La vedova e i suoi collant 1a parte
Per le nostre villette a schiera era stato un casino il funerale. Lui, il morto, era dirigente e AD di un'azienda Hi-tech con sedi in tutto il mondo, lei la compagna una bella quarantacinquenne con fisico molto ben curato in palestra e dal chirurgo plastico senza nessun problema economico andava nella sede lombarda a scaldare la sedia quando ne aveva voglia. Giovanni Borgnini lui 68 e Federica Renati lei ormai vivevano ogniuno delle corna dell'altro, ma vivevano comunque insieme nella villetta di testa del complesso con grande giardino e piscina. Un giorno di inizio gennaio alla Renati era stata comunicata la dipartita del di lui Dott. Giovanni avvenuta su uno yacht al largo delle Maldive: era lì per affari ma anche sicuramente per divertimento. E lì era cominciato il caos davanti alla loro e alla nostra adiacente villetta dove sostavano ininterrottamente mezzi della stampa e vari personaggi interessati al manager defunto...forse anche alla “signora” erano interessati: qualche giorno ci volle più di un quarto d’ora per uscire con la macchina dal cancello. Pazzesco! Già altre volte avevo ammirato la Federica in uscita e in ingresso della villa e mi ero ormai convinto che fosse proprio molto sexy, il viso non un granché perché segnato da una cicatrice vicino all’occhio destro e mascherata dal fondotinta ma si riscattava piacevolmente con i pantaloni attillati calzando alte décolleté o con le sneakers più basse dove comunque si intravedevano sempre le collant velate, per non parlare di quando era in gonna, massimo al ginocchio ma spesso sotto il soprabito c’era la mini; cosce velate da far impazzire chiunque!!! Dall’abbaino del sottotetto nei mesi estivi con il mio cannocchiale professionale (l’avevo pagato più di 1000 euro ma ne valeva la pena!) la spiavo in costume da bagno a bordo piscina: non era un'operazione facile perché la vasca era quasi totalmente coperta dalla vegetazione ma ero riuscito ugualmente a trovare uno spiraglio tra i rami di due pini che mi permetteva di ammirare le sue forme, il suo seno e il fondoschiena di marmo...e anche quel suo dito che a volte si insinuava sotto il costume all’altezza della vagina! Tornando al funerale fuori casa cerano tutte comprese le sue conquiste: tutte contrite nel dolore sotto gli occhiali neri. Gli autisti le portavano via verso la canonica per la funzione e da lì al cimitero: nel salire sui SUV a qualcuna si intravvedeva il bordo dell‘autoreggente nera e poi chissà cos’altro sotto i cappotti allacciati fino all’ultimo bottone, ma intanto Giovanni non c’era più.
Per un pò di tempo non ci fu movimento, attorno alla villa era tutto chiuso e sbarrato. Finalmente a un lunedì di metà febbraio la mia compagna mi disse di aver rivisto la Federica e tra una condoglianza e l’altra le aveva confidato una certa stanchezza e che era perciò in partenza per una vacanza riposante: sarebbe stata via una ventina di giorni con la sorella e il marito di lei. Infatti, la sera del giorno dopo le luci della villetta si accesero e ricomparve Federica secondo me in splendida forma. L’organo in mezzo alle mie gambe si indurì al pensiero della casa vuota e del piano che avevo in testa...Non dormii molto quella notte, fortunatamente il giorno dopo ero di riposo e alle 9 di quel mercoledì arrivò come di consueto la domestica cilena (una grassa trentenne) che aiutò la vedova stivalata a caricare i bagagli sul Porsche Cayenne e la salutò mentre partiva. La settimana successiva presi le ferie e il lunedì alle 8:30 dopo che la mia compagna Marisa era partita per una giornata di lavoro scesi in giardino con la scaletta portatile a 4gradini. Sul retro delle villette a schiera era stata fabbricata una piccola finestrella quasi nascosta che dava sulla taverna: serviva come sfiato