2017 UNA BRUTTA E DOLOROSA SORPRESA
A maggio mi hanno operata, tutto bene a parte una cicatrice lunga circa 11 centimetri. Mi guardavo allo specchio e tutto era cambiato, anche il mio sguardo. Quella cicatrice prima non c’era e ora il mio seno destro è diverso dal sinistro. A giugno inizio la terapia farmacologica e a luglio la radioterapia, 25 sedute. Negli anni a seguire oltre alla terapia che mi dà qualche piccolo problema, sono seguite le visite oncologiche e ginecologiche, tutto prosegue per il meglio. Almeno fisicamente. Ma psicologicamente qualcosa si è “rotto”, la parte intima, sessuale per me non aveva più significato, non avevo nessuna voglia, avevo chiuso quel capitolo. In tutto questo percorso Marco è stato fantastico, meraviglioso, ha avuto pazienza, delicatezza e dolcezza rispettando i miei tempi e i miei spazi. C’è voluto quasi un anno prima di riprendere la nostra intimità e lui è stato dolcissimo. Piano piano abbiamo ripreso a fare l’amore, ma pensare di giocare con altri uomini non rientrava assolutamente nei miei desideri. Mi vedevo con quella cicatrice e non mi sentivo più sicura, non avevo più due belle tette, chissà come mi avrebbero guardato. No, non avrei potuto sopportare una reazione negativa.
Anche in questo Marco mi è stato di grande aiuto, un giorno mi dice “Camilla, sei ancora giovane, sei una bella donna, non guardare la cicatrice, puoi, possiamo ancora divertirci”. Ma io non ero sicura, mi vedevo diversa, il seno destro era più piccolo, non riuscivo ad accettare questa cosa.
A febbraio 2019, quasi due anni dopo, non so ma è scattato qualcosa nel mio cervello e parlando con Marco dico “ok, proviamo”. Quindi sul sito di incontri, dove siamo da anni, rimettiamo la disponibilità agli incontri e nel giro di un mese mi contatta un nuovo Bull molto gentile con un bel modo di fare. Fissiamo l’appuntamento, ed è stato fantastico, ma di questo leggerai in un prossimo capitolo.
Vorrei dire che in tutto questo percorso ho avuto la fortuna di avere al mio fianco un uomo straordinario, che ha saputo prendermi per mano e portarmi fuori dal “buio” che avevo dentro e che pensavo fosse eterno. Sono passati ormai 6 anni e tutto va alla grande, gli uomini che ho incontrato non hanno mai avuto reazioni strane alla vista della mia cicatrice che ormai fa parte di me e la guardo senza “rancore”.
In fondo in fondo sono una guerriera, e le guerriere hanno cicatrici. Su questo fatto, proprio in questi giorni che sto chiudendo il libro, ho preso una decisione. Da qualche anno ero in lista per fare un lipofilling, a ottobre mi arriva la chiamata per l’intervento ma ho preso un attimo di tempo. Avendo maturato delle incertezze su questo intervento ne ho parlato con Marco dicendogli che non sentivo più l’esigenza e il bisogno di farlo. Forse perché sia la cicatrice che il seno un po’ più piccolo sono diventate parte di me accettandole con pienezza.
Se tu che stai leggendo sei una donna vorrei dirti, naturalmente spero di no, se stai vivendo questa esperienza o ti succederà, non mollare, non lasciarti andare allo sconforto reagisci, cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Lo so, non è facile ma noi donne nei momenti peggiori molto spesso sappiamo tirare fuori una forza che non pensavamo di avere.
Se tu che stai leggendo sei un uomo e la tua compagna/moglie sta vivendo questa situazione non “abbandonarla”, stalle vicino, tienile la mano, falla sentire bella e importante per te, rispetta i suoi tempi e i suoi spazi. L’amore è questo, camminare insieme fianco a fianco e quando uno dei due è stanco e si siede, l’altro si ferma e poi insieme si riparte.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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