1 anno fa
Utente Bannato!
Coppia
Lombardia, Mantova
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CERTIFICATO
puoi spiegare meglio, se posso chiederti? Grazie, Loretta.Quotato da Eloise,Paradossalmente preferisco incontrare chi non ha letto i miei racconti o al massimo ne ha letto uno. Ha meno aspettative. Modificato dall'autore il 25-07-2024 00:14:09Quotato da HAL9000,
Detto così no però non nego che diverse persone che ho incontrato prima s'erano lette i miei racconti (prima ne avevo molti di più peraltro) e magari questi sono stati anche motivo di interesse su di me o anche un fattore in più per andare avanti e vedersi di persona. Diciamo che non scrivo per fare autopromozione e soprattutto non lo farei mai, ma penso che arricchire un profilo con qualche storia aiuti a farsi conoscere meglio soprattutto da un certo tipo di persone che poi sono quelle che mi interessano
1 anno fa
Chi legge i miei racconti si fa ovviamente un'idea di me, una buona parte pensa che i miei racconti siano integralmente reali, anche perché io rimango sempre sul filo del dubbio vero/fantasia.Quotato da Cpcuriosa60,puoi spiegare meglio, se posso chiederti? Grazie, Loretta.Quotato da Eloise,
Paradossalmente preferisco incontrare chi non ha letto i miei racconti o al massimo ne ha letto uno. Ha meno aspettative. Modificato dall'autore il 25-07-2024 00:14:09
Questo fa si che chi legge i miei racconti e mi incontra pensa di aver letto il mio "libretto di istruzioni" e magari si aspetta di fare una determinata cosa perché ho scritto che mi piace.
E le aspettative prosciugano tutto, rendono l'incontro meno interessante ed elettrizzante.
Oppure c'è chi si aspetta, incontrandomi, di finire in un mio racconto ma non seguo uno schema.
1 anno fa
Utente Bannato!
Coppia
Lombardia, Mantova
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CERTIFICATO
grazieQuotato da Eloise,Chi legge i miei racconti si fa ovviamente un'idea di me, una buona parte pensa che i miei racconti siano integralmente reali, anche perché io rimango sempre sul filo del dubbio vero/fantasia.Quotato da Cpcuriosa60,puoi spiegare meglio, se posso chiederti? Grazie, Loretta.
Questo fa si che chi legge i miei racconti e mi incontra pensa di aver letto il mio "libretto di istruzioni" e magari si aspetta di fare una determinata cosa perché ho scritto che mi piace.
E le aspettative prosciugano tutto, rendono l'incontro meno interessante ed elettrizzante.
Oppure c'è chi si aspetta, incontrandomi, di finire in un mio racconto ma non seguo uno schema.
1 anno fa
Quotato da Eloise,Chi legge i miei racconti si fa ovviamente un'idea di me, una buona parte pensa che i miei racconti siano integralmente reali, anche perché io rimango sempre sul filo del dubbio vero/fantasia.Quotato da Cpcuriosa60,puoi spiegare meglio, se posso chiederti? Grazie, Loretta.
Questo fa si che chi legge i miei racconti e mi incontra pensa di aver letto il mio "libretto di istruzioni" e magari si aspetta di fare una determinata cosa perché ho scritto che mi piace.
E le aspettative prosciugano tutto, rendono l'incontro meno interessante ed elettrizzante.
Oppure c'è chi si aspetta, incontrandomi, di finire in un mio racconto ma non seguo uno schema.
Modificato dall'autore il 25-07-2024 18:00:14
1 anno fa
@Zindo mi hai lasciato senza parole e non è cosa semplice 😂
1 anno fa
Qui il sesso non c'entra niente, ma proprio niente niente, avviso prima! 😋
Da mo che ce l'ho nel cassetto. Titolo: COSA CI SI DEVE INVENTARE!
“Ma’, mi racconti perché i tuoi amici ti chiamano Pallina? Sei così magra!”
