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SONO MAGGIORENNE ESCI

Cultura universitaria!!

772 interventi
3 anni fa
Singolo
Sardegna,
Qui dal 01.08.2020 -
Quotato da Ade-69,
Circa 4 anni fa postai nel thread “Sgrammaticati” il post che segue, e credo possa andare bene anche in riferimento alla “Cultura”:
Io so di essere un ignorante.
Mi crea disagio?
A volte si è cerco di colmare questa lacuna, non solo per me,ma anc [...]
I "poracci" che usano la cultura o il sapere (anche solo settoriale) in quel modo pari sono con quelli che usano "il vil denaro" (e quello che ci si può comprare) per apparire migliori di quello che sono, per tentare di avere accesso a mondi che altrimenti gli sarebbero preclusi (e che spesso restano tali), come pure per tentare di compensare lacune e mancanze (reali o presunte), per provare a tacitare le famose scimmie urlatrici alias complessi d'inferiorità.
Molti esseri umani per farsi accettare dal gruppo che considerano di riferimento farebbero qualsiasi cosa, come del resto per assurgere ad uno status (come sopra: reale o presunto) più elevato o visto come tale...
L'antica querelle tra l'essere e l'avere ora deve vedersela col semplice "sembrare"... 😏
A tanti (troppi) basta...

3 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
Ho trovato per caso (giuro non lo stavo cercando, ma mi è finito tra le mani cercando altro) un vecchio articolo sul concetto di Cultura, così lo scansionato e ve lo propongo:
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Concetto di cultura.
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Appunto di sociologia sul concetto di cultura: utile per antropologia culturale e per le scienze umane in generale.
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Il concetto di cultura
Il concetto di cultura è stato un concetto centrale per l’antropologia.
Oggi si tende a non parlare più di cultura al singolare ma di “molteplicità di culture”, di “logiche meticce”, con una sensibilità antropologica più attenta agli aspetti dinamici delle altre culture. Questo utilizzo si è sviluppato parallelamente all’uso del concetto di cultura anche nel contesto delle società cosiddette moderne.
Oggi, nella cosi definita società moderna, ci ritroviamo di fronte non più al concetto di cultura al singolare, ci ritroviamo invece immersi in una molteplicità di culture.
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L’uomo tende a non riflettere sulla propria cultura poiché essa è talmente parte di sé che egli la dà per scontata. Solo confrontandosi con sensibilità, credenze e abitudini diverse ci si accorge di condividere certe idee e usanze con un determinato gruppo. Non ci verrebbe neppure in mente, per esempio, l’idea di mangiare carne di cane, se non venissimo a sapere che in certe società ciò accade abitualmente. Analogamente, non ci renderemmo conto che le nostre opinioni sui germi sono di origine culturale se non sapessimo che le altre popolazioni attribuiscono le cause della malattia alla stregoneria o agli spiriti maligni.
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Definizione di cultura
La prima definizione di cultura è stata data nel 1871 dall’antropologo britannico Tylor che nel suo libro Primitive Culture, considera la cultura come: “quell’insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società”. 
Ne sono seguite molte altre che però non si distaccano molto dal pensiero di Tylor. Proprio questa aderenza più o meno fedele a questa iniziale definizione, ha permesso a centinaia di antropologi – evoluzionisti, diffusionisti, relativisti, funzionalisti, neo-evoluzionisti, diffusionisti, materialisti culturali – di abbracciare nella ricerca e nell’elaborazione dei dati, la singolarità espressa dalla quotidianità della vita in un gruppo, dai suoi costumi particolari, dai suoi usi specifici.
Nel corso della seconda metà del XX secolo si sono susseguiti tanti e tali cambiamenti da costringere gli antropologi a una revisione del concetto di cultura e non solo. 
È possibile connotare l’antropologia nel e del mondo attuale con due espressioni che ne riassumono rispettivamente l’oggetto e la natura: culture ibride e pensiero meticcio.
Per lungo tempo si è pensato alla società e alle culture umane come ad entità isolate e “prese” ciascuna nel circuito dei propri significati. Ciò non è del tutto sbagliato, nel senso che se vogliamo capire quale significato abbiano certi comportamenti e certe idee, le culture vanno effettivamente studiate nei termini che sono loro propri. Tuttavia ci si è anche resi conto che da sempre le culture cambiano, mutano cioè nel tempo i loro valori, le loro strutture, le loro istituzioni ecc..

