1 anno fa
Quotato da -andreami-,Non mi fanno pubblicare un raccontino perché troppo corto... Ve lo metto qui, in attesa di avere l'ispirazione per allungarlo. Spero di non fare una cosa illecita 😋
Ebbene sì. Circa otto milioni di uomini in questo paese sono andati a l [...]
1 anno fa
A proposito dei consigli su come allungare il racconto, qualcuno lo hai già ricevuto e per quello che penso io a riguardo, posso dirti che la premessa è buona, è stimolante, incuriosisce, ma io la chiuderei con la frase “Infatti, Matilde è la mia diciottesima amante”.Quotato da -andreami-,Non mi fanno pubblicare un raccontino perché troppo corto... Ve lo metto qui, in attesa di avere l'ispirazione per allungarlo. Spero di non fare una cosa illecita 😋
Ebbene sì. Circa otto milioni di uomini in questo paese sono andati a l [...]
Dopodiché, tutto quello che dici sulle caratteristiche del protagonista, la sua personalità e il suo “segreto”, dovresti farlo emergere da alcune scene costruite ad hoc.
Puoi partire con quella del concerto a cui vai coi tuoi amici, poi il modo in cui riesci a conoscere la cantante; quindi un incontro in cui riesci a fare colpo definitivamente su di lei e quindi far capire qualcosa in più sulla personalità dei due. Infine per la scena erotica finale è vero che chiunque la può immaginare, ma forse se uno va a leggere un racconto erotico ha bisogno di qualche particolare in più che stimoli la sua immaginazione, o no?
1 anno fa
@Zindo giuro che non era mia intenzione farmi pubblicità... È che mi è venuto in mente sto pippone semi filosofico, diverso dai soliti miei racconti, ma non potendolo pubblicare l'ho buttato qui.
Per gli altri: grazie dei consigli!
Per gli altri: grazie dei consigli!
1 anno fa
Stasera, a quel tavolino all'aperto per due accanto all'ingresso di questa Bettola mi sono soffermato a chiacchierare con un Macedone, in Italia dal 1994. Mi ha raccontato tutta la sua vita di operaio, dalla cava in una valle del Nord Italia all'attuale montaggio di case in legno. Operaio, contento di esserlo, anzi orgoglioso. Ed è stata la prima birra 0 virgola 5 (VIRGOLA - decimale - non PUNTO, in italiano corretto!).Quotato da -andreami-,Non mi fanno pubblicare un raccontino perché troppo corto... Ve lo metto qui, in attesa di avere l'ispirazione per allungarlo. Spero di non fare una cosa illecita 😋
Ebbene sì. Circa otto milioni di uomini in questo paese sono andati a l [...]
Poi ho letto il "problema" dei testi i quali, sotto un certo numero di battute, vengono rifiutati dal sistema. Tecnicamente il filtro è facile da aggirare, aggiungendo in fondo al testo il trucco del "Lorem Ipsum": vedere relativa voce su Wikipedia.
Basta un copia-incolla da uno qualsiasi dei siti facilmente reperibili e il gioco è fatto. Per eventuali dettagli operativi scrivetemi pure.
Fra le nebbie della seconda birra - 0 VIRGOLA 5! - ho composto questo ragionamento, un mio modesto parere sulla annosa questione della "lunghezza".
L'oste onesto non allunga il vino, il bravo cuoco non restringe il brodo.
Una volta che lo scrittore ha terminato la scrittura, effettuato aggiunte o tagli che ritiene opportuni - eventualmente suggeriti o consigliati da amici, correttori o editor (se disponibile!) - pubblica e basta.
Immaginate i "Promessi Sposi" o "Moby Dick" in versione ristretta? O certe poesie ermetiche allungate per riempire la pagina e giustificare il costo del libro? (Perché capita/va, lo assicuro).
Va bene assecondare il lettore, l'editore, il tipografo ma tutto ha un limite. La metrica è matematica e non permette svarioni. La musica pure. E spesso le parole messe in fila a creare una storia sono musica e metrica.
