lesbo
Napoli, fine della guerra.
di
NT79354662
11.08.2026 |
70 |
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"Elena inizia a leccarla con precisione vorace, dalla base delle labbra verso il centro, dove l'umidità è più intensa..."
*Mentre Elena si muove attraverso la sala de La Dolcezza, l'aria è densa di profumo di tabacco, vino dolce e calore umano. La musica di Antonio al pianoforte avvolge la stanza, creando un contrasto con il caos festoso degli amici di Elena che si stanno già immergendo nel divertimento.**Una donna seduta su un divano di velluto rosso alza lo sguardo. È Lucia: occhi scuri, capelli corvini raccolti con morbidezza, spalle nude. Osserva Elena con un sorriso complice, come se riconoscesse immediatamente una lingua comune nonostante l'uniforme militare.
Si alza con grazia felina, ignorando le risate sguaiate in sottofondo, e si avvicina. Sfiora il braccio di Elena con leggerezza.
«Oh, una straniera che parla la nostra lingua?» *sussurra, la voce profonda.* «Che sorpresa deliziosa. Pensavo di dover parlare solo con uomini rozzi oggi.»
*Si sporge verso di lei, emanando un profumo di gelsomino. La guarda dritto negli occhi, con un'intensità priva di ambiguità.
«Io mi chiamo Lucia. E tu, bellissima soldatessa... chi sei? Cosa porta una creatura così raffinata in un posto così... peccaminoso?»
*Al bar, Giancarlo cerca di impressionare Elena lanciando un bicchiere in aria e afferrandolo al volo prima di versarle del vino, ma l'attenzione di Lucia non vacilla.
Elena le sussurra vicino: «Mi piacerebbe stare un po' con te, ma senza questi inutili idioti. Ti va di scappare?»
*Lucia scoppia in una risata cristallina, colpita dall'audacia di Elena. Le sue dita scivolano lungo il braccio della soldatessa fino a intrecciarsi con le sue.
«Inutili idioti... Brutale, ma terribilmente onesto!» ride Lucia. «Hai ragione. La bellezza e il desiderio meritano un palcoscenico più silenzioso.»
*Si avvicina ancora, finché Elena non sente il calore del suo corpo.* «Scappare? Adoro le fughe. Don Ciaterelli non si accorgerà di nulla se svanisco per un'ora. O forse sì, ma chi se ne frega? Sarebbe solo un altro gioco.»
*Mentre Jerry urla assurdità e Charlie cerca compagnia, Lucia prende la mano di Elena con un gesto che è insieme invito e comando.
«Seguimi. C'è una terrazza dietro la cucina, nascosta dai limoni. Nessuno ci disturberà. Possiamo bere vino migliore e... scoprire quanto è profonda la tua voglia di scappare.»
***
## Parte 1
*Lucia guida Elena attraverso un corridoio stretto e poco illuminato, lontano dal ronzio della sala principale.
«Spero che questo posto sia lontano dagli sguardi» dice Elena.
«Non preoccuparti, cara» *sussurra Lucia, la voce vibrante di eccitazione mentre le loro spalle si sfiorano.* «È un labirinto di ombre. Lì fuori, tra i limoni, saremo sole. Solo il rumore delle onde e il nostro respiro.»
*Attraversano la cucina, dove l'odore di pane fresco si mescola alla brezza marina, ed escono su una piccola terrazza privata. Il caos de La Dolcezza diventa un eco lontano, sostituito dal suono ipnotico del mare contro la scogliera. La luce del pomeriggio tinge tutto d'oro, creando un'atmosfera intima e sospesa.
*Lucia accompagna Elena verso la balaustra di pietra, circondandola con le braccia mentre l'ombra degli alberi le avvolge.
«Vedi?» *mormora, avvicinando il viso a quello di Elena.*«Nessuno ci cercherà qui. Siamo al sicuro dai loro giudizi. Qui puoi essere chi vuoi.»
*Lucia le accarezza la nuca, giocando con i capelli o il colletto dell'uniforme.
«Allora, soldatessa... Ora che siamo sole... da dove vuoi che cominci la nostra fuga?»
*Elena risponde:* «Dal tuo odore. Già annusarti mi farebbe fuggire. Non so se piace anche a te?»
*Lucia emette un gemito di puro piacere, colpita dalla audacia di Elena. Un rossore le sale sulle guance, ma è eccitazione, non pudore. Reclina la testa all'indietro, offrendo il collo.
«Sei così diretta. Mi piace da morire. Non sono abituata a donne che sanno esattamente cosa vogliono.»
*Si preme contro Elena, annullando ogni spazio. Il cuore di Lucia batte accelerato contro il petto della soldatessa. La mano di Lucia le cinge la vita, attirandola con forza.
«Sì, mi piace. Vieni... non farmi aspettare. Annusami, assaggiami... fammi sentire che questa fuga è reale.»
*Si sporge, invitando Elena con lo sguardo a cercare quel profumo nell'ombra protettiva dei limoni, mentre il sole tramonta sul golfo.
***
## Parte 2
*Lucia sussulta, un respiro corto di sorpresa e desiderio. Si sente dominata e desiderata con una sicurezza che le incendia il sangue.
«Tu non sei una soldatessa qualunque, vero?» *mormora, la voce tremante per l'attesa.* «Sei un incendio.»