3 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
Quotato da Masterpiece68,
Quotato da XHunerXP,

Assolutamente no.
Perché l'ignoranza la subiscono e cercano sempre di migliorarsi con umiltà e consapevolezza.
Qui si parla degli ignoranti di un altro tipo, quelli che sanno di esserlo e volutamente reagiscono cercando di abbassare gli altri al loro livello.
Non riuscendoci, "sparano" su chiunque abbia una mezza virgola di cultura più di loro.
Se : "cuore ed anima per l'ignorante che vuole crescere", nessuna pietà per questi ultimi.
E posso dirti, ma tu lo sai già, che è stupendo vedere risultati e crescita in persone "ignoranti" ma che mettono tutto l'entusiasmo nell'imparare.
Infatti certi atteggiamenti di rifiuto nascondono insicurezze, senso di inadeguatezza e complessi d'inferiorità, inutile girarci attorno e far finta che sia "orgoglio coatto" o addirittura tentare maldestramente di dargli una comoda lettura come fosse una sorta di rivolta o reazione a non si capisce bene cosa...
Poi se vogliamo parlare di storia, sociologia, delle immense problematiche e discrasie del comparto istruzione e di tante tante altre cosette sono sempre a disposizione ma per favore non prendiamoci in giro.
Ora sono in viaggio, a dopo... 👋😘
.
Se si parla di cultura in senso generale, non posso che essere d’accordo con te con @XHunerXP con @Idrogeno e con @ssbbw69. Ci sono persone che fanno della propria ignoranza un vanto (per svariati motivi che al momento non serve analizzare).
Ma poi rifletto e cerco di approfondire il concetto è mi chiedo e vi chiedo:
Ma se pensassimo a culture specifiche, anche banali per alcuni, tipo la cultura culinaria (derivata da un innegabile conoscenza è sapere della materia), così come quando diciamo “quello ha una cultura dei motori infinita” parlando di un meccanico che conosce benissimo il suo lavoro e lo sa fare altrettanto bene, o ancora il “vero contadino deve averla una profonda cultura dei formaggi”. E così via all’infinito, perché ammettiamolo le conoscenze e conseguentemente le culture sono infinite, anche quando si parla di cultura generale là si limita a dei confini.
Ecco che allora mi chiedo e vi chiedo, ma alla fine definire una cultura validità rispetto ad un’altra che non riteniamo valida (mi viene in mente tra quelle che vengono definite culture valide la “cultura universitaria”)non è solo una questione di ciò che per noi è cultura riferita al nostro essere personale?

