5 anni fa
Ovvio che lo spirito era ironico, come ho riconosciuto e sottolineato.Quotato da Tony11,Acclarato che lo spirito iniziale era ironico e superata questa cosa direi che l'esempio del gioco con le carte è poco calzante. Sono un giocatore anche io ma il principio è completamente diverso. Quando gioco (dadi,carte,cavalli e via discorrendo) lo faccio per vincere qualsiasi sia la posta in gioco (anche nulla se non la soddisfazione di vincere). Gioco solo con chi ritengo alla mia altezza (senza falsa modestia sono bravo) e soprattutto ci sono regole che valgono anche nella partitina tra amici (bravi ovviamente) dove non ti giochi nulla. Escluso il barare il "gettare le carte in aria" è universalmente riconosciuto come il gesto più scorretto che si possa fare (quale che sia la tattica dell'avversario è volta a vincere che è lo scopo del gioco di cui parlavi tu).Quotato da CpErotos,
Sì, possiamo dirla così ma rischiamo di morire di noia (non per voi, eh,solo per il concetto).
Il vostro post ha spunti molto più interessanti di questo: se ogni discorso sull'etica dello scambismo si ferma al richiamo dei princìpi "rispetto-educazione-buonsenso", senza che a questi venga dato corpo, rimangono parole dette così, fluttuanti.
Capisco che l'apertura del post sia provocatoria, quasi retorica. Ma io continuo a credere che le regole del gioco esistano e siano molto più variegate e interessanti della suddetta trinità.
Evidentemente (pur chiamandosi allo stesso modo e pur essendo allo stesso modo una cosa seria) si tratta di un altro tipo di gioco dove non ci deve essere un vincitore.
Su una cosa ti do ragione, non c'è un vincitore, a differenza del gioco. Ma è l'unica differenza che riesco a trovare.
5 anni fa
Mai avuto dubbi sulla comprensione dello spirito del topic (te l'ho riconosciuto apertamente)Quotato da CpErotos,
Ovvio che lo spirito era ironico, come ho riconosciuto e sottolineato.
Su una cosa ti do ragione, non c'è un vincitore, a differenza del gioco. Ma è l'unica differenza che riesco a trovare.
La differenza è appunto una (non ne ho elencate altre) ma...sostanziale tanto da rendere le due cose diametralmente opposte
5 anni fa
Regole? Eccole:
Ironia, pulizia,educazione, empatia e quel sano senso dell'umorismo che ti accompagna anche quando ricevi un rifiuto 🙂
Ironia, pulizia,educazione, empatia e quel sano senso dell'umorismo che ti accompagna anche quando ricevi un rifiuto 🙂
5 anni fa
L'attività sessuale "allargata" è stata chiamata, per convenzione, "gioco".
Questo, secondo me, è fuorviante, poiché è ovvio che il termine porti implicitamente con sé la parola "regole": non c'è gioco che non le abbia ed è giusto che sia così.
Ma, oltre le convenzioni ed i termini (in qualche modo dovevamo pure chiamarla quest'attività, no?) siamo sicuri che il sesso "disinvolto" sia un gioco, per come viene comunemente intesa la parola?
Io non lo credo affatto, per me sono rapporti sociali i quali, inoltre, coinvolgono quanto di più intimo esista in una persona.
L'esempio del Machiavelli, riporto le parole di @Cperotos ("nessuna regola vieta di chiudere in mano, ma se lo fai non rispetti lo spirito del gioco, che si basa sull'incastro reciproco delle carte. Personalmente, butto carte all'aria") è lampante, ma al contrario.
Loro dicono, infatti "nessuna regola vieta di chiudere in mano, ma se lo fai non rispetti lo spirito del gioco".
Esatto, lo SPIRITO, non le REGOLE. Quelle, così facendo, le rispetti, ma non sei, per così dire, "sportivo", non rispetti l'avversario.
Allora, visto che la triade educazione-buonsenso-rispetto rischia di essere vuota di significato, io tolgo i primi due elementi e lascio soltanto il terzo.
