatela, stuzzicatela, portatela persino al piacere. Dopo sarà vostra. E l’apice del suo piacere pre-penetrazione smorzerà anche la vostra ansia da prestazione.

1 – Speedy Gonzales non aveva una fidanzata

Ebbene sì, l’errore numero uno degli uomini a letto è la velocità. Lei e lui hanno tempi diversi, si sa. Ma l’eiaculazione precoce è una piaga. Le donne possono essere comprensive, consolatorie, ma prima o poi vorranno vedere un segno di collaborazione da parte vostra. Di eiaculazione precoce si guarisce! Andate da uno specialista. Più perdete tempo, più rischiate di perdere lei. Perentorio e definitivo.

PS: Avete notato che non abbiamo parlato di dimensioni del pene? Perché quelle contano solo per voi. Un amante generoso, capace e attento ma con un pene di dimensioni ridotte batte comunque 10 a 0 un amante meno abile ma con un pene notevole. Chiaro il messaggio?
(DAL WEB) 😋


6 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
La notizia del giorno dopo. (DAL WEB)
Toys e tools, le ultime novità in fatto di sesso.

L’amore è tutto: testa, cuore, corpo e anima. Un mix di sensazioni uniche, che si alimentata quando ogni componente di questo poker prezioso viene stimolata. Ma, a volte, c’è bisogno di qualche input in più, soprattutto per quanto riguarda la componente fisica. Perché, tra stress e routine, il sesso non sempre va alla grande. Ecco, quindi, i consigli di Jaumo, app di dating con oltre 800.000 utenti in Italia, per riaccendere il desiderio. Tra toys e tools. Sono questi, infatti, gli ultimi trend in fatto di passione.

Toys, acconciature e ricostruzioni in 3D.

1. Acconciature “basse” ispirate ai cocktail.
Non solo capelli: negli ultimi mesi le donne hanno iniziato a personalizzare la chioma anche delle loro parti intime. Oltre alle depilazioni classiche “brasiliana” e “Hollywood”, ora vanno anche le forme dei bicchieri da cocktail. Chi ama le bollicine, infatti, può riprodurre la forma di un flute di champagne. Ma sono gettonate anche le forme che ricordando i boccali da birra e i bicchierini per gli shot.

2. Sex toys parlanti.
Non solo giocattoli per i momenti in solitaria. Nel 2018, infatti, sono stati inventati anche dei sex toys parlanti. Questi gadget riproducono gemiti e frasi che ricordano i set dei film hard.

3. Il fitness per tutto il corpo.
Il fitness è sicuramente uno dei grandi trend degli ultimi anni. Ma recentemente è arrivata anche la ginnastica pelvica con l’ausilio di alcuni fitness tracker pensati appositamente per rafforzare i muscoli delle parti intime femminili. E si possono tenere sotto controllo i propri progressi tramite un’app.

4. Sott’acqua.
Una interessante arma per combattere l’afa estiva. Il trend del “water sex” è aumentato in maniera esponenziale e sono nati diversi gadget per rendere il tutto più semplice. Per esempio, c’è un boccaglio ideato appositamente per respirare e, contemporaneamente, dare piacere.

5. Strumenti no gender.
Negli ultimi mesi alcune aziende hanno messo a disposizione sul mercato sex toys gender neutral. Il risultato dell’unione di diversi strumenti e pensati per soddisfare le esigenze di ognuno. Per incentivare un atteggiamento più libero e aperto nei confronti della sessualità.

6. Quando il gatto non c’è.
Sicuramente il trend più curioso del 2018 riguarda le coppie lontane (e non solo) che sentono la nostalgia dei momenti d’intimità con la propria anima gemella. Da oggi è possibile ricreare, con la stampa 3D o kit DIY (do it yourself), le forme del proprio partner.


6 anni fa
Singolo
Puglia, Bari
Qui dal 14.08.2016 -

Una sola cosa però non mi trova d'accordo: gli adulti sono anche padri, quindi non così insensibili al problema.

6 anni fa
Singolo
Puglia, Taranto
CERTIFICATO

Qui dal 10.04.2019 -
bello, grazie.

6 anni fa
Trans/Trav
Veneto, Rovigo
Qui dal 19.03.2019 -
preservativi, beh una scatola 4 euro al lidl,io ne ho di vari modelli e li uso in base a ciò che si deve fare,se faccio un pompino, uso quelli del lidl,se uno ce l ha un po grosso,uso quelli del sex shop, se devo scopare uso i migliori che ho 😄 😄 😋

6 anni fa
Coppia
Liguria, Genova
CERTIFICATO

Qui dal 29.11.2017 -
@Idro Non sono stupita anzi..per me è ovvio.
Immagino che lo stesso valga anche per la foresta nelle mutande....

6 anni fa
Coppia
Liguria, Genova
CERTIFICATO

Qui dal 29.11.2017 -
Quotato da Idrogeno,
Quotato da BLACKADDICTED,
@Idro Non sono stupita anzi..per me è ovvio.
Immagino che lo stesso valga anche per la foresta nelle mutande....
Ti lovvo . Ho postato e fatto il conto alla rovescia , sapevo che sarebbe stato ?tuo? . Quando l?ho letto ho pensato ?su questo la black ci va a nozze? 🙂
💋 💋
D'altronde ho sempre preferito i cani ai maschi barbuti 😎

6 anni fa
Coppia
Abruzzo, Pescara
CERTIFICATO

Qui dal 29.10.2016 -
Se andate in Thailandia portate i preservativi da casa ,il più grande vi va al mignolo 😒

6 anni fa
Trans/Trav
Veneto, Rovigo
Qui dal 19.03.2019 -
pare che la tassa sulla plastica colpirà anche i preservativi ed i sex toys, per cui è meglio riciclare, portate i preservativi in lavanderia 😄 😄

6 anni fa
Trans/Trav
Veneto, Rovigo
Qui dal 19.03.2019 -
Quotato da Idrogeno,
Quotato da stephanie69,
pare che la tassa sulla plastica colpirà anche i preservativi ed i sex toys, per cui è meglio riciclare, portate i preservativi in lavanderia 😄 😄
Io solo vetro e acciaio . Sono già green 🙂
ah capito,scopi con jegg robot 😄

6 anni fa
Coppia
Abruzzo, Pescara
CERTIFICATO

Qui dal 29.10.2016 -
Quotato da Franciscus,
L'ascella è la nuova vagina?: il sesso ascellare è la nuova tendenza tra i giovani

L'armpit sex è un sostituto della penetrazione sia nel rapporto uomo/donna che in quello donna/donna. E può essere definito come l'ultimo gradino di una lunga tradizi [...]
Semplicissimo direbbe desmond morris nel comportamento intimo o nella scimmia nuda !
Ogni incavo che presenta uno spacco : lo spazio tra le tette , le gambe accavallate ,ecc ecc rappresenta una vagina e quindi un richiamo sessuale , niente di complicato ...ecco stiamo attenti alle orecchie , il timpano è delicato!

6 anni fa
Trans/Trav
Veneto, Rovigo
Qui dal 19.03.2019 -
beh di sicuro nell abbigliamento sono più fortunati, taglie piccole si trovano dappertutto, io con la doppia xl è un po più difficile 😄

6 anni fa
Singolo
Puglia, Bari
Qui dal 14.08.2016 -
Quotato da ogeno,
Quotato da PrincipessaOssessa,
08.01.2020 (non proprio del giorno, ma ci stavo pensando)
CHE COSA È IL THIN PRIVILEGE
[...] il thin privilege o, tradotto in italiano, “il privilegio dei magri” e conseguentemente i pregiudizi positivi che si hanno nei confronti di chi è [...]
Avevo letto qualcosa di simile in cui velenosamente si faceva riferimento agli ‘amanti grassi’ nascosti . Per assurdo l’amante magro che porti in giro non è l’amante grasso che ti fa godere a letto . Se lo trovo lo posto , ci avevo riflettuto parecchio .
Lo avrà scritto un grasso, giusto per dare una speranza alla nostra categoria..... 🙂 🙂 🙂

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