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Pablopd
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Tutti i messaggi dell'utente: Pablopd

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
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Quotato da coppiaestero,
@Pablopd
ho trovato il film, che non conoscevo, del 1995, e lo sto vedendo, mi sono già reso conto che la fantascienza utilizzata non è poi tanto lontano dalla realtà, e chi l'ha pensato, ideato, non so se aveva avuto come me, delle prove della veri [...]


Oltre la siepe... c'è mr. Giardiniere!

Calcola che il film è di prima del tempo degli smartphone. Ispirò "Strani giorni" di Battiato. Quanto alla registrazione delle emozioni, già oggi si possono distinguere i comparti e vedere i neuroni coinvolti e come reagiscono alle varie situazioni, quindi non dovrebbe essere difficile una volta scoperti i meccanismi di produzione arrivare alla riproduzione delle emozioni

8 anni fa
Veneto, Padova
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Quotato da pinkoepallina,
Io a quattro anni ho tirato un cucchiaino a mia mamma che me ne aveva data una.
Oggi le cose sono cambiate: mi piacciono talmente tanto che le ricambio con delle strizzate ai testicoli, così forti che fino a che non sento 'crack' n [...]

Quando non mordi... 😄

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
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@coppiaestero. Il film "Strange Days" parla esattamente di questo. Macchine per rivivere le emozioni altrui attraverso la registrazione degli impulsi cerebrali

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
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Quotato da Gilda_G,
Quotato da Pablopd,
Quotato da emmegei,
Quotato da coppiaestero,
Quotato da Cpbixo,
Le intuizioni non bastano soprattutto se raccontate a posteriori.
Le intuizioni vanno DIMOSTRATE altrimenti è fantascienza e appartiene al regno della fantasia: si chiama arte.


Forse che tutto ciò che è nato come fantascienza non è stato poi realizzato? Un vecchio detto dice che in natura esiste tutto ciò che l'uomo può immaginare. Io non faccio una grossa differenza tra scienza e fantascienza direi anzi che la fantascienza è un passo oltre la scienza. Magari quando scopriranno gli altri marchingegni che io già prevedo, vi ricorderete di questo forum.

tipo?


Bisogna distiguere fra fantasia e fantascienza. La seconda spesso utilizza ipotesi plausibili ma non dimostrabili, e a volte ci azzecca o fornisce idee. StarTrek in questo fu di straordinaria lungimiranza anticipando soluzioni poi applicate decenni dopo nella realtà come Siri, iPad cellulari, strumenti diagnostici, auricolari, schermi touch eccetera


... per non parlare di Jules Verne


Giustissimo. Verne, Orwell, Wells, sono tanti i visionari anticipatori. Ho citato Star Trek fra tutti perché la fantasia di Roddenberry ha precorso i tempi moderni usando le conoscenze scientifiche dei tempi moderni, tanto che illustri scienziati come Stephen Hawking si riunivano a discutere della plausibilità o meno delle varie trovate della serie (delle serie) che ha precorso i tempi non solo dal punto di vista scientifico e tecnologico, ma anche etico e sociale (ne hanno scritto libri). La questione del diritto delle forme di intelligenza artificiale di esistere ed essere equiparati alle forme umane, è in dibattito oggi, ma fu oggetto di un'intera serie negli anni '80.

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
Veneto, Padova
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Quotato da emmegei,
Quotato da coppiaestero,
Quotato da Cpbixo,
Le intuizioni non bastano soprattutto se raccontate a posteriori.
Le intuizioni vanno DIMOSTRATE altrimenti è fantascienza e appartiene al regno della fantasia: si chiama arte.


Forse che tutto ciò che è nato come fantascienza non è stato poi realizzato? Un vecchio detto dice che in natura esiste tutto ciò che l'uomo può immaginare. Io non faccio una grossa differenza tra scienza e fantascienza direi anzi che la fantascienza è un passo oltre la scienza. Magari quando scopriranno gli altri marchingegni che io già prevedo, vi ricorderete di questo forum.

tipo?


