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Prime Esperienze

POMERIGGIO AL CINEMA


di AmaciAncora2023
22.10.2023    |    14.339    |    4 9.1
"Per me, fu anche molto eccitante incontrare lì sotto la mano di lui, e realizzare che la mia donna si stava facendo lavorare sotto da due maschi..."
Da quando le avevo sussurrato all'orecchio, tenendomela sotto penetrata, quanto mi sarebbe piaciuto portarla in un cinema porno, non smetteva più di chiedermi di andarci.
Si immaginava un locale pulito e simpatico, ma io, che li avevo frequentati in passato, le avevo spiegato sinceramente che si trattava di luoghi indecenti, pieni di vecchi porci, quasi tutti maschi e quasi tutti froci, sporchi dalle poltroncine alle toilettes; insomma, dei postacci per stomaci forti, che le avevo menzionato solo per eccitarla, ma che mai ce l'avrei portata davvero.
Non era convinta, e si sa che quando una donna si mette in testa una cosa, difficilmente rinuncia. Quel giorno, a Torino, eravamo usciti dal ristorante vegetariano un po' tardi, e le chiesi se volesse andare al cinema:" Ho fame di te", mi rispose regalandomi uno dei suoi bellissimi e disarmanti sorrisi "Perché non mi porti in uno di quei postacci che dicevi?".
Sinceramente chiedetevi, chi mai avrebbe potuto rifiutare una richiesta del genere? Nemmeno un santo, o il più fissato degli igienisti, quindi ce la portai di filato, senza alcun ulteriore indugio.

Già nell'atrio, dove si trovava la biglietteria, la cassiera e due altri avventori in coda ci accolsero con sguardi di meraviglia: Shana è bellissima, ed era vestita con una gonna al ginocchio nera, svasata con larghe pieghe, e sopra portava una camicetta grigia a fiori neri, molto ricercata, che teneva sbottonata per il caldo, dalla quale faceva capolino un reggiseno bianco col ferretto e il pizzo. Non ha le tette grandi, per cui i grossi capezzoli non si vedevano, come avrei invece voluto. Tettine tenere e ben fatte, ovviamente naturali, e grossi capezzoli sporgenti: un mix che mi ha sempre eccitato molto. Mi faceva impazzire quando liberava i seni e questi andavano a premere contro la maglietta, puntando in alto, ma succedeva raramente perché lei era tutto il contrario di un'esibizionista, anzi timida e riservata, in pubblico e nella vita quotidiana.

Io al solito vestivo in modo semplice e comodo, e quel che tutti notavano subito era che son leggermente più basso di lei: non so perché ma mi è sempre piaciuta questa cosa che mi vedessero accanto a lei alta e bella, questo contrasto mi ha sempre dato grandi soddisfazioni, lascia spazio a molti sottintesi... ma forse son solo mie fantasie...

Le feci strada oltre la tenda spessa e sporca che dava accesso alla sala, tenendola per mano: subito fummo accecati dal buio totale dato dalla grande differenza di luminosità tra esterno e interno.

Muovemmo qualche passo in direzione delle prime file di sedili, ma mi resi conto che avremmo rischiato di inciampare nei gradini che conducevano in basso, benché illuminati come da Decreto 81, così la feci accostare al muro in attesa che la vista si abituasse all'oscurità del posto. Shana però finì subito contro uno spettatore che non aveva visto: lui si scostò di poco ma le disse, spiritosamente, che poteva anche rimanere appoggiata a lui, se lo desiderava. Io gli chiesi scusa e lo ringraziai per l'offerta, dicendo, sorridendo a mia volta, che ci avremmo pensato. Lui, cortese, si offrì allora di farci strada, prese lei per mano e ci condusse a sederci dall'altro lato del cinema, verso le toilettes, dove prendemmo posto in un angolo molto buio della sala, che risultava più appartato degli altri perché parzialmente nascosto da una colonna.

Shana avrebbe voluto sedersi accanto a me lasciando il nostro Caronte al mio fianco, ma io, spostandomi abilmente all'ultimo istante, feci in modo che lei risultasse in mezzo.