Come dirle del nick?
“Allora… come ben sai, il mio nomignolo completo sarebbe Pallinahiah, abbreviato in Pallina.
Me lo misero perché da bambina ero rotondetta, ma anche in riferimento a mia madre, tua nonna, Unghiah Incarnitah Ahiaiah. Ti ricordo che lei è originaria della tribù dei Piedi Neri, nello Utah, negli Stati Uniti. Sposò tuo nonno Carmelo -nato a Torre Annunziata ma trapiantato in Ciociaria- e venne a stabilirsi in Italia. Ora ti ricordo come successe.
“Il tuo bisnonno Giustino -che non hai mai conosciuto- viveva a Torre Annunziata e faceva il pescatore. A venticinque anni si innamorò e si sposò. Poco dopo le nozze, però, pressato dalla tua bisnonna, dovette vendere il peschereccio. Lei odiava quel lavoro che le teneva il marito lontano, specialmente di notte.
Con il ricavato riuscì a comprare un bel pezzo di terra alla periferia di Arce, in provincia di Frosinone, dove aveva dei parenti, e a costruirci sopra una casa pensando, come in effetti fece, di mettersi a fare l’agricoltore.
Lì andarono a vivere e a far crescere i loro figli, fra i quali, appunto, mio papà, cioè tuo nonno Carmelo”.
"Il nonno è sempre stato un grande esperto ed un abilissimo rappresentante nel settore delle calzature. Vinse, molto tempo fa, un viaggio premio negli USA. Aveva venduto, in un anno soltanto, tante di quelle paia di scarpe che avrebbero potuto calzare l’intera popolazione che viveva tra Frosinone, Arce e Sora.
Partì insieme ad un certo numero di colleghi di tutta Italia, alla volta dello Utah.
Un pomeriggio, durante una gita in pullman, il paesaggio di una vallata verdissima era talmente bello che lo rapì totalmente, al punto che non si accorse che si era allontanato un po’ troppo dal gruppo.
Così l’autista ripartì senza di lui, se lo era dimenticato. Solo e sconsolato il nonno cominciò a vagare per quella prateria alla ricerca di un qualcuno o di un qualcosa che potesse trarlo d’impaccio. Procedette a caso fino al tramonto: ad un certo punto, stanco e disperato, si sedette ai piedi di un grande albero.
Improvvisamente un’ombra, esile e rapida, si avvicinò curiosa e silenziosa. Lui però se ne accorse e la chiamò: “Ehi, ehiiiii, help me, help me. Aiutame".
“L'ombra gli si avvicinò ancora: era una ragazza, incuriosita e leggermente zoppicante. Il perché era nel suo nome, lo rammenti, vero, amore? Unghiah Incarnitah Ahiaiah. Voleva aiutare quel bell’uomo sconosciuto.
"Io italiano, io perso, io Italy", si lamentava il nonno.
"Oh poor stranger, what happended? Cà ta è sucieso?" In Italiano di più non si poteva pretendere, povera nonna tua.
"Bus, bus... se n’è iut. Ai rimast elon, io solo, me so perdut!" Non che l’Inglese di nonno Carmelo (e l’Italiano pure) fosse migliore.
"Oh poor poverino, where do you come from? Your country, your origin".
"Eh?" replicò il nonno disperato. Non aveva capito niente.
"Da ‘ndo cazz viene tu?’ disse la nonna chinandosi verso di lui. Era una frase che lei presumeva normale per chiedere la provenienza. Gliela avevano insegnata i suoi fratelli, insieme a poche altre nella nostra lingua. Visto mai, appunto, qualche turista al quale vendere qualcosa di tipico.