Bisogna distiguere fra fantasia e fantascienza. La seconda spesso utilizza ipotesi plausibili ma non dimostrabili, e a volte ci azzecca o fornisce idee. StarTrek in questo fu di straordinaria lungimiranza anticipando soluzioni poi applicate decenni dopo nella realtà come Siri, iPad cellulari, strumenti diagnostici, auricolari, schermi touch eccetera

8 anni fa
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"Fatti montare, bella puledra" lo dice lo stalliere, non il cavaliere. Poi se c'è una Lady Chatterley in giro.... 😎

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
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Quotato da MasaHitomi,
Quotato da alexroma69,
Quotato da Pablopd,
TROVA L?ERRORE

Chi ha posto l?accento sui nipotini di Paperino?

(10 lettere)

Il PigNolo 🐷


MasaHitomi 😎 😎
ah se son stata io, con gli accenti sono una mega sega! 😄


😄 per tua consolazione invece la pronuncia gratuìto al posto del corretto gratùito da alcuni è considerata accettabile in quanto conforme all?originale latino. Quello che non si può accettare è circuìto al posto di circùito, sempre che non ti abbiano raggirato mentre facevi un giro in auto 😄 e come fu inaccettabile leggere che il fine linguista De Mauro poneva come corretto ?statu quo? commettendo a mio avviso un doppio errore, in italiano, e in latino. Ma su questo dizionari e linguisti si scannano ancora.
PigNolo 🐷

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
Veneto, Padova
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TROVA L’ERRORE

Chi ha posto l’accento sui nipotini di Paperino?

(10 lettere)

Il PigNolo 🐷

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
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Quotato da Tomas47,
Quotato da Pablopd,
Quotato da Tomas47,
Quotato da Pablopd,
Quotato da Tomas47,
Quotato da Cpbixo,
E pensare che A ME MI pagano pure per far notare gli

errori al prossimo, figuriamoci se mi faccio riguardo....

fonte accademia della crusca e dice:

E' in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di sì". A guardar bene, però, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identità con l'elemento ripetuto, né di un riempitivo, il quale implica superfluità e inutilità. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. È sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi).


"A me mi" vale "Ma però". Trattasi di errore nel linguaggio colloquiale che Manzoni usa appositamente per rendere verosimile l'affermazione in bocca a Renzo che è un popolano. Nei dizionari può entrare solo come esempio, non come regola, almeno finché l'uso comune non la renda tale (e qui vale il concetto di ripetizione rafforzativa nell'uso comune o dialettale così ben espresso dalla prof. Bixo) 😎


Questo è l'articolo completo, scritto sul sito dell' accademia della crusca, se pensi di saperne più di loro in fatto di lingua italiana e devi sempre puntalizzare tutto, mi dispiace veramente. Poi non lo dice Renzo, ma la vecchia ha cui chiede un informazione.

A me mi: è una forma corretta?

«È forse opportuno approfittare di quanto ha scritto Francesco Sabatini sotto il numero uno della sua risposta per spiegare la ragione di quel costrutto che scandalizza molti come un volgare errore di grammatica e che pochi tuttavia riescono ad evitare quando parlano: "A me mi pare...", "A me mi piace..." ecc. Sulla scorta di certe grammatiche i più lo dichiarano grecamente un pleonasmo, cioè uno di quei riempitivi o ridondanze o ripetizioni a cui l'enfasi del parlante si sente trascinata.

