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Prime Esperienze

La giusta prospettiva


di Francesca8495
26.10.2026    |    1.777    |    4 9.3
"All'inizio ero più maldestra e non riuscivo a frenarmi, l'ho fatto arrivare all'orgasmo così tante volte da lasciarlo sfinito; in seguito le cose si sono evolute in fretta..."
Quando ho conosciuto Marco ero emotivamente a pezzi perché avevo appena chiuso, in rapida sequenza, ben due relazioni.

Una era un cliché per ogni brava ragazza con l'animo da crocerossina che nel profondo non chiede altro di sentirsi unica per qualcuno. Una storia tormentata con il solito narcisista che da anni giocava con le mie emozioni solo per accrescere il suo ego. Ogni volta si apriva con me e mi mostrava affetto, ogni volta gli credevo e ogni volta mi deludeva più della precedente. Risultato: mi trovavo di nuovo a chiedermi "perché non sono mai la sua scelta?".

L'altra era una storia con un ragazzo perfetto sulla carta ma di fatto tremendamente noiosa; passati i primi mesi avevamo già capito di avere poco o niente in comune e il mio sentimento non era mai decollato. Quando mi ha chiesto un impegno maggiore la rottura è stata l'unica soluzione e dentro di me mi chiedevo: "perché non riesco a creare qualcosa di autentico?"

Per questo in quei mesi cercavo rifugio nella mia distrazione preferita: il sesso.
E quando tra i profili dell'app di incontri è apparso Marco mi sono subito ricordata del flirt che avevamo avuto anni prima e non ho esitato neanche un attimo a contattarlo. Nonostante non ci fossimo mai conosciuti di persona i suoi racconti erotici mi erano rimasti impressi nella memoria, così come il suo "bel faccino" e i suoi modi di fare fascinosi e, dopo tutto, non avevo niente da perdere.

Abbiamo iniziato a chattare e tra di noi si è creata subito la stessa intesa della volta precedente; così, superati i vecchi malintesi che ci avevano portato alla rottura, contro ogni mia previsione, siamo finalmente riusciti ad incontrarci.

Quando l'ho visto da lontano in fondo alla strada di casa mia non potevo credere che fosse più carino che in foto; pensavo che tutta questa attesa per un appuntamento fosse dovuta ad una qualche bugia sul suo aspetto fisico o su quello che raccontava di saper fare a letto e, invece, quel giorno mi ha regalato una delle migliori prime volte della mia vita.

Ricordo ancora che, due secondi dopo avermi salutata, mi ha tirato verso di sé per baciarmi; molto carinamente io l'ho ringraziato perché, con tutta la tensione erotica accumulata in chat, quel bacio era perfetto.

Subito dopo ho ritrovato un po' di contegno ma giusto il tempo di fare due passi attorno all'isolato ed eravamo già nudi dentro al mio letto; abbiamo goduto, abbiamo parlato, abbiamo riso e abbiamo goduto ancora. Marco è quel tipo di ragazzo, più unico che raro, che percepisce il piacere della partner femminile e fa di tutto per tenerlo sempre al massimo. Averlo dentro di me era stupendo, si spostava seguendo il mio corpo e non mi lasciava tregua; se smettevo di gemere anche solo per un istante cambiava posizione e il mio piacere esplodeva di nuovo.

Sapevo che aveva un body count molto più alto del mio e per questo quando poco prima di andarsene mi ha detto che il sesso con me era stato molto meglio di quello che si aspettava mi ha fatto ben sperare di poterlo rivedere. Perché vederlo ancora era l'unica cosa a cui riuscivo a pensare in quel momento.

Fortunatamente, per entrambi, l'incontro aveva amplificato la voglia di conoscerci meglio; il buon sesso, come mi insegna lui, richiede tempo, così come la qualità richiede impegno e dedizione.

Le nostre chiacchiere sono diventate presto quotidiane e ogni incontro ci lasciava con la voglia del successivo; con il tempo ci siamo raccontati tutte le nostre esperienze e non solo. Mi sentivo diversa, il sesso non era più un diversivo per non pensare ed anzi stava diventando un'esperienza che mi dava serenità, da vivere nel rispetto di me stessa e degli altri e da condividere con Marco.

È stato così che ho allontanato da me tutta una serie di persone dannose che stavo frequentando, ho smesso di voler essere scelta da chicchessia e ho iniziato a chiedermi cosa è giusto scegliere per me; Marco non solo ha conquistato la mia fiducia con i fatti ma è riuscito anche nell'impresa, assai più difficile, di farmi riacquistare fiducia in me stessa.

E mentre gli confessavo le mie fragilità, Marco, con molto coraggio, mi confidava le sue fantasie; mi ha detto di essere sempre stato alla ricerca di una donna dominante, che mi trovava molto matura per la mia età e intelligente e che gli ricordavo una persona di sua conoscenza, sicura e determinata, che non si fermava finché non otteneva ciò che voleva; e ovviamente adorava il mio essere estremamente porca e vogliosa. Lui ha visto in me qualità che mi sono sempre vantata di avere in ogni ambito della vita e che mi ero dimenticata come valorizzare nella sfera sessuale e questo ha svegliato una parte di me che se ne stava li sopita al punto tale che anch'io faticavo a credere che mi appartenesse.

E così un giorno è successo che, quasi per gioco, mi ha istruita su come muovermi dentro di lui mentre con due dita lo conducevo al nostro primo orgasmo anale che lo ha fatto esplodere di piacere, urlando e ansimando. Mi sono sentita potente come un dio; controllare il suo corpo fino a mandarlo in estasi è stata una sensazione fantastica di cui non ho più potuto - e non posso tuttora - fare a meno.

All'inizio ero più maldestra e non riuscivo a frenarmi, l'ho fatto arrivare all'orgasmo così tante volte da lasciarlo sfinito; in seguito le cose si sono evolute in fretta. Marco ha iniziato a rivolgersi a me come alla Sua Signora ed io mi sentivo sempre più a mio agio nel ruolo dominante.
Gli ho comprato un collare personalizzato e l'ho abituato all'idea che, finché il collare era allacciato, lui era mio e potevo fargli tutto ciò che volevo.

Un giorno lui mi ha confessato di avermi sognata mentre lo penetravo con uno strapon e l'idea di poterlo scopare mi ha eccitato da morire; volevo farlo impazzire di piacere come lui faceva con me e cosi è stato grazie a quello che noi chiamiamo "il King" (un dildo XL che lo fa godere da matti).
Marco non ci poteva credere, talmente tanto dubitava, che ogni volta che lo scopavo con le dita faceva dei piccoli check per controllare quanto fossi bagnata, trovandomi sempre fradicia. Sono arrivata a sbatterlo così tanto che, con l'aiuto di un vibratore, sono riuscita ad ottenere un fantastico orgasmo clitorideo che mi ha fatto esplodere dentro di lui che, seppur tremando, non mi ha fermata finché non sono scoppiata.

Da lì qualcosa è cambiato, Marco ha smesso di essere un uomo sottomesso ed ha iniziato a mostrarmi il suo interesse per l'intimo e gli abiti femminili, a parlarmi orgoglioso del suo punto vita stretto e delle fossette di venere che ha sul fondo schiena e a dire che con i tacchi il suo sedere sarebbe stato molto più alto e slanciato; dentro di me si è accesso uno strano desiderio di renderlo felice e viziarlo, regalandogli tutto quello che gli serviva per sentirsi femmina, bella e troia; la mia troia.

Così, mentre lui si sentiva a disagio per i regali, io li usavo come scusa per spingerlo sempre un po' oltre il suo limite. Appena mi diceva di desiderare un nuovo sex toy - che puntualmente era più grande del precendente - glielo facevo avere; sono arrivata a chiedergli di indossare per me una divisa da scolaretta se voleva che lo facessi godere.

Desideravo che lei fosse la mia femmina perfetta, pulita e sempre pronta all'uso e così è stato. L'ho provocata fino a spingerla ad usare nel quotidiano intimo femminile, plug e chastity e lei, non potendo più resistermi in nessun modo, lo ha fatto. Per i nostri incontri clisteri e ceretta erano d'obbligo, per me come per lei, così come il digiuno nelle ore precedenti.

Non tutto è sempre stato rosa e fiori perché abbiamo entrambe due caratteri forti e tendiamo a chiuderci in noi stesse quando qualcosa non va; quello che abbiamo, lo abbiamo costruito nel tempo, prendendoci i nostri spazi per capire e riconoscere quello che ci stava accadendo.
Abbiamo capito i nostri ruoli solo dopo che si erano già formati; non conoscevamo termini come Sissy o femminilizzazione e solo navigando online abbiamo scoperto che tanti altri avevano le nostre fantasie e questo ci spinge a cercare qualcuno con cui condividerle.

Adesso sono in grado di controllare perfettamente i suoi orgasmi anali e non solo.
Infatti, ho preteso ed ottenuto che Marco mi insegnasse il deepthroat - da sempre una mia grande passione che lui ha acconsentito a coltivare con entusiasmo - e ora, quando voglio, posso divertirmi ed eccitarmi a farlo sborrare a comando nella mia gola.
Ricordo la prima volta che sono riuscita a prenderlo tutto; ero così eccitata che ogni volta che lui arrivava in fondo, squirtavo.

Tra noi non c'è più un rapporto di dominazione; siamo due amici (o per meglio dire, due amiche) che giocano e si eccitano tra di loro. Lei mi provoca perché sa quanto la desidero, io la metto in guardia perché gioca con il fuoco. Adesso è lei che mi chiede di farle regali perché l'ho viziata e così me la tengo ed è lei che mi sfida perché vuole essere presa con forza. Sono il suo stallone e lei la mia Sissy eppure ancora mi diverto a fare la troia con lui, farglielo diventare di marmo per svuotargli le palle e poi chiuderlo di nuovo nella gabbietta. Mi prendo quello che voglio, quando voglio.

In questo momento esigenze di vita ci costringono a stare separate ma il nostro rapporto è rimasto quotidiano; quando ci immergiamo nelle nostre fantasie il tempo si dilata per poi scorrere via ancora più veloce.

Stare tra noi ci appaga e non vediamo l'ora di ritrovarci per usare tutti i nostri toys; nel frattempo, speriamo di trovare qualcuno - stallone, dea o sorellina - con cui poter condividere il nostro mondo come non abbiamo mai fatto.
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