La casa delle Maree
Il silenzio della notte è attraversato solo dal fruscio costante delle onde che infrangono sulla battigia, a pochi metri dalla villetta. Oltre le finestre chiuse della zona notte dormono la piccola Azzurra e i suoceri.
I lampioni attorno alla casa emanano una luce calda e soffusa, che disegna ombre lunghe sul pavimento e illumina i colori vivaci dei palloncini per la festa di Azzurra.
Luisa è vestita con vestitino leggero ed è intenta a legare un festone al bordo del terrazzo. La brezza marina le muove i capelli e le raffredda la pelle del collo. Alessio si avvicina da dietro, silenzioso. Invece di aiutarla con il nastro, le fa scivolare le mani sui fianchi, tirandola indietro fino a far aderire il suo fondo schiena al proprio membro.
Luisa blocca le dita a mezz'aria, il respiro che le si spezza in gola. Si gira appena verso di lui, conscia che le finestre delle camere da letto sono sotto a pochi metri di distanza. Il rischio non è solo un'idea: è lì, reale, separato da loro soltanto da pochi metri.
Alessio le sfila il nastro dalle dita e lo lascia cadere a terra. Con una presa salda sui fianchi, la gira verso di sé e la solleva di peso, facendola sedere sul muretto in pietra del terrazzo, ancora caldo per il sole del pomeriggio. Luisa d'istinto gli avvolge le gambe attorno alla vita per non perdere l'equilibrio, ma il contatto ravvicinato con il corpo di lui azzera subito ogni cautela.
«Ci possono sentire,» mormora lei, la voce che è poco più di un soffio contro le labbra di Alessio.
Lui non risponde con le parole. Le scosta il lembo dello slip con un movimento deciso, lasciando che la brezza della notte gli sfiori la pelle nuda, prima di insinuarsi tra le sue cosce. Quando la penetra, spingendo con forza e decisione, Luisa abbassa la testa sulla sua spalla e morde la stoffa della sua maglietta per soffocare un gemito improvviso.
La luce dorata della luna illumina il profilo dei loro corpi incastrati. Ogni spinta di Alessio è profonda ed il membro è gonfio e duro. Il muretto rigido sotto di Luisa e la presa stretta delle sue mani sulle spalle di lui creano una tensione fisica estrema: l'urgenza di raggiungere il culmine si scontra con il terrore e l'eccitazione di poter ascoltare, da un momento all'altro, il rumore di una porta che si apre dall'interno della villetta.
Alessio la scosta appena, con un respiro che si perde nel fruscio notturno. Senza smettere di guardarla negli occhi, le fa segno di voltarsi. Luisa capisce subito: si piega e sporge in avanti, appoggiando i gomiti sul bordo del muretto in pietra che delimita il terrazzo. La posizione la rende vulnerabile, esposta al buio del giardino e alla flebile luce dei lampioni che ne disegnano la sagoma.
Alessio si posiziona dietro di lei, le mani che le afferrano i fianchi con una presa ferma, quasi possessiva. Non c’è più alcuna esitazione. Le sue spinte diventano una cadenza implacabile che si sintonizza con il ritmo della risacca, che in quel momento sembra farsi più forte, quasi a coprire ogni loro gemito. Luisa affonda le dita nella pietra ruvida del muretto, inarcando la schiena; il contrasto tra la freschezza della notte sulla pelle e il calore bruciante del contatto fisico è un cortocircuito di puro piacere.
Alessio trova il ritmo giusto, un moto continuo, profondo e inarrestabile. La tensione è talmente alta che la prima volta accade quasi senza preavviso: lei sente il fiato di lui farsi corto, il bacino che accelera contro il suo, e poi il primo, violento rilascio dentro di lei. Alessio geme sommessamente contro la sua spalla, ma non si ferma. Non la lascia, non si ritrae.
Senza dare a Luisa il tempo di riprendere fiato o di scendere dal muretto, riprende il movimento, ancora più convinto, ancora più urgente. È come se il primo scatto avesse solo aperto le porte a una riserva di energia che stava trattenendo a fatica. La sensazione di essere dentro di lei, in quella posizione, con la consapevolezza che le persone dormono a pochi metri di distanza, lo spinge oltre ogni limite.
Il secondo orgasmo arriva pochi minuti dopo, più intenso e prolungato del primo. Alessio spinge a fondo, perdendo ogni controllo mentre Luisa si lascia andare completamente ad un gemito di goduria e con la testa che ricade all’indietro verso di lui, cerca il suo bacio, la sua lingua. Quando anche la seconda volta si svuota dentro di lei, lo fa con una soddisfazione che le scuote entrambi, lasciandoli immobili, avvinghiati l'uno all'altra, col cuore che batte all'impazzata contro il silenzio della notte.
Alessio resta lì, la fronte poggiata contro la schiena di lei, cercando di recuperare la calma mentre il mondo attorno a loro sembra aver ripreso a girare. Si guardano attorno, un attimo di panico che si trasforma subito in una complicità elettrizzante. Alessio si sfila lentamente da lei, rompendo quel contatto così intimo con un respiro profondo e tremante. Luisa resta ancora un istante ricurva sul muretto, con il petto che si alza e si abbassa a ritmo affannato, la pelle della schiena imperlata di sudore e accarezzata dalla brezza marina.
Nella penombra dorata della luna, il calore accumulato lentamente fuoriesce da lei, scivolando lungo l'interno delle cosce fino a gocciolare sul pavimento del terrazzo. È la traccia concreta, sfrontata e segreta di quello che è appena accaduto tra loro a pochi passi da tutti.
Alessio la prende delicatamente per le spalle e la aiuta a girarsi. Luisa si siede di nuovo sul muretto, con le gambe ancora deboli, e lo guarda negli occhi. Senza dire una parola, lui si incunea tra le sue ginocchia e le incornicia il viso con entrambe le mani.
Il bacio che le dà non ha più l'urgenza ruvida di prima, ma è intriso di un amore profondo e di una passione calda, matura, appagata. Le loro labbra si cercano con lentezza, assaporando il gusto del sale, del fiato corto e della complicità assoluta che li lega da sempre. Luisa gli passa le braccia attorno al collo, tirandolo a sé, e chiude gli occhi lasciandosi cullare da quella sensazione di pace.
Restano così per lungo tempo, abbracciati sul terrazzo, mentre il fresco della notte di fine agosto comincia a penetrare nei vestiti. Attorno a loro c'è solo il suono ritmico del mare che si frange sulla riva e il leggero fruscio dei palloncini di Azzurra che oscillano piano nella brezza.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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