E infatti è in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di sì". A guardar bene, però, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identità con l'elemento ripetuto, né di un riempitivo, il quale implica superfluità e inutilità. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. È sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi). Per rendere evidente l'analisi della struttura logica e intonativa del tutto, si potrebbe porre una virgola dopo a me, separando il tema dell'enunciato dal suo "rema", ossia dalla sua parte predicativa, che contiene la vera informazione della frase, cioè, nel caso del colloquio tra Renzo e la vecchia, la risposta di questa alla domanda del fuggiasco. Manzoni giunge fino ad assolutizzare il tema, cioè a togliergli la preposizione che lo lega sintatticamente al resto dell'enunciato, mettendo, nel cap. IX, in bocca a Gertrude la maliziosa battuta per il padre guardiano: "Lei sa che noi altre monache, ci piace di sentir le storie per minuto". Prima, dunque, di misurare e giudicare tutta la lingua col metro di una grammatica del discorso logico, bisogna pensare che accanto ad essa c'è anche la grammatica del discorso affettivo, ad una grammatica del parlato accanto a quella dello scritto. O meglio, c'è una lingua sola, ma che adempie funzioni comunicative ed espressive diverse, di tutte le quali una grammatica moderna deve render conto, guidando lo scolaro a distinguerle e ad usarle nei contesti opportuni.


Grazie per la tua puntualizzazione. Ma il risultato come vedi non cambia, vecchia o Renzo che sia. Stesso discorso per Gertrude. Manzoni usa nei dialoghi un linguaggio colloquiale non necessariamente corretto, ma in uso. Lo si fa anche qui nel forum spesso, alcuni perfino consapevolmente.
Quanto a "se pensi di saperne più di loro in fatto di lingua italiana e devi sempre puntalizzare tutto...", mi spiace di aver involontariamente urtato la tua sensibilità, ma se non vuoi dialogo in forum, parla allo specchio.
E ora adelante, Pedro, con juicio


Vedi a me, che sono per giunta dislessico e disortografico, non disturba che qualcuno mi faccia notare se faccio degli errori di ortografia o se spaglio la punteggiatura e i verbi, a ME,....... MI da fastidio quelli che vogliono sempre correggere, sempre puntualizzare, sepre avere l'ultima parola perche sanno tutto e sono superiori in tutto.
Io ho semplicemente riportato un articolo dell'accademia dell crusca, se la cosa ti da fastidio parla con loro e digli che si sono sbagliati, a me non me ne puo fregar di meno.
Con questo ritengo il discorso chiuso e non ci saranno altri interventi miei su questo 3D


Ma perché hai questa strana opinione? La Crusca dice sostanzialmente quello che dico io (o io dico quello che dice la crusca) e non ho fatto puntualizzazioni né appunti, a nessuno, solo ampliato un punto in discussione, come thread comanda. Le puntualizzazioni le faccio a Tullio De Mauro quando scrive cazzate. Poi fai quel che ti pare, non è che mi preoccupi.

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
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Quotato da Cpbixo,
Quotato da HarrymetSally,
Quotato da Cpbixo,
Già, come se gli accademici fossero asessuati e senza vizietti....bhua hua hua! 😄


"Ma che ne sanno i laureati" lol! 🙂 🙂 🙂

Ai festini fra studenti, ognuno portava il suo libello, gli appunti e ripassava tristemente nel suo angoletto da sfigato.... 😎


qualcuno cambiava i dischi.... ora li chiamano dj e sono pieni di gnocca 😄

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
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Quotato da Tomas47,
Quotato da Pablopd,
Quotato da Tomas47,
Quotato da Cpbixo,
E pensare che A ME MI pagano pure per far notare gli errori al prossimo, figuriamoci se mi faccio riguardo....

fonte accademia della crusca e dice:

E' in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di sì". A guardar bene, però, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identità con l'elemento ripetuto, né di un riempitivo, il quale implica superfluità e inutilità. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. È sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi).


"A me mi" vale "Ma però". Trattasi di errore nel linguaggio colloquiale che Manzoni usa appositamente per rendere verosimile l'affermazione in bocca a Renzo che è un popolano. Nei dizionari può entrare solo come esempio, non come regola, almeno finché l'uso comune non la renda tale (e qui vale il concetto di ripetizione rafforzativa nell'uso comune o dialettale così ben espresso dalla prof. Bixo) 😎


Questo è l'articolo completo, scritto sul sito dell' accademia della crusca, se pensi di saperne più di loro in fatto di lingua italiana e devi sempre puntalizzare tutto, mi dispiace veramente. Poi non lo dice Renzo, ma la vecchia ha cui chiede un informazione.

A me mi: è una forma corretta?

«È forse opportuno approfittare di quanto ha scritto Francesco Sabatini sotto il numero uno della sua risposta per spiegare la ragione di quel costrutto che scandalizza molti come un volgare errore di grammatica e che pochi tuttavia riescono ad evitare quando parlano: "A me mi pare...", "A me mi piace..." ecc. Sulla scorta di certe grammatiche i più lo dichiarano grecamente un pleonasmo, cioè uno di quei riempitivi o ridondanze o ripetizioni a cui l'enfasi del parlante si sente trascinata.

E infatti è in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di sì". A guardar bene, però, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identità con l'elemento ripetuto, né di un riempitivo, il quale implica superfluità e inutilità. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. È sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi). Per rendere evidente l'analisi della struttura logica e intonativa del tutto, si potrebbe porre una virgola dopo a me, separando il tema dell'enunciato dal suo "rema", ossia dalla sua parte predicativa, che contiene la vera informazione della frase, cioè, nel caso del colloquio tra Renzo e la vecchia, la risposta di questa alla domanda del fuggiasco. Manzoni giunge fino ad assolutizzare il tema, cioè a togliergli la preposizione che lo lega sintatticamente al resto dell'enunciato, mettendo, nel cap. IX, in bocca a Gertrude la maliziosa battuta per il padre guardiano: "Lei sa che noi altre monache, ci piace di sentir le storie per minuto". Prima, dunque, di misurare e giudicare tutta la lingua col metro di una grammatica del discorso logico, bisogna pensare che accanto ad essa c'è anche la grammatica del discorso affettivo, ad una grammatica del parlato accanto a quella dello scritto. O meglio, c'è una lingua sola, ma che adempie funzioni comunicative ed espressive diverse, di tutte le quali una grammatica moderna deve render conto, guidando lo scolaro a distinguerle e ad usarle nei contesti opportuni.


Grazie per la tua puntualizzazione. Ma il risultato come vedi non cambia, vecchia o Renzo che sia. Stesso discorso per Gertrude. Manzoni usa nei dialoghi un linguaggio colloquiale non necessariamente corretto, ma in uso. Lo si fa anche qui nel forum spesso, alcuni perfino consapevolmente.
Quanto a "se pensi di saperne più di loro in fatto di lingua italiana e devi sempre puntalizzare tutto...", mi spiace di aver involontariamente urtato la tua sensibilità, ma se non vuoi dialogo in forum, parla allo specchio.
E ora adelante, Pedro, con juicio

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
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Post: 2232
Quotato da Tomas47,
Quotato da Cpbixo,
E pensare che A ME MI pagano pure per far notare gli errori al prossimo, figuriamoci se mi faccio riguardo....

fonte accademia della crusca e dice:

E' in bocca alla vecchia cui Renzo chiede consiglio sulla strada per Gorgonzola che Manzoni, nel cap. XVI dei Promessi Sposi, mette la battuta "A me mi par di sì". A guardar bene, però, non si tratta di una ripetizione, la quale implica identità con l'elemento ripetuto, né di un riempitivo, il quale implica superfluità e inutilità. Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. È sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come "tema" del prossimo enunciato; equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi).


"A me mi" vale "Ma però". Trattasi di errore nel linguaggio colloquiale che Manzoni usa appositamente per rendere verosimile l'affermazione in bocca a Renzo che è un popolano. Nei dizionari può entrare solo come esempio, non come regola, almeno finché l'uso comune non la renda tale (e qui vale il concetto di ripetizione rafforzativa nell'uso comune o dialettale così ben espresso dalla prof. Bixo) 😎

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
Veneto, Padova
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Post: 2232
Quotato da OLDdirtyBASTARD,
[img] https://s1.postimg.org/1v6yflmjn3/images.jpg [/img]
[img] https://s1.postimg.org/52fjb7vjrj/2017-11-09-16-23-01-.jpg [/img]
Altra coppia di innamorati 😄 😄


Hai equivocato. qui si parla di calcio. Il primo voleva sapere se l'amico aveva trovato la rara figurina Panini della squadra di Viù, noto paese del torinese (hai lo Viù?) e il secondo stava esprimendo il suo disappunto nei confronti di Mourinho quando sono arrivati i vigili ed è fuggito lasciando tutto a metà 😋

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
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Post: 2232
Quotato da Spettro82,
Dedico alle 19 pagine di questa discussione cinque ore di sane scopate, con buona pace del gerundio e del piacere di sostenere il bisogno fisiologico di fare le crociate anche per decidere la marca della carta igienica da mettere in bagno. 😋 [...]