Aveva insistito per venire in quel posto, quindi mi ero deciso a darle un'esperienza forte, anche a costo di dover vincere in modo fermo le sue piccole indecisioni. Sono un vero maschio porco, dopotutto, e con le donne molto dominante.

"Piacere, mi chiamo Pierre", disse lui sottovoce, e le prese la mano come per presentarsi. Dopo aver stretto la mano a entrambi, le passò l'altro braccio dietro la schiena, e senza indugi le infilò la mano sinistra dentro la gonna.

Shana, sentendo che lui faceva fatica a infilarsi, mi guardò divertita: io annuii con la testa e a lei questo bastò per aprire istintivamente le gambe e slacciarsi il bottoncino della gonna sul fianco, facendo anche scendere la zip in modo da concedergli più spazio. Le sussurrai allora di spostare anche più avanti sul sedile il bel culetto, cosa che fece immediatamente.

Chiesi a Pierre di disinfettarsi le mani prima di "entrare": lui ebbe un attimo di esitazione e mi guardò perplesso, non sapeva se stessi scherzando o se fosse un modo per dirgli che il gioco era finito. Io però gli allungai un flaconcino con del gel che lui si passò immediatamente sulle mani, con foga, felicissimo di aver inaspettatamente superato l'ostacolo.

Mentre le raggiungeva le natiche sotto la gonna, accorgendosi a quel punto che non portava le mutandine, io le cinsi a mia volta la schiena e la trassi a me, baciandola focosamente con la lingua fino in gola e spingendole la mano sinistra fino alla vagina, dove incontrai la mano di lui, che nel frattempo le stava già infilando leggermente l'ano con un dito. Aveva la figa fradicia. Per me, fu anche molto eccitante incontrare lì sotto la mano di lui, e realizzare che la mia donna si stava facendo lavorare sotto da due maschi contemporaneamente.

Lei mugolò sommessamente e mi toccò il cazzo dall'esterno dei pantaloni, già duro allo spasimo. Le versai in bocca molta saliva e la forzai un pochettino a berla: si eccita sempre molto quando la costringo a farlo.

Mentre ci facevamo strada in lei, ciascuno nel suo orifizio, le chiesi se le stesse piacendo, e per tutta risposta mi permette forte il pube contro la mano, spingendo in fuori il bacino:"Me ne sta infilando due", mi sussurrò all'orecchio ansimando leggermente. Sapendo che ha l'ano strettissimo, capii che doveva essere oltremodo eccitata per accettare che venisse aperto così. Bravo anche lui a utilizzare gli effluvi vaginali per lubrificarla dietro, pensai ...

Nel frattempo, la nostra presenza non era passata inosservata: ora che il mio sguardo si era abituato alla luce fioca della sala, notai che almeno altri sette, otto avventori ci avevano praticamente circondato, e che ormai molti di loro avevano estratto il cazzo e si stavano masturbando. Due più intraprendenti, seduti rispettivamente davanti e dietro, avevan già allungato le mani su Shana. Uno di loro si sedette accanto a me, mi slacciò abilmente la cintura e mi estrasse il pene duro, poi scese sotto e mi prese in mano i testicoli, tirandoli forte. Per fortuna il cinema a quell'ora non era granché affollato; praticamente i due terzi degli spettatori aveva perso completamente interesse per il film proiettato e si eran radunati intorno a noi. Si trattava per lo più di anziani, anche se i due più scaltri potevano avere una cinquantina di anni. C'era anche un arabo, molto giovane, ma non era ancora direttamente coinvolto, sembrava intimidito dalla presenza degli altri, una riservatezza che apprezzai.

Dissi a tutti che prima di toccare avrebbero dovuto disinfettarsi le mani col gel, che avevo pronto per loro. La scenetta dei porci che si disinfettano contenti le mani fu quasi simpatica, anche Pierre e Shana risero.
Lasciammo che tutti toccassero i seni di Shana, alla quale avevan subito slacciato quasi completamente la camicetta e abbassato il reggiseno; smisi di baciarla e frugarla sotto per concentrarmi sulla regia della situazione, che diventando sempre più movimentata richiedeva tutta la mia attenzione.

