1 anno fa
Credo che stasera ordinerò il mitico minestrone di verdure, ceci, fagioli e peperoncino.Quotato da Castellozzo02,Ma non è che la passione per l 'incesto - in senso lato! - ha a che fare con un implicito anelito per il "sesso a km zero"?
Perdonate la battuta scurrile e a tratti volgare: secondo voi, la CO2 generata dalla micidiale zuppa verrebbe compensata dalla proposta di Castellozzo?
'Azz: sto frizzantino bianco come aperitivo da un po' alla testa...
1 anno fa
Hai ragione.Quotato da Cpcuriosa60,💗Quotato da lecap,Ok Venditti, ok Bertoli...ma..
...faccio umilmente notare (ai più anzianotti) che oggi è il 29 settembre. 😇
Seduto in quel caffè
Io non pensavo a te
Guardavo il mondo che
Girava intorno a me
Poi d'improvviso lei sorrise
E anco [...]
Anche se, come in altre famosissime canzoni (Tanta voglia di lei, la più "bastarda" in assoluto) si racconta di un tradimento.
Ma poi lui torna da Lei e la "canta" ai posteri.
Fino alla volta in cui ci ricade...
Ah, che romanticismo...
Ma noi boomer ci cadiamo sempre (e le nostre nipotine, sono forse più sveglie?)
Oste, hai ancora quel gelato buonissimo? Modificato dall'autore il 29-09-2024 15:34:17
Vabbeh, dai...passiamoci sopra e canticchiamo "Innocenti evasioni" 😄 😄 😄 😄
Modificato dall'autore il 29-09-2024 19:54:04
1 anno fa
😋 equipe 84... avevo circa 10 anni... azz.. so vecchio 😋 😄 😋Quotato da lecap,Ok Venditti, ok Bertoli...ma..
...faccio umilmente notare (ai più anzianotti) che oggi è il 29 settembre. 😇
Seduto in quel caffè
Io non pensavo a te....
1 anno fa
Grappetta di fine fine settimana: Domenica sera, poi a letto, domani si riparte a correre.Quotato da Castellozzo02,Secondo me, più che di CO2, si dovrebbe parlare di metano...Quotato da remigiuslp,
Perdonate la battuta scurrile e a tratti volgare: secondo voi, la CO2 generata dalla micidiale zuppa verrebbe compensata dalla proposta di Castellozzo?
Mi sfugge comunque la relazione tra il "farsi la mamma" (con l'intento di essere il padre dei propri fratelli e sorelle) e "scorreggiare dopo il minestrone". Per non parlare dei km zero.
Intervento ovviamente scherzoso il mio; avrei dovuto spiegarlo meglio, MEA CULPA!
Mangiare minestrone produce potenzialmente metano:
Reazione chimica "bilanciata": se combusto CH4 (metano) + 2O2 (ossigeno dall'atmosfera) = CO2 + 2H2O
Il metano no, non lo avevo considerato,
d'accordo, ci proverò, la chimica non è un reato 😎
Dovrei tendere a ZERO emissioni ma ho un TRIANGOLO di reazioni:
1) Il minestrone produce CO2 +
2) Faccio sesso con l'amante, ci vado in auto produco CO2 =
2 x CO2
3) Faccio sesso in casa con un famigliare, non uso l'auto non produco CO2 =
2-1 = 1 solo CO2
CONSEGUENZE:
a) non andare dall'amante = no CO2 ma devo compensare con autoerotismo 😒
b) fare in casa con famigliare = no CO2 😳
c) non mangiare il minestrone provoca denutrizione = CO2 🔥
CONCLUSIONE: mangiamoci il minestrone dopo esserci fatti una sana pippa (o ditalino) e lasciamo stare fratelli, sorelle, mamme, papà, zie e magari pure qualche suocera (facile, di solito!)
Preciso - e questo lo dico seriamente - di porre anche io un limite preciso: non mi piacciono ed eviterei racconti dove rapporti incestuosi portano a gravidanze, peggio ancora se ricercate, come ogni tanto è capitato di leggere.
Modificato dall'autore il 29-09-2024 23:36:40
1 anno fa
💗Quotato da Cpcuriosa60,la/lo vedrai ancora per molto farti le coccole e guardarti con quegli sguardi che erano solo vostri.Quotato da Parcifal,Signori un saluto a tutti e una bottiglia di Genever. Mi.dispiace non condivido e rimango in disparte, in sottofondo. Bruttissima giornata,.ho.appena perso un amico peloso, la mia palladi pelo pelosa.
Lasciate che la vita mi scorra accanto, percorre [...]
Solo il tempo potrà aiutarti.
O, e non ritenermi blasfema, dare altro amore ad un trovatello, se ti è possibile.
