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Racconti Erotici > Gay & Bisex > LA MEGLIO GIOVENTU' 11
Gay & Bisex

LA MEGLIO GIOVENTU' 11


di Quandohai17anni
04.03.2019    |    3.260    |    4 9.2
"Proseguendo a succhiare cominciai a menarlo con più decisione, per poi spalancare ancora una volta la bocca e afferrarlo tutto fino alle tonsille, Carlo..."
LA MEGLIO GIOVENTU’
CAPITOLO 11
Ciao a Tutti mi chiamo Federico ho 23 anni. E sono qua per raccontarvi di alcune vicende realmente accadute qualche anno fa, quando ho iniziato a muovermi nel mondo del sesso… Vi consiglio di leggere i precedenti capitoli per avere più continuità…
Ogni giorno puntualmente dopo i compiti andavo a comprare viveri per me e per la mia famiglia nel solito supermercato poco distante da casa mia.
Un martedì di Ottobre mentre ero intento a scorrere tra gli scaffali del solito supermercato per mettere nel carrello quello che era scritto sulla lista stilata la mattina da mia madre… con gli occhi sulla lista continuo a spingere il carrello, un urto mi distoglie dal foglietto striminzito che tenevo tra le mani. Alzo lo sguardo e mi accorgo di aver urtato un ragazzo.. chiedo subito scusa, e lui incazzato si volta rivelandomi la sua identità… era Carlo un mio vecchio amico di scuola, l’incazzatura passò subito, non appena i nostri occhi si incrociarono riconoscendo un volto amico.
Carlo è un ragazzo più grande di me, pluriripetente, ma dopo l’ennesima bocciatura decise di ritirarsi per andare a lavorare da qualche parte… era da quasi un anno che non lo vedevo.
Accostai il carrello vicino allo scaffale dei deodoranti e cominciai a dialogare con Carlo, chiedendogli cose tipo: su che cosa facesse adesso, oppure lui chiedeva dei nostri compagni di scuola o dei nostri professori…
Carlo era alto 180 cm, faccia da bambino con un grande ciuffo sempre in ordine che gli cadeva sulla fronte, magrolino, senza nemmeno un filino di barba o di peli sul suo corpo e con due occhi nocciola in cui tempo prima mi perdevo quando a scuola ci capitava di chiacchierare…
Continuammo a parlare per una mezzoretta e con lo squillare del suo telefonino ci rendemmo conto che il tempo correva, entrambi dovevamo andare, ci congedammo con la promessa che ci saremmo visti per un caffè e per continuare a parlare, dato che al momento Carlo era disoccupato…
Conclusi la spesa e corsi velocemente a casa a prepararmi c’era Davide che mi aspettava…..
Le giornate passarono con la solita routine… un pomeriggio però mi ritornò in mente l’impegno preso con Carlo e visto che quel giorno non avevo niente da fare provai a contattarlo senza però avere risposta.
Visto che non c’era niente da fare decisi di passare l’intero pomeriggio sul comodo divano di casa a guardare la Tv… ero così interessato al programma che stavo vedendo che stavo per addormentarmi, però fui svegliato dalla vibrazione del telefonino… spalancai gli occhi e prendendo il telefono controllai la notifica appena arrivata… era un messaggio di Carlo che recitava: Mi sono appena liberato, se vuoi passo a prenderti… balzai sul divano e cercando il suo numero nella rubrica lo chiamai.
C: Pronto!
F: Carlo sono Fede, io ho bisogno di un po’ di tempo per prepararmi!
C: Fede tranquillo, se non hai impegni per stasera alle 19:30 passo a prenderti!
F: Va bene, credo di farcela per quell’ora. A dopo!
C: Ciao Fede a dopo.
Lanciai il telefono da qualche parte e mi fiondai velocemente in bagno, feci una doccia veloce e corsi velocemente ad accendere il ferro da stiro, per stirare la mia camicia celeste , la mia preferita… Con Carlo bisognava essere più o meno eleganti, perché i posti e la gente che frequentava erano così e quindi per non sentirti in imbarazzo ti adeguavi di conseguenza.. a me piaceva vestire spesso così quindi nessun problema.