"Arce, Italy". Le disse il nonno che finalmente aveva capito, ma immediatamente dopo aggiunse: "Oh, ma a proposito de arci! C’è proprio n’arce, me pare, lì dietro. Che è quell’ombra? Sì, è un arce! Attention! L’arceee" gridò ancora più forte, agitando l'animale. Invece di guardare dietro di sé, la nonna si abbassò di più e lo rassicurò: “Yes yes, I understand... nun strillà, io capisciuto, Arce, Italy”.
"No no, l’arce...the arce...arce...look dietrooo, l’arceeee! Scappaaa!" continuava ad urlare il nonno. La nonna addebitò quello sproloquio alla probabile disidratazione, ed è l’ultima cosa che ricorda di quel bellissimo, insolito primo incontro.
L’alce, dopo una breve rincorsa, la incornò sul sedere, con tale violenza da mandarla a sbattere contro l’albero, procurandole fratture al lobo parietale destro, alla clavicola ed a quattro costole. Di rimbalzo andò a finire, svenuta, praticamente in braccio al nonno che, attonito, non aveva nemmeno fatto in tempo ad alzarsi. Lui, vedendola così da vicino, se ne innamorò subito, benché lei fosse conciata come puoi ben immaginare”.
Per fortuna arrivarono in rapida successione i nostri futuri zii e l’alce, vista la mal parata, fuggì.
Dopo quattro mesi di degenza in ospedale, la nonna era completamente ristabilita e non zoppicava neanche più, grazie a dei mocassini speciali che le fece arrivare il nonno, sfruttando le sue conoscenze. Nel frattempo si era stabilito lì.
Dopo altri due mesi si sposarono e in un secondo tempo si trasferirono in Italia. In pochi anni nacquero i tuoi zii Saverio e Carmine. Poi io, e poi anche la zia Maria”.
“Ho capito. Senti, mamma, a proposito… mi è venuto un dubbio proprio adesso… può essere che a zio Carmine puzzino così tanto i piedi per via che discendiamo dai Piedi Neri? Quando viene a trovarci si sente un tanfo!”
Da mo che ce l'ho nel cassetto. Titolo: COSA CI SI DEVE INVENTARE!
“Ma’, mi racconti perché i tuoi amici ti chiamano Pallina? Sei così magra!”
Come dirle del nick?
“Allora… come ben sai, il mio nomignolo completo sarebbe Pallinahiah, abbreviato in Pallina.
Me lo misero perché da bambina ero rotondetta, ma anche in riferimento a mia madre, tua nonna, Unghiah Incarnitah Ahiaiah. Ti ricordo che lei è originaria della tribù dei Piedi Neri, nello Utah, negli Stati Uniti. Sposò tuo nonno Carmelo -nato a Torre Annunziata ma trapiantato in Ciociaria- e venne a stabilirsi in Italia. Ora ti ricordo come successe.
“Il tuo bisnonno Giustino -che non hai mai conosciuto- viveva a Torre Annunziata e faceva il pescatore. A venticinque anni si innamorò e si sposò. Poco dopo le nozze, però, pressato dalla tua bisnonna, dovette vendere il peschereccio. Lei odiava quel lavoro che le teneva il marito lontano, specialmente di notte.
Con il ricavato riuscì a comprare un bel pezzo di terra alla periferia di Arce, in provincia di Frosinone, dove aveva dei parenti, e a costruirci sopra una casa pensando, come in effetti fece, di mettersi a fare l’agricoltore.
Lì andarono a vivere e a far crescere i loro figli, fra i quali, appunto, mio papà, cioè tuo nonno Carmelo”.
"Il nonno è sempre stato un grande esperto ed un abilissimo rappresentante nel settore delle calzature. Vinse, molto tempo fa, un viaggio premio negli USA. Aveva venduto, in un anno soltanto, tante di quelle paia di scarpe che avrebbero potuto calzare l’intera popolazione che viveva tra Frosinone, Arce e Sora.
Partì insieme ad un certo numero di colleghi di tutta Italia, alla volta dello Utah.
Un pomeriggio, durante una gita in pullman, il paesaggio di una vallata verdissima era talmente bello che lo rapì totalmente, al punto che non si accorse che si era allontanato un po’ troppo dal gruppo.
Così l’autista ripartì senza di lui, se lo era dimenticato. Solo e sconsolato il nonno cominciò a vagare per quella prateria alla ricerca di un qualcuno o di un qualcosa che potesse trarlo d’impaccio. Procedette a caso fino al tramonto: ad un certo punto, stanco e disperato, si sedette ai piedi di un grande albero.
Improvvisamente un’ombra, esile e rapida, si avvicinò curiosa e silenziosa. Lui però se ne accorse e la chiamò: “Ehi, ehiiiii, help me, help me. Aiutame".
“L'ombra gli si avvicinò ancora: era una ragazza, incuriosita e leggermente zoppicante. Il perché era nel suo nome, lo rammenti, vero, amore? Unghiah Incarnitah Ahiaiah. Voleva aiutare quel bell’uomo sconosciuto.
"Io italiano, io perso, io Italy", si lamentava il nonno.
"Oh poor stranger, what happended? Cà ta è sucieso?" In Italiano di più non si poteva pretendere, povera nonna tua.
"Bus, bus... se n’è iut. Ai rimast elon, io solo, me so perdut!" Non che l’Inglese di nonno Carmelo (e l’Italiano pure) fosse migliore.
"Oh poor poverino, where do you come from? Your country, your origin".
"Eh?" replicò il nonno disperato. Non aveva capito niente.
"Da ‘ndo cazz viene tu?’ disse la nonna chinandosi verso di lui. Era una frase che lei presumeva normale per chiedere la provenienza. Gliela avevano insegnata i suoi fratelli, insieme a poche altre nella nostra lingua. Visto mai, appunto, qualche turista al quale vendere qualcosa di tipico.
"Arce, Italy". Le disse il nonno che finalmente aveva capito, ma immediatamente dopo aggiunse: "Oh, ma a proposito de arci! C’è proprio n’arce, me pare, lì dietro. Che è quell’ombra? Sì, è un arce! Attention! L’arceee" gridò ancora più forte, agitando l'animale. Invece di guardare dietro di sé, la nonna si abbassò di più e lo rassicurò: “Yes yes, I understand... nun strillà, io capisciuto, Arce, Italy”.
"No no, l’arce...the arce...arce...look dietrooo, l’arceeee! Scappaaa!" continuava ad urlare il nonno. La nonna addebitò quello sproloquio alla probabile disidratazione, ed è l’ultima cosa che ricorda di quel bellissimo, insolito primo incontro.
L’alce, dopo una breve rincorsa, la incornò sul sedere, con tale violenza da mandarla a sbattere contro l’albero, procurandole fratture al lobo parietale destro, alla clavicola ed a quattro costole. Di rimbalzo andò a finire, svenuta, praticamente in braccio al nonno che, attonito, non aveva nemmeno fatto in tempo ad alzarsi. Lui, vedendola così da vicino, se ne innamorò subito, benché lei fosse conciata come puoi ben immaginare”.
Per fortuna arrivarono in rapida successione i nostri futuri zii e l’alce, vista la mal parata, fuggì.
Dopo quattro mesi di degenza in ospedale, la nonna era completamente ristabilita e non zoppicava neanche più, grazie a dei mocassini speciali che le fece arrivare il nonno, sfruttando le sue conoscenze. Nel frattempo si era stabilito lì.
Dopo altri due mesi si sposarono e in un secondo tempo si trasferirono in Italia. In pochi anni nacquero i tuoi zii Saverio e Carmine. Poi io, e poi anche la zia Maria”.
“Ho capito. Senti, mamma, a proposito… mi è venuto un dubbio proprio adesso… può essere che a zio Carmine puzzino così tanto i piedi per via che discendiamo dai Piedi Neri? Quando viene a trovarci si sente un tanfo!”