3 anni fa
Coppia
Lazio, Roma
CERTIFICATO

Qui dal 28.10.2016 -
Quotato da Ade-69,
Quotato da Masterpiece68,

Infatti certi atteggiamenti di rifiuto nascondono insicurezze, senso di inadeguatezza e complessi d'inferiorità, inutile girarci attorno e far finta che sia "orgoglio coatto" o addirittura tentare maldestramente di dargli una comoda lettura come fosse una sorta di rivolta o reazione a non si capisce bene cosa...
Poi se vogliamo parlare di storia, sociologia, delle immense problematiche e discrasie del comparto istruzione e di tante tante altre cosette sono sempre a disposizione ma per favore non prendiamoci in giro.
Ora sono in viaggio, a dopo... ??
.
Se si parla di cultura in senso generale, non posso che essere d?accordo con te con @XHunerXP con @Idrogeno e con @ssbbw69. Ci sono persone che fanno della propria ignoranza un vanto (per svariati motivi che al momento non serve analizzare).
Ma poi rifletto e cerco di approfondire il concetto è mi chiedo e vi chiedo:
Ma se pensassimo a culture specifiche, anche banali per alcuni, tipo la cultura culinaria (derivata da un innegabile conoscenza è sapere della materia), così come quando diciamo ?quello ha una cultura dei motori infinita? parlando di un meccanico che conosce benissimo il suo lavoro e lo sa fare altrettanto bene, o ancora il ?vero contadino deve averla una profonda cultura dei formaggi?. E così via all?infinito, perché ammettiamolo le conoscenze e conseguentemente le culture sono infinite, anche quando si parla di cultura generale là si limita a dei confini.
Ecco che allora mi chiedo e vi chiedo, ma alla fine definire una cultura validità rispetto ad un?altra che non riteniamo valida (mi viene in mente tra quelle che vengono definite culture valide la ?cultura universitaria?)non è solo una questione di ciò che per noi è cultura riferita al nostro essere personale?
Caro Ade, stai confondendo la cultura con la competenza specifica.
Un contadino, magari analfabeta, con la sua "cultura" ci lavora e produce un formaggio eccezionale, così come un avvocato lavora con la sua e, a seconda della preparazione, vince le cause.
Entrambi però, se incontrano un astrofisico che parla della sua materia, devono tacere e prestare attenzione ammirati.
Va da sé che nessuno può essere onnisciente mentre invece può, aggiornandosi e leggendo non soltanto fumetti o riviste, sostenere una conversazione generale senza fare figure barbine.
Il buonsenso suggerisce di non addentrarsi in argomenti dove si è completamente impreparati, ma piuttosto ascoltare, magari facendo domande per dimostrare interesse.
Pallina

3 anni fa
Trans/Trav
Veneto, Rovigo
Qui dal 19.03.2019 -
il contadino è avvantaggiato,nel suo garage ha già una dino 😄

3 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
Quotato da pinkoepallina][quote=Ade-69,
Va da sé che nessuno può essere onnisciente mentre invece può, aggiornandosi e leggendo non soltanto fumetti o riviste, sostenere una conversazione generale senza fare figure barbine.
Il buonsenso suggerisce di non addentrarsi in argomenti dove si è completamente impreparati, ma piuttosto ascoltare, magari facendo domande per dimostrare interesse.
Pallina
Ovviamente sono d’accordo anche con te che dici le stesse cose dette dai quattro che ho quotato prima.
Il mio interrogativo era più per capire, fin dove si devono avere delle conoscenze generali/generiche affinché si rientri nell’essere considerati di media cultura?
P.s. Ad esempio vedo spesso associata la conoscenza della lingua al possesso di cultura, basta questo o comunque se non si ha questo a prescindere da altre conoscenze non si potrà mai rientrare nei possessori di una media cultura?

3 anni fa
Singolo
Campania, Napoli
CERTIFICATO

Qui dal 01.10.2018 -
Quotato da pinkoepallina,
Quotato da Ade-69,

.
Se si parla di cultura in senso generale, non posso che essere d?accordo con te con @XHunerXP con @Idrogeno e con @ssbbw69. Ci sono persone che fanno della propria ignoranza un vanto (per svariati motivi che al momento non serve analizzare).
Ma poi rifletto e cerco di approfondire il concetto è mi chiedo e vi chiedo:
Ma se pensassimo a culture specifiche, anche banali per alcuni, tipo la cultura culinaria (derivata da un innegabile conoscenza è sapere della materia), così come quando diciamo ?quello ha una cultura dei motori infinita? parlando di un meccanico che conosce benissimo il suo lavoro e lo sa fare altrettanto bene, o ancora il ?vero contadino deve averla una profonda cultura dei formaggi?. E così via all?infinito, perché ammettiamolo le conoscenze e conseguentemente le culture sono infinite, anche quando si parla di cultura generale là si limita a dei confini.
Ecco che allora mi chiedo e vi chiedo, ma alla fine definire una cultura validità rispetto ad un?altra che non riteniamo valida (mi viene in mente tra quelle che vengono definite culture valide la ?cultura universitaria?)non è solo una questione di ciò che per noi è cultura riferita al nostro essere personale?
Caro Ade, stai confondendo la cultura con la competenza specifica.
Un contadino, magari analfabeta, con la sua "cultura" ci lavora e produce un formaggio eccezionale, così come un avvocato lavora con la sua e, a seconda della preparazione, vince le cause.
Entrambi però, se incontrano un astrofisico che parla della sua materia, devono tacere e prestare attenzione ammirati.
Va da sé che nessuno può essere onnisciente mentre invece può, aggiornandosi e leggendo non soltanto fumetti o riviste, sostenere una conversazione generale senza fare figure barbine.
Il buonsenso suggerisce di non addentrarsi in argomenti dove si è completamente impreparati, ma piuttosto ascoltare, magari facendo domande per dimostrare interesse.
Pallina