19:29 spuzzi di profumo su tutto il corpo, indosso il giubbottino, altro profumo, vado a riprendere il telefono in salotto, lo metto nella tasca posteriore dei pantaloni e aspetto Carlo.
19:33 squilla il telefono, Carlo che chiama per annunciarmi che è di sotto che mi aspetta.
Mi precipito dalle scale e mi fiondo nell’auto di Carlo.
Iniziamo a dialogare mentre Carlo inizia il giro della città… prendiamo a chiacchierare e a scherzare come ai vecchi tempi, Carlo mi dice che infondo gli manca la scuola, più che la scuola gli amici di scuola, le cazzate fatte insieme, gli scherzi ecc… poi continua: E tu? Come stai? Alla fine te la sei fatta quella della 3 E?..... Non potevo raccontare le mie intimità a Carlo, quindi chiusi il discorso con imbarazzo pronunciando un timido No!
Carlo allora riprese subito le redini della conversazione e chiudendo il discorso mi chiese se mi andasse di bere qualcosa, io accettai e continuammo in macchina verso qualche locale… optammo per il Bar dove lavorava Davide, e mentre cercavamo parcheggio il telefonino di Carlo cominciò a suonare… Carlo fermò l’auto davanti ad un divieto di sosta e rispose al telefono. Era la mamma che gli chiedeva di andare in campagna a dar da mangiare al suo cagnolone, visto che suo padre preso dalle tante cose da fare se ne era dimenticato. Carlo chiuse il telefono e mi chiese se volessi andare con lui dal suo cagnolone, per me non c’era nessun problema, tanto l’importante era passare del tempo insieme ….
Arrivammo in questa grande villa situata molto distante dalla città, nella campagna pugliese piena di strade e stradine… Carlo uscì dall’auto ed aprì il cancello per far entrare l’auto, parcheggiò e andò a richiudere il cancello.
Mi chiese di seguirlo dietro la casa dove era c’era il grande recinto che ospitava Pluto, un pastore tedesco chiamato così perché da bambino il fratello maggiore di Carlo era in fissa con i cartoni della Disney.
Carlo riempie una ciotola di croccantini ed entra nel recinto di Pluto, richiudendo dietro di se il recinto. Ovviamente Pluto contento di rivedere il padrone cominciò a saltellare di qua e di là sporcando Carlo di fango…
Salutato il cane Carlo entrò in casa, per vedere se riusciva a trovare qualche vestito pulito da indossare per sostituire gli abiti sporcati da Pluto.
Salimmo al piano di sopra dove c’era la zona notte, Carlo entro in una stanza e mi disse di accomodarmi sul letto e scusandosi del fatto di avermi rovinato la serata cominciò a spogliarsi…io dissi a Carlo che non sarei nemmeno uscito quella sera, quindi in confronto al divano di casa, quella era una bella serata.
Carlo ormai in mutande mi sorrise e avvicinandosi ad un armadio lo aprì per vedere se trovava qualcosa da indossare… Carlo mio, non ti avevo mai visto sotto questo aspetto, quei boxer azzurri mi avevano stravolto, mi bastava poco per eccitarmi…
Carlo trovò qualcosa da mettere e infilandosi una maglia larga e un pantalone richiuse l’armadio… poi andò in bagno e lavarsi le mani e mi chiese se mi andasse una birra lì in quella casa di campagna, visto che con quegli abiti non sarebbe mai andato in giro. Io ovviamente accettai, non tanto per la birra ma per cercare il modo per aggiungerlo alla lista dei miei uccelli.
Scendemmo nel grande salone e dopo esserci accomodati sui divanetti, Carlo andò in frigo tirò fuori due birre e ritornò a sedersi difronte a me.
Carlo continuava a parlare e a parlare di cose che a me non interessavano, o meglio che non mi interessavano in quel momento visto che la mia mente stava cercando piani strategici su come entrare nelle sue mutande…. Ancora Carlo continuava a dire e a dire finché presi io la parola.