1 anno fa
Quotato da Eloise,Chi legge i miei racconti si fa ovviamente un'idea di me, una buona parte pensa che i miei racconti siano integralmente reali, anche perché io rimango sempre sul filo del dubbio vero/fantasia.Quotato da Cpcuriosa60,puoi spiegare meglio, se posso chiederti? Grazie, Loretta.
Questo fa si che chi legge i miei racconti e mi incontra pensa di aver letto il mio "libretto di istruzioni" e magari si aspetta di fare una determinata cosa perché ho scritto che mi piace.
E le aspettative prosciugano tutto, rendono l'incontro meno interessante ed elettrizzante.
Oppure c'è chi si aspetta, incontrandomi, di finire in un mio racconto ma non seguo uno schema.
1 anno fa
La morale è che le corna fanno male ma alla fine uniscono di più una coppia innamorata? 😄 😄 😄Quotato da pinkoepallina,Qui il sesso non c'entra niente, ma proprio niente niente, avviso prima! 😋
Da mo che ce l'ho nel cassetto. Titolo: COSA CI SI DEVE INVENTARE!
“Ma’, mi racconti perché i tuoi amici ti chiamano Pallina? Sei così magra!”
[...]
1 anno fa
Dallo sgabello accanto al bancone - mi piace fare l'orso solitario ogni tanto - fra una birretta e l'altra, vagamente obnubilato, mi sovviene un TEMA che da parecchio mi frulla in testa.
Il PROSIEGUO o PROSEGUO.
Quest'ultimo - pur indicato come sostantivo "meno comune" nel vocabolario - sarebbe correttamente la prima persona singolare, presente indicativo, del verbo che lascio a voi indovinare.
I miei dubbi sono:
a) perché usare questo termine, a mio parere ORRENDO, apparentemente rubato a qualche lettera ministeriale?
b) perché questo continuo "attendere" o peggio chiedere un ulteriore racconto?
Mie possibili risposte:
a) Noi italiani ripudiamo il "burocratese" in linea generale ma quando possiamo adoriamo utilizzarlo per dare enfasi e peso a ciò che scriviamo o diciamo. Perché non usare - ad esempio - 'seguito' (delicato), 'continuazione' (più secco ma ancora gentile) oppure - se proprio vogliamo essere "maschi": 'prosecuzione' (la zeta fa la differenza!). Ultima spiaggia, il prezzemolo dei prezzemoli, il termine perfetto quando non si sa come definire qualcosa: IMPLEMENTAZIONE. Ha un solo significato - nella lingua italiana - ma non lo ho ancora trovato utilizzato correttamente in alcuna relazione o discorso, direi anzi quasi il suo contrario. QUIZ: qualcuno sa quale è il suo reale significato?
b) Il tendere dell'uomo alla continua evoluzione, allo sviluppo nell'eternità. Ma poi gli amori talvolta finiscono, più difficilmente le amicizie. Sicuramente i racconti; altrimenti entriamo nel campo delle serie TV infinite. Non so voi ma quando il boccale della terza birra è vuoto so che è ora e opportunità di andare a casa. Senza dimenticare di RINGRAZIARE l'oste e PAGARLO.
Ah! Poi sussiste (al posto di 'esiste', ndr) sempre il rischio che pur di darvene ancora - di birra intendo - l'oste la allunghi proditoriamente con dell'acqua.
Prosit e siate clementi nel mettermi sulla graticola. 🔥
Il PROSIEGUO o PROSEGUO.
Quest'ultimo - pur indicato come sostantivo "meno comune" nel vocabolario - sarebbe correttamente la prima persona singolare, presente indicativo, del verbo che lascio a voi indovinare.
I miei dubbi sono:
a) perché usare questo termine, a mio parere ORRENDO, apparentemente rubato a qualche lettera ministeriale?
b) perché questo continuo "attendere" o peggio chiedere un ulteriore racconto?