Per ora non ero preoccupato, perché ancora nessuno era in grado di proporre una vera e propria penetrazione. Tolsi anche le mani del vecchio vicino che mi stringevano ancora il pene e i coglioni, e tentai di cedergli il mio posto, ma lui non sembrò apprezzare molto l'offerta: era sicuramente un omosessuale, quindi gli chiesi di andarsene, cosa che fece con malcelato disappunto, liberando una poltroncina.

Chiesi a quel punto a Shana, in cerca di conferma, se volesse continuare o andar via, ma lei mi disse piano:"Mi piace, qui". Sapevo che non era vero, a una femmina intelligente e delicata come lei non poteva piacere un postaccio come quello, voleva solo farsi sbattere, aveva voglia di fare la porca e l'erotismo stava prendendo il sopravvento sulla razionalità: ero contento perché questo significava che si sentiva al sicuro e che avrebbe continuato a fare la troia. Fino a quel momento non ero sicuro che la cosa funzionasse, ma ora capii che ci saremmo divertiti parecchio quel pomeriggio.

La feci piegare verso di me approfittando del posto libero che si era creato tra noi, mettendola praticamente a quattro zampe. Vidi che il nostro amico Pierre, ora ben visibile e sui sessant'anni, era vestito in modo elegante, con un completo di lino chiaro e una camicia sbottonata sul petto, fisicamente imponente e dal viso simpatico. Gli chiesi subito se aveva la protezione, e lui mi disse di sì, frugandosi le tasche. Nel frattempo tutti i presenti si stavano alternando a infilare le dita dentro Shana in modo anche troppo rozzo e convulso, tentando persino di entrarle in bocca: sotto però la sentivo ormai molto, molto bagnata, sapevo che le piaceva quel trattamento rude e li lasciai fare.

Per agevolare la penetrazione Shana si alzò in piedi, piegò le ginocchia e sporse il culo verso Pierre, che la infilò in modo deciso iniziando subito a pomparla forte. Passato qualche minuto col cazzo che la sbatteva, la presi per i capelli e le mollai due ceffoni in pieno viso, gridandole:" Eccoti qui, troia, guarda come ti fai scopare da tutti!"

Shana venne immediatamente, e iniziò a rantolare in un orgasmo intenso e lunghissimo, mentre Pierre da dietro rischiava di perdere il controllo della penetrazione, tanto il culetto di lei sballottava sotto i suoi stessi colpi di reni.
Shana mugolava, ma io volevo anche vedere una cosa che mi è sempre piaciuta moltissimo, così mi allontanai ancora di un posto e chiesi a un vecchio seduto dietro di baciarla subito. Il porco non si fece pregare, e tenendole la testa le infilò la lingua in bocca, che lei accettò senza storie. Dissi al vecchio di sputarle in bocca e di farle bere la saliva, e lui eseguì. Sapevo che Shana non gradiva quel bacio, ma a me eccitava terribilmente obbligarla a subirlo: cercò di sottrarsi ma io le mollai altri due ceffoni in faccia:"Bevila tutta, senza storie, brutta troia!", le consigliai sussurrandole ferocemente all'orecchio.

Pierre si eccitò moltissimo vedendo che la menavo, le diede una serie di colpi fortissimi e le venne dentro grugnendo. Una volta ammansita a schiaffi la troia, il vecchio tornò a baciarla versandole dentro la sua saliva schifosa, che stavolta lei deglutì subito ampiamente.

Estrassi il cazzo dai pantaloni e glielo affondai in bocca, riempiendola. Essendo grosso, lei non riusciva di solito mai a prendermelo tutto dentro, ma sapevo che le piace se glielo forzo fino a strapparle qualche conato di vomito: di solito mi fermavo prima che questo avvenisse, ma a volte lei stessa mi chiedeva di farglielo fare perché diceva che la faceva sentire ancora più troia. Al cinema non era il caso, ovviamente: già il mio gesto violento aveva suscitato spavento e perplessità negli astanti, che si erano tranquillizzati solo dopo aver capito che a lei piaceva evidentemente anche prenderle.

Un vecchietto, che pareva innocuo, si alzò dalla fila dietro e si diresse verso la bocca di lei col piccolo pene proteso, come per volerle venire dentro. Lo fermai con un braccio dicendo a tutti che non era permesso fare cose troppo pericolose. Il vecchietto si sedette nuovamente al suo posto, deluso, e Shana, santa donna, allungò un braccio prendendogli con due dita il cazzetto e facendolo venire sui pantaloni abbassati.

