Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > A LUI PIACE GUARDARE
tradimenti

A LUI PIACE GUARDARE


di lemaniesperte
03.08.2026    |    1.165    |    4 9.5
"Allargò le cosce per prendere più possibile, ora aveva un espressione quasi da trance, non guardava più la cam, era eccitatissima, e il suo orgasmo ora colava tra le sue gambe..."
Conosco Arturo e Lara da molti anni, una dozzina, e da quattro a questa parte la nostra bella amicizia, si è trasformata in qualcosa in più. La causa è piuttosto forte, un incidente sul lavoro ha costretto Arturo in ospedale per oltre sei mesi, togliendogli buona parte delle funzioni, tra cui quella puramente sessuale. E’ una condizione strana, prova piacere ed eccitamento, ma nessun tipo di erezione. Argomento che affrontò con me in più di un’occasione, era sempre lui a parlare di questa cosa, che per pudore nei suoi confronti evitavo accuratamente. Lo andavo a trovare spesso, e con lui c’era sempre Lara, donna molto bella che, da sempre, amava farsi guardare, fasciando il suo corpo molto prosperoso con abiti succinti.
E’ vero qualche pensiero lo avevo fatto, ma il grado di amicizia che mi legava a lui, che era mio amico da sempre, lasciava che i pensieri rimanessero tali. La condizione era stimolata dal fatto che lei, in totale naturalezza anche se a volte con un pizzico di malizia, si presentava ‘così com’era’ al mio cospetto. Nulla di troppo esplicito, in perizoma, in accappatoio che non era mai chiuso al meglio ed in altre circostanze simili. Arturo spesso ‘sdrammatizzava’ con una battuta, ma non si era mai andati oltre.
Un pomeriggio di settembre Arturo mi chiese di avvicinarmi, mostrandomi dal suo cellulare una serie di immagini sfocate, erano state scattate a Lara, mentre si masturbava con una zucchina, aveva le mutandine abbassate al ginocchio e in uno scatto l’ortaggio spariva quasi completamente tra le sue gambe. Rimasi tra il basito e l’imbarazzato, arrossendo in maniera molto evidente.
“Come sai – disse lui allontanando il telefono – io non posso più soddisfarla, e questa cosa mi genera frustrazione. Sono due anni che la cosa mi tormenta, queste immagini sono della nostra videocamera di sicurezza, le capita spesso di farlo, quando io riposo al pomeriggio… all’inizio mi ha sconvolto poi eccitato. Poi ne abbiamo parlato. Lei all’inizio ha avuto una reazione dura, di fatto era stata spiata da me, poi dopo qualche giorno ha deciso di giocare su questa cosa, facendolo per me. Ma poi questa cosa non ci bastava, e siamo arrivati ad un livello superiore. Una volta ha chiesto al corriere di entrare a consegnare il pacco perché non poteva andare al cancelletto, accogliendolo in abbigliamento trasparente. Poi ha chiamato un tecnico per la lavastoviglie, sempre vestita provocante. Non ha fatto nulla, ma soprattutto nel secondo caso, la cosa mi ha eccitato molto.
E ‘iniziata poi una cosa che non mi aspettavo. Ho detto che vista la situazione avrebbe potuto fare sesso se lo desiderava, lei è sempre stata molto ‘attiva’… ma ha detto di no, affermando che in parte ora mi detesta per averle sottratto questa cosa, e da li ha iniziato anche ad umiliarmi, cosa che mi da… tieniti forte, piacere! Al tecnico ha offerto una birra, e quando è uscito ha leccato la parte superiore, infilandosela tra le gambe per venire copiosamente. Sempre davanti alla cam, sempre ‘a distanza’”.
“Perché mi stai dicendo tutto questo Arturo?” Lo interruppi.
“Mi piacerebbe che la scopassi davanti a me. No non in questa stanza, ma davanti alle cam del soggiorno”.
Non risposi nulla, ero totalmente disorientato, una sensazione strana, tra l’eccitato e il frastornato. Non sapevo neppure se potessi piacerle, e come avrei fatto ad approcciarla, e che situazione pessima si sarebbe creata, qualora lei avesse rifiutato il mio approccio. Pensai tutto in una frazione di secondo.
Le parole di lui interruppero i miei pensieri, come se li avesse limpidamente letti disse:
“Sei spesso stato nei nostri pensieri sai? Sia quando funzionavo che ultimamente. Era incredibilmente eccitata dal farlo a tre, questa cosa l’ha sempre desiderata del gioco a tre, non te lo abbiamo mai proposto per la tua ‘rigidtà’, sai di essere a volte molto duro anche con te stesso. Lo abbiamo fatto tre volte, in un club privè con gente scelta a caso. Poi non ha più voluto. Che poi… sesso a tre… mi ha sempre escluso e mentre scopava mi guardava lussuriosa”.
Rimasi ammutolito, con un’aria che doveva sembrare apparire piuttosto ebete… terminai di palare con Arturo e chiesi di rifletterci. Non è come di film hard, dove il protagonista approfitta della situazione, sfogando i suoi bassi istinti.
Parlai con lui per qualche giorno via telefono, senza mai passare, fino a quando mi decisi, il suo sogno erotico alla fine collimava con li mio. L’avevo spesso immaginata tra le mie braccia.