Oste, doppio gelato, ora sono un po' giù... Un'anima gentile, sta soffrendo.
1 anno fa
Utente Bannato!
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Lombardia, Mantova
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Ciao, mi sono fermata un momento alla Bettola per ripararmi dalla pioggia (e beh, per il solito stupendo cappuccino dell'oste. Niente brioches oggi, facciamo i bravi).
Torno a casa e provo a girare via chat il quesito ad "uno che sa".
Magari lo trovo di luna buona.
Incrocio le dita
N.b. perché io non sono una vera "Scrittrice"..cazzeggio, gioco, mi diverto, ma poi lavo, stiro, viaggio, il solito
Torno a casa e provo a girare via chat il quesito ad "uno che sa".
Magari lo trovo di luna buona.
Incrocio le dita
N.b. perché io non sono una vera "Scrittrice"..cazzeggio, gioco, mi diverto, ma poi lavo, stiro, viaggio, il solito
Modificato dall'autore il 02-10-2024 14:18:58
1 anno fa
Se la domanda era: "Come ci si accorge di voler fare lo scrittore", penso che la risposta sia piuttosto banale, succede nello stesso modo con cui ci si accorge di voler fare il ragioniere, il geometra o l'avvocato...Quotato da ssbbw69,una domanda agli... scrittori: che cos'è per voi un scrittore, che cosa fa di una persona uno scrittore?
Ovvio che..., come uno che vuole fare il ragioniere deve avere una predisposizione per i numeri, anche chi scrive dovrebbe possedere alcune doti, doti che in alcuni casi diventano vere e proprie ossessioni che trovano sfogo, solo nella scrittura...
Poi ci sono le tradizioni familiari, chi fin da piccolo vive e respira immerso nella letteratura, più facilmente vorrà da grande far parte di quel mondo...
Poi..., da non sottovalutare affatto, c'è il caso, il destino, la moira della mitologia greca, insomma c'è la vita che decide per te...
Grandi scrittori di tutti i tempi, hanno iniziato così, per caso, o per cahos.., cioè a causa di un disordine interiore che li ha portati a cercare altrove se stessi...
Gianrico Carofiglio ad esempio era un bravo magistrato con nessuna velleità di diventare uno scrittore.
Scrisse il suo primo romanzo, per caso, dopo una forte delusione lavorativa per superare un momento di depressione ed ebbe così successo da abbandonare la magistratura per la scrittura...
Massimo Carlotto, invece inizia a scrivere durante la sua latitanza e negli anni di prigione, fino a diventare uno dei migliori autori del genere noir italiani...
L'elenco sarebbe lunghissimo, Melville scrive Moby Dick anni dopo essersi imbarcato come marinaio per anni sulle navi mercantili per mantenere la famiglia, anche perché in passato a campare con la scrittura erano davvero pochi privilegiati...
E tu?
Perché fai questa domanda?
Senti il sacro fuoco della scrittura ardere dentro di te? 😉
1 anno fa
[/quote]
pensavo ma invece era orticaria.
[/quote]
Per quello c'è la farmacia.
Una pomata e tutto torna esattamente come prima.
1 anno fa
Utente Bannato!
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Carlotto, ritengo sia un abisso di dolore...Quotato da xNemesi,Se la domanda era: "Come ci si accorge di voler fare lo scrittore", penso che la risposta sia piuttosto banale, succede nello stesso modo con cui ci si accorge di voler fare il ragioniere, il geometra o l'avvocato...Quotato da ssbbw69,una domanda agli... scrittori: che cos'è per voi un scrittore, che cosa fa di una persona uno scrittore?
Ovvio che..., come uno che vuole fare il ragioniere deve avere una predisposizione per i numeri, anche chi scrive dovrebbe possedere alcune doti, doti che in alcuni casi diventano vere e proprie ossessioni che trovano sfogo, solo nella scrittura...
Poi ci sono le tradizioni familiari, chi fin da piccolo vive e respira immerso nella letteratura, più facilmente vorrà da grande far parte di quel mondo...
Poi..., da non sottovalutare affatto, c'è il caso, il destino, la moira della mitologia greca, insomma c'è la vita che decide per te...
Grandi scrittori di tutti i tempi, hanno iniziato così, per caso, o per cahos.., cioè a causa di un disordine interiore che li ha portati a cercare altrove se stessi...
Gianrico Carofiglio ad esempio era un bravo magistrato con nessuna velleità di diventare uno scrittore.
Scrisse il suo primo romanzo, per caso, dopo una forte delusione lavorativa per superare un momento di depressione ed ebbe così successo da abbandonare la magistratura per la scrittura...
Massimo Carlotto, invece inizia a scrivere durante la sua latitanza e negli anni di prigione, fino a diventare uno dei migliori autori del genere noir italiani...
L'elenco sarebbe lunghissimo, Melville scrive Moby Dick anni dopo essersi imbarcato come marinaio per anni sulle navi mercantili per mantenere la famiglia, anche perché in passato a campare con la scrittura erano davvero pochi privilegiati...
E tu?
Perché fai questa domanda?
Senti il sacro fuoco della scrittura ardere dentro di te? ?
Da leggere e pian piano elaborare
Giusto per tornare alla discussione sulle letture preferite
Grazie, xNemesi
Modificato dall'autore il 02-10-2024 14:04:59
1 anno fa
Secondo me uno scrittore è una persona che usa la parola scritta per il bisogno di comunicare con il prossimo, indipendentemente dal fatto che ci sia qualcuno disposto a recepire quello che lui ha da dire.Quotato da ssbbw69,una domanda agli... scrittori: che cos'è per voi un scrittore, che cosa fa di una persona uno scrittore?
1 anno fa
E' SCRITTORE chi viene pagato per scrivere.Quotato da ssbbw69,una domanda agli... scrittori: che cos'è per voi un scrittore, che cosa fa di una persona uno scrittore?
È SCRITTORE chi viene pubblicato.
È SCRITTORE chi ha scritto qualcosa, indipendentemente dalla lunghezza del testo.
E' SCRITTORE chi viene pubblicato a prescindere da ciò che ha scritto, perché con precedenti successi letterari.
Ma soprattutto, È SCRITTORE colui che si diletta a scrivere, senza farsi seghe mentali su chi o cosa sia.
Modificato dall'autore il 02-10-2024 16:29:49
1 anno fa
Beh, a questo punto potresti anche dirci che cos'è per te uno scrittoreQuotato da ssbbw69,e io dico NO a tutte e 5 le tue osservazioni.Quotato da lecap,
E' SCRITTORE chi viene pagato per scrivere.
È SCRITTORE chi viene pubblicato.
È SCRITTORE chi ha scritto qualcosa, indipendentemente dalla lunghezza del testo.
E' SCRITTORE chi viene pubblicato a prescindere da ciò che ha scritto, perché con precedenti successi letterari.
Ma soprattutto, È SCRITTORE colui che si diletta a scrivere, senza farsi seghe mentali su chi o cosa sia.
Modificato dall'autore il 02-10-2024 16:29:49
perché nella vita occorre consapevolezza.
e così come cucinare un'ottima pasta al ragù non ci rende chef, aver guidato agli autoscontri da ragazzini non ci rende piloti di F1 e essere degli assi con i lego non fa di noi degli architetti, pubblicare (sebbene pagati) non ci rende necessariamente scrittori.
al più, possiamo dire di essere persone che inventano storie. ma non allarghiamoci.
1 anno fa
Giusto, definizione condivisibile. E quand'è che secondo te si usa impropriamente il termine "scrittore"?Quotato da ssbbw69,un artista. un intellettuale. un creativo. uno che non è arrivato alla scrittura sull'onda del successo all'isola dei famosi.Quotato da jeepster,
Beh, a questo punto potresti anche dirci che cos'è per te uno scrittore
uno che si fa un culo così e per questo merita rispetto. ad esempio, non abusando o usando in maniera impropria il termine "scrittore".
1 anno fa
Io ho detto quel che penso io e che necessariamente non è la Verità Assoluta neppure pretendo la sia.Quotato da ssbbw69,e io dico NO a tutte e 5 le tue osservazioni.Quotato da lecap,
E' SCRITTORE chi viene pagato per scrivere.
È SCRITTORE chi viene pubblicato.
È SCRITTORE chi ha scritto qualcosa, indipendentemente dalla lunghezza del testo.
E' SCRITTORE chi viene pubblicato a prescindere da ciò che ha scritto, perché con precedenti successi letterari.
Ma soprattutto, È SCRITTORE colui che si diletta a scrivere, senza farsi seghe mentali su chi o cosa sia.
Modificato dall'autore il 02-10-2024 16:29:49
perché nella vita occorre consapevolezza.
e così come cucinare un'ottima pasta al ragù non ci rende chef, aver guidato agli autoscontri da ragazzini non ci rende piloti di F1 e essere degli assi con i lego non fa di noi degli architetti, pubblicare (sebbene pagati) non ci rende necessariamente scrittori.
al più, possiamo dire di essere persone che inventano storie. ma non allarghiamoci.
Allo stesso modo, tu hai detto ciò che pensi tu e, come sopra, non è la Verità Assoluta.