Bon, vado a casa, domani sarà un altro giorno d'estate: caldo, certo, ma non dovrò mettere berretto di lana e cappotto.
1 anno fa
Ok passiamo alle cose serie. Quando scrivete i vostri racconti erotici, sono storie vissute, fedeli o più o meno alterate, viste e trasportate nel vostro racconto o totalmente immaginate? Attingete al vostro vissuto, a quello degli altri, ai vostri desideri, o cercate di confezionare un prodotto per solleticare chi legge?
Ipotesi di lavoro per gli scribacchini della bettola: dare un tema e vedere poi come ognuno lo sviluppa entro un tot di tempo e di righe.
😎
Ipotesi di lavoro per gli scribacchini della bettola: dare un tema e vedere poi come ognuno lo sviluppa entro un tot di tempo e di righe.
😎
1 anno fa
Utente Bannato!
Coppia
Lombardia, Mantova
Lombardia, Mantova
CERTIFICATO
Malgrado gestisca una "bettola", Lui (dovremo dargli un nome) mi ha preparato un buon latte macchiato servito con una nipotina fresca, fresca della Luisona.
Si è rivelato un uomo paziente esperto sia di alcolici che di intrugli da Signora.
Insospettabile, dalla vita tranquilla e dalla tastiera irrequieta, parlo di me.
Scrivo di vita vissuta, fantasie, vite di altri, assecondando l'insonnia.
Semplicemente ho convertito, in maniera inaspettata sia per me stessa che per Ivo, la passione per la scrittura. Mi diverto, senza pretese, chatto con chi ha letto ed è poi riuscito a stuzzicarmi in privato.
E perdonatemi, anche se fanno solo i "piacioni" va bene lo stesso.
Che ca... Volo, é un gioco in fondo...
Si è rivelato un uomo paziente esperto sia di alcolici che di intrugli da Signora.
Insospettabile, dalla vita tranquilla e dalla tastiera irrequieta, parlo di me.
Scrivo di vita vissuta, fantasie, vite di altri, assecondando l'insonnia.
Semplicemente ho convertito, in maniera inaspettata sia per me stessa che per Ivo, la passione per la scrittura. Mi diverto, senza pretese, chatto con chi ha letto ed è poi riuscito a stuzzicarmi in privato.
E perdonatemi, anche se fanno solo i "piacioni" va bene lo stesso.
Che ca... Volo, é un gioco in fondo...
Modificato dall'autore il 17-07-2024 07:50:29
1 anno fa
Bellissimo (cit.)Quotato da Cpcuriosa60,Malgrado gestisca una "bettola", Lui (dovremo dargli un nome) mi ha preparato un buon latte macchiato servito con una nipotina fresca, fresca della Luisona.
Si è rivelato un uomo paziente esperto sia di alcolici che di intrugli da Signora. [...]
😋 😄 😄 😋 😋 😋 😄 😄 💗
1 anno fa
E dai su,maestro...dai un temaQuotato da Pablopd,Ok passiamo alle cose serie. Quando scrivete i vostri racconti erotici, sono storie vissute, fedeli o più o meno alterate, viste e trasportate nel vostro racconto o totalmente immaginate? Attingete al vostro vissuto, a quello degli altri, ai vostri d [...]
1 anno fa
Aspettative, preparazione ed incontro . La narrazione delle diverse emozioni.
1 anno fa
Questa è la domanda che sempre più spesso mi fanno.Quotato da Pablopd,Ok passiamo alle cose serie. Quando scrivete i vostri racconti erotici, sono storie vissute, fedeli o più o meno alterate, viste e trasportate nel vostro racconto o totalmente immaginate? Attingete al vostro vissuto, a quello degli altri, ai vostri d [...]
Ma il bello non sta forse nel pensare che sia sempre tutto frutto di esperienze reali e vissute?
