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UN MOMENTO DI DEBOLEZZA...PUO' APRIRE NUOVI ORIZZONTI...


di COPPIACONLEICURIOSA
27.06.2013    |    13.453    |    2 9.5
"Ci abbracciamo, un ultimo bacio e Matteo sparisce nel gelo di questa notte di gennaio..."
Dopo pochi mesi da quella famosa sera, che ho raccontato precedentemente, conosco l'uomo della mia vita, un uomo meraviglioso, con cui vivo tuttora e che è riuscito a far esplodere la mia sessualità, il primo uomo che è riuscito a donarmi e farmi conoscere il vero piacere, quel piacere che ti pervade, che ti fa desiderare in ogni momento della giornata il contatto fisico con lui.
Ma come spesso mi succede, passo dei momenti in cui mi ritrovo ad essere sfiduciata, ad essere un pò meno sicura di lui, ed un pomeriggio in cui ero a casa da sola sento suonare il citofono, fuori faceva molto freddo, era gennaio, gennaio di due anni fa, mi affaccio alla finestra della villa dove abitiamo e fuori vedo un bel ragazzo, alto, biondo, capelli corti un pò radi, con due occhi di un azzurro meraviglioso che mi dice: "Ciao, scusa se ti disturbo, mi chiamo Matteo, vendo dei prodotti per conto di una associazione che si occupa di ragazzi disabili, se ti va puoi fare un'offerta", al che gli dico di entrare che gli offro un caffè considerando la temperatura alquanto rigida, ci accomodiamo in cucina e ci scambiamo qualche battuta su di noi, mi racconta che fa il barista in un paese vicino Varese e che oggi, che era il suo giorno di riposo, aveva dato una mano a questa associazione. Noto nei suoi occhi meravigliosi un desiderio fisico, direi carnale di avermi, di possedermi e questo naturalmente mi fa molto piacere, inutile nasconderlo, mi piace sentirmi corteggiata, desiderata, e tra uno sguardo e l'altro ci facciamo qualche risata su come la vita può donarti piacevoli sorprese e ci salutiamo scambiandoci il numero di cellulare.
In quei giorni il mio compagno era fuori per lavoro, quindi mi sentivo a maggior ragione sola e trascurata, e per quella strana sensazione che a noi donne a volte ci prende, avevo voglia di trasgredire, di andare oltre per capire se ero veramente innamorata del mio compagno, può sembrare assurdo questo passaggio, ma è un meccanismo perverso, un gioco rischioso, ma che volevo assolutamente provare.
Matteo probabilmente lo aveva intuito, e poco dopo esserci salutati mi manda un messaggio dicendomi: " Monica ho ancora negli occhi quel tuo sorriso spettacolare, avrei voglia di assaggiare le tue labbra", al che in modo ovviamente malizioso gli rispondo: "Di quali labbra stai parlando?"
Da qui in poi ci scambiamo freneticamente una decina di messaggi e di seguito ci sentiamo al telefono, mentre rientrava verso casa sua, abitava non proprio vicino a me, diciamo un paio di ore di auto.
Mentre scrivo alcuni sms molto stuzzicanti con Matteo mi sdraio sul divano pensando che mi ero cacciata in una situazione scomoda, ma per quel senso diabolico che dicevo prima, non mi pento, anzi mi eccitata molto il pensiero di tradire il mio compagno.
Non faccio in tempo a pensare a quanto sono "strana", che suona il cellulare, è Luca, il mio compagno che mi dice: "Amore mi manchi molto e non vedo l'ora di rientrare a casa, mancano ancora due giorni speriamo passino velocemente" ed io per tutta risposta gli dico: "Sei sicuro di essere innamorato di me?", lui non capisce e mi risponde di si, certo, quasi litighiamo, perchè io faccio finta di non ascoltarlo e lui ad un certo punto infastidito chiude la telefonata
Questo meccanismo mi serviva per sentirmi più libera nel farmi corteggiare da questa nuova conoscenza, volevo Matteo, mi intrigava, per mille aspetti, da quelli miei più intimi sotto l'aspetto mentale, da quelli di una curiosità fisica nel farmi scopare da questo ragazzo che tra le altre cose nelle telefonate intercorse mi aveva confidato di avere un uccello veramente molto grosso, e che molto donne lo avevano rifiutato per paura di sentire troppo dolore.