1 anno fa
Come dice il termine stesso uno scrittore è colui o colei che scrive. Scrive bene, male, sgrammaticato, sul diario, la lista della spesa, racconti, epitaffi e via dicendo, non importa. Scrittore è chi scrive.Quotato da ssbbw69,una domanda agli... scrittori: che cos'è per voi un scrittore, che cosa fa di una persona uno scrittore?
Poi PER ME, ci sono delle declinazioni.
Penso che per scrivere si debbano avere un minimo di basi, le elementari, ovvero conoscere la grammatica, l'ortografia, la sintassi e l'analisi logica. Questo se sì vuole essere capiti o se si vuole essere letti.
Perché scrivere non significa per forza comunicare a/con altri ma si può scrivere a/per se stessi (il diario ad esempio).
Se invece si vuole essere letti allora la padronanza minima del linguaggio ci vuole.
Si deve anche capire che linguaggio si usa perché se scrivo in dialetto non sto commettendo errori se ne rispetto le regole essendo i dialetti lingue strutturate.
Quindi si passa a un nuovo livello, scrivo per essere letto e voglio, ho la pretesa di essere capito, allora devo saper scrivere e accettare le critiche se commetto errori.
Si passa poi a un livello ancora successivo, per scrivere non basta padroneggiare le regole della lingua (grammatica e via dicendo) ma si deve padroneggiare anche la sovrastruttura ovvero la capacità di curare un testo, descrivere i personaggi, sapere cos'è un arco narrativo, conoscere stili e stilemi, i generi letterari, sapere fare l'analisi di un testo, i registri, caratterizzare i personaggi e quindi scrivere sgrammaticato per esigenza di trama.... E tantissimo altro.
Scrivere è un lavoro duro che comporta tanto studio, perché si deve conoscere l'argomento di cui parla e quindi averlo studiato (per un romanzo storico ci si documenterà sugli usi e costumi dell'epoca, cosa c'era e non c'era, insomma non ci può essere polvere da sparo nelle guerre puniche, se scrivo un fantasy non ci può essere un vampiro!...).
Poi si passa a scrivere per professione, ad essere famosi, ad essere pubblicati.
MA in tutti questi passaggi chiunque scriva è uno scrittore.
Non ritengo valido o consequenziale l'assioma scrittore=intellettuale. Credo che "gli intellettuali" siano persone con una spinta interiore, una curiosità sul mondo e i meccanismi che lo muovono più profonda di altri, che pensino, si interroghino sulle famose "grandi questioni" e che si pongano, attraverso la scrittura, domande e affrontino tematiche universali, cerchino di divulgare, spiegare la realtà agli altri e a loro stessi, anticipando il futuro a volte. Gli intellettuali non sono solo scrittori, sono filosofi, scienziati, pensatori, poeti ... che indagano oltre "il velo", hanno questa spinta interiore, un fervore di conoscenza che non appartiene a tutti. Loro hanno davvero un bisogno intrinseco di comprendere e comunicare la realtà che ci circonda.
Io personalmente mi definisco uno scribacchino, non posso dire di avere una compulsione alla scrittura ma la scrittura mi aiuta ad esprimere il mio mondo immaginario, il mio mondo interiore. La scrittura cura, mi cura, all'inchiostro posso affidare i miei traumi, le mie speranze, posso cambiare la realtà, modificare finali, eventi che non mi sono piaciuti, dare vita ai morti. So che non sono malaccio ma il talento, la tecnica, lo studio appartengono ad altri.
Poi chissà un giorno potrei anche essere pubblicato, (no, non capiterà) ma non ho velleità di essere uno Scrittore, un Autore.
Per quanto sia disturbante, irritante per chi legge tanto da volersi candeggiare gli occhi e spellare con gatti a nove code chiodati coloro che scrivono in itagliano , ahimè scrivono, sono scrittori.
A questo punto è il pubblico, il lettore che deve essere educato (educazione/studio non gentilezza) a riconoscere la buona e bella scrittura, a capire il valore di quello che legge e quindi saper scegliere CHI e COSA leggere (sia di "impegnato" che di "leggero"). Tutti scrivono ma solo alcuni e/o alcune opere le ricordiamo da Omero in poi (completamente differente la scrittura al femminile volutamente ignorata e cancellata dalla storia, abbiamo giusto Saffo e poi boom si passa praticamente a Madame La Fayette -quando citata- nelle antologie scolastiche).
Tutto ciò sempre m2c 😎
Modificato dall'autore il 02-10-2024 23:02:36
1 anno fa
Quoto soprattutto questa tua affermazione.Quotato da Parcifal,...Quotato da ssbbw69,che cos'è per voi un scrittore, che cosa fa di una persona uno scrittore?