per chi aveva il camino ma una persona magra e longilinea ci poteva passare agilmente. Il serramento era del genere molto economico, a me una volta era rimasta in mano, non presentava copertura esterna e come tutte svitando 4 viti si staccava. Oltrepassata grazie alla scaletta, la siepe all’estrema destra della piscina dove la loro non era molto più alta della mia, posizione che evita le due telecamere che guardano verso l’ingresso, camminai a schiena bassa verso la villetta. Si svolse tutto come speravo: con l’avvitatore elettrico che avevo nella tracolla tolsi le 4 viti e la finestrella cedette nelle mie mani. L'interno era buio ma come mi introdussi i miei occhi si abituarono al chiarore mattutino. Appoggiai la finestrella alla sua sede senza però avvitarla e accesi la lampada frontale a LED. La taverna era piena di attrezzi per il fitness, la scala comunque era ben visibile incominciai. Mi fermai in ascolto ma non avvertii nessun suono o movimento e cominciai a salire: il mio obiettivo da feticista, amante degli indumenti femminili e soprattutto delle collant era ovviamente la camera di Federica. La trovai subito al secondo piano: 2 camere adiacenti, in una un matrimoniale e nell’altra un letto molto più grande. I due dormivano in camere separate. In quest’ultima c’erano le tracce di Federica: un paio di ciabatte con piumino grigio e tacco, un braccialetto e un anello con pietra sul comò. Aprì l’armadio. Con sorpresa non c’erano scaffali o cassettiere ma si accese invece una forte e calda luce dedicata su una cabina armadio immensa, a occhio almeno 10mq.!!! A terra tappeto bianco peloso, ai lati due scalette erano inserite su binari per accedere agli abiti più in alto: ce ne erano a centinaia!!! Miniabiti, minigonne, camicie in seta e non, cappotti, soprabiti, pellicce, c’era di tutto. Spensi la luce frontale e mi affrettai pur controvoglia ad aprire la finestra della camera che seppur con le tapparelle abbassate qualsiasi rumore mi avrebbe messo in allarme; la strada era privata e a quell'ora del mattino non sarebbe arrivato nessuno tranne forse la vigilanza ovviamente! Tornai nel monolocale adibito a “cabina armadio”. Tutto attorno specchi infiniti e poltroncine bianche in pelle senza braccioli. Mi spogliai allora completamente e ammirai il mio corpo depilato. Il cazzo era turgido, pieno, voglioso e guardava in su... Se avessi sfiorato qualcosa con la cappella sarei venuto subito: ero eccitato come non mai!!!! Al centro c’erano 2 puff enormi e un grande tavolino basso trasparente: sopra vari profumi e all’interno gioielli, bracciali, orecchini e collane. I piani bassi degli scomparti di destra erano occupati da decine e decine di scarpe, sandali e stivali, negli scomparti di sinistra solo cassetti: era lì che volevo andare. Una goccia di sperma mi uscì dalla cappella, trattenni il respiro…non ce la facevo più!! Detti un'occhiata all’ora sullo smartphone nella tracolla a terra; segnava le 9:30 e un messaggio: era Marisa che mi avvisava che non sarebbe tornata per pranzo. Meglio così avrei avuto più tempo ma non dovevo esagerare, anche se nessuno era atteso dovevo comunque sbrigarmi! Aprì il primo dei 3 cassetti all’estrema sinistra: piegati perfettamente decine di slip, culotte, string di ogni colore e tipo in quelli sotto reggiseni trasparenti, imbottiti e di pizzo. Mi spostai. Sopra gli altri 3 cassetti a fianco vidi 3, 4 collant velatissimi...forse usati qualche giorno prima e non ancora riposti. Ne presi in mano un paio uno nero e uno carne, al tatto erano molto speciali, impalpabili, velatissimi: aprì i due cassetti sottostanti. Mi investì un aroma misto tra profumo e odore di fica: era pieno di confezioni di collant di ogni marca e tipo, nuovi e usati ma tutti ben inseriti nelle loro buste originali: file di collant