E già, perché se esiste il rispetto non si mente, non si bara, non si cercano escamotage e se c'è qualche malinteso si chiarisce, vanificando il bisogno di gettare le carte per aria. A meno di pretesti, naturalmente, ma in quel caso saremmo noi a non averlo verso gli altri.
Un conto è quindi cercare le motivazioni che ci spingono a "giocare", diverse per tutti, dove trovo positivo e costruttivo il confronto (vorrei che non dimenticaste quest'ultima frase) un altro andare a cercare regole che non esistono perché una parola (ripeto, RISPETTO) le racchiude tutte.
Pallina
Questo, secondo me, è fuorviante, poiché è ovvio che il termine porti implicitamente con sé la parola "regole": non c'è gioco che non le abbia ed è giusto che sia così.
Ma, oltre le convenzioni ed i termini (in qualche modo dovevamo pure chiamarla quest'attività, no?) siamo sicuri che il sesso "disinvolto" sia un gioco, per come viene comunemente intesa la parola?
Io non lo credo affatto, per me sono rapporti sociali i quali, inoltre, coinvolgono quanto di più intimo esista in una persona.
L'esempio del Machiavelli, riporto le parole di @Cperotos ("nessuna regola vieta di chiudere in mano, ma se lo fai non rispetti lo spirito del gioco, che si basa sull'incastro reciproco delle carte. Personalmente, butto carte all'aria") è lampante, ma al contrario.
Loro dicono, infatti "nessuna regola vieta di chiudere in mano, ma se lo fai non rispetti lo spirito del gioco".
Esatto, lo SPIRITO, non le REGOLE. Quelle, così facendo, le rispetti, ma non sei, per così dire, "sportivo", non rispetti l'avversario.
Allora, visto che la triade educazione-buonsenso-rispetto rischia di essere vuota di significato, io tolgo i primi due elementi e lascio soltanto il terzo.
E già, perché se esiste il rispetto non si mente, non si bara, non si cercano escamotage e se c'è qualche malinteso si chiarisce, vanificando il bisogno di gettare le carte per aria. A meno di pretesti, naturalmente, ma in quel caso saremmo noi a non averlo verso gli altri.
Un conto è quindi cercare le motivazioni che ci spingono a "giocare", diverse per tutti, dove trovo positivo e costruttivo il confronto (vorrei che non dimenticaste quest'ultima frase) un altro andare a cercare regole che non esistono perché una parola (ripeto, RISPETTO) le racchiude tutte.
Pallina
5 anni fa
Caro ,@appagante si parlava delle differenze tra "questo gioco" ed il gioco delle carte (erroneamente portato ad esempio da @cperotos) e del fatto che pur chiamandosi nello stesso modo non c'entrano una beata cippa l'uno con l'altro. La piaga della "competizione in forum (come quella del traffico di Palermo) sta nelle teste di chi la vuol vedere e di chi non riesce a comprendere i discorsi anche più semplici. Non mi meraviglio della tua abituale confusione nel leggere cose diverse da quelle scritte e mi ha strappato un sorriso il goffo tentativo di @swrf di tentare di tornare indietro dopo essersi accorto di aver preso fischi per fiaschi.Quotato da Appagante91,Lo spirito di competizione, una piaga che si nota fin dal forum e che si riflette anche sugli incontri, tra coppie e tra singoli. Nessuno ne parla mai.Quotato da SwFr,
Mi sembra che tu stia confondendo il gioco con la competizione 😮. Sono cose diverse. Il termine gioco lo vedo come attività ludica, basato sulla leggerezza (che non significa mancanza di serietà) e che ci rende assolutamente liberi 😎. Ogni gioco ha delle regole, anche non averne è una regola, e essendo quello sul sito un gioco "sociale" non può prescindere dalle regole della socialità e da quelle che ognuno di noi ci mette che vanno tutte rispettate se si vuol "giocare". 😇
P.S. @Appagante...mo ti dico una cosa. Ho 52 (non è l'età quello che vole volevo dirti) e non me lo sono mai misurato nè fatto gare per vedere chi pisciava più lontano
5 anni fa
Quotato da Coppia4050,Nella mente di chi la vuole vedere.