Tirandola per i capelli, la feci alzare e la condussi nei cessi, con le tette di fuori e il viso arrossato dagli schiaffi e dall'orgasmo. Aveva un'espressione estasiata e sorrideva.
Di nuovo, Pierre, che dava capito tutto, ci fece strada fino a una toilette, nemmeno troppo sudicia, per lo standard di quei posti.
Superato l'ampio antibagno, la spinsi dentro a un minuscolo cesso dove oltre al WC c'era solo un appendiabiti. Dissi a Pierre che l'avrei fatta fottere da tutti, due alla volta, dato che di più dentro non ci stavano.

Pierre entrò per primo e la fece piegare protendendo il culo verso la porta, a novanta gradi, mentre io lasciavo spazio agli altri porci che ci avevano seguito, assicurandomi che prima di entrare avessero il condom indossato.
Almeno cinque maschi la presero da dietro a turno, mentre Pierre la baciava con foga dall'altra parte, dandole anche sostegno fisico e toccandole la clitoride.

Lei iniziò a mugolare, venendo ogni volta che un nuovo maschio la penetrava forte e la sbatteva. Uno solo, in particolare, fu molto lungo, per la gioia di lei, mentre gli altri, come al solito, si rivelarono molto deludenti e veloci nella "prestazione".

Quando arrivò il turno del giovane arabo, lei chiese una pausa dicendo che doveva pisciare: le dissi che poteva farlo lì, semplicemente girandosi verso di noi in modo che potessimo vederla bene.

Lei ubbidì e pisciò a lungo: non si era seduta sulla tazza, ma era solo leggermente piegata sulle ginocchia, con la schiena appoggiata a Pierre, quindi non fu molto precisa nel direzionare il getto.

Il ragazzo, mentre si godeva lo spettacolo, si stava masturbano il cazzo, di dimensioni notevoli, e io alzai i capelli di Shana per farglielo vedere bene. Appena lui si infilò il preservativo, lo invitai ad entrare e a metterglielo in bocca, cosa che fece senza indugio: Pierre, rimasto dietro di lei, le spinse la testa a fondo, segno che aveva ben capito anche lui che tipo di trattamento piaceva a Shana.
Poi si sedette sul cesso sporco dell'urina di lei e le pulì la figa con la lingua, allargandole le natiche, a dimostrazione del fatto che anche lui era un bel porco!
Quando il ragazzo la prese finalmente da dietro, Shana era ormai quasi esausta, e stavolta non riuscì più a godere, benché quello fosse il pene più grande che avesse preso quel giorno.

Lasciammo il giovanotto, che ci ringraziò tantissimo, a pulirsi nel cesso e tornammo in sala, dove ci congedammo anche da Pierre, che ci chiese senza ottenerlo un contatto per rivederci:"Quando passeremo di nuovo da qui, se avrai fortuna...", gli disse lei baciandolo per l'ultima volta in bocca.

All'uscita dal cinema, evidentemente provati, incrociammo una coppia di anziani: lei ci guardò con un'espressione tra il sorpreso e lo schifato, mentre lui ci fece un sorrisino che diceva tutto.
"Allora, ti è piaciuto?", le chiesi in modo quasi retorico di fronte al cappuccino con baci di dama che ci regalammo in una pasticceria di fronte.
"Non molto", mi sorrise lei, "avresti dovuto essere più duro con me, sai che quando mi eccito desidero il dolore".
"Stasera a casa avrai ciò che vuoi, per adesso accontentati di questa bella esperienza nuova che ti ho finalmente fatto vivere"
"Chi ti ha detto fosse nuova?", replicò lei con la sua faccia da furbetta, e lo sguardo ironico che me la facevano amare sopra ogni cosa.
Mi arresi e mi prepari a cercare vendetta con il filo elettrico che usavo sempre come frusta su di lei:"Ho idea che stavolta insegni rossi saranno molto profondi", le dissi sornione.
"Come desideri, mio Signore... sei tu che comandi", rispose infine lei beffarda (e per nulla preoccupata).
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