1 anno fa
mi pare un'idea molto carina. Una specie di cenacolo. Quando è tempo ditemelo che ho la storia in menteQuotato da MrMellors,Una sera al mese tutti gli avventori della suddetta bettola, indistintamente per età, sesso, colore e preferenze sessuali sono chiamati a raccontare una storia, una libera storia di fantasia o di vita vissuta, lunga o corta, seria o divertente, in qu [...]
1 anno fa
Direi una specie di Decamerone 😄Quotato da gioppi,mi pare un'idea molto carina. Una specie di cenacolo. Quando è tempo ditemelo che ho la storia in menteQuotato da MrMellors,Una sera al mese tutti gli avventori della suddetta bettola, indistintamente per età, sesso, colore e preferenze sessuali sono chiamati a raccontare una storia, una libera storia di fantasia o di vita vissuta, lunga o corta, seria o divertente, in qu [...]
1 anno fa
Bene, allora direi di iniziare con questo "Decameron 2024 - La lunga estate Hot". Ecco il mio contributo:
TI PREPARO UN CAFFÈ
Col passare del tempo aveva finito per non pensarci più tanto. C’erano quegli sporadici e poco significativi scambi di battute o “mi piace” su facebook ma niente di più.
La vita aveva ripreso il suo fluire abituale, anche certe piccole scelte quotidiane non erano più influenzate dalla sua "assente" presenza.
Non doveva più ricordarsi di chiamare nei momenti in cui sapeva che poteva rispondere liberamente; non doveva più pensare a tenersi disponibile il sabato o la domenica, gli unici giorni in cui c’era la possibilità d’incontrarsi; neanche c’era più bisogno d’inventarsi qualcosa di simpatico, di divertente o brillante da scrivere su gli sms che gli mandava durante il giorno.
Nella folta galleria degli incontri che aveva avuto, gli aveva assegnato un posto nella sezione che, in base a una canzone di Fiorella Mannoia, avrebbe chiamato “chi mi è solo sembrato”, facendosene una ragione.
Poi una sera, mentre stava cenando, gli arrivò un sms; diede un’occhiata distratta per vedere chi glielo avesse mandato e lo stupore fu grande quando nonostante la sua difficoltà nel leggere senza occhiali riuscì comunque a decifrare il nome del mittente.
Il cuore iniziò a battergli all’impazzata; in pochi secondi gli passarono nella mente decine di possibili ipotesi e motivazioni per quel messaggio.
Andò lesto a recuperare gli occhiali che aveva lasciato nell’altra stanza e tutto emozionato lo aprì. C’era scritto soltanto: “Ci sei?”.
“Soltanto” per modo di dire, perché in virtù dei loro discorsi passati, quella domanda aveva un significato molto più ampio; voleva dire che era arrivato il momento di aprire quella porta della sua mente tenuta ben serrata finora; finalmente aveva deciso di lasciarsi andare.
Così con le dita tremanti per l’emozione, a quel semplice “Ci sei?”, rispose con un: “Sì, sono ancora qua fuori”.
Dopo una ventina di secondi arrivò un altro messaggio di risposta che diceva: “Dai, entra, ti preparo un caffè”.
La lettura di quelle parole gli fece arrivare il cuore in gola e continuarono a risuonargli nella testa per tutto il tempo che ci mise a compiere in macchina il tragitto di circa 10 km per arrivare a casa sua.
Suonò il campanello e la porta si aprì quasi istantaneamente, come se lo stesse aspettando proprio dietro l’uscio.
Senza dire una parola si abbracciarono, tutt’e due visibilmente emozionati e si scambiarono subito un lungo e appassionato bacio.
Le mani iniziarono a frugare e ad accarezzare i rispettivi corpi; dapprima le spalle, poi la schiena, quindi giù fino ai glutei; fu lui il primo a mettere la sua mano in mezzo alle sue gambe e l’evidente percezione di un desiderio corrisposto lo fece eccitare ancor di più.
Cominciarono a spogliarsi a vicenda mentre si dirigevano verso la camera da letto.
Già nudi entrambi, distesi sul letto, si abbracciarono di nuovo e ripresero a baciarsi, ad accarezzarsi e a leccarsi ovunque.