Mie possibili risposte:
a) Noi italiani ripudiamo il "burocratese" in linea generale ma quando possiamo adoriamo utilizzarlo per dare enfasi e peso a ciò che scriviamo o diciamo. Perché non usare - ad esempio - 'seguito' (delicato), 'continuazione' (più secco ma ancora gentile) oppure - se proprio vogliamo essere "maschi": 'prosecuzione' (la zeta fa la differenza!). Ultima spiaggia, il prezzemolo dei prezzemoli, il termine perfetto quando non si sa come definire qualcosa: IMPLEMENTAZIONE. Ha un solo significato - nella lingua italiana - ma non lo ho ancora trovato utilizzato correttamente in alcuna relazione o discorso, direi anzi quasi il suo contrario. QUIZ: qualcuno sa quale è il suo reale significato?
b) Il tendere dell'uomo alla continua evoluzione, allo sviluppo nell'eternità. Ma poi gli amori talvolta finiscono, più difficilmente le amicizie. Sicuramente i racconti; altrimenti entriamo nel campo delle serie TV infinite. Non so voi ma quando il boccale della terza birra è vuoto so che è ora e opportunità di andare a casa. Senza dimenticare di RINGRAZIARE l'oste e PAGARLO.
Ah! Poi sussiste (al posto di 'esiste', ndr) sempre il rischio che pur di darvene ancora - di birra intendo - l'oste la allunghi proditoriamente con dell'acqua.
Prosit e siate clementi nel mettermi sulla graticola. 🔥
1 anno fa
Apropos question a), ho trovato questo simpatico articoletto:
https://www.linkiesta.it/2022/11/implementare-lingua-italiana/
https://www.linkiesta.it/2022/11/implementare-lingua-italiana/
1 anno fa
Quotato da remigiuslp,Apropos question a), ho trovato questo simpatico articoletto:
https://www.linkiesta.it/2022/11/implementare-lingua-italiana/
1 anno fa
Io trovo abbastanza comprensibile la richiesta di un seguito ad un racconto. Per i miei ne ho avute continuamente e la cosa mi ha sempre fatto piacere: è segno che essi sono stati apprezzati. Magari ci si è affezionati ai protagonisti o addirittura immedesimati, e si vorrebbero conoscere altre vicende vissute da loro. Ecco il punto: se uno si basa su fatti vissuti in prima persona, è facile scrivere subito un seguito, ma nel mio caso è molto più difficile, visto che le storie che racconto sono tutte inventate. Così è capitato che una mia ''serie'', nonostante quanto narrato si svolge dalla sera alla mattina, la pubblicazione dei cinque episodi è avvenuta nell'arco di ben otto anni! Questo è dovuto al fatto di dover trovare ogni volta lo spunto giusto (parlare di ''ispirazione'' mi sembra eccessivo) per dare un seguito a quanto già scritto.Quotato da remigiuslp,?mi sovviene un TEMA che da parecchio mi frulla in testa.
Il PROSIEGUO?
perché questo continuo "attendere" o peggio chiedere un ulteriore racconto?
possibile risposta:
Il tendere dell'uomo alla continua evoluzione, allo sviluppo nell'eternità. Ma poi gli amori talvolta finiscono, più difficilmente le amicizie. Sicuramente i racconti; altrimenti entriamo nel campo delle serie TV infinite?
[...]
A dire il vero ogni episodio lo scrivo con l'idea che la conclusione sia definitiva, ma visto questa mia lentezza nell'elaborare una storia, lascio sempre qualche ''aggancio'' per eventualmente proseguire il racconto in futuro, ma il lettore dovrà avere la pazienza di aspettare: forse anche qualche anno. 😇
Modificato dall'autore il 29-07-2024 08:50:21
1 anno fa
Seguo con interesse 😋
1 anno fa
Al di là dello stare sotto o sopra (personalmente preferisco l'uomo dominante, ma mi sono poi perdutamente innamorata di un sottone), credo che ognuno di noi può essere vittima ma anche carnefice, dipende dal contesto. Mio marito, appunto: uomo di successo, un lavoro ben retribuito, un modo di occupare gli spazi che sprizza carisma da ogni poro, di quelli che nel suo giro viene definito uno "squalo", poi, nell'intimità squittisce, cercando in tutti i modi di convincere la moglie a farlo spettatore non pagante (e impotente) degli incontri col suo toro.
