Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > Un passeggero inaspettato
Lui & Lei

Un passeggero inaspettato


di ObscureDarkness
11.11.2025    |    1.482    |    3 9.7
"Lei geme ad ogni affondo, stringe le mani, si bagna sempre più, masturbandosi le dita mentre il mio cazzo la penetra a ritmo lento, costante e inesorabile, fino a che non lo sento..."
Era una notte come tante altre. O così sembrava.
Anno 2015. Turno di lavoro interminabile, sfiancante. Timbro l’uscita a mezzanotte e me ne vado senza salutare nessuno. L’unico pensiero è tornare a casa, buttarmi sul letto e dormire fino a tardi. Già mi pregusto il giorno libero, come un miraggio.
Ma il destino, beffardo, aveva altri piani.
Un imprevisto, una deviazione non programmata, mi costringe ad allungare la strada di una buona mezz’ora.
Un tedio infinito. Dopo qualche chilometro la stanchezza comincia a pesarmi addosso. Ho bisogno di un caffè.
Il caso volle che l’unico bar aperto fosse quello di un autogrill, situato in una zona industriale che, al calare della notte, assumeva altri connotati.
È novembre inoltrato, l’aria taglia la pelle e perfino i fuochi più ardenti sembrano spenti. L’autogrill, invece, è caldo, rumoroso, insolitamente affollato.
Ordino un caffè doppio e, per darmi una scossa, anche due paste dolci. Le divoro in silenzio, poi mi dirigo ai bagni. È lì che qualcosa cambia.
Le persone mi guardano in modo strano, in particolare alcune donne. Mi scrutano, mi studiano, come se fossi finito in un luogo dove non avrei dovuto essere. Cerco di ignorare la sensazione e continuo, deciso a tornare alla mia macchina.
Quando esco, la scena si ripete.
Occhi puntati addosso, un silenzio che pesa più di qualsiasi parola. Apro la portiera e, improvvisamente, una ragazza si infila nell’auto, sedendosi al posto del passeggero.
«Andiamo?» dice soltanto, con un sorriso pieno, sicuro, quasi spavaldo.
Resto per un istante immobile, confuso. Mi guardo attorno, temendo un’imboscata, ma non c’è nessuno.
Lei è sola.
Appariva molto più giovane della sua età; solo in seguito ho scoperto che aveva più di vent’anni. Candida, con occhi verdi e lunghi capelli neri. Indossa una gonna rossa e un top nero, troppo leggeri per quella notte gelida. Tra le mani stringe una borsetta lucida, come se fosse l’unica cosa che le restasse da tenere.
Salgo in macchina. Il silenzio che segue è denso, quasi palpabile. Io fisso la strada, lei il vuoto davanti a sé. Il sorriso è svanito, sostituito da un’espressione incerta. Sembra essersi resa conto, troppo tardi, di ciò che ha fatto.
Accendo l’aria calda.
«Tutto bene?» le chiedo.
«Sì… tutto bene.»
Mi dice di chiamarsi Maddalena. Il nome mi strappa un sorriso. «Certo, e io sono Gesù di Nazareth», penso tra me e me.
Non insisto. Le chiedo se vuole che la accompagni a casa, ma scuote la testa.
«No, va bene così.»
Capisco che non ha voglia di parlare, e forse non si fida. Così parcheggio non lontano dall’autogrill e le dico:
«Rimani pure qui, tengo il riscaldamento acceso. Se vuoi dormire, riposati. Anche io mi fermerò un po’.»
Lei mi guarda, sorpresa. Poi sorride di nuovo.
«Ti ringrazio. Quando ti ho visto mi sei piaciuto, ho agito d’istinto. Non sapevo che fare dopo...»
La sua voce è morbida, sincera. C’è una fragilità che non tenta di nascondere. Mi racconta, a metà, che era con un ragazzo conosciuto da poco, che hanno litigato, che lui l’ha lasciata lì.
«Mia madre lavora di notte» aggiunge, «verrà a prendermi verso le sette.»
La guardo quasi con tenerezza mentre racconta le sue disavventure. Le propongo nuovamente di riaccompagnarla, ma lei scuote di nuovo la testa, stoica.
«Sai?» dice guardandomi, con un sorriso che ha qualcosa di nuovo, un’ombra di sfida.
«Io un’idea per passare il tempo la avrei...»
Non faccio in tempo a rispondere che sfiora il mio viso con la punta delle dita. Il gesto è timido eppure deciso, come se stesse tastando il confine tra la paura e il desiderio. I suoi occhi verdi cercano i miei, e per un istante il rumore del mondo si spegne.