Scrivere è un lavoro duro che comporta tanto studio, perché si deve conoscere l'argomento di cui parla e quindi averlo studiato
Discutevo con l'amico Zindo sull'opportunità di curare il dettaglio. Egli giustamente deprecava l'eccessivo approfondire con maniacale precisione scena e particolari che, a suo avviso, non portano ulteriori contributi alla ambientazione, ove io invece, amante del curare ogni singolo aspetto ne difendevo validità e scopi.
Cultore del technothriller, mi è capitato di leggere un'intervista a Michael Crichton nella quale egli affaemava che ogni suo romanzo richiedeva mesi si preparazione, di approfondimenti, di studi ed interviste a scienziati, tecnici, esperti allo scopo di fornire al lettore pagine realistiche, veritiere, credibili.
Analogamente Colleen McCullough, compianta ed indimenticabile autrice della fortunata serie dinromanzi sulla Roma da C. Mario e Corn. Silla fino ad Ottaviano Cesare, impiegò svariati anni a studiare Suetonio, Tacito, Seneca, Velleio Patercolo e, ovviamente, Cicerone, oltre alle opere di Cassio Dione e di Plutarco. I suoi scritti sono così precisi, pur nell'essenza del romanzo storico, che il leggerli equivale a studiare la storia della Roma di C. G. Cesare.
Studiare, dicevo.
E nel mio piccolo, laddove ho indulto all'invenzione, ho sempre cercato di studiare luoghi, fatti, contesto, nel tentativo di fornire storie plausibili e realistiche.
Lavoro faticoso, che porta via tempo e risorse e che, ahimè, in certe situazioni non viene per nulla apprezzato...
Modificato dall'autore il 03-10-2024 02:32:06
1 anno fa
Uno scrittore è colui che scrive per scopo letterario con maestria e fine artistico.Quotato da ssbbw69,una domanda agli... scrittori: che cos'è per voi un scrittore, che cosa fa di una persona uno scrittore?
Se non ci sono questi presupposti si è: persona che scrive.
La maestria è dovuta, perché prevede una competenza tecnica.
L'essere affermato, l'esserlo di professione, il farci soldi, non hanno nessun peso sulla "qualifica" di scrittore.
1 anno fa
Mi metto dalla parte del lettore pur avendo scritto per riviste, per università, per altri contesti divulgativi. Al massimo posso essere considerato autore di contenuti divulgativi, ma già è un atteggiarsi se lo dico io.Quotato da Parcifal,Come dice il termine stesso uno scrittore è colui o colei che scrive. Scrive bene, male, sgrammaticato, sul diario, la lista della spesa, racconti, epitaffi e via dicendo, non importa. Scrittore è chi scrive.Quotato da ssbbw69,una domanda agli... scrittori: che cos'è per voi un scrittore, che cosa fa di una persona uno scrittore?
Poi PER ME, ci sono delle declinazioni.
Penso che per scrivere si debbano avere un minimo di basi, le elementari, ovvero conoscere la grammatica, l'ortografia, la sintassi e l'analisi logica. Questo se sì vuole essere capiti o se si vuole essere letti.
Perché scrivere non significa per forza comunicare a/con altri ma si può scrivere a/per se stessi (il diario ad esempio).
Se invece si vuole essere letti allora la padronanza minima del linguaggio ci vuole.
Si deve anche capire che linguaggio si usa perché se scrivo in dialetto non sto commettendo errori se ne rispetto le regole essendo i dialetti lingue strutturate.
Quindi si passa a un nuovo livello, scrivo per essere letto e voglio, ho la pretesa di essere capito, allora devo saper scrivere e accettare le critiche se commetto errori.
Si passa poi a un livello ancora successivo, per scrivere non basta padroneggiare le regole della lingua (grammatica e via dicendo) ma si deve padroneggiare anche la sovrastruttura ovvero la capacità di curare un testo, descrivere i personaggi, sapere cos'è un arco narrativo, conoscere stili e stilemi, i generi letterari, sapere fare l'analisi di un testo, i registri, caratterizzare i personaggi e quindi scrivere sgrammaticato per esigenza di trama.... E tantissimo altro.
Scrivere è un lavoro duro che comporta tanto studio, perché si deve conoscere l'argomento di cui parla e quindi averlo studiato (per un romanzo storico ci si documenterà sugli usi e costumi dell'epoca, cosa c'era e non c'era, insomma non ci può essere polvere da sparo nelle guerre puniche, se scrivo un fantasy non ci può essere un vampiro!...).
Poi si passa a scrivere per professione, ad essere famosi, ad essere pubblicati.
MA in tutti questi passaggi chiunque scriva è uno scrittore.
