tre è il numero perfetto?
amantilatini
Ma che stiamo facendo? Che ci facciamo qui, in una stanza in penombra in compagnia di uno sconosciuto, nudi in un letto disfatto?
Tutto era cominciato qualche mese prima. Già da tempo, facendo l’amore, fantasticavamo di situazioni strane, di scambi con altre coppie, di come sarebbe stato con una singola, con un singolo.
Ci eravamo iscritti ad un sito di scambisti e già una volta ci eravamo incontrati con una coppia.
L’esperienza era stata abbastanza deludente. Si percepiva chiaramente che la lei era a disagio e stava lì solo per fare piacere al suo uomo. Colmo dei colmi, in un momento che lui era in bagno, ci confessò che lei non era per niente contenta di tutto ciò e che la aveva quasi obbligata. Un disastro.
Ci eravamo, quindi, fermati nel cimentarci in nuovi incontri ma la voglia di trasgredire, di fare esperienze particolari era tanta da entrambe le parti.
Già da tempo mi ero accorto di come lei si eccitasse oltremodo se, mentre facevamo l’amore, le suggerivo di come sarebbe stato con un altro uomo presente. Uno che avrebbe potuto toccarla mentre la penetravo, che la avrebbe potuto scopare mentre lei prendeva in bocca me, che la avrebbe potuto penetrare, avanti o dietro, insieme a me, che le sarebbe potuto venire in grembo od in bocca.
A questi pensieri si bagnava come in un lago, mi cavalcava come una furia, mi succhiava e leccava come mai prima.
Per la verità, il pensiero di un altro uomo che la scopasse, mi provocava sentimenti contrastanti: ad un sano sentimento di gelosia e possesso si contrapponeva un’eccitazione sottile che mi prendeva e che mi rendeva l’uccello più duro e resistente.
Fu così che iniziammo a pensare di cercare un singolo che si prestasse ai nostri desideri.
Lo trovammo infine e contattatolo concordammo con lui giorno ed ora.
Ed eccoci dunque qui, in questa stanza in penombra. Lei è di la, a rinfrescarsi un attimo. Io sono invece con lui. Il mio imbarazzo è forte, non so che dire, che fare. Iniziamo a spogliarci, lo guardo, ha un bel pisello, più grosso e più lungo del mio. Cominciamo bene anche i complessi di inferiorità ci volevano. Arriva lei, è tesa, imbarazzata. Non si è spogliata del tutto, mantiene su un body di pizzo nero che le fascia il corpo ed il suo bellissimo seno. Mi guarda negli occhi, mi sorride, cerca la mia approvazione, il mio consenso. Io annuisco con un impercettibile cenno del capo. E’ una sua fantasia, è diventata anche la mia, e siamo qui per realizzarla.
Mi si avvicina, mi abbraccia, mi bacia, mi mette in bocca una lingua rovente che mi toglie il fiato. La tocco: il viso, il seno, scendo lungo i fianchi verso il suo fantastico fondo schiena e….. trovo due mani che non conosco, che fanno sul suo corpo le stesse cose che faccio io e che non sono le mie. E’ lui che si è avvicinato a noi e che la tocca, la bacia sulle spalle, sul collo. Tocca il suo seno, lo stringe. Le sfila il body, le mette una mano tra le gambe. Lei mugola, si struscia ancora più forte su di me. Mi cerca con la sua mano, mi tocca. Sono eccitato, ho il pene duro, teso. Guardo in giù, con l’atra mano ha preso anche lui e dolcemente, timidamente và su e giù in una lentissima sega. Anche lui è eccitato, la tocca, la stringe, la viola con le dita. Io guardo e mi dico: sono pazzo. Devo essere pazzo.
Ho portato la mia donna da un altro uomo che la scoperà, che le farà quello che solitamente le faccio io e solo io. Ma la cosa mi affascina e mi eccita.
Lei ci prende per … mano e ci conduce al letto. Tutto il suo imbarazzo è svanito e si muove sicura, padrona della situazione e del gioco ( sembra non abbia mai fatto altro nella sua vita ).