Mi eccitava questo aspetto, anche se ad onor del vero, il mio compagno ha un bellissimo uccello, quindi non ero troppo preoccupata delle dimensioni, ma in ogni caso ero curiosa, molto curiosa.
La stessa sera prima di andare a dormire mi richiama Matteo e mi dice: " Sai faccio fatica a addormentarmi perchè ti penso in continuazione e voglio rivederti, anche domani sera se vuoi", io gli rispondo che va bene, in un misto tra eccitazione e preoccupazione e che se vuole possiamo vederci verso le 20, perchè poi, rientra il mio compagno, ci accordiamo sul fatto che passi lui a prendermi e chiudiamo la telefonata mandandoci un bacio virtuale, con la promessa di baciarci non appena ci fossimo visti la sera seguente.
Mettendomi a letto, inizio a toccarmi, prendo il vibratore regalatomi da Luca e pensando a quello che sarebbe potuto accadere la sera successiva, mi masturbo furiosamente, mi sentivo veramente porca, non sapevo se fosse giusto o meno, ma volevo questo ragazzo, e nulla mi avrebbe fermato.
Alla mattina mi risveglio ancora tutta eccitata e prima di andare al lavoro, mi tocco ancora, ho voglia di godere, e mentre sto godendo mi arriva un messaggio di Matteo che mi ricorda che tra poche ore ci vediamo, questo incrementa ancora di più il desiderio per questo ragazzo ed esplodo in un orgasmo travolgente.
Con Matteo nelle ore successive ci scambiamo tantissimi messaggi alcuni anche molto pesanti, intervallati da qualche telefonata con Luca che mi sente particolarmente strana, tra l'altro litighiamo, e mi dice che sono veramente assurda a mettere in dubbio il suo amore per me.
Io sono troppo presa da quello che mi aspetta tra poche ore e con Luca sono fredda e distaccata e telefonicamente ci lasciamo a malo modo, tanto da pensare che potesse essere messsa in discussione la nostra storia d'amore.
Finalmente però arriva l'ora di prepararmi, con molta cura mi depilo intimamente, adoro avere un piccolo ciuffo al di sopra del sesso ed il resto della figa mi piace averla tutta rasata e liscia. So che agli uomini piace molto così, ed io adoro far impazzire gli uomini, avendo le labbra esterne pronunciate e unite tra di loro, vederle senza peli fa si che gli uomini diventino pazzi solo nel vedermela.
Mi suona il telefono, è Matteo, mi avvisa che tra mezzora arriverà, lo sento molto ma molto carico, mi dice che ha il cazzo durissimo e che desidera farmelo assaggiare prima possibile, scoppio in una risata dicendogli che prima avrei voglia di mangiare qualcosa di meno duro, e con ironia gli dico che ora non ho tempo di stare al telefono perchè per un uccello come il suo devo prepararmi con molta cura.
Sono molto agitata in quanto consapevole che stasera finirò con l'andare a letto con questo ragazzo che per me è praticamente uno sconosciuto, e poi, un pò penso a Luca, ma sono talmente eccitata da Matteo che mi passa subito quest'ultimo pensiero.
Mi infilo gli stivali e sento il rumore di un'auto avvicinarsi al giardino di casa, mi metto sopra il cappottino, sotto ho una camicetta ed una gonna molto corta con dei collant un pò pesanti visto il clima invernale, ed esco, era ovviamente Matteo.
Lui mi viene incontro sorridendo e aprendomi la portiera della sua auto mi prende il viso tra le mani e mi bacia con una passione che mi lascia estasiata.
Mentre andiamo verso il ristorante, continua a toccarmi le gambe, facendomi mille complimenti, mi accarezza con molta delicatezza, una delicatezza che mi piace, adoro sentirmi protetta e non aggredita.
Scegliamo un ristorantino dove spesso vado con Luca, quindi dico a Matteo che mi sento imbarazzata nel farmi vedere con un altro uomo, e gli chiedo gentilmente una volta che entreremo di non esagerare con le effusioni, lui mi risponde: "Monica però ora siamo fermi in auto all'interno del parcheggio" e così dicendo mi viene vicino, mi stringe a se e mi bacia sul collo, sulle labbra, mi mette una mano sul viso e l'altra in mezzo alle gambe, mi eccita la sua sicurezza, mi lascio andare anch'io e lo bacio con trasporto, questo mio modo di baciarlo lo eccita cosi tanto da notare il suo uccello uscire quasi dai jeans, un uccello da quel che vedevo, essere esagerato, una cosa direi impressionante dalla larghezza. Faccio finta di nulla, e gli dico: "Matteo dai entriamo che ho una fame incredibile" e così dicendogli mi scosto e apro la portiera dell'auto. Ammetto che è stata durissima interrompere questo momento di eccitazione ma non volevo andare troppo oltre, almeno non così velocemente.
Una volta entrati al ristorante Matteo continua a guardarmi con malizia, avevamo entrambi un desiderio pazzesco, ma dovevamo rimanere composti, almeno fino alla fine della cena, cena che ci ha visto bere un ottimo vino rosso, tanto da essere entrambi su di giri, forse anche un pò troppo.
Finalmente finiamo di mangiare e Matteo si fa portare il conto, velocemente paga, e ci dirigiamo in auto.
Oramai erano le 23, era molto buio fuori nel parcheggio, c'erano in tutto 2 macchine parcheggiate oltre alla nostra, e questa situazione fa scattare qualcosa in entrambi, tanto che appena entrati in auto, Matteo si spoglia dei jeans e mi salta addosso, mi strappa quasi la camicetta, mi leva il reggiseno ed inizia a succhiare avidamente i mie grossi capezzoli, era tutto agitato, non riuscivo a contenerlo, mi leccava ovunque, e le sue mani si erano fatte audaci, tanto da sfilarmi i collant fino alle caviglie, era forte fisicamente, un ragazzone di 190 cm, e se anch'io sono alta 1.78 cm non riuscivo a fermarlo, e mi ritrovo quasi senza accorgermene il suo uccello tra le mani, era veramente enorme, mai visto un uccello cosi largo in vita mia, e devo ammettere che una certa preoccupazione mi è venuta, era largo quanto una lattina e discretamente lungo, ma la larghezza era veramente da lasciare senza fiato, fiato che ho perso non appena ho cercato di mettermelo in bocca, non riuscivo a prenderlo tutto, che uccello, pensavo tra me, chissà se riuscirò a farmi penetrare, e mentre pensavo, continuavo a leccarlo sul fianco, cercando ogni tanto di mettermelo in bocca, almeno la prima parte appena sotto la cappella, mentre lui continuava a non darmi tregua con la lingua sul seno, mentre le sue dita si erano addentrate tra il mio mini perizoma, e poco prima di entrare dentro il mio sesso, mi dice: "Monica ma quanto sei bagnata, sei un lago, meglio così, sentirai meno male quando ti penetrerò", annuisco e gli dico:"Matteo ora andiamo a casa mia, voglio sentirlo tutto dentro di me ma non in auto", lui un pò sconcertato mi bacia, si sposta, si riveste in fretta e furia e accende la macchina, mentre io cerco di ricompormi in modo tale da sembrare almeno decente e partiamo verso casa mia.