(Non credo ci sia bisogno del disegnino, per capire che il riferimento è alla competizione. Però nel caso serva, ditelo)
Te lo dico ancora una volta.Quotato da Appagante91,A me fa sorridere che in un solo post tu abbia detto che 3 utenti diversi hanno sbagliato a fare paragoni, rispondere e interpretare un tuo scritto. Due sono i casi, o ti esprimi male o siamo noi fermi alla terza media.Quotato da Tony11,
Caro ,@appagante si parlava delle differenze tra "questo gioco" ed il gioco delle carte (erroneamente portato ad esempio da @cperotos) e del fatto che pur chiamandosi nello stesso modo non c'entrano una beata cippa l'uno con l'altro. La piaga della "competizione in forum (come quella del traffico di Palermo) sta nelle teste di chi la vuol vedere e di chi non riesce a comprendere i discorsi anche più semplici. Non mi meraviglio della tua abituale confusione nel leggere cose diverse da quelle scritte e mi ha strappato un sorriso il goffo tentativo di @swrf di tentare di tornare indietro dopo essersi accorto di aver preso fischi per fiaschi.
P.S. @Appagante...mo ti dico una cosa. Ho 52 (non è l'età quello che vole volevo dirti) e non me lo sono mai misurato nè fatto gare con chi pisciava più lontano
La competizione (argomento che meriterebbe un altro topic) tra coppie e tra singoli esiste eccome. Nel forum emerge benissimo quando l'attacco non è rivolto a quello che scrivi ma alla persona stessa, giudicandola senza conoscerla.
Nel gioco emerge quando, organizzando incontri tra più persone, si tende a parlar male/escludere altri. Cosa che succede ogni giorno.
Lo Stato italiano grazie ai miei studi ed a varie abilitazioni (ottenute con concorsi pubblici e non con i punti del supermercato) mi paga per insegnare.
Tra i vari corsi di aggiornamento ne ho fatto uno molto interessante (il relatore allora era vicepresidente dell'Accademia della Crusca) riguardo la dislessia.
Ahimè la forma più diffusa (risolvibile con un minimo di aiuto e di impegno) è quella che non fa comprendere quello che gli altri scrivono ma bisognerebbe per prima cosa rendersi conto del problema.
Io stesso sono disgrafico ma qui si scrive tramite PC o telefono per cui il problema non sussiste e nell'ambito lavorativo ho risolto scrivendo in stampatello.
Come vedi...basta riconoscere di avere un problema e...si risolve.
Se oltre al problema ci si incaponisce nel non volerlo ammettere...si rischia di aggravare la situazione perchè non comprendendo gli scritti ci si mette sulla difensiva partendo poi lancia in resta contro i mulini a vento
5 anni fa
Il gioco portato ad esempio da @cperotos prevede un vincitore a prescindere dalla posta per cui DEVE per forza esserci competizione (nessuno gioca per perdere).Quotato da SwFr,Tony11 la mia è una opinione, nessun goffo tentativo...e lo riassumo per chiarezza perchè, magari diviso in due non ti è di facile comprensione 😮 La base del gioco prevede che il motivo per giocare sia condiviso da tutti i giocatori.. Se si gioca con lo stesso fine le regole, non solo del gioco ma dello spirito del gioco, sono già condivise in partenza.Quotato da Tony11,
Caro ,@appagante si parlava delle differenze tra "questo gioco" ed il gioco delle carte (erroneamente portato ad esempio da @cperotos) e del fatto che pur chiamandosi nello stesso modo non c'entrano una beata cippa l'uno con l'altro. La piaga della "competizione in forum (come quella del traffico di Palermo) sta nelle teste di chi la vuol vedere e di chi non riesce a comprendere i discorsi anche più semplici. Non mi meraviglio della tua abituale confusione nel leggere cose diverse da quelle scritte e mi ha strappato un sorriso il goffo tentativo di @swrf di tentare di tornare indietro dopo essersi accorto di aver preso fischi per fiaschi.
