7 anni fa
LA MODA FEMMINILE NEL ‘900
FONTE: www.abitiantichi.it
LA MODA FEMMINILE NEL PRIMO '900
Con il XX sec inizia la Belle Epoque, periodo contrassegnato da ottimismo, con grandi scoperte nel campo della scienza e dell’industria. E’ un periodo in cui la moda segue gli sfarzosi ritmi dei balli, pranzi di gala e soggiorni in residenze aristocratiche. Occorrono così più vestiti per i diversi momenti della giornata.
Per l’abbigliamento femminile nasce la tipica linea dell'epoca a forma di "S", caratterizzata dal petto spinto innaturalmente in avanti (grazie ad un nuovo modello di busto che spinge appunto in fuori il seno, appiattisce lo stomaco e irrigidisce la schiena), vita minuscola e bacino in fuori. Si tratta di una linea sinuosa e slanciata confermata anche dai colletti steccati che costringono a mantenere la testa ben eretta.
La donna appare matura e indossa abiti che rendono omaggio alla sua femminilità. Ecco dunque che le gonne si allargano sul fondo, i corpini sono aderenti sulla schiena e gonfi sul petto, e le cinture, per aumentare ulteriormente l’effetto a curve, seguono la forma dei corpini e si abbassano sul davanti.
Gli abiti di giorno hanno alti colletti di merletto e colori tenui color pastello, e di sera, al contrario, profonde scollature con colori rigorosamente neri e paillettes.
I tessuti sono morbidi e leggeri.
Anche la biancheria intima cambia, e diventa sempre più curata e colorata (sottogonne e copribusti sono in mussola o seta e si abbandona il classico bianco per l’azzurro o il rosa cipria).
La pettinatura di questo periodo è vaporosa, ottenuta con l’aiuto di artifici, e i cappelli ornati da piume e fiori.
Le calzature piu’ comuni sono gli stivaletti in vernice o capretto.
A partire dal 1910 si afferma un nuovo modello di abito che rompe completamente con la moda precedente, infatti la nuova linea è dritta e slanciata con gonne lunghe e strette (tanto da rendere difficile la camminata), e la vita non è più il punto focale della linea femminile lasciando il posto a forme morbide.
In realtà i corpini sono solo apparentemente morbidi perché hanno ancora spesso internamente rigide stecche.
Fa la sua prima comparsa lo scollo a "V".
Anche la biancheria si adatta a questa nuova linea, il busto, abbandonata la linea a S, scende fino ai fianchi per appiattire le curve troppo generose, e le sottovesti diventano sempre meno numerose ed ingombranti.
Le stoffe utilizzate per gli abiti sono leggere e trasparenti, sovrapposte fra loro, e spesso ricamate o decorate da strass e perline.
A fare da contrasto ai nuovi abiti di linea dritta, ci sono cappelli dalle teste larghissime e con molte decorazioni.
Le scarpe piu’ diffuse hanno nastri di raso avvolti intorno alla caviglia adatte al nuovo ballo importato dall’argentina, il tango.
Con la prima Guerra Mondiale(1914-1918) tutti gli aspetti della vita quotidiana vengono profondamente sconvolti e al fronte, oltre ai militari, si aggiungono anche i civili rimasti in citta’.
Le donne, in particolare, si trovano a svolgere compiti fino ad allora riservati esclusivamente agli uomini ed iniziano ad entrare massicciamente nel mondo nel lavoro.
Le gonne lunghe e strette precedenti non sono piu’ adatte a questa nuova situazione, e vengono immediatamente sostituite da gonne piu’ corte e soprattutto piu’ larghe che non interferiscano con i movimenti. Anche la linea dei corpini e’ ora pensata per una maggiore comodità e gli scolli diventano triangolari. Molti degli abiti di questi anni si rifanno alle divise militari sia nelle forme che nei colori.
Con l’accorciarsi delle gonne le scarpe acquistano maggiore importanza, e si arricchiscono di fibbie e cinturini, anche se la calzatura piu’ diffusa rimane comunque lo stivaletto di pelle, alto e a tacco basso.
Il busto diviene sempre piu’ basso e morbido, fino, in alcuni casi, a scomparire in favore di una moderna fascia più pratica e comoda (una specie di reggiseno inventato già nel 1909 dallo stilista francese Paul Poiret e man mano sempre più usato dalle donne).
Durante la guerra si diffonde anche il tailleur molto semplice, ritenuto più adatto.
Anche i cappelli sono molto piu’ piccoli e le pettinature piu’ semplici.
Con la fine del conflitto le donne non sono piu’ disposte ad indossare ingombranti modelli d’inizio secolo, nonostante alcune case di moda riproponessero nuovamente modelli sfarzosi ed elaborati, e scelgono ora abiti all’insegna della comodità.
Gli anni ’20, dopo quelli di privazioni e paure della guerra, si aprono come una nuova epoca di benessere e ottimismo, ed in particolare per ciò che riguarda l’abbigliamento compare una nuova moda rivolta alle masse grazie alla nascita dei grandi magazzini.
I grandi magazzini forniscono un’ampia scelta di abbigliamento alla portata di tutti ed inoltre a prezzi ribassati grazie alla diffusione di nuovi tessuti artificiali e sintetici, come il rayon.
Gli abiti sono semplici con linee dritte, tessuti morbidi e gonne corte, pensati soprattutto per lasciare maggiore liberta’ possibile nei movimenti.
I capelli per la prima volta vengono tagliati corti ( a maschietto) e i cappelli sono piccoli indossati fino alle sopracciglia. Gli abiti da sera, formati da un unico pezzo, sono senza maniche e con spalline sottili, in tessuti leggeri e velati (chiffon, tulle, organza e seta) arricchiti da perline e frange.
E’ il diffondersi della musica charleston che determina questo nuovo tipo di moda.
Nel 1921 arriva sul mercato il più celebre dei profumi, la fragranza Numero 5 di Coco’ Chanel, figura femminile di rilievo che ha saputo dar voce alla riforma sociale ed allo stile di vita delle donne della sua epoca attraverso le sue creazioni (cappellini, profumi, abiti, bigiotteria). Chanel, tra l’altro, è una delle prime donne ad indossare i pantaloni.
I progressi tecnologici portano alla diffusione delle prime calze trasparenti e dei cosmetici (e’ la moda delle labbra rosso fuoco e del mascara).
Anche l’ideale di bellezza cambia e la donna, come nell’abbigliamento, deve avere un fisico asciutto e dritto e quindi con seno e vita inesistenti, e fianchi stretti. I primi reggiseni, che nascono in questi anni, sono infatti ideati per schiacciare il seno.
A partire però dagli anni 30 si torna a sottolineare le forme del corpo, passa la moda della bambina-maschietto e si parla di romanticismo e di femminilità. Matura, formosa e sinuosa: questa è la donna del fascismo italiano.
Durante la 2° guerra mondiale invece tessuti e materie prime scarseggiano e bisogna arrangiarsi. Ritorna la moda semplificata.
Si diffonde la campagna propagandistica: "Make-doand Mand" (adattare e riparare).
Bisogna aspettare gli anni ’50 affinche’ la moda femminile riacquisti vigore.
LA DONNA DA META' '900 AD OGGI
A partire dagli anni ’50 si realizzano realtà completamente nuove sia politicamente che economicamente, si pensa ad un mondo migliore, esplodono i consumi di massa e si stabilizzano gli orari di lavoro (a 8 ore). La vita sociale del cittadino cambia radicalmente.
Nello specifico la donna e’ liberata dai pesanti compiti tradizionali, ed inizia a pensare di dedicarsi alla carriera, ad una maggiore socializzazione e a ritagliarsi un po’ di tempo libero per se’ stessa.
Dagli anni '60 il cambiamento e’ visibile anche esteriormente, espresso dalla nuova moda della minigonna, dal trucco e dalle acconciature audaci. La donna inizia a mostrare la propria femminilità e ad osare con comportamenti sessuali al di fuori del matrimonio e non ammessi dalla morale tradizionale e dal conformismo.
Ovunque aumentano le iniziative delle donne occidentali per richiamare l'attenzione di tutti sulle discriminazioni che tradizionalmente hanno escluso la donna dalla società. Le donne riescono finalmente ad uscire fuori dall’anonimato.
La contestazione studentesca del 1968, che disprezza le convinzioni pregresse e cerca di creare una cultura alternativa, vede sorgere parallelamente un nuovo femminismo, più radicale rispetto a quello del primo novecento e, che ha come punto cardine, il coinvolgimento della donna anche in politica. Le femministe lottano per la parità tra l'uomo e la donna nel campo del lavoro, per la riforma del diritto di famiglia, e specificatamente in Italia, per l'introduzione del divorzio oltre che la depenalizzazione dell'interruzione di gravidanza.
Per quanto riguarda la sfera privata, nascono ampie ed articolate discussioni sul ruolo paterno e materno all'interno del nucleo familiare.
In Italia il neo-femminismo assume una connotazione radicale che ritiene importante in assoluto la conquista dell'autonomia attraverso una vera e propria rivoluzione simbolica.
Su queste basi negli anni '70 si afferma la pratica dell' “autocoscienza”, consistente in incontri di nuclei composti da sole donne che parlano di sé e del mondo, a cominciare dall'esperienza personale, realizzando così un nuovo modo di far politica.
Nel 1978 viene approvata la legge sull'aborto e ci sono importanti risultati quali la cancellazione del reato di adulterio, il divieto all'uso degli anticoncezionali, l'eliminazione del delitto d'onore.
Negli anni '80 e '90, mutato il clima politico e sociale, si riducono progressivamente tutte le lotte condotte nelle piazze dalle femministe, fino a scomparire totalmente e diventando solo un lontano ricordo.
Ma le donne oggi non restano inattive, si impegnano a rafforzare sempre piu’ la presenza femminile nei partiti, nelle associazioni, nel Parlamento e nei vari livelli della società.
E’ cosi’ che la donna moderna ha spazio libero davanti a se’ e partecipa accanto agli uomini alla vita sociale e lavorativa.
D’altra parte porta un contributo economico decisivo al reddito familiare con il suo lavoro migliorando il tenore di vita della propria famiglia
Tra gli ultimi tabù definitivamente crollati è da ricordare l'apertura dell'Esercito all'arruolamento delle donne.
Oggi, pur nel riconoscimento del ruolo sociale femminile da tutti accettato, e dei progressivi cambiamenti e miglioramenti avvenuti nel rapporto tra uomo e donna nel lavoro, nella famiglia, nel diritto e nella cultura in generale, non si è ancora raggiunta la piena attuazione di quelle “pari opportunità” che sono previste dall'art. 51 della Costituzione.
Bisogna superare antiche e cristallizzate tradizioni, occorre riorganizzare tutta la vita sociale, cosa molto complessa e compito di molte generazioni. Si tratta di un enorme processo in atto e di cui pertanto non possiamo conoscere lo sbocco effettivo.
FONTE: www.abitiantichi.it
LA MODA FEMMINILE NEL PRIMO '900
Con il XX sec inizia la Belle Epoque, periodo contrassegnato da ottimismo, con grandi scoperte nel campo della scienza e dell’industria. E’ un periodo in cui la moda segue gli sfarzosi ritmi dei balli, pranzi di gala e soggiorni in residenze aristocratiche. Occorrono così più vestiti per i diversi momenti della giornata.
Per l’abbigliamento femminile nasce la tipica linea dell'epoca a forma di "S", caratterizzata dal petto spinto innaturalmente in avanti (grazie ad un nuovo modello di busto che spinge appunto in fuori il seno, appiattisce lo stomaco e irrigidisce la schiena), vita minuscola e bacino in fuori. Si tratta di una linea sinuosa e slanciata confermata anche dai colletti steccati che costringono a mantenere la testa ben eretta.