Ci fa stendere uno di fianco all’altro, lei tra noi. Ci prende per mano, ci gioca, ci carezza, ci masturba dolcemente, si china e lo prende in bocca, il suo, il mio, ci lecca, ci succhia, ci mordicchia, scende ai testicoli, lecca succhia, morde. Torna su li ingoia tutti, fino alla radice senza un gemito, senza sforzo apparente ( altro che gola profonda ). Si stanca infine di questo gioco, si corica e guardandomi fisso negli occhi apre in maniera oscena le gambe. Mette in bella mostra la vulva, il clitoride madido di umori, gocciola. E’ eccitata oltre ogni dire. Mi prende il capo e con fare imperioso mi obbliga a leccarla. Lo faccio. Prima tutto intorno poi le apro le piccole labbra e le lecco e succhio il clitoride, scendo sino alla vagina, risalgo e ridicendo in un su e giù all’infinito. Guardo in su, lui è là, accanto a lei e la scopa in bocca. Mi fermo a guardare, lo succhia, lo lecca, gli stringe i testicoli, lecca anche quelli. Il suo pene è lucido della sua saliva e lui mugola forte. Gli piace, le dice che è bravissima a fare pompini, le prende la testa e glielo spinge ancora più dentro a forza.
Lei mi guarda e si stacca da lui, si volta verso di me e mi bacia di un bacio profondo. Sento il sapore di lui, acre. Dovrei essere disgustato ed invece la cosa mi eccita ancora di più. Lei si mette carponi, lui le è dietro, le allarga le gambe e la penetra. Colpi lungi, rapidi. Lei mi prende il pene e comincia a succhiarlo avidamente. Questa è una delle sue fantasie preferite: succhiarmi mentre un altro uomo la penetra. Gode, viene a ripetizione, è un fiume in piena. Vorrei godere anche io ma mi trattengo, voglio che questa cosa continui, voglio … fino alla fine. Lui si pone tra le sue gambe ed inizia a leccarla avidamente, ha tutto il viso bagnato dei suoi umori. Insinuo una mano e la tocco, la masturbo e lei viene ancora. Una lingua che la lecca ed una mano che la tocchi è troppo anche per lei.
Lui si stende sul letto e lei gli va sopra. glielo prende in mano e se lo infila dentro. Lo cavalca come se fosse un puledro. lui le stringe il seno e lei urla, ma non di dolore. Nel frattempo mi masturba così violentemente che sembra voglia strapparmelo. Si ferma, si china in avanti e, con gesto imperioso, mi fa segno di andarle dietro. Lo faccio, ho capito bene cosa vuole. Mi sistemo tra le gambe di lui e, prima con un dito, poi con due la penetro dietro. E talmente bagnata che non ho bisogno di bagnarmi le dita. E rilassata abbastanza ed allora le penetro, non faccio nessuna fatica e così dilatata che potrebbe entrare anche un toro.
Inizio a muovermi ed anche lui, sotto, fa lo stesso. Prendiamo il ritmo e lei si abbandona ad un orgasmo incredibile.
Che stana la sensazione di un altro pene che urta il mio.
Lei si abbandona sul letto, è stanca ma non paga. Lui si pone tra le sue gambe ed allora faccio una cosa che mai avrei pensato possibile: prendo il suo pene e lo guido dentro di lei. Non solo ma mi chino a leccarla mentre lui va su e giù dentro di lei. Sento il suo corpo contro il mio viso e il suo pene che urta contro la mia lingua vorace di lei.
Nel frattempo lei mi succhia e mugola di piacere. viene e viene, siamo ricoperti dei suoi umori e la cosa mi piace.
L’atmosfera è cosi satura di eccitazione che è quasi palpabile.
Si invertono le posizioni: adesso sono io tra le sue gambe mentre lui è, ancora una volta, in bocca a lei.
Sento che anche lui è molto eccitato, mugola e si dimena, le dice quanto sia brava e di come vorrebbe venirle dentro.
Lei lo succhia e nel frattempo lo masturba; so cosa vorrebbe: vorrebbe che le venisse in bocca ma abbiamo deciso prima che ciò non avverrà.
Lo vorrei anche io, vorrei che lui le riempisse la bocca ed il viso con il suo seme, che lei lo ingoiasse fino all’ultima goccia e, dopo, vorrei venirle anche io in bocca, a cancellare ogni traccia dell’altro
Invece la scopo come un forsennato, la sbatto rumorosamente finché non resisto più e tiratolo fuori le vengo sulla pancia con un gemito liberatore.
Ed anche lui, allora, viene e le riempie la pancia ed il seno di caldo seme.
Sono stanco, turbato, ancora eccitato e confuso per quello che abbiamo vissuto. Lei mi guarda, non ha mai staccato i suoi occhi dai miei come a chiedere un tacito assenzo. Le brillano gli occhi, è ancora eccitata e so che non è appagata. Lo sarà solo dopo che, più tardi, avremo fatto l’amore nel nostro letto.
E l’altro? L’ altro non esiste, è solo un’ombra sullo sfondo dei nostri desideri, delle nostre perversioni. Un giocattolo che abbiamo usato per il nostro piacere e di cui non serberemo il ricordo se non dell’eccitazione che ne è derivata.
Ed allora si, tre è il numero perfetto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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