Il buon senso è una delle più alte forme di cultura 🌹

3 anni fa
Trans/Trav
Veneto, Rovigo
Qui dal 19.03.2019 -
beh uno può essere anche dottore in teoria, ma in pratica non saper fare un cazzo,io sono più per la pratica 😄

3 anni fa
Singolo
Campania, Napoli
CERTIFICATO

Qui dal 01.10.2018 -
Quotato da stephanie69,
beh uno può essere anche dottore in teoria, ma in pratica non saper fare un cazzo,io sono più per la pratica 😄
Meglio un contadino oggi che un fisico teorico domani 😋 😋 😋

3 anni fa
Coppia
Lazio, Roma
CERTIFICATO

Qui dal 28.10.2016 -
Quotato da Ade-69][quote=pinkoepallina,

Ovviamente sono d’accordo anche con te che dici le stesse cose dette dai quattro che ho quotato prima.
Il mio interrogativo era più per capire, fin dove si devono avere delle conoscenze generali/generiche affinché si rientri nell’essere considerati di media cultura?
P.s. Ad esempio vedo spesso associata la conoscenza della lingua al possesso di cultura, basta questo o comunque se non si ha questo a prescindere da altre conoscenze non si potrà mai rientrare nei possessori di una media cultura?
Secondo me, visto che si presuppone che la buona conoscenza della lingua sia direttamente proporzionale al tempo che si dedica alla lettura e sperando che non ci si fossilizzi su un unico argomento, sì, dovrebbe bastare.
Se poi alla lettura si aggiungono altre fonti di apprendimento, tipo internet o televisione, sarebbe ancora meglio... ma attenzione a "filtrare".
Bisogna prestare molta attenzione ed evitare fake e programmi, per non dire reti, diseducativi e disinformativi.
E pazienza se non si è al corrente su chi ha vinto "L'isola dei Famosi", fra l'altro potrebbe essere un punto a favore.
(Io l'ho saputo per caso un quarto d'ora fa).
Pallina

3 anni fa
Singolo
Abruzzo, L'Aquila
Qui dal 30.11.2013 -
Ed è subito Rieducational Channel 😮
Vulvia, dove sei? 😒

3 anni fa
Singolo
Sardegna,
Qui dal 01.08.2020 -
Quotato da Ade-69,
Quotato da Masterpiece68,