La raggiunsi una sera prima di cena, era vestita con una gonna nera stretta ed una camicetta bianca.
“Sono tornata dal lavoro da poco, se aspetti mi cambio e ti raggiungo, Arturo dorme profondamente!”
“No, rimani qui, prendo un caffè e vado”
“Come vuoi, te lo preparo…” disse voltandosi verso la macchina del caffè. Aveva forme molto belle, e la gonna stretta faceva, ora che avevo modo di osservarla bene, affiorare il bordo delle autoreggenti che in leggero rilevo marcavano il perimetro della coscia.
Le tre telecamere di sorveglianza lampeggiavano in maniera ritmica. Mi alzai e misi le mani sui fianchi di lei, avvicinando le mia labbra al suo collo. Aveva un profumo delicato, che mi eccitò parecchio. Lei posò le mani sul pianale di marmo, emettendo un sussurro di piacere.
Le mie mani affondarono nei prosperosi seni, sodi al punto giusto. La girai e la baciai. Lei si ritrasse per un attimo.
“Le telecamere – disse intimorita – mio marito ci potrebbe guardare…”
“Lascia che faccia, vedrai gli piacerà”.
“Ma cosa dici… “ sussurrò visibilmente eccitata.
Le misi una mano tra le gambe, forse stavo accelerando troppo ma me ne resi conto solo dopo. Le mutandine erano bagnate del suo sapore più intimo, con le dita la stimolai senza spostarle, volevo si inzuppassero di lei totalmente. Lara non riusciva ad aprire le gambe, quindi si tirò su la gonna che raggiunse la vita, sbottonandosi la camicetta mentre le abbassavo l’intimo ormai fradicio sino a metà coscia, cominciando a leccarla tra le gambe. La pratica durò poco.
“Spostiamoci” mi disse accompagnandomi sul comodo divano, ripeso da due delle tre telecamere interne. Mi fece sedere, inginocchiandosi davanti a me, e da quella posizione mi sfilò i pantaloni, mentre io mi sbottonavo la camicia. Prese, con foga, a leccarmi le cosce, poi l’addome e il petto. Avevo il mio arnese nella sua totale estensione, ma sembrava lo evitasse… la sua lingua spaziava dal collo alle gambe. Poi mi fece alzare, iniziando a leccare con passione il mio culetto. Girai il collo e notai che mentre lo faceva guardava una delle telecamere…
Lara mi guardò dicendo “A lui non l’ho mai fatto…” aveva due dita tra le sue gambe, e continuava a masturbarsi, riprendendo a leccarmi sempre con lo sguardo puntato alla cam.
Mi girai e, di forza, le infilai il mio membro in bocca.
“Porco” mugugnò.
“Succhialo bene, tutto, e poi passa alle palle” le ordinai.
Lei eseguì muovendo la testa, ansimando di piacere, ora le sue mani erano sui miei fianchi, spingendo verso di lei. La spostai stendendola di schiena sul tappeto sotto il divano, lei si spostò con il corpo per evitare vi fossero zone di visione coperte dalla cam, ed iniziammo a leccarci i sessi rispettivamente, in un godurioso 69. Continuammo cosi per molto tempo, poi eccitato la spostai sul massiccio tavolo poco distante. Lei allargò le gambe, e con le mani si mise a sostenere le cosce aperte. Esitai un attimo, mi girai a tre quarti mostrando il mio arnese a favore di camera, carezzandolo con la mano.
Poco dopo le entrai con un colpo deciso, lei bestemmiò dicendomi di non smettere. Allargò le cosce per prendere più possibile, ora aveva un espressione quasi da trance, non guardava più la cam, era eccitatissima, e il suo orgasmo ora colava tra le sue gambe. Tra le mie mani stringevo i suoi seni, enormi, leccando i capezzoli turgidi.
“Limonami cazzo!” mi disse prendendo il mio collo e spingendomi verso la sua bocca. La sua lingua si muoveva veloce. Per un attimo mi allontanò, estrassi il mio pene da lei, e Lara ci infilò tre dita… prelevando il suo caldo sapore che spalmò sulle sue e sulle mie labbra.
“Torna a scoparmi” mi disse infilandosi ancora il mio arnese tra le gambe.
Cambiammo due o tre posizioni, e quando la misi a pecorina sul tappeto squirtò contrandosi.
Poi dopo alcuni minuti mi fermò. Recuperò la cam wireless sulla libreria e la mise su tre libri poggiati sul pavimento. Le inquadravano il viso in maniera ravvicinata.
“Sborrami in faccia” mi ordinò.
Quella situazione era incredibilmente eccitante, sapevo chi stava guardando e ne potevo percepire l’eccitamento. Dopo poco le esplosi sul viso, in maniera copiosa. Lei con la lingua raggiunse lo sperma sulle labbra, nettandosi guance, fronte e naso con le dita, che si leccò avidamente. Poi si dedicò la mio pene, ancora gocciolante, ripulendo tutto. Rimanemmo sul tappeto per qualche minuto.
Poi lei si alzò, mi tese la mano dicendomi “Andiamo a trovare Arturo, magari si è svegliato”.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.5
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per A LUI PIACE GUARDARE:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni