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SONO MAGGIORENNE ESCI

Sgrammaticati

143 interventi
8 anni fa
Singolo
Marche, Ascoli Piceno
CERTIFICATO

Qui dal 19.08.2012 -
Nel 1924 Orgasmo da Poggibonsi scrisse il famoso manuale "Se nunme capite e colpa vostra"

8 anni fa
Singolo
Abruzzo, Pescara
Qui dal 31.03.2011 -
Quotato da Coppia4050,
Quotato da Tony11,
Quotato da banner,
[

Penso che gli sguardi siano frasi perfette.La cosa splendida del parlare con gli occhi è che non ci sono mai errori grammaticali
Specialmente in un forum o in un sito dove i contatti avvengono tramite messaggi...
Ho sputato il caffè sul video....maledetto!!! 🙂 🙂 🙂
😇 😇 😇 😇 😇

8 anni fa
Singolo
Veneto, Padova
Qui dal 03.12.2016 -
Quotato da OLDdirtyBASTARD,


Altra coppia di innamorati 😄 😄
Hai equivocato. qui si parla di calcio. Il primo voleva sapere se l'amico aveva trovato la rara figurina Panini della squadra di Viù, noto paese del torinese (hai lo Viù?) e il secondo stava esprimendo il suo disappunto nei confronti di Mourinho quando sono arrivati i vigili ed è fuggito lasciando tutto a metà 😋

8 anni fa
Singolo
Veneto, Padova
Qui dal 03.12.2016 -
Quotato da Tomas47,
Quotato da Cpbixo,
E pensare che A ME MI pagano pure per far notare gli errori al prossimo, figuriamoci se mi faccio riguardo....
fonte accademia della crusca e dice:

E' in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di sì". A guardar bene, però, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identità con l'elemento ripetuto, né di un riempitivo, il quale implica superfluità e inutilità. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. È sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi).
"A me mi" vale "Ma però". Trattasi di errore nel linguaggio colloquiale che Manzoni usa appositamente per rendere verosimile l'affermazione in bocca a Renzo che è un popolano. Nei dizionari può entrare solo come esempio, non come regola, almeno finché l'uso comune non la renda tale (e qui vale il concetto di ripetizione rafforzativa nell'uso comune o dialettale così ben espresso dalla prof. Bixo) 😎

8 anni fa
Singolo
Friuli Venezia Giulia, Pordenone
CERTIFICATO

Qui dal 30.07.2013 -
Quotato da Pablopd,
Quotato da Tomas47,
Quotato da Cpbixo,
E pensare che A ME MI pagano pure per far notare gli errori al prossimo, figuriamoci se mi faccio riguardo....
fonte accademia della crusca e dice:

E' in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di sì". A guardar bene, però, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identità con l'elemento ripetuto, né di un riempitivo, il quale implica superfluità e inutilità. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. È sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi).
"A me mi" vale "Ma però". Trattasi di errore nel linguaggio colloquiale che Manzoni usa appositamente per rendere verosimile l'affermazione in bocca a Renzo che è un popolano. Nei dizionari può entrare solo come esempio, non come regola, almeno finché l'uso comune non la renda tale (e qui vale il concetto di ripetizione rafforzativa nell'uso comune o dialettale così ben espresso dalla prof. Bixo) 😎
Questo è l'articolo completo, scritto sul sito dell' accademia della crusca, se pensi di saperne più di loro in fatto di lingua italiana e devi sempre puntalizzare tutto, mi dispiace veramente. Poi non lo dice Renzo, ma la vecchia ha cui chiede un informazione.

A me mi: è una forma corretta?

«È forse opportuno approfittare di quanto ha scritto Francesco Sabatini sotto il numero uno della sua risposta per spiegare la ragione di quel costrutto che scandalizza molti come un volgare errore di grammatica e che pochi tuttavia riescono ad evitare quando parlano: "A me mi pare...", "A me mi piace..." ecc. Sulla scorta di certe grammatiche i più lo dichiarano grecamente un pleonasmo, cioè uno di quei riempitivi o ridondanze o ripetizioni a cui l'enfasi del parlante si sente trascinata.

