La prima volta che ho detto veramente Ti Amo
Dario77RM
"Sali, primo piano," mi dicesti. Arrivai alla porta, e quando mi apristi, i miei occhi incrociarono i tuoi. Eri bellissima, indosso un baby doll nero, semplice ma incredibilmente eccitante. Chiudendo la porta dietro di noi, non potei fare a meno di ammirare il tuo corpo.
Ci sedemmo sul divano e iniziammo a parlare. Tu, timida e visibilmente imbarazzata, mi confessasti: "Ricordo che in chat, tra fantasie e scambi di foto, mi avevi detto che le mie misure del pene erano considerevoli e che non sapevo se sarei riuscita a gestirle." Aggiungesti, abbassando lo sguardo: "Inoltre, non amavo molto succhiarlo, non mi piaceva il sapore dello sperma, e soprattutto non lo volevo in bocca. Non lo avrei mai ingoiato perché mi veniva da vomitare."
Io, sebbene esperto, con te ero impacciato e insicuro. Mi piacevi veramente; non eri solo un'avventura. Presi coraggio e ti baciai. Iniziai ad accarezzare il tuo seno, le mie mani scendevano sempre più in basso, fino alla tua vagina. Ti accarezzavo da sopra gli slip quando mi fermasti la mano. Guardandomi, con gli occhi bassi per l'imbarazzo e il rossore, mi dicesti: "Ho il ciclo mestruale."
Ti baciai di nuovo e ti sussurrai: "Non fa niente, non importa." La tua mano allentò la presa, concedendomi di proseguire. Accarezzai la tua figa, iniziando a masturbarti. Il tuo respiro si fece affannoso, le tue barriere protettive iniziarono a cedere. Poi, prendesti coraggio e mi spogliasti.
Vedendo il mio cazzo, rimanesti in silenzio. Ero già in erezione. Mi guardasti e mormorasti: "Non so se riesco." Seguì un altro silenzio, il tuo viso era di un rosso acceso. Poi, ritrovasti il coraggio e iniziasti a farmi una sega lenta, accarezzandomi per tutta la lunghezza fino ai testicoli. Mentre io continuavo ad accarezzare la tua figa e a baciare i tuoi seni, succhiando i tuoi capezzoli che ancora producevano un po' di latte per l'allattamento.
Poi, ti abbassasti. Portasti la tua testa lì, proprio lì. Lo annusasti, poi sfiorasti la punta con le labbra. La tua lingua iniziò a esplorare il sapore, e improvvisamente la tua bocca si dischiuse. Prendesti con dolcezza la il mio cazzo, iniziando un movimento su e giù sublime, un ritmo lento e profondo, prendendolo sempre più dentro la tua bocca. Stavo per venire, te lo dissi, perché sapevo che non ti piaceva, non volevi, e io non volevo rovinare quel magico momento.
Annuisti, senza dire una parola, perché non potevi. Avevi il mio cazzo in bocca e continuasti a succhiarlo, a prenderlo, a leccarlo, fino a quando non arrivai al punto di non ritorno ed esplosi in un orgasmo infinito e meraviglioso, riversando un fiume di sperma nella tua bocca.
Mi scusai, pensando di aver commesso un guaio. Mi guardasti e dicesti: "No, è stato bellissimo ed è anche buono."
Poi fui io ad inginocchiarmi tra le tue gambe. Iniziai a leccarti la figa, anche se eri indisposta. Ero sconvolto dal mio gesto, non avrei mai pensato di poterlo fare. Tu eri incredula, imbarazzata: "Ma ho il ciclo," dicesti. E io: "E che fa?" Continuai a leccarti, entrai con la lingua dentro, assaporai tutto, fino a quando anche tu non mi riempisti la bocca del tuo orgasmo e piacere.
Rimanemmo abbracciati, poi ci spostammo in camera da letto. Lì ricominciammo a baciarci, poi un bellissimo 69: tu succhiavi il mio cazzo e io leccavo la tua figa. Eravamo di nuovo eccitati, e i nostri corpi si cercavano. Dalla posizione del 69 potevo anche vedere il tuo sedere, il tuo buchino del culetto, chiuso e mai violato. Lo leccai e notai con piacere che ti piaceva.
Poi dicesti: "Ti voglio, ti voglio sentire dentro." Delicatamente, entrai nella tua figa, stretta ma che si adattava a me come un incastro perfetto. Mi muovevo dentro di te, e tu godevi tantissimo. Sentivo i tuoi sospiri e il tuo ansimare, un suono afrodisiaco per il mio cervello. Dovevo venire, e tu dicesti: "Non uscire, riempimi, lo voglio sentire dentro, voglio il tuo piacere caldo dentro di me." Arrivai per la seconda volta, con un orgasmo sempre potente, riempiendoti la figa.
Passarono trenta minuti tra coccole e baci, e avevamo ancora voglia dei nostri corpi. Ci mettemmo nuovamente a 69. Stavolta, però, non resistetti e ti misi un dito nel culo mentre ti leccavo la figa. Poi le dita diventarono due e tre. Vedevo che ti piaceva, che godevi; lo sentivo dal liquido che mi inondava la bocca, che fuoriusciva dalla tua figa.
Osai di più e ti dissi: "Vuoi provare?" E tu dicesti di sì, impaurita ma eccitata. Appoggiai la mia cappella a quel buchino, e piano piano entrai. Ti dissi di respirare e rilassarti. Il glande era dentro, tu ti rilassasti, e poi tu stessa inizisti a muoverti, fino a quando non fui completamente dentro al tuo culetto. Mi dicesti che era bellissimo, che non potevi mai immaginare quanto piacere si provasse. Era un misto di dolore e piacere, una voglia infinita tra sensazioni contrastanti. Ti presi in diverse posizioni, fino a quando non ti riempii nuovamente. Stavolta, ti ho riempito il culo, l'intestino e la pancia con un altro fiume di sperma caldo.
Ci accasciammo esausti. Io, guardandoti negli occhi, dissi per la prima volta nella mia vita la parola "ti amo", con consapevolezza del suo significato. E poi aggiunsi: "Oggi, con il mio cuore e con tutto me stesso, io ti sposo."
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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