Il gioco della prostituta
Con il tempo le nostre dinamiche si sono evolute. Dai rapporti a tre in cui coinvolgevamo altri uomini siamo passati a una preferenza diversa quando ho scoperto che adoro gustare lo spettacolo offerto dalla mia devota mogliettina alle prese con altri. Ora abbiamo trovato il nostro equilibrio: pochi incontri, tre o quattro all’anno, ma vissuti in maniera particolare. Non più semplici scopate, bensì vere e proprie narrative costruite come giochi di ruolo.
Come per gli altri, anche questo gioco nasce da una fantasia di uno di noi due, poi condivisa e trasformata in desiderio: la fantasia di Giulia di sentirsi totalmente usata. A differenza delle altre volte, seleziono da solo il singolo che avrebbe giocato con la mia regina, concordando con lei soltanto la fascia d’età del nostro complice. Conveniamo che un uomo maturo sarebbe stato l’ideale per fargli calzare il ruolo un po' stereotipato del “vecchio puttaniere”. Metto l’annuncio e, tra i tanti candidati, scelgo un uomo maturo, molto, molto dotato.
Il giorno prima dell’incontro con calma scegliamo e proviamo l’outfit per il gioco, finendo a scopare travolti dall’eccitazione. La sera dell’appuntamento la aiuto a lavarsi e a depilarsi, poi le spalmo la crema idratante e profumata con un lento massaggio che scioglie la tensione in entrambi. La vesto come deciso la sera precedente: un vestitino bianco aderente che le copre a malapena le chiappe, scollato sulla schiena fino al punto più basso; sotto, soltanto un perizoma striminzito di pizzo bianco che sparisce tra le natiche; stivali in pelle bianca che le arrivano sopra il ginocchio, con un tacco altissimo e sottile; autoreggenti bianche a vista, una piccola borsetta in pelle bianca. Il trucco è pesante: ciglia lunghe, ombre scure e un rossetto rosso acceso e lucido che le fa sembrare le labbra ancora più carnose.
Usciamo di casa quando il caldo della giornata sta appena cominciando a calare e la luce lascia il posto all’ombra. Guido per una mezz’ora con il cuore in gola. Dopo averle dato un bacio e una carezza, la lascio nel punto prestabilito: un marciapiede poco illuminato vicino a una zona semi-industriale. Lei comincia subito a passeggiare avanti e indietro con quel passo lento e provocante delle professioniste, muovendo i fianchi e tenendo la borsetta con nonchalance, mentre guarda il telefono.
Io mi dirigo verso il luogo dove devo incontrare Marco (nome di fantasia), a circa un chilometro di distanza. Lui è già lì, appoggiato alla sua macchina. Definiamo gli ultimi dettagli, poi salgo sulla sua auto, sul sedile posteriore e gli indico dove andare. Quando la vedo in lontananza, illuminata appena dalla luce dei lampioni, ce l’ho già duro come un sasso e il cuore mi batte forte.
Lui accosta lentamente e abbassa il finestrino. Giulia si avvicina, lancia una veloce occhiata nel retro per assicurarsi che siamo effettivamente noi — poi mi racconterà che aveva già accostato anche un’altra macchina, ma si era allontanata quando aveva visto che non c’erano i segnali concordati. Si appoggia alla portiera e dice con voce maliziosa:
"Ciao tesoro… cinquanta euro bocca e figa, cento se vuoi anche il culo."
Marco la guarda da capo a piedi, le risponde che ha voglia di riempirle la figa e le fa segno di salire. Lei apre la portiera anteriore, sale e si sistema sul sedile del passeggero. Ci dirigiamo verso una zona appartata e tranquilla.
Appena arrivati e spenta la macchina, Marco le dà i cinquanta euro che gli avevo passato io prima. Lei li conta velocemente, li infila nella borsetta e comincia a toccargli il cazzo sopra i pantaloni, accarezzandolo con la mano aperta "bene tesoro, ora ti faccio divertire". Poi gli slaccia i pantaloni e lo tira fuori: è già semi-duro e davvero enorme, grosso, venoso, con una cappella larga. Giulia glielo massaggia lentamente, su e giù, osservandolo con aria professionale. Dalla mia posizione sul sedile posteriore faccio un po’ di fatica a vedere tutto, ma riesco a cogliere i movimenti delle sue mani e il modo in cui il cazzo di Marco cresce sotto le sue dita.