Fecero l’amore a lungo; alla fine lui disse: «Ma non dovevi offrirmi un caffè?».
«Hai ragione, vado a prepararlo... e poi ricominciamo».
TI PREPARO UN CAFFÈ
Col passare del tempo aveva finito per non pensarci più tanto. C’erano quegli sporadici e poco significativi scambi di battute o “mi piace” su facebook ma niente di più.
La vita aveva ripreso il suo fluire abituale, anche certe piccole scelte quotidiane non erano più influenzate dalla sua "assente" presenza.
Non doveva più ricordarsi di chiamare nei momenti in cui sapeva che poteva rispondere liberamente; non doveva più pensare a tenersi disponibile il sabato o la domenica, gli unici giorni in cui c’era la possibilità d’incontrarsi; neanche c’era più bisogno d’inventarsi qualcosa di simpatico, di divertente o brillante da scrivere su gli sms che gli mandava durante il giorno.
Nella folta galleria degli incontri che aveva avuto, gli aveva assegnato un posto nella sezione che, in base a una canzone di Fiorella Mannoia, avrebbe chiamato “chi mi è solo sembrato”, facendosene una ragione.
Poi una sera, mentre stava cenando, gli arrivò un sms; diede un’occhiata distratta per vedere chi glielo avesse mandato e lo stupore fu grande quando nonostante la sua difficoltà nel leggere senza occhiali riuscì comunque a decifrare il nome del mittente.
Il cuore iniziò a battergli all’impazzata; in pochi secondi gli passarono nella mente decine di possibili ipotesi e motivazioni per quel messaggio.
Andò lesto a recuperare gli occhiali che aveva lasciato nell’altra stanza e tutto emozionato lo aprì. C’era scritto soltanto: “Ci sei?”.
“Soltanto” per modo di dire, perché in virtù dei loro discorsi passati, quella domanda aveva un significato molto più ampio; voleva dire che era arrivato il momento di aprire quella porta della sua mente tenuta ben serrata finora; finalmente aveva deciso di lasciarsi andare.
Così con le dita tremanti per l’emozione, a quel semplice “Ci sei?”, rispose con un: “Sì, sono ancora qua fuori”.
Dopo una ventina di secondi arrivò un altro messaggio di risposta che diceva: “Dai, entra, ti preparo un caffè”.
La lettura di quelle parole gli fece arrivare il cuore in gola e continuarono a risuonargli nella testa per tutto il tempo che ci mise a compiere in macchina il tragitto di circa 10 km per arrivare a casa sua.
Suonò il campanello e la porta si aprì quasi istantaneamente, come se lo stesse aspettando proprio dietro l’uscio.
Senza dire una parola si abbracciarono, tutt’e due visibilmente emozionati e si scambiarono subito un lungo e appassionato bacio.
Le mani iniziarono a frugare e ad accarezzare i rispettivi corpi; dapprima le spalle, poi la schiena, quindi giù fino ai glutei; fu lui il primo a mettere la sua mano in mezzo alle sue gambe e l’evidente percezione di un desiderio corrisposto lo fece eccitare ancor di più.
Cominciarono a spogliarsi a vicenda mentre si dirigevano verso la camera da letto.
Già nudi entrambi, distesi sul letto, si abbracciarono di nuovo e ripresero a baciarsi, ad accarezzarsi e a leccarsi ovunque.
Fecero l’amore a lungo; alla fine lui disse: «Ma non dovevi offrirmi un caffè?».
«Hai ragione, vado a prepararlo... e poi ricominciamo».
1 anno fa
Utente Bannato!
Coppia
Lombardia, Mantova
Lombardia, Mantova
CERTIFICATO
LE SUE MANI.
"Hanno riaperto la bettola" mi disse, se vuoi ci troviamo lì.
Come tutti i locali, anche il suo preferito era stato chiuso per pandemia.
E per quel motivo aveva iniziato a pubblicare qualcosa su A69.
Fino ad allora, invece, portava i suoi scritti, rigorosamente stampati, agli altri scrittori, che facevano altrettanto, come da tradizione.
