L'incontro inaspettato - parte 3
Supermass
«Dio,» mormorò lui, la voce carica di ammirazione. «Sei perfetta.»
Elena arrossì, un gesto che la fece sentire stranamente giovane. «Non dire sciocchezze.»
«È la verità.» Massimo si chinò, le labbra che tracciavano una linea dalla sua clavicola fino al collo. «Ogni centimetro di te.»
Le sue mani accarezzarono i fianchi di Elena, poi risalirono, sfiorando i lati del suo seno. Lei inarcò la schiena istintivamente, un gemito basso che le sfuggì dalle labbra.
«Massimo...»
«Dimmi se vuoi che mi fermi,» sussurrò lui contro la sua pelle, le mani che ora la accarezzavano con più sicurezza. «Dimmi e mi fermo.»
Elena rispose tirandolo più vicino, le dita che si intrecciavano tra i suoi capelli corti e lisci. «Non fermarti.»
Quella parola fu tutto il permesso di cui Massimo aveva bisogno. Le sue mani divennero più decise, più esigenti. L'abito di Elena scivolò completamente dalle sue spalle, rivelando il suo corpo maturo e bellissimo. Massimo la guardò con un'intensità che la fece sentire come l'unica donna al mondo.
«Sei così bella,» ripeté, come se non potesse crederci completamente.
Elena non si sentiva più insicura. Le mani di Massimo, la sua voce, il modo in cui la guardava... tutto la faceva sentire desiderata, preziosa, viva.
Si sdraiarono sul divano, i corpi che si cercavano con una familiarità che sembrava andare oltre il tempo che si conoscevano. Massimo la baciava ovunque, le labbra e le mani che esploravano ogni curva, ogni centimetro di pelle. Elena rispondeva con uguale passione, le dita che tracciavano la linea della sua schiena, che si aggrappavano alle sue spalle quando il piacere diventava troppo intenso.
«Non smettere,» sussurrò lei, la voce rotta.
Massimo non aveva intenzione di farlo.
La foga dei baci continuava, Massimo succhiava dolcemente il collo di Elena, che gemeva come non faceva da tempo. Le sue mani accarezzavano la schiena di lui, sentendo i muscoli tendersi sotto la camicia ormai aperta. Il desiderio che aveva tenuto a bada per anni sembrava esplodere tutto in una volta, travolgendola con un'intensità che non ricordava più.
Massimo si era spostato tra i suoi seni, baciandoli con una devozione che la faceva arrossire nonostante l'età. Le sue labbra erano calde, esperte, e quando la sua bocca trovò un capezzolo, Elena inarcò la schiena con un gemito che riempì la stanza.
«Dio, Massimo...»
Lui rispose con un suono basso, quasi animalesco, le mani che stringevano i fianchi di lei con possessività. Il desiderio era palpabile tra loro, denso come l'aria che respiravano.
Elena non voleva più aspettare. Le sue mani cercarono i jeans di Massimo, trovando la cintura con dita che tremavano leggermente. Lui la aiutò, sollevandosi appena per permettere che il tessuto scivolasse via insieme agli slip. Quando finalmente lo vide completamente nudo, Elena rimase senza fiato.
«Sei...» iniziò, ma le parole morirono sulla sua lingua.
Massimo era bello, con quel corpo scolpito e i baffi scuri che incorniciavano una bocca che in quel momento era socchiusa per il piacere. I capelli corti e lisci erano spettinati, il ciuffo che cadeva disordinatamente sulla fronte.
Elena si inginocchiò davanti a lui, le mani che lo accarezzavano con una reverenza che lo fece gemere. Quando la sua bocca lo trovò, Massimo chiuse gli occhi, la testa che si appoggiava contro lo schienale del divano.
«Elena... Cristo...»
Lei continuò con movimenti lenti, deliberati, le mani e la bocca che lavoravano insieme per portarlo sempre più vicino al limite. I gemiti di Massimo diventavano più frequenti, più intensi, e il suono di quel piacere che lei stessa gli stava dando la faceva sentire potente, desiderata, viva.
Quando finalmente si sollevò, le labbra lucide e il respiro affannoso, Massimo la tirò verso di sé con un movimento deciso.
«Non voglio aspettare oltre,» mormorò contro la sua bocca. «Ti voglio dentro di me,» sussurrò Elena, le gambe che già si aprivano per accoglierlo.
Massimo la posizionò delicatamente sul divano, il corpo di lei che si adagiava sui cuscini morbidi. Quando entrò in lei, entrambi gemettero all'unisono, un suono di riconoscimento, di completamento, di qualcosa che finalmente trovava il suo posto.
Il movimento iniziò lento, quasi cerimoniale, come se entrambi volessero memorizzare ogni sensazione. Poi il ritmo accelerò, guidato da un bisogno che non poteva più essere contenuto. Le mani di Massimo si aggrapparono ai fianchi di Elena, mentre lei avvolgeva le gambe intorno alla sua vita, tirandolo più vicino, più profondo.
«Guardami,» sussurrò lui, e quando Elena aprì gli occhi, vide un'intensità che la fece tremare. «Voglio vederti quando...»
Non finì la frase. Non era necessario.
Il piacere crebbe come un'onda, travolgendoli entrambi. Elena sentì il corpo tendersi, i muscoli contrarsi, e quando finalmente raggiunse l'apice, il suo grido fu soffocato dalla bocca di Massimo che la baciava con uguale passione. Lui la seguì poco dopo, il corpo che si tendeva sopra di lei prima di crollare dolcemente, il respiro affannoso contro il suo collo.
Rimasero così per molto tempo, i corpi ancora intrecciati, i cuori che battevano all'unisono. La luce del tramonto era ormai svanita, sostituita dal crepuscolo che tingeva la stanza di blu.
«Wow,» mormorò infine Elena, la voce roca.
Massimo rise, un suono basso e soddisfatto. «Sì. Wow.»
Si sollevò leggermente per guardarla negli occhi, i capelli spettinati e i baffi che le sfioravano la fronte quando si chinò per baciarla.
«Non pensavo...» iniziò, poi si interruppe. «Non importa cosa pensavo. Questo è reale.»
Elena annuì, le dita che tracciavano la linea della sua mascella. «È reale.»
E quando si baciarono di nuovo, sapevano entrambi che nulla sarebbe stato più come prima.
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