«Certo che sai prenderti quello che vuoi, vero?»
le dico, ironico e sorpreso. La stanchezza ha lasciato il posto all’adrenalina
«Si, e non me lo lascio sfuggire» mi risponde, nel dirlo, mette la mano sul mio pacco, cominciando a massaggiare vigorosamente.
«Ah, vedo che qui qualcuno si è svegliato, ho visto il modo in cui mi guardavi prima, mi ha eccitata tutta...»
In quel momento sono in balia di quella ragazza, che è all’incirca la metà di me. Il mio corpo è come paralizzato, rispondendo comunque a tutti i suoi stimoli. Improvvisamente, un pensiero mi sblocca: Ma si cazzo, quando mi ricapita?
La prendo per i fianchi e comincio a massaggiarli, tastare quel suo corpicino delicato, tasto i seni piccoli e sodi attraverso il top, non porta il reggiseno e i capezzoli in un misto di freddo e eccitazione sono divenuti due bottoni di cemento armato. lei geme, gli piace e con una mano la prendo per i capelli corvini e la spingo a ame in un bacio appassionato, le nostre lingue si toccano, attorcigliano, in un sapore misto di vaniglia e ciliegia.
Dopo quel bacio, ci spostiamo sui sedili posteriori, lei si toglie il top e la giacchetta, lasciando scoperti quei meravigliosi capezzoli rossi e turgidi che mi fanno venire immediatamente l'acquolina in bocca.
Senza pensarci mi avventai su di essi, li lecco, assaporo e mordo al ritmo dei sui gemiti, così turgidi e reattivi. Mentre mi dedico ai suoi durissimi bottoni, insinuo la mano tra le sue gambe, facendomi strada sotto la gonna e la biancheria, fino al suo centro caldissimo e grondante.
Esploro con le dita tra le carni umide fino a trovare qualcosa di duro, un gemito, uno spasmo, ho fatto centro. continuo a massaggiare quel punto, fino a che i suoi gemiti non si trasformano in vere e proprie urla di piacere e l'umidità raggiunge livelli così estremi da colare dalle mie dita alle mani, in uno zampillare che stuzzica sia le orecchie che la fantasia.
«Non ce la faccio più, lo voglio» dice Maddalena, con una voce affannata
«Ti prego, dimmi che lo hai» ovviamente si riferisce al preservativo. Fortunatamente, ne porto sempre tre o quattro nel portafogli, più come portafortuna, non si sa mai, ma in questo caso provvidenziali.
Annuisci e lei mi strappa letteralmente i pantaloni di dosso, il mio membro gonfio, duro e bollente, il mio glande pulsa rosso di piacere. Lei lo afferra a due mani e comincia a masturbarlo ad un ritmo frenetico, avvolgendo la punta con la sua bocca calda. Un’ onda di piacere mi investe, il contatto umido e caldo della sua lingua e della sua bocca mi crea una scarica che arriva dritta al cervello.
Continuò così per un minuto buono, cercando di ingoiarlo tutto, ma fallendo tra versi di soffocamento, mentre sento le pareti strette della sua gola grattare su e giù sulla mia cappella.
Mi sento impazzire, sono in paradiso. Poi lei prende il preservativo che le avevo dato e me lo infila con insolita maestria.
«E' grosso» afferma sussurrando, per poi togliersi con un movimento fluido sia la gonna che le mutandine, stendendosi a gambe aperte, dove la vidi tutta per la prima volta.
Totalmente liscia, arrossata, grondante di liquido e con le labbra leggermente sporgenti. Meravigliosa. inumidisco con la saliva il preservativo teso e tremante, poggiando la punta alla sua entrata, ne sento il calore ardente mentre spingo leggermente per lubrificare.
Volevo gustarmi ogni singolo momento.
Infine, senza preavviso, la penetro di colpo. Lei Sussulta emettendo un gemito misto a stupore, è calda e così bagnata da essere scivolosa, ma abbastanza stretta da sentirlo avvolgere e stringere. Dopo pochi movimenti, comincio a spingere sempre più nel profondo, volevo testarla, fino a che con la punta non avverto quel piacevole rigonfiamento morbido della cervice, avevo toccato il suo fondo e me ne compiaccio. Preso dal momento, aumento il ritmo, sempre più veloce, sempre più forte, producendo sonori schiaffi allo scontro dei nostri corpi.
«Pi… Piano!» mi dice, in tono spezzato
«A me piace lentamente, mi piace sentirlo entrare e uscire, così mi fai male»
Allora rallento, uscendo e entrando facendogli sentire tutto il mio membro, facendogli assaporare tutta la mia lunghezza, centimetro per centimetro. Lei geme ad ogni affondo, stringe le mani, si bagna sempre più, masturbandosi le dita mentre il mio cazzo la penetra a ritmo lento, costante e inesorabile, fino a che non lo sento.