P.S. @Appagante...mo ti dico una cosa. Ho 52 (non è l'età quello che vole volevo dirti) e non me lo sono mai misurato nè fatto gare per vedere chi pisciava più lontano
Questo che per convenzione chiamiamo gioco (lo ha spiegato in modo molto chiaro anche @Pallina) in comune con l'altro ha solo il nome ma...non c'è competizione perchè non ci sono nè vincitori nè vinti. Dovrebbero esserci persone con affinità (spero di non dover specificare o fare l'elenco di queste ultime) che vogliono divertirsi.
Ora mi sembra lapalissiano che in un ambito (le carte,i dadi e via dicendo) in cui si "gioca" per vincere...ci vogliono delle regole mentre in un contesto di convivialità dove si "gioca" per piacere reciproco non possono esserci regole se non appunto quelle normali di convivenza civile e di rispetto che "dovrebbero" essere presenti in ogni ambito.
Siccome so che non tutti siamo uguali (fortunatamente) torna sempre in auge quello che diceva zia Filomena riguardo l'autobus da prendere.
5 anni fa
Se le regole valgono da persona a persona, vuol dire che non sono regole. Le regole, in quanto tali, DEVONO valere per tutti.Quotato da Appagante91,A proposito, "Rispetto, educazione e buonsenso" cambiano da persona a persona, il disegnino serve veramente (a tutti) perché si presuppone che tutti abbiano lo stesso buon senso/rispetto ed educazione nel gioco (e nella vita), ma così non è. Le regole del gioco cambiano da persona a persona, come nella società normale. C'è chi pensa che la vendetta sia un diritto e chi no. C'è chi pensa che il rispetto si conquisti col timore e chi no. Le basi della convivenza (e degli incontri) necessitano di regole scritte.Quotato da Coppia4050,@Pallina, hai dimenticato di inserire il disegnino.
Se mi parli di preferenze condivido, ma allora è un'altra cosa.
Sono d'accordo che, pur senza compilare un questionario o fare il terzo grado (o subirlo) nelle conversazioni che si intrattengono (mi auguro) prima di giocare, sarebbe opportuno anticipare le proprie PREFERENZE e cercare di intuire quelle altrui, proprio per non creare malintesi.
Le basi della convivenza necessitano di regole scritte, dici. Certo, si chiamano Leggi ed infatti valgono per tutti.
Non esistono invece regole scritte per gli incontri o per i rapporti personali in genere proprio perché, come giustamente sostieni TU, cambiano da persona a persona.
Per decidere se iniziare a giocare, o rinunciare, si fanno presenti i propri intenti/gusti/tabù (poi, se le vuoi chiamare regole, liberissimo, ma sono le TUE -generico- regole) confidando -guarda caso- nel rispetto. Reciproco.
Pallina
PS Leggo adesso il tuo ultimo intervento.
E no. Onore e rispetto (così come buonsenso ed educazione) sono valori universali.
Se i mafiosi li intendono alla loro maniera, non sono i valori che cambiano significato, sono loro, i mafiosi, che li adoperano a loro uso e consumo. Chi delinque non ha rispetto e dà alla parola "onore" un significato distorto.
LUI, non IO che sono una persona onesta e lo interpreto nella giusta accezione.
5 anni fa
Tuttavia la competizione è intrinseca in ogni azione quotidiana...
Spesso rimangono solo paragoni con noi stessi...
Credavamo che il mondo trasgressivo ne fosse scevro ma ci sbagliavamo..
Si può capitare un amicizia onesta...ma dopo aver conosciuto decine di persone che fanno della sterile competizione uno stile di vita..
Spesso rimangono solo paragoni con noi stessi...
Credavamo che il mondo trasgressivo ne fosse scevro ma ci sbagliavamo..
Si può capitare un amicizia onesta...ma dopo aver conosciuto decine di persone che fanno della sterile competizione uno stile di vita..
5 anni fa
No...non concordo per nulla.Quotato da SwFr,Quindi concordi con me! Aggiungo che il termine gioco sia in filosofia che psicologia non comprende la competizione. E' anche lapalissiano che se io gioco a carte con un bambino di 6 anni il mio scopo non è quello di vincere, e se gioco a racchettoni sulla spiaggia il mio scopo non è vincere ma arrivare a 10.Quotato da Tony11,
Il gioco portato ad esempio da @cperotos prevede un vincitore a prescindere dalla posta per cui DEVE per forza esserci competizione (nessuno gioca per perdere).