La donna appare matura e indossa abiti che rendono omaggio alla sua femminilità. Ecco dunque che le gonne si allargano sul fondo, i corpini sono aderenti sulla schiena e gonfi sul petto, e le cinture, per aumentare ulteriormente l’effetto a curve, seguono la forma dei corpini e si abbassano sul davanti.
Gli abiti di giorno hanno alti colletti di merletto e colori tenui color pastello, e di sera, al contrario, profonde scollature con colori rigorosamente neri e paillettes.
I tessuti sono morbidi e leggeri.
Anche la biancheria intima cambia, e diventa sempre più curata e colorata (sottogonne e copribusti sono in mussola o seta e si abbandona il classico bianco per l’azzurro o il rosa cipria).
La pettinatura di questo periodo è vaporosa, ottenuta con l’aiuto di artifici, e i cappelli ornati da piume e fiori.
Le calzature piu’ comuni sono gli stivaletti in vernice o capretto.
A partire dal 1910 si afferma un nuovo modello di abito che rompe completamente con la moda precedente, infatti la nuova linea è dritta e slanciata con gonne lunghe e strette (tanto da rendere difficile la camminata), e la vita non è più il punto focale della linea femminile lasciando il posto a forme morbide.
In realtà i corpini sono solo apparentemente morbidi perché hanno ancora spesso internamente rigide stecche.
Fa la sua prima comparsa lo scollo a "V".
Anche la biancheria si adatta a questa nuova linea, il busto, abbandonata la linea a S, scende fino ai fianchi per appiattire le curve troppo generose, e le sottovesti diventano sempre meno numerose ed ingombranti.
Le stoffe utilizzate per gli abiti sono leggere e trasparenti, sovrapposte fra loro, e spesso ricamate o decorate da strass e perline.
A fare da contrasto ai nuovi abiti di linea dritta, ci sono cappelli dalle teste larghissime e con molte decorazioni.
Le scarpe piu’ diffuse hanno nastri di raso avvolti intorno alla caviglia adatte al nuovo ballo importato dall’argentina, il tango.
Con la prima Guerra Mondiale(1914-1918) tutti gli aspetti della vita quotidiana vengono profondamente sconvolti e al fronte, oltre ai militari, si aggiungono anche i civili rimasti in citta’.
Le donne, in particolare, si trovano a svolgere compiti fino ad allora riservati esclusivamente agli uomini ed iniziano ad entrare massicciamente nel mondo nel lavoro.
Le gonne lunghe e strette precedenti non sono piu’ adatte a questa nuova situazione, e vengono immediatamente sostituite da gonne piu’ corte e soprattutto piu’ larghe che non interferiscano con i movimenti. Anche la linea dei corpini e’ ora pensata per una maggiore comodità e gli scolli diventano triangolari. Molti degli abiti di questi anni si rifanno alle divise militari sia nelle forme che nei colori.
Con l’accorciarsi delle gonne le scarpe acquistano maggiore importanza, e si arricchiscono di fibbie e cinturini, anche se la calzatura piu’ diffusa rimane comunque lo stivaletto di pelle, alto e a tacco basso.
Il busto diviene sempre piu’ basso e morbido, fino, in alcuni casi, a scomparire in favore di una moderna fascia più pratica e comoda (una specie di reggiseno inventato già nel 1909 dallo stilista francese Paul Poiret e man mano sempre più usato dalle donne).
Durante la guerra si diffonde anche il tailleur molto semplice, ritenuto più adatto.
Anche i cappelli sono molto piu’ piccoli e le pettinature piu’ semplici.
Con la fine del conflitto le donne non sono piu’ disposte ad indossare ingombranti modelli d’inizio secolo, nonostante alcune case di moda riproponessero nuovamente modelli sfarzosi ed elaborati, e scelgono ora abiti all’insegna della comodità.
Gli anni ’20, dopo quelli di privazioni e paure della guerra, si aprono come una nuova epoca di benessere e ottimismo, ed in particolare per ciò che riguarda l’abbigliamento compare una nuova moda rivolta alle masse grazie alla nascita dei grandi magazzini.
I grandi magazzini forniscono un’ampia scelta di abbigliamento alla portata di tutti ed inoltre a prezzi ribassati grazie alla diffusione di nuovi tessuti artificiali e sintetici, come il rayon.
Gli abiti sono semplici con linee dritte, tessuti morbidi e gonne corte, pensati soprattutto per lasciare maggiore liberta’ possibile nei movimenti.
I capelli per la prima volta vengono tagliati corti ( a maschietto) e i cappelli sono piccoli indossati fino alle sopracciglia. Gli abiti da sera, formati da un unico pezzo, sono senza maniche e con spalline sottili, in tessuti leggeri e velati (chiffon, tulle, organza e seta) arricchiti da perline e frange.
E’ il diffondersi della musica charleston che determina questo nuovo tipo di moda.
Nel 1921 arriva sul mercato il più celebre dei profumi, la fragranza Numero 5 di Coco’ Chanel, figura femminile di rilievo che ha saputo dar voce alla riforma sociale ed allo stile di vita delle donne della sua epoca attraverso le sue creazioni (cappellini, profumi, abiti, bigiotteria). Chanel, tra l’altro, è una delle prime donne ad indossare i pantaloni.
I progressi tecnologici portano alla diffusione delle prime calze trasparenti e dei cosmetici (e’ la moda delle labbra rosso fuoco e del mascara).
Anche l’ideale di bellezza cambia e la donna, come nell’abbigliamento, deve avere un fisico asciutto e dritto e quindi con seno e vita inesistenti, e fianchi stretti. I primi reggiseni, che nascono in questi anni, sono infatti ideati per schiacciare il seno.
A partire però dagli anni 30 si torna a sottolineare le forme del corpo, passa la moda della bambina-maschietto e si parla di romanticismo e di femminilità. Matura, formosa e sinuosa: questa è la donna del fascismo italiano.
Durante la 2° guerra mondiale invece tessuti e materie prime scarseggiano e bisogna arrangiarsi. Ritorna la moda semplificata.
Si diffonde la campagna propagandistica: "Make-doand Mand" (adattare e riparare).
Bisogna aspettare gli anni ’50 affinche’ la moda femminile riacquisti vigore.
LA DONNA DA META' '900 AD OGGI
A partire dagli anni ’50 si realizzano realtà completamente nuove sia politicamente che economicamente, si pensa ad un mondo migliore, esplodono i consumi di massa e si stabilizzano gli orari di lavoro (a 8 ore). La vita sociale del cittadino cambia radicalmente.
Nello specifico la donna e’ liberata dai pesanti compiti tradizionali, ed inizia a pensare di dedicarsi alla carriera, ad una maggiore socializzazione e a ritagliarsi un po’ di tempo libero per se’ stessa.
Dagli anni '60 il cambiamento e’ visibile anche esteriormente, espresso dalla nuova moda della minigonna, dal trucco e dalle acconciature audaci. La donna inizia a mostrare la propria femminilità e ad osare con comportamenti sessuali al di fuori del matrimonio e non ammessi dalla morale tradizionale e dal conformismo.
Ovunque aumentano le iniziative delle donne occidentali per richiamare l'attenzione di tutti sulle discriminazioni che tradizionalmente hanno escluso la donna dalla società. Le donne riescono finalmente ad uscire fuori dall’anonimato.
La contestazione studentesca del 1968, che disprezza le convinzioni pregresse e cerca di creare una cultura alternativa, vede sorgere parallelamente un nuovo femminismo, più radicale rispetto a quello del primo novecento e, che ha come punto cardine, il coinvolgimento della donna anche in politica. Le femministe lottano per la parità tra l'uomo e la donna nel campo del lavoro, per la riforma del diritto di famiglia, e specificatamente in Italia, per l'introduzione del divorzio oltre che la depenalizzazione dell'interruzione di gravidanza.
Per quanto riguarda la sfera privata, nascono ampie ed articolate discussioni sul ruolo paterno e materno all'interno del nucleo familiare.
In Italia il neo-femminismo assume una connotazione radicale che ritiene importante in assoluto la conquista dell'autonomia attraverso una vera e propria rivoluzione simbolica.
Su queste basi negli anni '70 si afferma la pratica dell' “autocoscienza”, consistente in incontri di nuclei composti da sole donne che parlano di sé e del mondo, a cominciare dall'esperienza personale, realizzando così un nuovo modo di far politica.
Nel 1978 viene approvata la legge sull'aborto e ci sono importanti risultati quali la cancellazione del reato di adulterio, il divieto all'uso degli anticoncezionali, l'eliminazione del delitto d'onore.
Negli anni '80 e '90, mutato il clima politico e sociale, si riducono progressivamente tutte le lotte condotte nelle piazze dalle femministe, fino a scomparire totalmente e diventando solo un lontano ricordo.
Ma le donne oggi non restano inattive, si impegnano a rafforzare sempre piu’ la presenza femminile nei partiti, nelle associazioni, nel Parlamento e nei vari livelli della società.
E’ cosi’ che la donna moderna ha spazio libero davanti a se’ e partecipa accanto agli uomini alla vita sociale e lavorativa.
D’altra parte porta un contributo economico decisivo al reddito familiare con il suo lavoro migliorando il tenore di vita della propria famiglia
Tra gli ultimi tabù definitivamente crollati è da ricordare l'apertura dell'Esercito all'arruolamento delle donne.
Oggi, pur nel riconoscimento del ruolo sociale femminile da tutti accettato, e dei progressivi cambiamenti e miglioramenti avvenuti nel rapporto tra uomo e donna nel lavoro, nella famiglia, nel diritto e nella cultura in generale, non si è ancora raggiunta la piena attuazione di quelle “pari opportunità” che sono previste dall'art. 51 della Costituzione.
Bisogna superare antiche e cristallizzate tradizioni, occorre riorganizzare tutta la vita sociale, cosa molto complessa e compito di molte generazioni. Si tratta di un enorme processo in atto e di cui pertanto non possiamo conoscere lo sbocco effettivo.
7 anni fa
Rivoluzione età, si diventa anziani a 75 anni. «Un 65enne oggi come un 40enne nel 1990»
Il Messagero - Venerdì 30 Novembre 2018
Gli stereotipi sono duri a morire, ma la realtà è testarda e alla fine ottiene la meglio sul luogo comune. Questa volta tocca all'età anagrafica, argomento delicato che tocca la suscettibilità di donne e uomini. Perché se arrivare ai 60 anni conclamati vuol dire un pò sentirsi archiviati nel libro del non desiderabile, è pur vero che il mondo è cambiato e l'età della vecchiaia per buona parte delle persone è ancora di là da venire.
Ma ora la semplice percezione diventa ufficiale: da oggi la popolazione italiana può considerarsi più giovane: si è ufficialmente «anziani» dai 75 anni in su. La svolta arriva dal Congresso nazionale della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg). «Un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. E un 75enne quella di uno che nel 1980 aveva 55 anni», spiega Niccolò Marchionni, professore dell'Università di Firenze e direttore del dipartimento cardiovascolare dell'Ospedale Careggi. «Oggi alziamo l'asticella dell'età a una soglia adattata alle attuali aspettative di vita nei Paesi con sviluppo avanzato», dice Marchionni: «in Italia l'aspettativa di vita è aumentata di circa 20 anni rispetto alla prima decade del 1900. Non solo, larga parte della popolazione tra 60 e 75 anni è in ottima forma e priva di malattie per l'effetto ritardato dello sviluppo di malattie e dell'età di morte».
Attualmente la statistica individua nella media di 85 anni la longevità per le donne e di 82-83 per gli uomini. I geriatri insomma lanciano l'adozione di una definizione dinamica del concetto di «anzianità» che si adatti «alle mutate condizioni demografiche ed epidemiologiche. E tenendo contro che scientificamente si è anziani quando si ha un'aspettativa media di vita di 10 anni». Del resto a dimostrare che l'età scritta sui documenti possa rappresentare un peso ci ha già pensato un pensionato olandese di 69 anni che ha chiesto al tribunale di cambiare la data di nascita all'anagrafe, spostandola in avanti di vent'anni: si sente discriminato per la sua età, che influenzerebbe le sue possibilità di impiego oltre che il successo nelle app di appuntamenti. «Puoi cambiare il tuo nome, puoi cambiare sesso, perché non la tua età?», ha detto Emile Ratelband. E tuttavia non per tutti gli individui avanti con l'età sono rose e fiori: la quota di anziani disabili con fabbisogno assistenziale si attesta tra il 20 e il 30%.