I suoi muscoli si irrigidiscono, si blocca di colpo e il suo calore si impenna per un attimo, seguito dal rumore di uno spruzzo soffocato. É venuta.
«Cazzo... » esclama, ma io ne voglio ancora
«Vienimi sopra» le dico, non voglio finisca così.
Lei con lo sconcerto in volto, non capisce
«Vienimi sopra, facciamo un 69» ribadisco,
sorpresa e con la faccia paonazza, sorride ed acconsente.
Mi sdraio sui sedili mentre lei si stende sopra di me all' inverso, mettendo il suo sesso a pochi centimetri dal mio volto.
É bellissima, allargata dal mio operato, si possono intravedere le pieghe interne e piccoli rivoli escono e colano sul mio viso, come lacrime d’angelo.
Ed io, da diavolo, non esito ad affondare la lingua.
Esploro con la lingua quelle carni così umide e salate, mentre il suo odore mi pervade ed eccita sempre più, vado con la lingua il più a fondo che posso, poi passo alle labbra, ed infine alla clitoride, dove mi ci dedico per diversi minuti, tra i gemiti di lei.
«Cazzo sei bravo» geme quasi a stento, in quel momento il mio ego è alle stelle.
La sto facendo godere come una matta, e in cambio mi sta riversando sulla faccia tutti i suoi meravigliosi fluidi. continuo a lavorarla con la lingua fino a che non ha un secondo e grosso spasmo, è venuta nuovamente.
«Ora tocca a me, mettiti a 90» Dico, affannato e con la lingua in fiamme.
Lei ubbidisce senza fare storie, ormai è totalmente in balia del piacere che le stavo procurando.
Si posiziona poggiando sia mani che gambe sui sedili, dove i suoi genitali ed il suo corpo assumono una prospettiva tutta nuova.
Senza troppi complimenti, le monto sopra e comincio i miei affondi.
Dopo i suoi orgasmi e a causa della posizione, ora la sua cavità è molto più larga, ma non per questo mi risparmio di arrivarle fino a quel delizioso fondo che tanto mi piace. Continuiamo così per una ventina di minuti buoni, quella sera non riesco a capacitarmi delle mie prestazioni, forse la stanchezza, l'ora tarda o la situazione, ma il mio membro non dà segni di voler cedere, e sto dando il meglio di me su quella povera ragazza. infine lo sento, lo stimolo, ci sono.
«Sto per venire» avviso
«Ok, fallo sulla mia schiena»
«No» rispondo secco,
«Voglio venirti dentro.»
amo venire dentro, mi eccita, inoltre ho il preservativo, quindi non c'è alcun rischio, no? Lei sembra accettarlo con un "Si" sommesso, mentre continuo a martellare incessantemente le sue interiora.
Vengo, i miei muscoli si serrano ed entro di colpo in lei con tutta la mia lunghezza e durezza, mentre sento il mio liquido caldo scorrere violentemente e riversarsi in lei.
Maddalena geme fortissimo, urlando e ridendo allo stesso tempo.
«Oh, Schizzo! lo ho sentito! » dice ridendo.
Mi tolgo da lei, madido di sudore, accasciandomi sul sedile mente mi sfilo il preservativo, ormai pieno.
«Ma quanto è!» ride, forse in un misto di stupore e orgoglio, in fin dei conti è merito suo.
«Tieni, ho delle salviette, se vuoi.» Fortunatamente in macchina ho sempre il necessario per pulirmi: a volte torno dal lavoro sudato, e io odio la puzza del sudore.
Ci rivestiamo tra risate e sguardi soddisfatti, poi noto l’ora: sono passate le sei.
Lei appoggia la fronte alla mia spalla, respirando piano.
Un momento semplice, umano. Nessuno dei due cerca parole.
La accompagno all’autogrill, dove scende senza voltarsi, come per timore di rompere l’incantesimo.
Riparto verso casa, la sua figura sempre più piccola.
Non l’ho mai più rivista.
Non l’ho mai trovata sui social, né in quell’autogrill. Col tempo ho accettato il fatto che, per lei, quella sera sono stato solo una scopata di ripiego, nata dal rancore verso un compagno che l’aveva abbandonata.
Ogni tanto, quando passo per quella strada, mi sembra ancora di sentire un leggero profumo di vaniglia e ciliegia.
Buona vita, Maddalena, ovunque tu sia.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Un passeggero inaspettato :

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni