Diario di una Sissy
Dopo il match le ho scritto io per primo – lo facevo con tutte perché dai messaggi iniziali capisco sempre cosa può nascere – e c'è stata subito intesa.
Mi sono presentato come lo stallone che ero convinto di essere, le ho parlato delle mie doti sessuali e delle mie esperienze e lei è rimasta incredula e affascinata. Con il passare dei giorni Francesca si è dimostrata essere una ragazza intelligente e matura - non sentivo i nostri dieci anni differenza - che mi ha coinvolto con il suo essere disinibita e vogliosa; non mancava mai di rispondere alle mie provocazioni e di farmi eccitare. Le nostre chiacchiere sono diventate un’abitudine erotica quotidiana estremamente piacevole tanto da spingerci a volere un incontro di persona che, purtroppo, ho tardato a fissare; è stato così che un giorno, a causa di un’incomprensione, lei ha deciso che preferiva chiudere con me.
Due anni dopo, sulla stessa app di incontri, le nostre strade si sono intrecciate di nuovo e stavolta, visto il precedente scontro, abbiamo organizzato un appuntamento senza troppi fronzoli e tempo da attendere. Il sesso tra noi è stato grandioso sin da subito; le ho mostrato che tutto quello che le avevo raccontato era reale e che se dicevo di riuscire a scopare per sei ore filate, era la pura verità.
Da quel momento non abbiamo più smesso di fare sesso e di parlare ed anzi abbiamo iniziato a raccontarci di noi, dei nostri amanti presenti e passati e di tutte le nostre fantasie erotiche, scoprendo di avere in comune tantissime cose, forse più di quante pensavamo...
Tutto è iniziato con un pompino con massaggio alla prostata - cosa che adoro fin da quando avevo sedici anni: l’ho guidata e lei mi ha inserito dentro due dita in maniera magistrale facendomi sborrare come un cavallo in calore; non potevo immaginare cosa stavo risvegliando. Con il tempo le dita che inseriva dentro di me aumentavano finché un giorno le ho detto di averla sognata mentre mi penetrava con uno strap-on e lei, senza esitare un momento, ha comprato dildi di ogni dimensione e ha reso il mio sogno realtà; è stato bellissimo sentirmi così piena e Sua.
Ogni volta che mi scopava godevo più della volta precedente e ad ogni mio orgasmo la leonessa dentro di lei ruggiva sempre più forte senza che io me ne rendessi davvero conto.
Mi sentivo a disagio perché mi comprava sempre tanti regali: plug di ogni taglia, perizomi e intimo femminile, décolleté tacco 12 e perfino un collare personalizzato con il mio nome e una divisa da scolaretta. Tra i nostri primi acquisti, non posso dimenticare quando, per festeggiare il mio compleanno, su Sua indicazione, ho comprato io stessa un plug anale a forma di cuore, delle mutandine e un paio di autoreggenti nere; quella sera sono uscita a bere con i colleghi nascondendo tutto sotto ai miei skinny jeans. Senza rendermene conto ero diventata la sua troietta obbediente, non capivo, ma lei mi costringeva ad utilizzare il plug e l'intimo tutti i giorni per andare a lavoro e ad indossare tacchi e divisa quando ci vedevamo. Per ogni incontro dovevo essere a digiuno, aver eseguito più clisteri in profondità e essere accuratamente depilata.
È così che mi sono trasformata: durante le giornate dovevo stare attento a non farmi beccare con l'intimo da donna o mentre mi sfilavo il plug perché il culo stava cedendo. Col tempo ho iniziato a farmi la ceretta integrale e ho cambiato le mie abitudini passando dal piacere di fare godere una donna attivamente a desiderare soltanto il suo piacere mentale; sceglievo con cura i dettagli di ciò che indossavo, le mutandine dovevano essere abbinate al plug oppure ai tacchi.
Lei continuava a riempirmi di regali, di toys di dimensioni sempre più grandi, di vestiti da donna, minigonne e top molto osé; ogni volta che dicevo che qualcosa mi piaceva lei me lo comprava e adorava quando poi lo indossavo. Ed io adoravo sentire la sua eccitazione nell'aria, prepararmi per essere perfetta per lei e le sue infinite penetrazioni che mi lasciavano sfinita e barcollante dalla quantità di orgasmi anali che fino ad allora erano sempre stati un taboo.
Con il tempo ho smesso di essere un uomo sottomesso che eseguiva degli ordini e sono diventata una Sissy provocatrice; ho smesso di sentirmi a disagio per i suoi regali, sono la sua troia e adoro essere viziata. Ho accettato che Francesca è il mio stallone e che posso e voglio soltanto stare chiusa nella fufu clip mentre lei controlla i miei orgasmi come è giusto che sia. Ho finalmente visto ed accolto la mia vera natura, ho preso l’iniziativa, ho chiesto io di poter usare una gabbietta perché il mio pene era diventato un fastidio ingombrante durante i nostri rapporti. Adesso mi sento completamente donna e adoro passare il tempo con lei a fare le troie e toccarci. Per non parlare di quanto mi eccita quando si fa scopare da un vero maschio alpha e mi racconta le cose o, ancora meglio, quando lo condividiamo...
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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