E infatti è in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di sì". A guardar bene, però, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identità con l'elemento ripetuto, né di un riempitivo, il quale implica superfluità e inutilità. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. È sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi). Per rendere evidente l'analisi della struttura logica e intonativa del tutto, si potrebbe porre una virgola dopo a me, separando il tema dell'enunciato dal suo "rema", ossia dalla sua parte predicativa, che contiene la vera informazione della frase, cioè, nel caso del colloquio tra Renzo e la vecchia, la risposta di questa alla domanda del fuggiasco. Manzoni giunge fino ad assolutizzare il tema, cioè a togliergli la preposizione che lo lega sintatticamente al resto dell'enunciato, mettendo, nel cap. IX, in bocca a Gertrude la maliziosa battuta per il padre guardiano: "Lei sa che noi altre monache, ci piace di sentir le storie per minuto". Prima, dunque, di misurare e giudicare tutta la lingua col metro di una grammatica del discorso logico, bisogna pensare che accanto ad essa c'è anche la grammatica del discorso affettivo, ad una grammatica del parlato accanto a quella dello scritto. O meglio, c'è una lingua sola, ma che adempie funzioni comunicative ed espressive diverse, di tutte le quali una grammatica moderna deve render conto, guidando lo scolaro a distinguerle e ad usarle nei contesti opportuni.

8 anni fa
Singolo
Abruzzo, Pescara
Qui dal 31.03.2011 -
Quotato da Sempliceleganza,
Ops, mi hai battuta sul tempo. Il fatto che io sia fiorentina ha un valore aggiunto??
Se avessi letto con attenzione quanto hai copiato ed incollato da San Wiki ti saresti accorta che Pablo aveva detto la stessa cosa.
Per estrema chiarezza...era e resta un errore

8 anni fa
Coppia
Lazio, Roma
CERTIFICATO

Qui dal 28.10.2016 -
Quotato da Tony11,
Quotato da Sempliceleganza,
Ops, mi hai battuta sul tempo. Il fatto che io sia fiorentina ha un valore aggiunto??
Se avessi letto con attenzione quanto hai copiato ed incollato da San Wiki ti saresti accorta che Pablo aveva detto la stessa cosa.
Per estrema chiarezza...era e resta un errore
Quotato da Tony11,
Quotato da Sempliceleganza,
Ops, mi hai battuta sul tempo. Il fatto che io sia fiorentina ha un valore aggiunto??
Se avessi letto con attenzione quanto hai copiato ed incollato da San Wiki ti saresti accorta che Pablo aveva detto la stessa cosa.
Per estrema chiarezza...era e resta un errore


Giusto! 😋

8 anni fa
Coppia
Abruzzo, Pescara
CERTIFICATO

Qui dal 29.10.2016 -
Quotato da VAUDAX,
Poche frasi e concise, con uso limitato della punteggiatura.
Cordialità.
Tipo:

Hey tu, scopiamo! 🙂

8 anni fa
Coppia
Lombardia, Brescia
Qui dal 07.02.2012 -
Quotato da mishaemasha,
Quotato da VAUDAX,
Poche frasi e concise, con uso limitato della punteggiatura.
Cordialità.
Tipo:
Hey tu, scopiamo! 🙂
Maleducato e cafone: prima si saluta.
Ciao. Scopiamo! 🙂

8 anni fa
Singolo
Veneto, Padova
Qui dal 03.12.2016 -
Quotato da Tomas47,
Quotato da Pablopd,
Quotato da Tomas47,
Quotato da Cpbixo,
E pensare che A ME MI pagano pure per far notare gli errori al prossimo, figuriamoci se mi faccio riguardo....
fonte accademia della crusca e dice:

E' in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di sì". A guardar bene, però, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identità con l'elemento ripetuto, né di un riempitivo, il quale implica superfluità e inutilità. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. È sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi).
"A me mi" vale "Ma però". Trattasi di errore nel linguaggio colloquiale che Manzoni usa appositamente per rendere verosimile l'affermazione in bocca a Renzo che è un popolano. Nei dizionari può entrare solo come esempio, non come regola, almeno finché l'uso comune non la renda tale (e qui vale il concetto di ripetizione rafforzativa nell'uso comune o dialettale così ben espresso dalla prof. Bixo) 😎
Questo è l'articolo completo, scritto sul sito dell' accademia della crusca, se pensi di saperne più di loro in fatto di lingua italiana e devi sempre puntalizzare tutto, mi dispiace veramente. Poi non lo dice Renzo, ma la vecchia ha cui chiede un informazione.

A me mi: è una forma corretta?

«È forse opportuno approfittare di quanto ha scritto Francesco Sabatini sotto il numero uno della sua risposta per spiegare la ragione di quel costrutto che scandalizza molti come un volgare errore di grammatica e che pochi tuttavia riescono ad evitare quando parlano: "A me mi pare...", "A me mi piace..." ecc. Sulla scorta di certe grammatiche i più lo dichiarano grecamente un pleonasmo, cioè uno di quei riempitivi o ridondanze o ripetizioni a cui l'enfasi del parlante si sente trascinata.

E infatti è in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di sì". A guardar bene, però, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identità con l'elemento ripetuto, né di un riempitivo, il quale implica superfluità e inutilità. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. È sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi). Per rendere evidente l'analisi della struttura logica e intonativa del tutto, si potrebbe porre una virgola dopo a me, separando il tema dell'enunciato dal suo "rema", ossia dalla sua parte predicativa, che contiene la vera informazione della frase, cioè, nel caso del colloquio tra Renzo e la vecchia, la risposta di questa alla domanda del fuggiasco. Manzoni giunge fino ad assolutizzare il tema, cioè a togliergli la preposizione che lo lega sintatticamente al resto dell'enunciato, mettendo, nel cap. IX, in bocca a Gertrude la maliziosa battuta per il padre guardiano: "Lei sa che noi altre monache, ci piace di sentir le storie per minuto". Prima, dunque, di misurare e giudicare tutta la lingua col metro di una grammatica del discorso logico, bisogna pensare che accanto ad essa c'è anche la grammatica del discorso affettivo, ad una grammatica del parlato accanto a quella dello scritto. O meglio, c'è una lingua sola, ma che adempie funzioni comunicative ed espressive diverse, di tutte le quali una grammatica moderna deve render conto, guidando lo scolaro a distinguerle e ad usarle nei contesti opportuni.
Grazie per la tua puntualizzazione. Ma il risultato come vedi non cambia, vecchia o Renzo che sia. Stesso discorso per Gertrude. Manzoni usa nei dialoghi un linguaggio colloquiale non necessariamente corretto, ma in uso. Lo si fa anche qui nel forum spesso, alcuni perfino consapevolmente.
Quanto a "se pensi di saperne più di loro in fatto di lingua italiana e devi sempre puntalizzare tutto...", mi spiace di aver involontariamente urtato la tua sensibilità, ma se non vuoi dialogo in forum, parla allo specchio.
E ora adelante, Pedro, con juicio

8 anni fa
Coppia
Lombardia,
Qui dal 05.03.2017 -
Quotato da Cpbixo,
Già, come se gli accademici fossero asessuati e senza vizietti....bhua hua hua! 😄
"Ma che ne sanno i laureati" lol! 🙂 🙂 🙂

8 anni fa
Coppia
estero, Germania
Qui dal 06.01.2015 -
Quotato da exAddict1on,
Quotato da coppiaestero,
💗 💗 sono messaggi di cuore, non di testa, perciò bisogna capirli... il cuore non conosce la grammatica... 😄 😄
E se non la conosce il cuore, figurati l'augello 😄 😄
Infatti, quando si scrive con "l'augello" si commettono tanti errori... se la passera li fa passare... allora il piacere è assicurato.

8 anni fa
Singolo
Veneto, Padova
Qui dal 03.12.2016 -
Quotato da Cpbixo,
Quotato da HarrymetSally,
Quotato da Cpbixo,
Già, come se gli accademici fossero asessuati e senza vizietti....bhua hua hua! 😄
"Ma che ne sanno i laureati" lol! 🙂 🙂 🙂
Ai festini fra studenti, ognuno portava il suo libello, gli appunti e ripassava tristemente nel suo angoletto da sfigato.... 😎
qualcuno cambiava i dischi.... ora li chiamano dj e sono pieni di gnocca 😄

8 anni fa
Singolo
Friuli Venezia Giulia, Pordenone
CERTIFICATO

Qui dal 30.07.2013 -
Quotato da Pablopd,
Quotato da Tomas47,
Quotato da Pablopd,
Quotato da Tomas47,
Quotato da Cpbixo,
E pensare che A ME MI pagano pure per far notare gli

errori al prossimo, figuriamoci se mi faccio riguardo....
fonte accademia della crusca e dice:

E' in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di sì". A guardar bene, però, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identità con l'elemento ripetuto, né di un riempitivo, il quale implica superfluità e inutilità. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. È sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi).
"A me mi" vale "Ma però". Trattasi di errore nel linguaggio colloquiale che Manzoni usa appositamente per rendere verosimile l'affermazione in bocca a Renzo che è un popolano. Nei dizionari può entrare solo come esempio, non come regola, almeno finché l'uso comune non la renda tale (e qui vale il concetto di ripetizione rafforzativa nell'uso comune o dialettale così ben espresso dalla prof. Bixo) 😎
Questo è l'articolo completo, scritto sul sito dell' accademia della crusca, se pensi di saperne più di loro in fatto di lingua italiana e devi sempre puntalizzare tutto, mi dispiace veramente. Poi non lo dice Renzo, ma la vecchia ha cui chiede un informazione.

A me mi: è una forma corretta?

«È forse opportuno approfittare di quanto ha scritto Francesco Sabatini sotto il numero uno della sua risposta per spiegare la ragione di quel costrutto che scandalizza molti come un volgare errore di grammatica e che pochi tuttavia riescono ad evitare quando parlano: "A me mi pare...", "A me mi piace..." ecc. Sulla scorta di certe grammatiche i più lo dichiarano grecamente un pleonasmo, cioè uno di quei riempitivi o ridondanze o ripetizioni a cui l'enfasi del parlante si sente trascinata.

E infatti è in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di sì". A guardar bene, però, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identità con l'elemento ripetuto, né di un riempitivo, il quale implica superfluità e inutilità. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. È sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi). Per rendere evidente l'analisi della struttura logica e intonativa del tutto, si potrebbe porre una virgola dopo a me, separando il tema dell'enunciato dal suo "rema", ossia dalla sua parte predicativa, che contiene la vera informazione della frase, cioè, nel caso del colloquio tra Renzo e la vecchia, la risposta di questa alla domanda del fuggiasco. Manzoni giunge fino ad assolutizzare il tema, cioè a togliergli la preposizione che lo lega sintatticamente al resto dell'enunciato, mettendo, nel cap. IX, in bocca a Gertrude la maliziosa battuta per il padre guardiano: "Lei sa che noi altre monache, ci piace di sentir le storie per minuto". Prima, dunque, di misurare e giudicare tutta la lingua col metro di una grammatica del discorso logico, bisogna pensare che accanto ad essa c'è anche la grammatica del discorso affettivo, ad una grammatica del parlato accanto a quella dello scritto. O meglio, c'è una lingua sola, ma che adempie funzioni comunicative ed espressive diverse, di tutte le quali una grammatica moderna deve render conto, guidando lo scolaro a distinguerle e ad usarle nei contesti opportuni.
Grazie per la tua puntualizzazione. Ma il risultato come vedi non cambia, vecchia o Renzo che sia. Stesso discorso per Gertrude. Manzoni usa nei dialoghi un linguaggio colloquiale non necessariamente corretto, ma in uso. Lo si fa anche qui nel forum spesso, alcuni perfino consapevolmente.
Quanto a "se pensi di saperne più di loro in fatto di lingua italiana e devi sempre puntalizzare tutto...", mi spiace di aver involontariamente urtato la tua sensibilità, ma se non vuoi dialogo in forum, parla allo specchio.
E ora adelante, Pedro, con juicio
Vedi a me, che sono per giunta dislessico e disortografico, non disturba che qualcuno mi faccia notare se faccio degli errori di ortografia o se spaglio la punteggiatura e i verbi, a ME,....... MI da fastidio quelli che vogliono sempre correggere, sempre puntualizzare, sepre avere l'ultima parola perche sanno tutto e sono superiori in tutto.
Io ho semplicemente riportato un articolo dell'accademia dell crusca, se la cosa ti da fastidio parla con loro e digli che si sono sbagliati, a me non me ne puo fregar di meno.
Con questo ritengo il discorso chiuso e non ci saranno altri interventi miei su questo 3D

8 anni fa
Singolo
Veneto, Padova
Qui dal 03.12.2016 -
Quotato da Tomas47,
Quotato da Pablopd,
Quotato da Tomas47,
Quotato da Pablopd,
Quotato da Tomas47,
Quotato da Cpbixo,
E pensare che A ME MI pagano pure per far notare gli

errori al prossimo, figuriamoci se mi faccio riguardo....
fonte accademia della crusca e dice:

E' in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di sì". A guardar bene, però, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identità con l'elemento ripetuto, né di un riempitivo, il quale implica superfluità e inutilità. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. È sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi).
"A me mi" vale "Ma però". Trattasi di errore nel linguaggio colloquiale che Manzoni usa appositamente per rendere verosimile l'affermazione in bocca a Renzo che è un popolano. Nei dizionari può entrare solo come esempio, non come regola, almeno finché l'uso comune non la renda tale (e qui vale il concetto di ripetizione rafforzativa nell'uso comune o dialettale così ben espresso dalla prof. Bixo) 😎
Questo è l'articolo completo, scritto sul sito dell' accademia della crusca, se pensi di saperne più di loro in fatto di lingua italiana e devi sempre puntalizzare tutto, mi dispiace veramente. Poi non lo dice Renzo, ma la vecchia ha cui chiede un informazione.

A me mi: è una forma corretta?

«È forse opportuno approfittare di quanto ha scritto Francesco Sabatini sotto il numero uno della sua risposta per spiegare la ragione di quel costrutto che scandalizza molti come un volgare errore di grammatica e che pochi tuttavia riescono ad evitare quando parlano: "A me mi pare...", "A me mi piace..." ecc. Sulla scorta di certe grammatiche i più lo dichiarano grecamente un pleonasmo, cioè uno di quei riempitivi o ridondanze o ripetizioni a cui l'enfasi del parlante si sente trascinata.

E infatti è in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di sì". A guardar bene, però, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identità con l'elemento ripetuto, né di un riempitivo, il quale implica superfluità e inutilità. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. È sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi). Per rendere evidente l'analisi della struttura logica e intonativa del tutto, si potrebbe porre una virgola dopo a me, separando il tema dell'enunciato dal suo "rema", ossia dalla sua parte predicativa, che contiene la vera informazione della frase, cioè, nel caso del colloquio tra Renzo e la vecchia, la risposta di questa alla domanda del fuggiasco. Manzoni giunge fino ad assolutizzare il tema, cioè a togliergli la preposizione che lo lega sintatticamente al resto dell'enunciato, mettendo, nel cap. IX, in bocca a Gertrude la maliziosa battuta per il padre guardiano: "Lei sa che noi altre monache, ci piace di sentir le storie per minuto". Prima, dunque, di misurare e giudicare tutta la lingua col metro di una grammatica del discorso logico, bisogna pensare che accanto ad essa c'è anche la grammatica del discorso affettivo, ad una grammatica del parlato accanto a quella dello scritto. O meglio, c'è una lingua sola, ma che adempie funzioni comunicative ed espressive diverse, di tutte le quali una grammatica moderna deve render conto, guidando lo scolaro a distinguerle e ad usarle nei contesti opportuni.
Grazie per la tua puntualizzazione. Ma il risultato come vedi non cambia, vecchia o Renzo che sia. Stesso discorso per Gertrude. Manzoni usa nei dialoghi un linguaggio colloquiale non necessariamente corretto, ma in uso. Lo si fa anche qui nel forum spesso, alcuni perfino consapevolmente.
Quanto a "se pensi di saperne più di loro in fatto di lingua italiana e devi sempre puntalizzare tutto...", mi spiace di aver involontariamente urtato la tua sensibilità, ma se non vuoi dialogo in forum, parla allo specchio.
E ora adelante, Pedro, con juicio
Vedi a me, che sono per giunta dislessico e disortografico, non disturba che qualcuno mi faccia notare se faccio degli errori di ortografia o se spaglio la punteggiatura e i verbi, a ME,....... MI da fastidio quelli che vogliono sempre correggere, sempre puntualizzare, sepre avere l'ultima parola perche sanno tutto e sono superiori in tutto.
Io ho semplicemente riportato un articolo dell'accademia dell crusca, se la cosa ti da fastidio parla con loro e digli che si sono sbagliati, a me non me ne puo fregar di meno.
Con questo ritengo il discorso chiuso e non ci saranno altri interventi miei su questo 3D
Ma perché hai questa strana opinione? La Crusca dice sostanzialmente quello che dico io (o io dico quello che dice la crusca) e non ho fatto puntualizzazioni né appunti, a nessuno, solo ampliato un punto in discussione, come thread comanda. Le puntualizzazioni le faccio a Tullio De Mauro quando scrive cazzate. Poi fai quel che ti pare, non è che mi preoccupi.

8 anni fa
Coppia
estero, Germania
Qui dal 06.01.2015 -
@CPbixio
Ciò che hai detto è innegabilmente vero. (Il peso specifico del ferro è superiore a quello dell'acqua, perciò va a fondo spostando un volume d'acqua uguale al suo volume (peso specifico dell'acqua=1g/ml), mentre per galleggiare occorre fargli spostare un peso di acqua superiore al suo peso). L'unico neo che ci trovo, nell'insieme, lo esprimo con una domanda: in un forum in cui con rare eccezioni, nessuno conosce la storia dell'altro, chi può decidere chi è l'esperto che sta intervenendo? Qui vengono affrontati argomenti di natura molto variegata ed è sotto gli occhi di tutti, che ci sono alcuni che intervengono come se fossero esperti in tutti i campi dello scibile umano (legge, fisica, matematica, sesso, filosofia, psicologia ecc... Essendo un forum aperto a persone che tra loro non si conoscono, bisognerebbe partecipare con umiltà e con umiltà vagliare la consistenza degli interventi altrui ed ammettere che in certe occasioni il nostro interlocutore ha, o potrebbe aver, ragione. Non è la prima volta che se nel confronto si doveva ammettere che il punto di vista altrui era giusto, lo si è poi sminuito con affermazioni che svilivano nella sostanza la verità. Mi ricordo ad es. il ragionamento sulla prevenzione da MST... Quando bisognava dar ragione (almeno teorica) a chi sosteneva il pericolo di infettarsi anche col petting, sono stati molti che sono ricorsi ad espressioni tipo:
-"allora me lo taglio; allora mi metto in una casa di vetro; allora non faccio più sesso; allora mi faccio solo solitari ecc... ecc... e ci fu una coppia, poi bannata definitivamente (forse è rientrata con altro nome) che è anche passata alle offese personali appoggiata da alcuni singoli che per lo più intervengono contro la persona e raramente esprimono la loro opinione documentando l'argomento affrontato"-
Perciò concordo con te: -"Li trovate, questi Somari, a parlare di qualunque branca dello scibile umano ma in particolare di terremoti, di meteorologia, di cura del cancro e ? naturalmente ? di vaccini."-
Quando una materia è di competenza altrui, si può interloquire, e con tanta umiltà far presente il nostro punto di vista, senza pretendere che chi ne sa forse più di noi debba arrendersi non alla nostra conoscenza, ma alla nostra prepotenza, appoggiata da altri ignoranti. Copiare o informarsi estemporaneamente su google non fa di noi degli esperti, perché per diventare esperti bisogna aver passato mesi ed anni sull'argomento. In questo forum sono molti gli esperti che passano da google e poi esprimono il loro pensiero, infallibile, su argomenti complessi come ad es. quello dei vaccini (se non si è approfondito PERSONALMENTE questo argomento, con studi lunghi e approfonditi per tener conto, non solo dell'opinione di altri scienziati, ma anche della diretta conoscenza degli intimi meccanismi che entrano in gioco quando si somministra un vaccino, non bisognerebbe spacciarsi per esperto asserendo ad es. che i vaccini fanno sempre bene perché così dice quel tale scienziato).