Questo che per convenzione chiamiamo gioco (lo ha spiegato in modo molto chiaro anche @Pallina) in comune con l'altro ha solo il nome ma...non c'è competizione perchè non ci sono nè vincitori nè vinti. Dovrebbero esserci persone con affinità (spero di non dover specificare o fare l'elenco di queste ultime) che vogliono divertirsi.
Ora mi sembra lapalissiano che in un ambito (le carte,i dadi e via dicendo) in cui si "gioca" per vincere...ci vogliono delle regole mentre in un contesto di convivialità dove si "gioca" per piacere reciproco non possono esserci regole se non appunto quelle normali di convivenza civile e di rispetto che "dovrebbero" essere presenti in ogni ambito.
Siccome so che non tutti siamo uguali (fortunatamente) torna sempre in auge quello che diceva zia Filomena riguardo l'autobus da prendere.
I giochini di PNL li facevo in quinta elementare con gli adulti e la mia maestra 💗 💗 💗 💗 💗 si divertiva da matti nel vedere gli altri in difficoltà.
Detto questo e sorvolando sui falsi paradossi (vedi storiella dei racchettoni) ritengo poco educativo (non è un parere personale ma professionale) lasciar vincere i bambini e comunque non c'entra un fico secco col discorso.
Il gioco portato ad esempio da @cperotos (lo ha ammesso anche lei) per quanto poco c'entrasse col discorso è per sua essenza una competizione (se neghi questo...possiamo parlare di terrapiattismo) mentre quello che qui per convenzione chiamiamo gioco è tutt'altra cosa che con la competizione non ha nulla a che vedere.
Ammettere di aver preso una cantonata non è grave ma incaponirsi con esempi che nulla hanno a che vedere col discorso porta fare delle figuracce. Immagina se qualcuno al contrario di quanto ho fatto io avesse voluto far sarcasmo sul paragone tra il gioco dei racchettoni,il gioco a carte con un bambino ed i giochi trasgressivi che sono tre (su tre) cose diverse 🙂
5 anni fa
Per noi le regole del gioco dipendono tutto dal feeling che si crea durante un incontro.tutti gli incontri non possono essere uguali per caratteristiche e pensieri diversi di ogni coppia..come in una partita di calcio ogni squadra e' diversa!!!
5 anni fa
Sono d'accordo su tutto tranne che sul punto 8: Per molte coppie (esperienza personale) i singoli sono effettivamente dei giocattoli e la loro presenza serve solo a soddisfare il piacere della coppia e poco importa se il singolo sia soddisfatto o meno. E' chiaro che non è per tutti così però la percentuale di coppie che cerca Toy-boy-man è molto alta.Quotato da alexwriters,Ho letto con molto interesse tutto il 3d fin'ora. Anche se l'incipit era ironico direi che tutto sommato nasconde il bisogno di sé non regole almeno linee guida per chi si appresta a "giocare", soprattutto per neofiti.
Es [...]
5 anni fa
E' l'equivalente del singolo che cerca la coppia per trombare qualcuna. Se a tutti sta bene, why not? ma il "gioco" è un altro. Poi le regole son quelle che scrive Pallina, come in ogni gioco. Nel calcio il fallo di mano è irregolare, qui la mano sul fallo no.Quotato da Fisk,Sono d'accordo su tutto tranne che sul punto 8: Per molte coppie (esperienza personale) i singoli sono effettivamente dei giocattoli e la loro presenza serve solo a soddisfare il piacere della coppia e poco importa se il singolo sia soddisfatto o meno. E' chiaro che non è per tutti così però la percentuale di coppie che cerca Toy-boy-man è molto alta.Quotato da alexwriters,Ho letto con molto interesse tutto il 3d fin'ora. Anche se l'incipit era ironico direi che tutto sommato nasconde il bisogno di sé non regole almeno linee guida per chi si appresta a "giocare", soprattutto per neofiti.
Es [...]
5 anni fa
Per alcuni il fallo da dietro è da rigore e per altri il fallo dietro è di rigore...