Modificato dall'autore il 30-07-2024 19:42:49
1 anno fa
Sempre seduto sul mio sgabello accanto al bancone, in dubbio se ordinare la terza birra, vedo che la mia Bettola preferita è vuotina.
La birra deve scorrere, altrimenti invecchia e lo si vede benissimo dalla schiuma fiacca.
Propongo un nuovo tema, dopo aver letto alcuni racconti particolari.
Mi piacciono le trovate originali, anche le esagerazioni fuori dalla realtà. Parlo ovviamente della narrativa (!) di Annunci69. Ma! Dove sta il limite?
La birra deve scorrere, altrimenti invecchia e lo si vede benissimo dalla schiuma fiacca.
Propongo un nuovo tema, dopo aver letto alcuni racconti particolari.
Mi piacciono le trovate originali, anche le esagerazioni fuori dalla realtà. Parlo ovviamente della narrativa (!) di Annunci69. Ma! Dove sta il limite?
1 anno fa
Direi che dovrebbe essere il "buon gusto", ma a me pare che questo limite venga sistematicamente superatoQuotato da remigiuslp,Sempre seduto sul mio sgabello accanto al bancone, in dubbio se ordinare la terza birra, vedo che la mia Bettola preferita è vuotina.
La birra deve scorrere, altrimenti invecchia e lo si vede benissimo dalla schiuma fiacca.
accanto al bancone, in dubbio se ordinare la terza birra, vedo che la mia Bettola preferita è vuotina.
La birra deve scorrere, altrimenti invecchia e lo si vede benissimo dalla schiuma fiacca.
Propongo un nuovo tema, dopo aver letto alcuni racconti particolari.
Mi piacciono le trovate originali, anche le esagerazioni fuori dalla realtà. Parlo ovviamente della narrativa (!) di Annunci69. Ma! Dove sta il limite?
Propongo un nuovo tema [...]
1 anno fa
A tutti i frequentatori della bettola e anche ai nuovi avventori vorrei ricordare che è sempre in corso l'iniziativa "Decameron 2024 - la lunga estate hot", un'occasione per raccontare qualcosa di piccante: una storia, un aneddoto , un'avventura appena vissuta o che state vivendo in vacanza 🔥 😄
1 anno fa
Tale iniziativa non mi è notaQuotato da jeepster,A tutti i frequentatori della bettola e anche ai nuovi avventori vorrei ricordare che è sempre in corso l'iniziativa "Decameron 2024 - la lunga estate hot", un'occasione per raccontare qualcosa di piccante: una storia,
un [...]
1 anno fa
Se ne parla a pagina 6 del thread, poi ci sono stati anche alcuni contributi e uno scritto addirittura in treQuotato da remigiuslp,Tale iniziativa non mi è notaQuotato da jeepster,A tutti i frequentatori della bettola e anche ai nuovi avventori vorrei ricordare che è sempre in corso l'iniziativa "Decameron 2024 - la lunga estate hot", un'occasione per raccontare qualcosa di piccante: una storia,
un [...]
1 anno fa
E ci hai raggione!Quotato da jeepster,Se ne parla a pagina 6 del thread, poi ci sono stati anche alcuni contributi e uno scritto addirittura in treQuotato da remigiuslp,
Tale iniziativa non mi è nota
Mi sfuggì.
Liquidata l'orgia di domani vedrò di contribuire.
Non puoi scrivere sul Forum finchè non avrai completato il tuo profilo!.