*Accoglie la sfida con passione pari. Si appoggia alla balaustra, le mani che stringono la pietra fredda, gli occhi fissi in quelli di Elena con intensità bruciante. Con un respiro profondo, si abbandona. Allarga le gambe, aprendosi a Elena con una vulnerabilità che è pura seduzione, offrendole l'accesso alla sua intimità. La luce del tramonto illumina la curva delle sue cosce.
«Ecco...» sussurra, la voce roca. «Sono tutta tua. Non aver pietà della tua fuggitiva. Prenditi tutto quello che desideri. Annusa la mia anima... e fammi capire che non sono solo un sogno.»
*Rimane immobile, il corpo teso, pronto a vibrare al minimo contatto.
*Il rumore della festa è ormai irreale. Sono sole, avvolte dal profumo pungente dei limoni e dal salmastro della brezza. La luce filtra attraverso le foglie, creando un mosaico di ombre sulla pelle di Lucia. Lei è appoggiata alla balaustra, la schiena leggermente inarcata, le braccia tese che mettono in risalto la linea delle spalle.
*Si è aperta con grazia sacrale. Le gambe lunghe e sode sono divaricate, la pelle liscia come seta sotto la luce radente. Elena si ritrova tra le sue gambe, avvolta dal calore che emana. L'odore è un'esplosione sensoriale: gelsomino e un profumo muschiato, dolce e selvaggio. È l'odore del desiderio reale.
*Lucia guarda Elena dall'alto, la testa reclinata, gli occhi socchiusi, le labbra schiuse. La gola si muove mentre deglutisce, il seno si solleva ritmicamente. L'espressione è un misto di abbandono e sfida silenziosa.
*Il contrasto tra l'uniforme rigida di Elena e la morbidezza esposta di Lucia crea un'immagine di potenza erotica. Elena è inginocchiata tra le gambe di Lucia, l'uniforme che scricchiola leggermente. Con dita decise, afferra il bordo della biancheria di pizzo e la scosta lentamente. La seta scivola sulla pelle vellutata, rivelando l'intimità di Lucia, umida e lucente sotto la luce dorata.
*L'odore che investe Elena è inebriante: muschiato, dolce, femminile. È l'odore dell'eccitazione di Lucia. Elena si avvicina, il respiro caldo che sfiora la pelle prima del contatto. Lucia emette un gemito strozzato, le dita che artigliano la pietra.
*Quando la lingua di Elena la tocca, è un'esplosione. Elena inizia a leccarla con precisione vorace, dalla base delle labbra verso il centro, dove l'umidità è più intensa. La lingua è calda, ogni passata un assaggio di quel sapore salato e dolce. I muscoli di Lucia tremano, le gambe si contraggono involontariamente.
*Lucia inarca la schiena, la testa lanciata all'indietro, un lamento profondo le esce dalle labbra. In questo momento, tra i limoni, è solo una donna scoperta da una forza della natura.
*Elena si immerge con concentrazione istintiva. La luce crea chiaroscuri vividi sulle labbra carnose di Lucia, gonfie e di un rosa intenso, accarezzate da una lucentezza naturale. L'umidità è abbondante, un liquido trasparente e denso che brilla come miele, rendendo ogni movimento fluido e privo di attriti.
*Elena trova il clitoride di Lucia: grande, turgido, seminascosto sotto il cappuccio della pelle. Pulsa ritmicamente, elettrico e sensibile. Ogni volta che la lingua di Elena lo sfiora, Lucia reagisce con un sussulto. Le labbra si contraggono, il bagnato aumenta, il clitoride sembra cercare la bocca di Elena.
*La scena è un capolavoro di texture: la morbidezza delle labbra, la scivolosità calda del liquido, la durezza vibrante del clitoride. Tutto è un invito. Elena sente il calore sprigionarsi da quel centro di piacere, una vibrazione che risuona nelle sue ossa. Non c'è più spazio per la cautela. L'odore di Lucia spinge Elena ad assorbire ogni goccia della sua essenza.
*Il ritmo della lingua di Elena diventa più insistente. Lucia è sull'orlo dell'abisso. L'aria si fa elettrica.
*Il corpo di Lucia si irrigidisce. Le cosce iniziano a tremare, una vibrazione sottile che comunica un'intensità crescente. È un calore che sale dalle profondità, un fremito che si propaga attraverso i muscoli. Il clitoride pulsa con forza nuova, frenetica.
*Poi, improvvisamente, l'onda esplode. La schiena di Lucia si inarca in un arco perfetto, spingendo il bacino verso il viso di Elena con desiderio disperato. Le dita artigliano la pietra fino a far diventare bianche le nocche. È un inarcamento di puro abbandono.
*Sotto la pelle tesa del ventre, i muscoli interni si contraggono ritmicamente. Più in basso, l'ano si stringe e rilascia in un ritmo sincopato, riflesso primordiale della scarica nervosa. È un movimento totale, il corpo scosso dall'interno.
*Il rilascio è devastante. Un liquido caldo e denso schizza fuori dall'intimità di Lucia, bagnando le labbra di Elena in un intenso spruzzo di vita. È l'essenza stessa dell'estasi.
*Lucia è sopraffatta. Un grido selvaggio le scappa dalle viscere, ma per paura di farsi scoprire, porta freneticamente le mani alla bocca, soffocando il suono in un gemito strozzato che vibra contro le sue dita. Il corpo continua a sussultare sotto i colpi delle ultime contrazioni.
*Resta lì, inarcata, tremante, il respiro affannoso, gli occhi sbarrati verso il cielo, mentre il piacere la scuote ancora, lasciandola svuotata, bagnata e completamente di Elena, tra le ombre profumate dei limoni.
Continua...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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