Prime Esperienze
Uno strano appuntamento
LGjoker
29.07.2025 |
3.895 |
3
"Le riempio il culo di schiaffi, la chiamo puttana, le dico che stasera è la mia troia e lei mi chiede di più..."
Ci organizziamo. Io e lei in un parcheggio davanti a un gelato. Una cosa semplice, giusto per iniziare. Non ci piacciamo affatto. Il viso, il corpo, le forme, i modi…. tutto il contrario di ciò che ci piace. C’era un velo di imbarazzo che riempiva l’auto. Sì, il vento ci ha costretto a ripararci. Non concordiamo su nulla: niente in comune nel quotidiano, nelle scelte di vita, nella politica, niente!
Nonostante questo chiacchiericcio, Il tempo passa e arriviamo a parlare di come sia andata la serata: Male, molto male. Ci accusiamo.
Nei modi e nelle cose dette. Un litigio vero.
“Non dovevi dirmi così” “Tu lo hai detto apposta” “Bastava dirlo subito” “Volevi solo prendere una scusa per andartene”
È la sua auto, Io non voglio scendere. Sentivo dentro che mancava qualcosa, ci tenevo a star lì a insultarci senza apparente motivo.
Potevo aprire la portiera e andarmene.
Il mio respiro cambiò, divenne pesante e profondo. Lei lo sentì. Ci fu silenzio.
“Vorrà dire che ci perdi tu, stasera” le dico.
“Cosa stai dicendo?” replica.
“Beh… mi hai parlato di tutta la tua vita, delle tue cose e delle tue relazioni. Hai appena finito una storia importante e cerchi spensieratezza… peccato. Ero la persona giusta per te.”
“Perché tu ne saresti capace?”
“Non lo so, tanto non ci piacciamo, che importa…”
Lì qualcosa scatta, iniziamo a guardarci diversamente, lei mi fa notare che il mio respiro le piace, ha la percezione che in me ci siano uno stato di eccitazione.
Ha ragione.
Nota la forma dei pantaloni e non resiste a chiedermi di più, io le dico che non è niente, nulla e cerco di fare il sostenuto; lei mi sfida dicendo, sensualmente: “fammi vedere”.
Sì lo faccio, lo esco dai jeans e inizio a toccarmi davanti a lei. Rimane molto sorpresa e sorride, le piace.
Anche lei inizia a respirare più profondamente e la sua mano mi viene incontro. Ci baciamo mentre lavora di mano su di me, iniziamo a limonare duramente e le mani passano su tutto il corpo. Ha un seno enorme e le mie labbra vanno ad assaporare i capezzoli, ci metto la faccia dentro. Lecco. Lei continua a segarmi, sputa sopra e va più forte. Abbiamo trovato la nostra complicità, ora ci piacciamo, ci vogliamo, ci stiamo dando dentro e… ci fermiamo.
È tardi, il parcheggio è pieno di persone. Non sappiamo cosa fare. Il giorno dopo si lavora. Abbiamo troppa voglia per resistere ma le circostanze lo impongono.
Il giorno dopo mi racconta che le sue colleghe le rivelano una cosa “È rimasto in auto solo per farti vedere il cazzo” Una tosta accusa. Me lo sono chiesto: sono rimasto lì, anche durante il litigio, solo per fare vedere come sono messo? Non saprei darmi una risposta. Forse sì, forse no… Non lo so. Aggiunge che mentre gliene parlava alle colleghe era tutta bagnata, troppo eccitata per la situazione.
Ci organizziamo subito per la sera dopo. La vado a prendere.
Non abbiamo un posto dove andare, il motel è la soluzione.
Ci baciamo contro la porta d’ingresso, mi abbasso a venerare il suo seno. Lo bacio, lo lecco, sputo sui capezzoli e affondo il mio viso.
Mi inginoccchio per toglierle i pantaloni per iniziare ad assaporarle la figa. La lecco mentre le tiro schiaffi sul seno. In chat dice che ama essere usata a piacimento, violentemente.
L’accontento, io di indole amo far godere. Andiamo sul letto e a bordo lei si pone a pecorina per succhiarmelo. Mi bacia la pancia, l’interno coscia e arriva piano piano lì.
Non resisto e abbasso io le mutande. Il mio membro le va in viso e non smette di guardarlo con occhi sorpresi. Inizia a leccarmi le palle mentre mi sega, è una cosa che mi fai impazzire. Va sotto, al perineo, zona erogena tra palle e ano.
Mi piace, è brava. Sono eccitato da morire e salto io sul letto. La tengo ferma per i fianchi e comincio a metterlo dentro, piano, tutto quanto. La sento gemere forte. Tanto.
Io lo tolgo e ripeto l’operazione, lo faccio più volte e con spinte sempre più forti.
Godiamo, molto. Le riempio il culo di schiaffi, la chiamo puttana, le dico che stasera è la mia troia e lei mi chiede di più.
La insulto parlando dell’appuntamento della sera prima. Dicendole che è una stronza a essersi comportata così.
Lei ribatte di tacere dicendo che volevo solo mostrarle il cazzo. Scopiamo sempre con più foga, in varie posizioni.
Mentre sto sopra ci baciamo e stiamo per venire. Rallentiamo. Do pochi colpi ma forti e le faccio sentire il cazzo fino in fondo. Mi dice all’orecchio che sta per venire, continuo allo stesso ritmo senza fermarmi e stringendole i capelli. Mi viene addosso. Geme lasciandosi andare dolcemente. Sorrido.
Vieni, voglio assaggiarla. Dice.
Mi alzo e mi masturbo con lei in ginocchio di fronte, lingua di fuori. Si guarda allo specchio e vedo che le piace guardarsi. Mi eccita tantissimo e preso dall’istinto mi giro e vengo sul vetro con lei di riflesso. Le piace da impazzire. Si mette a leccarla guardandosi, assaggiandola con le dita. Si alza e va a sdraiarsi soddisfatta.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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