giro in palestra pt.2
circu931
Mentre Marco recuperava il fiato, il suo sguardo scivolò inevitabilmente verso la gabbia dello squat, qualche metro più in là. Lì c'era una ragazza bionda sulla ventina alta e slanciata, di nome Giorgia, stretta in un paio di leggings fucsia così aderenti da sprofondare tra le natiche e tracciare nitidamente la forma del perizoma e il profilo del suo sesso depilato. Il tessuto tirava a ogni piegamento delle gambe, creando una visione magnetica per chiunque si trovasse nelle vicinanze.
Giorgia non era sola. Con lei c'era Giulio, il suo fidanzato, un ragazzo ben strutturato che la assisteva da dietro. Ma non appena Giorgia iniziò la sua serie di squat, le dinamiche in sala cambiarono sottilmente.
Mentre Giulio fingeva di guardare l'esecuzione della compagna, i suoi occhi caddero inevitabilmente su Laura, che in quel momento si stava allungando per prendere due manubri sulla rastrelliera. Il top di Laura scese leggermente, lasciando quasi scoperto il seno sinistro, e Giulio non fece nulla per distogliere lo sguardo, sentendo l'erezione montare dentro i pantaloni da tuta. Quando Laura si accorse di essere osservata, anziché ricoprirsi o girarsi, arcuò la schiena provocatoriamente, facendo balenare un sorriso malizioso verso di lui. Giulio le rispose con un leggero cenno della testa e si sfiorò l'inguine gonfio con un ammiccamento complice, passato del tutto inosservato a Giorgia.
Nello stesso istante, Marco colse l'occasione. Sfruttando la stanchezza apparente di Giorgia, che sembrava faticare con il bilanciere, mosse qualche passo verso di lei mentre Giulio era girato a parlare con il personal trainer un paio di macchinari più in là.
«Vuoi una mano per l'ultima serie?» chiese Marco a bassa voce, mettendosi subito dietro di lei, con il proprio membro già visibilmente duro dentro i pantaloncini.
Giorgia si girò, gli occhi chiari luminosi e un velo di sudore che le brillava sulla pelle del collo e della scollatura. «Sei molto gentile... l'ultimo set mi distrugge sempre le gambe.»
«Ci penso io. Vai giù profonda, ti tengo io dal bacino se cedi,» disse Marco con tono roco e rovente.
Quando Giorgia iniziò il movimento di discesa, Marco posizionò le mani sui suoi fianchi. La pelle attraverso i leggings era bollente. Man mano che la ragazza scendeva nello squat, le mani di Marco scivolarono sfrontatamente più in basso, affondando tra le natiche sode e cingendole la vulva da sopra il tessuto sottile per riaccompagnarla verso l'alto. Giorgia rilasciò un sospiro acuto e bagnato, e nell'ascesa sporse deliberatamente il bacino all'indietro, premendo il sedere al centro del cazzo rigido di Marco per diversi secondi.
Dall'altro lato della sala, Giulio aveva approfittato del momentaneo allontanamento di Marco per avvicinarsi a Laura, impegnata alle ercoline per i tricipiti.
«L'esecuzione è buona, ma se stringi i gomiti lavora molto meglio,» le mormorò Giulio all'orecchio, posizionandosi appiccicato dietro di lei.
Senza attendere risposta, fece scivolare le mani sulle braccia di Laura e poi sui suoi fianchi, sfiorando con i pollici la pelle nuda dell'addome per poi scendere dritti all'interno della fascia elastica dei pantaloncini. Laura trattenne il respiro feeling la pelle calda delle dita di lui sfiorare i peli rasati del pube e la sommità della vulva bagnata. Inclinò il capo all'indietro, incrociando lo sguardo affamato di Giulio nello specchio.
«Così va meglio?» sussurrò Laura, muovendo il bacino con una lentezza calcolata per sfregare la clitoride contro la gamba e la verga dura di Giulio.
«Molto meglio... sei una cavalla,» rispose lui a fior di labbra, affondando la mano dentro le sue mutandine fino a palpare la vulva già umida e gonfia di Laura.
Intanto, Giorgia aveva terminato la serie. Si girò verso Marco, ancora affannata. Sentendo l'asta turgida di Marco premere ancora contro la sua pancia, si passò la lingua sulle labbra e fece scivolare la mano destra direttamente tra le gambe dell'uomo, stringendo la forma del suo cazzo duro sopra i calzoncini.
«Grazie... senza di te non ce l'avrei fatta,» disse con voce roca, strofinando il palmo lungo tutta la lunghezza del membro di Marco. «Sei davvero un assistente spettacolare.»
«Quando vuoi, Giorgia. Sono sempre pronto a infilare le mani nei tuoi carichi pesanti,» replicò Marco con uno sguardo carico di brama.
I quattro si ricongiunsero pochi minuti dopo vicino alla fontanella dell'acqua. Le due coppie si scambiarono i soliti convenevoli di circostanza, ma gli umori sessuali erano ormai palesi. Gli sguardi incrociati tra Marco e Giorgia da un lato, e tra Laura e Giulio dall'altro, trasudavano il desiderio di andare fino in fondo.
La scusa per proseguire arrivò naturale quando la sala pesi si svuotò del tutto. Con una complicità bruciante, le due coppie si avviarono verso la zona relax in fondo al corridoio degli spogliatoi, dove la sauna e il bagno turco erano completamente deserti.
Nel buio soffuso e avvolto dal vapore denso del bagno turco, ogni inibizione crollò. Il calore umido faceva brillare la pelle nuda di gocce e umori. Laura fu la prima a liberarsi del top e dei pantaloncini, rimanendo completamente nuda, le grandi labbra della vulva rosa lucide di eccitazione. Giulio, con il cazzo ormai eretto e venoso di oltre diciotto centimetri, si scagliò su di lei. La spinse contro la panca di marmo, divaricandole le cosce con forza e affondando subito la lingua golosa sulla sua clitoride gonfia, per poi sollevare le sue gambe e penetrare il suo canale stretto e bagnato con spiccata foga. Laura urlò di piacere, stringendo le natiche di Giulio mentre la verga dell'uomo entrava e usciva provocando uno sciabordìo continuo di umori vaginali.
Dall'altra parte della panca, Marco affrontò Giorgia. Le sfilò con forza i leggings fucsia insieme al perizoma bagnato di umori, rivelando il suo sesso completamente rasato e la clitoride turgida. Senza perdere tempo, Marco si tirò giù i calzoncini liberando il suo cazzo duro e la prese da dietro. Infilò il cappuccio della verga nella spaccatura bollente di Giorgia, affondando fino in fondo con un unico spintone vigoroso.
Giorgia cacciò un grido gutturale mentre il membro di Marco le riempiva interamente la vagina. Marco le afferrò le tette sode con le dita, lasciando i segni sulla pelle sudata, e cominciò a stantuffarla a ritmo serrato, facendo sbattere il proprio pube contro le natiche sferiche della ragazza. Giorgia rispondeva a ogni colpo spingendo il bacino all'indietro, mentre la bocca di Marco si posava sul suo collo tra morsi e succhiotti.
Nel vapore denso, la scena divenne un'orgia di suoni ed umori: Giulio possedeva Laura battendo a ritmo selvaggio contro la sua vulva madida, mentre Laura gli afferrava i peli del petto e le palle turgide; a pochi centimetri Marco sbatteva Giorgia da dietro, sentendo le pareti vaginali della bionda contrarsi attorno al suo cazzo fino all'esplosione di un orgasmo violento che fece squirtare la ragazza direttamente sulla panca di pietra. Sospiri, schiaffi sulle natiche, odore di sesso puro e umori corporei saturarono l'aria, suggellando un finale di allenamento al limite della perversione.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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