Arriviamo molto velocemente, quasi da non accorgerci del tragitto, un viaggio fatto praticamente in silenzio, ognuno con i suoi pensieri di eccitazione, tenendoci per mano, ma senza dirci nulla di importante, e così entriamo in casa, appena varchiamo la soglia, lui mi prende e mi bacia in piedi, un bacio infinito che ci fa sdraiare sul divano che si trova in sala, ci spogliamo velocemente, abbiamo una voglia incredibile, senza troppi preliminari lo sdraio sotto di me e mi metto sopra di lui, cercando di farmelo scivolare dentro, era doloroso, veramente troppo largo, ma lui, con un colpo di reni, tenendomi il sedere fermo con le mani, me lo fa entrare dentro tutto fino alle palle in una frazione di secondo, credo di aver cacciato un urlo disumano, mi sentivo squarciata, dilaniata, una sensazione di grandissimo disagio e dolore, ma a lui questo non interessava, e tenendomi sempre stretta tra le sue mani inizia ad andare avanti ed indietro, sentivo sempre un dolore fortissimo, ma quasi inaspettatamente mi giunge un orgasmo devastante, urlo, lo incito a muoversi, inizio a provare piacere, un uccello così, fa veramente godere come non mai, ed ora lo sentivo dentro, come se dovesse aprirmi tutta, mi donava scariche fino al cervello, una sensazione mai provata in vita mia. Continuavo a godere, e mentre godevo gli dicevo:"Dimmi che sono la tua puttana" e lui di seguito:" Si Monica sei una grandissima troia, che si è presa tutto questo cazzone, godi troiaaaa" a queste parole mi sopraggiunge un nuovo interminabile orgasmo, che mi fa vibrare tutto il corpo, praticamente mi rendo conto di essere nelle sue mani oramai, non riesco più a fermarmi e gli dico: "Matteo continua ti prego, fammi godere come una puttana, sfondami tutta", e lui da vero maiale mi prende, mi fa scendere dal divano e mi mette a pancia in giù facendomi appoggiare alla sponda del divano, ero oscenamente con il culo in aria, sento la sua lingua sulla mia schiena, mentre il suo uccello lo sento rifarsi strada dentro di me, mi fa male ancora appena entra, mi brucia, ma lui inizia a spingere forte, tanto forte da sentire le sue palle sbattere contro il mio sedere, e mentre mi sento aprire tutta, lui mi sculaccia con violenza, e mi urla:"Troia ti piace sentire questo cazzone dentro che ti spacca tutta eh, ora ti faccio capire cosa vuol dire sentirsi puttana" e cosi dicendo sento dei colpi violentissimi dentro di me, mi fa male, ma come prima, questo dolore mi porta ad urlare senza ritegno, ed arriva l'ennesimo orgasmo, urlo frasi senza senso, oscene di sicuro, e con questo ultimo orgasmo mi accascio sul divano esausta. Matteo non è ancora venuto ed ovviamente non vuole fermarsi, mi porta in camera da letto quasi trascinandomi, mi sdraia, mi mette le gambe sulle sue spalle e mi penetra di nuovo con una veemenza che mi stravolge il cervello, sono veramente in mano sua, urlo ma ormai sono senza fiato ne forze e lui mi sta scopando come se fossi una bambola di pezza, mai avrei immaginato di poter essere cosi distrutta da un uomo, continua a violarmi senza ritegno, è instancabile, io gli dico:"Basta Matteo per favore, non ce la faccio più" ma lui nel sentire queste parole intensifica il ritmo, credo di essere anche semi svenuta, in quanto ad un certo punto mi ritrovo a 90 gradi con lui che mi urla frasi irripetibili, sconquassando il mio corpo, mi scendevano addirittura delle lacrime da quanto iniziava a bruciarmi l'interno delle pareti vaginali, se non che, sento le sue mani stringermi forte il seno ed urlare:"Puttanaaaaa godoooooo", seguito da infiniti schizzi, schizzi che mi riempiono tutta, era veramente tanto lo sperma che continuava a buttarmi dentro, sembrava non fermarsi mai, sentivo il suo uccello pulsarmi dentro alla ricerca degli ultimi schizzi di sperma, ora il suo corpo mi schiacciava sul letto, lo sentivo ansimare vicino all'orecchio mentre non sazio continuava a leccarmi sul collo cercando le mia labbra che oramai erano disperatamente alla ricerca di un goccio d'acqua da quanto fossi stravolta,e disidratata.