Non ritengo valido o consequenziale l'assioma scrittore=intellettuale. Credo che "gli intellettuali" siano persone con una spinta interiore, una curiosità sul mondo e i meccanismi che lo muovono più profonda di altri, che pensino, si interroghino sulle famose "grandi questioni" e che si pongano, attraverso la scrittura, domande e affrontino tematiche universali, cerchino di divulgare, spiegare la realtà agli altri e a loro stessi, anticipando il futuro a volte. Gli intellettuali non sono solo scrittori, sono filosofi, scienziati, pensatori, poeti ... che indagano oltre "il velo", hanno questa spinta interiore, un fervore di conoscenza che non appartiene a tutti. Loro hanno davvero un bisogno intrinseco di comprendere e comunicare la realtà che ci circonda.
Io personalmente mi definisco uno scribacchino, non posso dire di avere una compulsione alla scrittura ma la scrittura mi aiuta ad esprimere il mio mondo immaginario, il mio mondo interiore. La scrittura cura, mi cura, all'inchiostro posso affidare i miei traumi, le mie speranze, posso cambiare la realtà, modificare finali, eventi che non mi sono piaciuti, dare vita ai morti. So che non sono malaccio ma il talento, la tecnica, lo studio appartengono ad altri.
Poi chissà un giorno potrei anche essere pubblicato, (no, non capiterà) ma non ho velleità di essere uno Scrittore, un Autore.
Per quanto sia disturbante, irritante per chi legge tanto da volersi candeggiare gli occhi e spellare con gatti a nove code chiodati coloro che scrivono in itagliano , ahimè scrivono, sono scrittori.
A questo punto è il pubblico, il lettore che deve essere educato (educazione/studio non gentilezza) a riconoscere la buona e bella scrittura, a capire il valore di quello che legge e quindi saper scegliere CHI e COSA leggere (sia di "impegnato" che di "leggero"). Tutti scrivono ma solo alcuni e/o alcune opere le ricordiamo da Omero in poi (completamente differente la scrittura al femminile volutamente ignorata e cancellata dalla storia, abbiamo giusto Saffo e poi boom si passa praticamente a Madame La Fayette -quando citata- nelle antologie scolastiche).
Tutto ciò sempre m2c 😎 Modificato dall'autore il 02-10-2024 23:02:36
Dici, giustamente, che i lettori devono essere educati a...
Ma non lo si fa. Ultimamente la qualità è inversamente proporzionale alla popolarità, ed è normale visto il disastroso tasso di persone che leggono in Italia. Se ricordo bene, un lettore "forte" è uno che legge mediamente tra i 15 ed i 17 libri l'anno, ma la stragrande maggioranza non arriva neanche a 2 l'anno e una abbondante parte non legge libri da anni.
E chi scrive, parlando di questo contesto, non trasmette di essere mediamente un lettore "forte".
Non dagli errori, ma proprio dai contenuti.
Io leggo svariate decine di libri l'anno, con punte anche di 80/90. Pur non essendo capace a scrivere testi di un certo tipo, credo di avere un po' l'occhio allenato. Chi vuole scrivere dovrebbe averlo.
Ecco il senso delle parole "prima di scrivere, leggete,leggete e poi leggete ancora" che qualcuno qui scrive e che irrita chi si crede scrittore solo perché in un contesto di lettori mediocri ha apprezzamenti. E mediocri non è un'offesa, parlo sempre della scala "scarsi, mediocri, sufficienti, buoni,forti,eccellenti". Mediocri, cioè che leggono dai 2 ai 5 libri l'anno, ovvero, che non hanno poi così tanta esperienza, e termini di paragone, per giudicare un libro in modo oggettivo ma possono farlo solo in modo soggettivo.
Lo so che è brutto ed antipatico discutere in questi termini , ma le competenze servono sia come scrittori che come lettori, e si costruiscono nel tempo con tanta e tanta pratica.
Leggo troppi "stupendo" e pochi "mi piace tantissimo", che non sono la stessa cosa.
E troppi li considerano concetti "sinonimi", confermando quanto detto prima: mancanza di cultura letteraria.
1 anno fa
Buongiorno, stamattina solo un caffè, veloce e ristretto.
Mi hanno chiesto di aiutare a montare le scene di uno spettacolo teatrale per stasera.
È un gruppo 'amatoriale', un tempo di diceva 'filodrammatico'. Certo, non sono professionisti ma mi piace come allestiscono con i loro pochi mezzi e come recitano: sono bravi nonostante non abbiano alle spalle scuole di arte drammatica, lo fanno per divertirsi e divertire; con la loro passione e costanza ci riescono benissimo.