neri, quelli chiari, quelli carne, quelli grigi, bordeaux. Ormai la mia nerchia dura sgocciolava di precum, rischiavo di sporcare senza venire, ma ero pronta! Mi girai velocemente: sul lato opposto un abitino nel settore basso a portata di mano e un paio di sandali nudi color argento mi guardavano. Indossai un reggiseno imbottito preso a caso dal cassetto, infilai le collant nere che avevo in mano (ma mi fermai all’inguine altrimenti avrei sparso sperma immediatamente!) avevano le punte nude adatti ai sandali, velatissime, forse 6den e ovviamente tutto nudo. I sandali leggermente corti per il mio piede ma essendo nudi la parte in eccesso del tallone sporgeva in modo naturale, presi il vestitino nero con volant e maniche trasparenti che era probabilmente in seta, lo indossai. Mi sedetti a cavalcioni sul puff davanti al tavolino trasparente. Gli specchi riflettevano di lato, di fronte, di dietro l’immagine della donna dentro di me, la testa mi scoppiava...presi l’elastico delle collant e lo tirai su in vita!!! Guardai la fica che era in me riflessa negli specchi e finalmente esplosi. La prima ondata di sperma riempì le collant e mentre sentivo sgocciolare sui testicoli la cremina ancora calda mi resi conto che non avevo svuotato i testicoli del tutto e stavo per venire una seconda volta. Come abbassai il nylon, il glande bagnato strisciò e intercettò la seta dell’abitino e sentì l’uretra riempirsi del seme, godevo tanto e un gemito di piacere immenso usci dalla mia bocca. Dalla nerchia durissima scaturì un getto interminabile di sperma allungò il mio godimento a dismisura e inondò il vetro del tavolino davanti a me. Una scia di densa sborra ricopriva il vetro sopra anelli, collane e bracciali sottostanti mentre io travestito scivolavo con il cazzo in mano sul tappeto. Ero tutto bagnato, anche il buco del culo aveva ricevuto lo sperma della prima sborrata fatta nelle collant. Vidi poco distante un calza scarpe lungo di metallo dorato. Lo presi, mi abbassai le collant dietro e cominciai a spingere il lato poggia mano del calza scarpe nel mio buco del culo. Entrò molto facilmente, senza dolore... anzi iniziava un nuovo godimento!!! Puntai il lato opposto del calza scarpe sul basamento del mobile, cominciai a muovermi avanti e indietro mentre con la mano mi masturbavo il cazzo già semi duro. Un dei 2 collant che avevo poco prima in mano, quello color carne era sul tappeto: lo presi e m lo infilai sulla testa in modo da poterlo leccare con la lingua: l’odore di fica che entrava nelle narici era molto forte e mi accorsi che sul tassello in nylon (le collant tutto nudo pregiate hanno il tassello trasparente in doppio nylon, NON in cotone!), c’era una sostanza bianca, probabilmente lasciata in un momento di eccitazione dalla vagina di Federica. Feci in modo che il tassello coincidesse con la mia bocca e cominciai a succhiare avidamente, leccando e salivando copiosamente. Il mio membro era di nuovo pieno e turgido, la mano destra masturbava velocemente e il calza scarpe ormai era arrivato all’intestino e io godevo anche di culo. Mi accorsi dell’arrivo della terza sborrata copiosa per un certo bruciore nel canale spermatico ma soprattutto per la mia immagine sensuale riflessa dallo specchio: una grossa macchia bianca però era comparsa sul davanti dell’abito in seta! Cazz..!!! Mi accasciai sul tappeto, il culo aveva rilasciato il bastone, l’odore dello sperma era intenso e si miscelava a quello dei profumi, le collant che avevo in faccia erano tutte bagnate! Appagato ai massimi livelli, mai ero venuto 3 volte consecutive, vidi come ultima immagine i cassetti aperti delle collant, fantastiche, da vera figa!!! Un sorriso appagante si fece largo sulle mie labbra e mi addormentai di colpo.
...segue
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