Finalmente si calma, si scosta e mi dona un bacio meraviglioso, dicendomi: "Sei stata fantastica, sei riuscita a venire così tante volte da farmi perdere il conto, sei una femmina da letto, sai come farti scopare" a queste parole lo guardo e lo accarezzo portando il mio viso sul suo petto, per recuperare quel poco di forze da permettermi di alzarmi per andare in bagno a lavarmi.
Ero sconvolta, lo sperma iniziava a colarmi fuori, le lenzuola si stavano sporcando, quindi decido di correre in bagno, ma appena mi alzo, mi viene quasi un capogiro, mi appoggio al muro e sento il mio sesso tutto indolenzito e gocciolante, metto una mano sotto e vado in bagno cercando di darmi una bella rinfrescata.
Poco dopo sopraggiunge Matteo e con mia sorpresa lo vedo ancora eccitato, il suo uccello era ancora completamente in tiro, si avvicina e mi sposta in doccia, chiudendone la porta ed inizia a far scorrere acqua tiepida sul mio seno, mentre da dietro sento il suo cazzo enorme che cerca di infilarsi di nuovo dentro di me, mi giro e gli dico, "Matteo non ce la faccio", lui allora mi piega in avanti ed io per stare in equilibrio devo poggiarmi con le mani sulle piastrelle, sento le sue dita che giocano con il mio buchino, lo lecca e lo viola con un dito, poi con due, io sono intimorita, non lo voglio dentro di dietro è troppo largo, allora mi giro di scatto mi inginocchio ed inizio a leccargli le palle, fino a sotto per poi risalire sopra, lui accetta molto volentieri, mi urla;"Che gran pompinara che sei, hai delle labbra che sanno succhiare divinamente", io mi eccito ed aumento il movimento delle labbra sulla cappella, alterno le labbra alle mani, voglio che goda di nuovo, voglio sentire il suo sperma nella mia bocca, gli passo una mano sotto le palle mentre con la lingua continuo a giocare con la sua enorme cappella, sento che sta piacendogli molto questo modo di leccarglielo, ad un certo punto mi prende la testa e mi ferma con il suo cazzo per metà nella mia bocca,ed inizia a scoparmi, si muove velocemente, sempre di più, quando come prima, sento che urla:"Siiii cazzoooo ti riempio tutta puttanaaaa!!!" ed un fiotto enorme mi entra direttamente in gola, quasi mi toglie il fiato, non riesco a spostarmi le sue mani sono troppo forti per me, e continua a scaricarmi sperma, buonissimo sapore, lo ingoio tutto, ora mi molla ed io le ultime gocce le tengo sulla lingua, mi alzo e lo bacio passandogli il suo sperma in bocca. Mi abbraccia forte, ci asciughiamo, ed andiamo a rivestirci. Eravamo stravolti entrambi, gli offro un caffè, giusto per riprenderci, guardiamo l'orologio ed erano le 4 di mattina, usciamo in giardino a fumare una sigaretta e poi lo invito ad andarsene anche perchè non sapevo bene a che ora potesse tornare Luca. Ci abbracciamo, un ultimo bacio e Matteo sparisce nel gelo di questa notte di gennaio.
Tutta infreddolita torno in casa, mi butto sul letto, credo di essermi addormentata subito, se non che, nel sonno sento delle mani che mi toccano, mi giro con gli occhi chiusi e dico:"Matteo voglio dormire", era invece Luca che era tornato, erano le 11 di mattina, il quale con una faccia sorpresa mi chiede: "Ma chi è Matteo?" ed io non riuscendo a dirgli nulla, gli rispondo:"Non lo so nemmeno io", ma Luca appena entra nel letto tirando su le coperte scorge delle macchie di sperma sulle lenzuola e li non ho più potuto mentirgli e gli ho raccontato tutta la verità, scoprendo che si eccitava moltissimo nel sapermi così puttana, e per mesi abbiamo goduto tantissimo mentre facevamo l'amore a parlare di questa trasgressione, lui godeva nel sapermi così troia ed io godevo nel sapere che il mio uomo mi adorava così puttana.



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