giada x sempre
La baciai facendole sentire il suo sapore selvaggio, mi strinse con le mani la schiena piantando le unghie nella pelle, la penetrai senza dolcezza cosa che apprezzò infilandomi la lingua in bocca, contrastava ogni mio movimento traendo piacere da quella penetrazione, uscii all’improvviso dalla sua fica fradicia la presi per i fianchi e la girai, la sua schiena era come un quadro, un insieme di tatuaggi che creavano un'unica opera, erano gioielli, catene, fiori e scritte che apparentemente non c’entravano nulla una con l’altra ma che insieme avevano un senso, le strinsi la vita e la tirai a me penetrandola da dietro, mi accolse e mi strinse cominciò a muoversi come se stesse danzando, potevo sentire tutti i suoi spasmi sul mio cazzo ero veramente eccitato dovevo farmi forza per non finire subito, se mi ritraevo lei mi veniva incontro, se mi fermavo lei mi stringeva, ero arrivato al culmine sentivo il seme salire per esplodere, non so come feci ma riuscii a uscire appena in tempo le riempii la schiena di piacere, le crollai addosso le strinsi i seni e la tirai a me, affondai il viso sul suo collo, tra i suoi capelli, ansimavamo all’unisono, il mio piacere incollò in nostri corpi, la stanza odorava di sesso, di profumi amplificati da un velo di sudore, il letto era un scompiglio, ma era bellissimo stringerla, così nuda contro di me, lei fece in modo di aderire completamente a me, ci addormentammo contemporaneamente, il sonno fu profondo lei non si mosse di un centimetro, io non le lasciai mai il seno che si rilassò riempendomi la mano, quello era stato il miglior sesso della mia vita, lei era la donna più bella che avessi mai conosciuto, avrei passato delle ore ad ammirarla, la guardavo mentre si faceva la doccia, mentre si vestiva, anche mentre imbarazzata faceva la pipì mentre ero anche io nel bagno.
Giada era ormai la mia donna, avevo domato quella leonessa e lei mia aveva donato tutta la sua selvaggia dolcezza, gli avevo regalato tutta la collezione di profumi di Xerjoff che lei sapeva indossare sempre nei momenti giusti, passavamo a volte i giorni senza lavoro ad ascoltare i suoi vinili a cui ogni tanto ne aggiungevo di nuovi, stavamo bene insieme, facevamo del sesso fantastico, viaggiavamo tra montagna e mare, e non c’era posto in cui non facevamo sesso ci amavamo e ci amiamo ancora.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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