Ah, ma prima devo passare alla cassa del 'Teatro Grande', a prendermi l'abbonamento per la 'stagione di prosa 2024/25' che promette faville: un po' caro ma grandi nomi e scenografie spettacolari.
Ammetto: talvolta la comoda poltrona mi rapisce e il mio russare disturba i vicini. Solo talvolta, preciso! Per il resto la differenza con i 'dilettanti' c'è e si nota. Però amo il teatro in genere e se vedo impegno mi diverto comunque.
Mi hanno chiesto di aiutare a montare le scene di uno spettacolo teatrale per stasera.
È un gruppo 'amatoriale', un tempo di diceva 'filodrammatico'. Certo, non sono professionisti ma mi piace come allestiscono con i loro pochi mezzi e come recitano: sono bravi nonostante non abbiano alle spalle scuole di arte drammatica, lo fanno per divertirsi e divertire; con la loro passione e costanza ci riescono benissimo.
Ah, ma prima devo passare alla cassa del 'Teatro Grande', a prendermi l'abbonamento per la 'stagione di prosa 2024/25' che promette faville: un po' caro ma grandi nomi e scenografie spettacolari.
Ammetto: talvolta la comoda poltrona mi rapisce e il mio russare disturba i vicini. Solo talvolta, preciso! Per il resto la differenza con i 'dilettanti' c'è e si nota. Però amo il teatro in genere e se vedo impegno mi diverto comunque.
1 anno fa
Utente Bannato!
Coppia
Lombardia, Mantova
Lombardia, Mantova
CERTIFICATO
Leggo quanto hai scritto, mentre bevo il solito ottimo cappuccino della bettola.Quotato da XHunerXP,Mi metto dalla parte del lettore pur avendo scritto per riviste, per università, per altri contesti divulgativi. Al massimo posso essere considerato autore di contenuti divulgativi, ma già è un atteggiarsi se lo dico io.Quotato da Parcifal,
Come dice il termine stesso uno scrittore è colui o colei che scrive. Scrive bene, male, sgrammaticato, sul diario, la lista della spesa, racconti, epitaffi e via dicendo, non importa. Scrittore è chi scrive.
Poi PER ME, ci sono delle declinazioni.
Penso che per scrivere si debbano avere un minimo di basi, le elementari, ovvero conoscere la grammatica, l'ortografia, la sintassi e l'analisi logica. Questo se sì vuole essere capiti o se si vuole essere letti.
Perché scrivere non significa per forza comunicare a/con altri ma si può scrivere a/per se stessi (il diario ad esempio).
Se invece si vuole essere letti allora la padronanza minima del linguaggio ci vuole.
Si deve anche capire che linguaggio si usa perché se scrivo in dialetto non sto commettendo errori se ne rispetto le regole essendo i dialetti lingue strutturate.
Quindi si passa a un nuovo livello, scrivo per essere letto e voglio, ho la pretesa di essere capito, allora devo saper scrivere e accettare le critiche se commetto errori.
Si passa poi a un livello ancora successivo, per scrivere non basta padroneggiare le regole della lingua (grammatica e via dicendo) ma si deve padroneggiare anche la sovrastruttura ovvero la capacità di curare un testo, descrivere i personaggi, sapere cos'è un arco narrativo, conoscere stili e stilemi, i generi letterari, sapere fare l'analisi di un testo, i registri, caratterizzare i personaggi e quindi scrivere sgrammaticato per esigenza di trama.... E tantissimo altro.
Scrivere è un lavoro duro che comporta tanto studio, perché si deve conoscere l'argomento di cui parla e quindi averlo studiato (per un romanzo storico ci si documenterà sugli usi e costumi dell'epoca, cosa c'era e non c'era, insomma non ci può essere polvere da sparo nelle guerre puniche, se scrivo un fantasy non ci può essere un vampiro!...).
Poi si passa a scrivere per professione, ad essere famosi, ad essere pubblicati.
MA in tutti questi passaggi chiunque scriva è uno scrittore.
Non ritengo valido o consequenziale l'assioma scrittore=intellettuale. Credo che "gli intellettuali" siano persone con una spinta interiore, una curiosità sul mondo e i meccanismi che lo muovono più profonda di altri, che pensino, si interroghino sulle famose "grandi questioni" e che si pongano, attraverso la scrittura, domande e affrontino tematiche universali, cerchino di divulgare, spiegare la realtà agli altri e a loro stessi, anticipando il futuro a volte. Gli intellettuali non sono solo scrittori, sono filosofi, scienziati, pensatori, poeti ... che indagano oltre "il velo", hanno questa spinta interiore, un fervore di conoscenza che non appartiene a tutti. Loro hanno davvero un bisogno intrinseco di comprendere e comunicare la realtà che ci circonda.