8 anni fa
Singolo
Friuli Venezia Giulia, Pordenone
CERTIFICATO

Qui dal 30.07.2013 -
Quotato da Gilda_G,
Quotato da Coppia4050,
Quotato da Gilda_G,
Quotato da Tomas47,
Poi non lo dice Renzo, ma la vecchia ha cui chiede un informazione.
In un thread su, per, fatto da, Grammar Nazi farsi sfuggire una cosa simile (o meglio due) equivale ad andare in un'assemblea di Casa Pound e fare il saluto col pugno

🙂 🙂 🙂
Lo sai che è dislessico e disortografico vero? Sai cosa ciò significhi e comporti? E dire che lo ha anche scritto ...
e quindi ?
Mettiamola cosi, @Gilda.g in un convegno di Nazi io potrei sbagliare e salutare con il pugno, sicuro non finirei bene, ma nemmeno tu vestito in quel modo farai furore.

È una battuta, non un offesa, vi chiedo perdono per gli errori che troverete in questa frase, d'altronde nonostante la segnalazione di @gilda.g non sono ancora riuscito a trovare gli errori su quella di prima. 😳.

8 anni fa
Singolo
Friuli Venezia Giulia, Pordenone
CERTIFICATO

Qui dal 30.07.2013 -


Un piccolo esperimento, leggete qui e ditemi se vedete errori di lettere mancanti, punteggiature o virgole

8 anni fa
Singolo
Friuli Venezia Giulia, Pordenone
CERTIFICATO

Qui dal 30.07.2013 -
Quotato da MasaHitomi,
Quotato da Tomas47,


Un piccolo esperimento, leggete qui e ditemi se vedete errori di lettere mancanti, punteggiature o virgole
Io ho semplicemente risposto a quello che hai chiesto....avendo una patologia, ovviamente, non sai riconoscere gli errori che fai! E dire "non trovo errori" è un pò azzardato... 🙂 quindi diciamo che la risposta che ti abbiamo dato era per spiegarti dov'erano, tutto quà! La dislessia la conosco, ho amici che lo sono, si sono laureati e lavorano anche! Una è una bravissima commercialista 🙂
La dislessia, per quel che ne so, rende difficile riconoscere lettere p, q, b, d, e non ricoroo quali altre...quì penso sia più ferrata @Bixo di me!
Ora che sono indicati puntalmente, li ho visti, e come sempre mi chiedo come ho fatto a non vederli, perchè sono veramente grossolani. Poi dipende dal livello di dislessia con cui ti trovi a confrontarti.

8 anni fa
Singolo
Friuli Venezia Giulia, Pordenone
CERTIFICATO

Qui dal 30.07.2013 -
Avete presente, quel giochino sulla settimana enigmistica che si chiama "aguzza la vista" e bisogna trovare le 20 differenze tra due disegni, e dopo che ne avete trovate 18 ci perdete ore a trovarne le ultime due mancanti, poi sconfitti andate a vedere la soluzione, e le due differenze che vi sono sfuggite sono le più macroscopiche, e vi incavolate con voi stessi pensando "ma come ho fatto a non vederli".

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