Lui & Lei
Chat,voce e pelle…
27.04.2026 |
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"“Dio, sì… grosso così mi sfondi, ” gli ha detto, volgare come le veniva quando perdeva il controllo..."
Si erano beccati su una chat anonima, di quelle che ti fanno scrivere alle due di notte quando la casa è muta. Lei si faceva chiamare Mara48. Formosa il giusto: fianchi larghi, seno che riempiva bene la quarta, cosce morbide che stavano da dio nei jeans. Niente filtri, niente foto da ragazzina. Lui era Luca21. Ventuno anni, spavaldo quanto basta, e in bio aveva scritto solo “curioso e dotato”.
Le prime sere erano solo messaggi.
Lui: che fai di bello?
Lei: guardo il soffitto e penso a quanto mi annoio.
Poi vocali, poi foto sfocate del collo, di una spalla, di una mano. Niente facce. Era più eccitante così.
La prima telefonata è arrivata di giovedì. Mara aveva la voce bassa, un po’ roca, di quelle che ti fanno venire voglia di zittire il mondo per sentirla meglio.
“Allora, Luca21,” ha detto, “quanto sei curioso davvero?”
Lui ha riso, imbarazzato solo per mezzo secondo. Poi si è lasciato andare. Le ha raccontato che era sdraiato sul letto, boxer tirati, e che da quando aveva sentito la sua voce non gli si era ancora ammosciato. Lei ha sospirato nel microfono, un suono sporco e caldo.
“Descrivimi,” gli ha detto. “Voglio sapere con cosa sto parlando.”
E lui l’ha fatto. Senza poesia. Gli ha detto del suo cazzo: lungo, dritto, con le vene che si vedevano quando era duro davvero. Le ha detto che aveva voglia di sentirla bagnarsi solo a immaginarlo.
Mara ha chiuso gli occhi. Una mano è scesa tra le gambe, sotto i leggings, senza mutande perché tanto in casa stava comoda.
“Cristo santo, ragazzo,” ha sussurrato, “continua. Dimmi cosa mi faresti se fossi qui adesso.”
E allora è partito il sesso telefonico vero, quello che ti fa mordere le labbra.
Lui le ha detto che l’avrebbe presa per i fianchi, quelle curve che gli facevano impazzire anche solo a pensarle, e l’avrebbe piegata sul divano. Che le avrebbe spostato le mutandine di lato perché era troppo impaziente di aspettare, e sarebbe entrato di colpo, fino in fondo, per sentirla gemere come stava facendo adesso al telefono.
Lei ansimava, le dita che andavano veloci, il polpastrello sul clitoride che ormai pulsava. “Dio, sì… grosso così mi sfondi,” gli ha detto, volgare come le veniva quando perdeva il controllo. “Voglio sentirlo, Luca. Voglio che mi scopi finché non mi cedono le gambe.”
Lui si stava segando piano, il telefono incastrato tra spalla e orecchio, l’altra mano che saliva e scendeva sul cazzo duro da far male. “Sei fradicia per me, Mara? Dimmi quanto sei bagnata.”
“Sto colando, cazzo,” ha risposto lei, senza più vergogna. “Sento le dita che scivolano. Vieni qui e riempimi.”
Sono venuti a distanza di pochi secondi. Prima lei, con un gemito strozzato che sembrava quasi un pianto, le cosce che tremavano sul letto sfatto. Poi lui, grugnendo il suo nome, schizzando sul ventre e sul lenzuolo.
Per un minuto c’è stato solo il rumore dei respiri.
Poi Mara ha ridacchiato: “Ok, ragazzo. Direi che la chat ha funzionato.”
Luca era ancora scosso, il cuore a mille: “Quando ci vediamo davvero?”
Lei si è accesa una sigaretta, anche se aveva smesso da anni. “Presto. Ma la prossima volta voglio tutto, non solo la voce…”
Incontro dal vivo?😉
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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