Poi prende un preservativo dalla borsetta, lo apre, glielo punta sulla cappella e glielo srotola giù lentamente con la bocca, succhiandolo avidamente mentre scende. Il cazzo di Marco diventa duro come il marmo: è davvero una dotazione importante, fatica a starle dentro la bocca. Lei lo lavora con lingua e gola per un po’, facendo rumori umidi e gorgoglii profondi quando cerca di prenderlo più a fondo. Ogni tanto si ferma e lo guarda dicendo qualcosa tipo: "Che bel cazzo grosso…".
A un certo punto si rimette sul suo sedile, tira giù lo schienale fino a quasi distendersi, si alza leggermente il vestitino e si sfila il perizoma ormai già bagnato, lasciandolo cadere a terra. Il tipo le salta sopra senza troppi complimenti, si sistema tra le sue gambe e glielo sbatte dentro fino in fondo con una spinta secca e potente. Giulia emette un gemito acuto. Comincia a pomparla forte, senza sosta, con colpi profondi e pesanti che fanno scricchiolare i sedili. Ogni spinta la scuote, le tette ballano fuori dal vestitino. Giulia mugola sempre più forte, si contorce, afferra lo schienale e il bracciolo, fino a venire stringendo i denti e contraendo tutto il corpo.
Lui non si ferma, aumenta ancora il ritmo, letteralmente la sta sfondando: il suono umido dei loro corpi che si scontrano riempie l’abitacolo. Dopo qualche minuto viene anche lui, grugnendo basso, scaricandosi dentro il preservativo con spinte profonde. Quando glielo sfila lentamente mi rendo conto ancora meglio di che pezzo di carne sia stato dentro mia moglie: allucinante. Il preservativo pieno di sborra pendola dal suo cazzo ancora duro e lucido.
Lui si rimette sul suo sedile. Giulia gli sfila il preservativo con attenzione, gli pulisce il cazzo con dei fazzoletti umidi presi dalla borsetta e si risistema il vestitino. Riportiamo Giulia al marciapiede, poi Marco mi riaccompagna alla macchina. Ci ringraziamo a vicenda con una stretta di mano e ci salutiamo.
Torno con la mia auto da Giulia, che sale mostrando un sorriso divertito. Dopo un bacio lungo e appassionato mi dice che è stato davvero emozionante. Le chiedo se non le va di continuare la serata con Marco. Lei mi guarda con occhi sorpresi per il fuori programma, ma accetta subito. Chiamo Marco, che non se lo fa ripetere due volte e in men che non si dica torna indietro. Il caldo è davvero infernale: non vediamo l’ora di godere dell’aria condizionata e ci dirigiamo tutti verso casa nostra.
Una volta dentro, Giulia ci dice che va a farsi un bidet e a mettersi qualcosa di più comodo; poi aggiunge: "Meglio una doccia, con tutto quello che ho sudato". Chiedo a Marco se vuole anche lui darsi una rinfrescata nel bagno degli ospiti e gli porto un asciugamano pulito. Nell’attesa apro una bottiglia di prosecco fresco, verso tre calici e mi metto anch’io qualcosa di più comodo.
Il primo a tornare in salotto è Marco. Mi faccio aiutare da lui a stendere sul sofà il telo impermeabile copridivano che usiamo in queste occasioni. Brindiamo e facciamo quattro chiacchiere nell’attesa che torni Giulia. Si presenta in salotto con addosso soltanto un babydoll di pizzo con perizoma abbinato, ancora una volta bianchi, un’aria leggera e sorridente, quasi innocente senza il trucco pesante di poco prima. Verso un altro calice per me e Marco e brindiamo con Giulia.
