"A un certo punto è arrivato l’uomo giusto: maturo, elegante, che si è fermato poco distante fingendo indifferenza, ma con gli occhi incollati su di lei..."
L'attesa per l'incontro di domani mi sta soffocando. Per ingannare l’attesa e calmare i nervi ho deciso di raccontare come è cominciato tutto, qualche anno fa. Io e Giulia abbiamo sempre avuto una vita sessuale intensa e tutt’altro che vanilla. Nei nostri momenti più intimi iniziavamo spesso a fantasticare sulla presenza di un altro uomo. Immaginavamo lei desiderata da tanti sguardi, altri uomini che la guardavano mentre era nuda o mentre faceva porcate con me. Lei si eccitava all’idea di essere osservata, io impazzivo al pensiero di vederla in quelle situazioni. Dalla fantasia alla realtà il passo è stato piccolo ma emozionante. La prima idea fu semplice: lei in lingerie sexy che provava vestiti nei camerini di un centro commerciale, lasciando “accidentalmente” la tendina un po’ aperta. Sembra una cosa banale, ma a noi eccitava tantissimo. Abbiamo fantasticato per settimane prima di farlo davvero. Quel giorno eravamo agitati ed eccitati insieme. Abbiamo scelto con cura il negozio e il camerino più adatto. Giulia indossava sotto un completino di pizzo nero – reggiseno, perizoma, autoreggenti e tacchi – e sopra un vestitino leggero. È entrata lasciando la tenda aperta una quarantina di centimetri. Mi sono posizionato poco distante, col cuore che batteva fortissimo. Appena si è sfilata il vestito, il suo culo è rimasto completamente esposto. Il negozio era pieno di gente e il viavai davanti ai camerini era continuo. Non ci è voluto molto prima che i primi sguardi cadessero su di lei. Ho sorriso vedendo uomini che passavano e ripassavano, altri che fingevano di aspettare qualcuno fermandosi strategicamente per sbirciare. Giulia era bravissima: disinvolta, sensuale. Ogni tanto si piegava in avanti “per raccogliere qualcosa”, offrendo una vista ancora più oscena del suo culo. Io ero durissimo. Quando siamo tornati a casa abbiamo scopato come animali, selvaggi come non mai. Abbiamo ripetuto quel gioco diverse volte, sempre più audaci. Poi abbiamo deciso di fare un piccolo passo ulteriore. Un pomeriggio abbiamo scelto un negozio un po’ meno affollato. Giulia ha ricominciato la sua esibizione. A un certo punto è arrivato l’uomo giusto: maturo, elegante, che si è fermato poco distante fingendo indifferenza, ma con gli occhi incollati su di lei. fu allora che lei mise in atto quello che avevamo concordato. Ha sporto la testa fuori dalla tenda con aria innocente e ha detto: "Scusi?" L’uomo ha sobbalzato, visibilmente imbarazzato, convinto di essere stato scoperto. "Io?" ha chiesto indicandosi. "Sì, lei… può avvicinarsi un secondo?" Si è avvicinato titubante. Giulia, tenendosi il reggiseno premuto sul seno, gli ha spiegato con voce dolce:
"Mi scusi se la disturbo… è imbarazzantissimo, ma il gancetto del reggiseno si è incastrato e non riesco a slacciarlo. Mi darebbe una mano?" L’uomo ha balbettato un "certo" ed è entrato per metà nel camerino. Lei si è girata, offrendogli la schiena. Le mani di lui, un po’ tremanti, hanno sfiorato la pelle calda e liscia di Giulia mentre le sganciava il reggiseno. Per qualche secondo ha avuto il suo culo perfetto a pochi centimetri dal viso, letteralmente a portata di mano. Lei lo ha ringraziato con un sorriso malizioso. Appena lui è uscito, ha chiuso completamente la tenda. L’uomo si è allontanato con passo veloce, quasi scappando, chiaramente sconvolto e probabilmente eccitato. Quella sera, a casa, abbiamo fatto l’amore in modo indimenticabile. Il ricordo delle mani di uno sconosciuto sulla pelle di mia moglie, del suo culo esposto così vicino a lui, mi fa ancora impazzire. Da quel giorno il nostro percorso è evoluto tantissimo, portandoci fino a dove siamo oggi. Per quanto quelle avventure fossero banali e leggere, per noi vollero dire tantissimo e le ricordiamo ancora volentieri.
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