Infatti certi atteggiamenti di rifiuto nascondono insicurezze, senso di inadeguatezza e complessi d'inferiorità, inutile girarci attorno e far finta che sia "orgoglio coatto" o addirittura tentare maldestramente di dargli una comoda lettura come fosse una sorta di rivolta o reazione a non si capisce bene cosa...
Poi se vogliamo parlare di storia, sociologia, delle immense problematiche e discrasie del comparto istruzione e di tante tante altre cosette sono sempre a disposizione ma per favore non prendiamoci in giro.
Ora sono in viaggio, a dopo... 👋😘
.
Se si parla di cultura in senso generale, non posso che essere d’accordo con te con @XHunerXP con @Idrogeno e con @ssbbw69. Ci sono persone che fanno della propria ignoranza un vanto (per svariati motivi che al momento non serve analizzare).
Ma poi rifletto e cerco di approfondire il concetto è mi chiedo e vi chiedo:
Ma se pensassimo a culture specifiche, anche banali per alcuni, tipo la cultura culinaria (derivata da un innegabile conoscenza è sapere della materia), così come quando diciamo “quello ha una cultura dei motori infinita” parlando di un meccanico che conosce benissimo il suo lavoro e lo sa fare altrettanto bene, o ancora il “vero contadino deve averla una profonda cultura dei formaggi”. E così via all’infinito, perché ammettiamolo le conoscenze e conseguentemente le culture sono infinite, anche quando si parla di cultura generale là si limita a dei confini.
Ecco che allora mi chiedo e vi chiedo, ma alla fine definire una cultura validità rispetto ad un’altra che non riteniamo valida (mi viene in mente tra quelle che vengono definite culture valide la “cultura universitaria”)non è solo una questione di ciò che per noi è cultura riferita al nostro essere personale?
La parola "cultura" ha diversi significati (non sovrapponibili) a seconda del contesto e della branca di applicazione... come del resto avviene per moltissime altre parole.
Ad esempio "ambiente" per uno zoologo ecologo è una cosa, per un interior designer un'altro, per un programmatore un altro ancora ed i significati sono specifici, non interscambiabili se non in situazioni particolari (multi ed interdisciplinarità) ben spiegato preventivamente altrimenti, molto semplicemente, non ci si capisce.
In questo caso non era certo la chiave antropologica (le culture) quella giusta per dare un senso a quanto sin qui detto.
La domanda vera da farsi, che si ricollega alle mie affermazioni sui complessi d'inferiorità ed inadeguatezza, è: ma com'è tutta questa ostilità, questo rifiuto aprioristico nei confronti della cultura, del sapere, della conoscenza? (Non di chi se ne fa portatore, che potrei essere anche d'accordo ma proprio con il concetto stesso)
Qual'è il vero problema? Ed è evidente che un problema ci sia eccome, inutile tentare di svicolare o nascondersi dietro un dito.
E lo ripeto nuovamente: intelligenza, livello culturale e livello d'istruzione non sono affatto sinonimi, quindi?
Non posso non pensare alla favola della volpe e l'uva attribuita ad Esopo e al "più sai, più sai di non sapere" attribuita a Socrate da cui per la proprietà transitiva discende che meno sai, meno sai di non sapere... 😏

3 anni fa
Singolo
Lombardia,
CERTIFICATO

Qui dal 29.07.2016 -
@Masterpiece68 come dicevo sono pienamente d’accordo con te, ma oltre a condividere l’evidenza sull’ ostilità di alcune persone verso qualsiasi tipo di istruzione e conoscenza, e che ne fanno un vanto.
Non saprei come rispondere alle tue domande:
.
La domanda vera da farsi, che si ricollega alle mie affermazioni sui complessi d'inferiorità ed inadeguatezza, è: ma com'è tutta questa ostilità, questo rifiuto aprioristico nei confronti della cultura, del sapere, della conoscenza? (Non di chi se ne fa portatore, che potrei essere anche d'accordo ma proprio con il concetto stesso)
Qual'è il vero problema? Ed è evidente che un problema ci sia eccome, inutile tentare di svicolare o nascondersi dietro un dito.
E lo ripeto nuovamente: intelligenza, livello culturale e livello d'istruzione non sono affatto sinonimi, quindi?
.
E non so sinceramente chi potrebbe rispondere a tali domande.

3 anni fa
Singolo
Abruzzo, L'Aquila
Qui dal 30.11.2013 -
Quotato da Ade-69,
@Masterpiece68 come dicevo sono pienamente d’accordo con te, ma oltre a condividere l’evidenza sull’ ostilità di alcune persone verso qualsiasi tipo di istruzione e conoscenza, e che ne fanno un vanto.
Non saprei come rispondere alle tue domande:
. [...]
Eppure le risposte alle tue domande ci sono... è che non piacciono! Tutto qua. 😄

3 anni fa
Singolo
Sardegna,
Qui dal 01.08.2020 -
Quotato da Ade-69,
@Masterpiece68 come dicevo sono pienamente d’accordo con te, ma oltre a condividere l’evidenza sull’ ostilità di alcune persone verso qualsiasi tipo di istruzione e conoscenza, e che ne fanno un vanto.
Non saprei come rispondere alle tue domande:
. [...]
Non cercavo delle risposte, erano le classiche domande retoriche fatte per indurre a riflessione all'interno del discorso portato avanti sin qui... le risposte le conosco ed in parte (e assai sinteticamente e compatibilmente con il "dove siamo" e su che tipo di supporto si svolge la comunicazione) delle direzioni di massima in cui guardare le ho date, al singolo (come alla singola, alla coppia, al trans-trav e al bsx-gay) coglierle se ne ha voglia... sennò stica...😊😅
Piss & Love 💗