Calma. Mica è cosa da prendere alla leggera! Intanto, due strati o tre strati? Rotolo lungo o più lungo. E la carta? quella ovattata che però ti si rompe in mano aprendosi giusto mentre, o quella piena di cellulosa che fa effetto carta vetrata? Perché mica è la stessa cosa. Quanti poi vanno in giro per privé o locali pubblici senza portarsi salviettine umidificate e profumate qualora i servizi igienici siano anti igienici? E quali? quelle multiuso o quelle specifiche? 😎

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
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Post: 2232
Il problema vero della sgrammaticatura è che a una persona "grammaticata" finisci per dare la sensazione del Fantozzi a cui si intrecciano "i diti". E questo non aiuta a far scattare il "quid". A volte è meglio dire meno ma dire meglio 😄

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
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Ci sono persone che hanno titoli e altre epiteti. Bisogna saper distinguere. Di solito tre post sono sufficienti per capire come collocare qualcuno nel variopinto mondo, al netto della fretta, del t9, degli errori di sbaglio, del dialettismo e del linguaggio conviviale. Questo non significa nulla. Conosco gente che esprime con proprietà di linguaggio, anche forbito, delle emerite stronzate e altri che faticano a coniugare verbi ma hanno cose interessanti da dire. Ricordo di aver letto un libro - diario di guerra di un ex soldato - che era un florilegio di sgrammaticature, di uno di quelli che i nomi propri li mettono tra virgolette e danno enfasi alle parole sottolineandole o scrivendole tutto maiuscolo. Ma esprimeva un mondo che meritava di essere letto e capito al di là della forma. Però ognuno è più a suo agio con i propri affini, quindi anche una selezione sulla grammatica di base ci può stare, se non altro per scambiare due parole in croce. Poi capisco la non ostentazione, il richiamo all'umiltà francescana, l'invito a osservare il contenuto e non la forma (magari da parte di geniali cozze?) però ognuno è fatto com'è fatto e se uno è abituato a usare congiuntivi e consecutio non è che può smettere. A chi predica umiltà mi vien da dire che son d'accordo, finché la conoscenza non cozza contro l'arrogante ignoranza. In quel caso, o si smette in due o... ah, smettere nel secondo caso è difficile. Vabbè 😎

» Nell'argomento: Sgrammaticati
8 anni fa
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Post: 2232
Bona sera alora de ke sé sta apparlà? 😇

8 anni fa
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Quotato da pinkoepallina,
Quotato da CavaliereTenebroso,
La sfida è trovare il giusto equilibrio, modulando calci in culo e carezze con sapienza. E no, non è per niente facile.


Uhm... per la parte femminile dovrebbe essere la versione edulcorata di "cazzo e cazzotto". Al di là dell'incerta efficacia, non una novità, quindi.
Pallina
ora siamo a cazzo, cazzotto, e cazzate varie

8 anni fa
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Tutti dicono di volere una donna open-minded ma in realtà la vorrebbero open-legged 😎

» Nell'argomento: Musica é ........
8 anni fa
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Quotato da dreamofthebluturtles,
https://www.youtube.com/watch?v=UOqXy64-hTw

The Korgys - Everybody's gotta learn sometime

[img] http://www.hosting.universalsite.org/image-maxresdefault-D286_59E0FFD7.jpg [/img]

Gruppo che nel 1980, copiò con 24 anni di anticipo la [...]


vabbè, almeno questa era una cover dichiarata che poi lui ha tradotto.


   Sexy Piccanterie



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