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Lui & Lei

Il patto


di Membro VIP di Annunci69.it LUKAS73
01.08.2026    |    821    |    0 7.6
"Durante il tragitto continuammo a parlare, a ridere, a prenderci in giro con leggerezza..."
Io Luca arrivai a Pescara con un ora di anticipo. Avevo scelto un locale tranquillo, luce calda, musica bassa, tavoli distanti. Non volevo un posto di passaggio ma un posto dove si potesse parlare senza alzare la voce.

Dorina entro puntuale. Portava un abito semplice, elegante, senza ostentazione. Capelli raccolti, sorriso misurato. Si muove con calma, come chi non ha bisogno di correre per farsi notare. Ci siamo salutati con un cenno, senza effusioni inutili.

Ci sedemmo. All inizio parlammo del viaggio, del lavoro, di cose normali. Poi piano piano la conversazione si fece piu vera. Le chiesi cosa cercasse davvero. Lei mi rispose con una chiarezza che mi colpi. Mi disse che non cercava un corpo in piu ma una testa che sapesse stare al gioco. Che le piaceva essere leader ma che leader per lei voleva dire prendersi cura dei confini di tutti, non imporre.

Le raccontai di me, dei miei 53 anni, di come ho imparato che la trasgressione vera non e mai un impulso ma un patto. Le dissi che venivo da anni di distanza, da silenzi lunghi, da una solitudine che mi aveva insegnato a dare valore alla parola data. Le dissi che mi muovevo in questo mondo con discrezione totale e con rispetto assoluto per la privacy altrui.

Dorina mi ascolto senza interrompere. Poi mi parlo di lei. Della sua idea di coppia, di come le piaceva costruire una complicita prima di condividere qualsiasi spazio. Mi parlo del suo modo di scegliere, del suo bisogno di ridere, di scherzare, di alleggerire con intelligenza quello che altri rendono pesante. Mi disse che detestava chi prometteva e poi spariva e chi chiedeva subito cio che invece va conquistato con tempo.

Parlammo di regole. Quali erano i nostri si, quali erano i nostri no, quali erano i nostri forse. Parlammo di come dire stop senza sentirsi in colpa. Parlammo di come dire di si senza paura. Fu una conversazione lunga, piu lunga di qualsiasi racconto che avevo scritto prima. E fu la parte piu eccitante della serata.

A un certo punto ci fu silenzio. Non imbarazzo, ma pienezza. Ci guardammo. Dorina mi prese la mano, non per sedurre ma per verificare. Mi chiese se mi sentivo a mio agio. Le dissi di si. Mi chiese se volevo continuare la serata in un posto piu riservato. Le dissi di si, ma solo se ogni passo fosse deciso insieme.

Ci alzammo. Pagammo. Uscimmo. Fuori faceva fresco. Camminammo piano verso la sua auto. Durante il tragitto continuammo a parlare, a ridere, a prenderci in giro con leggerezza. Mi resi conto che con lei potevo essere Luca senza maschera, senza dover recitare il ruolo del singolo esperto o del regista. Potevo essere semplicemente un uomo che ascolta.

Arrivati nel posto riservato non ci fu fretta. Dorina accese una luce soffusa, mise musica bassa, apri la finestra per un attimo per far entrare aria. Si sedette sul divano e mi invito a fare lo stesso, lasciando spazio tra noi. Mi disse che le piaceva prendersi tempo, che odiava chi bruciava tutto subito.

Continuammo a parlare. Di fantasie come desideri della mente, non come obblighi del corpo. Di come a volte una fantasia resta piu bella se resta nella mente. Di come altre volte invece chiede di essere vissuta ma solo se tutti sono davvero d accordo.

Dorina mi racconto del suo passato nel mondo, di come aveva imparato a riconoscere subito chi finge e chi e autentico. Mi disse che aveva incontrato tanti uomini che dicevano di essere singoli e poi erano sposati, tanti che chiedevano foto viso e poi sparivano, tanti che dicevano di non essere gelosi e poi lo diventavano al primo sguardo verso altri. Mi disse che per questo aveva alzato le sue difese e che ora sceglieva solo chi dimostrava coerenza.

Io le dissi che capivo, che anche io avevo visto tanto, che avevo imparato a non promettere cio che non potevo mantenere. Le dissi che non avevo gelosie verso altre donne, che non avevo bisogno di possedere per sentirmi vivo, che mi bastava sentirmi parte di un patto rispettato.

Poi ci fu un momento in cui decidemmo insieme di avvicinarci. Fu un gesto piccolo, un bacio sulla guancia, una mano che sfiora un altra mano. Nulla di piu. Ma carico di significato perche arrivato dopo ore di ascolto. Dorina mi guardo e mi disse che le piaceva il mio modo di non avere fretta.

Il resto della serata lo custodisco. Non perche sia segreto ma perche e nostro. Posso solo dire che non ci fu nulla di forzato, nulla di recitato, nulla di cui vergognarsi dopo. Ci fu complicita, risate, sguardi, parole dette piano. Ci fu la sensazione di aver vissuto qualcosa di vero senza aver tradito noi stessi.

Quando uscimmo era tardi. Ci salutammo con un abbraccio sincero. Dorina mi disse che le era piaciuto il mio equilibrio, la mia capacita di ascoltare, la mia discrezione. Io le dissi che mi era piaciuta la sua leadership gentile, la sua capacita di guidare senza schiacciare.

Tornai a casa leggero. Non perche avessi vissuto chissa quale eccesso ma perche avevo incontrato una persona che parlava la mia stessa lingua, quella della complicita mentale prima di tutto.
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