Invito poi i due a mettersi comodi sul divano mentre verso un altro giro. Quando arrivo in soggiorno vedo che Marco ha già rotto gli indugi: seduto di fianco a Giulia, le sta già accarezzando una coscia. Lascio perdere il prosecco, lo appoggio sul tavolino e mi accomodo sulla poltrona. Marco si fa intraprendente, libero dal ruolo distaccato che aveva prima, e comincia a limonare con Giulia mentre le sue mani le accarezzano il corpo, soffermandosi sulle tette. Poi allunga ancora la mano sulla coscia di Giulia e risale lentamente; lei socchiude le gambe e la mano di lui si intrufola, mentre la sua lingua è ancora nella bocca di mia moglie.
Mi avvicino e sfilo il perizoma di Giulia, che allarga le gambe offrendo a Marco il via libera. Dopo averla accarezzata per un po’ si abbassa e, con fare esperto, comincia a leccarla. Spende diversi minuti sul clitoride mentre affonda due dita dentro di lei. Lei mi guarda e vedo il piacere che le sta montando.
A un certo punto lei gli alza la testa e lo fa alzare, mettendosi in ginocchio sotto di lui. Gli slaccia i pantaloni e gli tira fuori il cazzo già duro, che ora sotto la luce si rivela sì molto grande, ma non quella bestia che mi era sembrata nella penombra del parcheggio. Comincia a massaggiarlo su e giù, poi mi guarda, le allungo un preservativo lei prontamente lo infila sul cazzo di Marco. Mentre continua a segarlo gli lecca i testicoli, poi risale leccando piano piano fino alla punta per prenderlo in bocca, cominciando su e giù accompagnata da una mano, mentre l’altra gli massaggia lo scroto.
Lo fa sedere sul divano e si mette a cavalcioni su di lui, lasciandomi la vista della sua schiena e del suo culo. Mentre lo limona si struscia avanti e indietro sul suo membro, fino a che lo prende in mano e se lo infila, cominciando a cavalcarlo piano e poi via via sempre più forte. Ora è lui che la fa alzare, la fa inginocchiare sul divano con le braccia appoggiate allo schienale e inizia a prenderla da dietro, tenendola per i fianchi e dandole colpi sempre più profondi. Giulia geme e mi guarda; il suo sguardo mi fa capire subito cosa vuole, la conosco troppo bene, quindi vado in camera e prendo il lubrificante.
Marco si sfila e la preparo io stesso, spalmandolo attorno all’ano. Infilo un dito, poi due, poi tre. Nel frattempo passo il lubrificante a Marco, che se lo spalma sul cazzo. Si avvicina e punta il suo giocattolo sul buchetto di Giulia. Fatica ad entrare, quindi le allargo le natiche per facilitare la penetrazione. Lui spinge piano piano ed entra qualche centimetro. Si ferma un po’, si ritrae e poi affonda qualche centimetro in più. Ripete l’operazione finché è tutto dentro, poi lentamente comincia il movimento avanti e indietro.
Ritorno sulla mia poltrona. Marco alza il ritmo, affondando con decisione. Lei mugola sempre più forte mentre si masturba il clitoride con due dita. Marco accelera ancora, poi si ritrae, si sfila il preservativo e le viene sulle chiappe con gemiti bassi, spargendo sborra calda sulla sua pelle.
Giulia si volta verso di me con le chiappe ancora lucide, guardandomi negli occhi con un sogghigno. Poi viene da me gattonando, mi dà un bacio profondo e mi prende il cazzo in bocca. La mia eccitazione è fuori scala: solo pochi secondi e le riempio la bocca, mentre lei continua a succhiare e a guardarmi negli occhi, ingoiando tutto.
Ci ricomponiamo e ci beviamo il prosecco che ci aspettava ancora sul tavolo. Poi Marco si sistema e lascia la nostra casa, ringraziando e dandosi disponibile per nuovi incontri. Noi sappiamo però che cambiamo ogni volta il nostro complice.
Rimasti soli andiamo a farci la doccia insieme, ci stendiamo sul letto e ci coccoliamo. Giulia è stremata e si addormenta in un battito di ciglia. Io sono stremato anche più di lei, ma non riesco a chiudere occhio: rivedo in continuazione il film della serata nella mia testa. Un’altra avventura è andata. Un altro sogno che il mio amore mi ha regalato.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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