Interrompendo un discorso sulla scuola dissi: “Posso farti un pompino?”
Nel grande salone calò un silenzio tombale, Carlo rimase senza parole, poi si schiarì la voce con un colpo di tosse e disse: “Fede, faccio finta di non aver sentito”; e continuò riprendendo il discorso poco prima interrotto.
Mentre io ormai lo ascoltavo annoiato ripresi la parola con più consapevolezza e interrompendolo di nuovo: “ Posso fartelo un bel pompino?” e proseguì socchiudendo gli occhi e passandomi la lingua sopra le labbra… Carlo mi sorrise, si sollevò dal divano e prendendomi di forza per un braccio mi disse: “ Ho capito, dai Fede, ti accompagno a casa”.
Per un momento presi conoscenza e mi sentì turbato per quel affronto che avevo fatto a Carlo, ma subito dopo il cervello cominciò di nuovo ad elaborare pensieri sessuali, mentre Carlo mi spingeva verso la porta della casa, gli andai incontro e con violenza poggiai la mia mano sinistra nella zona inguinale sentendo qualcosa di duro che spingeva all’interno di quei brutti pantaloni larghi che indossava Carlo.
Carlo si fermò e diventando rosso in viso mi disse che voleva andare via… continuando a sfrusciare la mia mano sui pantaloni gli dissi: “Shhh… tranquillo, sarà il nostro segreto”. Cercando di convincerlo a tutti i costi. Carlo allora chiuse la porta a chiave e afferrandomi di forza con per un braccio, mi portò in camera da letto. Dopo avermi fatto accomodare sul letto, spense la luce e ritornò da me. Si sdraiò sul letto e si calò i pantaloni fino alle caviglie dicendomi di aiutarlo a sfilarglieli. Divaricò le gambe e afferrandomi per la nuca mi spinse sul suo cazzo. Il mio naso affondò nella foresta dei suoi peli pubici sudaticci, forse per l’emozione.
Aprì la bocca e lo ingoiai tutto, ormai esperto anche se al buio posso dirvi che potevano essere all’incirca 18 cm di lunghezza, grosso, aveva una cappella enorme, larghissima, al palato sembrava un carciofo….
Lo afferrai nella mia mano destra e comincia a menarlo, nel frattempo Carlo si era sistemato entrambe le mani dietro la sua nuca e senza dire niente mi lasciava fare…. Cominciai delicatamente e far salire e scendere la pelle del suo cazzo, poi infilai la lingua sulla sua cappella e cominciai a dargli dei colpi, giusto per bagnarla un po’, il cazzo di Carlo non aveva nessun odore particolare, ma la sua forma vista al buio mi eccitava. Aprì la bocca e inserì all’interno la sua cappella e cominciai a succhiarla il più forte possibile… Carlo cominciò ad ansimare, il suo respirò diventò affannoso. Proseguendo a succhiare cominciai a menarlo con più decisione, per poi spalancare ancora una volta la bocca e afferrarlo tutto fino alle tonsille, Carlo sentendo la sua cappella toccare le mie tonsille con il bacino lo spinse ancora più infondo provocandomi dei colpi di tosse…. Tolsi il suo cazzo tutto insalivato e cominciai a far capire a Carlo che era arrivato il momento di andare oltre…. Così afferrai una sua mano e la portai a toccarmi il culo…. Carlo lo tastò un po’ e tolse subito la mano, afferrandosi il cazzo e cominciando a menarselo più forte… tolsi la sua mano, facendogli capire che quello scettro era mio… e ripresi a succhiarlo, uscì la lingua e percorsi tutta la sua cappella in tutti i suoi contorni arrivato in cima seccai anche la fessura, Carlo non riusciva più a contenersi…. Mugugnò qualcosa e poi disse: “Peccato che tu non sia donna!”…. non avevo voglia di controbattere, ormai avevo capito che non mi avrebbe mai e poi mai penetrato, così ripresi il mio lavoro di bocca….