3 anni fa
Coppia
Lazio, Roma
CERTIFICATO

Qui dal 28.10.2016 -
Quotato da Ade-69,
La domanda vera da farsi, che si ricollega alle mie affermazioni sui complessi d'inferiorità ed inadeguatezza, è: ma com'è tutta questa ostilità, questo rifiuto aprioristico nei confronti della cultura, del sapere, della conoscenza?
Scusami, ma fra le tue conoscenze reali o virtuali, quanti riscontri del genere hai avuto?
Non nego che ci possa essere chi della propria ignoranza ne fa un vanto (così come della propria antipatia o della propria stronzaggine, come leggevo in altro 3D tempo fa) ma in rapporto alla massa mi sembra che non sia una parte così rilevante da meritare un dibattito.
Sono pochissimi casi, secondo me, dove magari c'è inadeguatezza, sofferenza o patologia, in ogni caso "intelligenti" non lo sono davvero.
Altro discorso riguardo coloro che non attribuiscono grandi vantaggi ad essere mediamente colti o non vogliono applicarsi per erudirsi, ma da qui a rifiutare per partito preso e/o a denigrare la cultura, il sapere, la conoscenza, mi sembra che tanto ci passi.
Pallina

3 anni fa
Singolo
Campania, Napoli
CERTIFICATO

Qui dal 01.10.2018 -
Sarò io strano... Ma credo che tra cultura e sessualità non ci sia molta attinenza... Alcuni pongono come vincolo il fatto di avere "cultura" e di ricercare persone a loro simili e sono problemi loro... Il termine "cultura", secondo me, viene usato spesso in maniera inappropriata, legandolo all'aver conseguito un titolo di studio, tipo laurea, senza considerare che esistono più modi di estrinsecarsi della cultura: esiste la cultura contadina, la cultura del fare, la cultura del lavoro, la cultura culinaria, la cultura del saper vivere ecc... e non tutte necessariamente legate ad un titolo di studio ma ad esperienze di vita. Trovo alquanto inadeguata come differenziazione, in campo sessuale, questa presunta cultura perché si può trovare intesa con un'altra persona indipendentemente dal titolo di studio o dalla "classe sociale" di appartenenza: quello che conta è "piacersi", da tutti i punti di vista.

3 anni fa
Coppia
Puglia, Bari
Qui dal 31.01.2019 -
...che poi, dietro ad un "cultura universitaria" spesso si nasconde semplicemente una laurea conseguita al Cepu.

3 anni fa
Singolo
Sardegna,
Qui dal 01.08.2020 -
Motivo per cui la discussione, o meglio alcune considerazioni di carattere generale basate su dati di fatto (noti, univoci, studiati da tempo, con indagine statistica al seguito) e non certo sull'anedottica o frutto di visioni autoreferenziali, era nata altrove e già il titolo di questo tread risulta fuorviante in questo senso.
Poi che livello culturale generale, livello d'istruzione o scolarizzazione ed intelligenza non fossero necessariamente sinonimi mi pare di averlo detto (ed era lapalissiano ma evidentemente... 😏 ) molto, molto chiaramente...
Adoro quando qualcuno si sbraccia per contraddire una tesi o negare l'esistenza di un "problema" e facendolo riesce solo a confermare, non volendo, la validità di quegli assunti... 😏😉
Esopo, Socrate e Dunning&kruger spostateve proprio! 😅😂
😘

3 anni fa
Singolo
Campania, Napoli
CERTIFICATO

Qui dal 01.10.2018 -
Quotato da zortonaldo,
Chi ha curiosità di conoscere, ha già cultura perché è disposto/a ad aprire la mente a cose sconosciute prestando attenzione a ciò che altri hanno da dire.
Chi è convinto di sapere già tutto è una TDC. [...]

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