Io personalmente mi definisco uno scribacchino, non posso dire di avere una compulsione alla scrittura ma la scrittura mi aiuta ad esprimere il mio mondo immaginario, il mio mondo interiore. La scrittura cura, mi cura, all'inchiostro posso affidare i miei traumi, le mie speranze, posso cambiare la realtà, modificare finali, eventi che non mi sono piaciuti, dare vita ai morti. So che non sono malaccio ma il talento, la tecnica, lo studio appartengono ad altri.
Poi chissà un giorno potrei anche essere pubblicato, (no, non capiterà) ma non ho velleità di essere uno Scrittore, un Autore.
Per quanto sia disturbante, irritante per chi legge tanto da volersi candeggiare gli occhi e spellare con gatti a nove code chiodati coloro che scrivono in itagliano , ahimè scrivono, sono scrittori.
A questo punto è il pubblico, il lettore che deve essere educato (educazione/studio non gentilezza) a riconoscere la buona e bella scrittura, a capire il valore di quello che legge e quindi saper scegliere CHI e COSA leggere (sia di "impegnato" che di "leggero"). Tutti scrivono ma solo alcuni e/o alcune opere le ricordiamo da Omero in poi (completamente differente la scrittura al femminile volutamente ignorata e cancellata dalla storia, abbiamo giusto Saffo e poi boom si passa praticamente a Madame La Fayette -quando citata- nelle antologie scolastiche).
Tutto ciò sempre m2c 😎 Modificato dall'autore il 02-10-2024 23:02:36
Dici, giustamente, che i lettori devono essere educati a...
Ma non lo si fa. Ultimamente la qualità è inversamente proporzionale alla popolarità, ed è normale visto il disastroso tasso di persone che leggono in Italia. Se ricordo bene, un lettore "forte" è uno che legge mediamente tra i 15 ed i 17 libri l'anno, ma la stragrande maggioranza non arriva neanche a 2 l'anno e una abbondante parte non legge libri da anni.
E chi scrive, parlando di questo contesto, non trasmette di essere mediamente un lettore "forte".
Non dagli errori, ma proprio dai contenuti.
Io leggo svariate decine di libri l'anno, con punte anche di 80/90. Pur non essendo capace a scrivere testi di un certo tipo, credo di avere un po' l'occhio allenato. Chi vuole scrivere dovrebbe averlo.
Ecco il senso delle parole "prima di scrivere, leggete,leggete e poi leggete ancora" che qualcuno qui scrive e che irrita chi si crede scrittore solo perché in un contesto di lettori mediocri ha apprezzamenti. E mediocri non è un'offesa, parlo sempre della scala "scarsi, mediocri, sufficienti, buoni,forti,eccellenti". Mediocri, cioè che leggono dai 2 ai 5 libri l'anno, ovvero, che non hanno poi così tanta esperienza, e termini di paragone, per giudicare un libro in modo oggettivo ma possono farlo solo in modo soggettivo.
Lo so che è brutto ed antipatico discutere in questi termini , ma le competenze servono sia come scrittori che come lettori, e si costruiscono nel tempo con tanta e tanta pratica.
Leggo troppi "stupendo" e pochi "mi piace tantissimo", che non sono la stessa cosa.
E troppi li considerano concetti "sinonimi", confermando quanto detto prima: mancanza di cultura letteraria.
Ed annuisco, da lettrice "forte" quale sono o meglio, forse ero ( 50 libri almeno all'anno, quando il tempo che mi ritagliavo per la lettura era veramente strappato al lavoro ed alla famiglia)
Perché ultimamente leggo poco, sedotta dal tablet, da internet, dalle notizie lampo che affiorano qui e li.
A sessant'anni suonati e quindi posso capire come può comportarsi chi ha un quarto, o meno, dei miei anni.
Tutto corre veloce, i concetti sono espressi in frasi brevi o semplicemente in immagini, "meme", sentenze buttate lì, già un articolo di giornale è un grosso impegno.
E molti vengono conquistati (ed io tra questi?) dal vortice e sono cattivi lettori e quindi pessimi scrittori,se ci provassero.
Promessa, afferro le solite brioches, corro a casa sotto la pioggia e metto sul comodino quei tre libri che da giugno mi porto da un posto all'altro senza aprirli, avendoli preferiti al tablet ma anche a qualcosa di più leggero (esempio, Pennac e la fine della sua saga dei Malaussene...se qualcuno di voi bazzica l'ambiente letterario e lo dovesse incontrare, per cortesia, gli dia un calcio negli stinchi da parte mia. L'ho già chiesto a qualcuno, lo rendo pubblico...)
Modificato dall'autore il 03-10-2024 08:20:18
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