Costretto, come quasi tutti loro del resto, a lavorare da casa, tra una riunione in Zoom e l'altra, chattava con me.
Non ricordo nemmeno più perché mi avesse contattata, forse aveva intravisto un mio raccontino, niente di paragonabile ai suoi o a tutti gli altri dell'elite degli scrittori, ma tant'è.
Anch'io mi svagavo dal lavoro con frequenti incursioni sul sito, dove ancora gestivo la pagina che avevo aperta con lui. Per lui. "Coppia" c'era scritto, ma ormai ero sola. Password nuova, foto vecchie, scattate in motel.
Lo "scrittore" invece nel profilo aveva messo le sue mani, adagiate morbidamente sulla tastiera.
Ed io sognavo, ogni volta che la busta in alto si accendeva e il respiro per un attimo mancava.
Sognavo le sue dita che immaginavo nervose, rallentare un attimo sui contorni del mio viso, alzare dolcemente il mio mento per agevolare un bacio, prima a fior di labbra, poi più profondo.
E pensavo che sarebbe stato solo l'inizio, perché lui avrebbe capito che le volevo sulla zip del vestito e poi sulla pelle nuda, dalle spalle ai seni, dalla vita al mio culo e finalmente a toccarmi in mezzo alle cosce.
Ora siamo qui alla bettola, le sue mani sono davanti a me, nude, dopo tutto il tempo che ha impiegato a convincermi.
Lui parla, stringe un gin tonic con la mano destra, con l'altra gesticola e io fisso, l'anulare.
Ed il segno appena visibile ma che per me dice tutto.
Si è levato la fede ma i miei occhi capiscono.
Che lui mi ha mentito.
"Prendi qualcosa, dai, parliamone..."
Gli dico che no, preferivo il mio sogno.
"Hanno riaperto la bettola" mi disse, se vuoi ci troviamo lì.
Come tutti i locali, anche il suo preferito era stato chiuso per pandemia.
E per quel motivo aveva iniziato a pubblicare qualcosa su A69.
Fino ad allora, invece, portava i suoi scritti, rigorosamente stampati, agli altri scrittori, che facevano altrettanto, come da tradizione.
Costretto, come quasi tutti loro del resto, a lavorare da casa, tra una riunione in Zoom e l'altra, chattava con me.
Non ricordo nemmeno più perché mi avesse contattata, forse aveva intravisto un mio raccontino, niente di paragonabile ai suoi o a tutti gli altri dell'elite degli scrittori, ma tant'è.
Anch'io mi svagavo dal lavoro con frequenti incursioni sul sito, dove ancora gestivo la pagina che avevo aperta con lui. Per lui. "Coppia" c'era scritto, ma ormai ero sola. Password nuova, foto vecchie, scattate in motel.
Lo "scrittore" invece nel profilo aveva messo le sue mani, adagiate morbidamente sulla tastiera.
Ed io sognavo, ogni volta che la busta in alto si accendeva e il respiro per un attimo mancava.
Sognavo le sue dita che immaginavo nervose, rallentare un attimo sui contorni del mio viso, alzare dolcemente il mio mento per agevolare un bacio, prima a fior di labbra, poi più profondo.
E pensavo che sarebbe stato solo l'inizio, perché lui avrebbe capito che le volevo sulla zip del vestito e poi sulla pelle nuda, dalle spalle ai seni, dalla vita al mio culo e finalmente a toccarmi in mezzo alle cosce.
Ora siamo qui alla bettola, le sue mani sono davanti a me, nude, dopo tutto il tempo che ha impiegato a convincermi.
Lui parla, stringe un gin tonic con la mano destra, con l'altra gesticola e io fisso, l'anulare.
Ed il segno appena visibile ma che per me dice tutto.
Si è levato la fede ma i miei occhi capiscono.
Che lui mi ha mentito.
"Prendi qualcosa, dai, parliamone..."
Gli dico che no, preferivo il mio sogno.
1 anno fa
Salve. Azzardo un'idea. Inizio un racconto breve, se poi qualcuno/a vuole proseguire.
Alla bettola si va per bere. E io volevo bere, troppo scoglionato per fare altro. Ordino un bianchino, apro la mia rivista letteraria e inizio a cercare segnalazioni per un buon libro, adatto al mio stato d'animo.
Sento chiaccherare al mio lato. Alzo gli occhi e vedo una coppia. Sessantenni, eleganti, un po' piacevolmente formosa lui, occhi birichini e sfuggenti. Sembra cerchino complicità. Mi incuriosiscono. Poi guardo lui, accenna un sorriso sorseggiando un cocktail.
Per ora mi fermo qui. Buona serata
Alla bettola si va per bere. E io volevo bere, troppo scoglionato per fare altro. Ordino un bianchino, apro la mia rivista letteraria e inizio a cercare segnalazioni per un buon libro, adatto al mio stato d'animo.
Sento chiaccherare al mio lato. Alzo gli occhi e vedo una coppia. Sessantenni, eleganti, un po' piacevolmente formosa lui, occhi birichini e sfuggenti. Sembra cerchino complicità. Mi incuriosiscono. Poi guardo lui, accenna un sorriso sorseggiando un cocktail.
Per ora mi fermo qui. Buona serata
1 anno fa
bello e intrigante il tuo proseguoQuotato da MrMellors,L'espressione del volto dissimulava benissimo le sue emozioni, non avrebbe potuto fare altrimenti in quel luogo affollato, eppure era difficile resistere, per esperienza diretta io direi impossibile. Aveva accettato e adesso era in gioco, lui le te [...]
1 anno fa
Quotato da Zindo,Non proprio tutti, ma alcuni di quelli che avevano assistito alla scena ed applaudito, si sentirono quasi in dovere di raccontare ciò che era accaduto sotto i loro occhi, Bisogno di farlo soprattutto per appagare la loro vanità di sentirsi scrittori [...]
1 anno fa
Grande 👍Quotato da Zindo,Ecco a seguire, LA PRIMA FIGA NON SI SCORDA MAI (scritto senza i requisiti necessari per essere pubblicato nella categoria "racconti"
Ciao a tutti. Io sò Gustarello. Oddio in verità mi chiamo Augusto. Siccome che so' piccole [...]
E ce sta pure la morale , mo che c' hai scopato pure tu ...basta a lamentasse 😄 😄 😄
1 anno fa
"usare i racconti come mezzo di auto promozione..."Quotato da TigroSegreto,In parte é lo stesso motivo che mi ha spinto a scrivere qui, più il tentativo di usare i racconti come mezzo di auto promozione...ma quello non sta funzionando beneQuotato da jeepster,Non ricordo da chi o in che occasione, diversi anni fa mi fu chiesto: "perché scrivi?". La mia risposta fu: "provo a scrivere da me le storie che vorrei leggere". Credo che a tutt'oggi sia ancora così; poi pubblico quello [...]
A chi di voi è capitato di aver combinato un incontro con una persona che vi ha contattato dopo aver letto un vostro racconto?
1 anno fa
Paradossalmente preferisco incontrare chi non ha letto i miei racconti o al massimo ne ha letto uno. Ha meno aspettative.Quotato da HAL9000,Detto così no però non nego che diverse persone che ho incontrato prima s'erano lette i miei racconti (prima ne avevo molti di più peraltro) e magari questi sono stati anche motivo di interesse su di me o anche un fattore in più per andare avanti e vedersi di persona. Diciamo che non scrivo per fare autopromozione e soprattutto non lo farei mai, ma penso che arricchire un profilo con qualche storia aiuti a farsi conoscere meglio soprattutto da un certo tipo di persone che poi sono quelle che mi interessanoQuotato da jeepster,
"usare i racconti come mezzo di auto promozione..."
A chi di voi è capitato di aver combinato un incontro con una persona che vi ha contattato dopo aver letto un vostro racconto?
Modificato dall'autore il 25-07-2024 00:14:09
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