Stringendo più forte il suo cazzo nella mia mano, cominciai ad aumentare il ritmo della sega, mentre uscendo la lingua, per fare spazio nella mia bocca, misi il suo cazzo all’interno, entrato a metà nella mia bocca, comincia a succhiare sempre più forte, prendendo fiato ogni tanto gli davo dei colpi di lingua che gli arrivavano quasi vicino alle palle…. Carlo non resisteva più… io continuavo a menarlo sempre più forte… le mie labbra era quasi diventate viola per la forza con cui succhiavano quel cazzo…
Un urlo ruppe il silenzio, con due colpi di reni Carlo entrò ancora di più nella mia bocca e un istante dopo il suo cazzo cominciò a dimenarsi come un idrante lasciato aperto senza che nessuno lo mantenesse, a liberarsi dal suo caldo nettare che mi imbrattò le tonsille e le corde vocali… Carlo si alzò velocemente senza nemmeno darmi il tempo di pulirgli per bene la grossa cappella… Corse in bagno e mi lasciò solo in camera da letto.. provai a fermarlo ma la mia voce non riusciva ad uscire in quanto quella calda sperma mi aveva bloccato la vibrazione delle mie corde vocali… Tossì un po’, facendomi ritornare la voce come prima… Chiamai Carlo il quale ritornò in camera da letto e accendendo la luce, mi vide con le guance rosse per l’eccitazione e per l’impegno con cui avevo portato a termine il lavoro e mi disse: “ Cazzo Fede sei stato bravissimo, però mi raccomando , non raccontarlo a nessuno”. Io gli sorrisi, con un sorriso malinconico, perché in fondo non avevo ottenuto tutto da lui, però meglio di niente… scendemmo le scale per ritornare a casa ma Carlo mi bloccò sull’ultimo grandino e mettendosi davanti a me mi baciò mettendomi un pezzettino di lingua in bocca…. Cercai di abbracciarlo ma lui subito si staccò e ricordandomi ancora una volta di non dire niente a nessuno, ci mettemmo in macchina e ritornammo in città. Carlo sotto casa mi fece ancora una volta i complimenti e io in modo provocatorio gli dissi che quando voleva poteva chiamarmi… Lui sorrise e disse: “ Non credo che ci sia una prossima volta”. Ci salutammo e ritornai a casa.
La notte ripensai a quanto accaduto però provandomi a segare non riuscivo a trovare la concentrazione, in quanto non avevo l’immagine chiara di quel cazzo….
La mia vita trascorse normalmente con i soliti impegni e i soliti divertimenti… a fine Novembre Giancarlo mi disse che la nostra relazione finiva lì e che non dovevo cercarlo mai più visto che si era fidanzato… gli risposi che non avevo nessun problema a troncare e gli ricordai che era lui quello che cercava me e non il contrario.... con Gianvito che ormai non era più così timido continuammo a vederci, nei giorni liberi in cui non aveva allenamento, altrimenti non avrebbe reso… e nelle serate fredde ci incontravamo nello sgabuzzino, dove Davide aveva allestito una specie di camera da letto…. Tutto proseguiva per il meglio ma il pensiero di non aver visto in faccia il cazzo di Carlo mi turbava parecchio….
Arrivò Natale, e con se portò la chiusura della scuola… finalmente potevo svegliarmi più tardi, ma il suono del telefono mi fece riprendere conoscenza... presi il telefono dal comodino e trovai 3 chiamate perse, leggo nel dettaglio e vedo che chi mi chiamava con insistenza era….
Spero che i miei racconti vi piacciano, altrimenti scrivete nei commenti dove posso migliorare per non deludere le vostre aspettative a cui vi ho abituato.
Federico.
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Votazione dei Lettori: 9.2
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Commenti per LA MEGLIO GIOVENTU' 11:


ama_ri, singoli Puglia
Complimetni...scritto bene ed eccitante.
2 settimane fa
savo, gay Liguria
Fammi sapere... spero sia Carlo e che ti inculi..

2 settimane fa
spartaco1977, gay Emilia Romagna
bravo Fede continua cosi...scrivi benissimo
2 settimane fa
charlie71, gay Abruzzo
Mi sono perso... Non ricordo chi è Giancarlo
1 settimana fa


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