Non solo, la denatalità e l'aumento del numero di persone in pensione hanno un peso notevole sugli assetti delle famiglie e della società. «Nel 2040, cioè tra soli 20 anni, saremo in una situazione ingestibile, avremo una sproporzione enorme tra anziani che vanno assistiti e numero di giovani che se ne prendono cura. Ma l'anziano nella dimensione politica e nei piani della politica non esiste: è solo una bandiera da sventolare per fini propagandistici», denuncia il presidente della Sigg Raffaele Antonelli Incalzi. E conclude, «per affrontare la realtà che ci aspetta in un futuro vicinissimo ci deve essere una serenità di reddito. Se c'è crescita, il resto ne deriva. La cura degli anziani deve essere ottimizzata, bisogna promuovere l'assistenza geriatrica. E i geriatri sono troppo pochi rispetto alla popolazione che ne ha bisogno».
Il Messagero - Venerdì 30 Novembre 2018
Gli stereotipi sono duri a morire, ma la realtà è testarda e alla fine ottiene la meglio sul luogo comune. Questa volta tocca all'età anagrafica, argomento delicato che tocca la suscettibilità di donne e uomini. Perché se arrivare ai 60 anni conclamati vuol dire un pò sentirsi archiviati nel libro del non desiderabile, è pur vero che il mondo è cambiato e l'età della vecchiaia per buona parte delle persone è ancora di là da venire.
Ma ora la semplice percezione diventa ufficiale: da oggi la popolazione italiana può considerarsi più giovane: si è ufficialmente «anziani» dai 75 anni in su. La svolta arriva dal Congresso nazionale della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg). «Un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. E un 75enne quella di uno che nel 1980 aveva 55 anni», spiega Niccolò Marchionni, professore dell'Università di Firenze e direttore del dipartimento cardiovascolare dell'Ospedale Careggi. «Oggi alziamo l'asticella dell'età a una soglia adattata alle attuali aspettative di vita nei Paesi con sviluppo avanzato», dice Marchionni: «in Italia l'aspettativa di vita è aumentata di circa 20 anni rispetto alla prima decade del 1900. Non solo, larga parte della popolazione tra 60 e 75 anni è in ottima forma e priva di malattie per l'effetto ritardato dello sviluppo di malattie e dell'età di morte».
Attualmente la statistica individua nella media di 85 anni la longevità per le donne e di 82-83 per gli uomini. I geriatri insomma lanciano l'adozione di una definizione dinamica del concetto di «anzianità» che si adatti «alle mutate condizioni demografiche ed epidemiologiche. E tenendo contro che scientificamente si è anziani quando si ha un'aspettativa media di vita di 10 anni». Del resto a dimostrare che l'età scritta sui documenti possa rappresentare un peso ci ha già pensato un pensionato olandese di 69 anni che ha chiesto al tribunale di cambiare la data di nascita all'anagrafe, spostandola in avanti di vent'anni: si sente discriminato per la sua età, che influenzerebbe le sue possibilità di impiego oltre che il successo nelle app di appuntamenti. «Puoi cambiare il tuo nome, puoi cambiare sesso, perché non la tua età?», ha detto Emile Ratelband. E tuttavia non per tutti gli individui avanti con l'età sono rose e fiori: la quota di anziani disabili con fabbisogno assistenziale si attesta tra il 20 e il 30%.
Non solo, la denatalità e l'aumento del numero di persone in pensione hanno un peso notevole sugli assetti delle famiglie e della società. «Nel 2040, cioè tra soli 20 anni, saremo in una situazione ingestibile, avremo una sproporzione enorme tra anziani che vanno assistiti e numero di giovani che se ne prendono cura. Ma l'anziano nella dimensione politica e nei piani della politica non esiste: è solo una bandiera da sventolare per fini propagandistici», denuncia il presidente della Sigg Raffaele Antonelli Incalzi. E conclude, «per affrontare la realtà che ci aspetta in un futuro vicinissimo ci deve essere una serenità di reddito. Se c'è crescita, il resto ne deriva. La cura degli anziani deve essere ottimizzata, bisogna promuovere l'assistenza geriatrica. E i geriatri sono troppo pochi rispetto alla popolazione che ne ha bisogno».
7 anni fa
Fantasie sessuali: quali sono le più diffuse?
Secondo lo studio le fantasie sessuali della popolazione generale sono molteplici, cioè poche possono essere considerate statisticamente rare o tipiche.
I risultati indicano che le fantasie sessuali della popolazione generale sono molteplici, cioè poche fantasie possono essere considerate statisticamente rare, insolite, o atipiche.
Parlando di fantasie sessuali è difficile definire cosa è normale e cosa no. E anche in ambito psicodiagnostico non c’è chiarezza su cosa siano le fantasie “atipiche” che caratterizzano le parafilie, cioè pulsioni erotiche connotate da fantasie o impulsi intensi e ricorrenti che coinvolgono un partner non consenziente, inducono dolore, o che sono assolutamente necessarie per il raggiungimento della soddisfazione sessuale.
La quinta edizione del DSM-5 parla di fantasie “anomale”, mentre L’Organizzazione Mondiale della Sanità le definisce “insolite”. Ma esattamente cosa è una fantasia sessuale insolita? Questo è quanto ha cercato di definire uno studio pubblicato in questi giorni sul Journal of Sexual Medicine.
Per scoprirlo i ricercatori canadesi hanno condotto un’indagine all’interno della popolazione generale con l’obbiettivo di specificare cosa è “la norma” in ambito di fantasie sessuali, un passo essenziale, secondo loro, nella definizione di ciò che è patologico.
Dal momento che la maggior parte degli studi sulle fantasie sessuali sono stati condotto sugli studenti universitari, i ricercatori hanno deciso, questa volta, di concentrarsi sugli adulti. Il campione composto da 1.517 adulti (799 uomini e 718 donne, età media 30 anni) ha risposto a un questionario che permettesse di descrivere dettagliatamente le loro fantasie sessuali, e la loro fantasia preferita.
I risultati indicano che le fantasie sessuali della popolazione generale sono molteplici, cioè poche fantasie possono essere considerate statisticamente rare, insolite, o tipiche.
Tuttavia, lo studio conferma che gli uomini hanno più fantasie e le descrivono in modo più vivido rispetto alle donne. Lo studio ci dice anche che una percentuale significativa di donne (dal 30% al 60%) evoca temi connessi con la sottomissione (ad esempio, essere legate, sculacciate, costrette ad avere rapporti sessuali). Nelle donne, inoltre, a differenza che negli uomini, si è riscontrata una netta differenza tra fantasia e desiderio; cioè molte donne che esprimono fantasie estreme di sottomissione (ad esempio essere sopraffatte da uno sconosciuto) non desiderano assolutamente che queste fantasie si avverino.
Alla maggior parte degli uomini, invece, piacerebbe che le fantasie si trasformassero in realtà (ad esempio il sesso a tre). Come atteso poi, la presenza di un altro significativo è considerevolmente più forte nelle fantasie femminili che nelle fantasie maschili. In generale, infatti gli uomini, anche se in coppia, fantasticano molto di più su relazioni extraconiugali rispetto alle donne.
Uno dei risultati più interessanti ha a che fare con il numero significativo di fantasie sessuali presenti solo negli uomini, per esempio, fare sesso con un transessuale, il sesso anale eterosessuale, e il guardare la propria partner fare sesso con un altro uomo.
I ricercatori stanno attualmente conducendo analisi statistiche con gli stessi dati per dimostrare l’esistenza di sottogruppi omogenei di individui sulla base di combinazioni di fantasie. Ad esempio, le persone che hanno fantasie di sottomissione spesso riportano fantasie di dominazione. Questi due temi non si escludono a vicenda, al contrario, appaiono come due facce della stessa medaglia.
Secondo lo studio le fantasie sessuali della popolazione generale sono molteplici, cioè poche possono essere considerate statisticamente rare o tipiche.
I risultati indicano che le fantasie sessuali della popolazione generale sono molteplici, cioè poche fantasie possono essere considerate statisticamente rare, insolite, o atipiche.
Parlando di fantasie sessuali è difficile definire cosa è normale e cosa no. E anche in ambito psicodiagnostico non c’è chiarezza su cosa siano le fantasie “atipiche” che caratterizzano le parafilie, cioè pulsioni erotiche connotate da fantasie o impulsi intensi e ricorrenti che coinvolgono un partner non consenziente, inducono dolore, o che sono assolutamente necessarie per il raggiungimento della soddisfazione sessuale.
La quinta edizione del DSM-5 parla di fantasie “anomale”, mentre L’Organizzazione Mondiale della Sanità le definisce “insolite”. Ma esattamente cosa è una fantasia sessuale insolita? Questo è quanto ha cercato di definire uno studio pubblicato in questi giorni sul Journal of Sexual Medicine.
Per scoprirlo i ricercatori canadesi hanno condotto un’indagine all’interno della popolazione generale con l’obbiettivo di specificare cosa è “la norma” in ambito di fantasie sessuali, un passo essenziale, secondo loro, nella definizione di ciò che è patologico.
Dal momento che la maggior parte degli studi sulle fantasie sessuali sono stati condotto sugli studenti universitari, i ricercatori hanno deciso, questa volta, di concentrarsi sugli adulti. Il campione composto da 1.517 adulti (799 uomini e 718 donne, età media 30 anni) ha risposto a un questionario che permettesse di descrivere dettagliatamente le loro fantasie sessuali, e la loro fantasia preferita.
I risultati indicano che le fantasie sessuali della popolazione generale sono molteplici, cioè poche fantasie possono essere considerate statisticamente rare, insolite, o tipiche.
Tuttavia, lo studio conferma che gli uomini hanno più fantasie e le descrivono in modo più vivido rispetto alle donne. Lo studio ci dice anche che una percentuale significativa di donne (dal 30% al 60%) evoca temi connessi con la sottomissione (ad esempio, essere legate, sculacciate, costrette ad avere rapporti sessuali). Nelle donne, inoltre, a differenza che negli uomini, si è riscontrata una netta differenza tra fantasia e desiderio; cioè molte donne che esprimono fantasie estreme di sottomissione (ad esempio essere sopraffatte da uno sconosciuto) non desiderano assolutamente che queste fantasie si avverino.
Alla maggior parte degli uomini, invece, piacerebbe che le fantasie si trasformassero in realtà (ad esempio il sesso a tre). Come atteso poi, la presenza di un altro significativo è considerevolmente più forte nelle fantasie femminili che nelle fantasie maschili. In generale, infatti gli uomini, anche se in coppia, fantasticano molto di più su relazioni extraconiugali rispetto alle donne.
Uno dei risultati più interessanti ha a che fare con il numero significativo di fantasie sessuali presenti solo negli uomini, per esempio, fare sesso con un transessuale, il sesso anale eterosessuale, e il guardare la propria partner fare sesso con un altro uomo.
I ricercatori stanno attualmente conducendo analisi statistiche con gli stessi dati per dimostrare l’esistenza di sottogruppi omogenei di individui sulla base di combinazioni di fantasie. Ad esempio, le persone che hanno fantasie di sottomissione spesso riportano fantasie di dominazione. Questi due temi non si escludono a vicenda, al contrario, appaiono come due facce della stessa medaglia.
7 anni fa
CpErotos ottima iniziativa 
I casi di cronaca degli scorsi anni non devono verificarsi più!
A questo proposito ho sempre considerato la diluizione del nostro mondo trasgressivo come una ottima cosa , si magari vediamo più turisti nei prive ma ben venga se serve a diminuire i casi di cronaca nera che abbiamo letto per un cazzo di video sul web
I casi di cronaca degli scorsi anni non devono verificarsi più!
A questo proposito ho sempre considerato la diluizione del nostro mondo trasgressivo come una ottima cosa , si magari vediamo più turisti nei prive ma ben venga se serve a diminuire i casi di cronaca nera che abbiamo letto per un cazzo di video sul web
7 anni fa
???????.....mah!!Quotato da Cpbixo,Forse perché sotto, sotto persiste l'idea cheQuotato da dreamofthebluturtles,A me invece lascia perplesso che a livello di giurisprudenza hanno tipizzato tanti altri reati prima ancora dell'arrivo del legislatore e non lo abbiano fatto con questo. Che è una autentica e scabrosa forma di molestia e violenza. [...]
"in fondo se la sono cercata, ste zoccole, e tutto sommato un po' di gogna se la meritano".
Evidentemente non è importante salvaguardare la privacy femminile quanto lo è salvaguardare quella maschile. Mi viene in mente la rapidità con cui fu dichiarato illegale inviare a casa le foto dell'autovelox coi visi di pilota e passeggero. Sia mai che il marito venga sputtanato mentre scarrozza la ganza.... 😎
7 anni fa
Ahimè...quelli affascinati dal dito...continuano ad essere in tanti...forse davvero troppi.Quotato da CpErotos,Non è stata una creazione, ma un'elaborazione, che è diverso: il concorso esterno esiste, il reato di associazione pure, quello che ha fatto la giurisprudenza è stato elaborare degli istituti esistenti (in modo giuridicamente solido, peraltro).
Ma c [...]
Tornando al discorso...qualcuno di quelli che qui in forum piangeva per la povera Tiziana Cantone qualche tempo prima mi mandò il video su whattsapp spacciandola per una sua amica (il mio numero lo aveva avuto perchè un genio...lo aveva inserito in un gruppo whattsapp da cui poi sono uscito).
Tornando al discorso ahimè c'è ancora tanta strada da fare e quello è stato un caso eclatante.
Lo stronzo che ha pubblicato il video se non fosse successa la tragedia sarebbe passato per una specie di supermacho e la ragazza come una zoccola.
Spero davvero che questa iniziativa serva a spaventare gli stronzi perchè sulla presa di coscienza...non ho molta fiducia e soprattutto a dare coraggio alle donne di difendere la propria sessualità
7 anni fa
Ma lascia stare i missionari poverini, loro si preoccupavano che se passava un iscritto ad A69 vedendoli nudi sarebbe stato autorizzato a fare avances pesanti ai paesani 🙂Quotato da emmegei,nasce o vi viene inculcata? I primi missionari in Africa dovettero infondere negli indigeni il senso del peccato a stare nudi perché per loro era la cosa più naturale del mondo fino a quel momentoQuotato da CpErotos,Ci mettiamo anche noi del nostro, però @bixo. La vergogna è qualcosa che nasce da noi. Dovremmo imparare noi per prime a difendere la nostra sessualità.
La sanno lunga sia i missionari che gli iscritti 😋
7 anni fa
strada a senso unico!!...(per nulla togliere a quella femminile) ma, starei ancora aspettando (penso di non essere l'unico)che qualche "femminista" si pronunciasse nell'ambito mediatico della violenza psicologiche (e non solo) che spesso...molto spesso sono gli uomini a subire....c'e' la faranno entro questo secolo....mah!!
7 anni fa
Quotato da Fantedispade,strada a senso unico!!...(per nulla togliere a quella femminile) ma, starei ancora aspettando (penso di non essere l'unico)che qualche "femminista" si pronunciasse nell'ambito mediatico della violenza psicologiche (e non s [...]
Ogni volta che si parla di violenza alle donne esce uno a dire ma...anche gli uomini !Quotato da Fantedispade,strada a senso unico!!...(per nulla togliere a quella femminile) ma, starei ancora aspettando (penso di non essere l'unico)che qualche "femminista" si pronunciasse nell'ambito mediatico della violenza psicologiche (e non s [...]
Ma si certo .... e ricominciamo daccapo con la negazione della violenza di genere ....cosa ormai acclarata persino al Vaticano 😮
7 anni fa
credevo che era alternato....il senso unico (mi sbagliavo 😭 😭)....mi sa che e' proprio unico unico
7 anni fa
Qualcuno negherà anche il suicidio della ragazzina di oggi che aveva subito violenza.Quotato da mishaemasha,Quotato da Fantedispade,strada a senso unico!!...(per nulla togliere a quella femminile) ma, starei ancora aspettando (penso di non essere l'unico)che qualche "femminista" si pronunciasse nell'ambito mediatico della violenza psicologiche (e non s [...]Ogni volta che si parla di violenza alle donne esce uno a dire ma...anche gli uomini !Quotato da Fantedispade,strada a senso unico!!...(per nulla togliere a quella femminile) ma, starei ancora aspettando (penso di non essere l'unico)che qualche "femminista" si pronunciasse nell'ambito mediatico della violenza psicologiche (e non s [...]
Ma si certo .... e ricominciamo daccapo con la negazione della violenza di genere ....cosa ormai acclarata persino al Vaticano 😮
7 anni fa
pure algoritmo 😄 😄...e meno male che ho scritto 'per NULLA togliere a quella femminile'....buona continuazione!!
7 anni fa
Fasi dello sviluppo psicosessuale secondo Freud
Nel corso della sua ricerca psicoanalitica sullo sviluppo diacronico della mente umana, Sigmund Freud articolò il tema dello "sviluppo psicosessuale" e dei correlati processi della Libido in cinque fasi.
L'importanza di questa nuova concezione risedette soprattutto nel non identificare più la sessualità con la mera attività genitale dell'individuo adulto, ma nello scoprire l'esistenza di una sessualità infantile, che si manifesta secondo le caratteristiche peculiari delle evoluzioni dei processi pulsionali della Libido.
Freud definisce il bambino un "perverso polimorfo"; il bambino in tal senso è perverso in quanto ricerca il piacere senza alcuna finalità riproduttiva (è importante notare come questa "perversione" non abbia alcuna valenza morale negativa). È, inoltre, polimorfo, poiché ricerca il piacere attraverso vari organi e tramite diverse zone erogene, e riceve gratificazione edonistica sia dal contatto col padre che con la madre. Il bambino è facilitato in questo dall'assenza di un Super Io e dell'imposizione morale prodotta dall'educazione. Freud suddivise lo sviluppo psicosessuale del bambino in cinque fasi successive; tale modello è divenuto oggetto, nel corso dell'evoluzione del pensiero psicodinamico, delle più svariate integrazioni, modifiche e critiche.
1. Fase orale
Con questo termine viene identificata la prima fase dello sviluppo psicosessuale infantile postulato da Freud, comprendente i primi 0-18 mesi di vita, in cui il piacere sessuale è legato in modo prevalente all'eccitamento della cavità orale e delle labbra che accompagna l'alimentazione. L'attività di nutrizione fornisce i significati elettivi con cui si esprime e si organizza la relazione oggettuale, essendo la bocca il principale organo di esplorazione.
In questa fase, gestita dall'Es, si crea l’Urvertrauen, la fiducia primordiale: il bambino pensa che tutto il mondo appartenga a lui o alla sua bocca; è egoista ed egocentrico. Durante la fase orale, la modalità fondamentale di relazione con il mondo esterno è quindi di tipo nutritivo; la libido si concentra nella zona orale, che diviene così una zona erogena.
Il bambino, infatti, tende a portare ogni cosa alla bocca, dal seno della madre agli oggetti che lo circondano, ed attraverso questa inizia a relazionarsi col mondo. La durata della fase orale è variabile e strettamente dipendente dalla modalità e durata dell'allattamento. Dopo aver individuato l'organizzazione orale, Freud indica pertanto come prima fase della sessualità la fase orale; la fonte è la zona orale, l'oggetto è in stretto rapporto con quello dell'alimentazione, la meta è l'incorporazione. Successivamente, con la comparsa dei denti, il bambino comincia a provare piacere nel mordere e masticare gli oggetti (fase sadico-orale).
Le fissazioni relative a questa fase vengono definite fissazioni orali, e scaturiscono dalla lunghezza più o meno protratta di questo periodo. Si manifestano prevalentemente con un'ossessiva stimolazione della zona orale, comportando l'eccessivo attaccamento dell'adulto ad abitudini che coinvolgono l'utilizzo della bocca (suzione, alimentazione). Da un punto di vista comportamentale, l'individuo potrebbe manifestare un'inclinazione al vittimismo, regredire verso uno stato di dipendenza e/o sviluppare pratiche oralmente dipendenti (tabagismo, alcolismo, logorrea o manifestando una forte dipendenza dal cibo) costituendosi una personalità sarcastica o pungente (caratteristiche queste indicate come qualità sadico-orali).
2. Fase anale
Secondo la sequenza dello sviluppo psicosessuale proposta da Freud, la fase anale succede alla fase orale e precede la fase fallica, manifestandosi in un'età compresa fra i 18 ed i 36 mesi circa. Durante questo periodo, gli interessi del bambino si spostano dalla zona orale a quella anale, in concomitanza con l'acquisizione del controllo delle funzioni sfinteriche. Il bambino trae appagamento dal controllo autonomo degli sfinteri; il controllo e l'espulsione dei prodotti del proprio corpo costituiranno, oltre che una forma di gratificazione, uno strumento di regolazione delle relazioni con l'ambiente circostante. Il bambino nutre interesse verso i propri escrementi; spesso l'espulsione è accompagnata dalla paura di una perdita e da un senso di incompletezza.
La decisione di urinare o defecare rappresenta il primo atto simbolico di negazione o accondiscendenza, rispetto alle necessità di autocontrollo imposte dalle figure genitoriali e - per estensione - dalle istituzioni sociali, che esigono dall'individuo adeguamento alle norme condivise e autocontrollo. Il piacere generato dall'evacuazione (erotismo anale) conduce, mediante la ritenzione permessa da un accresciuto controllo degli sfinteri, alla gratificazione libidica e all'emersione di un carattere aggressivo (fase sadico-anale).
Analogamente, lo sviluppo di autostima e autonomia sono associate allo sviluppo della capacità di controllare volontariamente la defecazione. Secondo le teorie di Freud, l'incapacità di risolvere i conflitti in questa fase e la scorretta imposizione del vasino possono condurre allo sviluppo di una fissazione anale ritentiva o anale espulsiva.
La fissazione anale espulsiva, originata da un'eccessiva gratificazione nella fase anale e da un'educazione eccessivamente permissiva, si manifesta nel bambino con la tendenza a defecare in posti non opportuni, generando in futuro un carattere anale espulsivo, il quale svilupperà una personalità estremamente disordinata, crudele e distruttiva, con tendenza alla manipolazione. In caso di gratificazione insoddisfacente, il bambino trarrà piacere dalla ritenzione delle feci, a dispetto dell'educazione impartita dai genitori, provocando una fissazione anale ritentiva; il futuro adulto anale ritentivo sarà caratterizzato dall'estrema cura dei dettagli, con uno spiccato senso del possesso, parsimonioso, organizzato, ostinato ed ossessionato dall'ordine e dall'igiene.
3. Fase fallica
Terza fase della sequenza di sviluppo psicosessuale del bambino secondo Freud, la fase fallica si manifesta durante un'età compresa tra i 3 e i 6 anni circa, succedendo alla fase anale e precedendo la fase di latenza.
Nella fase fallica l'energia libidica si sposta dalla regione anale alla regione genitale, che diviene la zona erogena deputata all'appagamento delle pulsioni. Il bambino inizia ad esplorare le proprie zone genitali, scoprendo il piacere che ne deriva ed il dimorfismo sessuale; entrambi i sessi manifestano in questo periodo un comportamento fortemente esibizionista. Durante questa fase avviene lo sviluppo del Super Io.
Il complesso edipico costituisce il desiderio inconscio e rimosso di ogni bambino o bambina di avere un rapporto sessuale coi propri genitori. Ciascun bambino attraversa questa fase, che riveste un ruolo fondamentale nel futuro sviluppo dell'identità sessuale; tutte le pulsioni del complesso edipico vengono rimosse alla fine della fase fallica.
Caso maschile - il complesso di Edipo: l'interesse del bambino si rivolge in questa fase al genitore di sesso opposto; il maschio si innamora della madre e percepisce il padre - con il quale compete - come un ostacolo che si interpone a questa relazione (relazione triadica). In questa fase, il bambino sperimenta forti sensi di colpa per il proprio eccitamento sessuale nei confronti della madre, ed avendo rilevato nella femmina l'assenza del pene, teme che la sua punizione possa consistere nella castrazione ad opera del padre. Nel tentativo di evitare la collera del padre ed alleviare al contempo la propria frustrazione, il bambino tenta di suscitare l'amore materno imitando il padre, adottandone le credenze e gli ideali, per entrare poi nella fase di latenza.
Esiti principali del complesso di Edipo sono l'identificazione con la figura del padre, che diviene modello fortemente idealizzato di forza e virilità, assieme allo sviluppo di una chiara identità sessuale, alla quale concorre la presenza e la disponibilità della figura paterna.
Caso femminile - il complesso di Elettra: la difficile localizzazione anatomica della vagina, unitamente alla deludente percezione dell'assenza del pene nella madre, concorre a sviluppare nella bambina invidia verso il pene, che diviene in seguito innamoramento nei confronti del padre, mentre la madre - di cui vengono idealizzati i tratti della piena maturità, dal confronto con i quali deriva un sentimento d'inferiorità per la propria immaturità - viene percepita come un ostacolo a questa ideale relazione.
Analogamente al maschio, anche la bambina teme di essere punita dalla madre a causa delle sue fantasie (sostituirsi alla madre ed avere un figlio dal padre, eguagliandola), ed allevia la propria frustrazione imitando la madre e divenendo simile a lei, nel tentativo di suscitare l'amore e l'attenzione del padre. A questo punto si sposta nella fase di latenza.
Una fissazione in questa fase produce personalità risolute, autonome, orgogliose ed egoiste. Freud riteneva che in questa fase avvenisse lo sviluppo dei caratteri dell'omosessualità. L'adulto caratterizzato da una fissazione fallica mostra segni di promiscuità, asessualità o amoralità, oltre a disturbi sessuali e relazionali.
4. Periodo di latenza
Il Periodo di latenza è il quarto periodo delle cinque tappe della sessualità infantile, succede alla fase fallica e precede la fase genitale, occorrendo entro un periodo compreso dai 6 anni alla pubertà. Il periodo di latenza non rientra tra le fasi psicosessuali, in quanto in essa la libido è "dormiente" e le pulsioni sessuali, se la rimozione è stata eseguita correttamente, vengono sublimate verso altri scopi. Secondo Freud, questa fase serve al bambino per incrementare la socializzazione e sviluppare rapporti amichevoli con i membri dello stesso sesso, focalizzando la sua attenzione sulle attività che caratterizzeranno il suo sviluppo fisico (scuola e atletica).
Il gioco diviene più realistico e meno caratterizzato da fantasie e sentimentalismi, sebbene di sovente appaiano sogni ad occhi aperti e ritiri nel mondo interiore. I compiti del periodo di latenza comprendono lo sviluppo di un notevole senso di dominio e di competenza, di moralità e di stabile autostima. Inoltre, avviene un ulteriore sviluppo dell'identità di genere, attraverso la piena identificazione con il genitore del medesimo sesso.
5. Fase genitale
Quinto e ultimo periodo dello sviluppo psicosessuale infantile, succede alla fase latente. La fase genitale ha inizio con la pubertà, protraendosi poi per tutta la vita dell'individuo, consentendogli di sviluppare relazioni significative con il sesso opposto, grazie all'energia libidica nuovamente concentrata nella zona genitale.
Secondo Freud, se si sono generate fissazioni durante le precedenti fasi, non ci sarà sufficiente energia sessuale per permettere un pieno sviluppo della fase genitale. A questo proposito, è necessario risolvere ogni eventuale fissazione al fine di ottenere un completo ed equilibrato sviluppo psicosessuale.
Nel corso della sua ricerca psicoanalitica sullo sviluppo diacronico della mente umana, Sigmund Freud articolò il tema dello "sviluppo psicosessuale" e dei correlati processi della Libido in cinque fasi.
L'importanza di questa nuova concezione risedette soprattutto nel non identificare più la sessualità con la mera attività genitale dell'individuo adulto, ma nello scoprire l'esistenza di una sessualità infantile, che si manifesta secondo le caratteristiche peculiari delle evoluzioni dei processi pulsionali della Libido.
Freud definisce il bambino un "perverso polimorfo"; il bambino in tal senso è perverso in quanto ricerca il piacere senza alcuna finalità riproduttiva (è importante notare come questa "perversione" non abbia alcuna valenza morale negativa). È, inoltre, polimorfo, poiché ricerca il piacere attraverso vari organi e tramite diverse zone erogene, e riceve gratificazione edonistica sia dal contatto col padre che con la madre. Il bambino è facilitato in questo dall'assenza di un Super Io e dell'imposizione morale prodotta dall'educazione. Freud suddivise lo sviluppo psicosessuale del bambino in cinque fasi successive; tale modello è divenuto oggetto, nel corso dell'evoluzione del pensiero psicodinamico, delle più svariate integrazioni, modifiche e critiche.
1. Fase orale
Con questo termine viene identificata la prima fase dello sviluppo psicosessuale infantile postulato da Freud, comprendente i primi 0-18 mesi di vita, in cui il piacere sessuale è legato in modo prevalente all'eccitamento della cavità orale e delle labbra che accompagna l'alimentazione. L'attività di nutrizione fornisce i significati elettivi con cui si esprime e si organizza la relazione oggettuale, essendo la bocca il principale organo di esplorazione.
In questa fase, gestita dall'Es, si crea l’Urvertrauen, la fiducia primordiale: il bambino pensa che tutto il mondo appartenga a lui o alla sua bocca; è egoista ed egocentrico. Durante la fase orale, la modalità fondamentale di relazione con il mondo esterno è quindi di tipo nutritivo; la libido si concentra nella zona orale, che diviene così una zona erogena.
Il bambino, infatti, tende a portare ogni cosa alla bocca, dal seno della madre agli oggetti che lo circondano, ed attraverso questa inizia a relazionarsi col mondo. La durata della fase orale è variabile e strettamente dipendente dalla modalità e durata dell'allattamento. Dopo aver individuato l'organizzazione orale, Freud indica pertanto come prima fase della sessualità la fase orale; la fonte è la zona orale, l'oggetto è in stretto rapporto con quello dell'alimentazione, la meta è l'incorporazione. Successivamente, con la comparsa dei denti, il bambino comincia a provare piacere nel mordere e masticare gli oggetti (fase sadico-orale).
Le fissazioni relative a questa fase vengono definite fissazioni orali, e scaturiscono dalla lunghezza più o meno protratta di questo periodo. Si manifestano prevalentemente con un'ossessiva stimolazione della zona orale, comportando l'eccessivo attaccamento dell'adulto ad abitudini che coinvolgono l'utilizzo della bocca (suzione, alimentazione). Da un punto di vista comportamentale, l'individuo potrebbe manifestare un'inclinazione al vittimismo, regredire verso uno stato di dipendenza e/o sviluppare pratiche oralmente dipendenti (tabagismo, alcolismo, logorrea o manifestando una forte dipendenza dal cibo) costituendosi una personalità sarcastica o pungente (caratteristiche queste indicate come qualità sadico-orali).
2. Fase anale
Secondo la sequenza dello sviluppo psicosessuale proposta da Freud, la fase anale succede alla fase orale e precede la fase fallica, manifestandosi in un'età compresa fra i 18 ed i 36 mesi circa. Durante questo periodo, gli interessi del bambino si spostano dalla zona orale a quella anale, in concomitanza con l'acquisizione del controllo delle funzioni sfinteriche. Il bambino trae appagamento dal controllo autonomo degli sfinteri; il controllo e l'espulsione dei prodotti del proprio corpo costituiranno, oltre che una forma di gratificazione, uno strumento di regolazione delle relazioni con l'ambiente circostante. Il bambino nutre interesse verso i propri escrementi; spesso l'espulsione è accompagnata dalla paura di una perdita e da un senso di incompletezza.
La decisione di urinare o defecare rappresenta il primo atto simbolico di negazione o accondiscendenza, rispetto alle necessità di autocontrollo imposte dalle figure genitoriali e - per estensione - dalle istituzioni sociali, che esigono dall'individuo adeguamento alle norme condivise e autocontrollo. Il piacere generato dall'evacuazione (erotismo anale) conduce, mediante la ritenzione permessa da un accresciuto controllo degli sfinteri, alla gratificazione libidica e all'emersione di un carattere aggressivo (fase sadico-anale).
Analogamente, lo sviluppo di autostima e autonomia sono associate allo sviluppo della capacità di controllare volontariamente la defecazione. Secondo le teorie di Freud, l'incapacità di risolvere i conflitti in questa fase e la scorretta imposizione del vasino possono condurre allo sviluppo di una fissazione anale ritentiva o anale espulsiva.
La fissazione anale espulsiva, originata da un'eccessiva gratificazione nella fase anale e da un'educazione eccessivamente permissiva, si manifesta nel bambino con la tendenza a defecare in posti non opportuni, generando in futuro un carattere anale espulsivo, il quale svilupperà una personalità estremamente disordinata, crudele e distruttiva, con tendenza alla manipolazione. In caso di gratificazione insoddisfacente, il bambino trarrà piacere dalla ritenzione delle feci, a dispetto dell'educazione impartita dai genitori, provocando una fissazione anale ritentiva; il futuro adulto anale ritentivo sarà caratterizzato dall'estrema cura dei dettagli, con uno spiccato senso del possesso, parsimonioso, organizzato, ostinato ed ossessionato dall'ordine e dall'igiene.
3. Fase fallica
Terza fase della sequenza di sviluppo psicosessuale del bambino secondo Freud, la fase fallica si manifesta durante un'età compresa tra i 3 e i 6 anni circa, succedendo alla fase anale e precedendo la fase di latenza.
Nella fase fallica l'energia libidica si sposta dalla regione anale alla regione genitale, che diviene la zona erogena deputata all'appagamento delle pulsioni. Il bambino inizia ad esplorare le proprie zone genitali, scoprendo il piacere che ne deriva ed il dimorfismo sessuale; entrambi i sessi manifestano in questo periodo un comportamento fortemente esibizionista. Durante questa fase avviene lo sviluppo del Super Io.
Il complesso edipico costituisce il desiderio inconscio e rimosso di ogni bambino o bambina di avere un rapporto sessuale coi propri genitori. Ciascun bambino attraversa questa fase, che riveste un ruolo fondamentale nel futuro sviluppo dell'identità sessuale; tutte le pulsioni del complesso edipico vengono rimosse alla fine della fase fallica.
Caso maschile - il complesso di Edipo: l'interesse del bambino si rivolge in questa fase al genitore di sesso opposto; il maschio si innamora della madre e percepisce il padre - con il quale compete - come un ostacolo che si interpone a questa relazione (relazione triadica). In questa fase, il bambino sperimenta forti sensi di colpa per il proprio eccitamento sessuale nei confronti della madre, ed avendo rilevato nella femmina l'assenza del pene, teme che la sua punizione possa consistere nella castrazione ad opera del padre. Nel tentativo di evitare la collera del padre ed alleviare al contempo la propria frustrazione, il bambino tenta di suscitare l'amore materno imitando il padre, adottandone le credenze e gli ideali, per entrare poi nella fase di latenza.
Esiti principali del complesso di Edipo sono l'identificazione con la figura del padre, che diviene modello fortemente idealizzato di forza e virilità, assieme allo sviluppo di una chiara identità sessuale, alla quale concorre la presenza e la disponibilità della figura paterna.
Caso femminile - il complesso di Elettra: la difficile localizzazione anatomica della vagina, unitamente alla deludente percezione dell'assenza del pene nella madre, concorre a sviluppare nella bambina invidia verso il pene, che diviene in seguito innamoramento nei confronti del padre, mentre la madre - di cui vengono idealizzati i tratti della piena maturità, dal confronto con i quali deriva un sentimento d'inferiorità per la propria immaturità - viene percepita come un ostacolo a questa ideale relazione.
Analogamente al maschio, anche la bambina teme di essere punita dalla madre a causa delle sue fantasie (sostituirsi alla madre ed avere un figlio dal padre, eguagliandola), ed allevia la propria frustrazione imitando la madre e divenendo simile a lei, nel tentativo di suscitare l'amore e l'attenzione del padre. A questo punto si sposta nella fase di latenza.
Una fissazione in questa fase produce personalità risolute, autonome, orgogliose ed egoiste. Freud riteneva che in questa fase avvenisse lo sviluppo dei caratteri dell'omosessualità. L'adulto caratterizzato da una fissazione fallica mostra segni di promiscuità, asessualità o amoralità, oltre a disturbi sessuali e relazionali.
4. Periodo di latenza
Il Periodo di latenza è il quarto periodo delle cinque tappe della sessualità infantile, succede alla fase fallica e precede la fase genitale, occorrendo entro un periodo compreso dai 6 anni alla pubertà. Il periodo di latenza non rientra tra le fasi psicosessuali, in quanto in essa la libido è "dormiente" e le pulsioni sessuali, se la rimozione è stata eseguita correttamente, vengono sublimate verso altri scopi. Secondo Freud, questa fase serve al bambino per incrementare la socializzazione e sviluppare rapporti amichevoli con i membri dello stesso sesso, focalizzando la sua attenzione sulle attività che caratterizzeranno il suo sviluppo fisico (scuola e atletica).
Il gioco diviene più realistico e meno caratterizzato da fantasie e sentimentalismi, sebbene di sovente appaiano sogni ad occhi aperti e ritiri nel mondo interiore. I compiti del periodo di latenza comprendono lo sviluppo di un notevole senso di dominio e di competenza, di moralità e di stabile autostima. Inoltre, avviene un ulteriore sviluppo dell'identità di genere, attraverso la piena identificazione con il genitore del medesimo sesso.
5. Fase genitale
Quinto e ultimo periodo dello sviluppo psicosessuale infantile, succede alla fase latente. La fase genitale ha inizio con la pubertà, protraendosi poi per tutta la vita dell'individuo, consentendogli di sviluppare relazioni significative con il sesso opposto, grazie all'energia libidica nuovamente concentrata nella zona genitale.
Secondo Freud, se si sono generate fissazioni durante le precedenti fasi, non ci sarà sufficiente energia sessuale per permettere un pieno sviluppo della fase genitale. A questo proposito, è necessario risolvere ogni eventuale fissazione al fine di ottenere un completo ed equilibrato sviluppo psicosessuale.
7 anni fa
Articolo tratto da Focus 13 aprile 2017
A che punto siamo con i diritti delle donne in Italia e nel mondo?
Uno sguardo ai diritti alla condizione femminile in diversi Paesi, dove vigono ancora incredibili divieti e la parità è molto difficile da ottenere
A che punto siamo, nel mondo e nel nostro Paese, sul tema dei diritti delle donne? Sul piano delle grandi enunciazioni di principio i diritti per i quali le donne hanno cominciato a combattere fin dalla seconda metà dell'Ottocento (ricordi le suffragette? Loro lottarono per il voto, come documentato anche da un recente film) sono svariati: per esempio all'integrità fisica, all'autonomia, alla libertà sessuale, al voto, a poter accedere alle cariche pubbliche, a stipulare contratti, a un eguale trattamento nel diritto di famiglia, al lavoro, a una paga equa e uguale a quella degli uomini, al controllo sulla riproduzione, alla proprietà, all'educazione.
Ma in certi casi le discriminazioni più odiose sono anche quelle apparentemente più trascurabili, talvolta folcloristiche al limite del grottesco.
In Arabia Saudita, per esempio, i diritti negati alle donne sono incredibili: le donne non possono guidare né uscire di casa da sole; nello stato indiano del Gujarat le nubili non possono avere un cellulare; nello Yemen non possono testimoniare nei processi per adulterio (guarda caso), sodomia (!), furto e diffamazione; in Sudafrica la legge ammette che le bambine possano sposarsi, sempre che abbiano compiuto 12 anni...
Ma ci sono casi strani e curiosi anche in parti del mondo che uno crederebbe insospettabili: nel Regno Unito le donne non possono arruolarsi nel corpo dei Royal Marines. In America Latina l'aborto è negato del tutto in alcuni Paesi e concesso in altri (Haiti, Honduras, Venezuela, Ecuador, Guatemala, Argentina e Paraguay) solo in caso di pericolo di vita o di stupro (Brasile e Panama). In Madagascar c'è uno specifico coprifuoco che obbliga le donne, e solo le donne, a starsene a casa dopo il tramonto.
Da altre parti non è nemmeno prevista la possibilità dello stupro ad opera del marito (Bangladesh, Singapore, Sri Lanka, Birmania). In Israele la legge ebraica impedisce alle donne di chiedere il divorzio. In Giordania, Libano, Algeria, Tunisia e Iraq allo stupro si pone riparo non con la galera per il colpevole, ma con la «galera» per la vittima, perché la donna viene costretta al matrimonio «riparatore».
Una discriminazione molto comune riguarda la retribuzione sul lavoro, generalmente sempre inferiore a quella dei maschi. Secondo un rapporto diffuso dalle Nazioni Unite in occasione dell'otto marzo 2016, in Europa le donne guadagnano in media il 16,1% in meno dei loro colleghi uomini, sebbene da 56 anni viga (in teoria) la parità di retribuzione.
Quello che il rapporto non dice fa altrettanto male. Per esempio, il fatto che di recente la corte di Strasburgo abbia stabilito che, a proposito di aborto in Italia, è «a rischio la salute delle donne» visto l'alto tasso di obiettori di coscienza (esempio di scuola su come auto-affondare una buona legge).
In Europa
Secondo l'Inca Cgil, che è un osservatorio per le politiche sociali in Europa con sede a Bruxelles, “La quota di donne che lavorano è cresciuta incessantemente in Europa negli ultimi anni, e il livello d'istruzione delle donne è oggi superiore a quello degli uomini. Ciò nonostante, la maggior parte delle donne sono ancora escluse dai vertici della vita sociale, economica e politica. La differenza media di retribuzione tra uomini e donne, ad esempio, si è stabilmente assestata sul 15% dal 2003, scendendo di un solo punto dal 2000, e la maggior parte delle donne recentemente affacciatesi sul mercato del lavoro sono entrate in settori e professioni dove si riscontrava già una forte presenza femminile. La presenza di donne dirigenti nelle imprese ristagna al 33%, mentre progredisce assai lentamente in campo politico; infatti appena il 23% dei parlamentari nazionali ed il 33% degli eurodeputati sono donne. Lo stesso dicasi quanto alla presenza delle donne nei governi nazionali, che da alcuni anni viene regolarmente monitorata dalla Fondazione Robert Schumann per tutti i paesi dell'Unione Europea. Un recente studio della CES (Confederazione europea dei sindacati) mostra come anche tra le organizzazioni dei lavoratori la presenza delle donne nei posti di responsabilità sia ancora troppo debole, nonostante sia in crescita l'affiliazione delle donne ai sindacati di tutta Europa”.
In Italia
Per l'Italia, già i troppi «femminicidi» dovrebbero suggerire che ancora c'è qualcosa che non va, come minimo. E forse non è neanche il caso di ricordare come da noi siamo ancora ben lontani dalla parità di retribuzione a parità di lavoro.
Sul fronte del pittoresco, ti basti pensare al caso piuttosto folcloristico di Cortina d'Ampezzo. A Cortina le (medioevali) Regole d'Ampezzo impediscono alle donne di ereditare terreni, a meno che non abbiano fratelli maschi e a patto che non sposino forestieri o uomini che non appartengono a famiglie regoliere, quelle storiche, per intenderci. Incredibile ma vero: in questa amena landa tra Veneto e Alto Adige vigono ancora leggi vecchie di 1.500 anni, che vengono discusse alla «Ciasa de ra Regoles», la casa delle Regole, da 1.200 regolieri ovviamente tutti uomini, che di adeguarsi ai tempi nuovi non hanno gran voglia.
I diritti delle donne nel mondo
In Scozia il primo ministro è donna (e il Regno Unito ha avuto Margaret Thatcher), ma, tanto per dire, lo statuto vecchio più di 270 anni del prestigioso club di golf Muirfield vieta alle donne di far parte del consiglio direttivo.
Nicola Sturgeon, la prima ministra, su Twitter ha scritto che «la Scozia ha donne leader in ogni settore. Siamo nel 2016, tutto ciò è indifendibile», ma Peter Allis, commentatore sportivo della Bbc, ha rintuzzato suggerendo che se un'esponente del gentil sesso vuole avere voce in capitolo nel club farebbe bene a «sposare un membro».
Dall'Iran degli ayatollah (dal '78), che aveva promesso più emancipazione, arrivano notizie di modelle, truccatori, fotografi e gestori di saloni di bellezza arrestati per aver pubblicato su Instagram foto di donne non velate, e quindi colpevoli di aver diffuso «promiscuità e cultura immorale e anti-islamica».
In Iran le donne non possono nemmeno cantare da soliste in pubblico, come ha di recente raccontato Kimia Ghorbani a The voice of Italy, né assistere a partite di calcio o di pallavolo.
Non a caso l'Iran è uno dei soli tre Stati (gli altri due sono Sudan e Somalia) che non hanno aderito alla Convenzione sulla eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne adottata nel 1979 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed entrata in vigore nel 1981.
La Convenzione, che tra l'altro è stata solo firmata ma non adottata dagli Stati Uniti, definisce così le discriminazioni:
Ogni distinzione, esclusione o restrizione compiuta sulla base del sesso che abbia l'effetto o il proposito di ostacolare o annullare il godimento o l'esercizio da parte delle donne, a prescindere dal loro stato civile, sulla base dell'eguaglianza tra uomini e donne, dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel campo politico, economico, sociale, culturale, civile, o in ogni altro campo.
Epperò c'è chi crede, tieniti forte, che le donne «non dovrebbero ridere in pubblico», è l'opinione del vice primo ministro turco Bülent Arınç: per gentiluomini come lui quelle riportate sopra sono solo parole su un pezzo di carta.
A che punto siamo con i diritti delle donne in Italia e nel mondo?
Uno sguardo ai diritti alla condizione femminile in diversi Paesi, dove vigono ancora incredibili divieti e la parità è molto difficile da ottenere
A che punto siamo, nel mondo e nel nostro Paese, sul tema dei diritti delle donne? Sul piano delle grandi enunciazioni di principio i diritti per i quali le donne hanno cominciato a combattere fin dalla seconda metà dell'Ottocento (ricordi le suffragette? Loro lottarono per il voto, come documentato anche da un recente film) sono svariati: per esempio all'integrità fisica, all'autonomia, alla libertà sessuale, al voto, a poter accedere alle cariche pubbliche, a stipulare contratti, a un eguale trattamento nel diritto di famiglia, al lavoro, a una paga equa e uguale a quella degli uomini, al controllo sulla riproduzione, alla proprietà, all'educazione.
Ma in certi casi le discriminazioni più odiose sono anche quelle apparentemente più trascurabili, talvolta folcloristiche al limite del grottesco.
In Arabia Saudita, per esempio, i diritti negati alle donne sono incredibili: le donne non possono guidare né uscire di casa da sole; nello stato indiano del Gujarat le nubili non possono avere un cellulare; nello Yemen non possono testimoniare nei processi per adulterio (guarda caso), sodomia (!), furto e diffamazione; in Sudafrica la legge ammette che le bambine possano sposarsi, sempre che abbiano compiuto 12 anni...
Ma ci sono casi strani e curiosi anche in parti del mondo che uno crederebbe insospettabili: nel Regno Unito le donne non possono arruolarsi nel corpo dei Royal Marines. In America Latina l'aborto è negato del tutto in alcuni Paesi e concesso in altri (Haiti, Honduras, Venezuela, Ecuador, Guatemala, Argentina e Paraguay) solo in caso di pericolo di vita o di stupro (Brasile e Panama). In Madagascar c'è uno specifico coprifuoco che obbliga le donne, e solo le donne, a starsene a casa dopo il tramonto.
Da altre parti non è nemmeno prevista la possibilità dello stupro ad opera del marito (Bangladesh, Singapore, Sri Lanka, Birmania). In Israele la legge ebraica impedisce alle donne di chiedere il divorzio. In Giordania, Libano, Algeria, Tunisia e Iraq allo stupro si pone riparo non con la galera per il colpevole, ma con la «galera» per la vittima, perché la donna viene costretta al matrimonio «riparatore».
Una discriminazione molto comune riguarda la retribuzione sul lavoro, generalmente sempre inferiore a quella dei maschi. Secondo un rapporto diffuso dalle Nazioni Unite in occasione dell'otto marzo 2016, in Europa le donne guadagnano in media il 16,1% in meno dei loro colleghi uomini, sebbene da 56 anni viga (in teoria) la parità di retribuzione.
Quello che il rapporto non dice fa altrettanto male. Per esempio, il fatto che di recente la corte di Strasburgo abbia stabilito che, a proposito di aborto in Italia, è «a rischio la salute delle donne» visto l'alto tasso di obiettori di coscienza (esempio di scuola su come auto-affondare una buona legge).
In Europa
Secondo l'Inca Cgil, che è un osservatorio per le politiche sociali in Europa con sede a Bruxelles, “La quota di donne che lavorano è cresciuta incessantemente in Europa negli ultimi anni, e il livello d'istruzione delle donne è oggi superiore a quello degli uomini. Ciò nonostante, la maggior parte delle donne sono ancora escluse dai vertici della vita sociale, economica e politica. La differenza media di retribuzione tra uomini e donne, ad esempio, si è stabilmente assestata sul 15% dal 2003, scendendo di un solo punto dal 2000, e la maggior parte delle donne recentemente affacciatesi sul mercato del lavoro sono entrate in settori e professioni dove si riscontrava già una forte presenza femminile. La presenza di donne dirigenti nelle imprese ristagna al 33%, mentre progredisce assai lentamente in campo politico; infatti appena il 23% dei parlamentari nazionali ed il 33% degli eurodeputati sono donne. Lo stesso dicasi quanto alla presenza delle donne nei governi nazionali, che da alcuni anni viene regolarmente monitorata dalla Fondazione Robert Schumann per tutti i paesi dell'Unione Europea. Un recente studio della CES (Confederazione europea dei sindacati) mostra come anche tra le organizzazioni dei lavoratori la presenza delle donne nei posti di responsabilità sia ancora troppo debole, nonostante sia in crescita l'affiliazione delle donne ai sindacati di tutta Europa”.
In Italia
Per l'Italia, già i troppi «femminicidi» dovrebbero suggerire che ancora c'è qualcosa che non va, come minimo. E forse non è neanche il caso di ricordare come da noi siamo ancora ben lontani dalla parità di retribuzione a parità di lavoro.
Sul fronte del pittoresco, ti basti pensare al caso piuttosto folcloristico di Cortina d'Ampezzo. A Cortina le (medioevali) Regole d'Ampezzo impediscono alle donne di ereditare terreni, a meno che non abbiano fratelli maschi e a patto che non sposino forestieri o uomini che non appartengono a famiglie regoliere, quelle storiche, per intenderci. Incredibile ma vero: in questa amena landa tra Veneto e Alto Adige vigono ancora leggi vecchie di 1.500 anni, che vengono discusse alla «Ciasa de ra Regoles», la casa delle Regole, da 1.200 regolieri ovviamente tutti uomini, che di adeguarsi ai tempi nuovi non hanno gran voglia.
I diritti delle donne nel mondo
In Scozia il primo ministro è donna (e il Regno Unito ha avuto Margaret Thatcher), ma, tanto per dire, lo statuto vecchio più di 270 anni del prestigioso club di golf Muirfield vieta alle donne di far parte del consiglio direttivo.
Nicola Sturgeon, la prima ministra, su Twitter ha scritto che «la Scozia ha donne leader in ogni settore. Siamo nel 2016, tutto ciò è indifendibile», ma Peter Allis, commentatore sportivo della Bbc, ha rintuzzato suggerendo che se un'esponente del gentil sesso vuole avere voce in capitolo nel club farebbe bene a «sposare un membro».
Dall'Iran degli ayatollah (dal '78), che aveva promesso più emancipazione, arrivano notizie di modelle, truccatori, fotografi e gestori di saloni di bellezza arrestati per aver pubblicato su Instagram foto di donne non velate, e quindi colpevoli di aver diffuso «promiscuità e cultura immorale e anti-islamica».
In Iran le donne non possono nemmeno cantare da soliste in pubblico, come ha di recente raccontato Kimia Ghorbani a The voice of Italy, né assistere a partite di calcio o di pallavolo.
Non a caso l'Iran è uno dei soli tre Stati (gli altri due sono Sudan e Somalia) che non hanno aderito alla Convenzione sulla eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne adottata nel 1979 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed entrata in vigore nel 1981.
La Convenzione, che tra l'altro è stata solo firmata ma non adottata dagli Stati Uniti, definisce così le discriminazioni:
Ogni distinzione, esclusione o restrizione compiuta sulla base del sesso che abbia l'effetto o il proposito di ostacolare o annullare il godimento o l'esercizio da parte delle donne, a prescindere dal loro stato civile, sulla base dell'eguaglianza tra uomini e donne, dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel campo politico, economico, sociale, culturale, civile, o in ogni altro campo.
Epperò c'è chi crede, tieniti forte, che le donne «non dovrebbero ridere in pubblico», è l'opinione del vice primo ministro turco Bülent Arınç: per gentiluomini come lui quelle riportate sopra sono solo parole su un pezzo di carta.
7 anni fa
Grazie ade
focus non pare una rivista femminista ...
7 anni fa
Riepilogo delle notizie pubblicate ad oggi:
Pag. 1
1. La pornografia da aspettative irrealistiche di ciò che è davvero il sesso.
2. Studio: fare sesso più di una volta a settimana non rende più felici.
3. La voce delle donne cambia durante le fasi del ciclo mestruale.
Pag. 2
4. Ricerca studia quali sono le fantasie sessuali più diffuse (e quelle meno).
5. In Italia c'è un allarme stupri? Allora leggetevi i dati del resto d'Europa.
Pag. 3
6. Migliaia di persone sono giunte ad un grande festival benefico.
7. Studio: i maggiori consumatori di pornografia online sono gli Stati più religiosi.
8. Salta il primo giorno di formazione perché sta facendo sesso con due ragazze.
9. Ha premuto per sbaglio un pulsante sul telefono e i quattro milioni di followers hanno assistito in diretta su Instagram a un rapporto sessuale con il fidanzato Andrew Gregory.
10. Ricerca scientifica ha studiato il fenomeno dei ?trombamici?.
Pag. 4
11. Arte erotica: statue e pitture antiche che fanno impallidire la pornografia moderna.
12. Le foto delle nozze non possono non essere indimenticabili e destinate a rimanere 'eterne' nel tempo.
13. Studio: alle donne ?piace? essere trattate come oggetti? Dipende da chi lo fa.
14. Dimensioni del pene: la ricerca ?definitiva? svela le misure dei maschi.
15. La lunghezza media del pene, secondo la scienza.
Pag. 5
16. L?amore è negli occhi: uno studio scopre come distinguere l?amore dal desiderio sessuale.
17. Primo premio della lotteria: sesso con un estraneo.
18. Incontri Online: 10 Considerazioni Psicologiche.
19. Si può rimanere incinte con il sesso orale? Sì (ma è un po? complicato).
Pag. 6
20. Questo fotografo ha ritratto 22 donne prima e dopo l'orgasmo per lottare contro il tabù del piacere femminile.
21. Settanta euro all'ora per intrattenersi con una bambola: questa è la trovata originale di una modernissima casa di appuntamenti di nome Bordoll.
22. Alti, spalluti, magri... che cosa piace alle donne.
Pag. 7
23. A letto i maschi sono più bravi con le bruttine?
Pag. 8
24. Orgasmo femminile: tutte le verità della scienza.
25. Qual è il tuo odore? La percezione olfattiva modifica la chimica sessuale.
26. Ricerca scientifica studia se è bene? darla al primo appuntamento.
27. Maestra presta computer agli alunni, ma dentro ci sono le sue foto sexy.
Pag. 9
28. Da quando la scienza studia i transessuali?
29. 10 incredibili leggi che criminalizzavano il sesso.
30. Differenze di sesso e di cervello.
31. Come cambia il desiderio sessuale in base all'età.
32. L?impatto che la bellezza fisica ha sulla nostra vita è molto potente.
33. Le donne gay o bisex, mai etero.
Pag. 10
34. STORIA DELLA FESTA DELLA DONNA.
35. Significato dei colori: caratteristiche e proprietà.
36. Lettera di un figlio che scopre che i genitori sono scambisti.
37. Psicoterapeuta, ecco perchè uomini sono attratti da donne mature.
Pag. 11
38. Cosa prevede la legge sulla parità salariale tra donne e uomini in Islanda.
39. Gay si nasce o si diventa?
40. Psicoterapeuta, ecco perchè uomini sono attratti da donne mature.
Pag. 12
41. Il nostro carattere è facilmente deducibile dalla prima lettera del nome.
42. Viaggi per single in Sicilia: Il turismo sessuale al femminile.
43. Sesso condizionato da ritmi della società. E agli uomini l?amore ?salva? la vita?.
44. Dopo le Milf è il turno dei Dilf: ecco chi sono.
45. Amo solo le donne sposate (ma non le rubo)!
46. Esperimento di Psicologia del Carcere di Stanford: il più sconvolgente
aprile 8th, 2015.
Pag. 13
47. Non fai sesso? Ecco cosa sta succedendo al tuo corpo.
48. L?egoista e l?egocentrico.
49. Come si definisce la bisessualità? - Per sgombrare il campo da dubbi!
50. Scambismo di coppia: la psicologia che sta dietro al fenomeno.
51. Le Differenze Psicologiche tra Uomo e Donna.
52. La distanza interpersonale.
53. Quali e quante forme di Intelligenza esistono? La Scienza se lo è chiesto e risponde.
Pag. 14
54. Gender X: è la nuova possibilità per i cittadini di New York che non si riconoscono né maschi né femmine. Facciamo chiarezza sui termini usati per parlare di identità di genere.
55. Quando nacque l'usanza di stringersi la mano?
56. 5 segni dell'attrazione secondo la scienza
57. Gli uomini pensano che le donne vogliano sempre fare sesso con loro.
58. Sesso virtuale sempre più reale.
59. Età biologica ed età anagrafica: le differenze.
60. Dubbi sul sesso? Non chiedete a Siri.
Pag. 15
61. Moche, la civiltà del sesso.
62. Come vestirsi per il sesso.
63. L’abito fa il monaco – Dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei.
64. 10 cose sulla prostituzione e la sua storia.
65. La storia della prostituzione.
66. PER VOI IL BACIO È IMPORTANTE ? DITE IL PERCHÉ.
Pag. 16
67. La bellezza è davvero negli occhi di chi guarda.
68. Come funziona il trapianto di pene.
69. Quando è nato il nude look?
70. 7 buoni consigli per il tuo pene.
71. Femminile e Maschile: le Differenze Scritte nei Codici.
Pag. 17
72. Sesso orale e caffè in Svizzera: presto sarà realtà in un bar.
73. 11 anni fa, l’inglese Amethyst Realm ha rinunciato alle relazioni con gli uomini scegliendo invece di “fare sesso con i fantasmi”.
74. Uomini insoddisfatti".
75. La libertà degli antichi e la libertà dei moderni.
76. Peli pubici: fine degli anni zero?
77. Il maschio è un animale, le donne se ne facciano una ragione.
78. Il LATO del bacio .
79. LA MODA FEMMINILE NEL ‘900.
80. Rivoluzione età, si diventa anziani a 75 anni. «Un 65enne oggi come un 40enne nel 1990».
81. Fantasie sessuali: quali sono le più diffuse?
82. Contro il Revenge Porn: voi non ci fate paura! Nove consigli per le ragazze ricattate.
Pag. 19
83. Fasi dello sviluppo psicosessuale secondo Freud.
84. A che punto siamo con i diritti delle donne in Italia e nel mondo?
Pag. 1
1. La pornografia da aspettative irrealistiche di ciò che è davvero il sesso.
2. Studio: fare sesso più di una volta a settimana non rende più felici.
3. La voce delle donne cambia durante le fasi del ciclo mestruale.
Pag. 2
4. Ricerca studia quali sono le fantasie sessuali più diffuse (e quelle meno).
5. In Italia c'è un allarme stupri? Allora leggetevi i dati del resto d'Europa.
Pag. 3
6. Migliaia di persone sono giunte ad un grande festival benefico.
7. Studio: i maggiori consumatori di pornografia online sono gli Stati più religiosi.
8. Salta il primo giorno di formazione perché sta facendo sesso con due ragazze.
9. Ha premuto per sbaglio un pulsante sul telefono e i quattro milioni di followers hanno assistito in diretta su Instagram a un rapporto sessuale con il fidanzato Andrew Gregory.
10. Ricerca scientifica ha studiato il fenomeno dei ?trombamici?.
Pag. 4
11. Arte erotica: statue e pitture antiche che fanno impallidire la pornografia moderna.
12. Le foto delle nozze non possono non essere indimenticabili e destinate a rimanere 'eterne' nel tempo.
13. Studio: alle donne ?piace? essere trattate come oggetti? Dipende da chi lo fa.
14. Dimensioni del pene: la ricerca ?definitiva? svela le misure dei maschi.
15. La lunghezza media del pene, secondo la scienza.
Pag. 5
16. L?amore è negli occhi: uno studio scopre come distinguere l?amore dal desiderio sessuale.
17. Primo premio della lotteria: sesso con un estraneo.
18. Incontri Online: 10 Considerazioni Psicologiche.
19. Si può rimanere incinte con il sesso orale? Sì (ma è un po? complicato).
Pag. 6
20. Questo fotografo ha ritratto 22 donne prima e dopo l'orgasmo per lottare contro il tabù del piacere femminile.
21. Settanta euro all'ora per intrattenersi con una bambola: questa è la trovata originale di una modernissima casa di appuntamenti di nome Bordoll.
22. Alti, spalluti, magri... che cosa piace alle donne.
Pag. 7
23. A letto i maschi sono più bravi con le bruttine?
Pag. 8
24. Orgasmo femminile: tutte le verità della scienza.
25. Qual è il tuo odore? La percezione olfattiva modifica la chimica sessuale.
26. Ricerca scientifica studia se è bene? darla al primo appuntamento.
27. Maestra presta computer agli alunni, ma dentro ci sono le sue foto sexy.
Pag. 9
28. Da quando la scienza studia i transessuali?
29. 10 incredibili leggi che criminalizzavano il sesso.
30. Differenze di sesso e di cervello.
31. Come cambia il desiderio sessuale in base all'età.
32. L?impatto che la bellezza fisica ha sulla nostra vita è molto potente.
33. Le donne gay o bisex, mai etero.
Pag. 10
34. STORIA DELLA FESTA DELLA DONNA.
35. Significato dei colori: caratteristiche e proprietà.
36. Lettera di un figlio che scopre che i genitori sono scambisti.
37. Psicoterapeuta, ecco perchè uomini sono attratti da donne mature.
Pag. 11
38. Cosa prevede la legge sulla parità salariale tra donne e uomini in Islanda.
39. Gay si nasce o si diventa?
40. Psicoterapeuta, ecco perchè uomini sono attratti da donne mature.
Pag. 12
41. Il nostro carattere è facilmente deducibile dalla prima lettera del nome.
42. Viaggi per single in Sicilia: Il turismo sessuale al femminile.
43. Sesso condizionato da ritmi della società. E agli uomini l?amore ?salva? la vita?.
44. Dopo le Milf è il turno dei Dilf: ecco chi sono.
45. Amo solo le donne sposate (ma non le rubo)!
46. Esperimento di Psicologia del Carcere di Stanford: il più sconvolgente
aprile 8th, 2015.
Pag. 13
47. Non fai sesso? Ecco cosa sta succedendo al tuo corpo.
48. L?egoista e l?egocentrico.
49. Come si definisce la bisessualità? - Per sgombrare il campo da dubbi!
50. Scambismo di coppia: la psicologia che sta dietro al fenomeno.
51. Le Differenze Psicologiche tra Uomo e Donna.
52. La distanza interpersonale.
53. Quali e quante forme di Intelligenza esistono? La Scienza se lo è chiesto e risponde.
Pag. 14
54. Gender X: è la nuova possibilità per i cittadini di New York che non si riconoscono né maschi né femmine. Facciamo chiarezza sui termini usati per parlare di identità di genere.
55. Quando nacque l'usanza di stringersi la mano?
56. 5 segni dell'attrazione secondo la scienza
57. Gli uomini pensano che le donne vogliano sempre fare sesso con loro.
58. Sesso virtuale sempre più reale.
59. Età biologica ed età anagrafica: le differenze.
60. Dubbi sul sesso? Non chiedete a Siri.
Pag. 15
61. Moche, la civiltà del sesso.
62. Come vestirsi per il sesso.
63. L’abito fa il monaco – Dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei.
64. 10 cose sulla prostituzione e la sua storia.
65. La storia della prostituzione.
66. PER VOI IL BACIO È IMPORTANTE ? DITE IL PERCHÉ.
Pag. 16
67. La bellezza è davvero negli occhi di chi guarda.
68. Come funziona il trapianto di pene.
69. Quando è nato il nude look?
70. 7 buoni consigli per il tuo pene.
71. Femminile e Maschile: le Differenze Scritte nei Codici.
Pag. 17
72. Sesso orale e caffè in Svizzera: presto sarà realtà in un bar.
73. 11 anni fa, l’inglese Amethyst Realm ha rinunciato alle relazioni con gli uomini scegliendo invece di “fare sesso con i fantasmi”.
74. Uomini insoddisfatti".
75. La libertà degli antichi e la libertà dei moderni.
76. Peli pubici: fine degli anni zero?
77. Il maschio è un animale, le donne se ne facciano una ragione.
78. Il LATO del bacio .
79. LA MODA FEMMINILE NEL ‘900.
80. Rivoluzione età, si diventa anziani a 75 anni. «Un 65enne oggi come un 40enne nel 1990».
81. Fantasie sessuali: quali sono le più diffuse?
82. Contro il Revenge Porn: voi non ci fate paura! Nove consigli per le ragazze ricattate.
Pag. 19
83. Fasi dello sviluppo psicosessuale secondo Freud.
84. A che punto siamo con i diritti delle donne in Italia e nel mondo?
7 anni fa
A volte penso che allo slogan iniziale del forum:
“Benvenuti nel Sex Forum di Annunci69.it, un luogo in cui è possibile incontrarsi, confrontarsi e soprattutto conoscersi. Lasciate cadere le vostre fantasie, ora siamo con voi!”
Si dovrebbe aggiungere:
«Lei ha il diritto di rimanere in silenzio. Qualsiasi cosa dirà potrà e sarà usata contro di lei in tribunale. Ha diritto a un avvocato durante l'interrogatorio. Se non può permettersi un avvocato, gliene sarà assegnato uno d'ufficio.»
Diritto di rimanere in silenzio. Perché nel momento in cui scrivi nel forum. Qualsiasi cosa dirai potrà essere usata contro di te.
....se non puoi permetterti un avvocato, gliene sarà assegnato uno d’ufficio. Ci sarà sempre qualcuno pronto a prendere le parti e spiegare o argomentare, ciò che altri scrivono.
“Benvenuti nel Sex Forum di Annunci69.it, un luogo in cui è possibile incontrarsi, confrontarsi e soprattutto conoscersi. Lasciate cadere le vostre fantasie, ora siamo con voi!”
Si dovrebbe aggiungere:
«Lei ha il diritto di rimanere in silenzio. Qualsiasi cosa dirà potrà e sarà usata contro di lei in tribunale. Ha diritto a un avvocato durante l'interrogatorio. Se non può permettersi un avvocato, gliene sarà assegnato uno d'ufficio.»
Diritto di rimanere in silenzio. Perché nel momento in cui scrivi nel forum. Qualsiasi cosa dirai potrà essere usata contro di te.
....se non puoi permetterti un avvocato, gliene sarà assegnato uno d’ufficio. Ci sarà sempre qualcuno pronto a prendere le parti e spiegare o argomentare, ciò che altri scrivono.
7 anni fa
Bisogna vedere il tuo pene cosa ne pensa di te invece 😄Quotato da Bull66_ME,In effetti, il numero di dick pic su un profilo è solitamente inversamente proporzionale al numero di recensioni—e questo significa che non importa quello che pensi del tuo pene, fotografarlo da dieci angolazioni diverse fa diminuire le tue possibilità di andare a letto con qualcuno.Quotato da Idrogeno,Della serie tutto il mondo è paese .
Articolo di Vice su FabSwingers.
https://www.vice.com/it/article/8xpp5v/fabswingerscom-come-funziona-scambisti
La vera notizia del giorno è che grazie a me A 69 gli fa na pippa a fab swingers ... 😄
Abbiamo dei cazzi qui che li ce ne fai tre 😋
Misha Modalità khich 😎 😎 😎
7 anni fa
E dove lo Poggio ? 😄Quotato da Bull66_ME,Adesso fai uscire il meglio di te, però 😋 😋 😋 😋Quotato da mishaemasha,Bisogna vedere il tuo pene cosa ne pensa di te invece 😄Quotato da Bull66_ME,In effetti, il numero di dick pic su un profilo è solitamente inversamente proporzionale al numero di recensioni—e questo significa che non importa quello che pensi del tuo pene, fotografarlo da dieci angolazioni diverse fa diminuire le tue possibilità di andare a letto con qualcuno.Quotato da Idrogeno,Della serie tutto il mondo è paese .
Articolo di Vice su FabSwingers.
https://www.vice.com/it/article/8xpp5v/fabswingerscom-come-funziona-scambisti
La vera notizia del giorno è che grazie a me A 69 gli fa na pippa a fab swingers ... 😄
Abbiamo dei cazzi qui che li ce ne fai tre 😋
Misha Modalità khich 😎 😎 😎
7 anni fa
Vero ..vero 💋 passerà anche questo ,vado a periodi e sono incostante ma.....le lavande vaginali hanno un loro fascino 😄 💋Quotato da Idrogeno,Domani apro un thread sulle lavande vaginali e voglio vedere se anche li @misha hai qualcosa da insegnare .
(Adesso mi uccide ... però dai ... alle volte sei tuttologamente onnipresente ... 😄 😄) [...]
Sto aspettando che mia figlia si sbriga ....
Non puoi scrivere sul Forum finchè non avrai completato il tuo profilo!.