5 anni fa
le regole di solito le dettano le coppie, il singolo si deve adeguare oppure rifiutare,forse è per quello che non ho mai fatto con coppie a parte le esibizioniste,non mi piace essere al servizio di nessuno, non mi piace correre dietro a nessuno,poi cè una coppia che trovo in giro da anni, spesso si fermano e il lui mi chiede se sono in coppia, maah,a volte non sanno nemmeno loro cosa cercano,secondo mè, booh 😄
5 anni fa
Sto al mare con poca connessione per cui ti rispondo in modo stringato.Quotato da SwFr,Sai Tony11 io non ho mai risposto a @cperotos ma a te, quindi tirare in ballo sempre loro per me non ha senso. Cerca la parola gioco su di un dizionario e vedrai che "competizione" non è il suo significato principale, mentre lo è l'attività ludica o di passatempo dove non vi sono previsti vincitori o vinti. Quel che si fa su questo sito è esattamente un gioco. Giocare a racchettoni in spiaggia è un gioco. Tanti giochi hanno delle regole già scritte ma qui sul sito, oltre alle solite già dette, ciascuno scrive le proprie. Diciamo le stesse cose solo che tu intendi il termine "gioco" legato alla competizione ed è quello che ti ho detto nel primo messaggio. Aggiungo senza paura di prendere cantonate che in un mondo tanto ampio quale è il sesso prima delle regole deve venire una comune visione del perché si gioca, cosa che porta al rispetto di molte regole condivise, non scritte e riconosciute come proprie. Poi si cercano le affinità e tante altre regole sono condivise. Il resto è semplice comunicazione.Quotato da Tony11,
No...non concordo per nulla.
I giochini di PNL li facevo in quinta elementare con gli adulti e la mia maestra 💗 💗 💗 💗 💗 si divertiva da matti nel vedere gli altri in difficoltà.
Detto questo e sorvolando sui falsi paradossi (vedi storiella dei racchettoni) ritengo poco educativo (non è un parere personale ma professionale) lasciar vincere i bambini e comunque non c'entra un fico secco col discorso.
Il gioco portato ad esempio da @cperotos (lo ha ammesso anche lei) per quanto poco c'entrasse col discorso è per sua essenza una competizione (se neghi questo...possiamo parlare di terrapiattismo) mentre quello che qui per convenzione chiamiamo gioco è tutt'altra cosa che con la competizione non ha nulla a che vedere.
Ammettere di aver preso una cantonata non è grave ma incaponirsi con esempi che nulla hanno a che vedere col discorso porta fare delle figuracce. Immagina se qualcuno al contrario di quanto ho fatto io avesse voluto far sarcasmo sul paragone tra il gioco dei racchettoni,il gioco a carte con un bambino ed i giochi trasgressivi che sono tre (su tre) cose diverse 🙂
Mario Rossi fischia.
Il treno fischia.
Mario Rossi è un treno.
5 anni fa
C'è chi gioca per vincere, chi per prevalere sugli altri, chi per dimostrare qualcosa, chi per passare il tempo, chi per divertirsi in compagnia. Opterei per l'ultima, ricordando che nulla come il gioco è cosa seria. 🙂Quotato da SwFr,Diciamo le stesse cose solo che tu intendi il termine "gioco" legato alla competizione ed è quello che ti ho detto nel primo messaggio. Aggiungo senza paura di prendere cantonate che in un mondo tanto ampio quale è il sesso prima delle regole deve venire una comune visione del perché si gioca, cosa che porta al rispetto di molte regole condivise, non scritte e riconosciute come proprie. Poi si cercano le affinità e tante altre regole sono condivise. Il resto è semplice comunicazione.
5 anni fa
Il cacciatore uccide sempre per giocare, io uccidevo per essere il migliore.
5 anni fa
Per esserlo dovevi farlo a mani nude.Quotato da Giuly53,Il cacciatore uccide sempre per giocare, io uccidevo per essere il migliore.
5 anni fa
Festival delle regole non scritte.
Non puoi scrivere sul Forum finchè non avrai completato il tuo profilo!.

